Con la delibera del Consiglio dei ministri 21 marzo 2018 è stato dichiarato lo stato di emergenza in relazione alla contaminazione da sostanze alchiliche perfluorurate e polifluorurate (PFAS) delle falde idriche nei territori delle province di Vicenza, Verona e Padova. Tale stato di emergenza è stato poi prorogato con la delibera del Consiglio dei ministri 4 aprile 2019
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) si sommano ai 56,8 milioni di euro già trasferiti in precedenza dal Ministero dell'ambiente per la realizzazione di un sistema di condotte adduttrici che prelevano acqua da fonti di approvvigionamento non contaminate, per un totale di 80 milioni di euro nei precedenti due anni.
Con l'ordinanza di protezione civile n. 711 dell'11 novembre 2020
sono state dettate disposizioni per favorire e regolare il subentro della Regione Veneto nelle iniziative finalizzate a consentire il superamento della situazione di criticità in questione. Successivamente è stata emanata l'ordinanza n. 744
, recante ulteriori disposizioni di protezione civile finalizzate a consentire il superamento della situazione di criticità.
), si legge che una quota del citato fondo è destinata all'emergenza contaminazione da PFAS per un importo di 80 milioni di euro.
) approvata dalla Commissione parlamentare di inchiesta sulle attività illecite connesse al ciclo dei rifiuti e su illeciti ambientali ad esse correlati nella seduta del 19 gennaio 2022.
recante "Misure urgenti per la riduzione dell'inquinamento da sostanze poli e perfluoroalchiliche (PFAS) e per il miglioramento della qualità delle acque destinate al consumo umano ". Nel corso dell'esame di tale ddl sono state svolte audizioni informali (si segnalano in particolare il
documento depositato dal
relatore speciale dell'ONU
sulle sostanze tossiche e i diritti umani, Marcos Orellana, e la
relazione di Federchimica
).







