Mercato del lavoro
Dati a consuntivo 2025 e previsioni 2026-2027
Dati a consuntivo 2025 e previsioni 2026-2027
Nota · serie storica delle rilevazioni sulle forze di lavoro ISTAT. Per il solo tasso di disoccupazione, è disponibile a lato un dettaglio per ripartizione geografica e di genere.
| Previsore | 2026 | 2027 |
|---|---|---|
| Governo (DFP, apr-26) | 5,5% | 5,4% |
| Commissione UE (mag-26) | 5,7% | 5,7% |
| FMI (apr-26) | 6,0% | 6,1% |
| OCSE (giu-26) | 5,4% | 5,6% |
Il mercato del lavoro italiano nel 2025 ha mostrato un quadro di generale robustezza, raggiungendo il nuovo massimo storico con 23.251.000 occupati (+0,4 per cento a/a) nella fascia 15-64 anni. Questo risultato, determinato da un incremento di 101.000 unità rispetto all’anno precedente, si inserisce in una tendenza di crescita continua dell’occupazione iniziata nel 2021, confermata dall’aumento del tasso di occupazione al 62,5 per cento (+0,3 punti percentuali a/a). L’anzidetta dinamica positiva, trainata dai lavoratori più anziani in virtù anche dell’innalzamento dell’età pensionabile, ha avvicinato il tasso di occupazione italiano alla media OCSE (circa il 70,3 per cento nel 2025). Il numero di occupati è tornato a salire sensibilmente negli ultimi mesi dell’anno, con una domanda di lavoro particolarmente sostenuta nei settori delle costruzioni, della manifattura e dei servizi. Rilevante nel periodo è stata altresì la discesa del tasso di disoccupazione al 6,1 per cento, pari a 5,6 punti percentuali in meno rispetto al picco del 2016 e a 3,1 punti percentuali in meno rispetto al periodo pre-pandemico. Il tasso di inattività nel 2025 risulta stabile rispetto al 2024. Questo miglioramento degli indicatori occupazionali è stato accompagnato da un recupero delle retribuzioni lorde pro capite che nel corso del 2025 sono cresciute circa del 2,9 per cento, consentendo ai lavoratori di recuperare potere d’acquisto rispetto alle dinamiche inflattive. Nel 2025 permane un significativo divario di genere, con il tasso di disoccupazione maschile al 5,7 per cento a fronte di quello femminile attestatosi al 6,8 per cento.
Con riferimento al 2026, il Governo nel DFP di aprile 2026 prevede che la domanda interna rimarrà il motore principale della crescita occupazionale. Per quanto concerne l’andamento del tasso di disoccupazione, tra le determinanti che andranno monitorate si evidenziano l’impatto derivante dall’utilizzo delle risorse PNRR, in grado di attivare in uno scenario di piena realizzazione degli investimenti circa 809.000 unità lavorative nel quinquennio 2025-2029, nonché la sempre maggiore incidenza della componente di fabbisogno occupazionale costituita dalla Replacement Demand (Fattore Demografico): la necessità di sostituzione dei lavoratori uscenti dal mercato del lavoro, principalmente per pensionamento, si stima possa rappresentare tra l’82 per cento e il 93 per cento del fabbisogno totale di occupati nei prossimi anni.
Le istituzioni internazionali convergono a livello previsionale verso una stabilizzazione del tasso di disoccupazione, stimato nel 2026 intorno al 6,0 per cento dal FMI (previsioni di aprile), al 5,7% dalla Commissione europea (previsioni di maggio) e al 5,4% dall’OCSE (previsioni di giugno). Con riferimento al 2027 il FMI prevede un tasso di disoccupazione al 6,1%, la Commissione europea al 5,7% e l’OCSE al 5,6%. Le previsioni del Governo (Documento di finanza pubblica) prospettano una discesa verso i minimi storici al 5,5% nel 2026 e al 5,4% nel 2027.
La Commissione europea (previsioni di primavera, maggio 2026), prevede che il tasso di disoccupazione italiano si collochi al di sotto della media dell’Eurozona (6,4%) e di paesi come Francia (8,3%) e Spagna (9,9%).
Si rammenta che, da ultimo, sul mercato del lavoro italiano sono intervenuti i provvedimenti della legge di bilancio per il 2026, tra cui gli esoneri parziali dei contributi previdenziali a carico dei datori di lavoro privati (per un massimo di 24 mesi), la detassazione dei premi di produttività e la tassazione agevolata al 5 per cento degli incrementi retributivi legati ai rinnovi contrattuali e la revisione delle aliquote IRPEF (Ministero del lavoro e delle politiche sociali, principali misure di interesse della legge di bilancio 2026).