Camera dei deputati · Indicatori economici e finanziari
Aggiornamento Giugno 2026

Inflazione

Dati a consuntivo 2025 e previsioni 2026-2027

Anno consuntivo 2025
Deflatore PIL
Deflatore del Prodotto Interno Lordo
+2,0%
Rapporto tra PIL nominale e reale. Misura la quota di crescita nominale dovuta all’aumento dei prezzi.
NIC
Indice prezzi al consumo per l’intera collettività
+1,5%
Misura l’inflazione per l’intera collettività. Riferimento per le politiche economiche del Governo.
IPCA
Indice armonizzato prezzi al consumo
+1,7%
Indicatore europeo per il confronto tra paesi UE. Riferimento per la BCE e la convergenza delle economie europee.
FOI
Indice prezzi per famiglie di operai e impiegati
+1,6%
Variazione dei prezzi per nuclei con capofamiglia lavoratore dipendente. Riferimento per adeguare valori monetari (es. affitti).
Serie storica inflazione – Italia
Variazione percentuale annua
Indicatore
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Paesi

Nota · l’anno 2026 mostra il dato parziale basato sui dati congiunturali disponibili per NIC e IPCA, rappresentato con barra in tinta attenuata.

Dettaglio
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Confronto previsioni inflazione – Commissione europea, maggio 2026
Variazione percentuale annua dei prezzi al consumo (IPCA)
Previsioni inflazione Italia 2026–2027
Variazione percentuale annua
Previsore 2026 2027
Governo (DFP, apr-26) +2,9% +2,0%
Commissione UE (mag-26) +3,2% +1,8%
FMI (apr-26) +2,6% +2,4%
OCSE (giu-26) +3,0% +2,2%
Il quadro economico

Nel corso del 2025, il quadro economico nazionale è stato caratterizzato da una moderata accelerazione della dinamica dei prezzi rispetto all’esercizio precedente. L’indice nazionale dei prezzi al consumo per l’intera collettività (NIC) ha fatto registrare un incremento percentuale medio del 1,5 per cento (superiore rispetto all’aumento del 1,0 per cento rilevato nel 2024). Tale evoluzione è stata sostenuta in misura preponderante dalla componente dei beni energetici regolamentati (energia e gas, +16,2 per cento a/a) nonché dall’andamento congiunturale dei prodotti alimentari non lavorati (+3,4 per cento a/a). Con riferimento all’inflazione di fondo, calcolata al netto delle componenti più volatili quali i beni energetici e gli alimentari freschi, la variazione su base annua ha registrato una crescita pari a 1,9 punti percentuali.

L’indice armonizzato dei prezzi al consumo (IPCA), parametro designato per il monitoraggio e l’analisi a livello europeo, ha mostrato una crescita media del 1,7 per cento, valore che risulta inferiore alla media dell’Area Euro attestatasi al 2,1 per cento, in coerenza con il quadro complessivo delineato dal deflatore del PIL, pari al +2 per cento su base annua, e dall’indice dei prezzi al consumo per le famiglie di operai e impiegati (FOI), pari al + 1,6 per cento su base annua. Il FOI è l’indice di riferimento, tra l’altro, per l’adeguamento dei canoni di locazione.

I primi mesi del 2026 sono stati condizionati da un rinnovato scenario di incertezza geopolitica, riconducibile alle tensioni in Medio Oriente. Il contesto internazionale ha prodotto significative pressioni sui prezzi riferibili all’impennata delle quotazioni energetiche. In particolare, le criticità riscontrate nel transito marittimo attraverso lo Stretto di Hormuz e i danneggiamenti alle infrastrutture hanno indotto un sensibile rialzo delle quotazioni di petrolio e gas nella prima parte dell’anno.

Le stime del Governo contenute nel Documento di Finanza pubblica 2026 prevedono per l’Italia un’inflazione sostenuta al +2,9 per cento nel 2026 e al +2,0 per cento nel 2027, in conseguenza dei significativi rialzi dei prezzi di petrolio e gas. Le principali istituzioni internazionali contemplano previsioni eterogenee relative all’inflazione nel contesto italiano in base alla valutazione e alla persistenza stimata degli shock energetici.

Il Fondo Monetario Internazionale (FMI) ipotizza per il 2026 un valore del tasso di inflazione intorno al +2,6 per cento (per il 2027 la stima è del +2,4 per cento), segnalando la permanenza di significativi rischi legati all’evolversi delle tensioni geopolitiche, all’elevato ammontare dei debiti pubblici nonché al timore che lo shock diretto si trasformi in una spirale salari-prezzi rendendo l’inflazione persistente. Le stime dell'OCSE aggiornate a giugno prevedono un'inflazione ancora più elevata, pari al +3,0% nel 2026 e al +2,2% nel 2027; si rileva, peraltro, che sempre l'OCSE stima che l'inflazione cosiddetta “core”, cioè escludendo i rincari dei prezzi energetici e alimentari, sarebbe inferiore e pari al +2,3% nel 2026 e al +2,0% nel 2027.

Con riferimento all’ambito europeo, si segnalano le previsioni della BCE riviste a marzo 2026, che stimano un’inflazione headline al +2,6 per cento (IPCA), e le previsioni di primavera della Commissione europea (maggio 2026) che stimano una possibile inflazione dell'area euro pari al 3,0% nel 2026 e al 2,3% nel 2027.