tema 27 dicembre 2025
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Si riporta di seguito una ricognizione sintetica delle misure di diretta competenza della VII Commissione (Cultura), divise per ambito materiale, della legge di bilancio per l'anno 2026. In ogni sezione, si avrà cura di segnalare quali sono le misure già contenute nel disegno di legge originariamente presentato dal Governo e quali quelle inserite nel corso dell'esame parlamentare.

ultimo aggiornamento: 27 dicembre 2025

Per quanto riguarda la materia dell'istruzione, il disegno di legge di bilancio inziale recava le seguenti misure:

- una norma in materia di supplenze brevi (gli attuali commi da 515 a 517 dell'articolo 1), volta a sancire l'obbligo – e non più la facoltà - per il dirigente scolastico di effettuare, salvo motivate esigenze di natura didattica, le supplenze brevi in sostituzione dei docenti su posto comune delle scuole secondarie di primo e secondo grado assenti utilizzando personale dell'organico dell'autonomia, e destinando gli eventuali e connessi risparmi di spesa all'incremento del Fondo per il miglioramento dell'offerta formativa;

- un pacchetto di norme (i commi da 520 a 526) in materia di definizione dell'organico dell'autonomia, volte in particolare a stabilire che essa avvenga non più su base pluriennale, ma annualmente, con decreto ministeriale, facendo però salva la possibilità, all'interno di tale decreto, di effettuare una programmazione pluriennale di massima per i due anni successivi. Analoga previsione è dettata, a decorrere dall'anno scolastico 2026/2027, per la determinazione della consistenza complessiva delle dotazioni organiche del personale ATA;

- la determinazione delle componenti fondamentali del livello essenziale delle prestazioni (LEP) in materia di assistenza all'autonomia e alla comunicazione personale per gli alunni e gli studenti con disabilità (commi da 706 a 711); tali componenti sono costituite dal numero di ore di assistenza, dall'impiego di personale all'uopo specificamente destinato, nonché dal rispetto di determinati standard qualitativi. In attesa che si giunga, entro il 31 dicembre 2027, alla compiuta alimentazione del registro nazionale per la ricognizione del fabbisogno territoriale del servizio, per gli anni 2026 e 2027 viene individuato uno specifico obiettivo di servizio volto a garantire l'attivazione e il potenziamento dello stesso presso gli enti territoriali dove risulta più carente.

 

Nel corso dell'esame parlamentare sono state inserite le seguenti ulteriori misure:

- il riconoscimento, nel limite di spesa di 20 milioni di euro per l'anno 2026, di un contributo fino a 1.500 euro agli studenti frequentanti una scuola paritaria secondaria di primo grado o il primo biennio di una scuola paritaria di secondo grado, appartenenti a famiglie con reddito ISEE non superiore a euro 30.000 (comma 519);

- lo stanziamento di 2 milioni di euro per l'anno 2026 per il progetto "Educare al rispetto – Sport e salute", in collaborazione con Sport e salute Spa, al fine di prevenire e contrastare i fenomeni del bullismo, del cyberbullismo e della violenza di genere nelle scuole secondarie di primo grado, attraverso programmi educativi basati sull'attività sportiva (commi da 813 a 816);

- il rifinanziamento, per una cifra pari a 2 milioni di euro a decorrere dall'anno 2026, del Fondo permanente per il contrasto del fenomeno del cyberbullismo (comma 817);

- lo stanziamento di 2 milioni di euro per ciascuno degli anni 2026 е 2027, a favore dell'INDIRE, al fine di potenziare i percorsi formativi e didattici in materia di educazione al rispetto, alle relazioni e al contrasto a ogni forma di violenza di genere (comma 883);

- l'istituzione di altri due Fondi, con dotazione più limitata, uno (commi 818 e 819) destinato alla realizzazione di un laboratorio didattico per il cinquantesimo anniversario del terremoto del Friuli del 6 maggio 1976 (150.000 euro per il 2026) e l'altro (comma 368) per il finanziamento di corsi sperimentali di primo soccorso rivolti agli studenti maggiorenni e agli insegnanti di scienze motorie e sportive (100.000 euro per gli anni 2026 e 2027);

- due commi in materia di immissione in ruolo dei dirigenti scolastici, relativi alle procedure con le quali attingere a talune specifiche graduatorie concorsuali (commi 527 e 528).

 

Direttamente riguardanti la materia dell'istruzione, anche se – almeno in prima battuta - non il Ministero dell'istruzione e del merito, possono essere considerate le seguenti altre misure:

- l'istituzione, già presente nel disegno di legge di bilancio inizialmente presentato (e ora contenuta ai commi 222 e 223), di un Fondo per le attività socio-educative a favore dei minori, presso il Ministero dell'economia e delle finanze per il successivo trasferimento alla Presidenza del Consiglio dei ministri (Dipartimento per le politiche della famiglia), con una dotazione pari a 60 milioni di euro annui a decorrere dall'anno 2026, destinato al finanziamento di iniziative dei comuni volte al potenziamento dei centri estivi, dei servizi socioeducativi territoriali e dei centri con funzione educativa e ricreativa;

- l'istituzione presso il Ministero dell'interno, disposta con modifiche approvate nel corso dell'esame parlamentare, di due Fondi da ripartire tra i comuni: uno (quello di cui al comma 233) con una dotazione di 7 milioni di euro annui per ciascuno degli anni 2026 e 2027, destinato all'erogazione di contributi in favore delle scuole secondarie di primo e secondo grado, al fine di sostenere attività educative in materia di contrasto della violenza contro le donne nonché di pari opportunità, diritto all'integrità fisica e rispetto reciproco, finalizzate allo sviluppo della consapevolezza affettiva; l'altro (quello di cui al comma 518), con una dotazione di 20 milioni di euro annui a decorrere dal 2026, destinato all'erogazione di contributi per i nuclei familiari con ISEE non superiore ai 30.000 euro per il sostenimento delle spese per l'acquisto di libri scolastici, anche digitali, destinati alla scuola secondaria di secondo grado.

Passando alla II sezione del disegno di legge di bilancio, lo stato di previsione del Ministero dell'istruzione (Tabella 7) autorizza spese finali, in termini di competenza, pari a 57.947,5 milioni di euro nel 2026, esponendo un incremento rispetto al 2025, in termini assoluti, pari a 375,7 milioni di euro (+0,6 per cento). Gli stanziamenti di spesa autorizzati dal disegno di legge di bilancio si attestano, in termini di competenza, nell'anno 2026, in misura pari al 6,3 per cento della spesa finale del bilancio statale. Tale percentuale era il 6,2 per cento nell'esercizio precedente.

Quanto al confronto con il bilancio a legislazione vigente, la manovra finanziaria per il 2026 – attuata con le Sezioni I e II del disegno di legge di bilancio – determina complessivamente un incremento delle spese finali di 74,8 milioni di euro.

Gli effetti finanziari derivanti dalla manovra di Sezione II consistono in una rimodulazione orizzontale delle dotazioni finanziarie previste a legislazione vigente, pari a 190 milioni di euro, relativamente al Programma 1.9, in materia di edilizia scolastica, con particolare riguardo al capitolo 8105 (Fondo unico per l'edilizia scolastica, in aumento di 90 milioni, precedentemente stanziati per l'anno 2027, ma vedi infra su contemporaneo movimento di segno opposto in sede di spending review) e al capitolo 8106 (Contributi alle regioni per oneri di ammortamento mutui per l'edilizia scolastica, in aumento di 100 milioni, precedentemente stanziati, per 50 milioni all'anno, per gli anni 2027 e 2028).

Le misure legislative introdotte dall'articolato della Sezione I determinano invece, nel complesso un effetto negativo di circa -115,2 milioni di euro. Tale impatto è dovuto alle misure di revisione della spesa, che incidono in negativo per una somma pari a 141,4 milioni. I capitoli più colpiti sono i seguenti:

- il capitolo 8105 (Fondo unico per l'edilizia scolastica), in riduzione di 94,2 milioni (come si è visto sopra, però, quasi interamente compensati dalla rimodulazione orizzontale di 90 milioni, precedentemente stanziati sullo stesso Fondo ma per l'anno 2027);

- il capitolo 8107 (Fondo per l'innovazione digitale e la didattica laboratoriale) in decremento di 26,7 milioni sui 31,9 previsti a legislazione vigente;

- i capitoli 1194, 1195, 1196, 1204 e 2394 (costituenti le varie sezioni del Fondo per il funzionamento delle istituzioni scolastiche), in riduzione complessivamente di 12,2 milioni;

- i capitoli 8545 e 8785 (Spese per la realizzazione di iniziative a carattere nazionale in materia di sicurezza nelle scuole), in riduzione complessivamente di 4,4 milioni.

In senso inverso incidono, per una cifra pari a 26,2 milioni, le misure introdotte nella Sezione I durante l'esame parlamentare (la maggiore delle quali, che comporta maggiori oneri pari a 20 milioni, è costituita dal contributo in favore degli studenti delle scuole paritarie disposto dall'articolo 1, comma 519, e appostato sul capitolo 1480).

 
ultimo aggiornamento: 27 dicembre 2025

Venendo alle materie dell'università e della ricerca, si ricorda che il disegno di legge di bilancio inziale recava esclusivamente le seguenti due misure:

- una riforma complessiva delle procedure di programmazione e finanziamento della ricerca ordinariamente effettuata da tutti i soggetti vigilati o finanziati dal MUR (si tratta delle norme ora contenute dai commi da 529 a 533 dell'articolo 1), che contempla, da una parte, l'adozione, con decreto ministeriale, di un Piano triennale della ricerca, aggiornabile annualmente, con una scadenza perentoria (il 30 aprile di ogni anno) per l'indizione dei bandi, e dall'altra l'istituzione, in un nuovo capitolo ministeriale, di un Fondo per la programmazione della ricerca (FPR) unitario, nel quale far confluire le risorse sinora disseminate in altri sei fondi; al contempo, si dispone lo stanziamento, sul predetto nuovo capitolo, di 150 milioni di euro annui a decorrere dall'anno 2026, da destinare al finanziamento di Progetti di rilevante interesse nazionale (PRIN);

- la definizione dei livelli essenziali delle prestazioni (LEP) in materia di borse di studio agli studenti delle università e delle istituzioni AFAM, con il contestuale stanziamento, finalizzato al soddisfacimento di tali LEP, di 250 milioni di euro annui a decorrere dal 2026 (commi da 712 a 714).

 

Nel corso dell'esame parlamentare sono state inserite nell'articolo svariate ulteriori norme, tra le quali spiccano per importanza le seguenti:

- un pacchetto di norme (commi da 305 a 315) in materia di reclutamento, da una parte, di personale ricercatore a tempo determinato "in tenure track" presso le università statali e le università non statali e, dall'altra, di personale ricercatore e tecnologo a tempo indeterminato presso gli enti pubblici di ricerca vigilati dal Ministero, in entrambi i casi con un contributo statale pari al 50 per cento delle spese, e tramite procedure riservate, in misura non superiore al 50 per cento, al personale impiegato nell'ambito di progetti finanziati dal PNRR. Le assunzioni presso le università sono riservate a ricercatori con contratti a tempo determinato di tipo A in scadenza entro il 31 dicembre 2026; quelle presso gli enti pubblici di ricerca sono riservate ai candidati già in servizio presso tali enti alla data del 30 giugno 2025, che abbiano prestato servizio per almeno 24 mesi e che siano stati reclutati a tempo determinato mediante procedure ad evidenza pubblica;

- la previsione della possibilità di affidare a Cassa depositi e prestiti S.p.A., in qualità di Istituto nazionale di promozione, l'attuazione dell'investimento 5 "Fondo per gli alloggi destinati agli studenti" della Missione 4, Componente 1 del PNRR, per l'importo di 599 milioni di euro, sulla base di apposita convenzione (commi 884-893);

- la destinazione (comma 894) di 56,4 milioni di euro già assegnati al Ministero nell'ambito delle risorse del Fondo per lo sviluppo e la coesione, al finanziamento di infrastrutture strategiche di ricerca e di iniziative progettuali riguardanti, in particolare, le tecnologie quantistiche, l'high performance computing (HPC) e l'intelligenza artificiale, al fine di potenziare macro-filiere strategiche per la ricerca localizzate nelle regioni del Mezzogiorno;

- l'istituzione, da realizzarsi tramite CONSIP, di una specifica infrastruttura tecnica da destinare in via esclusiva alla gestione degli acquisti di beni, servizi e lavori direttamente funzionali alle attività ed ai programmi di ricerca scientifica, a disposizione di università e gli enti di ricerca (commi 948 e 949).

 

Costituiscono misure di respiro meno ampio le seguenti, specifiche, nuove autorizzazioni di spesa:

- 3 milioni di euro, per il 2026, il Fondo per l'Erasmus italiano (comma 535);

- 1 milione di euro e 2 milioni di euro annui a decorrere dall'anno 2026, rispettivamente, a all'Istituto universitario di studi superiori (I.U.S.S.) di Pavia e alla Scuola IMT (istituzioni, mercati, tecnologie) Alti Studi di Lucca (comma 972);

- 1,5 milioni di euro per ciascuno degli anni 2026 e 2027, a titolo di contributo straordinario in favore del Consiglio nazionale delle ricerche (CNR) (comma 896);

- 300.000 euro per l'anno 2026 all'università degli studi di Roma "Tor Vergata" per la realizzazione di una ricerca con indirizzo letterario sul tema del romanzo di formazione italiano (comma 534);

- 150.000 euro per il 2026 quale dotazione del nuovo Fondo per la promozione del dialogo tra studenti e docenti universitari (commi 536 e 537).

Venendo allo stato di previsione del Ministero dell'università e della ricerca (Tabella 11), va segnalato in primo luogo che la struttura di quest'ultimo ha subito una sensibile evoluzione rispetto allo scorso anno, in ragione del processo di riorganizzazione amministrativa che ha interessato il Ministero in questione, disposta dal decreto del Presidente della Repubblica n. 62 del 2025, a seguito della quale il Ministero passa da 7 a 10 centri di responsabilità amministrativa.

Venendo alle risorse stanziate, il disegno di legge di bilancio autorizza spese finali, in termini di competenza, pari a 13.902,4 milioni di euro nel 2026, esponendo un decremento delle spese finali rispetto alle previsioni assestate 2025 pari a 182,5 milioni di euro (-1,3 per cento). Gli stanziamenti di spesa del Ministero dell'università e della ricerca autorizzati dal disegno di legge di bilancio si attestano, in termini di competenza, nell'anno 2025, in misura pari allo 1,5 per cento della spesa finale del bilancio statale, una percentuale analoga a quella del 2025.

Quanto al confronto con il bilancio a legislazione vigente, la manovra finanziaria per il 2026 determina invece, complessivamente, un incremento delle spese finali di 210,5 milioni di euro.

Gli effetti finanziari complessivi ascrivibili alla manovra di Sezione II, derivanti dall'esame in Senato, determinano un incremento delle spese molto lieve, pari a 0,2 milioni di euro.

Le misure legislative introdotte dall'articolato della Sezione I determinano invece, nel complesso, un effetto positivo di circa 210,3 milioni di euro.

La Missione che risulta beneficiaria di tale incremento è la n. 23 (Istruzione superiore), che vede innalzare la propria dotazione di 241,6 milioni di euro. La principale voce che contribuisce a questo saldo positivo è costituita dal capitolo 1710, sul quale vanno a confluire le risorse aggiuntive, pari a 250 milioni di euro, destinate a garantire il soddisfacimento dei LEP sul fronte delle borse di studio (articolo 1, commi 712-714). Altre voci positive nell'ambito della medesima Missione sono il Fondo per il finanziamento ordinario per le università (capitolo 1694), che vede risorse aggiuntive per 13,6 milioni, il Fondo per l'erasmus italiano (capitolo 1830), che vede stanziati 3 milioni aggiuntivi. In entrambi i casi, si tratta di stanziamenti derivanti da modifiche al testo apportate durante l'esame parlamentare.

Nell'ambito della Missione 17 (Ricerca di base e applicata), si assiste invece alla nascita del nuovo Fondo per la programmazione della ricerca (articolo 1, commi 519-533), appostato sul capitolo 7845, nel quale andranno a confluire risorse prima disseminate in vari altri capitoli. Il saldo, tuttavia, sul totale della Missione in questione, è negativo, con un decremento di risorse stanziate pari in totale a 30,1 milioni di euro.

La spending review agisce sullo stato di previsione del Ministero dell'università e della ricerca per un totale di quasi 27 milioni di euro, di cui 13,7 nell'ambito della missione 17, 12,2 nell'ambito della missione 23, 1,1 nell'ambito della Missione 32 (Servizi generali e istituzionali).



Si ricorda infine, che, in ambito ricerca, rileva anche il programma 17.15 Ricerca di base e applicata, nell'ambito della missione 17 Ricerca e innovazione, collocato all'interno dello stato di previsione del Ministero dell'economia e delle finanze (Tabella 2).

Con riferimento a tale Programma, si evidenzia una dotazione complessiva per il 2026 di 1.476,6 milioni di euro, con una diminuzione rispetto alla dotazione in conto competenza a legislazione vigente di circa 0,9 milioni di euro per il 2026. Il definanziamento in questione deriva dalle misure di revisione della spesa, ed è integralmente allocato in corrispondenza del capitolo 7384 (Somme da assegnare al Centro per l'innovazione e il trasferimento tecnologico nel campo delle scienze della vita, con sede in Lombardia).

ultimo aggiornamento: 27 dicembre 2025

Sul fronte della cultura, le misure contenute nel disegno di legge di bilancio originario erano le seguenti tre: 

- una serie di novelle (ora collocate al comma 554 dell'articolo 1) alla legge n. 220 del 2016 sul cinema e l'audiovisivo, la cui ratio complessiva può essere rintracciata, in coerenza con le modifiche apportate alla legge in occasione delle precedenti due leggi di bilancio, nella maggiore valorizzazione del decreto ministeriale annuale di riparto del Fondo del cinema e dell'audiovisivo, al quale è rimessa la quantificazione esatta delle risorse da attribuire alle diverse tipologie di sostegno previste, ivi incluse quelle consistenti in incentivi fiscali (tax credit). Al contempo, è disposta una riduzione della dotazione del Fondo del cinema e dell'audiovisivo che, a seguito delle modifiche introdotte al Senato, passa da 700 milioni di euro annui a 610 milioni di euro annui per l'anno 2026 e a 500 milioni di euro annui a decorrere dall'anno 2027;

- la sostituzione, a decorrere dal 2027, a parità di risorse stanziate, della Carta della cultura giovani e della Carta del merito, con un nuovo bonus elettronico denominato «Bonus valore cultura», finalizzato all'acquisto di materiali e prodotti culturali, riconosciuto a tutti i giovani neo-diciottenni che si siano diplomati, nell'anno successivo al conseguimento del diploma secondario (commi da 538 a 549);

- l'istituzione del Fondo nazionale per il federalismo museale (FNFM), con una dotazione di 5 milioni di euro annui a decorrere dall'anno 2026, quale strumento di sostegno strutturale ai musei e ai luoghi della cultura non statali (commi 551 e 552).

 

A queste misure, durante l'esame parlamentare, si sono aggiunte le seguenti:

- un doppio intervento sulla disciplina dell'indennità di discontinuità per i lavoratori dello spettacolo, volta, da una parte, ad innalzare da 30.000 a 35.000 euro il tetto massimo di reddito dichiarato al di sotto del quale è possibile avere accesso al beneficio e, dall'altra, volta ad istituire un regime derogatorio per i lavoratori del cinema e dell'audiovisivo, più favorevole in termini di numero minimo di giornate di contribuzione richieste (comma 840);

- l'autorizzazione al Ministero della cultura ad attribuire un incarico dirigenziale di livello generale e uno di livello non generale in deroga ai limiti ordinari previsti per il conferimento di incarichi dirigenziali a personale esterno alla pubblica amministrazione (comma 263);

- lo stanziamento di 4 milioni di euro per l'anno 2026 per la realizzazione del programma di interventi nella città di Matera designata Capitale Mediterranea della cultura e del dialogo 2026 (comma 550);

- lo stanziamento di una serie di contributi in materia di spettacolo dal vivo, in particolare in favore del Teatro alla Scala di Milano per celebrare il 250° anniversario dalla sua fondazione (5 milioni di euro per il 2028, comma 553), della Fondazione Orchestra sinfonica e coro sinfonico di Milano Giuseppe Verdi (2 milioni di euro per l'anno 2026, comma 966), della Fondazione Teatro Amilcare Ponchielli (1 milione di euro a decorrere dall'anno 2028, comma 897), della Fondazione "I Pomeriggi Musicali", che gestisce il Teatro Dal Verme di Milano (500.000 euro per l'anno 2026, comma 898), della Fondazione "Festival dei due Mondi" (1 milione di euro per l'anno 2026, comma 905);

- l'istituzione, sempre in materia di spettacolo dal vivo, di tre nuovi fondi: il primo, denominato Fondo cultura terapeutica e cura sociale, con dotazione di 1 milione di euro l'anno a decorrere dal 2026, allo scopo di favorire la fruizione delle arti dello spettacolo e del patrimonio culturale, quali strumenti terapeutici, per fornire sollievo alle persone affette da disabilità o in situazioni di marginalità sociale (comma 822); il secondo, con dotazione di 1,5 milioni di euro annui a decorrere dal 2026 per il finanziamento di interventi per lo sviluppo, il rafforzamento, il rilancio e la promozione del sistema musicale italiano (commi 825 e 827); il terzo, con dotazione di 2 milioni di euro annui a decorrere dal 2026, per la realizzazione di contenuti e programmi audiovisivi di sviluppo e divulgazione, in particolare, delle attività culturali dal vivo (comma 901);

- lo stanziamento, in diretta attuazione del cosiddetto "decreto cultura" (decreto-legge n. 201 del 2024), di 1 milione di euro annui per ciascuno degli anni 2026, 2027 e 2028 al fine di istituire il "Premio Mattei per la cooperazione culturale", di un 1 milione di euro annui per ciascuno degli anni 2026, 2027 e 2028 al fine di istituire il "Premo Olivetti per l'accessibilità culturale", di 500.000 euro a decorrere dall'anno 2026, in favore della Fondazione Maxxi, al fine di assicurare il funzionamento del polo artistico e culturale internazionale del Mediterraneo, denominato "Maxxi Med", da realizzarsi nella città di Messina. Alla Fondazione Maxxi sono inoltre assegnati 500.000 euro per il solo anno 2027 da destinare, quanto a 250.000 euro, alla prosecuzione degli interventi relativi al progetto "Grande Maxxi" di Roma e, quanto a 250.000 euro, per l'avvio delle attività del medesimo progetto "Maxxi Med" (comma 882);

- una serie di ulteriori contributi assegnati a svariati enti e associazioni, quali la Fondazione Luigi Einuadi (600.000 euro annui per ciascuno degli anni 2026 e 2027, commi 501 e 912), la Fondazione Med-Or di Leonardo Spa (200.000 euro per ciascuno degli anni 2026 e 2027, comma 502), le tre accademie musicali d'eccellenza (300.000 euro per l'anno 2026, da dividere in parti uguali tra l'Accademia internazionale di Imola, l'Accademia musicale Chigiana di Siena e della Fondazione Scuola di musica di Fiesole, comma 906), la Fondazione Giorgio Napolitano (100.000 euro annui per ciascuno degli anni 2026 e 2027, comma 913), l'Associazione degli Editori Indipendenti (ADEI) (100.000 euro per ciascuno degli anni 2026 e 2027, comma 842);

- lo stanziamento di 300.000 euro per l'anno 2027 per la realizzazione di iniziative in occasione della ricorrenza dei novanta anni dalla morte di Antonio Gramsci (commi 899 e 900) e di 500.000 euro annui per ciascuno degli anni 2026 e 2027 per la realizzazione, in occasione della ricorrenza dei cento anni dalla nascita di Pio La Torre (commi 902 e 903).

Venendo allo stato di previsione del Ministero della cultura (Tabella 14), il disegno di legge di bilancio autorizza, per lo stato di previsione del Ministero della cultura, spese finali, in termini di competenza, pari a 3.066,6 milioni di euro nel 2026, esponendo un decremento rispetto al 2025, pari a 190,8 milioni di euro (-5,8%). Gli stanziamenti di spesa del Ministero della cultura autorizzati dal disegno di legge di bilancio si attestano, in termini di competenza, nell'anno 2026, in misura pari allo 0,3 per cento della spesa finale del bilancio statale, la medesima percentuale dell'esercizio precedente.

Quanto al confronto con il bilancio a legislazione vigente, le spese finali subiscono una contrazione pari a 179,2 milioni. Gli effetti finanziari complessivi ascrivibili alla manovra di Sezione II determinano una riduzione della spesa pari a circa 32,1 milioni di euro, mentre quelle introdotte dall'articolato della Sezione I determinano anch'esse nel complesso un effetto negativo, pari a circa 147,1 milioni di euro.

Per quanto riguarda gli effetti della Sezione I, essi dipendono dalle previsioni di seguito riportate:

- 90 milioni di minori spese ascrivibili alla riduzione del Fondo per il cinema e l'audiovisivo (tale riduzione, prima dell'esame parlamentare, ammontava a 150 milioni);

- 78 milioni complessivi di minori spese ascrivibili alla spending review, che colpisce in particolare i seguenti capitoli di spesa: i capitoli 7433 e 7435 (Conservazione, potenziamento e realizzazione di progetti sperimentali, ivi compresa la manutenzione straordinaria di locali attinenti rispettivamente, il patrimonio archeologico nazionale e il patrimonio storico e artistico nazionale), che registrano un decremento complessivo di 23,1 milioni; il capitolo 8099 (Fondo per la tutela del patrimonio culturale) che registra una contrazione di 20 milioni (che, peraltro, si somma a quella, pari nel complesso ad altri 22,4 milioni, operata in sezione II, su cui vedi infra); il capitolo 8130 (Fondo investimenti complementari PNRR – MIC, Piano di investimenti strategici sui siti del patrimonio culturale, edifici e aree naturali), che registra una riduzione di 15 milioni; il capitolo 8098 (Spese per l'attuazione degli interventi del piano strategico "grandi progetti beni culturali") che registra un decremento pari a 10 milioni.

- 5 milioni di maggiori spese quale dotazione inziale del neoistituito Fondo nazionale per il federalismo museale (FNFM);

- 16,1 milioni di maggiori spese ripartiti su svariati capitoli dello stato di previsione, connessi a numerose misure, ciascuna delle quali comportante oneri di ridotta portata, inserite durante l'esame in Senato. Tali risorse sono ripartite nei seguenti termini tra i programmi: 11 milioni assegnati su vari capitoli del programma 21.2 (Sostegno, valorizzazione e tutela del settore dello spettacolo dal vivo), 3,6 milioni assegnati su vari capitoli del programma 21.10 (Tutela e valorizzazione dei beni librari, promozione e sostegno del libro e dell'editoria), 1,5 milioni assegnati su vari capitoli del programma 21.16 (Tutela e promozione dell'arte e dell'architettura contemporanea e delle periferie urbane).

La Sezione II determina invece, come si è detto, un decremento di 32,1 milioni, derivanti da definanziamenti relativi principalmente al programma 1.9 "Programmazione e attribuzione delle risorse per la tutela del patrimonio culturale". Tra i definanziamenti in parola, il più consistente è riferito, per un importo pari a 22,4 milioni, al Fondo per la tutela del patrimonio culturale.

ultimo aggiornamento: 27 dicembre 2025

Sono significative le misure introdotte nel disegno di legge di bilancio durante l'esame parlamentare in materia di sport, che di seguito si elencano:

- l'incremento, per un importo massimo di 60 milioni di euro, per l'anno 2026, delle risorse attribuite al Commissario straordinario per i XIV Giochi paralimpici invernali «Milano-Cortina 2026» e destinate a far fronte alle esigenze di carattere logistico (comma 766);

- l'incremento, per una cifra pari a 30 milioni di euro per il 2026 e a 40 milioni di euro annui a decorrere dal 2027, del livello di finanziamento minimo garantito agli organismi del movimento sportivo nazionale (comma 737); le citate risorse aggiuntive sono in particolare attribuite, per una somma pari a 30 milioni annui aggiuntivi a decorrere dal 2026, a Sport e salute Spa, e per una somma pari a 10 milioni annui aggiuntivi a decorrere dal 2027, al CONI;

- il rifinanziamento, per una cifra pari a 5 milioni di euro per l'anno 2026, del Fondo sport per studenti universitari, destinato all'erogazione di borse di studio universitario per alti meriti sportivi (commi 499 e 500);

- l'istituzione di un fondo nello stato di previsione del Ministero dell'economia e delle finanze per il successivo trasferimento alla presidenza del Consiglio dei Ministri, con una dotazione di 2 milioni di euro per l'anno 2027, destinato a contribuire alle spese di iscrizione e frequenza per i giovani di età inferiore ai 18 anni e con indicatore ISEE inferiore a 20.000 euro, presso associazioni sportive dilettantistiche (commi 225 e 226).

Venendo al commento della Sezione II, il programma di riferimento è il 30.1 Attività ricreative e sport, nell'ambito della missione n. 30 Giovani e sport, collocato all'interno dello stato di previsione del Ministero dell'economia e delle finanze (Tabella 2).

Nell'ambito di tale programma, si registra, rispetto alla dotazione a legislazione vigente, in conto competenza, un incremento di 104,6 milioni di euro, che porta la dotazione prevista per il 2026 ad un ammontare complessivo di circa 920 milioni di euro. Tale incremento è conseguenza dell'azione combinata di una variazione in senso positivo di 15 milioni, frutto di un rifinanziamento di Sezione II tutto collocato sul capitolo 2111 (Somme da corrispondere alla Presidenza del Consiglio dei ministri per le politiche dello sport), e di una variazione in senso altrettanto positivo, pari a 94,6 milioni, frutto per la quasi totalità di tre emendamenti alla Sezione I approvati in sede di esame parlamentare. Il primo ha incrementato, per una somma pari a 30 milioni di euro, il livello di finanziamento ordinario di Sport e salute Spa (capitolo 1897); il secondo ha assegnato 60 milioni di euro quale Somma da trasferire al commissario straordinario per i giochi invernali "Milano Cortina 2026" per le esigenze di carattere logistico (capitolo 2001); il terzo ha stanziato 5 milioni di euro sul capitolo 2038, quale rifinanziamento del Fondo sport per studenti universitari; in senso negativo, ma per soli 385 mila euro, agisce invece la revisione della spesa in conto corrente, concentrata sul capitolo 2200 (Somme da trasferire alla NADO Italia "Organizzazione nazionale antidoping").

ultimo aggiornamento: 27 dicembre 2025

Per concludere, nel corso dell'esame parlamentare sono state inserite anche due nuove norme in materia di informazione, giornalismo ed editoria, ossia:

- l'incremento, pari a 60 milioni di euro per l'anno 2026, della dotazione del Fondo unico per il pluralismo e l'innovazione digitale dell'informazione e dell'editoria, per le finalità di competenza della Presidenza del Consiglio (comma 734);

- la riduzione, pari a 10 milioni di euro per l'anno 2026, delle entrate derivanti dal canone destinate alla RAI, cui la società dovrà far fronte con misure di razionalizzazione dei costi di funzionamento e di gestione (comma 735).

Venendo al commento della Sezione II, i programmi di riferimento sono

- il 15.4 Sostegno al pluralismo dell'informazione, nell'ambito della missione 15 Comunicazioni, collocato all'interno dello stato di previsione del Ministero dell'economia e delle finanze (Tabella 2);

- il 15.8 Servizi di comunicazione elettronica, di radiodiffusione e postali, nell'ambito della missione 15 Comunicazioni, collocato all'interno dello stato di previsione del Ministero delle imprese e del made in Italy (Tabella 3).

Si tratta delle due sezioni, rispettivamente di competenza della Presidenza del Consiglio dei ministri (Dipartimento per l'editoria) e del Ministero delle imprese e del made in Italy, del Fondo unico per il pluralismo e l'innovazione digitale dell'informazione e dell'editoria di cui all'articolo 1, comma 1, della legge 26 ottobre 2016, n. 198. 

Nell'ambito del Programma 15.4 Sostegno al pluralismo dell'informazione, si evidenzia uno stanziamento di competenza, per il 2026, pari a 346,8 milioni di euro, con un incremento rispetto al bilancio a legislazione vigente di 60 milioni di euro, disposto - come si è detto - tramite una modifica apportata in Parlamento.

Quanto invece, al Programma 15.8 Servizi di comunicazione elettronica, di radiodiffusione e postali, la legge di bilancio presenta, in conto competenza, per il 2026, una dotazione complessiva di 287 milioni, con una contrazione di 0,1 milioni di euro rispetto al bilancio a legislazione vigente. 

ultimo aggiornamento: 27 dicembre 2025
 
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