Aumento del PIL 2025 rispetto al 2024 dovuto all’effettivo aumento della produzione.
Crescita PIL reale area euro
+1,4%
Aumento del PIL 2025 rispetto al 2024 dovuto all’effettivo aumento della produzione.
PIL nominale Italia (valori assoluti)
2.258mld €
Il PIL a prezzi correnti 2025 (PIL nominale) è cresciuto del +2,5% rispetto al 2024 ed include sia l’aumento effettivo della produzione (+0,5%) che l’aumento dei prezzi (+2,0%).
Deflatore PIL Italia
+2,0%
Rapporto tra PIL nominale e reale. Misura la quota di crescita nominale 2025 rispetto al 2024 dovuta all’aumento dei prezzi.
Serie storica 2016–2025
Tasso di crescita del PIL reale 2016-2025: Italia e principali Paesi Area Euro
Variazioni percentuali annue, valori concatenati
Paesi
Nota · i valori sono forniti dalla banca dati di Eurostat.
Previsioni 2026–2027
Confronto previsioni crescita PIL reale – Commissione europea, maggio 2026
Variazione percentuale annua
Previsioni crescita PIL reale Italia 2026–2027
Variazione percentuale annua
Previsore
2026
2027
Governo (DFP, apr-26)
+0,6%
+0,6%
Commissione UE (mag-26)
+0,5%
+0,6%
FMI (apr-26)
+0,5%
+0,5%
OCSE (giu-26)
+0,5%
+0,7%
Il quadro economico
Il Prodotto interno lordo (PIL) corrisponde al risultato finale dell’attività di produzione delle unità produttrici residenti in Italia. Come noto, il PIL ai prezzi di mercato può essere calcolato attraverso tre principali modalità che considerano prospettive differenti (offerta, domanda, redditi) ma, in aggregato, restituiscono il medesimo risultato:
Metodo del valore aggiunto (lato dell’offerta): il PIL è pari alla somma dei valori aggiunti (differenza tra il valore dei beni e servizi prodotti e il valore dei beni e servizi impiegati per produrli) delle varie branche di attività economica, cui si aggiungono le imposte sui prodotti (compresa l’Iva e le imposte sulle importazioni), e si sottraggono i contributi ai prodotti (Sistema europeo dei conti, Sec 2010).
Metodo della spesa (lato della domanda): il PIL è pari alla somma dei consumi finali nazionali (consumi privati delle famiglie residenti; consumi finali delle pubbliche amministrazioni; consumi finali delle istituzioni sociali private quali associazioni, fondazioni e simili); degli investimenti fissi lordi (le acquisizioni, al netto delle cessioni, di capitale fisso effettuate dai produttori residenti a cui si aggiungono gli incrementi di valore dei beni materiali non prodotti); e del saldo netto della bilancia dei pagamenti, composta dal conto corrente (importazioni ed esportazioni), conto capitale e conto finanziario;
Metodo dei redditi (remunerazione dei fattori di produzione): il PIL è pari alla somma dei redditi di tutti i fattori di produzione, ovvero è pari alla somma dei redditi da lavoro (salari e stipendi), dei redditi da capitale (profitti), dei contributi sociali versati dai datori di lavoro, di altre forme di reddito (es. da lavoro autonomo), e delle imposte sulla produzione e sulle importazioni – cui vanno sottratti i sussidi.
Quando gli importi sono espressi in termini di prezzi correnti ci si riferisce al PIL nominale.
La crescita del PIL nominale è composta da due elementi: l’aumento effettivo della produzione, misurato dal PIL reale, e l’aumento dei prezzi, misurato dal deflatore del PIL. Il PIL reale (PIL in volume) viene calcolato dall’ISTAT con il metodo dei valori concatenati: la crescita di ogni anno è misurata ai prezzi dell’anno precedente, ottenendo una variazione di volume, e queste variazioni annuali sono poi moltiplicate per le variazioni degli anni precedenti, ottenendo un indice che illustra, per ogni anno, l’ammontare della variazione in volume rispetto a un anno di riferimento (il 2020). Questo permette di ottenere una misura della crescita del PIL escludendo gli effetti delle variazioni dei prezzi e consentendo la confrontabilità nel tempo.
Nel corso dell’esercizio 2025, il Prodotto Interno Lordo (PIL) italiano si è attestato a 2.258 miliardi di euro (valori nominali), registrando un aumento del +2,5% rispetto al 2024. Tale dato, tuttavia, risente in misura significativa della dinamica dei prezzi; la crescita del deflatore del PIL (+2,0%) evidenzia come una quota rilevante della crescita nominale sia riconducibile a variazioni di prezzo piuttosto che a un effettivo incremento della produzione reale. Conseguentemente, la crescita del PIL espressa in termini reali, depurata dagli effetti dei prezzi, è risultata pari al +0,5%.
La crescita del PIL reale italiano nel 2025, pur confermando l’espansione del sistema produttivo, evidenzia un differenziale negativo rispetto alla media dell’area euro (+1,4%). Nello specifico, nel confronto con i principali Stati europei è possibile evidenziare per il 2025 come la Spagna abbia registrato la crescita maggiore con un incremento del +2,8%, seguita dalla Francia al +0,8%, mentre la Germania abbia registrato una crescita minore (+0,2%).
Per il 2026, i principali previsori prevedono una crescita contenuta del PIL reale (+0,6% secondo le previsioni del Governo nel Documento di finanza pubblica di aprile 2026, +0,5% secondo le previsioni della Commissione europea di maggio 2026), anche per effetto delle conseguenze delle tensioni internazionali. Per il 2027 sia il Governo (aprile 2026) che la Commissione europea (maggio 2026) prevedono una crescita del +0,6%.
Dossier
Indicatori economici e finanziari
Per ulteriori approfondimenti, le definizioni di riferimento e le serie storiche degli indicatori esposti, si veda il Dossier indicatori economici e finanziari.
Il Prodotto interno lordo (PIL) corrisponde al risultato finale dell’attività di produzione delle unità produttrici residenti in Italia. Come noto, il PIL ai prezzi di mercato può essere calcolato attraverso tre principali modalità che considerano prospettive differenti (offerta, domanda, redditi) ma, in aggregato, restituiscono il medesimo risultato:
Quando gli importi sono espressi in termini di prezzi correnti ci si riferisce al PIL nominale.
La crescita del PIL nominale è composta da due elementi: l’aumento effettivo della produzione, misurato dal PIL reale, e l’aumento dei prezzi, misurato dal deflatore del PIL. Il PIL reale (PIL in volume) viene calcolato dall’ISTAT con il metodo dei valori concatenati: la crescita di ogni anno è misurata ai prezzi dell’anno precedente, ottenendo una variazione di volume, e queste variazioni annuali sono poi moltiplicate per le variazioni degli anni precedenti, ottenendo un indice che illustra, per ogni anno, l’ammontare della variazione in volume rispetto a un anno di riferimento (il 2020). Questo permette di ottenere una misura della crescita del PIL escludendo gli effetti delle variazioni dei prezzi e consentendo la confrontabilità nel tempo.
Nel corso dell’esercizio 2025, il Prodotto Interno Lordo (PIL) italiano si è attestato a 2.258 miliardi di euro (valori nominali), registrando un aumento del +2,5% rispetto al 2024. Tale dato, tuttavia, risente in misura significativa della dinamica dei prezzi; la crescita del deflatore del PIL (+2,0%) evidenzia come una quota rilevante della crescita nominale sia riconducibile a variazioni di prezzo piuttosto che a un effettivo incremento della produzione reale. Conseguentemente, la crescita del PIL espressa in termini reali, depurata dagli effetti dei prezzi, è risultata pari al +0,5%.
La crescita del PIL reale italiano nel 2025, pur confermando l’espansione del sistema produttivo, evidenzia un differenziale negativo rispetto alla media dell’area euro (+1,4%). Nello specifico, nel confronto con i principali Stati europei è possibile evidenziare per il 2025 come la Spagna abbia registrato la crescita maggiore con un incremento del +2,8%, seguita dalla Francia al +0,8%, mentre la Germania abbia registrato una crescita minore (+0,2%).
Per il 2026, i principali previsori prevedono una crescita contenuta del PIL reale (+0,6% secondo le previsioni del Governo nel Documento di finanza pubblica di aprile 2026, +0,5% secondo le previsioni della Commissione europea di maggio 2026), anche per effetto delle conseguenze delle tensioni internazionali. Per il 2027 sia il Governo (aprile 2026) che la Commissione europea (maggio 2026) prevedono una crescita del +0,6%.