L'agenda globale per lo sviluppo sostenibile
L'Agenda 2030 e gli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile (OSS)

L'Agenda 2030 per lo Sviluppo Sostenibile è un programma d'azione globale, di portata e rilevanza senza precedenti, finalizzato a sradicare la povertà, proteggere il pianeta e garantire la prosperità e la pace, adottato all'unanimità dai 193 Paesi membri delle Nazioni Unite con la risoluzione 70/1 del 15 settembre 2015, intitolata: "Trasformare il nostro mondo. L'Agenda per lo sviluppo sostenibile".

L'Agenda 2030 comprende 17 Obiettivi di Sviluppo Sostenibile - Sustainable Development Goals, SDGs –, che gli Stati si sono impegnati a raggiungere entro il 2030, articolati a loro volta in 169 ‘target' o traguardi specifici, tra loro interconnessi e indivisibili, che costituiscono il nuovo quadro di riferimento per lo sviluppo sostenibile, inteso come uno sviluppo che soddisfa i bisogni del presente senza compromettere la capacità delle future generazioni di soddisfare i propri, armonizzando a tal fine le tre dimensioni della crescita economica, dell'inclusione sociale e della tutela dell'ambiente.

L'attuazione dell'Agenda 2030 e la distanza dagli obiettivi di sviluppo sostenibile viene monitorata annualmente dall'High Level Political Forum delle Nazioni Unite, che riveste un ruolo cruciale nella supervisione dei processi di monitoraggio e revisione a livello globale.

Il Rapporto SDG dell'ONU

Al fine di dare conto del percorso di raggiungimento degli obiettivi di sviluppo sostenibile (SDG), l'ONU pubblica annualmente un rapporto che evidenzia le aree di progresso e le principali criticità da risolvere per assicurare la convergenza verso gli obiettivi previsti per il 2030. Nell'ultimo rapporto (SDG Report 2024) viene sottolineato che solo il 17 per cento degli obiettivi SDG è sulla buona strada, quasi la metà mostra progressi minimi o moderati e i progressi su oltre un terzo sono in stallo o addirittura regrediti.

Lo stesso rapporto evidenzia che:

- gli effetti devastanti della pandemia di COVID-19 (che ha annullato quasi un decennio di guadagni nell'aspettativa di vita), i conflitti crescenti, le tensioni geopolitiche e il crescente "caos climatico" stanno colpendo duramente i progressi verso gli obiettivi programmati;

- le carenze sistemiche e le disuguaglianze nel sistema economico e finanziario globale non consentono ai paesi in via di sviluppo di avere tutto il supporto internazionale di cui avrebbero bisogno;

- le disuguaglianze continuano a crescere, la crisi climatica continua a intensificarsi e la perdita di biodiversità sta accelerando;

- i progressi verso l'uguaglianza di genere rimangono deludenti;

- i conflitti in Ucraina, Gaza, Sudan e oltre hanno lasciato 120 milioni di persone sfollate forzatamente in tutto il mondo, un numero senza precedenti;

- nonostante le tendenze profondamente preoccupanti, si stanno però facendo progressi, con riduzioni della mortalità infantile e delle infezioni da HIV, e si registrano miglioramenti nell'accesso all'acqua, ai servizi igienici, all'energia e alla banda larga mobile.

 Nel commentare tale scenario, nell'introduzione del rapporto, il Segretario Generale dell'ONU sottolinea che "questa situazione non migliorerà da sola: i paesi in via di sviluppo, nel loro insieme, affrontano le peggiori prospettive economiche a medio termine" ma che "in questo contesto, la salda unità dei governi dietro l'Agenda 2030, come dimostrato al Summit sugli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile nel settembre 2023, offre un barlume di speranza… (vi è quindi) l'urgente necessità di una cooperazione internazionale più forte ed efficace per massimizzare i progressi a partire da ora". Lo stesso Segretario ha esortato i Paesi a sostenere uno sforzo finanziario di almeno 500 miliardi di dollari all'anno per il raggiungimento degli SDG.

Il monitoraggio a livello nazionale e lo stato di attuazione

In Italia è l'ISTAT a svolgere un ruolo attivo di coordinamento nazionale nella produzione degli indicatori per la misurazione dello sviluppo sostenibile e il monitoraggio dei suoi obiettivi. Lo stesso istituto pubblica annualmente il rapporto SDGs, che da diversi anni fornisce indicatori per la misurazione dei progressi compiuti dall'Italia nel raggiungimento degli obiettivi di sviluppo sostenibile.

Al fine di consentire il monitoraggio delle misure del PNRR attraverso gli indicatori di sostenibilità, l'Istat rende disponibile un "cruscotto informativo" per la navigazione tra le missioni del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) e gli indicatori di benessere e sviluppo.

Si fa notare che nel Programma Nazionale di Riforma (PNR), contenuto nella sezione III del Documento di Economia e Finanza 2024 (DEF) è invece contenuto un capitolo, il quarto, intitolato "Il percorso dell'Italia verso l'attuazione dell'Agenda 2030 e il raggiungimento degli obiettivi di sviluppo sostenibile", in cui viene fornita un'analisi dello stato di attuazione degli obiettivi maggiormente rilevanti, raggruppati secondo le "quattro dimensioni della sostenibilità competitiva" (sostenibilità ambientale, produttività, equità e stabilità macroeconomica), evidenziando le misure previste dal PNRR per il raggiungimento di tali obiettivi.

Occorre inoltre evidenziare che con la deliberazione del Comitato interministeriale per la transizione ecologica n. 1 del 18 settembre 2023 è stato approvato il documento di aggiornamento periodico della Strategia nazionale dello sviluppo sostenibile.

Il seguente grafico, tratto dalla Relazione per Paese del 2024, sintetizza i progressi rispetto agli SDGs compiuti dall'Italia e lo stato di avanzamento rispetto alla media UE:

Nella Relazione per Paese del 2024 viene sottolineato che l'Italia:

  • "sta migliorando in relazione alla maggior parte degli indicatori relativi agli OSS concernenti la sostenibilità ambientale (OSS 2, 7, 9, 11, 12, 13 e 14) e registra buoni risultati per alcuni di essi (OSS 2, 6, 7, 12 e 14). Tuttavia si sta allontanando dagli obiettivi per gli indicatori relativi ad acqua pulita e servizi igienico-sanitari e alla vita sulla terra (OSS 6 e 15). Per quanto riguarda quest'ultimo OSS, l'Italia deve altresì rimettersi al passo con la media UE, unitamente agli indicatori relativi a imprese, innovazione e infrastrutture, città e comunità sostenibili e azione per il clima (OSS 9, 11, 13 e 15)";
  • "sta registrando miglioramenti in relazione a quasi tutti gli indicatori degli OSS relativi all'equità (OSS 1, 4, 5, 7, 8 e 10), fatta eccezione per la salute e il benessere (OSS 3). Tuttavia ottiene buoni risultati in relazione a quest'ultimo indicatore rispetto al resto dell'UE e lo stesso vale per l'indicatore relativo a energia pulita e accessibile (OSS 3 e 7). Di contro, l'Italia deve rimettersi al passo con la media UE per quanto riguarda la maggior parte degli indicatori (OSS 1, 4, 5, 8 e 10)";
  • "deve mettersi al passo con la media UE in relazione a tutti gli OSS in materia di produttività (OSS 4, 8 e 9), ma sta migliorando";
  • sebbene "stia migliorando in relazione a tutti gli indicatori degli OSS relativi alla stabilità macroeconomica, deve comunque recuperare il ritardo rispetto alla media UE in relazione a tutti tali indicatori (OSS 8, 16 e 17)".

Cliccando sulle icone degli obiettivi, di seguito riportate, è possibile approfondire lo stato di attuazione, a livello nazionale, dei 17 OSS.