tema 4 agosto 2020
Studi - Finanze Tassazione delle persone fisiche

Per far fronte all'emergenza Coronavirus sono state adottate numerose misure a livello nazionale ed internazionale dirette a  prevenirne ed arginarne l'espansione, per la cui descrizione si rinvia al relativo tema web Si tratta nella gran parte dei casi di agevolazioni, molte delle quali a carattere temporaneo, volte soprattutto a sospendere e alleggerire gli adempimenti fiscali a carico delle persone fisiche, nonché di incentivare la crescita economica dopo la crisi.

Si segnala che la Relazione annuale sul 2019 della Banca d'Italia pone in evidenza che nel 2019 la pressione fiscale in Italia ha raggiunto il 42,4 % del PIL (contro il 41,9 del 2018), il valore più elevato dal 2015

Col decreto-legge n. 3 del 2020allo scopo di ridurre il cd. cuneo fiscale, è riconosciuto un trattamento economico integrativo per i lavoratori dipendenti e le categorie assimilate; viene inoltre prevista una nuova detrazione IRPEF. Il provvedimento di conseguenza  abroga il cd. bonus 80 euro introdotto nel 2014. 

La stessa legge di bilancio 2020 ha apportato sostanziali modifiche alle detrazioni IRPEF (commi 679 e 680), prevedendo che le detrazioni al 19 per cento spettino se la relativa spesa è sostenuta con versamento bancario o postale ovvero mediante altri sistemi di pagamento tracciabili, salva la possibilità di pagare in contanti, senza perdere il diritto alla detrazione, i medicinali e i dispositivi medici, nonché le prestazioni sanitarie rese dalle strutture pubbliche o da strutture private accreditate al Servizio sanitario nazionale. Tali misure sono state ulteriormente implementate e potenziate dal cd. decreto Rilancio.

 

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Il Dipartimento delle Finanze del Ministero dell'Economia e delle Finanze ha pubblicato le statistiche sulle dichiarazioni dei redditi delle persone fisiche (IRPEF) relative all'anno d'imposta 2019 (dichiarazioni 2018).

Il Dipartimento delle Finanze fa presente che il numero totale dei contribuenti è; aumentato di circa 162.000 soggetti (+0,4%) rispetto all'anno precedente.

Si rende noto che nell'anno di riferimento 21,2 milioni di persone fisiche hanno utilizzato il modello 730, con un aumento di oltre 500.000 contribuenti rispetto all'anno precedente; 9,6 milioni di soggetti hanno presentato invece il modello "Redditi Persone Fisiche", mentre i dati dei restanti 10,6 milioni di contribuenti, non tenuti a presentare direttamente la dichiarazione, sono stati acquisiti tramite il modello CU compilato dal sostituto d'imposta.

ultimo aggiornamento: 4 agosto 2020

Le leggi di bilancio 2020 e 2019, e il decreto-legge n. 55 del 2018 recano alcune agevolazioni fiscali in favore delle popolazioni colpite dal sisma del Centro Italia nell'agosto 2016 e del maggio 2012, prorogando in parte le misure già disposte nel tempo. In particolare il comma 218 della legge di bilancio 2020 proroga di un anno, fino al 31 dicembre 2020, il periodo entro il quale le imprese localizzate nei comuni colpiti dagli eventi sismici che effettuano investimenti possono beneficiare del credito d'imposta per l'acquisto di beni strumentali nuovi.


Per una disamina delle sospensioni degli adempimenti tributari nelle zone colpite da eventi sismici si rinvia al tema web relativo ai terremoti

ultimo aggiornamento: 26 febbraio 2020

Per quanto concerne le misure fiscali relative alle persone fisiche dettate dall'emergenza coronavirus, molte delle quali temporanee, si rinvia all'apposito tema web

La legge di bilancio 2020 ha apportato numerose modifiche alle agevolazioni IRPEF, con particolare riferimento alle detrazioni.

In particolare, è stato costituito un Fondo per la riduzione del carico fiscale sui lavoratori dipendenti (cuneo fiscale), con una dotazione di 3 miliardi di euro per l'anno 2020 e 5 miliardi a decorrere dal 2021 (comma 7); con il decreto-legge n. 3 del 2020 sono state concretamente attuate le predette misure di riduzione del cuneo fiscale.

La legge ha effettuato anche un intervento di complessivo riordino sulle detrazioni IRPEF al 19 per cento, che sono state ridotte per i contribuenti con reddito superiore a 120.000 euro, fatte salve le spese per interessi su prestiti e mutui per l'acquisto e la costruzione dell'abitazione principale, nonché per le spese sanitarie (comma 629). Inoltre, la fruibilità della detrazione è condizionata all'utilizzo di versamento bancario o postale ovvero di altri sistemi dipagamento tracciabili (commi 679-680), salvo che per alcune categorie di spese mediche. 

E' stata prevista inoltre la detraibilità al 19 per cento delle spese sostenute, anche nell'interesse dei familiari fiscalmente a carico, per lo studio e la pratica della musica da contribuenti con reddito complessivo non superiore a 36.000 euro (commi 346-347); è stato elevato a  500 euro (rispetto agli attuali 387,34 euro) l'importo della spesa massima detraibile per le spese veterinarie (comma 361).

In questa sede si ricorda altresì che la Camera dei deputati ha approvato l'A.C. 687, che reca la delega al Governo per riordinare e potenziare le misure a sostegno dei figli a carico attraverso l'assegno unico e la dote unica per i servizi. In particolare, si prevede che l'assegno unico e universale possa essere concesso anche in forma di credito d'imposta, oltre che in forma di erogazione mensile di una somma in denaro.

Inoltre è all'esame della Camera il cd. Family Act, ossia il disegno di legge di delega (A.C. 2561al Governo per il sostegno e la valorizzazione della famiglia; esso (articolo 3)  conferisce al Governo la delega ad adottare uno o più; decreti legislativi per il riordino delle misure, anche fiscali, di sostegno all'educazione dei figli a carico, prevedendo contestualmente l'introduzione di nuovi benefici da erogare alle famiglie.

ultimo aggiornamento: 4 agosto 2020

Nel corso degli ultimi anni si sono succedute e stratificate diverse misure volte ad attrarre risorse umane in Italia, prevedendo agevolazioni fiscali condizionate al trasferimento della residenza.

L'articolo 44 del D.L. n. 78 del 2010 ha agevolato il rientro di docenti e ricercatori, prevedendo che solo una parte del loro reddito (10 per cento) è assoggettata ad imposizione. In un primo momento l'accesso al beneficio era consentito ai ricercatori e docenti che trasferivano la residenza fiscale in Italia nel periodo compreso tra il 31 maggio 2010 e i sette anni solari successivi (30 maggio 2017). Con la legge di bilancio 2017 (comma 149) l'agevolazione è stata resa permanente non essendo più prevista una data ultima utile per poter far rientro in Italia. La norma trova quindi applicazione anche per docenti e ricercatori, aventi i requisisti richiesti, che si trasferiscono in Italia dopo il 30 maggio 2017. Resta fermo che il periodo di fruizione è limitato complessivamente a quattro periodi di imposta. Chiarimenti sui requisiti soggettivi, misura dell'agevolazione, durata e redditi agevolabili sono stati forniti dall'Agenzia delle entrate con circolare 17/E del 2017.

La legge n. 238 del 2010 ha disciplinato gli incentivi fiscali per il rientro dei lavoratori in Italia. Tale disciplina, vigente fino al 2017, ha previstola concessione di incentivi fiscali sotto forma di parziale imponibilità del reddito derivante dalle attività di lavoro dipendente, autonomo o d'impresa, avviate in Italia, in favore di "contro-esodati", ovvero cittadini italiani e degli altri Stati dell'Unione europea che, dopo aver risieduto continuativamente per almeno ventiquattro mesi in Italia ed essersi quindi trasferiti all'estero, hanno deciso di tornare nel territorio dello Stato. Per effetto delle modifiche che si sono susseguite nel tempo, i cittadini dell'Unione europea in possesso di tutti i requisiti richiesti dalla legge n. 238 del 2010, purché rientrati in Italia entro il 31 dicembre 2015, hanno avuto la possibilità di applicare gli incentivi fiscali da essa previsti fino al periodo d'imposta 2017. Gli stessi soggetti, in alternativa,  hanno potuto optare per il regime dei lavoratori impatriati di seguito descritto

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Il D.Lgs. n. 147 del 2015 (attuativo della delega fiscale)  ha previsto un regime speciale per lavoratori impatriati a favore dei lavoratori che rivestono una qualifica per cui sia richiesta alta qualificazione o specializzazione ovvero che rivestono ruoli direttivi e che, non essendo stati residenti in Italia nei cinque periodi di imposta precedenti, trasferiscono la residenza nel territorio dello Stato. Il reddito di lavoro dipendente e di lavoro autonomo concorre alla formazione del reddito complessivo solo limitatamente al 50 per cento del suo ammontare. L'agevolazione fiscale per i lavoratori impatriati spetta per cinque periodi di imposta e, precisamente, per quello in cui il soggetto trasferisce la residenza fiscale in Italia e per i quattro periodi di imposta successivi. La legge di bilancio 2017 ha esteso ai lavoratori autonomi la possibilità di accedere al beneficio, riducendo la quota sottoposta a tassazione rispetto all'originario 70 per cento. L'attività lavorativa va prestata prevalentemente nel territorio italiano, deve essere svolta presso un'impresa residente nel territorio dello Stato in forza di un rapporto di lavoro instaurato con questa, o con società con cui vi è un rapporto di controllo. 

Allo scopo di uniformare la disciplina vigente in materia di rientro di lavoratori dall'estero, la misura agevolativa è altresì estesa ai lavoratori rientranti in Italia, ai sensi dell'apposita disciplina della legge n. 238 del 2010, affidando alle norme secondarie di attuazione il compito di coordinare le disposizioni agevolative di favore. Il decreto-legge n. 244 del 2016 (articolo 3, comma 3- novies) ha riaperto il termine per l'esercizio dell'opzione sul regime fiscale applicabile, in favore dei lavoratori dipendenti che non l'hanno già esercitata, fino al 30 aprile 2017 (termine festivo, prorogato al 2 maggio 2017), secondo le modalità attuative che sono state individuate con il provvedimento del Direttore dell'Agenzia delle entrate del 31 marzo 2017. Per accedere all'agevolazione, irrevocabile, i lavoratori devono presentare un'apposita richiesta scritta al proprio datore di lavoro. L'istanza dovrà contenere le generalità del contribuente, il suo codice fiscale, l'indicazione dell'attuale residenza in Italia e l'impegno a comunicare ogni variazione della residenza o del domicilio prima del decorso di cinque anni dalla data della prima fruizione del beneficio. L'opzione consente di fruire del regime speciale per il quinquennio 2016/2020.

Successivamente (articolo 4, comma 7-bis, del decreto-legge n. 50 del 2017, con una norma di interpretazione autentica) è stato chiarito che i soggetti  trasferiti in Italia entro il 31 dicembre 2015 (per utilizzare i benefici fiscali previsti dalla legge n. 238 del 2010) e che hanno successivamente optato per il regime agevolativo previsto per i lavoratori rimpatriati (ai sensi del D.Lgs. n. 147 del 2015) decadono dal beneficio fiscale nel caso in cui la residenza in Italia non sia mantenuta per almeno due anni. In tal caso si provvede al recupero dei benefici fruiti, con applicazione delle relative sanzioni e interessi. L'articolo 8-bis del decreto-legge n. 148 del 2017 consente ai lavoratori rientrati in Italia entro il 31 dicembre 2015 di applicare il regime più favorevole (di cui alla legge n. 238 del 2010) anche per il periodo d'imposta 2016, rinviando l'opzione per il nuovo regime limitatamente al quadriennio 2017-2020. Inoltre si dispone che le disposizioni sul rimpatrio di docenti, ricercatori e lavoratori si applichino nei limiti e alle condizioni delle norme UE in tema di aiuti di Stato cd. de minimis. 

L'Agenzia delle entrate, con la circolare n. 17/E del 23 maggio 2017, ha fornito chiarimenti interpretativi sui regimi agevolativi sopra descritti.

Il decreto-legge "crescita" (articolo 5 del decreto-legge n. 34 del 2019) ha ampliato le agevolazioni in favore dei lavoratori impatriati e dei docenti e ricercatori che rientrano in Italia. In particolare, per quanto riguarda gli impatriati, con riferimento ai soggetti che trasferiscono la residenza in Italia a partire dal periodo d'imposta successivo a quello in corso alla data di entrata in vigore del presente decreto (in sostanza, dall'anno 2020):

  •  si incrementa dal 50 al 70 per cento la riduzione dell'imponibile;
  •  si semplificano le condizioni per accedere al regime fiscale di favore;
  •  si estende il regime di favore anche ai lavoratori che avviano un'attività d'impresa a partire dal periodo d'imposta in corso al 1° gennaio 2020;
  •  si introducono maggiori agevolazioni fiscali per ulteriori 5 periodi d'imposta in presenza di specifiche condizioni (numero di figli minorenni, acquisto dell'unità immobiliare di tipo residenziale in Italia, trasferimento della residenza in regioni del Mezzogiorno).

Con riferimento ai docenti e ricercatori che trasferiscono la residenza in Italia a partire dal periodo d'imposta successivo a quello in corso alla data di entrata in vigore del presente decreto (in sostanza, dall'anno 2020):

  •  si incrementa da 4 a 6 anni la durata del regime di favore fiscale;
  •  si prolunga la durata dell'agevolazione fiscale a 8, 11 e 13 anni, in presenza di specifiche condizioni (numero di figli minorenni e acquisto dell'unità immobiliare di tipo residenziale in Italia).

Il medesimo provvedimento ha introdotto  una deroga per i redditi degli sportivi professionisti impatriati, che rimangono detassati al 50 per cento, in luogo del 70 per cento. Inoltre, a tali soggetti non si applicano la maggiorazione dell'agevolazione spettante ai lavoratori impatriati che si trasferiscono nel Mezzogiorno, né la maggiorazione prevista in caso di più figli a carico. Infine, l'applicazione del regime agevolato degli sportivi professionisti viene subordinata al versamento di un contributo pari allo 0,5 per cento dell'imponibile.

Il decreto-legge fiscale 2019 (decreto-legge n. 124 del 2019) ha esteso le predette maggiori agevolazioni disposte dal decreto crescita anche ai lavoratori rientrati in Italia a partire dal 30 aprile 2019 (in luogo di operare per i lavoratori che si ritrasferiscono nel Paese dal 2020), purché beneficiari del regime per i lavoratori impatriati. Ha inoltre istituito il Fondo Controesodo, con dotazione di 3 milioni a decorrere dal 2020, in favore dei lavoratori rientrati in Italia dal 30 aprile 2019.

ultimo aggiornamento: 26 febbraio 2020

La legge di bilancio 2019 (legge n. 145 del 2018, articolo 1, commi 273 e 274) ha introdotto un regime opzionale di favore per le persone fisiche, titolari dei redditi da pensione, che trasferiscono in Italia la propria residenza in uno dei comuni appartenenti al territorio del Mezzogiorno, con popolazione non superiore ai 20.000 abitanti. Tali soggetti possono optare per l'assoggettamento dei redditi di qualunque categoria, percepiti da fonte estera o prodotti all'estero, ad una imposta sostitutiva, calcolata in via forfettaria, con aliquota del 7 per cento per ciascuno dei periodi di imposta di validità dell'opzione.

Il decreto-legge "crescita" (articolo 5-bis del decreto-legge n. 34 del 2019) allunga da cinque a nove periodi di imposta la validità dell'opzione e consente di mantenere valida l'opzione anche in caso di versamento tardivo dell'imposta sostitutiva.

Nel solco delle medesime finalità, la legge di bilancio 2017 (comma 152) - introducendo l'articolo 24-bis del TUIR - ha previsto un regime opzionale volto a facilitare l'ingresso in Italia di potenziali investitori. Si prevede un'imposta sostitutiva forfettaria sui redditi prodotti all'estero per le persone fisiche che trasferiscono la residenza fiscale in Italia, a condizione che non siano state residenti nel nostro Paese in almeno nove dei dieci periodi d'imposta che precedono l'inizio del periodo di validità dell'opzione. La norma, inoltre, consente di estendere il regime ai familiari, a patto che questi spostino la residenza in Italia e versino la tassa per i residenti non domiciliati nel territorio. L'imposta sostitutiva è pari a 100 mila euro all'anno, per chi esercita l'opzione, e a 25 mila euro, per ciascuno dei familiari ai quali sono estesi gli effetti del regime. Con provvedimento 8 marzo 2017 dell'Agenzia delle Entrate sono state definite le modalità applicative per l'esercizio, la modifica o la revoca dell'opzione, e dettate le istruzioni per il versamento del tributo. La risoluzione n. 44/E dell'11 giugno 2018 dell'Agenzia delle Entrate ha istituito il codice tributo relativo al regime agevolativo per i neoresidenti ad alta capacità contributiva, i quali hanno esercitato la predetta opzione.  Al fine di favorire l'ingresso di significativi investimenti in Italia, anche preordinati ad accrescere i livelli occupazionali, con decreto del Ministro degli affari esteri, di concerto con il Ministro dell'interno, la legge di bilancio 2018 ha disposto l'individuazione di forme di agevolazione nella trattazione delle domande di visto d'ingresso e di permesso di soggiorno applicabili a chi trasferisce la propria residenza fiscale in Italia. L'Agenzia delle entrate al riguardo ha fornito chiarimenti interpretativi con la circolare n. 17/E del 2017.

ultimo aggiornamento: 15 gennaio 2019
 
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