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Iniziative di riforma costituzionale

La I Commissione della Camera ha avviato l'esame di una proposta di legge costituzionale che modifica agli articoli 57 e 83 della Costituzione, in materia di base elettorale per l'elezione del Senato della Repubblica e di riduzione del numero dei delegati regionali per l'elezione del Presidente della Repubblica.

L'8 ottobre 2019 l'Assemblea della Camera ha approvato la proposta di legge costituzionale C. 1585-B cost., già approvata in seconda deliberazione dal Senato, che riduce il numero dei parlamentari previsto dalla Costituzione a 400 deputati e 200 senatori elettivi. Il testo è stato pubblicato nella Gazzetta Ufficiale del 12 ottobre 2019.

E' altresì in corso di esame parlamentare, presso il Senato, un testo di modifica dell'articolo 58, primo comma, della Costituzione, che abbassa da 25 a 18 anni l'età per eleggere i componenti del Senato della Repubblica. 

Parallelamente, è in discussione la proposta di modifica costituzionale che, integrando l'articolo 71 della Costituzione, introduce una particolare forma di iniziativa legislativa popolare "rinforzata" che può essere confermata attraverso il referendum popolare. E' anche oggetto di modifica l'articolo 75 della Costituzione, sul referendum abrogativo, con particolare riguardo al quorum richiesto per la sua approvazione.

E' infine all'esame del Senato una proposta di legge, di iniziativa parlamentare, che abroga il Consiglio nazionale dell'economia e del lavoro (CNEL). 

 
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Sistema e procedimento elettorale

La I Commissione Affari costituzionali della Camera ha avviato l'esame di una proposta di legge che modifica il sistema elettorale della Camera e del Senato in senso interamente proporzionale. A tal fine vengono soppressi i collegi uninominali, previsti dalla legge vigente: tutti i deputati e i senatori verrebbero eletti in collegi plurinominali, definiti all'interno delle circoscrizioni elettorali. Inoltre, non è prevista la possibilità per le liste di unirsi in coalizione e sono rimodulate le soglie di sbarramento. Per le liste che non raggiungono tali soglie è previsto un "diritto di tribuna". L'Esecutivo è delegato ad adottare, entro 60 giorni dalla data di entrata in vigore della legge, un decreto legislativo per la determinazione dei collegi plurinominali, tenuto conto delle modifiche previste dalla proposta di legge. 

La legge elettorale è stata già parzialmente modificata nel corso della presente legislatura ad opera della legge 51 del 2019. Le modifiche apportate sono volte a determinare il numero di seggi da attribuire nei collegi uninominali e nei collegi plurinominali sulla base di un rapporto frazionario la cui applicazione restituisce gli stessi numeri attualmente fissati. La finalità delle modifiche è di rendere applicabile il sistema elettorale indipendentemente dal numero dei parlamentari previsto dalla Costituzione, in modo che non si rendano necessarie modifiche alla normativa elettorale qualora il numero dei parlamentari dovesse essere modificato con riforma costituzionale. Anche in questo caso è prevista una delega al Governo per la determinazione dei collegi - uninominali e plurinominali - da esercitare entro 60 giorni qualora, entro 24 mesi, intervenga la promulgazione di una legge costituzionale modificativa del numero dei parlamentari. Si ricorda che la proposta di legge costituzionale che riduce il numero dei parlamentari a 400 deputati e a 315 senatori elettivi (A.C. 1585) è stata approvata in seconda deliberazione nello stesso testo da entrambi i rami del Parlamento ed è stata pubblicata a fini notiziali nella Gazzetta Ufficiale il 12 ottobre 2019. 

Sempre in materia elettorale, la Camera ha approvato, all'inizio della XVIII legislatura, una proposta di legge in materia di procedimento elettorale e di esercizio di voto fuori dal comune di residenza il cui esame è in corso presso il Senato. 

 
 
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