Il raggiungimento degli obiettivi climatici ha costituito una delle principali priorità politiche dell'Unione europea nel corso della legislatura 2019-2024 e ha comportato l'adozione di oltre 70 atti legislativi da collocarsi nel generale contesto di attuazione del Green Deal.
Al mantenimento degli obiettivi fissati dal Green Deal sono improntati anche gli orientamenti politici per la Commissione europea 2024-2029, i quali tuttavia considerano necessario coniugarli con la promozione della competitività dell'Unione europea.
Da un lato, la Commissione si è prefissata l'intenzione di modificare il regolamento sul clima per introdurvi un ulteriore obiettivo intermedio di riduzione delle emissioni di gas ad effetto serra del 90% entro il 2040, dall'altro ha preannunciato iniziative, come la presentazione di un patto per un'industria pulita (poi effettivamente presentato il 26 febbraio 2025, v. dossier RUE), volte a coniugare le ambizioni climatiche con la crescita economica.
Con l'avvio della legislatura europea 2024-2029 e l'attività della nuova Commissione sono state inoltre annunciate, e in misura minore già adottate, modifiche ad alcune importanti misure legislative in materia di clima e ambiente su cui è intervenuto il pacchetto "Pronti per il 55%", rispetto al quale gli orientamenti della Commissione hanno evidenziato la necessità di un'attuazione da realizzarsi nel modo più semplice, equo ed economicamente efficiente.
Rientrano tra queste il regolamento sul meccanismo di adeguamento del carbonio alle frontiere (CBAM), la direttiva sul sistema di scambio di quote di emissioni dell'UE (ETS) e il regolamento sui livelli di emissione di CO2 dei veicoli leggeri.
Nell'ambito del pacchetto Omnibus I del 26 febbraio 2025 (v. dossier RUE), è stato approvato il regolamento che modifica il regolamento sul CBAM per semplificarlo e rafforzarlo. Inoltre, entro il 2025 e come indicato nel patto per un'industria pulita, la Commissione intende presentare una relazione completa sul riesame del CBAM nella quale valuterà una possibile estensione del meccanismo ad altri settori dell'EU ETS e ai prodotti a valle, nonché la possibile inclusione delle emissioni indirette in tutti i settori interessati dal meccanismo. In seguito al riesame, entro il primo trimestre del 2026, la Commissione valuterà se presentare una proposta legislativa sull'estensione del meccanismo CBAM.
Dopo che dal confronto con i rappresentanti del settore è emersa una forte richiesta di flessibilità in relazione agli obiettivi di riduzione delle emissioni per le autovetture e i veicoli commerciali leggeri nuovi del 2025, la Commissione ha deciso di presentare una proposta di modifica degli standard di emissione di CO2 per i veicoli leggeri (v. dossier RUE). L'iniziativa, definitivamente approvata il 27 maggio 2025, è volta a consentire che gli obiettivi di conformità siano calcolati in media nel periodo 2025-2027, permettendo quindi alle case automobilistiche di compensare un eventuale superamento dell'obiettivo nel singolo anno pur mantenendo l'ambizione complessiva sugli obiettivi del 2025.
Secondo fonti informali, in una lettera inviata ai capi di Stato e di Governo pochi giorni prima del Consiglio europeo del 23 e del 24 ottobre 2025, la Presidente della Commissione europea ha fatto riferimento a una revisione del regolamento sugli standard di emissione di CO2 per i veicoli leggeri, fedele al principio della neutralità tecnologica e dell'efficienza dei costi, entro la fine dell'anno. Nella preparazione della revisione sarà valutato il ruolo dei carburanti a zero emissioni e a basse emissioni di carbonio (carburanti sintetici e biocarburanti avanzati).
In una lettera inviata in risposta alle preoccupazioni di 19 Stati, tra cui l'Italia, e presentata al Consiglio Ambiente del 21 ottobre 2025, il commissario UE Wopke Hoekstra ha riferito che la Commissione è al lavoro su una serie di modifiche all'ETS 2 per mantenere sotto controllo i prezzi e sostenere ulteriormente la transizione verso il riscaldamento e la mobilità puliti.
Da fonti informali si apprende che anche nella lettera indirizzata ai capi di Stato e di Governo di cui supra la Presidente della Commissione europea ha manifestato la propria intenzione di proporre misure per facilitare l'entrata in vigore dell'ETS 2.
Il Consiglio europeo del 23 ottobre 2025 ha preso atto, attraverso conclusioni scritte, di tale intenzione e ha invitato la Commissione a presentare una revisione del quadro di attuazione dell'ETS 2, compresi tutti gli aspetti pertinenti.
Contestualmente, sia il Consiglio e che il Parlamento europeo hanno adottato il proprio mandato negoziale sulla proposta relativa al traguardo climatico dell'UE per il 2040, sostenendo l'introduzione di una disposizione che preveda il rinvio di un anno, dal 2027 al 2028, dell'entrata in vigore dell'ETS 2(vedi infra).
Il 2 luglio 2025 la Commissione europea ha presentato la proposta di regolamento che definisce il traguardo climatico dell'Unione per il 2040 (v. dossier RUE). La Commissione propone di raggiungere per tale data una riduzione delle emissioni nette di gas a effetto serra pari al 90% rispetto ai livelli del 1990.
Il Parlamento europeo ha adottato il proprio mandato negoziale sulla proposta il 13 novembre 2025, mentre il Consiglio ha adottato il proprio il 5 novembre 2025, a seguito degli orientamenti politici definiti dal Consiglio europeo del 23 ottobre.
Con i rispettivi mandati negoziali sia Parlamento che Consiglio hanno prospettato alcuni adeguamenti necessari rispetto alla proposta originaria della Commissione europea, tra cui: il riconoscimento di un ruolo per gli assorbimenti permanenti di carbonio a livello di Unione nel quadro del sistema di scambio di quote di emissione dell'UE (ETS) per compensare le emissioni residue difficili da abbattere; una maggiore flessibilità tra i settori e gli strumenti e all'interno degli stessi per sostenere il conseguimento dei traguardi in modo semplice ed efficiente in termini di costi; l'innalzamento della soglia massima di riduzione delle emissioni raggiungibile tramite crediti internazionali di alta qualità dal 3% al 5%; l'introduzione di una valutazione biennale per monitorare i progressi nel conseguimento dei traguardi intermedi; il rinvio di un anno, dal 2027 al 2028, dell'entrata in vigore del sistema dell'UE di scambio di quote di emissioni per gli edifici e il trasporto su strada (ETS 2).
Sulla base dei mandati adottati, Parlamento e Consiglio negozieranno un testo condiviso.