Obiettivi sociali dell'UE
Gli obiettivi per il 2030 e gli indicatori essenziali del Social Scoreboard
Gli obiettivi per il 2030 e gli indicatori essenziali del Social Scoreboard
Nota · il reddito reale disponibile per famiglia (GDHI) è espresso come variazione percentuale rispetto al 2008 (valore = 100). I valori per Spagna e Francia per il 2025 non sono ancora disponibili.
Nota · l’ISTAT utilizza comunemente come riferimento una diversa classe d’età (15–64 anni).
La relazione comune sull’occupazione (Joint Employment Report) è presentata annualmente dalla Commissione all’inizio del ciclo del Semestre europeo, solitamente nel mese di novembre, nell’ambito del cosiddetto “pacchetto d’autunno”. Sulla base della proposta della Commissione, e a seguito di scambi in seno ai comitati consultivi del Consiglio dell’Unione europea (comitato per l’occupazione e comitato per la protezione sociale), la relazione è definitivamente adottata, nel mese di marzo, dal Consiglio nel formato "Occupazione, politica sociale, salute e consumatori".
La relazione monitora la situazione occupazionale e sociale nell’Unione e l’attuazione degli orientamenti in materia di occupazione, in conformità all’articolo 148 TFUE, e le risposte politiche dei governi nazionali, ponendo un’attenzione particolare sull’attuazione del Pilastro europeo dei diritti sociali e sui progressi compiuti verso il conseguimento degli obiettivi principali dell’UE e nazionali per il 2030 in materia di occupazione, competenze e riduzione della povertà. L’analisi specifica per ciascuno Stato membro si basa sui principi del quadro di convergenza sociale e risponde al regolamento (UE) 2024/1263, a norma del quale la sorveglianza da parte della Commissione nel Semestre europeo comprende un quadro per individuare i rischi per la convergenza sociale.
Gli obiettivi principali dell’UE per il 2030 sono stati proposti dal Piano d’azione per l’attuazione del Pilastro europeo dei diritti sociali nel marzo 2021 e successivamente accolti con favore dai leader dell’UE in occasione del Vertice sociale di Porto del 7-8 maggio 2021 (Dichiarazione di Porto) e del Consiglio europeo del 25 giugno 2021 (conclusioni). Si tratta dei seguenti:
occupazione: raggiungere, a livello UE, un tasso di occupazione della popolazione di età 20–64 anni pari al 78%:
competenze: almeno il 60% degli adulti dovrebbe partecipare ogni anno ad attività di formazione;
riduzione della povertà: ridurre di almeno 15 milioni il numero di persone a rischio di povertà o di esclusione sociale.
Su proposta della Commissione, gli obiettivi dell’UE al 2030 sono stati declinati anche a livello nazionale. L’Italia ha presentato un obiettivo del 73% per il tasso di occupazione (nel 2024, ultimo anno del rapporto, risulta pari al 67,1%), un obiettivo del 60% per la partecipazione degli adulti all’apprendimento e un obiettivo di ridurre la povertà per 3,2 milioni di persone.
In merito agli ulteriori indicatori monitorati, si segnala che, per il 2024, l’Italia presenta un tasso di persone a rischio di povertà od esclusione sociale pari al 23,1%, superiore alla media europea (pari al 21%); il reddito reale disponibile per famiglia è inferiore del -4,3% rispetto al valore del 2008, mentre è cresciuto del +14,4% in media nell’UE; la riduzione del rischio di povertà od esclusione sociale attribuibile ai trasferimenti sociali, escluse le pensioni, che misura l’efficacia redistributiva delle politiche di welfare, è pari al 31,3%, leggermente inferiore alla media europea del 34,1%; il 9,8% degli studenti di età 18-24 anni abbandona precocemente (senza aver conseguito diploma o qualifica) il sistema di istruzione, contro una media europea del 9,4%; infine, il tasso di occupazione delle donne è inferiore a quello degli uomini di circa 19,4 punti percentuali, contro una media UE del 10%.