Il Piano strategico Italia-Africa - denominato "Piano Mattei" - finalizzato a rafforzare la collaborazione tra l'Italia e gli Stati del Continente africano, è stato adottato con Decreto del Presidente del Consiglio dei ministri del 7 ottobre 2024.
Sul relativo schema di decreto (A.G. 179), il 5 agosto 2024 le Commissioni Affari esteri della Camera e Affari esteri e difesa del Senato avevano espresso un parere favorevole.
La governance del Piano era stata precedentemente definita con il decreto-legge n. 161 del 2023.
A sua volta l'articolo 10 del D.L. n. 89 del 2024 ha previsto varie misure a sostegno dell'internazionalizzazione delle imprese italiane, con particolare riguardo al continente africano.
Sullo stato di attuazione del Piano Mattei sono state trasmesse al Parlamento due Relazioni, ai sensi dell'articolo 5 del decreto-legge n. 161 del 2023, convertito, con modificazioni, dalla legge n. 2 del 2024:
Il "Piano Mattei" è "un piano strategico" per la costruzione di un nuovo partenariato tra Italia e Stati Africani, la cui governance è stata delineata stata delineata con il decreto-legge n. 161 del 2023, mentre le sue linee operative, nella fase iniziale, formano oggetto di un apposito DPCM (cfr. A.G. 179).
Le line generali del Piano Mattei sono state presentate nel corso della prima iniziativa della Presidenza italiana del G7, ovvero il "Vertice Italia-Africa" che ha avuto luogo lo scorso 29 gennaio alla presenza dei rappresentanti di 46 Nazioni africane, la maggior parte delle quali a livello di Capi di Stato e di Governo, dei tre Presidenti delle Istituzioni europee, dei vertici delle Nazioni Unite, dell'Unione Africana, delle Organizzazioni internazionali, delle Istituzioni finanziarie e delle Banche multilaterali di sviluppo.
Nel corso del Vertice, "il Governo italiano ha illustrato alle Nazioni africane la visione italiana sul partenariato paritario con il Continente africano e ha descritto l'impianto del Piano, concepito come una piattaforma programmatica e operativa aperta alla costante collaborazione con le Nazioni africane, sia nella fase di definizione che di attuazione degli interventi. Il Vertice ha consolidato il ruolo dell'Italia come partner concreto e affidabile e ha permesso di raccogliere una prima condivisione degli aspetti salienti del Piano, soprattutto con le Istituzioni interessate dai progetti pilota previsti dalla prima fase di attuazione" (si legge a pagina 4 dello schema di DPCM A.G. 179).
Si segnala che l'articolo 2 del D.L. n. 201/2024 (D.L. Cultura) ha disposto, ai commi da 1 a 5, che il Ministero della cultura istituisca una unità di missione per la cooperazione culturale con l'Africa e il Mediterraneo allargato, al fine di promuovere ulteriori iniziative culturali nelle materie di propria competenza, fissandone le funzioni, la durata, la composizione, nonché la copertura dei relativi oneri. Il comma 6 ha istituito presso il Dipartimento del tesoro del Ministero dell'economia e delle finanze una posizione dirigenziale di livello generale avente funzioni di supporto alle attività inerenti alla collaborazione tra l'Italia e gli Stati del Continente africano. Il comma 7 prevede che l'unità di missione e il dirigente generale sopra citati operano in stretto raccordo e coordinamento con la Cabina di regia del Piano Mattei.
Inoltre, l'articolo 10-bis del D.L. 153/2024 (D.L. Ambiente) ha previsto alcune disposizioni per il rafforzamento degli investimenti nei Paesi africani a tutela dell'ambiente e della sicurezza energetica, modificando alcune disposizioni relative agli investimenti nell'ambito del Piano Mattei.
L'articolo 10 del D.L. 89/2024 (Infrastrutture, processo penale, sport) ai commi da 1 a 4, introduce un nuovo strumento finanziario, nell'ambito del fondo rotativo di cui alla legge 394/1981, specificatamente dedicato alle imprese che operano in Africa. Per tale nuovo strumento è previsto l'impiego di fondi fino a un massimo di 200 milioni, a valere però sulle risorse già presenti nel fondo rotativo. Sono ammessi cofinanziamenti a fondo perduto, nella misura fino al 10% dei finanziamenti concessi (fino al 20 % per le imprese localizzate nelle regioni del Mezzogiorno). Il comma 5 riguarda il procedimento di concessione dei finanziamenti per sostenere iniziative e progetti promossi nell'ambito del Piano Mattei. Il comma 6 dispone che i finanziamenti erogati dalla Cassa depositi e prestiti ai sensi del comma 5 sono assistiti dalla garanzia dello Stato nel limite massimo di 400 milioni di euro per l'anno 2024, in misura pari all'80% per singolo intervento. L'istruttoria, ai fini dell'ammissione degli interventi, è svolta da Cassa depositi e prestiti Spa che, in caso di esito favorevole, approva l'intervento e dà comunicazione a un Comitato tecnico istituito presso la Presidenza del Consiglio dei ministri nell'ambito della Struttura di missione del Piano Mattei (comma 7). Per il DPCM istitutivo del Comitato tecnico vedi qui.
Acquisita la favorevole delibera del Comitato tecnico Cassa depositi e prestiti Spa, può sottoscrivere la documentazione contrattuale degli interventi con il soggetto beneficiario (comma 8). Cassa depositi e prestiti Spa deve riferire al Comitato tecnico e al l'effettuazione e gli importi delle erogazioni effettuate in relazione a ciascun intervento e relazionare annualmente sull'andamento di ciascuno di tali interventi ammessi alla garanzia dello Stato (comma 9). Il comma 10 reca la copertura finanziaria delle disposizioni di cui al comma 6. Tramite un DPCM, da adottarsi di concerto con il MAECI, la determinazione dell'orientamento strategico e delle priorità di investimento delle risorse del Fondo italiano per il clima, da destinare a supporto delle finalità e degli obiettivi del Piano Mattei (comma 11). Infine, il comma 12 rifinanzia per euro 50 milioni per l'anno 2024 del Fondo rotativo per operazioni di venture capital.
Si segnala infine che l'articolo 12, comma 10, del D.L. 25 del 2025 (decreto-legge "Pubblica Amministrazione", convertito nella Legge 9 maggio 2025 n. 69) ha istituito il programma «Hub per l'Intelligenza Artificiale dello Sviluppo Sostenibile», in relazione agli obiettivi di cooperazione allo sviluppo previsti dal Piano Mattei, allo scopo di trasferimento tecnologico in favore dei Paesi di cui al Piano, attraverso alleanze imprenditoriali, anche in cooperazione con gli organismi internazionali. Le iniziative del programma sono deliberate dal Ministero delle imprese e del made in Italy, d'intesa con il Ministero degli affari esteri e della cooperazione internazionale, in linea con la Dichiarazione ministeriale relativa ai lavori G7 su industria, tecnologia e digitale del 15 marzo 2024. La disposizione attua la proposta della Presidenza italiana del G7 di costituire, in partenariato con United Nations Development Programme (UNDP), un "Artificial Intelligence Hub per lo sviluppo sostenibile" ("AI Hub for Sustainable Development"), quale piattaforma aperta a governi, imprese e centri di ricerca che sia da perno per iniziative internazionali sull'intelligenza artificiale.
L'AI Hub per lo sviluppo sostenibile
Nell'ambito dei lavori G7, i Ministri dell'Industria hanno affermato nella Dichiarazione Ministeriale Industria, Tecnologia e Digitale adottata il 15 marzo scorso, la necessità di rafforzare gli ecosistemi digitali locali e la volontà di collaborare con partner chiave nelle economie emergenti e nei Paesi in via di sviluppo per garantire che l'Intelligenza Artificiale (IA) sia inclusiva, responsabile ed equa.
Al fine di raccogliere idee ed individuare strumenti a sostegno della collaborazione multistakeholder con i Paesi in via di sviluppo, il Ministero delle imprese e del made in Italy – Dipartimento per il digitale, la connettività e le nuove tecnologie - ha avviato una procedura di consultazione pubblica.
Inoltre, la presidenza italiana del forum del G7, l'UNDP e l'istituto di ricerca Aapti hanno pubblicato il primo report sulla costituzione di un HUB di IA per lo sviluppo sostenibile.
I 3 assi cardine di ricerca e cooperazione su cui il Report fonda la struttura dell'HUB per l'IA in Africa sono:
- Pipeline di dati (l'HUB promuove la costruzione di architetture sicure di dataset pubblici nonché modelli gestionali partenariali, che rappresentano la popolazione, il contesto locale e, per l'effetto, riducono i rischi di errori o i distorsioni. Il fondamento di questo pilastro è il controllo nell'uso dei dati. Difatti solo 36 paesi su 54 hanno adottato una legislazione sulla privacy e una regolazione dei dat);
- Infrastruttura di calcolo (l'HUB mira ad attrarre i player mondiali per investire sulle infrastrutture fondamentali);
- Talenti (l'HUB sostiene l'integrazione delle competenze in intelligenza artificiale a tutti i livelli di istruzione. L'obiettivo ambizioso è quello di formare, da un lato nuovi talenti, nuova forza lavoro, specialisti dei casi d'uso dell'IA in specifici domini, idonea per creare un'offerta del mercato del lavoro sostenibile, in grado di frenare la fuga dei cervelli in IA; dall'altro democratizzare l'IA portando i servizi delle sue applicazioni alle fasce di popolazione meno abbienti e più remote).
Per approfondimenti si rinvia alla pagina "Hub di IA: un ponte tech tra il G7 e l'Africa per lo sviluppo sostenibile" (https://www.agendadigitale.eu/smart-city/hub-di-ia-un-ponte-tech-tra-il-g7-e-lafrica-per-lo-sviluppo-sostenibile).
Il decreto legge n. 161 del 2023 (comma 1 dell'articolo 1) ha previsto che con apposito decreto del Presidente del Consiglio dei ministri, previo parere delle Commissioni parlamentari competenti" (cfr. A.G. 179), venga adottato un documento programmatico-strategico denominato "Piano Mattei", finalizzato a rafforzare la collaborazione tra l'Italia e Stati del continente africano.
Come precedentemente ricordato il parere è stato espresso lo scorso 5 agosto.
A sua volta il comma 2 dell'articolo 1 ha individuato i settori di particolare interesse del Piano, che coprono un gran numero di ambiti: dalla cooperazione allo sviluppo alla salute, dal partenariato energetico al contrasto all'immigrazione illegale. L'ampiezza dei settori di collaborazione coinvolti nel Piano Mattei è confermata anche dal fatto che il decreto legge n. 161 del 2023, di iniziativa del Presidente del Consiglio e del Ministro degli Affari esteri e della cooperazione internazionale, è stato presentato (circostanza assai poco frequente) con il concerto di tutti i ministri.
Da un punto di vista operativo, il comma 3 dell'articolo 1 del decreto legge n. 161 del 2023 ha previsto che il Piano individui le strategie territoriali, riferite a specifiche aree del contenente africano (cfr. comma 3).
La durata del piano è di quattro anni, potendo essere comunque aggiornato anche prima della sua scadenza (cfr. comma 4).
Ai sensi del comma 5 il Piano Mattei costituisce la cornice entro cui le diverse amministrazioni dello Stato sono tenute a svolgere le proprie attività di programmazione, di valutazione d'impatto (inciso aggiunto in sede referente) e di attuazione degli interventi, ciascuna nel proprio ambito di competenza.
A sua volta l'articolo 10 del D.L. n. 89 del 2024 ha previsto varie misure a sostegno dell'internazionalizzazione delle imprese italiane, con particolare riguardo al continente africano.
In particolare una prima misura (commi 1-4 e commi 7-9) consente l'utilizzo di una quota, nel limite di euro 200 milioni, delle disponibilità del "Fondo 394" (fondo rotativo di cui all'articolo 2, primo comma, del decreto-legge 28 maggio 1981, n. 251, convertito, con modificazioni, dalla legge 29 luglio 1981, n. 394) per concedere finanziamenti agevolati alle imprese operanti con il continente africano. La riserva di 200 milioni non è riferita a una specifica annualità, ma opera fino a esaurimento.
Come si legge nella relazione illustrativa allegata al provvedimento, la misura non presenta condizioni maggiormente agevolative rispetto alle ordinarie condizioni di finanziamento del fondo ex legge 394/81. La specialità deriva esclusivamente dalla definizione di uno specifico strumento ad hoc, diverso da quelli già esistenti, per supportare le imprese italiane sui mercati africani.
Più specificamente, si tratta delle imprese che stabilmente sono presenti, esportano o si approvvigionano nel continente africano, ovvero che sono stabilmente fornitrici delle predette imprese, al fine di sostenerne spese di investimento per il rafforzamento patrimoniale, investimenti digitali, ecologici, nonché produttivi o commerciali.
Una seconda misura (commi 5, 6 e 10), al fine di sostenere iniziative e progetti promossi nell'ambito del Piano Mattei autorizza Cassa depositi e prestiti Spa, nel limite massimo di 500 milioni di euro per l'anno 2024, a concedere finanziamenti alle imprese per interventi coerenti con il Piano Mattei.
Una terza misura (comma 11), demanda ad un DPCM la determinazione dell'orientamento strategico e delle priorità di investimento delle risorse del Fondo italiano per il clima, che deve essere destinato – anche in parte – a supporto delle finalità e degli obiettivi del Piano Mattei. Al riguardo, giova rammentare che il citato Fondo, istituito dall'articolo 1, commi 488 e seguenti, della legge n. 234 del 2021 (legge di bilancio 2022 nello stato di previsione del Ministero dell'ambiente e della sicurezza energetica (già Ministero della transizione ecologica), ha carattere rotativo e dispone di una dotazione di risorse impignorabili pari a 840 milioni di euro per ciascuno degli anni dal 2022 al 2026 e di 40 milioni di euro a decorrere dall'anno 2027.
Una quarta misura (comma 12), rifinanzia per euro 50 milioni per l'anno 2024 del fondo rotativo per operazioni di venture capital di cui all'articolo 1, comma 932, della legge 27 dicembre 2006, n. 296 (legge finanziaria 2007) (di seguito "FVC").
Qui il parere della III Commissione Affari esteri della Camera.
Qui il parere della III Commissione Affari esteri e Difesa del Senato.L'atto del Governo 179 (ora Decreto del Presidente del Consiglio dei ministri del 7 ottobre 2024) dopo aver ricordato gli storici legami economici, sociali e culturali fra Italia e Africa e la radicata presenza italiana in quel Continente,illustra le finalità del Piano volto a costruire un partenariato su base paritaria con gli Stati africani che, rifiutando tanto l'approccio paternalistico quanto quello predatorio, sia capace di generare benefici e opportunità per tutti.
Il Governo fa presente che il potenziale del Piano è rappresentato, da una parte, dalla forza dell'Africa in termini di popolazione in crescita (si stima che entro il 2050 supererà i 2,5 miliardi) e di risorse naturali - rinnovabili e non rinnovabili (30% di quelle minerarie, 7% di quelle petrolifere e di gas, oltre il 60% delle terre arabili incolte del mondo) - e, dall'altra, dalla strategica posizione geografica dell'Italia, ponte fra Europa ed Africa in grado di collegare l'Atlantico e l'Indo-Pacifico, in uno scenario in cui il Mediterraneo ha acquistato una rinnovata centralità nelle interconnessioni globali.
La metodologia è, ad avviso del Governo, riassumibile nella formula "ascoltare, rispettare, costruire insieme", tesa alla partecipazione delle Nazioni africane nelle fasi di elaborazione, definizione e attuazione di nuovi progetti o nello sviluppo di iniziative già in corso, al fine di garantire un pieno ritorno economico e sociale degli stessi sul territorio e la generazione di risorse per successive espansioni.
Alla luce della grandezza del Continente africano - che si compone di oltre 50 Nazioni - in una prima fase, salvi progetti transnazionali ritenuti di cruciale importanza per il Continente, il Piano si è declinato attraverso progetti pilota in nove Nazioni: quattro del quadrante nord africano (Egitto, Tunisia, Marocco e Algeria) e cinque del quadrante subsahariano (Kenya, Etiopia, Mozambico, Repubblica del Congo e Costa d'Avorio). Nel 2025 il Governo ha ampliato il novero delle Nazioni coinvolte dall'iniziativa, aggiungendo Angola, Ghana, Mauritania, Senegal e Tanzania. A tal riguardo, nella seconda Relazione al Parlamento (cfr. infra) è stato ribadito che tutti gli interventi del Piano, sia nella prima fase di attuazione che in quelle successive, rispondano ai seguenti criteri generali: efficacia (approccio basato sul raggiungimento di risultati riscontrabili già nel breve periodo), integrazione e flessibilità (favorire espansione e multidimensionalità delle iniziative di cooperazione con l'Italia), valore aggiunto (miglioramento delle condizioni di vita della popolazione locale), potenzialità incrementali (programmi con potenziale di sviluppo ulteriore), sostenibilità e replicabilità (progettualità studiate per una loro continuità futura)

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Su queste basi, il Piano si sviluppa su sei direttrici d'intervento:
1) In tema di istruzione/formazione, punta a sviluppare nel Continente africano l'acquisizione di competenze, l'occupazione e l'indipendenza economica personale e familiare, con particolare attenzione ad un'istruzione tecnica in linea con i fabbisogni del mercato del lavoro locale, alla diffusione dell'e-learning e alla collaborazione con le imprese;
2) In tema di agricoltura, mira alla diminuzione dei tassi di denutrizione e malnutrizione, al superamento dell'agricoltura di sussistenza e all'aumento del reddito degli agricoltori, soprattutto attraverso partenariati e uso di nuove tecnologie;
3) In tema di salute, persegue il rafforzamento delle strutture sanitarie e del contrasto alle malattie infettive endemiche nel Continente africano, anche avvalendosi della consolidata esperienza italiana in materia di salute e della diffusione delle nuove tecnologie applicate alle esigenze medico-sanitarie;
4) In tema di energia, si prefigge l'obiettivo di ampliare l'accesso all'energia per le popolazioni locali, soprattutto attraverso la promozione degli investimenti nelle energie rinnovabili, la diffusione di nuove tecnologie e lo sviluppo di filiere energetiche sostenibili, come quella dei biocarburanti. Nel quadro di una complementarietà di Europa e Africa dal punto di vista energetico - la prima carente di fonti energetiche e la seconda di risorse finanziarie e competenze tecniche - ad avviso del Governo la fortunata posizione geografica dell'Italia può renderla il naturale hub di approvvigionamento di energia per l'intera Europa;
5) In tema di acqua, si propone di sviluppare il settore idrico nel Continente africano, con riguardo a tutto il ciclo idrico, dall'approvvigionamento della risorsa, alla sua distribuzione e riutilizzo, in particolare attraverso l'avvio di attività di progettazione, costruzione, gestione e manutenzione di infrastrutture idrauliche complesse e di impianti di depurazione e controllo della qualità dell'acqua;
6) Il tema di infrastrutture fisiche e digitali, trasversali a tutte le precedenti cinque direttrici individuate dal Piano, l'obiettivo è potenziare la connettività satellitare, la trasformazione digitale e la modernizzazione dei servizi postali delle Nazioni africane.
Oltre ai citati principali settori di intervento, vengono poi individuate altre aree tematiche all'interno delle quali potranno essere sviluppate iniziative e programmi di formazione, come ad esempio in ambito culturale, spaziale, dello sport e delle politiche giovanili, della gestione del rischio di catastrofi naturali.
Nello schema di DPCM vengono poi illustrati i principali canali di finanziamento del Piano Mattei che, nella prima fase, potrà contare su una dotazione iniziale di 5 miliardi e 500 milioni di euro tra crediti, operazioni a dono e garanzie, di cui circa 3 miliardi dal Fondo Italiano per il clima e 2,5 miliardi dei fondi della Cooperazione allo sviluppo. Sono altresì declinati ulteriori strumenti di finanziamento in sostegno del settore pubblico e del settore privato e si rinvia a possibili sinergie tra il Piano e altre iniziative strategiche a livello europeo (i.e. Global Gateway) e internazionale che hanno un focus sull'Africa.
Per ulteriore approfondimento, anche per ciò che riguarda la governance del Piano assicurata dalla Cabina di Regia, si rimanda al Dossier.
L'articolo 5 del decreto-legge n. 161 del 2023 stabilisce che entro il 30 giugno di ciascun anno, il Governo trasmette alle Camere la relazione sullo stato di attuazione del Piano Mattei, approvata dalla Cabina di regia, ai sensi dell'articolo 3, comma 1, lettera d). La relazione indica altresì le misure volte a migliorare l'attuazione del Piano Mattei e ad accrescere l'efficacia dei relativi interventi rispetto agli obiettivi perseguiti.
Il 9 luglio 2025 il Governo ha trasmesso alle Camere la Seconda relazione sullo stato di attuazione del Piano Mattei, aggiornata al 30 giugno 2025 (Doc. CCXXXIII, n. 2 ).
Il documento sottolinea poi che le linee d'azione del Governo nell'attuazione del Piano si sono ispirate a tre obiettivi prioritari:
Tra i nuovi strumenti finanziari interni la Relazione indica:
A seguito della presentazione della seconda Relazione, in III Commissione sono stati presentati i seguenti atti di indirizzo: risoluzione 7/00335 (respinta il 12/11/2025), risoluzione 7/00337 (respinta il 12/11/2025) e risoluzione 7/00339 (approvata il 12/11/2025).
L'11 novembre 2024 il Governo ha trasmesso, ai sensi dell'articolo 5 del decreto-legge n. 161 del 2023, convertito, con modificazioni, dalla legge n. 2 del 2024, la Prima relazione sullo stato di attuazione del Piano Mattei, aggiornata al 10 ottobre 2024 (Doc. CCXXXIII, n. 1 ).
Nell'introduzione del documento, il Governo fa presente che la trasmissione della Relazione annuale avviene "per il solo anno in corso", in una fase successiva alla richiamata data del 30 giugno, e ciò "al fine di vedere completato il primo semestre di attività della Struttura di Missione per l'attuazione del "Piano Mattei", insediatasi presso la Presidenza del Consiglio dei ministri nel mese di marzo 2024, e riferire in modo maggiormente compiuto, tanto sullo stato di avanzamento delle singole progettualità, quanto sul recepimento di alcune osservazioni formulate dalle competenti Commissioni della Camera dei Deputati e del Senato della Repubblica allo "schema di decreto del Presidente del Consiglio dei ministri di adozione del Piano strategico Italia-Africa: Piano Mattei".
Le Commissioni Affari esteri della Camera e Affari esteri e Difesa del Senato hanno esaminato la relazione. Il 4 dicembre la III Commissione affari esteri e comunitari della Camera ha svolto le audizioni di rappresentanti di Conflavoro-PMI, Ecco Climate, Action Aid, ReCommon, Associazione nazionale costruttori edili (ANCE).
Il 21 gennaio 2025 il Governo ha trasmesso alle Camere, ai sensi degli articoli 12 e 13, comma 1 della Legge n. 125 del 2014 che disciplina la cooperazione internazionale allo sviluppo, lo schema di Documento triennale di programmazione e indirizzo della politica di cooperazione allo sviluppo 2024 - 2026 (A.G. 245).
Il provvedimento è stato assegnato il 28 gennaio 2025 alla 3ª Commissione Affari esteri e difesa del Senato e alla 3ª Commissione Affari esteri e comunitari della Camera, per l'espressione del proprio parere, ai sensi dell'articolo 143, comma 4 della citata Legge n. 125 entro il 17 febbraio 2025. Nella seduta di martedì 18 febbraio la III Commissione Affari esteri della Camera ha approvato un parere favorevole con osservazioni (allegato 4).
Il Documento triennale indica la visione strategica, gli obiettivi di azione e i criteri di intervento, la scelta delle priorità delle aree geografiche e dei singoli Paesi, nonché dei diversi settori nel cui ambito dovrà essere attuata la cooperazione allo sviluppo, esplicitando altresì gli indirizzi politici e strategici relativi alla partecipazione italiana agli organismi europei ed internazionali ed alle istituzioni finanziarie multilaterali.