La legge di bilancio 2025 ha istituito un fondo da ripartire a favore delle amministrazioni centrali dello Stato al fine di assicurare il finanziamento degli investimenti e lo sviluppo infrastrutturale del Paese, con una dotazione complessiva di 18,5 miliardi di euro, di cui 2.576 milioni di euro per l'anno 2027, 1.464 milioni di euro per l'anno 2028, 800 milioni di euro per l'anno 2029, 1.949 milioni di euro per ciascuno degli anni dal 2030 al 2033 e 1.950 milioni di euro per ciascuno degli anni dal 2034 al 2036.
In precedenza, per assicurare il finanziamento degli investimenti e lo sviluppo infrastrutturale del Paese in determinati settori, a partire dal 2016 sono stati istituiti tre distinti Fondi.
Il Fondo per il finanziamento degli investimenti e lo sviluppo infrastrutturale del Paese, istituito dalla legge di bilancio per il 2017 con una dotazione di 47,5 milardi per gli anni dal 2017 al 2032, e rifinanziato dalla legge di bilancio per il 2018 per complessivi 36,115 miliardi di euro per gli anni dal 2018 al 2033, finanzia interventi nei settori dei trasporti, delle infrastrutture, della ricerca, della difesa del suolo, dell'edilizia pubblica e della riqualificazione urbana.
La legge di bilancio per il 2019 ha istituito il Fondo finalizzato al rilancio degli investimenti delle Amministrazioni centrali dello Stato e allo sviluppo del Paese, con una dotazione complessiva di circa 43,6 miliardi di euro per gli anni dal 2019 al 2033. Una quota di 900 milioni di euro è stata destinata al finanziamento del prolungamento della linea metropolitana da Milano fino al comune di Monza.
La legge di bilancio per il 2020 ha istituito un diverso Fondo finalizzato al rilancio degli investimenti delle Amministrazioni centrali dello Stato e allo sviluppo del Paese, destinato in particolare all'economia circolare, alla decarbonizzazione dell'economia, alla riduzione delle emissioni, al risparmio energetico, alla sostenibilità ambientale e, in generale, ai programmi di investimento e ai progetti a carattere innovativo, anche attraverso contributi ad imprese, a elevata sostenibilità e che tengano conto degli impatti sociali. Tale Fondo ha una dotazione complessiva di circa 20,8 miliardi di euro per gli anni dal 2020 al 2034.
La legge di bilancio 2025 (n. 207 del 2024, comma 875) ha istituito nello stato di previsione del Ministero dell'economia e delle finanze un Fondo da ripartire a favore delle amministrazioni centrali dello Stato al fine di assicurare il finanziamento degli investimenti e lo sviluppo infrastrutturale del Paese, con una dotazione complessiva di 18.486 milioni di euro, di cui 2.576 milioni di euro per l'anno 2027, 1.464 milioni di euro per l'anno 2028, 800 milioni di euro per l'anno 2029, 1.949 milioni di euro per ciascuno degli anni dal 2030 al 2033 e 1.950 milioni di euro per ciascuno degli anni dal 2034 al 2036.
Il fondo è destinato a interventi, anche già finanziati parzialmente, a condizione che abbiano un cronoprogramma compatibile con i saldi di finanza pubblica, nei limiti delle risorse previste per ciascuna amministrazione dall'allegato VI della legge di bilancio. Le assegnazioni del fondo relative alla Presidenza del Consiglio dei ministri sono disposte con D.P.C.M. da adottare di concerto con il Ministro dell'economia e delle finanze, mentre quelle relative ai Ministeri di cui all'allegato VI sono disposte con diversi decreti del Ministro dell'economia e delle finanze, su proposta dei Ministri interessati (comma 876). Tali decreti, che devono essere comunicati alle Commissioni parlamentari competenti e alla Corte dei conti, prevedono le modalità di monitoraggio degli interventi mediante i sistemi informativi della Ragioneria generale dello Stato e il relativo CUP nonché la disciplina della revoca in caso di mancato rispetto del cronoprogramma. Le risorse possono essere destinate anche alla rimodulazione o riprogrammazione delle risorse previste a legislazione vigente, tenuto conto dei tempi di realizzazione del singolo intervento.
Con il D.M. 13 ottobre 2025 il Fondo è stato ripartito tra le amministrazioni centrali per un importo di 12.800 milioni. Nell'elenco allegato sono individuate le linee di investimento e le relative risorse attribuite alle amministrazioni titolari. All'individuazione, nell'ambito delle linee di investimento, degli interventi identificati mediante il CUP e corredati dal relativo cronoprogramma procedurale si provvederà con uno o più decreti del Ministro dell'economia e delle finanze, su proposta dei Ministri interessati, da adottare entro e non oltre il mese di maggio 2026. Le amministrazioni titolari possono disporre delle risorse assegnate solo a seguito dell'adozione dei citati decreti e, in caso di mancata individuazione degli interventi entro il predetto termine, con decreto del Ministro dell'economia e delle finanze le risorse non assegnate a specifici interventi sono revocate.
Il Fondo per il finanziamento degli investimenti e lo sviluppo infrastrutturale del Paese è stato istituito dalla legge di bilancio per il 2017 (articolo 1, comma 140, della legge n. 232/2016) con una dotazione di oltre 47 miliardi di euro in un orizzonte temporale venticinquennale dal 2017 al 2032 ed è stato rifinanziato dalla legge di bilancio per il 2018 (articolo 1, comma 1072, della legge n. 205/2017) per ulteriori complessivi 36,115 miliardi di euro per gli anni dal 2018 al 2033. Tale Fondo finanzia interventi in specifici settori di spesa, tra cui i trasporti, le infrastrutture, la ricerca, la difesa del suolo, l'edilizia pubblica e la riqualificazione urbana.
La legge di bilancio per il 2017 (comma 140 della legge 11 dicembre 2016, n. 232) ha istituito nello stato di previsione del Ministero dell'economia e delle finanze (cap. 7555) il Fondo per assicurare il finanziamento degli investimenti e lo sviluppo infrastrutturale del Paese in determinati settori di spesa, tra cui i trasporti, le infrastrutture, la ricerca, la difesa del suolo, l'edilizia pubblica, la riqualificazione urbana.
I settori di spesa previsti dalla legge di bilancio per il 2017 sono:
a) trasporti, viabilità, mobilità sostenibile, sicurezza stradale, riqualificazione e accessibilità delle stazioni ferroviarie;
b) infrastrutture, anche relative alla rete idrica e alle opere di collettamento, fognatura e depurazione;
c) ricerca;
d) difesa del suolo, dissesto idrogeologico, risanamento ambientale e bonifiche;
e) edilizia pubblica, compresa quella scolastica;
f) attività industriali ad alta tecnologia e sostegno alle esportazioni;
g) informatizzazione dell'amministrazione giudiziaria;
h) prevenzione del rischio sismico;
i) investimenti per la riqualificazione urbana e per la sicurezza delle periferie delle città metropolitane e dei comuni capoluogo di provincia;
l) eliminazione delle barriere architettoniche.
Prima del riparto tra le Amministrazioni centrali l'articolo 25 del D.L. n. 50/2017 è intervenuto sulla normativa prevista dalla legge di bilancio 2017 introducendo due nuovi commi (140-bis e 140- ter) ed operando le seguenti destinazioni di risorse del Fondo: 400 milioni per il 2017 per investimentiil delle regioni a statuto ordinario; 360 milioni di euro per il finanziamento di interventi di edilizia scolastica.
La prima ripartizione del Fondo è avvenuta con il D.P.C.M 29 maggio 2017 che ha destinato alla riqualificazione urbana e alla sicurezza delle periferie complessivamente 800 milioni di euro per il triennio 2017-2019 (270 milioni di euro per ciascuno degli anni 2017 e 2018 e 260 milioni di euro per l'anno 2019), in relazione alla necessità ed urgenza di assicurare il finanziamento dei progetti compresi nel Programma straordinario di intervento per la riqualificazione urbana e la sicurezza delle periferie e delle città metropolitane e dei comuni capoluogo di provincia, istituito dai commi da 974 a 978, dell'art. 1 della legge di stabilità per il 2016 con una dotazione iniziale di 500 milioni per il 2016. Sul relativo schema di D.P.C.M. (A.G. 409) la Commissione Bilancio della Camera ha espresso parere favorevole in data 9 maggio 2017.
Con il successivo D.P.C.M. 21 luglio 2017 sono state ripartite gran parte delle risorse del Fondo (circa 46.044 milioni di euro). Il decreto contiene la tabella che ripartisce le risorse tra le finalità indicate alle lettere da a) ad l) del comma 140 della legge n. 232/2016, con indicazione, nell'ambito di ciascun settore, della quota parte assegnata a ciascun Ministero. Il relativo schema di decreto del Presidente del Consiglio dei ministri (A.G. 421) è stato presentato alle Camere per il prescritto parere.
Dalle ultime rilevazioni pubblicate dal Governo emerge che a valere sul fondo in esame nel periodo 2017- 2024 le Amministrazioni centrali hanno erogato 14,9 miliardi di euro (quasi il 62% delle risorse complessivamente stanziate nel medesimo periodo). Dei 24,2 milardi di euro complessivamente stanziati dal fondo nel periodo analizzato, 4,7 miliardi costituiscono residui al termine dell'esercizio 2024 (pari a circa il 19%). La maggior parte degli interventi finanziati dalle autorizzazioni riconducibili al Fondo per il finanziamento degli investimenti e lo sviluppo infrastrutturale del Paese (comma 140) risulta in linea con la programmazione. I ritardi segnalati dal Ministero della giustizia e dal Ministero della Salute si riferiscono ad interventi di edilizia pubblica presso edifici adibiti ad uffici giudiziari e presso le strutture ad uso degli enti del servizio sanitario nazionale (fonte: Nota illustrativa sulle leggi pluriennali di spesa in conto capitale a carattere non permanente, Allegato I del DPFP 2025).
La legge di bilancio per il 2018 (legge n. 205/2017, articolo 1, commi 1072-1075) ha rifinanziato il Fondo per il finanziamento degli investimenti e lo sviluppo infrastrutturale del Paese per complessivi 36,115 miliardi di euro per gli anni dal 2018 al 2033 (800 milioni di euro per l'anno 2018, 1.615 milioni di euro per l'anno 2019, 2.180 milioni di euro per ciascuno degli anni dal 2020 al 2023, 2.480 milioni per il 2024 e a 2.500 milioni per ciascuno degli anni dal 2025 al 2033).
I settori di spesa tra cui ripartire le risorse oggetto di rifinanziamento sono:
a) trasporti e viabilità;
b) mobilità sostenibile e sicurezza stradale;
c) infrastrutture, anche relative alla rete idrica e alle opere di collettamento, fognatura e depurazione;
d) ricerca;
e) difesa del suolo, dissesto idrogeologico, risanamento ambientale e bonifiche;
f) edilizia pubblica, compresa quella scolastica e sanitaria;
g) attività industriali ad alta tecnologia e sostegno alle esportazioni;
h) digitalizzazione delle amministrazioni statali;
i) prevenzione del rischio sismico;
l) investimenti in riqualificazione urbana e sicurezza delle periferie;
m) potenziamento infrastrutture e mezzi per l'ordine pubblico, la sicurezza e il soccorso;
n) eliminazione delle barriere architettoniche.
La legge di bilancio 2021 ha incrementato il Fondo di 5 milioni di euro per il 2021 al fine di migliorare la capacità di produzione e la reperibilità di ossigeno medicale in Italia e in considerazione della carenza di bombole di ossigeno durante le fasi acute dell'emergenza epidemiologica da COVID-19 (legge n. 178/2020, art. 1, comma 445).
Con il D.P.C.M. 28 novembre 2018 il Governo ha ripartito il Fondo tra le amministrazioni centrali dello Stato, in relazione ai settori di spesa indicati nella tabella dell' allegato 1 al decreto, per complessivi 35,53 miliardi di euro. Si tratta delle residue risorse previste dal comma 1072 dell'articolo 1 della legge di bilancio per il 2018, al netto, cioè, delle assegnazioni effettuate con il decreto-legge n. 109/2018, che ha utilizzato 585 milioni complessivi nel periodo 2018-2029 per interventi urgenti per la città di Genova a seguito del crollo del Ponte Morandi. Sul relativo schema di D.P.C.M. (A.G. 51) la Commissione Bilancio della Camera ha espresso parere favorevole il 28 novembre 2018.
Per quanto riguarda l'utilizzo delle risorse, risulta che nel periodo 2019-2024 le Amministrazioni centrali hanno erogato 9,1 miliardi di euro (circa il 60% di quanto stanziato); l'ammontare dei residui accertati a fine esercizio 2024 è pari a 3,3 miliardi. Anche nel caso del rifinanziamento del Fondo per gli investimenti e lo sviluppo infrastrutturale (comma 1072), lo stato di attuazione delle autorizzazioni dichiarato dalle amministrazioni denota come la maggioranza delle attività finanziate risulti in linea con la programmazione. Il ritardo di attuazione segnalato dal Ministero della salute riguarda una delle due autorizzazioni spesa gestite, relativa agli interventi di edilizia pubblica di competenza degli enti del servizio sanitario del territorio (fonte: Nota illustrativa sulle leggi pluriennali di spesa in conto capitale a carattere non permanente, Allegato I del DPFP 2025).
Il Fondo finalizzato al rilancio degli investimenti delle Amministrazioni centrali dello Stato e allo sviluppo del Paese è stato istituito dai commi 95 e 96 dell'articolo 1 della legge di bilancio per il 2019 (legge n. 145 del 2018), con una dotazione complessiva di circa 43,6 miliardi di euro per gli anni dal 2019 al 2033. Il profilo finanziario del Fondo, istituito nello stato di previsione del Ministero dell'economia e delle finanze (cap. 7557), è il seguente: 740 milioni di euro per l'anno 2019, 1.260 milioni per l'anno 2020, 1.600 milioni per l'anno 2021, 3.250 milioni per ciascuno degli anni 2022 e 2023, di 3.300 milioni per ciascuno degli anni dal 2024 al 2028 e di 3.400 milioni di euro per ciascuno degli anni dal 2029 al 2033.
Le risorse del Fondo sono genericamente finalizzate al rilancio degli investimenti delle Amministrazioni centrali dello Stato e allo sviluppo del Paese. Una quota parte viene destinata alla realizzazione, allo sviluppo e alla sicurezza di sistemi di trasporto pubblico di massa su sede propria. Un importo complessivo di risorse pari a 900 milioni di euro sono direttamente destinate al prolungamento della linea metropolitana 5 (M5) da Milano a Monza, secondo la seguente ripartizione annuale: 15 milioni di euro per il 2019, 10 milioni per il 2020, 25 milioni per il 2021, 95 milioni per il 2022, 180 milioni per il 2023, 245 milioni per il 2024, 200 milioni per il 2025, 120 milioni per il 2026 e 10 milioni di euro per il 2027 (comma 96). Secondo la norma istitutiva, i decreti di riparto individuano altresì i criteri e le modalità di eventuale revoca degli stanziamenti, anche pluriennali, non utilizzati entro 18 mesi dalla loro assegnazione e la loro diversa destinazione nell'ambito delle finalità previste dalla norma istitutiva. Il comma 98 prevede, inoltre, nel caso in cui siano individuati interventi rientranti nelle materie di competenza regionale o delle province autonome, e limitatamente agli stessi, che vengano adottati appositi decreti, previa intesa con gli enti territoriali interessati, ovvero in sede di Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le Province autonome di Trento e di Bolzano.
Nelle more della pubblicazione del decreto di riparto, alcune disposizioni normative hanno utilizzato le risorse del Fondo finalizzato agli investimenti delle Amministrazioni centrali a copertura dei rispettivi oneri. Si segnalano al riguardo il D.L. n. 32/2019 (cd. Sblocca-cantieri), il D.L. n. 34/2019 (cd. Crescita), il D.L. n. 105/2019 (sicurezza cibernetica e poteri speciali).
Il riparto del Fondo è avvenuto con D.P.C.M. 11 giugno 2019, registrato alla Corte dei Conti il 12 luglio 2019 (A.G. 81). Le relative variazioni di bilancio per il triennio 2019, 2020 e 2021 sono state apportare con il D.M. economia 4 ottobre 2019. Le risorse del Fondo (42,7 milioni di euro nel periodo 2019-2033) sono state assegnate per oltre due terzi (37,7 per cento) al Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, il 16,8 per cento al Ministero dello Sviluppo economico, il 13,6 per cento al Ministero della Difesa e il 9,4 per cento al Ministero dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca. A tutti gli altri ministeri sono state assegnate quote inferiori al cinque per cento
L'assegnazione delle risorse (900 milioni di euro) per il finanziamento del prolungamento della linea metropolitana 5 (M5) da Milano fino al comune di Monza è stata disposta con il diverso D.P.C.M. 11 giugno 2019 (A.G. 82).
Per quanto riguarda l'utilizzo delle risorse, risulta che nel periodo 2019-2024 le Amministrazioni centrali hanno erogato 11,3 miliardi di euro (circa il 70% di quanto stanziato); l'ammontare dei residui accertati a fine esercizio 2024 è pari a 2,6 miliardi. Gli stati di attuazione comunicati dalle amministrazioni confermano un sostanziale rispetto della programmazione delle attività. Il Ministero della salute dichiara di essere in ritardo rispetto alla programmazione in riferimento ad un'autorizzazioni spesa relativa ad interventi di edilizia pubblica di competenza degli enti del servizio sanitario del territorio (fonte: Nota illustrativa sulle leggi pluriennali di spesa in conto capitale a carattere non permanente, Allegato I del DPFP 2025).
La legge di bilancio 2020 (legge n. 160 del 2019, art. 1, comma 622) riserva altresì una quota delle risorse del Fondo investimenti all'istituendo fondo del Ministero della difesa destinato alle attività di bonifica di poligoni e delle aree militari, per un importo pari a 1 milione di euro per l'anno 2020, 5 milioni di euro per l'anno 2021, e 20 milioni di euro per ciascuno degli anni 2022 e 2023. Le risorse sono destinate, in particolare, ad interventi di recupero dei residuati del munizionamento impiegato nei poligoni, al monitoraggio permanente sulle componenti di tutte le matrici ambientali in relazione alle attività svolte nel poligono, e aree limitrofe al poligono, ad interventi di vigilanza e sorveglianza e accertamento degli illeciti in violazione della normativa in materia di rifiuti.
Con il D.P.C.M. 23 dicembre 2020 il Fondo è stato ripartito tra le Amministrazioni centrali per l'importo di 19,701 miliardi di euro complessivi nel periodo 2020-2034 secondo quanto riportato nell'Allegato 1 (A.G. n. 188). L'A.G. n. 189 provvede a ripartire la somma di 29 milioni di euro nel 2020, 32 milioni nel 2021, 30 milioni nel 2022, 20 milioni nel 2023 (111 milioni nel periodo 2020-2023) per la realizzazione di interventi per il completamento del polo metropolitano M1-MS di Cinisello-Monza Bettola, funzionale alla realizzazione delle Olimpiadi invernali 2026, per un ammontare di 8 milioni di euro nel 2020 e 7 milioni nel 2021; opere di infrastrutturazione per la realizzazione di interventi nel territorio della regione Lazio al fine di garantire la sostenibilità; della Ryder Cup 2022, per un ammontare di 20 milioni di euro per ciascuno degli anni 2020, 2021 e 10 milioni nel 2022; interventi di progettazione e realizzazione di bonifiche finalizzate al recupero dei residuati del munizionamento impiegato nei poligoni militari ed alla rimozione dell'amianto dai sistemi d'arma (mezzi, unità; navali, velivoli) per un ammontare di 1 milione di euro nel 2020, 5 milioni nel 2021 e 20 milioni per ciascuno degli anni dal 2022 al 2023. La V Commissione Bilancio della Camera ha espresso parere favorevole con osservazioni su entrambi gli schemi di decreto nella seduta del 23 settembre 2020.
Per quanto riguarda l'utilizzo delle risorse, risulta che nel periodo 2019-2024 le Amministrazioni centrali hanno erogato 2,6 miliardi di euro (circa il 61% di quanto stanziato); l'ammontare dei residui accertati a fine esercizio 2024 è pari a 873 milioni. Le amministrazioni hanno dichiarato che la maggior parte degli interventi finanziati risulta in linea con la programmazione prevista. I ritardi rispetto alla programmazione segnalati dal Ministero della salute riguardano un progetto di ricerca e interventi di edilizia pubblica di competenza degli enti del servizio sanitario (fonte: Nota illustrativa sulle leggi pluriennali di spesa in conto capitale a carattere non permanente, Allegato I del DPFP 2025).
Sul monitoraggio degli interventi connessi al primo Fondo per il finanziamento degli investimenti e lo sviluppo infrastrutturale del Paese, il comma 142 della legge di bilancio 2017 dispone che gli interventi di cui ai commi 140, 140-bis, 140-ter e 141 sono monitorati ai sensi del decreto legislativo 29 dicembre 2011, n. 229, in materia di procedure di monitoraggio sullo stato di attuazione delle opere pubbliche e di verifica dell'utilizzo dei finanziamenti nei tempi previsti. Il Monitoraggio delle Opere Pubbliche (MOP) è previsto dal legislatore nell'ambito della Banca Dati delle Amministrazioni Pubbliche (BDAP). Il comma 1075 della legge n. 205 del 2017 (il cui comma 1072 ha rifinanziato il Fondo) ha disposto che, ai fini del monitoraggio dello stato di avanzamento degli interventi finanziati con le risorse del fondo e dell'effettivo utilizzo delle citate risorse, anche tenuto conto del monitoraggio di cui al decreto legislativo 29 dicembre 2011, n. 229, e delle risultanze del più recente rendiconto generale dello Stato, ciascun Ministero invia entro il 15 settembre di ogni anno una apposita Relazione alla Presidenza del Consiglio dei ministri, al Ministero dell'economia e delle finanze e alle Commissioni parlamentari competenti per materia. La relazione contiene inoltre un aggiornamento della previsione sugli ulteriori stati di avanzamento, nonché una indicazione delle principali criticità riscontrate nell'attuazione delle opere.
Le norme istitutive dei successivi Fondi per gli investimenti delle Amministrazioni centrali dello Stato (comma 105 della legge n. 145 del 2018 e comma 25 della legge n. 160 del 2019) hanno previsto che il relativo monitoraggio avvenga in una apposita sezione della relazione di cui all'art. 1, comma 1075, della legge 27 dicembre 2017, n. 205.
Le Relazioni dei Ministeri inviate al Parlamento sono raccolte, nell'attuale Legislatura, nei documenti parlamentari al Doc. XL (Doc. CCXL della XVIII Legislatura). Si ricorda, inoltre, che nella Nota illustrativa sulle leggi pluriennali di spesa in conto capitale a carattere non permanente (allegata al Documento programmatico di finanza pubblica, Doc. CCLIV) il Governo fornisce dati informativi sugli stanziamenti e sulla attuazione gestionale dei Fondi per gli investimenti delle Amministrazioni centrali.