Gli orientamenti politici della Commissione europea per il periodo 2024-2029 sono orientati al mantenimento degli obiettivi fissati dal Green Deal, ma considerano necessario coniugarli con la promozione della competitività dell'UE, tenendo conto dei costi sociali ed economici della transizione, in linea con quanto sostenuto anche dal rapporto Draghi sul futuro della competitività europea. L'attuale legislatura europea, rispetto alla precedente, è caratterizzata pertanto dalla definizione di una politica climatica che rivolge crescente attenzione all'esigenza di riconoscere adeguati margini di flessibilità agli Stati membri e alla necessità di tenere in debita considerazione i significativi cambiamenti economici e globali in atto.
Questa tendenza è emersa in primo luogo nell'ambito del processo di revisione del regolamento sul clima per l'introduzione del traguardo climatico intermedio al 2040. Tale processo è stato caratterizzato da negoziati lunghi e complessi, durante i quali gli Stati membri e i gruppi politici del Parlamento europeo hanno raggiunto un compromesso volto a rafforzare gli elementi di flessibilità già contenuti nella proposta originaria della Commissione europea (v. dossier del Servizio RUE), come il principio di neutralità tecnologica, il rispetto di una transizione giusta sul piano sociale e la necessità di consolidare la competitività delle imprese europee. Il testo definitivamente approvato include, ad esempio, anche la posticipazione dal 2027 al 2028 della piena operatività del sistema di scambio di quote di emissioni nei settori del trasporto su strada, degli edifici e di altri comparti interessati (c.d. EU ETS 2).
Sulla stessa linea, con l'avvio della legislatura europea 2024-2029 sono state inoltre annunciate, presentate, e in parte già approvate, modifiche ad alcune importanti misure legislative già adottate in attuazione del Green Deal. Rientrano tra queste la revisione del regolamento sul meccanismo di adeguamento del carbonio alle frontiere (CBAM), quella della direttiva sul sistema di scambio di quote di emissioni (EU ETS), quella del regolamento sui livelli di emissione di CO2 dei veicoli leggeri e quella del regolamento sulla riduzione delle emissioni di metano nel settore dell'energia.
A seguito di riunioni e iniziative di gruppi di Paesi favorevoli o contrari alla revisione, con alcuni Stati, come l'Italia, che ne hanno chiesto anche la sospensione, e tenuto conto della maggiore pressione a cui l'industria dell'UE è attualmente sottoposta a causa del mutato contesto geopolitico ed economico, la Commissione europea ha presentato a luglio 2026 un pacchetto di misure volto a modernizzare il sistema per lo scambio di quote di emissioni dell'UE (EU ETS), attraverso una modifica dell'insieme degli atti legislativi che lo disciplinano (v. dossier del Servizio RUE).
Le modifiche proposte, che saranno oggetto di negoziati tra il Parlamento europeo e il Consiglio, includono: l'istituzione della Banca per la decarbonizzazione industriale (IDB) per fornire finanziamenti a progetti di decarbonizzazione industriale; la previsione dell'obbligo per gli Stati membri di destinare il 50% dei proventi delle aste a specifici settori prioritari di spesa per sostenere la decarbonizzazione dei settori inclusi nell'ambito di applicazione dell'EU ETS; la subordinazione dell'assegnazione gratuita di quote alla presentazione di piani per investire nella decarbonizzazione nell'UE e all'attuazione di tali investimenti; la posticipazione dell'eliminazione dell'assegnazione gratuita di quote dal 2034 al 2038 per i settori contemplati dal meccanismo di adeguamento del carbonio alle frontiere (CBAM); la graduale inclusione dell'incenerimento dei rifiuti urbani nell'EU ETS.
Con l'obiettivo di affrontare il rischio di rilocalizzazione delle emissioni di carbonio a valle e di rendere il processo di decarbonizzazione dell'economia dell'UE sostenibile sotto il profilo dei costi, la Commissione europea ha sottoposto a revisione anche il regolamento sul CBAM.
Ciò è avvenuto prima attraverso l'approvazione di un regolamento di semplificazione nell'ambito del c.d. pacchetto omnibus I e poi attraverso la presentazione di una proposta di modifica, su cui sono stati avviati i negoziati interistituzionali, volta, tra l'altro, ad estendere l'ambito di applicazione del meccanismo a una selezione di prodotti a valle. Una proposta di regolamento che istituisce il Fondo temporaneo per la decarbonizzazione è stata presentata contemporaneamente per fornire un sostegno finanziario transitorio ai settori ad alta intensità di carbonio che fronteggiano il rischio residuo di rilocalizzazione delle emissioni (v. dossier del Servizio RUE).
Anche in attuazione del piano d'azione industriale per il settore automobilistico europeo e dando seguito alle richieste provenienti da diversi Stati membri, tra cui l'Italia, e ai contributi dei portatori di interessi, la Commissione europea ha presentato interventi legislativi che modificano le norme in materia di emissioni di CO2 dei veicoli leggeri, mitigando alcune rigidità e rafforzando il principio di neutralità tecnologica (v. i dossier del Servizio RUE n.92 e n.135).
La Commissione europea ha proposto, tra l'altro, di abbassare dal 100% al 90% l'obiettivo di riduzione delle emissioni previsto a partire dal 2035, mentre il 10% rimanente dovrà essere compensato mediante crediti per l'uso di acciaio a basse emissioni di carbonio prodotto nell'UE (per un massimo di 7%) e mediante crediti per l'uso di carburanti rinnovabili sostenibili (per un massimo di 3%). La proposta in questione sarà oggetto di negoziati tra Parlamento europeo e Consiglio quando le due istituzioni avranno adottato i rispettivi mandati.
Parallelamente, nell'ambito del più ampio pacchetto di misure dedicate al settore automobilistico, è stata presentata una proposta di regolamento relativo ai veicoli aziendali puliti ed è stato modificato il regolamento sui livelli di prestazione in materia di emissioni di CO2 dei veicoli pesanti per offrire ai costruttori di veicoli maggiori flessibilità nel conformarsi all'obiettivo per il 2030, lasciando invariato il livello di ambizione.
Il 14 ottobre 2026 la Commissione europea ha presentato una proposta che modifica il regolamento sulla riduzione delle emissioni di metano nel settore dell'energia per rinviare di un anno gli obblighi di monitoraggio, comunicazione e verifica per il gas naturale, il petrolio e il carbone per gli importatori e, di conseguenza, i relativi requisiti di intensità di metano per gli importatori e i produttori dell'UE.
Tale proposta, su cui il Parlamento europeo ha adottato la procedura d'urgenza, dovrebbe essere adottata entro il 31 dicembre 2026, prima che gli obblighi oggetto di rinvio entrino in vigore.
Il 27 ottobre 2026 la Commissione ha presentato il quadro UE per la resilienza climatica, composto da una comunicazione e una proposta di regolamento.
La proposta stabilisce una traiettoria di riferimento comune di riscaldamento globale e le valutazioni dei rischi climatici e i piani di resilienza dell'UE e degli Stati membri dovranno basarsi almeno su questo scenario. La Commissione dovrà adottare un piano strategico dell'UE nel 2028 e ogni Stato membro un piano strategico nazionale unico, che assorbe gli attuali strumenti di pianificazione dell'adattamento.
Pressoché tutte le proposte normative presentate in materia di clima a partire dall'insediamento dell'attuale Commissione europea sono state esaminate dalla XIV Commissione della Camera ai fini della verifica di conformità al principio di sussidiarietà.
In esito all'esame di tali proposte la Commissione per le politiche dell'UE ha adottato in larga misura documenti contenenti una valutazione favorevole sottolineando, tuttavia, che gli obiettivi di decarbonizzazione, seppur condivisibili, dovrebbero essere meglio contemperati con le esigenze di sostenibilità economica e sociale e con la competitività dell'industria europea. In altri casi, come ad esempio con riferimento alle proposte di revisione dell'EU ETS, alla proposta di regolamento sui veicoli aziendali e alla proposta di regolamento sul traguardo climatico dell'UE al 2040, la XIV Commissione ha approvato pareri motivati in cui si contesta anche il mancato rispetto del principio di sussidiarietà.
Alcuni importanti documenti programmatici sono stati inoltre esaminati dalla Commissione competente per il merito ai sensi dell'articolo 127 del regolamento. È questo il caso del patto per l'industria pulita e del piano d'azione industriale per il settore automobilistico esaminati dalla X Commissione.
Da ultimo la Camera, con la risoluzione approvata in Assemblea lo scorso 28 maggio in esito all'esame della Relazione programmatica sulla partecipazione dell'Italia all'UE e del Programma di lavoro annuale della Commissione europea per il 2026, ha sottolineato la necessità di perseguire un adeguato bilanciamento tra gli obiettivi di decarbonizzazione e il rilancio della competitività e della base industriale europea, garantendo in ogni caso il rispetto del principio della neutralità tecnologica nonché la sostenibilità economica e sociale degli interventi previsti e tenendo adeguatamente conto delle specificità dei singoli settori produttivi, come quello ceramico.
Indirizzi per l'azione negoziale del Governo con riferimento agli aspetti appena trattati, soprattutto in relazione a temi quali l'EU ETS e l'automotive, sono contenuti inoltre nelle risoluzioni approvate al termine delle discussioni che si sono svolte in occasione delle comunicazioni rese dal Presidente del Consiglio alle Camere prima delle riunioni del Consiglio europeo.