Nel corso della Legislatura sono intervenute diverse innovazioni in tema società partecipate dalle amministrazioni centrali che hanno riguardato i profili normativi, gli assetti organizzativi e le quote di partecipazione, nonché la costituzione di nuove società a controllo pubblico.
Il Piano strutturale di bilancio di medio termine 2025-2029 ( PSB - Doc. CCXXXII, n. 1), nel confermare l'impegno alla riduzione del rapporto debito/PIL, evidenzia come concorrerà al perseguimento di tale obiettivo sia l'attuazione di un piano di dismissioni di partecipazioni societarie pubbliche, sia la distribuzione di dividendi straordinari.
Il PSB precisa, inoltre, come la cessione di partecipazioni in società sarà realizzata in modo tale da non comportare la perdita del controllo dello Stato (salvo casi particolari, come quello della Banca Monte dei Paschi di Siena) sulle società oggetto delle operazioni.
Tali cessioni sono finalizzate: da un lato, ad attivare risorse a beneficio della finanza pubblica; dall'altro, a valorizzare le partecipazioni stesse, accrescendo il flottante e la stabilità dei titoli (nel caso di società con azioni quotate in Borsa) o allargando la compagine sociale (nel caso di società non quotate). Il Piano preannuncia, inoltre, la realizzazione di operazioni di riorganizzazione e riassetto settoriale funzionali ad un maggiore sviluppo delle attività delle società interessate, in coerenza con l'evoluzione dei mercati. Per approfondimenti in merito al PSB si rinvia al relativo dossier predisposto dai Servizi di documentazione parlamentare.
Con riferimento alle principali innovazioni intervenute nel corso della Legislatura, si rammentano:
A seguito dell'offerta pubblica di acquisto e scambio totalitaria volontaria promossa da Banca Monte dei Paschi di Siena S.p.A. (BMPS) e avente a oggetto la totalità delle azioni ordinarie di Mediobanca – Banca di Credito Finanziario S.p.A., e del correlato aumento di capitale disposto a servizio della medesima offerta, la partecipazione del Ministero dell'economia e delle finanze (MEF) nel capitale sociale di BMPS si è attestata al 4,86 per cento (v. azionariato).
In precedenza, la quota di partecipazione del MEF nel capitale dell'istituto bancario era scesa dal 64,23 per cento all'11,73 per cento nel periodo novembre 2023 – novembre 2024, con una diminuzione complessiva pari a oltre 52 punti percentuali. Tale progressiva riduzione si è svolta in coerenza con l'impegno assunto nei confronti della Commissione europea in occasione dell'ingresso dello Stato nel capitale della Banca nel 2017 attraverso un'operazione di ricapitalizzazione precauzionale.
Nello specifico, l'operazione si è svolta in tre fasi:
Il controvalore complessivo cumulato dell'intera operazione di cessione è pertanto risultato pari a circa 2,7 miliardi di euro, a fronte di un aumento di capitale di BMPS, sottoscritto a novembre 2022, per un importo di circa 1,6 miliardi di euro.
ITA Airways (ITA) ha annunciato, in data 17 gennaio 2025 (v. il relativo comunicato stampa), l'ingresso ufficiale della compagnia italiana nel Gruppo Lufthansa, a seguito del completamento dell'acquisizione del 41 per cento del capitale da parte del vettore tedesco.
Successivamente, con comunicato stampa del 12 maggio 2026, ITA Airways ha comunicato che Deutsche Lufthansa AG ha acquisito un ulteriore 49 per cento del capitale sociale della compagnia, per un valore pari a 325 milioni di euro. L'operazione è subordinata all'approvazione delle competenti autorità e si aspetta il perfezionamento entro il primo trimestre del 2027. Il rimanente 10 per cento resta in capo al Ministero dell'economia e delle finanze; tale partecipazione residuale, come precisa il comunicato stampa di Lufthansa del 12 maggio 2026, potrebbe essere acquisita dalla stessa compagnia aerea tedesca nel 2028.
Con il perfezionamento dell'operazione, ITA Airways sarà pienamente integrata nel gruppo Lufthansa sia sotto il profilo organizzativo che finanziario.
Con riferimento al progetto di acquisizione in oggetto, si ricorda che questo era stato approvato il 3 luglio 2024 dalla Commissione europea, a norma del regolamento UE sulle concentrazioni. Tale approvazione, come spiegato dal comunicato stampa della Commissione, era tuttavia subordinata al pieno rispetto delle misure correttive offerte dalle parti coinvolte e faceva seguito a un'indagine approfondita dell'operazione che aveva previsto anche l'invio di una comunicazione delle obiezioni.
Con DPCM 17 settembre 2024, approvato su proposta del Ministro dell'economia e delle finanze dal Consiglio dei ministri in pari data, era stata prevista l'alienazione di una quota della partecipazione detenuta dal MEF nel capitale di Poste Italiane S.p.A. All'epoca dell'adozione del DPCM il Ministero deteneva una partecipazione diretta del 29,26 per cento nel capitale della Società ed una quota indiretta, tramite Cassa Depositi e Prestiti S.p.A., del 35 per cento del capitale sociale.
L'alienazione, secondo quanto disposto dal DPCM, avrebbe dovuto comportare, in ogni caso, il mantenimento di una partecipazione dello Stato, anche per il tramite di società direttamente o indirettamente controllate dal predetto Ministero, superiore al 50 per cento, e poteva essere effettuata anche in più fasi, attraverso il ricorso singolo e/o congiunto ad un'offerta pubblica di vendita rivolta al pubblico dei risparmiatori in Italia, inclusi i dipendenti del Gruppo Poste Italiane, e/o a investitori istituzionali italiani e internazionali, nonché attraverso collocamento sul mercato, anche mediante modalità di vendita accelerate o attraverso vendita in blocchi.
Con comunicato stampa del 4 ottobre 2024 il MEF, in conformità con le disposizioni del medesimo DPCM - sul quale si erano espresse in senso favorevole le competenti Commissioni parlamentari (cfr. oltre) - aveva definito la struttura del consorzio di garanzia e collocamento. In una successiva nota stampa di Poste Italiane diramata il 17 ottobre 2024, la Società aveva comunicato di aver avviato, congiuntamente al MEF, il procedimento presso la Consob per l'approvazione del prospetto relativo all'offerta di azioni da parte dello stesso MEF, rilevando tuttavia come tale procedimento si fosse temporaneamente interrotto "in pendenza delle decisioni e delle valutazioni in corso riguardo alle modalità e ai tempi dell'offerta".
Si rammenta che, nel frattempo, Poste Italiane, attraverso una serie di operazioni finanziarie, ha progressivamente acquisito una partecipazione di maggioranza in TIM S.p.A. culminata da ultimo nel perfezionamento di un'offerta pubblica di acquisto e scambio volontaria (OPAS) e nella conseguente acquisizione del controllo della società, con l'avvio dell'attività di direzione e coordinamento da parte di Poste (per approfondimenti sul punto si rinvia al relativo tema web).
A seguito delle predette operazioni e dell'aumento di capitale deliberato al servizio dell'offerta, la partecipazione pubblica diretta e indiretta in Poste Italiane è scesa, rispettivamente, al 23,7 per cento e al 28,36 per cento, attestandosi nel complesso al 52,06 per cento, lievemente al di sopra della soglia di mantenimento della partecipazione dello Stato prescritta dal citato DPCM.