L'agenda globale per lo sviluppo sostenibile
L'Agenda 2030 e gli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile (OSS)

L'Agenda 2030 per lo Sviluppo Sostenibile è un programma d'azione globale, di portata e rilevanza senza precedenti, finalizzato a sradicare la povertà, proteggere il pianeta e garantire la prosperità e la pace, adottato all'unanimità dai 193 Paesi membri delle Nazioni Unite con la risoluzione 70/1 del 15 settembre 2015, intitolata: "Trasformare il nostro mondo. L'Agenda per lo sviluppo sostenibile".

L'Agenda 2030 comprende 17 Obiettivi di Sviluppo Sostenibile - Sustainable Development Goals, SDGs –, che gli Stati si sono impegnati a raggiungere entro il 2030, articolati a loro volta in 169 ‘target' o traguardi specifici, tra loro interconnessi e indivisibili, che costituiscono il nuovo quadro di riferimento per lo sviluppo sostenibile, inteso come uno sviluppo che soddisfa i bisogni del presente senza compromettere la capacità delle future generazioni di soddisfare i propri, armonizzando a tal fine le tre dimensioni della crescita economica, dell'inclusione sociale e della tutela dell'ambiente.

Il monitoraggio a livello nazionale e lo stato di attuazione

I dati ISTAT

In Italia è l'ISTAT a svolgere un ruolo attivo di coordinamento nazionale nella produzione degli indicatori per la misurazione dello sviluppo sostenibile e il monitoraggio dei suoi obiettivi. Lo stesso istituto pubblica annualmente il rapporto SDGs, che da diversi anni fornisce indicatori per la misurazione dei progressi compiuti dall'Italia nel raggiungimento degli obiettivi di sviluppo sostenibile. 

  

I documenti del Governo

Nella tavola IV dell'allegato alla sezione I dell DFP 2026 viene fornito, per ogni OSS, un elenco delle principali misure adottate che contribuiscono al perseguimento del medesimo OSS.

Occorre inoltre evidenziare che con la deliberazione del Comitato interministeriale per la transizione ecologica n. 1 del 18 settembre 2023, in attuazione dell'art. 34 del D.Lgs. 152/2006, è stato approvato il documento di aggiornamento periodico della Strategia nazionale per lo sviluppo sostenibile (SNSvS).

L'art. 34 del D.Lgs. 152/2006 dispone, al comma 3, che il Governo, con apposita delibera del Comitato interministeriale per la transizione ecologica, su proposta del Ministro dell'ambiente, sentita la Conferenza Stato-Regioni, e acquisito il parere delle associazioni ambientali, provvede, con cadenza almeno triennale, all'aggiornamento della SNSvS. Lo stesso articolo, al comma 4, dispone altresì che entro 12 mesi dalla delibera di aggiornamento della SNSvS, "le regioni si dotano, attraverso adeguati processi informativi e partecipativi, senza oneri aggiuntivi a carico dei bilanci regionali, di una complessiva strategia di sviluppo sostenibile che sia coerente e definisca il contributo alla realizzazione degli obiettivi della strategia nazionale. Le strategie regionali indicano insieme al contributo della regione agli obiettivi nazionali, la strumentazione, le priorità, le azioni che si intendono intraprendere. In tale ambito le regioni assicurano unitarietà all'attività di pianificazione. Le regioni promuovono l'attività delle amministrazioni locali che (...) si dotano di strumenti strategici coerenti e capaci di portare un contributo alla realizzazione degli obiettivi della strategia regionale".
Nella relazione della Corte dei conti sullo stato di attuazione delle azioni di supporto alla Strategia nazionale per lo sviluppo sostenibile (approvata con la deliberazione 9 luglio 2024, n. 65/2024/G) viene evidenziato che, nel corso del 2023, "le Regioni, le Province autonome e le Città metropolitane hanno portato avanti i rispettivi processi di definizione delle Strategie per lo Sviluppo Sostenibile, secondo quanto previsto dall'art. 34 del d.lgs. n. 152 del 2006. Sono stati attivati, a tal fine, Tavoli di confronto al fine di consentire un dialogo permanente multilivello. Alla luce di tale percorso (...) alla data del febbraio 2024, 16 Regioni, le 2 Province autonome e 9 Città metropolitane hanno approvato le proprie Strategie e Agende Metropolitane per lo Sviluppo Sostenibile".
La relazione per Paese 

Il seguente grafico, tratto dall'allegato 17 "Obiettivi di sviluppo sostenibile" della Relazione per Paese del 2026, sintetizza i progressi rispetto agli SDGs compiuti dall'Italia e lo stato di avanzamento rispetto alla media UE:

Nella Relazione per Paese del 2026 viene sottolineato che "l'Italia sta compiendo progressi in relazione a tutti gli obiettivi di sviluppo sostenibile concernenti la competitività (OSS 4, 8 e 9) e la stabilità macroeconomica (OSS 8, 16 e 17), sebbene i risultati complessivi continuino a essere inferiori alla media UE. In particolare, i miglioramenti per quanto riguarda i partenariati mondiali (OSS 17) e l'innovazione, l'industria e le infrastrutture resilienti (OSS 9) sono lenti, in gran parte a causa dei bassi livelli di investimento e dell'elevato debito pubblico. Ciò si è tradotto in infrastrutture limitate per il trasporto merci e una percentuale inferiore di famiglie che dispongono di internet ad alta velocità. Si osservano maggiori progressi per quanto riguarda gli indicatori relativi all'istruzione di qualità (OSS 4), al lavoro dignitoso e alla crescita economica (OSS 8) e alla pace, alla giustizia e a istituzioni solide (OSS 16), dato il miglioramento degli indicatori relativi all'istruzione terziaria, alle competenze, all'occupazione e alla criminalità. L'Italia sta registrando miglioramenti per quanto riguarda la maggior parte degli OSS relativi alla sostenibilità (OSS 2, 7, 9, 11, 12, 13, 14) e tutti quelli relativi all'equità sociale (OSS 1, 3, 4, 5, 7, 8, 10), ma al contempo gli indicatori relativi all'acqua pulita e ai servizi igienico-sanitari e alla vita sulla terra evidenziano tendenze negative e la forte necessità di rimettersi al passo con la media UE (OSS 6, 15). La qualità dell'acqua sta peggiorando, l'impatto della siccità sugli ecosistemi sta aumentando e le zone a rischio di grave erosione del suolo si stanno espandendo (OSS 6 e 15). Sebbene gli indicatori sanitari rimangano al di sopra della media UE e l'autopercezione dello stato di salute sia leggermente migliorata, i tassi di obesità e l'uso di antibiotici sono in aumento (OSS 3). Benché gli indicatori relativi al rischio di povertà (OSS 1) stiano migliorando, l'Italia deve ancora recuperare il ritardo rispetto alla media UE".

Lo stato di attuazione dei 17 OSS

Cliccando sulle icone degli obiettivi, di seguito riportate, è possibile approfondire lo stato di attuazione, a livello nazionale, dei 17 OSS.