tema 12 febbraio 2018
Rapporti con l'Unione europea
Il Mercato unico digitale

In base all'indice di digitalizzazione dell'economia e della società (DESI), elaborato dalla Commissione europea per valutare lo stato di avanzamento degli Stati membri dell'UE verso un'economia e una società digitali, persistono ancora notevoli differenze tra gli Stati membri.

Il DESI aggrega una serie di indicatori nell'ambito di cinque dimensioni: connettività, capitale umano, uso di Internet, integrazione delle tecnologie digitali e servizi pubblici digitali.

Il DESI 2017 mostra che Danimarca, Finlandia, Svezia e Paesi Bassi hanno le economie digitali più avanzate tra gli Sati membri seguiti da Lussemburgo, Belgio, Regno Unito e Irlanda, mentre Romania, Bulgaria, Grecia e Italia hanno i punteggi più bassi, pur avendo fatto registrare dei miglioramenti rispetto all'anno precedente. Nello specifico, l'Italia occupa la 25a posizione nella classifica dei 28 Stati membri dell'Unione europea e nel corso dell'ultimo anno ha realizzato nel complesso progressi leggermente più rapidi rispetto alla media dell'UE, per effetto delle iniziative intraprese nel corso del 2015-2016.

DESI 2017

I risultati dell'Italia per quanto concerne la diffusione della banda larga mobile sono leggermente superiori alla media dell'UE (85 abbonati per 100 persone), ma i progressi realizzati nell'ultimo anno in materia di connettività sono dipesi principalmente dai miglioramenti della copertura delle reti di nuova generazione (NGA), passata dal 41% della popolazione nel 2015 al 72% nel 2016, in particolare nelle zone urbane, percentuale che tuttavia resta inferiore alla media dell'UE. Nonostante il leggero aumento degli abbonamenti alla banda larga fissa, nonché alla banda larga veloce (dal 5% del 2015 al 12% del 2016), l'Italia continua a essere in ritardo. L'Italia, infatti, fa parte del gruppo di Paesi che registra basse prestazioni.

banda larga

Per quanto riguarda l'utilizzo dei servizi pubblici digitali, l'Italia occupa la 21a posizione, con il 16% di utenti dei servizi di governo elettronico, rispetto a una media europea del 34%. Risultati parzialmente migliori si registrano per quanto riguarda il completamento dei servizi online (16a posizione) e gli open data (19a posizione).

 

  servizi pubblici digitali

 

 

Per quanto concerne l'e-commerce, l'Italia è al 26° posto, seguita soltanto da Bulgaria e Romania, con solo il 29% dei consumatori che effettua acquisti online. In testa alla classifica Regno Unito, Danimarca e Lussemburgo. Per quanto riguarda le aziende, soltanto una su cinque, tra quelle che contano almeno 10 dipendenti, vende online. Le percentuali più alte si registrano in Irlanda (30%), Danimarca (29%), Germania (28,5%) e Svezia (28,2%), le più basse in Italia (11%), Lettonia (10,2%), Bulgaria (8,6%) e Romania (7,4%). Infine, il 24,2% dei cittadini europei che acquistano online da un altro Stato membro dichiara di aver incontrato ostacoli nella transazione.