Saldi strutturali
La finanza pubblica corretta per il ciclo · Output gap e saldi strutturali · Consuntivo 2023–2025 e proiezioni tendenziali 2026–2029
Riferimento
DFP 2026
Indicatori chiave – anno 2025 - DATI DFP 2026
Indebitamento netto nominale
Differenza tra entrate e uscite AP (% PIL)
−3,1% PIL
Miglioramento di 0,3 pp rispetto al 2024 (−3,4%); miglioramento di 4,0 pp rispetto al 2023 (−7,1%).
Indebitamento netto strutturale
Saldo nominale al netto della componente ciclica e delle una tantum (% PIL pot.)
−3,6% PIL pot.
Miglioramento di 0,5 pp rispetto al 2024 (−4,1%); miglioramento di 4,6 pp rispetto al 2023 (−8,2%).
Saldo primario nominale
Indebitamento netto al netto degli interessi passivi (% PIL)
+0,8% PIL
Miglioramento di 0,3 pp rispetto al 2024 (+0,5%); miglioramento di 4,3 pp rispetto al 2023 (−3,5%).
Saldo primario strutturale
Saldo primario al netto della componente ciclica e delle una tantum (% PIL pot.)
+0,2% PIL pot.
Miglioramento di 0,4 pp rispetto al 2024 (−0,2%); miglioramento di 4,8 pp rispetto al 2023 (−4,6%).
Andamento dei saldi 2023–2029 · consuntivo e proiezioni tendenziali - Dati DFP 2026
Output gap, componente ciclica e relazione tra indicatori - dati DFP 2026
Nota · La componente ciclica del saldo è calcolata come prodotto tra la semi-elasticità del saldo rispetto all’output gap (ε) e l’output gap stesso, secondo la metodologia della Commissione europea.
| Indicatore |
2023 |
2024 |
2025 |
2026 ᵖ |
2027 ᵖ |
2028 ᵖ |
2029 ᵖ |
| (1) Indebitamento netto nominale | −7,1 | −3,4 | −3,1 | −2,9 | −2,8 | −2,5 | −2,1 |
| (2) Componente ciclica del saldo | 0,8 | 0,6 | 0,4 | 0,2 | 0,1 | 0,2 | 0,3 |
| (3) Misure una tantum | 0,3 | 0,2 | 0,1 | 0,0 | 0,0 | −0,1 | 0,0 |
| (4) Indebitamento netto strutt. (1−2−3) | −8,2 | −4,1 | −3,6 | −3,1 | −2,9 | −2,7 | −2,4 |
| (5) Interessi passivi | 3,6 | 3,9 | 3,9 | 4,1 | 4,2 | 4,4 | 4,5 |
| (6) Saldo primario strutt. (4+5) | −4,6 | −0,2 | +0,2 | +1,0 | +1,3 | +1,7 | +2,1 |
Nota · Le proiezioni tendenziali coprono il quadriennio 2026–2029 (evidenziato in tinta più chiara). Le eventuali discrepanze nelle righe derivate (4) e (6) sono dovute ad arrotondamenti.
Indeb. nominale
Indebitamento netto nominale
Differenza tra entrate e uscite totali delle AP (SEC 2010). Coincide con il deficit ai fini della Procedura per i disavanzi eccessivi (soglia: −3% del PIL).
Indeb. strutturale
Indebitamento netto strutturale
Saldo nominale corretto per la componente ciclica e per le misure una tantum e temporanee.
Primario nominale
Saldo primario nominale
Saldo ottenuto detraendo dall’ indebitamento netto la spesa per interessi passivi delle AP. Se positivo (avanzo), le entrate delle AP eccedono le relative spese al netto degli interessi.
Primario strutturale
Saldo primario strutturale
Saldo primario corretto per la componente ciclica e per le misure una tantum. Misura lo sforzo fiscale discrezionale delle Amministrazioni Pubbliche.
Componente ciclica
Componente ciclica del saldo
Parte del saldo riconducibile alla posizione ciclica dell’economia, stimata come prodotto tra la semi-elasticità del saldo rispetto all’output gap (ε) e l’output gap stesso (metodologia CE).
Output gap
Output gap
Differenza tra PIL effettivo e PIL potenziale in % del PIL potenziale, stimato dalla Commissione europea con il metodo della funzione di produzione.
Secondo le più recenti stime di consuntivo rilasciate dall’Istat, nel 2025 le Amministrazioni Pubbliche hanno registrato un indebitamento netto pari al 3,1 per cento rispetto al Pil, in miglioramento rispetto sia al 2024 (3,4 per cento) e al 2023 (7,1 per cento).
Secondo i dati riportati nel DFP 2026, in termini strutturali – ossia depurando il valore nominale del saldo di bilancio della componente ciclica e delle misure una tantum – l’indebitamento netto raggiunge il valore del 3,6 per cento, con miglioramenti rispetto al 2023 e 2024 più significativi di quelli registrati in termini nominali.
Detraendo dai predetti valori la spesa per interessi, si ottiene un saldo primario positivo (avanzo) che, in termini nominali, nel 2025 si colloca allo 0,8 per cento del Pil e, in termini strutturali, allo 0,2 per cento. Quest’ultimo dato segna un miglioramento di circa 0,4 punti percentuali rispetto al 2024, che si inserisce nel solco del più marcato consolidamento – pari a circa 4,4 punti percentuali – già conseguito nell’anno precedente rispetto al 2023.
La tendenza al miglioramento dei saldi strutturali è confermata nell’anno in corso e nel successivo orizzonte previsivo. Secondo i dati riportati del DFP, nel 2026, il miglioramento del saldo primario strutturale, pari a circa 0,7 punti percentuali, risulterebbe più sostenuto rispetto all’anno precedente, portando l’avanzo primario strutturale a circa l’1,0 per cento del PIL. Il DFP evidenzia che, nell’intero periodo 2026-2029, la correzione media annua del saldo primario strutturale risulta sostanzialmente allineata all’obiettivo di 0,5 punti percentuali fissato nel Piano strutturale di bilancio di medio termine, portando il medesimo saldo, al termine dell’orizzonte previsivo (2029), a circa il 2,1 per cento del PIL, valore solo lievemente inferiore al 2,2 per cento previsto nel Piano strutturale.
Si segnala che le recenti stime della Commissione UE, rilasciate nell'ambito del “Pacchetto di primavera” 2026, presentano, per quanto riguarda l'indebitamento netto strutturale, lievi scostamenti rispetto ai dati del DFP 2026, con un peggioramento di 0,1 p.p. sia per il 2025 che per il 2026 e di 0,2 p.p. per il 2027.
Va sottolineato che, nell’ambito delle nuove regole di governance economica europea, la verifica del rispetto degli impegni di aggiustamento fiscale non avviene attraverso il monitoraggio dei saldi strutturali, bensì mediante il controllo del tasso di crescita della spesa netta, che costituisce il parametro operativo di riferimento del nuovo quadro di sorveglianza fiscale dell’Unione europea. Al rispetto di tale parametro sono peraltro collegati, nelle previsioni dei Piani nazionali di bilancio di medio termine, obiettivi di miglioramento progressivo del saldo primario strutturale, fino al raggiungimento, al termine di percorsi di aggiustamento di 4 o 7 anni, di valori che assicurino il collocamento, nel medio-lungo periodo (10 anni) e a politiche invariate, del rapporto debito/Pil su un sentiero plausibilmente decrescente o il suo mantenimento su livelli di sostenibilità.
Per quanto riguarda la diversa dinamica che si riscontra tra saldi nominali e saldi strutturali, come si evince dalle prime due figure dell’infografica – basata sui dati del DFP 2026 - lungo l’intero periodo 2023-2029, i saldi strutturali risultano più elevati, in valore assoluto, rispetto ai corrispondenti valori nominali. Ciò è dovuto principalmente alle stime dell’output gap che segnalano, lungo l’intero periodo, un prodotto effettivo superiore a quello potenziale, determinando pertanto valori positivi della componente ciclica dei saldi di bilancio.