Il Benessere Equo e Sostenibile (BES) è un insieme di indicatori che hanno lo scopo di valutare il progresso della società non solo dal punto di vista economico, ma anche sotto l'aspetto sociale e ambientale, permettendo di valutare l'evoluzione di tematiche trasversali come la disuguaglianza e la sostenibilità.
Il Rapporto Bes, pubblicato annualmente dall'ISTAT dal 2013, illustra un quadro integrato dei principali fenomeni economici, sociali e ambientali che caratterizzano il nostro Paese, attraverso l'analisi di un set completo di 152 indicatori suddivisi in dodici domini.
Dal 2018, a seguito della riforma della legge di contabilità n.196 del 2009, operata con legge n.163/2016, gli indicatori BES sono stati inclusi tra gli strumenti di programmazione e valutazione della politica economica nazionale, e presentati in allegato al Documento di programmazione economica del Governo di aprile (ai sensi dell'art. 10, comma 10-bis, della legge n. 196 del 2009).
A seguito della nuova governce economica europea, entrata in vigore nel 2024, nell'attuale periodo transitorio di adeguamento della disciplina nazionale in materia di contabilità alle nuove regole europee, sono stato adottati appositi atti parlamentari di indirizzo volti a impegnare il Governo a trasmettere i nuovi documenti di finanza pubblica, previsti dai Regolamenti UE. Negli atti di indirizzo, il Governo si è impegnato a presentare l'allegato relativo agli indicatori di benessere equo e sostenibile a corredo del Documento progammatico di finanza pubblica (DPFP), da presentarsi ad ottobre di ogni anno, anziché in allegato al Documento di finanza pubblica (DFP) di aprile.
In attuazione dei citati atti di indirizzo, è stato presentato il primo Rapporto sugli indicatori BES in allegato al DPFP 2025, con l'aggiornamento dell'andamento degli indicatori a consuntivo nel 2024 e le relative previsioni per il periodo 2025-2028. Nel 2026, il Rapporto BES è stato presentato a ottobre scorso a corredo del DPFP 2026. Esso reca l'analisi dell'andamento dei dodici indicatori fino al 2025 e fornisce, ove possibile, la previsione per il periodo 2026-2029, tenendo conto del Quadro Macroeconomico tendenziale e programmatico presentato nel DPFP 2026 medesimo.
Il Ministero dell'economia e delle finanze è tenuto, inoltre, a presentare, entro il 15 febbraio di ogni anno, una Relazione annuale al Parlamento sugli indicatori di benessere equo e sostenibile, con la stima degli effetti dell'ultima manovra economica sull'andamento degli indicatori medesimi (art. 10, comma 10-ter, della legge n. 196 del 2009). L'ultima Relazione BES 2026 è stata presentata al Parlamento ad aprile 2026, con riferimento agli effetti prodotti dalla manovra di finanza pubblica per il 2026, approvata con la legge di bilancio n. 199/2025.
Da oltre cinquant'anni è in atto in ambito internazionale un dibattito sul c.d. "superamento del PIL" come unico indicatore di misurazione del benessere, alimentato da una consapevolezza crescente che i parametri sui quali valutare il progresso di una società non possano essere esclusivamente di carattere economico, ma debbano tenere conto anche delle fondamentali dimensioni sociali e ambientali del benessere, corredate da misure di diseguaglianza e sostenibilità. Sono stati pertanto proposti indicatori di benessere, di sostenibilità ambientale, di qualità sociale e di parità tra i sessi, quali strumenti da tenere in considerazione nell'elaborazione, nell'adozione e nella valutazione delle politiche pubbliche, al fine di integrare l'uso degli indicatori macroeconomici, ritenuti non più sufficienti a misurare il grado di benessere di una comunità e a orientare, perciò, le politiche pubbliche.
In ambito internazionale si possono segnalare quelli utilizzati da istituzioni quali l'ONU, l'UE e l'OCSE.
In ambito nazionale, dal 2010 è stato avviato il progetto BES, tramite un'iniziativa congiunta del CNEL e dell'ISTAT, che è volto a misurare il progresso della società non solo attraverso il Prodotto Interno Lordo (PIL), ma integrando indicatori economici, sociali e ambientali, al fine di fornire un significativo contributo in questa direzione. Tale progetto è finalizzato all'individuazione delle misure più idonee a rappresentare il progresso del Paese e dei territori attraverso l'incremento del benessere dei cittadini. Esso considera 12 dimensioni - c.d. domini, come ad esempio la salute, l'istruzione, l'ambiente, la qualità dei servizi - articolate in 152 indicatori.
Dal progetto scaturisce ogni anno, dal 2013, un rapporto pubblicato dall'ISTAT, giunto alla sua dodicesima edizione con il Rapporto BES 2024, pubblicato a novembre 2025, che approfondisce in particolare gli andamenti più recenti e le tendenze nel periodo 2014-2024.
Il Rapporto fornisce un quadro complessivo dei 12 domini che definiscono il quadro di riferimento del benessere equo e sostenibile, il cui studio permette di descrivere le dinamiche e i tratti significativi del Paese, con particolare attenzione anche agli squilibri territoriali e ai confronti europei. Mediante l'analisi di un set di 152 indicatori statistici, il Rapporto ISTAT consente una lettura approfondita dei livelli, delle tendenze e delle disuguaglianze di benessere che si possono osservare nei 12 domini in cui si articola il framework Bes:
Dall'ultimo Rapporto ISTAT 2024 sul Benessere equo e sostenibile (di novembre 2025), risulta che poco più di un terzo (34,3%, 47 indicatori) dei 137 indicatori Bes per i quali è possibile il confronto con l'anno precedente, migliora in modo significativo; il 26,3% degli indicatori è su livelli peggiori e il 39,4%, la quota più consistente, risulta stabile. Il quadro per dominio è variegato: migliorano 7 indicatori su 13 del dominio Lavoro e conciliazione dei tempi di vita, ma allo stesso tempo 5 peggiorano; il dominio Qualità dei servizi si divide tra 6 indicatori in miglioramento e 6 in peggioramento sui 16 totali; migliorano circa la metà degli indicatori di Istruzione e formazione. In Sicurezza e Politica e istituzioni si osserva la maggiore quota di indicatori in peggioramento nell'ultimo anno.
Nel lungo periodo il quadro è più positivo: oltre la metà degli indicatori migliora, solo 16 peggiorano, mentre per un terzo di essi non è possibile individuare una tendenza univoca. Tutti gli indicatori di Sicurezza migliorano, come anche oltre i tre quarti degli indicatori di Innovazione, ricerca e creatività, Politica e istituzioni e Benessere soggettivo. Nel dominio Relazioni sociali si rileva la maggiore quota di indicatori in peggioramento.
Guardando alla configurazione territoriale, per tutte le regioni del Nord e del Centro, escluso il Lazio, nell'ultimo anno disponibile, il 60% o più dei 134 indicatori regionali analizzati mostra livelli di benessere migliori della media Italia, con punte del 70% e oltre per le due Province autonome di Trento e Bolzano/Bozen, il Veneto e il Friuli-Venezia Giulia.
Al contrario, in tutte le regioni del Mezzogiorno, a eccezione dell'Abruzzo, la maggioranza degli indicatori registra valori peggiori di quelli nazionali; in Campania e in Puglia ciò accade per più di sette indicatori su 10.
Il confronto con l'Europa (media Ue27), possibile per 39 indicatori, 22 dei quali disponibili anche distinti per genere, mostra una situazione peggiore per l'Italia per 18 indicatori, migliore per 11 indicatori. Rispetto al contesto europeo, l'Italia presenta significativi svantaggi nel mercato del lavoro, con un tasso di occupazione al 67,1%, 8,7 punti sotto la media Ue27, e per alcuni indicatori del dominio Istruzione e Formazione, con solo il 31,6% dei 25-34enni laureati, contro il 44,1% nell'Ue27. Condizioni di benessere peggiori rispetto alla media dell'Unione europea si osservano anche per alcuni indicatori del dominio Benessere economico; nel 2024 il rischio di povertà in Italia è al 18,9%, superiore alla media Ue27 (16,2%). La disuguaglianza del reddito netto è anche più alta (5,5% Italia vs 4,7% Ue27).
L'Italia mostra invece risultati positivi rispetto alla media Ue27 per i domini Salute e Sicurezza.
L'Italia è il primo Paese che, collegando gli indicatori di benessere equo e sostenibile (BES) alla programmazione economica e di bilancio, attribuisce a essi un ruolo nell'attuazione e nel monitoraggio delle politiche pubbliche.
Gli indicatori di benessere equo e sostenibile sono stati infatti introdotti nel 2016 nell'ordinamento legislativo italiano, come strumento di programmazione economica dall'articolo 14 della legge n. 163/2016 di riforma della legge di contabilità (legge n. 196 del 2009).
Un Comitato per gli indicatori di benessere equo e sostenibile (BES) - presieduto dal Ministro dell'economia e delle finanze e composto dal Presidente dell'ISTAT, dal Governatore della Banca d'Italia, da due esperti della materia provenienti da università ed enti di ricerca - è stato incaricato di selezionare gli indicatori utili alla valutazione del benessere sulla base dell'esperienza maturata a livello nazionale e internazionale.
Gli indicatori di benessere equo e sostenibile (BES) sono stati individuati con decreto del MEF 16 ottobre 2017 dal Comitato a tale scopo istituito.
Con la medesima legge n. 163/2016 sono inoltre stati introdotti i due nuovi commi 10-bis e 10-ter all'articolo 10 della legge di contabilità (legge n. 196 del 2009) che prevedono la redazione da parte del Ministro dell'economia e delle finanze, sulla base dei dati forniti dall'ISTAT, di due documenti:
Dal 2025, nelle more della definizione della riforma della disciplina nazionale di contabilità pubblica, conseguente alla nuova governance economica europea entrata in vigore nel 2024, l'allegato BES è stato presentato dal MEF a corredo del Documento Programmatico di finanza pubblica (DPFP) che viene presentato ad ottobre, anziché in allegato al Documento di finanza pubblica (DFP) di aprile, in attuazione di quanto previsto nei relativi atti di indirizzo parlamentare che, nel 2025 e nel 2026, hanno impegnato il Governo nella presentazione e nei contenuti dei predetti Documenti di finanza pubblica, nel periodo di transizione del processo di revisione della legge n. 196 del 2009 di contabilità e finanza pubblica.
La revisione - attualmente ancora in corso - è necessaria ad armonizzare la legge di contabilità nazionale alle nuove regole della governance economica europea dettate dal regolamento (UE) 2024/1263 del Parlamento europeo e del Consiglio, dal regolamento (UE) 2024/1264 del Consiglio e dalla direttiva (UE) 2024/1265 del Consiglio del 29 aprile 2024, che ha innovato le regole e i documenti di programmazione economica e finanziaria dei Paesi membri, da presentare annualmente alle istituzioni europee entro aprile e ottobre.
In attuazione dei predetti atti di indirizzo, sono stati presentati due Rapporti BES: il primo Rapporto in allegato al DPFP 2025 di ottobre 2025, e il secondo Rapporto in allegato al DPFP 2026 di ottobre 2026;
La Relazione sugli Indicatori di Benessere Equo e Sostenibile 2026, presentata dal Ministero dell'Economia e delle Finanze il 28 aprile 2026, si concentra, nell'ambito del monitoraggio sul benessere equo e sostenibile, sulle misure contenute nella legge di bilancio per il 2026 (legge n. 199/2025) che impattano, in particolare, su 12 indicatori inerenti a 7 domini del progetto BES.
In particolare, la Relazione aggiorna la previsione degli indicatori BES per il periodo 2025-2028, rispetto agli indicatori presentati nell'allegato al DPFP di ottobre 2025, alla luce degli effetti della legge di bilancio 2026 (legge n. 199/2025), tenendo conto del Quadro Macroeconomico tendenziale contenuto nel Documento di Finanza Pubblica (DFP) 2026 di aprile 2026.
La Relazione 2026 identifica le misure più rilevanti contenute nella legge di bilancio 2026 rispetto a un sistema di 12 indicatori (dashboard) rappresentativi di 7 domini del benessere equo e sostenibile e descrive lo stato di avanzamento compiuto negli ultimi anni dal Paese su tali indicatori.Nello specifico, sulla base dei più recenti dati disponibili forniti da Istat, la Relazione sugli indicatori di Benessere Equo e Sostenibile 2026 fornisce un'approfondita disamina e un aggiornamento, rispetto all'Allegato BES al DPFP 2025 di ottobre 2025, dell'andamento dei 12 indicatori fino al 2025 e, per 9 indicatori - gli unici per cui è stato possibile effettuare delle previsioni o delle valutazioni di impatto - fornisce anche la previsione dell'andamento per il periodo 2026-2029.
La Relazione è composta di tre capitoli. Nel Capitolo I, si riporta l'elenco dei dodici indicatori BES e la sintesi dei principali risultati dell'analisi contenuta nella presente Relazione. Nel Capitolo II si fornisce una breve sintesi delle principali misure contenute nella legge di bilancio per il 2026 rilevanti per l'andamento dei dodici indicatori BES. Il Capitolo III reca un'analisi statistica descrittiva relativa a ciascun indicatore e fornisce, per i nove indicatori per i quali è possibile effettuare delle previsioni o delle valutazioni di impatto, l'andamento stimato nel periodo 2026-2029.
I 12 indicatori del BES presi in considerazione dal Ministero dell'Economia e delle Finanze nella Relazione 2026 sono i seguenti:
I suddetti indicatori sono stati selezionati tra i 152 indicatori contenuti nel "Rapporto BES" elaborato annualmente dall'ISTAT, e afferiscono a 7 delle 12 dimensioni (domini) del benessere considerate di maggior rilievo: Benessere economico, Salute, Istruzione e formazione, Lavoro e conciliazione tempi di vita, Sicurezza, Politica e istituzioni, Ambiente.
I primi tre indicatori, afferenti al dominio "Benessere economico" riguardano dimensioni prettamente monetarie del benessere, mentre i successivi allargano il campo di analisi.
Sinteticamente, la Relazione afferma che i dati al 2025 evidenziano un quadro di complessivo miglioramento nei sette domini del BES. Registrano progressi significativi il reddito disponibile lordo corretto (RDLC) del dominio ‘Benessere economico', gli indicatori dei domini ‘Salute', ‘Istruzione e formazione' e ‘Sicurezza' e l'efficienza della giustizia civile misurata come durata effettiva dei processi. Di particolare rilievo è la dinamica del mercato del lavoro, che si traduce in una riduzione del tasso di mancata partecipazione (aggregato e per genere), con effetti positivi che si propagano ad altri ambiti del BES, tra cui la disuguaglianza e il Reddito Disponibile Lordo Corretto pro capite.
Anche gli scenari di previsione sono complessivamente positivi. Nel quadriennio 2026-2029, migliorano gli indicatori per i quali si effettuano stime nei domini ‘Salute', ‘Lavoro e conciliazione dei tempi di vita' e ‘Ambiente', nonché il RDLC. Si confermano stabili la disuguaglianza del reddito netto e l'indice di povertà assoluta nel ‘Benessere economico', mentre peggiora lievemente l'uscita precoce dal sistema di istruzione e formazione. Sostanzialmente stabile l'indicatore di efficienza della giustizia civile, misurato attraverso il Disposition Time, che si discosta di pochi giorni rispetto al dato del triennio precedente, con un lieve incremento.
Guardando ai singoli indicatori:
L'Allegato BES 2026 al Documento programmatico di finanza pubblica 2026, basandosi sui più recenti dati definitivi forniti dall'ISTAT e delle stime preliminari fornite dall'Istat entro il 30 settembre 2026, presenta l'aggiornamento fino all'anno 2025 dell'andamento dei 12 indicatori di benessere equo e sostenibile, fornendo altresì, ove possibile, le relative previsioni per il periodo 2026-2029 (solo per nove indicatori è stato possibile effettuare tali valutazioni), rispetto a quanto riportato nell'ultima Relazione 2026 sull'andamento degli indicatori BES, presentata al Parlamento ad aprile 2026, di cui al paragrafo precedente.
Le previsioni e le stime di impatto presentate nel Rapporto BES 2026 tengono conto esclusivamente degli effetti macroeconomici delle misure previste nel Quadro Macroeconomico e di finanza pubblica del DPFP 2026, rinviando alla prossima Relazione annuale (che sara presentata a febbraio 2027) la quantificazione puntuale degli impatti delle misure che saranno incluse nella prossima legge di bilancio per il 2027.
I dati presentati nel Rapporto indicano un andamento complessivamente favorevole degli indicatori, in linea con quanto già illustrato nella Relazione BES di aprile 2026. In particolare, come riportato nella Tavola che segue, migliorano nel 2025 il reddito disponibile lordo corretto (RDLC) nel dominio ‘Benessere economico', che aumenta anche nell'orizzonte di previsione, nonché gli indicatori del dominio ‘Sicurezza' e dei domini ‘Salute' e ‘Istruzione e formazione' (nel quale l'uscita precoce dal sistema di istruzione e formazione raggiunge un nuovo punto di minimo nella serie storica). Per questi ultimi è prevista una tendenza lievemente favorevole (speranza di vita in buona salute) o praticamente stabile (eccesso di peso e uscita precoce dal sistema di istruzione e formazione) per il successivo quadriennio. Degna di nota è la dinamica positiva dell'efficienza della giustizia civile, sia dell'indicatore della durata effettiva dei processi che del Disposition Time. Quest'ultimo è in netto miglioramento secondo la stima relativa all'anno in corso, basata sul dato già acquisito per il primo semestre 2026, in cui l'obiettivo fissato nel PNRR di una diminuzione del 40 per cento rispetto al 2019 sembra raggiunto e superato. L'indicatore dovrebbe anche registrare ulteriori graduali miglioramenti anche lungo l'orizzonte previsivo fino al 2029. Confermato anche l'andamento molto favorevole del mercato del lavoro, misurato dal tasso di mancata partecipazione nel dominio ‘Lavoro e conciliazione dei tempi di vita', in calo sia nel dato definitivo per il 2025 che nella previsione per il 2026-2029. Nello stesso dominio, nel 2025 diminuisce leggermente l'occupazione relativa delle madri.
Stabili invece gli altri due indicatori del dominio ‘Benessere economico', sia nel 2025 che nel periodo di previsione. Stabili nel 2025 anche le emissioni di gas climalteranti nel dominio ‘Ambiente', previste poi in diminuzione nel quadriennio di previsione.
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Indicatore
|
Valore 2024
|
Valore 2025
|
Variazione 2024/2025
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Reddito disponibile lordo corretto pro capite (€)
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28.185
|
28.870
|
+2,4%
|
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Disuguaglianza del reddito netto (rapporto S80/S20)
|
5,1
|
5,2
|
+0,1
|
|
Indice di povertà assoluta (individuale)
|
9,8%
|
n.d.
|
n.d.
|
|
Indice di povertà assoluta (familiare)
|
8,4%
|
8,4%
|
-
|
|
Speranza di vita in buona salute alla nascita (anni)
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58,2
|
59,1
|
+0,9
|
|
Eccesso di peso
|
45,2%
|
44,7%
|
-0,5%
|
|
Uscita precoce dal sistema di istruzione e formazione
|
9,8%
|
8,2%
|
-1,6%
|
|
Tasso di mancata partecipazione al lavoro
|
13,3%
|
12,6%
|
-0,7%
|
|
Occupazione Relativa delle Madri – ORM
|
75,4%
|
75,1%
|
-0,3%
|
|
Indice di criminalità predatoria (n. vittime per 1000 abitanti)
|
14,6
|
13,4
|
-1,2
|
|
Indice di efficienza della giustizia civile (giorni)
|
446
|
409
|
-37
|
|
Disposition time
(giorni)
|
342
|
343
|
+1
|
|
Emissioni di CO2 e altri gas clima alteranti (tonn.eq. pro capite)
|
6,5
|
6,5
|
-
|
|
Consumo di suolo
|
+0,36%
|
+0,44%
|
+0,08%
|
La tavola seguente fornisce, invece, per gli indicatori che lo consentono, le previsioni elaborate dal MEF (e dall'Ispra per quanto riguarda l'indicatore del consumo di suolo) per il 2029 e la variazione cumulata prevista al 2029.
Indicatori BES – Variazione dal 2025 al 2029
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Indicatore
|
Valore 2025
|
Valore 2029
|
Variazione cumulata prevista al 2029 (termine del periodo previsionale) |
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Reddito disponibile lordo corretto pro capite (€)
|
28.870
|
32.520
|
+12,6%
|
|
Disuguaglianza del reddito netto (rapporto S80/S20)
|
5,2
|
5,2
|
-
|
|
Indice di povertà assoluta (individuale)
|
n.d.
|
n.d.
|
n.d.
|
|
Indice di povertà assoluta (familiare)
|
8,4%
|
8,4%
|
-
|
|
Speranza di vita in buona salute alla nascita (anni)
|
59,1
|
60
|
+0,9
|
|
Eccesso di peso
|
44,7%
|
44,3%
|
-0,4%
|
|
Uscita precoce dal sistema di istruzione e formazione
|
8,2%
|
8,2%
|
-
|
|
Tasso di mancata partecipazione al lavoro
|
12,6%
|
11,2%
|
-1,4%
|
|
Occupazione Relativa delle Madri – ORM
|
75,1%
|
n.d.
|
n.d.
|
|
Indice di criminalità predatoria (n. vittime per 1000 abitanti)
|
13,4
|
n.d.
|
n.d.
|
|
Indice di efficienza della giustizia civile (giorni)
|
409
|
n.d.
|
n.d.
|
|
Disposition time (giorni)
|
343
|
297
|
-46
|
|
Emissioni di CO2 e altri gas clima alteranti (tonn.eq. pro capite)
|
6,5
|
6,2
|
-0,3
|
|
Consumo di suolo
|
+0,44%
|
n.d.
|
n.d.
|
I suddetti 12 indicatori sono stati selezionati tra i 152 indicatori contenuti nel "Rapporto BES" elaborato annualmente dall'ISTAT e afferiscono a 7 delle 12 dimensioni (domini) del benessere considerate di maggior rilievo: Salute, Istruzione e formazione, Lavoro e conciliazione tempi di vita, Benessere economico, Relazioni sociali, Politica e istituzioni, Sicurezza, Benessere soggettivo, Paesaggio e patrimonio culturale, Ambiente, Innovazione, Ricerca e creatività, Qualità dei servizi. I primi tre indicatori riguardano dimensioni prettamente monetarie del benessere mentre i successivi allargano il campo di analisi.
Si riporta a seguire una breve descrizione dei 12 indicatori BES considerati con i risultati esposti nell'Allegato BES 2026. Per quanto concerne le previsioni è evidenziato nel Rapporto come esse siano state effettuate in termini prudenziali.
Sinteticamente, si può osservare che:
La disuguaglianza del reddito netto (S80/S20) considera la distribuzione del reddito misurando le disparità esistenti all'interno della popolazione come rapporto fra l'ammontare del reddito disponibile equivalente del quinto di popolazione con il reddito più alto e quello del quinto con il reddito più basso. Il dato definitivo per il 2025 si attesta a 5,2 punti, in lieve rialzo rispetto al 2024 (+0,1 punti), anno in cui si era toccato il punto di minimo della serie. L'andamento previsionale è stimato stabile nel periodo considerato;
Il grafico che segue - contenuto nel Rapporto BES allegato al DPFP 2026 - espone l'andamento degli indicatori BES negli ultimi tre anni 2023-2025 e la previsione, ove disponibile, secondo lo scenario programmatico contenuto nel DPFP 2026 per il periodo 2026-2029:

La prima conferenza delle Nazioni Unite sul tema della protezione dell'ambiente naturale, frutto di un processo di riconoscimento della centralità dei problemi ambientali e dell'importanza di identificare soluzioni condivise, fu convocata a Stoccolma nel 1972. Dalla Conferenza in poi la consapevolezza che fosse necessario un paradigma di progresso sostenibile è via via maturata fino a trovare una sua definizione con il rapporto Our Common Future (1987), prodotto dalla Commissione mondiale sull'ambiente e lo sviluppo istituita dall'ONU e presieduta da Gro Harlem Brundtland. Lo sviluppo sostenibile fu descritto come "uno sviluppo che soddisfa i bisogni del presente senza compromettere la capacità delle generazioni future di soddisfare i propri"
Questa definizione è divenuta il cardine su cui è stato incentrato il dibattito internazionale sulle questioni ambientali e socio-economiche che ha portato nel 2015, a fronte di un lungo negoziato, all'adozione dell'Agenda 2030 delle Nazioni Unite per lo Sviluppo Sostenibile da parte dei 193 Paesi membri delle Nazioni Unite.
A livello nazionale è possibile osservare come gli indicatori BES rappresentino uno strumento funzionale nell'ambito del processo di monitoraggio degli obiettivi di sviluppo sostenibile (SDGs) definiti a livello internazionale con l'Agenda 2030. Gli indicatori del sistema BES sono solo parzialmente sovrapponibili a quelli degli SGDs, tuttavia possono essere considerati a questi complementari (si veda il quadro degli indicatori BES inclusi nel framework SDGs, fonte ISTAT).

In particolare, i 17 obiettivi per lo sviluppo sostenibile SDGs (17 Sustainable Development Goals) definiti nell'Agenda 2030 rappresentano i traguardi di un piano di azione globale che ha tra le sue finalità porre fine alla povertà, proteggere gli ecosistemi e le biodiversità nonché garantire un contesto socio-economico equo e di maggior benessere per tutti. A partire da dicembre 2016 sono resi disponibili dall'ISTAT mediante piattaforma informatica dati relativi al raggiungimento degli SDGs, che vengono aggiornati con cadenza semestrale. Il 20 Giugno 2023 è stato inoltre rilasciato dall'ISTAT il sesto Rapporto sugli SDGs contenente una presentazione dei processi di analisi degli indicatori, una loro descrizione puntuale e una rappresentazione delle tendenze temporali e delle interrelazioni esistenti tra i diversi fenomeni.
In Italia, il principale strumento di attuazione dell'Agenda 2030 è costituito dalla Strategia Nazionale per lo Sviluppo Sostenibile-SNSvS, approvata dal Comitato interministeriale per la programmazione economica (CIPE) il 22 dicembre 2017, nella quale sono definite le linee direttrici delle politiche economiche, sociali e ambientali finalizzate a raggiungere gli SDGs entro il 2030. La Strategia, che deve essere aggiornata dal Governo con cadenza almeno triennale, contiene una serie di scelte strategiche e obiettivi nazionali articolati all'interno di cinque aree speculari a quelle degli SGDs (Persone, Pianeta, Pace, Prosperità, Partnership), cui è associato un elenco preliminare di strumenti di attuazione individuati nel processo di consultazione istituzionale. Gli indicatori del sistema BES sono solo parzialmente sovrapponibili a quelli degli SGDs, ma possono essere considerati complementari (si veda il quadro degli indicatori BES inclusi nel framework SDGs, fonte ISTAT).
Per ulteriori approfondimenti sull'Agenda 2030 si rinvia all'apposita sezione presente sul sito della Camera.
La Relazione sugli Indicatori di Benessere Equo e Sostenibile 2025 prodotta dal Ministero dell'Economia e delle Finanze si concentra, nell'ambito del monitoraggio sul benessere equo e sostenibile, sulle misure contenute nella legge di bilancio che impattano, in particolare, su 12 indicatori inerenti a 8 domini del progetto BES.
Gli indicatori di benessere equo e sostenibile (BES) sono stati individuati con decreto del MEF 16 ottobre 2017 dal Comitato a tale scopo istituito. I dati sui quali la relazione è predisposta sono quelli più recenti forniti dall'ISTAT.
I 12 indicatori del BES presi in considerazione dal Ministero dell'Economia e delle Finanze sono i seguenti:

I suddetti indicatori sono stati selezionati tra i 152 indicatori contenuti nel "Rapporto BES" elaborato annualmente dall'ISTAT e afferiscono a 7 delle 12 dimensioni (domini) del benessere considerate di maggior rilievo: Salute, Istruzione e formazione, Lavoro e conciliazione tempi di vita, Benessere economico, Relazioni sociali, Politica e istituzioni, Sicurezza, Benessere soggettivo, Paesaggio e patrimonio culturale, Ambiente, Innovazione, Ricerca e creatività, Qualità dei servizi.
I primi tre indicatori riguardano dimensioni prettamente monetarie del benessere mentre i successivi allargano il campo di analisi. Sinteticamente si può osservare che:
l'Incidenza di povertà assoluta affianca alle prime due misure basate sui redditi, una misura basata sui consumi, che risulta particolarmente importante per definire politiche di contrasto all'esclusione sociale. Nel 2022 l'aumento del livello generale dei prezzi, e in particolare dei prezzi dei beni caratterizzati da una maggiore volatilità, ha spinto l'indicatore a raggiungere il valore più elevato dal 2014; nel 2023 la povertà assoluta individuale si è stabilizzata sul livello osservato nell'anno precedente anche grazie all'ulteriore miglioramento della situazione occupazionale. Le previsioni del periodo 2024-2027, prospetterebbero una stabilità della povertà assoluta familiare nel 2024, perdurante anche nel triennio successivo;