tema 18 marzo 2026
Studi - Affari esteri Situazione in Medio Oriente

 Il conflitto israelo-palestinese, nel più ampio contesto regionale mediorientale, costituisce da sempre interesse prioritario del Parlamento, che ne segue gli sviluppi attraverso attività di informazione e di indirizzo al Governo.

Dal 7 ottobre 2023 l'attacco lanciato da Hamas a Israele dalla Striscia di Gaza - durante i festeggiamenti della settimana di Sukkot, a pochi giorni dal cinquantesimo anniversario della guerra del '73 - ha innescato una drammatica escalation, portando il governo israeliano all'assedio totale di Gaza.

Successivamente al 7 ottobre 2023 il conflitto si è pericolosamente esteso al Libano ed all'Iran.

Il 2 marzo 2026 il Vicepresidente del Consiglio dei ministri e Ministro degli Affari esteri e della cooperazione internazionale, Antonio Tajani e il Ministro della Difesa, Guido Crosetto  hanno riferito in Parlamento sulla situazione in Medio Oriente, dopo gli attacchi di Israele e Stati Uniti contro l'Iran e le successive operazioni militari iraniane in diversi Paesi del Golfo Persico, come Bahrein, Kuwait ed Emirati Arabi Uniti (cfr. Audizione del 2 marzo presso le Commissioni  riunite III Affari esteri e IV Difesa della Camera e III Affari esteri e Difesa del Senato).

Nella seduta di giovedì 5 marzo 2026 i Ministri Tajani e Crosetto hanno poi reso comunicazioni all'Assemblea in esito alla richiesta di aiuti da parte dei Paesi del Golfo, mentre nella seduta dell'11 marzo 2026 si è svolto presso la III Commissione Affari esteri un incontro informale con gli Ambasciatori in Italia dei Paesi aderenti al Consiglio di cooperazione del Golfo e della Giordania. Nella medesima giornata hanno avuto luogo in Assemblea le comunicazioni della Presidente del Consiglio dei ministri in vista della riunione del Consiglio europeo del 19 e 20 marzo 2026, nonché sugli sviluppi della crisi in Medio Oriente.

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Nelle prime ore di sabato 28 febbraio 2026, Stati Uniti e Israele hanno lanciato un attacco combinato nei confronti dell'Iran.

Nelle operazioni militari sono deceduti l'ayatollah Ali Khamenei, guida suprema dell'Iran da 36 anni e numerosi esponenti dei vertici militari e civili del regime degli Ayatollah. 

Secondo quanto riferito dal Ministro degli Affari esteri e della cooperazione internazionale, Antonio Tajani, - audito il 2 marzo scorso, insieme al Ministro della Difesa, Guido Crosetto, davanti alle Commissioni  riunite III Affari esteri e IV Difesa della Camera e III Affari esteri e Difesa del Senato-,  "Stati Uniti e Israele hanno deciso in autonomia e nella riservatezza" quando intervenire e l'Italia, insieme a Germania e Polonia, è stata avvertita a fatti iniziati. Francia e Gran Bretagna, ha aggiunto, hanno riferito pubblicamente di non essere state informate in anticipo. 

Durante l'audizione il Ministro Tajani ha fatto presente " il regime ha immediatamente intrapreso una serie di ingiustificate e inaccettabili rappresaglie nei confronti di tutti i Paesi del Golfo e  perfino contro una base britannica a Cipro. Sono state colpite indiscriminatamente infrastrutture civili come aeroporti e alberghi, luoghi di ritrovo e snodi turistici".

 Il Ministro  ha, altresì, aggiunto che l'operazione condotta da Israele e Stati Uniti – finalizzata a eliminare il rischio nucleare e missilistico dell'Iran – potrebbe rappresentare un punto di svolta. La morte della guida suprema dell'Iran, Ali Khamenei, avvenuta il 28 febbraio, ha aggiunto, "apre una nuova fase per l'Iran". Il ministro ha quindi ricordato  tutte le giovani e i giovani che sono scesi in piazza, che "hanno pagato un prezzo altissimo", aggiungendo che "il popolo iraniano merita di veder riconosciuti i propri diritti civili e politici senza violenza" e auspicando una "transizione pacifica e rispettosa del popolo iraniano.  Fino all'ultimo abbiamo sostenuto il dialogo e il negoziato" ha osservato il Ministro Tajani,  "ma l'Iran non ha mostrato segnali chiari di marcia indietro. Ha rigettato ogni forma di compromesso e di cooperazione con l'Agenzia Internazionale per l'Energia Atomica",  sottolineando che "l'irrigidimento iraniano ha contribuito alla degenerazione della situazione. Come dimostrano anche gli attacchi inaccettabili e insensati che Teheran ha lanciato contro i Paesi del Golfo, che non erano coinvolti nelle operazioni militari in Iran".

A sua volta il Ministro della Difesa ha precisato che "La crisi in corso presenta caratteristiche di elevata intensità, ampiezza e un'evoluzione estremamente rapida che richiede attenzione costante e coordinamento con gli alleati capacità di adattamento operativo".

Con riferimento alla posizione dell'Italia il Ministro Tajani ha chiarito che la linea politica italiana è quella dell'Unione europea. e

Con riferimento ai tempi del conflitto il Ministro ha aggiunto Questa crisi potrebbe non trovare una soluzione rapida. Potrebbe durare giorni. Forse settimane. Molto dipenderà dalle decisioni che verranno prese da Teheran e dalle dinamiche interne al regime", 

il Ministro Crosetto ha a sua volta dichiarato che "La crisi in corso presenta caratteristiche di elevata intensità, ampiezza e un'evoluzione estremamente rapida che richiede attenzione costante e coordinamento con gli alleati capacità di adattamento operativo" osservando anche che "è dunque opportuno valutare strumenti che consentano ancora maggiore flessibilità operativa nel pieno rispetto del Parlamento, per garantire che lo strumento possa rispondere con prontezza a qualunque tipo di evoluzione e di crisi possiamo trovarci davanti".

Successivamente nella seduta di giovedì 5 marzo 2026 i Ministri Tajani e Crosetto hanno reso comunicazioni all'Assemblea in esito alla richiesta di aiuti da parte dei Paesi del Golfo.
In particolare, nel corso del suo intervento il Ministro degli Esteri ha affermato che "stella polare del nostro impegno resta la de-escalation" e che l'obiettivo primario è evitare un allargamento del conflitto. "Stiamo incoraggiando tutte le parti a esercitare la massima moderazione" - ha affermato il Ministro - "tenendo aperti i canali di dialogo con l'Iran, senza tradire la nostra posizione: l'Iran non può dotarsi di armi nucleari e disporre di sistemi missilistici in grado di rappresentare una minaccia esistenziale per Israele, per la regione e per l'Europa".
A sua volta il Ministro della Difesa ha fatto presente di aver dato mandato al capo di Stato maggiore della Difesa di innalzare al massimo il livello di protezione della difesa aerea e anti balistica nazionale in coordinamento con gli alleati e con la Nato, "perchè di fronte ad una reazione sconsiderata possiamo aspettarci di tutto e tutto può essere aspettato". 
Al termine della discussione, la Camera: ha approvato la risoluzione Chiesa, Zoffili, Saccani Jotti, Carfagna ed altri n. 6-00238; ha approvato il dispositivo della risoluzione Boschi ed altri n. 6-00237 riformulato, respingendone con distinta votazione la premessa; ha respinto la risoluzione Schlein, Conte, Fratoianni e Bonelli n. 6-00239; ha approvato i capoversi 2° riformulato, 3°, 4° riformulato, 5° e 6° del dispositivo della risoluzione Della Vedova e Magi n. 6-00240, respingendone la premessa e il primo capoverso del dispositivo con distinta votazione; ha approvato infine il dispositivo della risoluzione Richetti ed altri n. 6-00241 nel testo riformulato, respingendone con distinta votazione la premessa.
Nello specifico la risoluzione presentata dalla maggioranza n. 6-00238 riguarda tre ambiti principali: la sicurezza militare, l a cooperazione europea e la gestione dell'utilizzo delle basi militari presenti in Italia.
Il primo punto riguarda il rafforzamento della capacità di difesa in Medio Oriente. In particolare, il governo viene invitato a «rafforzare tempestivamente le capacità di difesa e protezione delle missioni italiane» nell'area.
Questo obiettivo dovrebbe essere perseguito attraverso l'impiego di sistemi di difesa aerea, antimissilistica e di sorveglianza. Lo scopo è proteggere i cittadini italiani presenti nella regione, sostenere i Paesi alleati e salvaguardare le infrastrutture strategiche, anche per prevenire possibili ripercussioni sul piano energetico che potrebbero avere effetti anche in Italia. La risoluzione impegna inoltre il governo italiano a partecipare attivamente allo "sforzo comune" dell'Unione europea.
In particolare, è chiamato a sostenere gli altri Stati membri che lo richiedano nella difesa del proprio territorio "da attacchi missilistici o via droni da parte iraniana". Il riferimento è al recente attacco con droni  lanciato  dall'Iran contro la base britannica di Akrotiri, a Cipro, Paese che fa parte dell'Unione europea dal 2004.
Il documento chiede infine al governo di confermare il rispetto degli accordi internazionali che regolano l'uso delle basi militari presenti in Italia e concesse all'esercito statunitense. Questi accordi prevedono, tra le altre cose, l'utilizzo delle basi per attività addestrative e per il "supporto tecnico-logistico".

 

Successivamente, nella seduta di mercoledì 11 marzo si è svolta la discussione sulle comunicazioni della Presidente del Consiglio dei ministri in vista della riunione del Consiglio europeo del 19 e 20 marzo 2026, nonché sugli sviluppi della crisi in Medio Oriente, al termine della quale la Camera  ha approvato  la risoluzione Mantovani, Giglio Vigna, Rossello, Carfagna ed altri n.  6-00242  e, con distinte votazioni, la risoluzione Richetti, Boschi, Magi ed altri n.  6-00243  riformulata, ad eccezione dei capoversi 1, 3, 11 e 14 del dispositivo e della premessa, respinti con distinta votazione; ha respinto, con distinte votazioni, la risoluzione Riccardo Ricciardi ed altri n.  6-00244 ; ha respinto, con distinte votazioni, il dispositivo della risoluzione Zanella ed altri n.  6-00245 ; infine ha respinto, con distinte votazioni, la risoluzione Braga ed altri n.  6-00246 .
Nella medesima giornata dell'11 marzo 2026 si è svolto presso la III Commissione Affari esteri un incontro informale con gli Ambasciatori in Italia dei Paesi aderenti al Consiglio di cooperazione del Golfo e della Giordania
ultimo aggiornamento: 10 marzo 2026

Dall'attacco di Hamas del 7 ottobre 2023 contro Israele fino al  piano di pace in 20 punti presentato da Donald Trump,  sono trascorsi due anni in cui l'area ha vissuto due tregue con l'attesa per la liberazione degli ostaggi, a novembre 2023 e gennaio 2025, poi la guerra dei 12 giorni fra Iran e Israele a giugno scorso. In mezzo l'operazione militare nella Striscia di Gaza, i raid in Libano e Yemen, passando per l'uccisione dei leader storici di Hamas e Hezbollah , , e i bombardamenti di Israele nel cuore di Damasco e a Doha.

In diverse occasioni il Governo ha aggiornato il Parlamento sugli sviluppi del conflitto in medio Oriente.

In particolare Il 17 febbraio 2026 il Ministro Tajani ha reso in Aula comunicazioni del Governo sui più recenti sviluppi relativi al Piano di Pace per la Striscia di Gaza ed alla costituzione del Board of Peace. In quella occasione il Ministro ha dichiarato che "il governo ha ritenuto opportuno accettare l'invito dell'amministrazione americana a presenziare in qualità di Paese osservatore alla prima riunione del Board of Peace", ritenendo che "l'assenza dell'Italia a un tavolo in cui si discute di pace, sicurezza e stabilità nel Mediterraneo sarebbe non solo politicamente incomprensibile, ma anche contraria alla lettera e allo spirito dell'articolo 11 della Costituzione, laddove sancisce il ripudio della guerra come mezzo di risoluzione delle controversie". Al termine del dibattito sulle comunicazioni del Ministro Tajani la Camera ha approvato la risoluzione Orsini, Calovini, Billi, Carfagna ed altri n. 6-00235 (che impegna il Governo "a continuare a sostenere con il massimo impegno e determinazione, insieme ai partner europei, arabi ed internazionali, l'applicazione del Piano complessivo di pace ed a partecipare, a tal fine, in qualità di osservatore sia alla riunione inaugurale del Board of Peace che si terrà a Washington il 19 febbraio 2026 che ad ogni futura attività che lo stesso Board of Peace svolgerà sulla base del mandato ricevuto con la risoluzione del Consiglio di Sicurezza 2803") ed ha respinto la risoluzione Schlein, Conte, Fratoianni, Bonelli, Richetti, Boschi e Magi n. 6-00236 per le parti non precluse.

Nella seduta dell'  11 febbraio 2026  le Commissioni III della Camera e 3a e Diritti umani del Senato hanno svolto l'audizione informale dell'Amb. Bruno Archi, Inviato Speciale del Ministero degli Affari esteri e della cooperazione internazionale per la ricostruzione di Gaza, inclusi gli aspetti umanitari.
La tabella seguente riporta gli aggiornamenti del Governo al Parlamento negli anni 2023-2025  sugli sviluppi del conflitto in medio Oriente.
ANNO 2025
22 ottobre 2025 comunicazioni in Aula del Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, in vista della riunione del Consiglio europeo del 23 ottobre
15 ottobre 2025 informativa urgente in Aula del Ministro degli Affari esteri e della cooperazione internazionale Antonio Tajani sul Piano di pace per la Striscia di Gaza lanciato dall'Amministrazione statunitense e firmato a Sham el-Sheikh due giorni prima
2 ottobre 2025 comunicazioni in Aula del Ministro degli Affari esteri e della cooperazione internazionale Antonio Tajani sui recenti sviluppi della situazione nella Striscia di Gaza
25 settembre 2025  informativa urgente del Ministro della Difesa, Guido Crosetto, in Aula in ordine all'aggiornamento relativo alla sicurezza dei nostri connazionali a bordo della Global Sumud Flotilla (missione umanitaria diretta a Gaza per portare cibo e altri beni essenziali) e su quanto in corso sul fronte Est dell'Europa
11 settembre 2025 informativa urgente del Ministro degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, Antonio Tajani, sui recenti sviluppi delle crisi in Ucraina e Medio Oriente, nonché in materia di commercio internazionale (due giorni dopo il bombardamento israeliano in Qatar nel quadro di un'operazione contro i vertici di Hamas)
3 luglio 2025 audizione del Vicepresidente del Consiglio e Ministro degli Affari esteri e della cooperazione internazionale, Antonio Tajani, e del Ministro della Difesa, Guido Crosetto, presso le Commissioni riunite Esteri e Difesa Camera e la Commissione Esteri e Difesa Senato sugli esiti del vertice NATO tenutosi a L'Aja dal 24 al 25 giugno
23 giugno 2025 comunicazioni del Presidente del Consiglio dei Ministri all'Assemblea della Camera dei deputati in vista della riunione del Consiglio europeo del 26 e 27 giugno
14 giugno 2025 audizione del Vicepresidente del consiglio e Ministro degli Affari esteri e della Cooperazione internazionale, Antonio Tajani, presso le Commissioni Riunite III e IV Camera e 3a Senato (a seguito dell'attacco di Israele all'Iran del giorno precedente - operazione Leone nascente)
28 maggio 2025 informativa urgente del Ministro degli Affari esteri e della cooperazione internazionale Tajani, sulla situazione della Striscia di Gaza
29 gennaio 2025 comunicazioni del Presidente dellla III Commissione della Camera sugli esiti della missione della III Commissione esteri della Camera in Israele e Palestina del 12-16 gennaio
ANNO 2024
2 ottobre 2024 audizioni presso le Commissioni riunite Affari esteri della Camera e Affari esteri e Difesa del Senato del Vicepresidente del Consiglio dei ministri e Ministro degli Affari esteri e della Cooperazione internazionale, Antonio Tajani, e del Ministro della Difesa, Guido Crosetto, sui più recenti sviluppi in Medio Oriente, soprattutto alla luce dell'attacco missilistico dell'Iran a Israele e dell' invasione di terra da parte delle forze israeliane in Libano del giorno precedente
18 giugno 2024 audizione presso le Commissioni riunite Affari esteri della Camera e Affari esteri e Difesa del Senato del Vicepresidente del Consiglio dei ministri e Ministro degli Affari esteri e della cooperazione internazionale, Antonio Tajani, sui recenti sviluppi della situazione in Medio Oriente e della situazione in Ucraina.
15 aprile 2024 informativa del Ministro degli Affari esteri e della cooperazione internazionale e del Ministro della Difesa presso le Commissioni riunite Esteri e Difesa di Camera e Senato sui recenti sviluppi della crisi in Medio Oriente.
13 febbraio 2024 esame da parte dell'Assemblea della Camera delle mozioni concernenti iniziative in merito alla crisi in Medio Oriente
30 gennaio 2024 audizione del Ministro degli Affari esteri e della cooperazione internazionale, Antonio Tajani, presso le Commissioni riunite Affari esteri della Camera e Affari esteri e Difesa del Senato sugli esiti del Consiglio Affari esteri dell'Unione europea del 22 gennaio 2024 e sulle priorità della presidenza italiana del G7
ANNO 2023
14 novembre 2023 audizione del Ministro degli Esteri, Antonio Tajani, presso le Commissioni riunite Affari esteri della Camera e Affari esteri e Difesa del Senato sul conflitto Israele-Hamas e sulle principali questioni dell'agenda europea e internazionale.
26 ottobre 2023 la Commissione affari esteri della Camera nella seduta odierna ha approvato la risoluzione n. 7-00160 Onori sull'apertura di corridoi umanitari a Gaza, come riformulata e la risoluzione n. 7-00164  Tremonti sugli attacchi di Hamas sul territorio israeliano
25 ottobre 2023  comunicazioni del Presidente del Consiglio dei ministri all'Assemblea della Camera in vista della riunione del Consiglio europeo del 26-27ottobre 2023.
10 ottobre 2023 comunicazioni  del Ministro degli Affari esteri e della cooperazione internazionale Antonio Tajani all'Assemblea sulla situazione e le prospettive in Medio Oriente a seguito degli attacchi di Hamas contro Israele
ultimo aggiornamento: 2 marzo 2026

La crisi in Medio Oriente continua a rappresentare un banco di prova centrale per la coerenza e la credibilità dell'azione esterna dell'Unione. A seguito degli attacchi terroristici di Hamas del 7 ottobre 2023 e del conflitto a Gaza, l'Unione ha adottato una posizione fondata sulla condanna del terrorismo, sul riconoscimento del diritto di Israele a difendersi nel rispetto del diritto internazionale e umanitario e sulla necessità di un cessate il fuoco duraturo, del rilascio degli ostaggi e del pieno accesso umanitario alla popolazione civile.

L'Unione continua a ribadire il proprio impegno a favore di una soluzione politica fondata sulla coesistenza di due Stati, in conformità con le pertinenti risoluzioni del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite. In tale contesto, la Commissione ha accolto con favore l'avvio della Fase 2 del Piano statunitense in 20 punti per porre fine al conflitto a Gaza, approvato con la risoluzione 2803 del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite, in particolare per quanto riguarda l'istituzione di un Comitato nazionale palestinese per l'amministrazione di Gaza con il sostegno dell'Autorità palestinese. Ha accolto con favore l'avvio della fase attuativa del piano approvato con la risoluzione 2803 del Consiglio di sicurezza, confermando la disponibilità dell'Unione a sostenere il disarmo di Hamas, l'assistenza umanitaria su larga scala e la ricostruzione di Gaza.

Le misure restrittive nei confronti di Hamas, della Jihad islamica palestinese e di soggetti responsabili di gravi violazioni dei diritti umani in Cisgiordania sono state prorogate e aggiornate, confermando la volontà dell'Unione di utilizzare lo strumento sanzionatorio in modo mirato per contrastare atti di violenza e destabilizzazione.

ultimo aggiornamento: 3 marzo 2026
 
focus
 
temi di Politica estera e relazioni internazionali