provvedimento 29 aprile 2021
Studi - Finanze Studi - Attività produttive Misure fiscali e finanziarie per l'emergenza Coronavirus

Per far fronte all'emergenza Coronavirus sono state adottate numerose misure straordinarie dirette a prevenirne ed arginarne l'espansione e gli effetti sul sistema economico. Si tratta di provvedimenti d'urgenza finalizzati a sostenere famiglie, lavoratori e imprese.

Tra marzo e dicembre 2020, sono stati adottati, in ordine temporale: il decreto-legge n. 9 del 2020, le cui misure sono poi confluite nel successivo più ampio intervento legislativo contenuto nel decreto-legge n.18 del 2020 Cura Italia,  il decreto-legge n. 23 del 2020 Liquidità, il decreto-legge n. 34 del 2020 Rilancio, il decreto-legge n. 104 del 2020 Agosto, e il decreto-legge n. 137 del 2020 Ristori (AC 2828),  il decreto-legge n. 149 del 2020 Ristori-bis, il decreto-legge n.154 del 2020 Ristori-ter e il decreto-legge n. 157 del 2020  Ristori-quater.  In sede di conversione del primo D.L. Ristori, i contenuti dei decreti legge n.149, n. 154 e n. 157  sono stati trasposti, con talune modifiche ed integrazioni, nel D.L. n. 137/2020 . La legge di bilancio 2021 (L. n. 178/2020) e il D.L. n. 183/2020 hanno poi prorogato alcune misure emergenziali, in conformità al Quadro europeo temporaneo sugli aiuti di Stato "Temporary Framework for State aid measures to support the economy in the current COVID-19 outbreak" (si rinvia, sul punto, all'apposito tema dell'attività parlamentare).

In ragione del perdurare dell'emergenza epidemiologica da Covid-19 e della conseguente necessità ed urgenza di introdurre nuove e più incisive misure a sostegno dei settori economici e lavorativi interessati dalle misure restrittive, è stato recentemente adottato il decreto-legge n. 41 del 2021 Sostegni (A.S. 2144).

Tra i regimi di aiuto alle imprese adottati dai decreti legge per contrastare gli effetti dell'emergenza pandemica, particolare rilievo assumono quelli per la liquidità, per la patrimonializzazione e i contributi a fondo perduto a favore dei soggetti che hanno subito riduzioni del fatturato. Con riferimento a questi, nell'ultimo decreto-legge, viene superata la precedente impostazione, adottata nei D.L. Ristori, che vincolava i contributi alla sede dell'impresa nelle zone maggiormente soggette a misure restrittive e alla classificazione delle attività economiche interessate, individuate tramite i codici ATECO.

Si rinvia anche al tema dell'attività parlamentare sulle iniziative per fronteggiare la diffusione del COVID-19 e alle Faq del Mef.

Per la risposta delle istituzioni dell'Unione europea all'epidemia di coronavirus, con particolare riferimento alle misure finalizzate a controbilanciare gli effetti socio-economici della crisi ed alla gestione delle frontiere esterne, si rinvia alla pagina istituzionale della Commissione UE, al tema sul Consiglio europeo straordinario del 17-18 luglio 2020 e alla Nota su Atti UE  n.  44/20 "L'epidemia COVID-19 e l'Unione europea" (aggiornata al 22 gennaio 2021) del Servizio Studi del Senato.

Per una panoramica degli interventi legati all'emergenza adottati nel settore bancario si veda l'apposita sezione del sito della Banca d'Italia.

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Diverse misure di sospensione di adempimenti e di versamenti tributari sono state introdotte inizialmente per la cd. zona rossa di Lombardia e Veneto dal decreto-legge n. 9 del 2020 e, successivamente, sono state confermate ed estese a tutto il territorio nazionale dal decreto-legge n. 18 del 2020 (cd. decreto Cura Italia), per essere poi prorogate dai decreti Liquidità, Rilancio e Agosto (quest'ultimo solo con riferimento al piano di rateizzazione). Ulteriori sospensioni sono state poi disposte dal decreto-legge Ristori (decreto-legge n. 137 del 2020) e dai decreti-legge nn. 3 e 7 del 2021, poi confluiti nel decreto proroga termini in sede di conversione in legge (decreto-legge n. 183 del 2020). Anche la legge di bilancio 2021 è intervenuta con modifiche e aggiustamenti agli istituti introdotti in sede emergenziale. Da ultimo, numerose novità fiscali sono state introdotte con il decreto-legge n. 41 del 2021 (Sostegni).

Si ricorda preliminarmente che i contribuenti che decidano di non avvalersi delle sospensioni possono chiedere che della circostanza sia data menzione (articolo 71 del decreto-legge Cura Italia), che può essere utilizzata a fini commerciali e di pubblicità.

Per effetto del decreto Rilancio, sono rimasti sospesi fino al 16 settembre 2020 (articoli 126 e 127 del decreto legge n. 34 del 2020) i termini dei seguenti adempimenti e versamenti:

  • versamenti tributari, contributi previdenziali e assistenziali e premi per l'assicurazione obbligatoria per i comuni maggiormente colpiti dall'emergenza sanitaria;
  • ritenute, contributi previdenziali e assistenziali e premi per l'assicurazione obbligatoria, nonché Iva in scadenza, a favore dei soggetti che operano in specifici settori (art. 61 decreto-legge Cura Italia);
  • ritenute, trattenute relative all'addizionale regionale e comunale, nonché dell'Iva, per i mesi di aprile e maggio 2020 per alcuni operatori economici che hanno subito una diminuzione del fatturato o dei corrispettivi di almeno il 33 per cento nonché per i soggetti economici che hanno intrapreso l'esercizio dell'attività dopo il 31 marzo 2020 (articolo 18 decreto Liquidità);
  • ritenute su ricavi e compensi percepiti nel periodo tra il 17 marzo ed il 31 maggio dai soggetti con ricavi o compensi non superiori a 400.000 euro (ritenute d'acconto sui redditi di lavoro autonomo nonché sulle provvigioni inerenti a rapporti di commissione, di agenzia, di mediazione, di rappresentanza di commercio e di procacciamento di affari, articolo 19 decreto Liquidità);
  • ritenute, contributi previdenziali e assistenziali e premi per l'assicurazione obbligatoria per federazioni sportive nazionali, enti di promozione sportiva, associazioni e società sportive professionistiche e dilettantistiche (art. 61 del decreto Cura Italia);
  • ritenute, contributi previdenziali e assistenziali e premi per l'assicurazione obbligatoria, nonché dell'Iva per i soggetti con ricavi o compensi fino a 2 milioni di euro e per i soggetti delle province di Bergamo, Brescia, Cremona, Lodi, Piacenza (artt. 61 e 62 decreto Cura Italia).

Il decreto-legge n. 104 del 2020 (Decreto Agosto) ha previsto, all'articolo 97, la possibilità di beneficiare della rateizzazione del pagamento dei versamenti generalmente sospesi: è stato consentito di versare tali importi possono essere versati, per il 50%, in un'unica soluzione entro il 16 settembre 2020 o mediante rateizzazione, fino ad un massimo di quattro rate di pari importo a partire dal 16 settembre 2020.  Il versamento del restante 50% può essere effettuato, senza applicazione di sanzioni e interessi, mediante rateizzazione, fino ad un massimo di ventiquattro rate mensili di pari importo, con il versamento della prima rata entro il 16 gennaio 2021. 

   Con riferimento ai cd. avvisi bonari, il decreto Rilancio (articolo 144) ha considerato ex legge tempestivi, se eseguiti entro il 16 settembre 2020, i pagamenti in scadenza tra l'8 marzo e il giorno antecedente l'entrata in vigore del decreto medesimo (19 maggio 2020).

L'articolo 98 del decreto Agosto proroga al 30 aprile 2021 il termine di versamento della seconda o unica rata dell'acconto delle imposte sui redditi e dell'IRAP, dovuto per il periodo d'imposta successivo a quello in corso al 31 dicembre 2019 per i soggetti tenuti all'applicazione degli Indici di affidabilità fiscale (ISA), per i contribuenti che applicano i regimi forfetari o di vantaggio, per  coloro che partecipano a società, associazioni e imprese con redditi prodotti in forma associata, nonché a quelle che consentono di optare per il regime di cd. trasparenza fiscale

Successivamente il decreto-legge n.137 del 2020 (cd Ristori) ha previsto, all'articolo 13-quater, ulteriori e più selettive forme di sospensione, riguardanti in particolare i termini dei versamenti relativi ai contributi previdenziali e assistenziali, alle ritenute alla fonte, alle addizionali regionali e comunali e all'Iva, in scadenza nel mese di dicembre 2020.

La sospensione opera per tutte le imprese con un fatturato non superiore a 50 milioni di euro nel 2019 che hanno registrato un calo almeno del 33% del fatturato nel mese di novembre 2020 rispetto allo stesso mese del 2019 e si applica inoltre a chi ha intrapreso l'attività dopo il 30 novembre 2019.  La sospensione si applica anche, a prescindere dai requisiti relativi ai ricavi o compensi e alla diminuzione del fatturato o dei corrispettivi, a tutte le attività economiche sospese a seguito del Dpcm del 3 novembre2020, per quelle oggetto di misure restrittive con sede nelle zone rosse, per le attività dei servizi di ristorazione in zone arancioni e rosse, per tour operator, agenzie di viaggio e alberghi nelle zone rosse.  I versamenti sospesi devono essere effettuati in un'unica soluzione entro il 16 marzo 2021 o mediante rateizzazione con il versamento della prima rata entro la medesima data. Il decreto Ristori ha disposto inoltre numerose ulteriori sospensioni di versamenti. In questa sede si ricordano: 

  • l'articolo 13, che sospende i termini per i versamenti dei contributi previdenziali e assistenziali e dei premi per l'assicurazione obbligatoria contro gli infortuni sul lavoro e le malattie professionali dovuti per la competenza del mese di novembre 2020 per i datori di lavoro privati appartenenti ai settori interessati dalle misure restrittive previste dal decreto del Presidente del Consiglio del 24 ottobre 2020;
  • l'articolo 13-ter, che dispone la sospensione dei termini dei versamenti che scadono nel mese di novembre 2020 relativi alle ritenute alla fonte sui redditi da lavoro dipendente e assimilato, alle trattenute relative all'addizionale regionale e comunale e all'IVA a beneficio dei soggetti che esercitano una serie di attività economiche danneggiate dalle misure previste dal D.P.C.M. del 3 novembre 2020;
  • l'articolo 13-quinquies, che proroga il termine per il versamento della seconda o unica rata dell'acconto delle imposte sui redditi e dell'Irap a beneficio di alcuni contribuenti. Si ricorda al riguardo che il decreto Rilancio aveva considerato non  dovuto il versamento del saldo 2019 e della prima rata dell'acconto 2020 relativi all'Irap

Il decreto Sostegni (articolo 4, commi 1-3) ha differito al 30 aprile 2021 del termine di sospensione per il versamento delle entrate tributarie e non tributarie derivanti da cartelle di pagamento, avvisi di addebito e avvisi di accertamento affidati all'Agente della riscossione. Sono, pertanto, sospesi i pagamenti in scadenza dall'8 marzo 2020 al 30 aprile 2021 che devono essere effettuati entro il mese successivo alla scadenza del periodo di sospensione e, dunque, entro il 31 maggio 2021 Per i soggetti con residenza, sede legale o la sede operativa nei comuni della c.d. "zona rossa" (allegato 1 del DPCM 1° marzo 2020), la sospensione decorre dal 21 febbraio 2020.  Inoltre si dispone la sospensione, fino al 30 aprile 2021, delle attività di notifica di nuove cartelle, degli altri atti di riscossione nonché degli obblighi derivanti dai pignoramenti presso terzi effettuati, prima della data di entrata in vigore del decreto Rilancio (19 maggio 2020)  su stipendi, salari, altre indennità relative al rapporto di lavoro o impiego, nonché a titolo di pensioni e trattamenti assimilati. Fino al 30 aprile 2021, le somme oggetto di pignoramento non devono essere sottoposte ad alcun vincolo di indisponibilità ed il soggetto terzo pignorato deve renderle fruibili al debitore; ciò anche in presenza di assegnazione già disposta dal giudice dell'esecuzione.
A decorrere dal 1° maggio 2021 riprendono ad operare gli obblighi imposti al soggetto terzo debitore (e quindi la necessità di rendere indisponibili le somme oggetto di pignoramento e di versamento all'Agente della riscossione fino alla concorrenza del debito).

Tale sospensione è stata  disposta dal decreto Rilancio (articolo 154) fino al 31 agosto 2020, poi differita dal decreto Agosto (articolo 99) al 15 ottobre 2020 e dal decreto-legge n. 125 del 2020 al 31 dicembre 2020, nonché fino al 28 febbraio dal decreto-legge proroga termini (n. 183 del 2020). 

L'articolo 5 del decreto Sostegni, al comma 15, sposta il termine di versamento dell'imposta sui servizi digitali dal 16 febbraio al 16 maggio dell'anno solare successivo a quello in cui sono prodotti i ricavi derivanti dai predetti servizi, nonché quello di presentazione della relativa dichiarazione dal 31 marzo al 30 giugno del medesimo anno. Si dispone, in sede di prima applicazione, lo slittamento del termine di versamento dell'imposta sui servizi digitali dal l6 marzo al 16 maggio 2021, con riferimento alle operazioni imponibili nel 2020, nonché lo spostamento del termine di presentazione della relativa dichiarazione dal 30 aprile al 30 giugno 2021.

In precedenza, l'articolo 22-quater del decreto Proroga termini aveva posticipato il termine di versamento dell'imposta sui servizi digitali dal 16 febbraio al l6 marzo 2021 e quello di presentazione della relativa dichiarazione dal 31 marzo al 30 aprile 2021.

Il decreto Sostegni (menzionato articolo 4) ha prorogato inoltre dal 10 dicembre 2021 al 31 luglio  2021 il termine per il pagamento delle rate 2020 relative ad alcuni istituti di pace fiscale, ovvero di definizioni agevolate e di saldo e stralcio dei debiti tributari. Il medesimo provvedimento ha differito al 30 novembre 2021 il termine "ultimo" per il pagamento delle rate in scadenza nel 2021.

In particolare, per i contribuenti in regola con il pagamento delle rate 2020, da effettuarsi entro il prossimo 31 luglio 2021, il mancato, insufficiente o tardivo versamento delle rate in scadenza per l'anno 2021, non determina la perdita dei benefici della definizione agevolata se le stesse verranno corrisposte entro il 30 novembre 2021.

Entro il 30 novembre 2021, quindi, dovranno essere corrisposte integralmente:

  • le rate della rottamazione-ter e della definizione agevolata delle risorse UE scadute il 28 febbraio,  il 31 maggio e il 31 luglio 2021;
  • le rate del saldo e stralcio scadute il 31 marzo e il 31 luglio 2021.

Resta confermata la scadenza del 30 novembre 2021 per il pagamento della quarta rata in scadenza nell'anno 2021 della rottamazione-ter e della definizione agevolata delle risorse UE.

Il medesimo decreto Sostegni ha sospeso dall'8 marzo 2020 al 30 aprile 2021 delle verifiche di inadempienza che le Pubbliche Amministrazioni e le società a prevalente partecipazione pubblica devono effettuare, ai sensi dell'art. 48 bis del DPR 602/1973, prima di disporre pagamenti - a qualunque titolo - di importo superiore a cinquemila euro. La sospensione è decorsa dal 21 febbraio 2020 per i soli contribuenti che, alla medesima data, avevano la residenza, la sede legale o la sede operativa nei comuni della c.d. zona rossa (allegato 1 del DPCM 1° marzo 2020).

Sono prive di qualunque effetto anche le verifiche disposte prima del 19/5/2020 (data di entrata in vigore del DL n. 34/2020), se l'Agente della riscossione non aveva notificato il pignoramento ai sensi dell'art. 72 bis del DPR n. 602/1973.  Per le somme oggetto di tali verifiche, le Pubbliche Amministrazioni e le società a prevalente partecipazione pubblica possono quindi procedere al pagamento in favore del beneficiario.

Inoltre, il predetto provvedimento ha disposto l'annullamento dei debiti, risultanti dai singoli carichi affidati all'Agente della riscossione dal 1° gennaio 2000 al 31 dicembre 2010, che, alla data di entrata in vigore del decreto Sostegni, hanno importo residuo fino a 5 mila euro (comprensivi di capitale, interessi per ritardata iscrizione a ruolo e sanzioni).

Tra i debiti oggetto dell'annullamento sono compresi anche quelli eventualmente presenti nei piani di pagamento dei precedenti istituti di definizione agevolata e di pace fiscale contenuti nel decreto-legge n. 119 del 2018, del decreto-legge n. 34 del 2019 e della legge n. 145/2018.

I beneficiari sono:

  • le persone fisiche che hanno percepito, nell'anno d'imposta 2019, un reddito imponibile fino a 30 mila euro;
  • soggetti diversi dalle persone fisiche che hanno percepito, nel periodo d'imposta in corso alla data del 31 dicembre 2019, un reddito imponibile fino a 30 mila euro.

L'annullamento non si applica alle seguenti tipologie di carichi affidati all'Agente della riscossione:

  • debiti relativi alle "risorse proprie tradizionali" dell'Unione Europea e all'imposta sul valore aggiunto riscossa all'importazione;
  • debiti derivanti dal recupero degli aiuti di Stato considerati illegittimi dall'Unione Europea ovvero da condanne pronunciate dalla Corte dei conti;
  • multe, ammende e sanzioni pecuniarie dovute a seguito di provvedimenti e sentenze penali di condanna.

L'articolo 5 del decreto Sostegni, ai commi 1-11 e 17 consente agli operatori economici che hanno subito consistenti riduzioni del volume d'affari nell'anno 2020 (più del 30%), in conseguenza degli effetti economici derivanti dal perdurare dell'emergenza epidemiologica da COVID-19, di definire in via agevolata le somme dovute a seguito del controllo automatizzato (cd. avvisi bonari), ai fini delle imposte dirette e dell'IVA, le cui comunicazioni sono state elaborate entro il 31 dicembre 2020 (con riferimento alle dichiarazioni 2017) ovvero devono essere elaborate entro il 31 dicembre 2021 (con riferimento alle dichiarazioni 2018), qualora tali comunicazioni di irregolarità non siano state inviate per la sospensione disposta dai provvedimenti emergenziali. La definizione agevolata abbatte le sanzioni e le somme aggiuntive richieste con gli avvisi bonari; restano dovuti imposte, interessi e contributi previdenziali.

Si ricorda  inoltre che il decreto Ristori ha semplificato le procedure e le condizioni per l'accesso alla rateazione delle somme iscritte a ruolo, per le richieste presentate fino al 31 dicembre 2021. In deroga alla disciplina generale, per tali dilazioni la temporanea situazione di obiettiva difficoltà deve essere documentata solo per somme di importo superiore a centomila euro (in luogo di sessantamila euro). Per queste istanze, ove accolte, la decadenza dal beneficio si verifica solo in caso di mancato pagamento di dieci rate, anche non consecutive, in luogo di cinque. Si riaprono i termini per la rateazione del pagamento dei carichi contenuti nei piani di dilazione per i quali, prima dell'8 marzo 2020 o del 21 febbraio 2020 (quest'ultima data per i contribuenti di Lombardia e Veneto della cd. zona rossa istituita all'inizio dell'emergenza sanitaria da COVD-19), è intervenuta la decadenza dal beneficio; tali carichi possono essere nuovamente dilazionati presentando richiesta entro il 31 dicembre 2021. Infine, si consente di ripristinare la dilazione anche dei debiti per i quali, alla data del 31 dicembre 2019, si è determinata l'inefficacia delle precedenti rottamazioni delle cartelle (di cui al decreto-legge n. 193 del 2016 e 148 del 2017).

In materia di imposte dirette e IRAP si ricordano anche:

- l'articolo 20 del decreto-legge n. 23 del 2020, cd. Liquidità, che ha consentito ai contribuenti di calcolare gli acconti IRPEF, IRES e IRAP sulla base del cd. metodo previsionale (ovvero in base ai redditi che si prevede di ottenere nel periodo di impresa) in luogo del criterio storico (sulla base della dichiarazione dell'anno precedente), nel periodo d'imposta 2020 (ovvero quello successivo a quello in corso al 31 dicembre 2019), senza applicazione di sanzioni e interessi, a specifiche condizioni;

- l'articolo 98 del decreto-legge n. 104 del 2020, cd. Agosto, che proroga al 30 aprile 2021 il termine di versamento della seconda o unica rata dell'acconto delle imposte sui redditi e dell'IRAP, dovuto per il periodo d'imposta successivo a quello in corso al 31 dicembre 2019 per i soggetti tenuti all'applicazione degli Indici di affidabilità fiscale (ISA), per i contribuenti che applicano i regimi forfetari o di vantaggio, per  coloro che partecipano a società, associazioni e imprese con redditi prodotti in forma associata, nonché a quelle che consentono di optare per il regime di cd. trasparenza fiscale. La proroga è stata successivamente estesa a tutti i soggetti ISA operanti in determinati settori economici, con domicilio fiscale o sede operativa nella cd.  zona rossa prevista dal DPCM 3 novembre 2020, nonché esercenti l'attività di gestione di ristoranti in zona arancione,a prescindere dall'eventuale diminuzione del fatturato o dei corrispettivi (articolo 6 del decreto Ristori).


 I decreti emergenziali hanno introdotto numerose misure agevolative sotto forma di crediti d'imposta. Si segnalano le seguenti misure agevolative:

  •  il credito di imposta per la sanificazione degli ambienti e degli strumenti di lavoro (articolo 64 del decreto-legge Cura Italia e articolo 30 del decreto legge Liquidità, confluito nell'articolo 125 del decreto-legge Rilancio, che ha potenziato la misura e ne ha esteso l'operatività; il decreto-legge Agosto ha potenziato le risorse a disposizione per tale misura);
  • un credito di imposta pari al 60% del canone di locazione versato per i mesi di marzo, aprile e maggio 2020, relativo ad immobili non abitativi destinati all'esercizio dell'attività d'impresa, anche agricola e, di lavoro autonomo (istituito dall' articolo 28 decreto Rilancio); esso opera a specifiche condizioni per le imprese esercenti attività di commercio al dettaglio, con ricavi o compensi superiori a 5 milioni di euro. Tale credito d'imposta può essere ceduto al locatore in luogo del pagamento della corrispondente parte del canone, previo consenso del locatore stesso. Il decreto Ristori ha esteso il beneficio alle imprese operanti nei settori coinvolti dalle ulteriori restrizioni previste dalle disposizioni del DPCM 24 ottobre 2020, anche per ciascuno dei mesi di ottobre, novembre e dicembre 2020. Si tratta, in sostanza, dei settori della ricettività alberghiera, della ristorazione e della somministrazione di cibi e bevande, del turismo, dello sport e dello spettacolo, del benessere fisico, della cultura e dell'organizzazione di fiere e altri eventi. A tali soggetti l' agevolazione spetta indipendentemente dal volume di ricavi e compensi registrato nel periodo d'imposta precedente. Lo stesso provvedimento ha esteso il credito di imposta alle attività di commercio al dettaglio, cura alla persona, agenzie di viaggio e tour operator che si trovano nelle zone ad alto rischio colpite dalle restrizioni disposte dal D.P.C.M. del 3 novembre 2020 (artt. 8 e 8-bis);
  • l'ampliamento del c.d. tax credit per le edicole (articolo 98 del decreto-legge Cura Italia);
  • la possibilità (articolo 122 del decreto Rilancio), fino al 31 dicembre 2021, per i beneficiari dei crediti d'imposta per l'emergenza epidemiologica da COVID-19 di optare per la cessione, anche parziale, degli stessi ad altri soggetti, i quali possono utilizzare il credito ceduto anche in compensazione;
  • il riconoscimento (articolo 176 del decreto Rilancio), per il periodo d'imposta 2020, ai nuclei familiari di un credito, fino ad un importo massimo di 500 euro, utilizzabile per il pagamento dei servizi offerti dalle imprese turistico ricettive, bed & breakfast e agriturismo. Esso è destinato ai nuclei familiari in possesso di una dichiarazione sostitutiva unica fornita dall'Inps e con ISEE non superiore a 40 mila euro; il decreto Ristori (articolo 5) ha esteso il beneficio al periodo d'imposta 2021 e il decreto proroga termini l'ha reso utilizzabile, per una sola volta, fino al 31 dicembre 2021;
  • il credito d'imposta (articolo 81 del decreto Agosto), pari al 50% delle spese di investimento in campagne pubblicitarie effettuate, a decorrere dal 1° luglio 2020 e fino al 31 dicembre 2020, a favore delle leghe che organizzano campionati nazionali a squadre nell'ambito delle discipline olimpiche ovvero società sportive professionistiche e società ed associazioni sportive dilettantistiche iscritte al registro CONI operanti in discipline ammesse ai Giochi Olimpici e che svolgono attività sportiva giovanile;
  • il rifinanziamento (articolo 96 del decreto Agosto) di alcune misure emergenziali già previste dai decreti-legge n. 18 e n. 34 del 2020 e, in particolare, l'innalzamento da 60 a 85 milioni di euro del tetto di spesa previsto per il credito d'imposta per le imprese che effettuano investimenti pubblicitari e l'incremento dall'8 al 10 per cento del credito d'imposta riconosciuto alle imprese editrici di quotidiani e periodici iscritte al registro degli operatori di comunicazione per l'acquisto della carta utilizzata per la stampa;
  • il riconoscimento (articolo 79 del decreto Agosto) per i due periodi di imposta 2020 e 2021 il credito di imposta per la riqualificazione delle strutture ricettive turistico alberghiere istituito dal decreto legge n. 83 del 2014. L'agevolazione è prevista nella misura del 65 per cento ed è estesa anche alle strutture che svolgono attività agrituristica, agli stabilimenti termali, nonché alle strutture ricettive all'aria aperta.

Con riferimento al settore cinematografico, il decreto Rilancio consente per il 2020 una maggiore flessibilità nella ripartizione delle risorse destinate ai crediti di imposta in tale settore, anche in deroga alle percentuali previste a regime (articolo 183, co. 7); rafforza il regime straordinario di accesso al credito di imposta per gli investimenti pubblicitari (articolo 186); introduce un regime straordinario di forfettizzazione delle rese di giornali quotidiani e periodici, ai fini IVA (articolo 187); prevede un credito d'imposta, in via straordinaria per l'anno 2020, per le spese sostenute per l'acquisto, nel 2019, della carta utilizzata per la stampa di quotidiani e periodici (articolo 188) e  un credito d'imposta, per il 2020, in favore di alcune imprese editrici di quotidiani e di periodici pari al 30% della spesa effettiva sostenuta nel 2019 per l'acquisizione dei servizi di server, hosting e banda larga per le testate edite in formato digitale (articolo 190).

 

Con riferimento alle detrazioni fiscali, il medesimo decreto Rilancio ha disposto l'incremento della detrazione per l'ecobonus e sismabonus al 110 per cento per le spese sostenute a fronte di specifici interventi (efficentamento energetico, riduzione del rischio sismico, installazione di impianti fotovoltaici e di infrastrutture di ricarica per veicoli elettrici), con fruizione in 5 rate annuali di pari importo o opzione per la trasformazione in credito d'imposta o sconto (articolo 119).  L'articolo 80 del decreto Agosto ha esteso gli incentivi fiscali in materia di efficienza energetica, sismabonus, fotovoltaico e colonnine di ricarica di veicoli elettrici, anche alle dimore storiche accatastate nella categoria A/9 (castelli e palazzi di eminenti pregi artistici o storici) a condizione che siano aperte al pubblico e modifiche alla disciplina del cd. Superbonus; ulteriori modifiche hanno inteso chiarire la definizione di accesso autonomo dall' esterno e semplificare la presentazione dei titoli abilitativi relativi agli interventi sulle parti comuni.  Il provvedimento ha chiarito infine l'applicazione ai comuni del sisma Centro Italia del Superbonus al 110% per l'importo eccedente il contributo per la ricostruzione. I limiti delle spese ammesse sono aumentati del 50 per cento per gli interventi di ricostruzione riguardanti i comuni colpiti dagli eventi sismici del 2016 e 2017 e del 2009, in alternativa al contributo per la ricostruzione (articolo 57-bis). 

Si ricorda in questa sede che la legge di bilancio 2021 ha prorogato per il medesimo anno 2021 le detrazioni spettanti per le spese sostenute per interventi di efficienza energetica, di ristrutturazione edilizia, per l'acquisto di mobili e di grandi elettrodomestici, nonché per il recupero o il restauro della facciata esterna degli edifici (commi 58-59) e quelle per la sistemazione a verde di aree scoperte di immobili privati a uso abitativo (comma 75). Il provvedimento  ha modificato la disciplina della detrazione al 110% (cd superbonus), prorogandolo per gli interventi di efficienza energetica e antisismici effettuati sugli edifici fino al 30 giugno 2022.

Il decreto Rilancio consente per gli anni 2020 e 2021 di trasformare alcune detrazioni fiscali, alternativamente, in uno sconto pari al massimo al corrispettivo dovuto al fornitore o in credito d'imposta con possibilità di successiva cessione ad altri soggetti (articolo 121). Il credito di imposta è di importo pari alla detrazione spettante e può essere ceduto anche a istituti di credito e gli altri intermediari finanziari;  la trasformazione della detrazione in credito di imposta opera solo all'atto della cessione ad altri soggetti;  è stata introdotta la possibilità di esercitare la predetta opzione in relazione a ciascuno stato di avanzamento dei lavori.

In materia di Iva, si ricorda che i decreti emergenziali hanno previsto la definitiva soppressione delle c.d. clausole di salvaguardia e dei relativi aumenti Iva e accise (articolo 123 del decreto Rilancio). Inoltre, fino al 31 dicembre 2020 sono esenti, con diritto alla detrazione dell'imposta pagata sugli acquisti, le cessioni di mascherine e di altri dispositivi medici e di protezione individuale. Dal 1° gennaio 2021 a tali cessioni si applica l'aliquota Iva del 5% (articolo 124 del decreto Rilancio).

Per il 2020 il decreto Rilancio ha elevato a un milione di euro il limite per la compensazione, in F24, dei crediti tributari (articolo 147) e consente di effettuare i rimborsi fiscali senza compensazione tra il credito d'imposta e il debito iscritto a ruolo (articolo 145). L'articolo 145 del decreto legge n. 34 del 2020 consente di effettuare i rimborsi fiscali nei confronti di tutti i contribuenti senza l'applicazione della procedura di compensazione tra il credito d'imposta e il debito iscritto a ruolo. In particolare la disposizione stabilisce che nel 2020 in sede di erogazione dei rimborsi fiscali non si applica la compensazione tra il credito d'imposta e il debito iscritto a ruolo (articolo 28-ter del DPR 29 settembre 1973, n. 602).

L'articolo 5, comma 12 del decreto Sostegni proroga al 30 aprile 2021 la sospensione, in sede di erogazione dei rimborsi fiscali, dell'applicazione della compensazione tra il credito d'imposta e il debito iscritto a ruolo.

Il decreto proroga termini ha rinviato a1° gennaio 2022 la decorrenza dell'obbligo di invio dei dati al Sistema tessera sanitaria, ai fini dell'elaborazione della dichiarazione dei redditi precompilata, esclusivamente mediante memorizzazione elettronica e trasmissione telematica (articolo 3, comma 5). Sul punto è intervenuta anche la legge di bilancio 2021, che ha introdotto un nuovo quadro sanzionatorio per le violazioni attinenti agli adempimenti correlati alla memorizzazione e trasmissione telematica dei corrispettivi,  chiarendo inoltre il termine per la memorizzazione elettronica e, a richiesta del cliente, per la consegna dei documenti e differendo l'operatività dell'utilizzo dei sistemi evoluti di incasso, ai fini dell'obbligo di memorizzazione, dal 1° gennaio 2021 al 1° luglio 2021 (commi 1109-1114).

Ulteriori differimenti sono stati previsti dal decreto Rilancio per l'avvio sperimentale della cd. precompilata Iva (articolo 142); l'integrazione dell'imposta di bollo sulle fatture elettroniche inviate tramite il Sistema di Interscambio (articolo 143), sulla quale era già intervenuto il decreto Liquidità con una prima semplificazione e dilazione delle scadenze (articolo 28). In tema di precompilata IVA, l'articolo 1 del decreto Sostegni ha rinviato l'avvio dell'istituto al 1° luglio 2021, in luogo del 1° gennaio 2021. 

Si ricordano inoltre le seguenti misure:

  • il raddoppio (articolo 112 del decreto Agosto)  per il solo periodo di imposta 2020, del limite di esenzione dall'IRPEF per i beni ceduti e i servizi prestati al lavoratore; tale limite è stato quindi elevato, per il suddetto periodo di imposta, da 258,23 euro a 516,46 euro;

  • la proroga (articolo 10 del decreto Ristori) al 10 dicembre 2020 (anziché al 31 ottobre) il termine per l'invio all'Agenzia delle entrate del modello 770, che attesta le ritenute fiscali operate dai sostituti d'imposta e i relativi versamenti nel corso dell'anno d'imposta 2019;

  • la sospensione, fino al 31 dicembre 2020, degli adempimenti necessari (quali il cambio di residenza) per godere delle agevolazioni fiscali connesse all'acquisto della prima casa (articolo 24 del decreto Liquidità);
  • la neutralizzazione degli effetti fiscali delle cessioni di farmaci nell'ambito di programmi ad uso compassionevole, modalità con cui vengono attualmente ceduti i farmaci volti a contrastare il COVID 19 (articolo 27 del decreto Liquidità), nonché la detraibilità a fini Iva delle erogazioni liberali in natura per finanziare interventi di contenimento e gestione dell'emergenza (articolo 12-quater del medesimo decreto Liquidità);
  • la digitalizzazione degli atti del processo tributario, anche se la controversia è stata avviata dalle parti con modalità cartacee (articolo 29 del decreto Liquidità);
  • il rinvio al 1° luglio 2021 della cd. plastic tax, imposta sul consumo dei manufatti con singolo impiego (MACSI), nonché della cd. sugar tax (per effetto della legge di bilancio 2021);
  • l'abolizione dell'IMU dovuta nel 2020 per alcune attività produttive particolarmente colpite dalla pandemia. Inizialmente i provvedimenti emergenziali hanno previsto l'abolizione della prima rata IMU per stabilimenti balneari marittimi, lacuali e fluviali o stabilimenti termali, così come per agriturismi, villaggi turistici, ostelli della gioventù e campeggi, a condizione che i proprietari siano anche gestori delle attività. L'agevolazione è stata estesa anche per gli immobili in uso da parte di imprese esercenti attività di allestimenti di strutture espositive nell'ambito di eventi fieristici o manifestazioni (articolo 177 del decreto Rilancio). Successivamente è stata disposta l'esenzione dal pagamento anche della seconda rata IMU (articolo 78 del decreto Agosto) e, per le pertinenze delle strutture ricettive, (categoria D/2) l'incentivo è stato esteso anche alla prima rata. Il decreto Ristori ha abolito la seconda rata dell'IMU 2020 per gli immobili e le relative pertinenze in cui si svolgono le attività imprenditoriali interessate dalla sospensione disposta col D.P.C.M. 24 ottobre 2020 in ragione dell'aggravarsi dell'emergenza sanitaria, e cioè dei settori della ricettività alberghiera, della ristorazione e della somministrazione di cibi e bevande, del turismo, dello sport e dello spettacolo, della cultura e dell'organizzazione di fiere e altri eventi; tale abolizione è estesa alla vendita al dettaglio e servizi alla persona nei comuni delle aree con scenario di massima gravità e livello di rischio alto (articoli 9, 9-bis e 9-ter);
  • le modifiche alla disciplina dell'imposta di soggiorno e al contributo di sbarco o soggiorno e l'istituzione di un Fondo, per l'anno 2020, per il ristoro parziale dei comuni a seguito della mancata riscossione dell'imposta o del contributo (articolo 180 del decreto Rilancio e articolo 40 del decreto Agosto);
  • l'esonero, per alcuni soggetti, dal pagamento (fino al 31 marzo 2021) del canone patrimoniale di concessione, autorizzazione o esposizione pubblicitari nonché del canone per l'occupazione delle aree destinate ai mercati (Cosap e Tosap, art. 9-ter del decreto Ristori);
  • in ragione delle restrizioni legate all'emergenza sanitaria da COVID-19, per il solo anno 2020 sono considerate compagnie aeree che effettuano prevalentemente trasporti internazionali, e che dunque godono del regime di non imponibilità IVA di specifiche operazioni, quelle che rispettavano tale requisito nel 2019 (legge di bilancio 2021, legge n. 178 del 2020, comma 713);
  • l'estensionme (articolo 5, comma 16 del decreto Sostegni) di 3 mesi del termine massimo previsto dalla normativa fiscale vigente per effettuare il processo di conservazione digitale dei documenti tributari;

  • lo slittamento del termine per l'invio (agli interessati e all'Agenzia delle entrate) da parte dei sostituti d'imposta delle certificazioni uniche fino al 31 marzo 2021; lo slittamento, con esso, del il termine per la scelta da parte del sostituto del soggetto per il tramite del quale sono rese disponibili le comunicazioni del risultato finale delle dichiarazioni; il posticipo dal 16 al 31 marzo 2021 del termine per la trasmissione telematica all'Agenzia delle entrate, da parte dei soggetti terzi, dei dati relativi a oneri e spese sostenuti dai contribuenti nell'anno precedente, delle spese sanitarie rimborsate nonché degli altri dati riguardanti deduzioni o detrazioni; il posticipodal 30 aprile al 10 maggio 2021 del termine entro cui l'Agenzia delle entrate mette a disposizione dei contribuenti la dichiarazione dei redditi precompilata (articolo 5, commi 19-22 del decreto Sostegni). 

In ragione dell'emergenza sono stati concessi specifici incentivi fiscali per le erogazioni liberali (articolo 66 del decreto Cura Italia), in denaro e in natura, effettuate per finanziare gli interventi di contenimento e gestione dell'emergenza epidemiologica da COVID-19, estesi anche alle erogazioni in favore di enti religiosi civilmente riconosciuti. In merito alle misure alle donazioni per solidarietà sociale.

Con riferimento al settore dei giochi, il decreto-legge n. 18 del 2020 dispone la proroga del versamento del prelievo erariale unico e del canone accessorio sugli apparecchi c.d. Amusement With Prizes (AWP o new slot) e Video Lottery Terminal (VLT), del canone per la concessione della raccolta del Bingo, nonché la proroga dei termini per l'indizione, da parte dell'Agenzia delle dogane e dei monopoli, di una gara per una serie di concessioni in materia di apparecchi da divertimento e intrattenimento e gioco a distanza, la proroga dei termini per l'indizione di gare per le scommesse e il Bingo, del termine per la sostituzione degli apparecchi da gioco e per l'entrata in vigore del Registro unico degli operatori del gioco pubblico (articolo 69).

Il decreto Ristori (articolo 13-novies) stabilisce che il versamento del saldo del prelievo erariale unico sugli apparecchi da intrattenimento e del canone concessorio, relativo al quinto bimestre 2020, con scadenza al 18 dicembre 2020, sia versato nella misura del 20 per cento. Si prevede una forma di rateizzazione per le restanti somme dovute, con versamento dell'ultima rata entro il 30 giugno 2021.

Il decreto Agosto (articolo 101) proroga i termini del pagamento della seconda restante rata, una tantum, dell'offerta economica a carico della società aggiudicatrice della gara per la concessione della gestione dei giochi numerici a totalizzatore nazionale. La data per la stipula della nuova convenzione viene fissata al 1° dicembre 2021. Si stabilisce, altresì, che con determinazione direttoriale dell'Agenzia delle dogane e dei monopoli siano successivamente stabilite le modalità di corresponsione della seconda rata suddetta, in modo da garantire il pagamento dell'intero importo entro il 15 dicembre 2020.

L'articolo 100 del decreto Agosto stabilisce che la durata quindicennale delle concessioni demaniali (commi 682 e 683, legge di bilancio 2019) si applica anche alle concessioni lacuali e fluviali, alle concessioni per la realizzazione e la gestione di strutture dedicate alla nautica da diporto, inclusi i punti d'ormeggio, nonché ai rapporti aventi ad oggetto la gestione di strutture turistico ricreative in aree ricadenti nel demanio marittimo per effetto di provvedimenti successivi all'inizio dell'utilizzazione. Sono inoltre introdotte norme sui criteri di quantificazione dei relativi canoni.

 In materia di accise e dogana si segnalano le numerose misure disposte dal decreto Rilancio e, in particolare: il differimento di adempimenti e la rimessione in termini per i versamenti (artt. da 129 a 132); la proroga del pagamento dei diritti doganali in scadenza tra il 1° maggio (data in cui cessano gli effetti dell'art.92 del D.L. n.18 del 2020) e il 31 luglio 2020, senza applicazione di sanzioni ed interessi, per alcune categorie produttive in gravi difficoltà di carattere economico o sociale (articolo 161); le modifiche alla disciplina della rateizzazione del debito di accisa per il titolare di deposito fiscale (articolo 162); la proroga al 31 ottobre 2020 del pagamento dell'accisa sui prodotti da fumo e sui tabacchi da inalazione senza combustione, nonché dell'imposta di consumo sui prodotti liquidi da inalazione e sui prodotti accessori ai tabacchi da fumo, dovute per i mesi di aprile e maggio 2020 (articolo 163).

ultimo aggiornamento: 29 aprile 2021

Le misure di sostegno economico alle imprese contenute nei decreti legge afdottati tra di marzo 2020 e marzo 2021 sono riconducibili essenzialmente alle seguenti principali direttrici di intervento:

  • sostegno alla liquidità
  • sostegno alla patrimonializzazione e contributi a fondo perduto;
  • sostegno all'export e all'internazionalizzazione;
  • sospensione di taluni adempimenti e di versamenti tributari, nonché sgravi temporanei sui costi fissi delle bollette elettriche per le utenze non domestiche in bassa tensione;
  • interventi per le imprese in crisi, per la riconversione industriale e i contratti di sviluppo;
  • tutela del tessuto economico imprenditoriale nazionale attraverso modifiche, talune delle quali temporanee, all'esercizio di poteri speciali nei settori di rilevanza strategica (cd. golden power). Pe una disamina delle modifiche alla cd. "golden power", si rinvia al successivo paragrafo "banche, finanze e mercati".

E' poi opportuno segnalare gli ulteriori interventi  specificamente finalizzati a sostenere imprese appartenenti a comparti economico-produttivi particolarmente colpiti dalla crisi, quali il comparto turistico e relativo indotto. Per un esame delle misure in questione, si rinvia all'apposito tema dell'attività parlamentare.

Sostegno alla liquidità
Moratoria ex lege sui finanziamenti

Alle micro piccole e medie imprese (MPMI) che autocertifichino di avere subito temporanea carenza di liquidità in seguito all'emergenza COVID è stata data in primo luogo la possibilità di usufruire di una moratoria ex lege sui finanziamenti in essere (articolo 56 del D.L. n. 18/2020, cd. "Cura Italia"). Si deve trattare di MPMI alle quali, al 17 marzo 2020 (entrata in vigore del D.L. n. 18) sono stati accordati mutui, finanziamenti a rimborso rateale, prestiti non rateali, linee di credito e le quali, alla stessa data non presentavano esposizioni classificabili, come deteriorate. Il regime di aiuto è stato approvato dalla Commissione europea il 25 marzo 2020.

La moratoria, inizialmente disposta sino al 30 settembre 2020, è stata prorogata dapprima sino al 31 gennaio 2021, e, per le imprese del comparto turistico, per la parte concernente il pagamento delle rate dei mutui, al 31 marzo 2021 dal D.L. n. 104/2020 (articolo 65 e 77); successivamente, la misura è stata ulteriormente prorogata sino al 30 giugno 2021 dalla L. di Bilancio 2021 (L. n. 178/2020, art.1, co. 248-254). La proroga è stata autorizzata dalla Commissione UE il 10 dicembre 2020.

Le banche e gli altri soggetti finanziatori possono accedere, su richiesta, ad una garanzia, pari al 33% degli importi, rilasciata da apposita sezione speciale del Fondo di garanzia per le PMI. La sezione è stata a tal fine inizialmente dotata di 1,73 miliardi di euro per il 2020. L'importo è stato successivamente rideterminato in 1.438,4 milioni per il 2020 (ai sensi del D.L. n. 23/2020 e  dal D.L. n. 104/2020) e in 300 milioni per il 2021 (ai sensi della Legge di bilancio 2021, L. n. 178/2020, art. 1, co. 254).

La legge di bilancio 2021 (L. n. 178/2020, art.1, co. 213) ha esteso l'operatività della moratoria alle persone fisiche esercenti le attività di cui al codice Ateco 2007- Sezione K "Attività finanziarie e assicurative" e le società di agenti in attività finanziaria, alle società di mediazione creditizia, nonché le società  che svolgono le attività contrassegnate dal codice ATECO 66.21.00, ovvero le attività di periti e liquidatori indipendenti delle assicurazioni.

Per le MPMI beneficiarie della moratoria, ha operato, fino al 31 gennaio 2021, la sospensione delle segnalazioni a sofferenza alla Centrale dei rischi della Banca d'Italia e ai sistemi di informazione creditizia (D.L. n. 23/2020, articolo 37-bis, come modificato dal D.L. n. 104/2020, articolo 65). Si rinvia, sul punto, all'Addendum all'Accordo per il Credito  come successivamente prorogato nella sua operatività sino al 31 marzo 2021 tra Confindustria, ABI e le altre Associazioni imprenditoriali. Le misure previste dall'Addendum di fatto estendono la portata della moratoria ex lege. 

"Garanzia Italia" SACE

Il D.L. n. 23/2020 (articolo 1 e 13), convertito in legge n. 40/2020, ha delineato uno schema di garanzie straordinarie e transitorie sui finanziamenti bancari alle imprese, incentrato sul ruolo di SACE S.p.A. e del Fondo di garanzia delle PMI.

L'intervento in garanzia di SACE non si sovrappone a quello del Fondo di garanzia PMI, bensì lo completa, in quanto interviene per categorie di imprese medio grandi e comunque per imprese che hanno esaurito la loro capacità di accesso al Fondo di garanzia PMI.

In particolare, l'articolo 1 del D.L. n. 23/2020,  convertito in L. n. 40/2020 e  modificato dal D.L. n. 104/2020 e dalla Legge di bilancio 2021, autorizza SACE S.p.A a concedere  garanzie in favore di banche, istituzioni finanziarie nazionali e internazionali e altri soggetti abilitati all'esercizio del credito in Italia, per finanziamenti sotto qualsiasi forma da questi concessi alle imprese con sede in Italia, colpite dall'epidemia Covid-19. Possono beneficiare dei finanziamenti garantiti le imprese di qualsiasi dimensione, ma, come accennato, le PMI devono aver pienamente utilizzato la loro capacità di accesso al Fondo centrale di garanzia per le PMI, nonché  alle garanzie fornite da ISMEA relativamente alle imprese del settore agricolo, agroalimentare e della pesca. Sono escluse dal beneficio le società che, direttamente o indirettamente, controllano o sono controllate da una società residente in un Paese o territorio non cooperativo a fini fiscali.

L'operatività della misura, inizialmente prevista sino al 31 dicembre 2020 è stata prorogata fino al 30 giugno 2021 (cfr. Legge di bilancio 2021, L. n. 178/2020, art. 1, co. 206, lett. a)).

Gli impegni complessivamente assunti da SACE non devono superare i 200 miliardi di euro, di cui almeno 30 miliardi destinati alle PMI, comprendendo tra queste i lavoratori autonomi e i liberi professionisti titolari di partita IVA, nonché le associazioni professionali e le società tra professionisti.

Gli impegni assunti da SACE sono garantiti dallo Stato e, a tal fine, è stato istituito un apposito Fondo a copertura dei relativi oneri statali presso il Ministero dell'economia e delle finanze, con una dotazione iniziale pari a 1.000 milioni di euro per il 2020. Il Decreto legge n. 34/2020 ha consistentemente rifinanziato il Fondo, di 30.000 milioni di euro per l'anno 2020 (articolo 31).

La garanzia SACE è rilasciata entro il 30 giugno 2021, per finanziamenti bancari accordati alle seguenti condizioni:

  • durata non superiore a 6 anni, con la possibilità di un preammortamento fino a 36 mesi;
  • impresa beneficiaria, che al 31 dicembre 2019 non rientrava nella categoria delle imprese in difficoltà, e che al 29 febbraio 2020 non aveva nei confronti del settore bancario esposizioni deteriorate.
    Possono comunque beneficiare delle garanzie anche le imprese che sono state ammesse alla procedura del concordato con continuità aziendale, hanno stipulato accordi di ristrutturazione dei debiti o hanno presentato, in sede di procedura fallimentare, un piano idoneo a consentire il risanamento della esposizione debitoria dell'impresa e ad assicurare il riequilibrio della sua situazione finanziaria, a condizione che, alla data di presentazione della domanda, le loro esposizioni non siano classificabili come deteriorate, non presentino importi in arretrato e il finanziatore possa ragionevolmente presumere il rimborso integrale dell'esposizione alla scadenza. Sono in ogni caso escluse le imprese che presentano esposizioni classificate come sofferenze ai sensi della disciplina bancaria vigente;
  • importo del prestito garantito che, conformemente allo State Aid Temporary Framework europeo, non superiore al maggiore tra i seguenti elementi: 25 per cento del fatturato annuo relativo al 2019; doppio dei costi del personale relativi al 2019;
  • percentuale di copertura, che può essere del 70, 80 o 90 percento. Le percentuali sono inversamente proporzionali alla dimensione delle imprese.
  • assunzione da parte delle imprese beneficiarie di specifici impegni, tra i quali quello di gestire i livelli occupazionali tramite accordi sindacali e quello di non approvare la distribuzione di dividendi o il riacquisto di azioni nel corso del 2020,o,se la distribuzione di dividendi o il riacquisto di azioni al momento della richiesta di finanziamento ha già avuto luogo, l'impegno a non distribuire dividendi viene assunto per i 12 mesi successivi alla richiesta. Inoltre, le imprese beneficiarie si devono impegnare a non delocalizzare gli stabilimenti produttivi;
  • destinazione del finanziamento a determinate tipologie di spese aziendali; tra queste, per non più del 20 per cento dell'importo erogato, al pagamento di rate di finanziamenti, scadute o in scadenza nel periodo emergenziale il cui rimborso sia oggettivamente impossibile a causa dell'epidemia da COVID (qui il manuale operativo SACE) .

Per facilitare l'accesso delle imprese alle garanzie di SACE e per contrastare tentativi di infiltrazione criminale, è stata prevista l'autocertificazione. Il soggetto che eroga il finanziamento non è tenuto a svolgere accertamenti ulteriori rispetto alla verifica formale di quanto dichiarato (articolo 1-bis del D.L. n. 23/2020).

Garanzia SACE su operazioni di factoring

La "Garanzia Italia" SACE di cui all'articolo 1 del D.L. n.23/2020 si applica anche alle cessioni dei crediti con garanzia di solvenza prestata dal cedente (pro solvendo) e, a decorrere dal 1 gennaio 2021, senza di garanzia di solvenza (pro soluto) effettuate dalle imprese beneficiarie a favore di banche e intermediari finanziari. L'estensione dell'ambito di applicazione della garanzia SACE alle cessioni dei crediti pro soluto è stata disposta dalla legge di Bilancio 2021 (ar. 1, co. 206, lett. b) e co. 211). Si rinvia al sito istituzionale SACE.

Garanzia SACE su operazioni di rinegoziazione del debito

La legge di Bilancio 2021 ha esteso, a decorrere dal 1° gennaio 2021, sino al 30 giugno 2021, la garanzia SACE ad operazioni di finanziamento con rinegoziazione del debito, a date condizioni:  l'erogazione di credito aggiuntivo deve essere in misura pari ad almeno il 25 per cento dell'importo del finanziamento oggetto di rinegoziazione e il rilascio della garanzia deve essere idoneo a determinare un minor costo e/o una maggior durata del finanziamento rispetto a quello rinegoziato (art. 1, co. 206, lett.c )). In caso di rinegoziazione del debito, la quota destinata al rimborso di finanziamenti erogati dai medesimi finanziatori non è accreditata su apposito conto corrente dedicato (art. 1, co. 208).

Garanzia SACE alle imprese "mid cap", gia prestate dal Fondo garanzia PMI

La legge di bilancio 2021 ha consentito poi alle imprese "mid-cap" di accedere, a decorrere dal 1° marzo 2021 e fino al 30 giugno 2021, allo strumento "Garanzia Italia" SACE alle medesime condizioni agevolate già offerte a tale tipologia di imprese dal Fondo di garanzia PMI ai sensi dell'articolo 13, comma 1 del D.L. n. 23/2020, la cui operatività straordinaria, per le imprese "mid cap", è cessata il 28 febbraio 2021 (art. 1, co. 245 e co. 209, che ha inserito un nuovo articolo 1-bis.1 nel D.L. n. 23/2020). Si rinvia all'apposito manuale operativo SACE, del 1 marzo 2021.

Garanzia SACE su titoli del debito

Inoltre, SACE è stata autorizzata a concedere, fino al 30 giugno 2021, garanzie in favore di banche, istituzioni finanziarie nazionali e internazionali e altri soggetti che sottoscrivono in Italia prestiti obbligazionari o altri titoli di debito emessi dalle imprese ai quali sia attribuito un rating pari a BB- o equivalente. L'estensione della misura, dal 30 dicembre 2020 al 30 giugno 2021, è stata disposta dal D.L. n. 183/2020 (art. 3, comma 6-bis).

Le misure previste dall'articolo 1 e dall'articolo 13 del Decreto Legge 23/2020 sono state autorizzate dalla Commissione europea in data 14 aprile 2020 e la loro proroga è stata autorizzata il 10 dicembre 2020 (SA56963).

Garanzie statali su esposizioni di CDP

Fermo restando il limite massimo complessivo dei 200 miliardi di euro di esposizioni previsto dall'articolo 1 del D.L. n. 23/2020, il MEF è stato autorizzato a concedere, con decreto del Ministro, garanzie, anche di prima perdita, su esposizioni di Cassa depositi e prestiti assunte o da assumere entro il 30 giugno 2021 derivanti da garanzie rilasciate su portafogli di finanziamenti concessi da banche e altri soggetti abilitati all'esercizio del credito alle imprese con sede in Italia che abbiano sofferto di una riduzione del fatturato a seguito dell'emergenza epidemiologica (articolo 1, co. 13, D.L. n. 23/2020). La proroga dal 31 dicembre 2020 al 30 giugno 2021 è stata disposta dalla Legge di bilancio 2021 (art. 1, co. 206, lett. a)).

Una norma analoga è stata adottata nel D.L. n. 18/2020 (articolo 57), a favore di imprese beneficiarie finali, operanti in settori da individuarsi con decreto ministeriale e non aventi accesso alla garanzia del Fondo PMI. La garanzia dello Stato sulle esposizioni CDP è stata prevista fino all'80%. Per la misura in esame è stato istituito un apposito Fondo con una dotazione iniziale di 500 milioni di euro per il 2020, incrementabile mediante versamento di contributi da parte delle amministrazioni statali e degli enti territoriali. Al Fondosono anche versate le commissioni pagate da CDP per l'accesso alla garanzia.

Garanzie SACE in favore delle assicurazioni su crediti commerciali a breve termine

Il D.L. n. 34/2020 ha autorizzato la Società SACE a prestare garanzia a favore delle imprese di assicurazione del ramo credito sugli indennizzi generati dalle esposizioni relative a crediti commerciali a breve termine maturati dal 19 maggio 2020 (data di entrata in vigore del decreto legge) fino al 30 giugno 2021, entro il limite massimo di 2.000 milioni di euro. La proroga dal 31 dicembre 2020 al 30 giugno 2021 è stata disposta dalla Legge di bilancio 2021 (art. 1, co. 232, lett. b)).

La garanzia SACE opera in misura sul 90% degli indennizzi.

Sugli impegni di SACE anche in questo caso opera la garanzia statale. A tal fine, è stata istituita - nell'ambito del Fondo a copertura degli oneri derivanti dalle garanzie assunte da SACE una sezione speciale dotata di 1.700 milioni di euro per il 2020 (art. 31, co. 1, D.L. n. 34/2020). La sezione è alimentata, anche con le risorse finanziarie versate dalle compagnie di assicurazione a titolo di remunerazione della garanzia, al netto dei costi di gestione sostenuti da SACE S.p.A. per le attività svolte.

La Commissione europea ha autorizzato il regime di aiuti il 13 agosto 2020 (S.A.57937), nonchè la sua proroga (S.A 59681) il 15 gennaio 2021 .

Il 9 dicembre 2020, con comunicato stampa, SACE ha annunciato l'avvio dell'operatività della misura.

Nuovo intervento ordinario in garanzia di SACE 

La cd. "Garanzia Italia" SACE di cui all'articolo 1 del D.L. n. 23/2020 ha, come detto, carattere temporaneo. Il medesimo decreto legge , all'articolo 2, ha peò anche introdotto una nuova forma di operatività permanente di SACE. La Società è autorizzata a rilasciare, a condizioni di mercato e in conformità alla normativa UE, garanzie in qualsiasi forma in favore di banche, di istituzioni finanziarie nazionali e internazionali e di altri soggetti abilitati all'esercizio del credito in Italia, per finanziamenti, in qualsiasi forma, concessi alle imprese con sede in Italia, entro l'importo complessivo massimo di 200 miliardi di euro. Sugli impegni così assunti da SACE opera la garanzia statale. La disciplina attuativa è rimessa ad una normativa secondaria non ancora adottata.

 Fondo di garanzia PMI

Con riguardo al Fondo di garanzia PMI, l'articolo 13 del D.L. n. 23/2020 introduce, fino al 30 giugno 2021, un potenziamento e un'estensione dell'intervento del Fondo, in deroga alla disciplina ordinaria. Il periodo di operatività della misura è stato prorogato dal 31 dicembre 2020 al 30 giugno 2021 dalla legge di bilancio 2021 (L.n. 178/2020, art. 1, co. 244).

L'articolo 13 del D.L. n. 23 ha assorbito e rafforzatola disciplina originariamente introdotta dall'articolo 49 del D.L. n. 18/2020.  L'articolo 13 del D.L. 23/2020 è stato successivamente integrato dal D.L. n. 104/2020 (articolo 64 e 64-bis) e dalla Legge di bilancio 2021 (L. n. 160/2019, art. 1, co. 245-246 e co. 213 e 216-218).

Il regime di aiuti è stato autorizzato dalla Commissione europea (S.A. 56966) in data 13 aprile 2020, così come la sua proroga (S.A.59655), in data 10 dicembre 2020, in quanto conforme alla disciplina sugli aiuti di Stato nel contesto dell'attuele epidemia da COVID-19(State Aid Temporary Framework).

Si dà di seguito indicazione dei principali contenuti dell'operatività potenziata del Fondo, rinviando, per una analisi più approfondita al Dossier - n. 239/5 del Servizio Studi "Misure per le imprese e in materia di settori strategici, salute, lavoro, termini amministrativi e processuali. D.L. 23/2020 - A.S. 1829".

Fino al 30 giugno 2021:

  • l'intervento del Fondo di garanzia PMI è a titolo gratuito (senza pagamento di commissioni);
  • l'importo massimo garantito è elevato fino a 5 milioni di euro per singola impresa beneficiaria, la cui attività sia stata danneggiata dall'emergenza COVID-19;
  • sono ammessi all'intervento in garanzia anche finanziamenti a fronte di operazioni di rinegoziazione del debito, purché il nuovo finanziamento preveda l'erogazione di credito aggiuntivo in misura pari ad almeno il 10 per cento del debito residuo. Per i finanziamenti con rinegoziazione deliberati successivamente alla conversione in legge del D.L. n. 23/2020, il credito aggiuntivo deve essere almeno pari al 25 per cento del debito residuo. Inoltre, nei casi di rinegoziazione, al finanziatore deve trasmettere al gestore del Fondo una dichiarazione che attesta la riduzione del tasso d'interesse applicata sul finanziamento garantito;
  • si prevede il prolungamento automatico della garanzia del Fondo in caso di sospensione del pagamento delle rate di ammortamento o della sola quota capitale correlata all'emergenza COVID-19;
  • si prevede l'accesso gratuito e automatico al Fondo, con copertura del 100 percento sia in garanzia diretta che in riassicurazione, per i nuovi finanziamenti fino a 30 mila euro concessi in favore di PMI e persone fisiche esercenti attività di impresa, arti o professioni, associazioni professionali e società tra professionisti, nonchè, come previsto dal D.L. n. 104/2020 e dalla Legge di bilancio 2021 (L. n. 178/2020, art. 1, co. 213), le persone fisiche esercenti le attività di cui al codice Ateco 2007- Sezione K "Attività finanziarie e assicurative" e le società di agenti in attività finanziaria, alle società di mediazione creditizia, nonché le società  che svolgono le attività contrassegnate dal codice ATECO 66.21.00, ovvero le attività di periti e liquidatori indipendenti delle assicurazioni, di accedere fino al 30 giugno 2021.
    La stessa legge di bilancio 2021 (art. 1, co. 216-218) è intervenuta sulla durata dei finanziamenti, che possono avere, dal 1° gennaio 2021 fino al 30 giugno 2021, una durata non più di 10, ma di 15 anni. Il beneficiario dei finanziamenti già concessi, può chiedere il prolungamento della loro durata, con il mero adeguamento della componente Rendistato del tasso d'interesse applicato, in relazione alla maggiore durata del finanziamento. Quanto al criterio di calcolo del tasso di interesse,  tale tasso deve essere comunque non superiore allo 0,20 per cento aumentato del valore, se positivo, del Rendistato con durata analoga al finanziamento.Si rinvia sul punto alla recente Circolare operativa n. 1/2021 adottata dal gestore del Fondo di garanzia PMI.
  • una quota parte delle risorse del Fondo, fino ad un importo di 100 milioni di euro, è stato destinato alle predette operazioni di garanzia sui finanziamenti fino a 30 mila euro a favore degli enti non commerciali, compresi gli enti del terzo settore e gli enti religiosi civilmente riconosciuti (previsione, questa, soggettivamente estesa in tal senso dal D.L. n. 104/2020, art. 64, comma 4);
  • si dispone l'incremento della percentuale di copertura della garanzia diretta dall'80 al 90 per cento dell'ammontare di ciascun finanziamento con durata fino a 72 mesi;
  • la copertura del Fondo in riassicurazione è elevata dal 90 al 100 per cento dell'importo garantito dai Confidi o da altro fondo di garanzia, o dalle società cooperative abilitate all'esercizio del credito esclusivamente nei confronti dei propri soci ai sensi del TUB;
  • le percentuali di copertura del Fondo sono comunque elevate fino ai limiti massimi previsti dalla disciplina ordinaria (80 percento per garanzia diretta e 90 percento per riassicurazione), nelle more dell'autorizzazione UE e comunque per tutte le altre operazioni che superano i limiti di durata e importo sopra indicati, anche per durate superiori a dieci anni;
  • si ammette il cumulo tra la garanzia del Fondo con un'ulteriore garanzia sino alla copertura del 100 per cento del finanziamento concesso per i beneficiari con ammontare di ricavi non superiore a 3,2 milioni di euro;
  • l'accesso alla garanzia avviene senza applicazione del modello di valutazione del merito creditizio, ma sono in ogni caso escluse dalla garanzia le imprese che presentano esposizioni classificate come sofferenze ai sensi della disciplina bancaria;
  • per i finanziamenti garantiti di importo superiore ai 25.000 euro è prevista la possibilità per le imprese di avvalersi di un preammortamento fino a 24 mesi;
  • vi è la possibilità di cumulare la garanzia del Fondo con altre forme di garanzia, acquisite dal soggetto finanziatore per operazioni di importo superiore a 500 mila euro e durata minima di 10 anni nel settore turistico alberghiero – ivi incluso il settore termale - e delle attività immobiliari;
  • si riconosce, inoltre, un'operatività rafforzata del Fondo per le garanzie su portafogli di finanziamenti dedicati a imprese danneggiate dall'emergenza COVID-19 (art. 13, co. 1, D.L. n. 23/2020);
  • alle garanzie straordinarie del Fondo sono  ammesse, a date condizioni, anche le imprese che hanno ottenuto, su operazioni garantite dal Fondo stesso, un prolungamento della garanzia per temporanea difficoltà ( D.L. n. 104/2020, art. 64, co. 3-bis).

Fino al 28 febbraio 2021:

Sono state ammesse alla garanzia straordinaria del Fondo anche le imprese mid-cap (cioè le imprese fino a 499 dipendenti, determinati sulla base delle unità di lavoro-anno rilevate per l'anno 2019, come specificato dall'articolo 64-bis del D.L. n. 104/2020).

A decorrere dal 1° marzo 2021, la Legge di biancio 2021 ha disposto la "migrazione" delle garanzie per finanziamenti concessi in favore delle cd. mid-cap sullo strumento "Garanzia Italia" SACE di cui all'articolo 1, del D.L. 23/2020, anch'esso prorogato, come sopra detto, fino al 30 giugno 2021 (art. 1, co. 209 e 244 L. n. 178/2020).

Dunque, a decorrere dal 1 marzo 2021 fino al 30 giugno 2021, SACE concederà a favore delle "mid-cap" garanzie alle medesime condizioni già ad esse riconosciute dal Fondo di garanzia PMI: a titolo gratuito, fino alla copertura del 90 per cento del finanziamento, per un importo massimo garantito fino a 5 milioni di euro, o inferiore, tenuto conto dell'ammontare in quota capitale non rimborsato di eventuali finanziamenti assistiti dalla garanzia del Fondo di garanzia PMI.

Si rinvia alla recente Circolare n. 2 del 27 gennaio 2021 del Fondo di garanzia PMI, la quale ha anche chiarito che, nell'ambito dell'operatività su portafogli di finanziamenti, le "imprese diverse dalle PMI" con un numero di dipendenti non superiore a 499 restano comunque sempre ammissibili all'intervento del Fondo, senza alcun tipo di limitazione temporale.

Oltre alle misure straordinarie e transitorie, il D.L. n. 23/2020 è intervenuto sul funzionamento ordinario del Fondo di garanzia PMI, dunque con misure di carattere strutturale, ed in particolare:

  • ha anticipato dal 31 dicembre 2020 al 10 aprile 2020 la data in cui cessa, in taluni territori regionali, la limitazione dell'intervento del Fondo alle sole operazioni di controgaranzia
  • ha ammesso che la dotazione del Fondo possa essere incrementata mediante versamento di contributi – oltre che da parte di banche, Regioni e altri enti e organismi pubblici, ovvero con l'intervento della SACE S.p.A. e della Cassa depositi e prestiti S.p.A. – anche da soggetti privati
  • ha previsto che le risorse del Fondo disponibili per il rilascio di garanzie su singole operazioni finanziarie, siano pari ad almeno l'85 per cento della dotazione e che dunque le garanzie su portafogli di finanziamenti nonché le garanzie su portafogli di minibond, siano concesse a valere sulla parte residua;
  • ha previsto che, per le imprese che accedono al Fondo di garanzia - qualora il rilascio della documentazione antimafia non sia immediatamente conseguente - l'aiuto è concesso all'impresa sotto condizione risolutiva
  • ha previsto la garanzia gratuita all'80 per cento del Fondo anche per gli operatori di micro credito (che siano MPMI), perché possano acquisire dal sistema bancario la provvista necessaria ad operare attraverso operazioni di micro credito (a loro volta garantibili dal Fondo all'80 per cento e senza valutazione) e ha elevato da 25 mila euro a 40 mila euro l'importo massimo delle operazioni di micro credito.

Il Fondo di garanzia PMI è stato rifinanziato dal D.L. n. 23/2020 di 1.729 milioni di euro per l'anno 2020. Il  D.L. n. 34/2020, cd. D.L. Rilancio, ha rifinanziato il Fondo di ulteriori 3.950 milioni di euro per il 2020, per le già previste finalità di potenziamento ed estensione del relativo ambito di operatività.Il recente D.L. n. 104/2020, ha rifinanziato il Fondo di 3.100 milioni di euro per l'anno 2023, di 2.635 milioni di euro per il 2024 e di 1.600 milioni di euro per il 2025  (articolo 64, comma 1).

Al fine di garantire una maggior efficienza nella gestione delle risorse del Fondo, adeguando le sue disponibilità al profilo temporale delle perdite attese, gli impegni a carico del Fondo stesso possono essere assunti anche a fronte di autorizzazioni di spesa pluriennali del bilancio dello Stato, in base alla valutazione della probabilità di escussione delle garanzie, articolata per annualità, effettuata dagli organi di gestione (articolo 31, comma 2, come modificato in sede di esame in prima lettura del D.L. n. 34/2020).

Infine, il Fondo è stato rifinanziato attraverso la Riserva PON Imprese e Competitività-IC ad esso dedicata. La relativa dotazione è stata incrementata dal D.M. 6 ottobre 2020 (pubblicato in G.U. 23 novembre 2020) di 1,4 miliardi euro di risorse FESR, cosi' distribuiti:

a) 1,3 miliardi destinati alle «Regioni meno sviluppate» (Basilicata, Calabria, Campania, Puglia e Sicilia);

b) 66,9 milioni destinati alle «Regioni in transizione» (Abruzzo, Molise e Sardegna);

c) 47,6 milioni di euro destinati alle «Regioni più sviluppate» del restante territorio nazionale.

La legge di bilancio 2021 ha poi incrementato la dotazione del Fondo di garanzia PMI di 500 milioni di euro per l'anno 2022 e di 1000 milioni di euro per l'anno 2023, di 1.500 milioni di euro per l'anno 2024, di 1.000 milioni di euro per l'anno 2025 e di 500 milioni di euro per l'anno 2026. Alla copertura delle risorse, concorrono, per 500 milioni di euro per l'anno 2022, anche le risorse del Programma Next Generation EU (L. n. 178/2020, art. 1, comma 246 e 247).

Per l'attivazione delle misure, si rinvia al sito istituzionale del Fondo di garanzia PMI, in costante aggiornamento.

Garanzie ISMEA

Le disposizioni straordinarie transitorie sul Fondo di garanzia PMI dettate dal D.L. n. 23/2020 trovano applicazione, ai sensi del medesimo D.L., in quanto compatibili, anche alle garanzie rilasciate da ISMEA in favore delle imprese agricole e della pesca, nonché delle imprese forestali, dell'acquacoltura e dell'ippicoltura, dei consorzi di bonifica e dei birrifici artigianali. Per tali finalità, all'ISMEA sono stati assegnti 100 milioni di euro per l'anno 2020 (articolo 13, comma 11 del D.L. n. 23/2020).

Il  D.L. n. 34/2020 (articolo 31, comma 3) ha assegnato a all'ISMEA ulteriori 250 milioni di euro per il 2020. Il regime di aiuti  è stato autorizzato dalla Commisione UE il 21 aprile 2020 (SA.57068), nonchè la sua proroga al 31 dicembre 2021 (SA.61438), l'11 febbraio 2021. 

Si rammenta che il D.L. n. 104/2020 ha stanziato una somma pari a 200 milioni di euro per l'anno 2023, a 165 milioni di euro per il 2024 e a 100 milioni per il 2025, per le attività di garanzia sul credito agrario (articolo 64, comma 1).

Confidi

Quanto ai Confidi, il D.L. n. 23/2020 interviene con misure transitorie per la patrimonializzazione, nonché con misure strutturali che ha subordinato all'autorizzazione delle Commissione UE.

Ai Confidi si riconosce sino al 30 giugno 2021, di imputare al fondo consortile, al capitale sociale, o ad apposita riserva, i fondi rischi e gli altri fondi o riserve patrimoniali costituiti da contributi pubblici, con esclusione di quelli derivanti dalle attribuzioni annuali di cui alla L. n. 108/1996, esistenti alla data del 31 dicembre 2019 (D.L. n. 23/2020, articolo 13, comma 1, lett. n-bis. Il periodo di operatività della norma, dal 30 dicembre 2020 al 30 giugno 2021, è stato prorogato dalla L. n. 178/2020, art. 1, comma 244).

Inoltre, previa autorizzazione UE, la garanzia dei confidi, a valere sulle risorse dei fondi rischi di natura comunitaria, nazionale, regionale e camerale, può essere concessa sui finanziamenti erogati alle PMI per la quota dei finanziamenti stessi non coperta dalla garanzia del Fondo di garanzia PMI, ovvero di altri fondi di garanzia di natura pubblica. Tale previsione non è temporanea (articolo 13, comma 4).

Infine, si autorizzano i Confidi (di cui all'articolo 112 del TUB, (D. Lgs. n. 385/1993) a detenere partecipazioni nelle società che esercitano attività di micro credito (articolo 13-ter).

Inoltre, il D.L. n. 34/2020 ha disposto che i Confidi, fermo restando l'esercizio prevalente dell'attività di garanzia, possono concedere, oltre che forme di finanziamento già consentite nei confronti delle imprese consorziate o soci, altre forme di finanziamento sotto qualsiasi forma, ai sensi dell'articolo 106, comma 1 del Testo Unico bancario, D.Lgs. n. 385/1993 , non più solo dunque in via residuale ed entro i limiti massimi stabiliti dalla Banca d'Italia (art. 31-bis).

Altre misure a sostegno della liquidità

Quanto alle misure di sostegno alla liquidità delle imprese, si segnala (art. 54, D.L. n. 18/2020 e articolo 12 D.L. n. 23/2020)  il rifinanziamento, per 400 milioni di euro per il 2020, e il potenziamento dell'operatività del Fondo di solidarietà per i mutui per l'acquisto della prima casa (cd. "Fondo Gasparrini", di cui all'art. 2, co. 475 e ss., L. n. 244/2007), esteso in via transitoria ai lavoratori autonomi e liberi professionisti, inclusi imprenditori individuali e ai piccoli imprenditori ex art. 2083 cc..

In particolare, fino al 9 aprile 2022, l'applicabilità dei benefici del Fondo è concessa anche ai mutui in ammortamento da meno di un anno, in deroga alla disciplina generale del Fondo medesimo (D.L. n. 23/2020, art. 12, co. 1 e art.13-octies del D.L. n. 137/2020).

 Fino al 31 dicembre 2021, la banca è tenuta alla sospensione dalla prima rata in scadenza successiva alla data di presentazione della domanda di sospensione del pagamento.

Sul cd. "Fondo Gasparrini" e sulla sua operatività straordinaria e temporanea, si rinvia, per approfondimenti, al sito istituzionale del Ministero dell'economia e finanze, dipartimento del Tesoro.

Il D.L. n. 18/2020 ha inoltre disposto la sospensione per l'anno 2020 delle rate dei mutui erogati dal Fondo di solidarietà per le vittime dell'usura e le rate dei finanziamenti concessi con la garanzia del Fondo per la prevenzione del fenomeno dell'usura (art. 54-quater). Tale Fondo viene poi rifinanziato di 10 milioni di euro, per l'esercizio 2020 (articolo 26-bis del D.L. n. 34/2020).

Lo stesso D.L. n. 18/2020 ha previsto, per le imprese beneficiarie di mutui agevolati concessi da INVITALIA, ubicate nei territori dei primi comuni maggiormente colpiti dall'epidemia di COVID-19 (di cui all'Allegato 1 al D.P.C.M. 1 marzo 2020) la possibilità di beneficiare della sospensione di dodici mesi del pagamento delle rate con scadenza non successiva al 31 dicembre 2020 e di un corrispondente allungamento della durata dei piani di ammortamento (art. 72-ter).

 

Infine, il D.L. n. 34/2020 (articolo 115) è intervenuto sulla problematica dei ritardi di pagamento verso le imprese da parte delle pubbliche amministrazioni, istituendo un Fondo, con una dotazione di 12 miliardi di euro per il 2020, per assicurare un'anticipazione di liquidità destinata al pagamento di debiti commerciali certi, liquidi ed esigibili di Regioni, province autonome, enti locali ed enti del Servizio sanitario nazionale.

Stato di attuazione delle misure sulla liquidità

Il 24 marzo 2021, la Task Force per le misure sostegno della liquidità (MEF, MISE, BANCA D'ITALIA, ABI, MEDIO CREDITO CENTRALE, SACE) ha pubblicato un comunicato (qui il link) in cui ha diffuso i dati attuativi settimanali aggiornati relativi alle moratorie, alle garanzie SACE e Fondo di garanzia PMI.

Secondo i dati, le domande di adesione alle moratorie su prestiti sono oltre 2,7 milioni, per un valore di circa 294 miliardi. Superano quota 149 miliardi le richieste di garanzia per i nuovi finanziamenti bancari per le micro, piccole e medie imprese presentati al Fondo di Garanzia per le PMI. Attraverso 'Garanzia Italia' di SACE i volumi dei prestiti garantiti raggiungono i 22,3 miliardi di euro, su 1.699 richieste ricevute.

Si rimanda, anche, a Banca d'Italia, Dati sulle moratorie e gli strumenti di liquidità (data di riferimento: 12 marzo 2021) e a Banca d'Italia "Seganalazioni relative all'accesso alle misure di sostegno per famiglie e imprese" (10 marzo 2020).

Si rinvia, infine:

Sostegno all'export e internazionalizzazione delle imprese
Garanzia dello Stato sugli impegni assicurativi SACE

Quanto al sostegno all'esportazione e all'internazionalizzazione, con il D.L. n. 23/2020, è stato riformato il sistema della garanzia dello Stato sugli impegni assicurativi assunti da SACE, con l'introduzione di un nuovo sistema di coassicurazione. A decorrere dal 1° gennaio 2021, gli impegni derivanti dall'attività assicurativa della Società sono assunti dallo Stato e da SACE S.p.A. in una proporzione pari, rispettivamente, al 90 e al 10 per cento (articolo 2).

Inoltre, si dispone che SACE S.p.A. favorisca l'internazionalizzazione del settore produttivo italiano, privilegiando gli impegni nei settori strategici per l'economia italiana, nonché gli impegni per operazioni destinate a Paesi strategici per l'Italia. A tal fine sono considerati strategici  la filiera agricola nazionale, i settori del turismo e dell'agroalimentare italiano, il settore tessile, della moda e degli accessori, lo sviluppo di piattaforme per la vendita on line dei prodotti del Made in Italy, le camere di commercio italiane all'estero, le fiere, i congressi e gli eventi, anche digitali, rivolti a sostenere lo sviluppo dei mercati, la formazione e il Made in Italy nei settori dello sport, della cultura, dell'arte, della cinematografia, della musica, della moda, del design e dell'agroalimentare.

Governance di SACE

Quanto alla governance di SACE, il D.L. n. 23/2020 (articolo 3) e il D.L. n. 104/2020 (articolo 67) hanno previsto il riassetto del Gruppo. SACE è società a totale partecipazione di Cassa depositi e prestiti S.P.A., controllata dallo Stato. A sua volta, SACE detiene il 76% di SIMEST, insieme alla quale costituisce il polo dell'export e dell'internazionalizzazione del Gruppo Cassa depositi e prestiti.

La riforma della governance, operata con il D.L. n. 23/2020, per esplicita previsione normativa, è stata adottata in considerazione del potenziamento del ruolo strategico della Società nell'attuazione delle misure di sostegno all'esportazione e all'internazionalizzazione delle imprese e di rilancio degli investimenti, anche nell'ambito della strategia di contrasto agli effetti economico-finanziari dell'emergenza da Covid-19. Con la riforma, SACE è stata sottratta all'attività di direzione e coordinamento di CDP. In suo luogo, si prevede un'attività concertativa tra MEF e CDP circa l'esercizio da parte di CDP dei diritti derivanti dalla sua partecipazione in SACE. A sua volta il MEF, su talune attività (inerenti il sostegno all'internazionalizzazione delle imprese), agisce di concerto con il MAECI.

Il riassetto societario, previsto con il successivo D.L. n. 104/2020, è stato motivato in ragione del ruolo svolto dal Gruppo SACE, e del conseguente legame che si è creato con il bilancio pubblico. In particolare, il D.L. n. 23/2020 ha disposto che:

  • CDP S.p.A. concordi preventivamente con il MEF, sentito il MAECI, l'esercizio dei diritti di voto derivanti dalla partecipazione in SACE S.p.A.;
  • SACE S.p.A. non sia soggetta all'attività di direzione e coordinamento di CDP S.p.A., e consulti preventivamente:
    • il Ministero dell'economia e finanze (MEF) in ordine alle decisioni aziendali rilevanti ai fini dell'efficace attuazione delle misure di rilancio degli investimenti, con particolare riferimento alle decisioni relative all'assunzione di impegni e al recupero dei crediti;
    • il MEF e il Ministero degli Affari esteri e della cooperazione internazionale in ordine alle decisioni aziendali rilevanti ai fini dell'efficace attuazione delle misure di sostegno all'internazionalizzazione delle imprese, con particolare riferimento alle decisioni relative all'assunzione di impegni e al recupero dei crediti (articolo 3).

Il D.L. n. 104/2020  ha previsto, in ordine al riassetto del Gruppo SACE, un previo accordo tra il Ministero dell'economia e delle finanze e Cassa depositi e prestiti (CDP) S.p.A. Il riassetto sarà poi determinato con decreto del Ministro dell'economia e delle finanze (MEF), da adottarsi di concerto con il Ministro degli affari esteri e della cooperazione internazionale (MAECI), sottoposto alla registrazione della Corte dei conti. Il decreto determinerà il valore di trasferimento delle partecipazioni interessate ritenuto congruo dalle parti (MEF e CDP).

SACE S.p.A. deve, inoltre, consultare preventivamente il MEF e il MAECI anche sulle decisioni relative alla partecipata SIMEST S.p.A. (articolo 67).

Sostegno all'internazionalizzazione

Interventi a sostegno dell'export e dell'internazionalizzazione delle imprese, settori fortemente colpiti dagli effetti dell'attuale pandemia, sono stati adottati con il D.L. n. 18/2020, con il D.L. n. 34/2020, con il D.L. n. 137/2020 e con il recente D.L. n. 41/2021.

In particolare, il D.L. n. 18/2020 (articolo 72) ha istituito un nuovo Fondo per la promozione integrata verso i mercati esteri. Il Fondo, inizialmente finanziato per il solo anno 2020 è stato finalizzato:

  • alla realizzazione, anche attraverso ICE, di una campagna straordinaria di comunicazione volta a sostenere le esportazioni italiane e l'internazionalizzazione del sistema economico nazionale nel settore agroalimentare e negli altri settori colpiti dall'emergenza derivante dalla diffusione del Covid-19;
  • al potenziamento delle attività di promozione del sistema Paese realizzate, anche mediante la rete all'estero, dal MAECI e da ICE. Il D.L n. 183/2020 (D.L. "Proroga termini" art. 14, co. 1) proroga dal 31 dicembre 2020 al 31 dicembre 2021 la misura in esame e la relativa convenzione stipulata con ICE;
  • cofinanziamento di iniziative di promozione dirette a mercati esteri realizzate da altre amministrazioni pubbliche mediante la stipula di apposite convenzioni;
  • all'erogazione di cofinanziamenti a fondo perduto fino al cinquanta per cento dei finanziamenti concessi alle imprese che operano sui mercati esteri a valere sul Fondo di cui all'articolo 2, primo comma, del D.L. n. 251/1981 (cd. Fondo Legge n. 394/1981);
  • alla stipula da parte del il MAECI, fino al 31 dicembre 2020, di convenzioni con enti pubblici e privati per l'acquisizione di servizi di consulenza specialistica in materia di internazionalizzazione del sistema Paese (articolo 48 del D.L. n. 34/2020).

Il Fondo per la promozione integrata è stato inizialmente dotato di 150 milioni di euro per l'anno 2020 e poi rifinanziato di 250 milioni  per lo stesso anno dal  D.L. n. 34/2020 (articolo 48).

Per la specifica finalità inerente la concessione di cofinanziamenti a fondo perduto alle imprese esportatrici che ottengono finanziamenti agevolati a valere sul Fondo L. 394/1981, il Fondo per la promozione integrata è stato rifinanziato di:

  • 63 milioni di euro per  il 2020 dal D.L. n. 104/2020 (articolo 91, comma 3). Il D.L. n. 137/2020 ha previsto che, a valere su tale stanziamento e nel rispetto delle disposizioni dell'UE in materia di aiuti di Stato, possano essere concessi, per il tramite di Simest SpA, a favore degli enti fieristici italiani, contributi a fondo perduto commisurati ai costi fissi sostenuti dal 1° marzo 2020 e non coperti da utili, misure di sostegno erogate da pubbliche amministrazioni o da altre fonti di ricavo, secondo termini, modalità e condizioni stabiliti con delibera del Comitato agevolazioni amministratore del Fondo. Per tale specifica finalità, il Fondo è stato rifinanziato di ulteriori 150 milioni per l'anno 2021 dal recente D.L. n. 41/2021 (A.S. 2144).
  • di 200 milioni di euro per il 2020 dal  D.L. n. 137/2020 (art. 6, co. 2) e di ulteriori 100 milioni di euro dal D.L. n. 157/2020 (poi decaduto, ma il rifinanziamento è stato trasposto nell'art. 6-bis, comma 14 del D.L. n. 137/2020, in sede di conversione in L. n. 176/2020);
  • di  610 milioni di euro per il 2021 e di 60 milioni di euro per ciascuno degli anni 2022 e 2023 dalla Legge di bilancio 2021 (art. 1, co. 145 e art. 1, co. 1142, lett. b)) della L. n. 178/2020).

Contestualmente, anche il Fondo Legge n. 394/1981 è stato rifinanziato  - per complessivi 1.400 milioni di euro per il 2020 con i decreti legge adottati per far fronte all'emergenza epidemiologica da COVID-19 (art. 54-bis D.L. n. 18/2020, art. 48 D.L. n. 34/2020, art. 91, co. 2 D.L. n. 104/2020, art. 6 D.L. n. 137/2020, art.12, comma 6 D.L. n. 157/2020 confluito nell'art. 6-bis, co. 14 del D.L. n. 137/2020) - e potenziato nella sua operatività sino al 31 giugno 2021 dal D.L. n. 34/2020 (articolo 48) e dalla Legge di bilancio 2021.

In particolare, con tale legge, si è esteso dal 31 dicembre 2020 al 30 giugno 2021 la disposizione per cui i finanziamenti agevolati a valere sul predetto Fondo rotativo per l'internazionalizzazione delle imprese sono esentati, a domanda del richiedente, dalla prestazione della garanzia, in deroga alla vigente disciplina relativa al Fondo stesso (art. 1, co. 1142, lett. c)). Il Fondo è stato rifinanziato di  1.085 milioni di euro per il 2021 e 140 milioni di euro per ciascuno degli anni 2022 e 2023.

Il Decreto legge Agosto ha istituito una sezione del Fondo dedicata al supporto ai processi di internazionalizzazione degli enti fieristici italiani, costituiti in forma di società di capitali, cui è destinata una quota parte del rifinanziamento del Fondo (300 milioni per il 2020) autorizzato dallo stesso decreto legge (D.L. n. 104/2020, articolo 91, co. 2). Tale quota parte è fissata dal Comitato Agevolazioni, amministratore del Fondo stesso.  Il successivo D.L. n. 137/2020, all'articolo 6, ha esteso l'ambito soggettivo e oggettivo di applicazione della Sezione: tra i beneficiari sono state incluse anche le imprese aventi come attività prevalente l'organizzazione di eventi fieristici di rilievo internazionale.   

Il  D.L. n. 104/2020 ha rifinanziato, inoltre, di 100 milioni per il 2020 il Fondo rotativo per operazioni di venture capital di cui all'articolo 1, comma 932, della L. n. 296/2006, estendendone contemporanemante l'ambito di operatività a tutti gli Stati e territori esteri anche appartenenti all'Unione europea. Nella formulazione previgente, l'ambito di operatività dello stesso comprendeva tutti gli Stati non appartenenti all'Unione europea. Inoltre, gli interventi del Fondo possono ora riguardare anche iniziative promosse dalle start-up innovative.

Il Decreto del Ministero degli affari esteri e della cooperazione internazionale, D.M. 19 ottobre 2020, ha conseguentemente modificato la disciplina attuativa del Fondo, contenuta nel D.M. 9 marzo 2020.

Il D.L. n. 34/2020 (articolo 48) ha autorizzato  poi l'ICE ad assumere, nei limiti della dotazione organica, un contingente massimo di 50 unità di personale non dirigenziale con contratti di lavoro a tempo determinato della durata massima di 12 mesi, equiparato, ai fini economici, al personale appartenente alla terza area funzionale, posizione economica F1.

Lo stesso decreto ha autorizzato la spesa di 5 milioni di euro per il 2020 per lo sviluppo, da parte delle Camere di commercio italiane all'estero (CCIE), in stretto collegamento con le comunità di affari residenti all'estero, dei servizi di informazione, dell'export management e della promozione di contatti commerciali per le PMI, anche attraverso piattaforme digitali (articolo 48).

Sostegno alla patrimonializzazione delle imprese e interventi a fondo perduto

Le misure in questione sono state introdotte a partire dal D.L. n. 34/2020 cd. "Decreto Rilancio", alla luce delle integrazioni intervenute alla disciplina del Quadro europeo degli aiuti di Stato ammissibili nell'attuale epidemia da COVID (cfr. Comunicazione della Commissione UE dell'8 maggio (C(2020 3156 final) ).

Si tratta, in particolare, dei seguenti interventi:

  • contributi a fondo perduto per le imprese con ricavi fino a 5 milioni di euro (art. 25);
  • rafforzamento patrimoniale per le imprese con ricavi compresi tra i 5 ed i 50 milioni di euro (art. 26)
  • sostegno alla ricapitalizzazione attraverso il patrimonio destinato di Cassa Depositi e Prestiti per le imprese con fatturato superiore a 50 milioni di euro (art. 27).

Contributi a fondo perduto nell'anno 2020 per imprese con ricavi fino a 5 milioni di euro

Per l'anno 2020, un primo contributo a fondo perduto è stato riconosciuto ai soggetti esercenti attività d'impresa, di lavoro autonomo e di reddito agrario, titolari di partita IVA, con volume d'affari di massimo 5 milioni e che abbiano registrato un calo del fatturato del mese di aprile 2020 pari ad almeno il 33% rispetto al mese di aprile 2019. La misura del contributo è stata variabile in relazione al fatturato, con un valore minimo di 1.000 euro per le persone fisiche e di 2.000 euro per i soggetti diversi dalle persone fisiche: la platea è stata estesa dal decreto-legge cd. Agosto (art. 60, co 7-sexies del D.L. n. 104 del 2020).

Il contributo è stato erogato dall'Agenzia delle Entrate (mediante accreditamento diretto in conto corrente bancario o postale intestato al beneficiario) applicando una percentuale alla differenza tra l'ammontare del fatturato e dei corrispettivi del mese di aprile 2020 e l'ammontare del fatturato e dei corrispettivi del mese di aprile 2019, pari al 20% per soggetti con ricavi o compensi fino a 400mila euro, 15% per soggetti con ricavi o compensi da 400mila euro a 1 milione, 10% per soggetti con ricavi o compensi superiori a 1 milione di euro e fino a 5 milioni di euro. Per la misura in esame, l'ammontare dei contributi erogati si è attestato sui 6,7 miliardi di euro complessivi.

A seguito delle limitazioni all'esercizio delle attività produttive introdotte nel periodo autunnale per far fronte all'incremento delle infezioni da COVID-19, con il D.P.C.M. 24 ottobre 2020 e con il D.P.C.M. 3 novembre 2020 , il D.L. n. 137/2020 (articolo 1), successivamente integrato ed esteso dal D.L. n. 149/2020 (articolo 1 e 2 e art. 8, poi trasfusi, in sede di conversione in legge del D.L. n. 137, in quest'ultimo decreto), ha riconosciuto per l'anno 2020:

  • un contributo a fondo perduto ai titolari di partite IVA, attiva alla data del 25 ottobre 2020, con attività prevalente nei settori economici indicati per codice ATECO nell'Allegato 1 del D.L., pregiudicati dalle limitazioni  (articolo 1). Con il D.L. n. 149/2020 sono stati aggiunti all'elenco ulteriori settori economici nell'Allegato 1 (articolo 1, comma 1). Il contributo non spetta ai soggetti che hanno attivato la partita IVA a partire dal 25 ottobre 2020.
    Il contributo è stato riconosciuto a condizione che l'ammontare del fatturato e dei corrispettivi del mese di aprile 2020 fosse inferiore ai due terzi dell'ammontare del fatturato e dei corrispettivi del mese di aprile 2019. Il contributo è stato riconosciuto, anche in assenza dei requisiti di fatturato, ai soggetti riportati nell'Allegato 1 che hanno attivato partita IVA a decorrere dal 1° gennaio 2019.  Le quote di contributo sono state differenziate per settore economico pregiudicato dalle limitazioni, ai sensi di quanto indicato nell'Allegato 1 del D.L. n. 137/2020, come integrato dal D.L. n. 149/2020.
    Per i soggetti che già avevano beneficiato del contributo a fondo perduto previsto dal cd. Decreto Rilancio (art. 25), il contributo è stato riconosciuto come quota del contributo già erogato. In ogni caso, l'importo massimo del contributo è stato fissato in 150.000 euro.
    Il D.L. n. 149/2020 ha poi riconosciuto una maggiorazione del contributo a fondo perduto, aumentando di un ulteriore 50% la quota indicata nell'Allegato 1 del D.L. n. 137/2020 per i seguenti operatori economici: gelaterie e pasticcerie; gelaterie e pasticcerie ambulanti; bar e altri esercizi simili senza cucina; alberghi. L'aumento riguarda esclusivamente gli operatori con domicilio fiscale o sede operativa nelle aree del territorio nazionale caratterizzate da uno scenario di elevata o massima gravità e da un livello di rischio alto (c.d. zone arancioni e rosse) ai sensi delle ordinanze del Ministro della Salute;
  • un contributo a fondo perduto per coloro che, alla data del 25 ottobre 2020, avevano partita IVA attiva, il domicilio fiscale o la sede operativa nelle regioni individuate come zone di massima gravità con le ordinanze del Ministro della Salute ai sensi dell'articolo 3 decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri del 3 novembre 2020 (c.d. zone rosse) e hanno dichiarato di svolgere come attività prevalente una di quelle riferite ai codici ATECO riportati nell'Allegato 2 del D.L. n. 149/2020 (poi trasfuso nell'Allegato 2 del D.L. n. 137/2020). Il valore del contributo è stato calcolato in relazione alle percentuali riportate nell'Allegato 2. Il D.L. n. 154/2020 ha integrato l'allegato 2 inserendo tra i codici ATECO anche quello relativo al commercio al dettaglio di calzature e accessori (art. 1-bis, 19-bis e Allegato II del D.L. n. 137/2020). 

Contributi a fondo perduto nell'anno 2021 per le imprese con ricavi fino a 10 milioni di euro

Per l'anno 2021, il recente D.L. n. 41/2021 Sostegni (A.S. 2144) riconosce un contributo a fondo perduto ai soggetti colpiti dall'emergenza epidemiologica che svolgono attività d'impresa, arte o professione, titolari di partita IVA residenti o stabiliti nel territorio dello Stato, e soggetti titolari di reddito agrario (articolo 1).

Il nuovo decreto legge interviene in ragione del perdurare dell'emergenza epidemiologica da Covid-19 e della conseguente necessità ed urgenza di introdurre nuove e più incisive misure a sostegno dei settori economici e lavorativi direttamente interessati dalle misure restrittive. Nel decreto-legge, viene superata la precedente impostazione, adottata nel 2020 nei D.L. Ristori, che vincolava i contributi alla sede dell'impresa nelle zone maggiormente soggette a misure restrittive e alla classificazione delle attività economiche interessate, individuate tramite i codici ATECO.

I contributi previsti dal D.L. n. 41/2021 sono destinati ai soggetti i cui compensi o ricavi nel 2019 non superino i 10 milioni di euro. L'ammontare medio mensile del fatturato/corrispettivi dell'anno 2020 deve essere inferiore almeno del 30% rispetto a quello del 2019. Per i coloro  che hanno iniziato l'attività a partire dal 1° gennaio 2019, il contributo spetta anche in assenza del requisito del calo di fatturato/corrispettivi. Il contributo è riconosciuto, nei limiti dei requisiti previsti, anche per coloro che hanno attivato una partita IVA dal 1° gennaio 2020.

L'ammontare del contributo è calcolato applicando una percentuale alla differenza tra l'ammontare medio mensile di fatturato/corrispettivi del 2020 e quello del 2019.

La percentuale è inversamente proporzionale ai ricavi/compensi registrati nel 2019:

a) 60% per i soggetti con ricavi e compensi del 2019 non superiori a 100 mila euro;

b) 50% per i soggetti con ricavi o compensi del 2019 superiori a 100 mila euro e fino a 400 mila euro;

c)  40% per i soggetti con ricavi o compensi del 2019 superiori a 400 mila euro e fino a 1 milione di euro;

d)  30% per i soggetti con ricavi o compensi del 2019 superiori a 1 milione di euro e fino a 5 milioni di euro;

e)  20% per i soggetti con ricavi o compensi del 2019 superiori a 5 milioni di euro e fino a 10 milioni di euro.

Per tutti, l'importo del contributo non può comunque essere superiore a 150 mila euro ed è riconosciuto in misura non inferiore a 1.000 euro per le persone fisiche e a 2.000 euro per le persone giuridiche.

Inoltre, il contributo non concorre alla formazione della base imponibile delle imposte sui redditi; non rileva altresì ai fini del rapporto di deducibilità degli interessi passivi, delle spese e degli altri componenti negativi del reddito e non concorre alla formazione del valore della produzione netta ai fini dell'IRAP.

A scelta irrevocabile del contribuente, il contributo a fondo perduto è riconosciuto nella sua totalità anche sotto forma di credito d'imposta, da utilizzare esclusivamente in compensazione (senza i limiti a tal fine previsti dalla disciplina vigente).

L'istanza di accesso ai contributi deve essere presentata, a pena di decadenza, per via telematica, all'Agenzia delle entrate a partire dal giorno 30 marzo 2021 e non oltre il giorno 28 maggio 2021. Il contributo è erogato dall'Agenzia, secondo le modalità già fissate nel 2020, dell'articolo 25 del D.L. Rilancio (D.L. n. 34 del 2020). Per la misura in esame, l'onere stimato è di 11.150 milioni per il 2021.

Il D.L. n. 41/2021 ha abrogato i commi 14-bis ed 14-ter dell'art. 1 del D.L. n. 137/2020, che prevedevano, per l'anno 2021, un contributo a fondo perduto per gli operatori con sede nei centri commerciali e gli operatori delle produzioni industriali del comparto alimentare e delle bevande, individuati con i codici ATECO e interessati dalle restrittive del decreto del D.P.C.M. 3 novembre 2020 .

Rafforzamento patrimoniale per le imprese con ricavi compresi tra i 5 ed i 50 milioni di euro

Per far fronte alla crisi delle imprese determinata dalla pandemia, sono state introdotte misure di rafforzamento patrimoniale delle imprese di piccole e medie dimensioni, sotto forma di: un credito di imposta a fronte di investimenti in società italiane che hanno subito una riduzione dei ricavi; un credito d'imposta sulle perdite registrate nel 2020; un fondo per il sostegno e rilancio del sistema economico-produttivo italiano, denominato Fondo Patrimonio PMI, finalizzato a sottoscrivere obbligazioni o titoli di debito di nuova emissione delle società di media dimensione, alle condizioni di legge (articolo 26). La disciplina è stata modificata ed estesa con la Legge di bilancio 2020.

Le società che possono beneficiare delle agevolazioni per il rafforzamento patrimoniale sono società di capitali (società per azioni, società in accomandita per azioni, società a responsabilità limitata, anche semplificata, società cooperative, società europee e società cooperative europee) aventi sede legale in Italia che non operano nei settori bancario, finanziario e assicurativo e che:

  • abbiano un ammontare di ricavi, nell'anno 2019, tra i 5 milioni e i 50 milioni (nel caso di accesso ai benefici del fondo i ricavi devono essere tra 10 e 50 milioni di euro). Se società appartenenti ad un gruppo, si fa riferimento ai ricavi consolidati;
  • abbiano subito, a causa dell'emergenza Covid-19, nei mesi di marzo e aprile 2020, una riduzione complessiva dei ricavi, rispetto allo stesso periodo 2019, non inferiore al 33%. Se società appartenenti ad un gruppo, si fa riferimento ai ricavi consolidati;
  • abbiano deliberato tra il 20 maggio 2020 ed il 31 dicembre 2020, ovvero entro il 30 giugno 2021, nel caso di credito d'imposta sulle perdite 2020 o di accesso al Fondo Patrimonio PMI, un aumento di capitale a pagamento e integralmente versato.

Vengono poi indicate specifiche condizioni ulteriori per l'accesso ai benefici (tra le quali, non essere una società  sottoposta a procedura concorsuale e non essere, alla data del 31 dicembre 2019, impresa in difficoltà, ovvero società non in regola dal punto di vista delle norme contributive, fiscali e con quelle in materia di normativa edilizia ed urbanistica, del lavoro, della prevenzione degli infortuni e della salvaguardia dell'ambiente; nonché essere soggetta a misure di prevenzione secondo la normativa antimafia, etc., cfr. art. 26, co. 2 e 2-bis).

Credito di imposta a fronte di investimenti in società italiane che hanno subito una riduzione dei ricavi

Il credito d'imposta, pari al 20%, spetta a favore di persone fisiche e giuridiche che effettuano conferimenti in denaro, per un ammontare non superiore ai 2 milioni di euro, in una o più società di capitali aventi sede legale in Italia, ovvero in stabili organizzazioni in Italia di imprese con sede in Stati membri dell'Unione europea o in Paesi appartenenti allo Spazio economico europeo (SEE), che hanno subito, a causa dell'emergenza Covid-19, nei mesi di marzo e aprile 2020, una riduzione complessiva dei ricavi, rispetto allo stesso periodo 2019, non inferiore al 33%.

Il credito è concesso, come detto, a condizione che l'aumento di capitale sia stato sottoscritto e versato entro il 31 dicembre 2020 e gli investitori si impegnino a detenere la partecipazione nella società fino al 31 dicembre 2023.

La distribuzione di riserve, di qualsiasi tipo, prima di tale data da parte della società oggetto del conferimento in denaro comporta la decadenza dal beneficio e l'obbligo del contribuente di restituire l'ammontare detratto, unitamente agli interessi legali (art. 26, co. 4 e 5).

L'investimento può essere effettuato anche per il tramite di OICR residenti in Italia o in Stati Membri UE/SEE, che investono in misura superiore al 50% nel capitale sociale delle imprese.

Il credito d'imposta è utilizzabile nella dichiarazione dei redditi relativa al periodo d'imposta in cui l'investimento è effettuato e in quelle successive, fino a quando non se ne conclude l'utilizzo nonché, a partire dal decimo giorno successivo a quello di presentazione della dichiarazione relativa al periodo d'imposta in cui l'investimento è effettuato, anche in compensazione e non concorre alla formazione reddito ai fini delle imposte sui redditi e del valore della produzione ai fini IRAP.

Credito d'imposta sulle perdite registrate nel 2020

La società conferitaria dell'aumento di capitale può usufruire, a seguito dell'approvazione del bilancio per l'esercizio 2020, di un credito d'imposta pari al 50% delle perdite eccedenti il 10% del patrimonio netto, calcolato al lordo delle perdite stesse, fino a concorrenza del 30% dell'aumento di capitale e comunque nei limiti previsti dalla disciplina sugli aiuti di Stato nel contesto dell'attuale pandemia da COVID-19 (800.000 euro, ovvero 120.000 euro per le imprese operanti nel settore della pesca e dell'acquacoltura o 100.000 euro per le imprese operanti nel settore della produzione primaria di prodotti agricoli).

La legge di bilancio 2021 (L. n. 178/2020, art. 1, co. 263) ha innalzato la percentuale dal 30 al 50% per gli aumenti di capitale deliberati ed eseguiti nel primo semestre del 2021.

La distribuzione di qualsiasi tipo di riserve prima del 1° gennaio 2024, ovvero del 1° gennaio 2025 nel caso in cui l'aumento di capitale sia deliberato ed eseguito nel primo semestre dell'esercizio 2021, da parte della società ne comporta la decadenza dal beneficio e l'obbligo di restituire l'importo, unitamente agli interessi legali.

Il credito è utilizzabile in compensazione a partire dal decimo giorno successivo a quello di presentazione della dichiarazione relativa al periodo in cui l'investimento è effettuato e non concorre alla formazione del reddito ai fini delle imposte sui redditi e del valore della produzione ai fini IRAP.

Per la fruizione dei crediti d'imposta, il D.L. Rilancio ha autorizzato la spesa nel limite complessivo massimo di 2 miliardi di euro per l'anno 2021. A tal fine, nello stato di previsione del Ministero dell'economia e delle finanze ha istituito un apposito Fondo.

Il D.M.10 agosto 2020, pubblicato in G. U. n. 210 del 24 agosto 2020, ha stabilito i criteri e le modalità di applicazione e di fruizione del credito d'imposta.

Fondo Patrimonio PMI

Il "Fondo Patrimonio PMI" è finalizzato a sottoscrivere, entro il 30 giugno 2021 (termine così prorogato dalla L. di bilancio 2021, art. 1. co 263), obbligazioni o titoli di debito di nuova emissione emessi dalle predette società di capitali, con fatturato tra i 10 e i 50 milioni di euro, che hanno effettuato, dal 20 maggio ed entro il 30 giugno 2021, un aumento di capitale pari ad almeno 250.000 euro. L'ammontare massimo dei titoli sottoscritti è commisurato al minore tra:

  • tre volte l'ammontare dell'aumento del capitale eseguito
  • il 12,5% dell'ammontare dei ricavi relativo al periodo d'imposta 2019.

Sono indicate, in conformità alla disciplina europea sugli aiuti di Stato, specifiche regole di cumulo nel caso in cui l'impresa beneficiaria percepisca anche aiuti pubblici sotto forma di garanzie sui finanziamenti, ovvero aiuti sotto forma di tassi d'interesse agevolati.

La sottoscrizione da parte del Fondo degli stumenti finanziari deve avvenire entro i limiti della dotazione complessiva dello stesso (4 miliardi) e comunque, per le sottoscrizioni da effettuare nell'anno 2021, nel limite massimo di 1 miliardo di euro.

Gli strumenti finanziari sono rimborsati decorsi sei anni dalla sottoscrizione. La società emittente può rimborsare i titoli in via anticipata decorsi tre anni dalla sottoscrizione. Gli Strumenti Finanziari sono immediatamente rimborsati in caso di informazione antimafia interdittiva. Nel caso in cui la società emittente sia assoggettata a fallimento o altra procedura concorsuale, i crediti del Fondo per il rimborso del capitale e il pagamento degli interessi sono soddisfatti dopo i crediti chirografari e prima del rimborso del finanziamento dei soci.

La società emittente assume l'impegno di:

a) non deliberare o effettuare, dalla data dell'istanza e fino all'integrale rimborso degli Strumenti Finanziari, distribuzioni di riserve e acquisti di azioni proprie o quote e di non procedere al rimborso di finanziamenti dei soci;
b) destinare il finanziamento a sostenere costi di personale, investimenti o capitale circolante impiegati in stabilimenti produttivi e attività imprenditoriali che siano localizzati in Italia;
c) fornire al Gestore un rendiconto periodico.

La gestione del Fondo Patrimonio PMI è affidata all'Agenzia nazionale per l'attrazione degli investimenti e lo sviluppo di impresa S.p.A. - Invitalia, o a società da questa interamente controllata.

Il decreto del Ministro dell'economia e delle finanze 11 agosto 2020 ha definito la disciplina attuativa della misura.

Patrimonio destinato

Il D.L. n. 34/2020 (art.27) prevede la costituzione, nell'ambito di Cassa Depositi e Prestiti S.p.A. – CDP, di un patrimonio destinato all'attuazione di interventi e operazioni di sostegno e rilancio del sistema economico-produttivo italiano, in conseguenza dell'emergenza epidemiologica da COVID-19.

Il cd. Patrimonio Destinato non è costituito mediante segregazione di una parte del patrimonio di CDP, ma mediante l'apporto di beni da parte del Ministero dell'economia e delle finanze (MEF); a tal fine, è autorizzata per l'anno 2020 l'assegnazione a CDP di titoli di Stato o di liquidità, nel limite massimo di 44 miliardi di euro. I titoli di Stato eventualmente non emessi e assegnati nell'anno 2020 possono esserlo negli anni successivi e non concorrono al limite delle emissioni nette stabilito con le rispettive leggi di bilancio. Si tratta quindi di un fondo interamente pubblico la cui gestione è affidata a CDP.

All'apporto del MEF corrisponde l'emissione, da parte di CDP S.p.A., a valere sul Patrimonio Destinato e in favore del Ministero dell'economia e delle finanze, di strumenti finanziari di partecipazione. Le risorse del Patrimonio Destinato sono impiegate per il sostegno e il rilancio del sistema economico produttivo italiano.

In via preferenziale il Patrimonio Destinato effettua i propri interventi mediante sottoscrizione di prestiti obbligazionari convertibili, partecipazione ad aumenti di capitale, acquisto di azioni quotate sul mercato secondario in caso di operazioni strategiche.

Per il finanziamento delle attività del Patrimonio Destinato o di singoli comparti è consentita l'emissione, a valere sul Patrimonio Destinato o su singoli comparti, di titoli obbligazionari o altri strumenti finanziari di debito. Sulle obbligazioni del Patrimonio Destinato, in caso di incapienza del patrimonio medesimo, è concessa la garanzia di ultima istanza dello Stato.

La garanzia dello Stato può essere altresì concessa in favore dei portatori dei titoli emessi per finanziare il Patrimonio Destinato, a specifiche condizioni. Il Patrimonio opera in regime di totale esenzione fiscale: gli interessi e gli altri proventi dei titoli emessi dal patrimonio destinato e dai suoi comparti sono soggetti a imposta sostitutiva con aliquota del 12,5 per cento.

Il Patrimonio Destinato cessa ex lege decorsi dodici anni dalla costituzione; tuttavia la sua durata può essere estesa o anticipata con delibera del consiglio di amministrazione di CDP, su richiesta del Ministero dell'economia e delle finanze.

Al conto corrente di tesoreria centrale fruttifero, su cui confluiscono le disponibilità liquide del Patrimonio Destinato possono affluire anche le disponibilità liquide dei contribuenti che intendano investire i loro risparmi a sostegno della crescita dell'economia reale.

Gli schemi di decreto attuativo della disciplina primaria sono sottoposti al Parlamento, per l'esame da pate delle Competenti commissioni parlamentari.

Il decreto ministeriale recante il regolamento in materia di requisiti di accesso, condizioni, criteri e modalità degli interventi del Patrimonio Destinato, D.M. 3 febbraio 2021, è stato recentemente pubblicato in Gazzetta Ufficiale (G.U. 10 marzo 2021).

Ulteriori interventi di rafforzamento patrimoniale delle società controllate dallo Stato e delle startup

L'articolo 66 del D.L. n. 104/2020 (cd. Decreto Agosto) ha autorizzato il Ministro dell'economia e delle finanze a sottoscrivere aumenti di capitale e strumenti di patrimonializzazione di società controllate dallo Stato per un importo complessivo fino a 1,5 miliardi di euro per l'anno 2020.

Il D.L. n. 34/2020 ha previsto poi molteplici interventi per il rafforzamento, anche patrimoniale, delle startup innovative. In particolare:

  • ha rifinanziato di 100 milioni per l'anno 2020 la misura "Smart&Start Italia", destinando le risorse ai finanziamenti agevolati per le startup; 
  • ha stanziato  10 milioni di euro per l'anno 2020 per la concessione in favore delle startup innovative di contributi a fondo perduto finalizzati all'acquisizione di servizi prestati da parte di incubatori, acceleratori, innovation hub, business angels e altri soggetti pubblici o privati operanti per lo sviluppo di imprese innovative;
  • ha rifinanziato 200 milioni di euro per l'anno 2020 il Fondo di sostegno al venture capital;
  • è intervenuto  anche sotto il profilo fiscale: in particolare sul credito di imposta in ricerca e sviluppo, inserendo le spese per contratti di ricerca extra muros stipulati con le startup innovative, tra le spese che concorrono a formare, in modo maggiorato, la base di calcolo del credito d'imposta, per un importo pari al 150 per cento del loro ammontare;
  • ha prorogato di 12 mesi il termine di permanenza delle startup innovative nella sezione speciale del registro delle imprese;
  • ha riservato una quota pari a 200 milioni di euro delle risorse già assegnate al Fondo di garanzia per le piccole e medie imprese, al rilascio delle garanzie in favore delle startup e delle PMI innovative
  • ha integrato la disciplina agevolativa delle startup e PMI innovative innovative prevedendo incentivi fiscali in regime de minimis all'investimento in startup innovative (art. 38).

E' stato poi istituito nello stato di previsione del MISE il Fondo per il trasferimento tecnologico, con una dotazione di 500 milioni di euro per il 2020, finalizzato alla promozione di iniziative e investimenti utili alla valorizzazione e all'utilizzo dei risultati della ricerca presso le imprese operanti sul territorio nazionale, con particolare riferimento alle startup innovative e alle PMI innovative (art. 42). La disciplina atuativa è stata adottata con il D.M. 4 dicembre 2020.  

Quali contributi a fondo perduto per taluni specifici settori economico produttivi, si rammentano quelli introdotti per l'anno 2020 dal D.L. n. 34/2020:

  • i contributi a fondo perduto per sostenere l'industria del tessile, della moda e degli accessori a livello nazionale, con particolare riguardo alle startup che investono nel design e nella creazione; promuovere giovani talenti nel settore del tessile, nella moda e degli accessori che valorizzano prodotti del Made in Italy di alto contenuto artistico e creativo. I contributi sono riconosciuti nella misura massima del 50 per cento delle spese (ritenute ammissibili) e nei limiti della spesa complessiva per lo Stato di 5 milioni per il 2020;
  • i contributi a fondo perduto - entro il limite di spesa complessivo di 5 milioni di euro per l'anno 2020 - a favore delle imprese dei settori ricreativi e dell'intrattenimento, nonché dell'organizzazione di feste e cerimonie (art. 25-bis);
  • il rifinanziamento di 2 milioni di euro per il 2021 della legge 9 luglio 1990, n. 188 per la tutela della ceramica artistica e tradizionale e della ceramica italiana di qualità, da destinare all'elaborazione e alla realizzazione di progetti finalizzati al sostegno e alla valorizzazione del settore, con modalità che verranno definite da un atto normativo secondario (art. 52-ter).

 

Il D.L. n. 104/2020 ha rifinanziato, poi, di 50 milioni di euro per l'anno 2021 l'autorizzazione di spesa per il c.d. "Voucher Innovation Manager", contributo a fondo perduto, in forma di voucher, per l'acquisizione di consulenze specialistiche in innovazione di cui all'articolo 1, comma 231 della legge di bilancio 2019 (articolo 60).

Lo stesso decreto legge Agosto ha rifinanziato di 64 milioni di euro per il 2020 la cd. Nuova Sabatini, misura di sostegno volta alla concessione – alle micro, piccole e medie imprese - di finanziamenti agevolati per investimenti in nuovi macchinari, impianti e attrezzature, compresi i cd. investimenti in beni strumentali "Industria 4.0", con un correlato contributo statale in conto impianti rapportato agli interessi calcolati sui predetti finanziamenti (articolo 60). La legge di bilancio 2021 ha ulteriormente rifinanziato la misura di 370 milioni per il 2021, disponendo contestualmente l'erogazione in un'unica quota del relativo contributo statale in conto interessi (L. n. 178/2020, art. 1, co. 95-96).

Infine, il D.L. n. 41/2021 (A.S. 2144) ha istituito, nello stato di previsione del Ministero del Turismo, un Fondo destinato al ristoro delle perdite derivanti dall'annullamento, dal rinvio e dal ridimensionamento, a causa della pandemia da COVID-19, di fiere e congressi. Il Fondo viene dotato di 100 milioni per l'anno 2021.

Le modalità di riparto del Fondo sono demandate ad un decreto del Ministro del turismo, da adottare entro trenta giorni dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del decreto legge, tenendo conto dell'impatto economico negativo nel settore conseguente alle restrizioni determinate dalla pandemia.

L'indennità di sostegno è incompatibile con i contributi a fondo perduto, riconosciuti dallo stesso D.L. n. 41, per il sostegno all'internazionalizzazione del settore fieristico.

Interventi per le imprese in crisi, la riconversione industriale e i contratti di sviluppo

Procedure concorsuali

Il D.L. n. 23/2020 ha posticipato l'entrata in vigore del Codice della crisi d'impresa e dell'insolvenza al 1° settembre 2021. Lo stesso decreto ha introdotto misure volte a sospendere o semplificare gli obblighi per le società in perdita o in difficoltà (articoli 5-10). In particolare, ha prorogato di 6 mesi I termini di adempimento dei concordati preventivi, degli accordi di ristrutturazione, degli accordi di composizione della crisi e dei piani del consumatore omologati aventi scadenza in data successiva al 23 febbraio 2020 e ha sospeso la procedibilità delle istanze finalizzate all'apertura del fallimento e delle procedure fondate sullo stato di insolvenza, presentate nel periodo dal 9 marzo al 30 giugno 2020.

Il successivo D.L. n. 34/2020 ha prorogato di sei mesi i termini di esecuzione dei programmi di cessione o risanamento aziendale di talune società ammesse alla procedura di amministrazione straordinaria aventi scadenza successiva al 23 febbraio 2020 e già autorizzati dal MISE (art. 51).

Da ultimo, con il D.L. n. 41/2021 (A.S. 2144) ha differito di un anno, la decorrenza degli obblighi di segnalazione da parte dell'Agenzia delle entrate a fronte di una esposizione debitoria rilevante, nell'àmbito degli strumenti di allerta finalizzati a far emergere tempestivamente le crisi di impresa. Tali obblighi decorrono, ora, dalle comunicazioni della liquidazione periodica IVA relative al primo trimestre 2023 (e non più dalle comunicazioni relative al primo trimeste 2022).

Fondo per la salvaguardia dei livelli occupazionali e la prosecuzione dell'attività d'impresa

Il D.L. n. 34/2020 ha istituito presso il MISE un Fondo per la salvaguardia dei livelli occupazionali e la prosecuzione dell'attività d'impresa, con una dotazione di 100 milioni di euro per il 2020. Il Fondo è stato inizialmente finalizzato al salvataggio e alla ristrutturazione di imprese titolari di marchi storici di interesse nazionale e delle società di capitali, aventi un numero di dipendenti non inferiore a 250, che si trovino in uno stato di difficoltà economico-finanziaria (art. 43).

Il D.L. n. 104/2020 rifinanzia ed estende l'ambito di intervento del Fondo e in particolare:

  • lo dota di ulteriori 200 milioni per il 2020;
  • interviene sull'ambito di operatività, destinandolo al salvataggio e alla ristrutturazione anche di imprese che, indipendentemente dal numero degli occupati, detengono beni e rapporti di rilevanza strategica per l'interesse nazionale. Inoltre, il Fondo - nelle ipotesi di autorizzazione alla proroga di sei mesi della cassa integrazione - opera per i costi da sostenersi in relazione alla proroga, indipendentemente dal numero dei dipendenti della società interessata, e la procedura di licenziamento già avviata deve intendersi sospesa per il periodo di operatività della proroga;
  • semplifica le modalità di adozione della normativa attuativa da adottare.

Il Fondo è stato rifinanziato con la Legge di bilancio 2021 (L. n. 178/2020, Sez. II) di 250 milioni di euro per il 2021 e di 100 milioni sino al 2035.

Fondo grandi imprese

Il recente D.L. n. 41/2021 Sostegni (A.S. 2144) ha istituito un Fondo, dotato di 200 milioni di euro per il 2021, diretto ad assicurare, tramite la concessione di prestiti, la continuità operativa delle grandi imprese che si trovano in situazione di temporanea difficoltà finanziaria in relazione alla crisi economica connessa con l'emergenza epidemiologica da COVID-19. Sono eslude le grandi imprese del settore bancario finanziario e assicurativo. I prestiti devono essere restituiti nel termine massimo di 5 anni.Il finanziamento è concesso a condizione che si possa ragionevolmente presumere il rimborso integrale dell'esposizione alla scadenza.

 

 

Contratti di sviluppo

Il D.L. n. 18/2020 ha inoltre rifinanziato di 400 milioni di euro per il 2020 la misura dei contratti di sviluppo (articolo 80). La Direttiva MISE del 15 aprile 2020 ha provveduto al riparto delle risorse. La dotazione della misura è stata ulteriormente integrata dal D.L. n. 104/2020, per 500 milioni di euro per il 2020 (articolo 60).

Infine, il recente D.L. n. 41/2021 Sostegni (A.S. 2144)  ha stanziato 200 milioni di euro per l'anno 2021, per la stipula di contratti di sviluppo a sostegno degli investimenti privati concernenti la ricerca e produzione di nuovi farmaci e vaccini inerenti al contrasto, nel territorio nazionale, di patologie infettive emergenti, nonché di quelle più diffuse, anche attraverso la realizzazione di poli di alta specializzazione e forme di riconversione industriale e la realizzazione di interventi complementari e funzionali ai suddetti investimenti (art. 20, commi 7-10).

Nuova Marcora

Il D.L. n. 18/2020 ha rifinanziato  di 10 milioni di euro per l'anno 2020 il Fondo per la crescita sostenibile destinando l'importo alla promozione della nascita e dello sviluppo delle società cooperative di cui al decreto del Ministro dello sviluppo economico 4 dicembre 2014 (cd. "Nuova Marcora"), recentemente sostituito dal D.M. 4 gennaio 2021. Un uteriore rifinanziamento di 10 milioni di euro per ciascuno degli anni 2021 e 2022 è intervenuto con la legge di bilancio 2021.

Misure di sospensione di adempimenti e di versamenti tributari, e sgravi temporanei sulle bollette elettriche

Nel rinviare in merito alla sospensione di adempimenti e versamenti tributari al paragrafo di questo tema relativo alle misure fiscali, appare opportuno ricordare in questa sede la cancellazione – disposta dall'articolo 24 del D.L. n. 34/2020, cd. "Rilancio" - del versamento del saldo 2019 e della prima rata dell'acconto 2020 relativi all'Irap per tutte le imprese e lavoratori autonomi con fatturato annuo fino a 250 milioni di euro.

Sgravi temporanei sul costo delle bollette elettriche per le PMI sono stati previsti dal D.L. n. 34/2020 (art. 30), per i mesi di maggio, giugno e luglio 2020, e dal D.L. n. 41/2021 Sostegni (art. 6, A.S. 2144), per i mesi di aprile maggio e giugno 2021. Gli sgravi sono stati specificamente diretti alle utenze elettriche connesse in bassa tensione diverse dagli usi domestici, dunque a favore dei piccoli esercizi commerciali, artigiani, professionisti, servizi e piccoli laboratori.

Secondo il meccanismo delineato da entrambe gli interventi, Autorità di regolazione per energia reti e ambiente - ARERA opera, con propri provvedimenti, una riduzione della spesa sostenuta dalle utenze citate, con riferimento alle voci della bolletta  "trasporto e gestione del contatore" e "oneri generali di sistema".

Per i soli clienti con potenza disponibile superiore a 3,3 kW, le tariffe di rete e gli oneri generali sono rideterminate al fine di ridurre la spesa applicando una potenza "virtuale" fissata convenzionalmente in 3 kW. La riduzione opera nell'ambito del limite delle risorse stanziate, pari a 600 milioni di euro per l'anno 2020 e 600 milioni per l'anno 2021, versate sul Conto emergenza COVID-19 istituito presso la Cassa per i servizi energetici e ambientali (CSEA).

I regimi di aiuti e il nuovo quadro europeo

Le misure di sostegno alle imprese adottate dai decreti legge emergenziali, sono, in prevalenza, di carattere straordinario e temporaneo. Le misure devono essere autorizzate dalla Commissione UE alla luce del nuovo "Quadro temporaneo per le misure di aiuto di Stato a sostegno dell'economia nell'attuale emergenza del COVID-19" cd. "Temporary Framework" (Comunicazione della Commissione europea C (2020) 1863 final e successive modifiche e integrazioni). Per un'analisi del nuovo quadro europeo, si rinvia all'apposito tema dell'attività parlamentare.

In questa sede, si ricorda che il D.L. n. 34/2020, Rilancio traspone sostanzialmente nell'ordinamento interno il contenuto di varie sezioni del Temporary Framework, con le relative deroghe temporanee, tra cui la possibilità - anche per le imprese sulle quali grava l'obbligo di rimborsare aiuti illegali e incompatibili già ricevuti - di accedere ai regimi di aiuto adottati in via straordinaria, sia a livello nazionale sia a livello territoriale, per far fronte alle conseguenze della pandemia (le imprese vi accedono al netto dell'importo dovuto e non rimborsato, comprensivo degli interessi maturati fino alla data dell'erogazione (art. 53)). Gli aiuti concessi soggiacciono comunque agli obblighi di registrazione nel Registro nazionale aiuti di Stato (RNA), e, per il settore agricolo e ittico, nel Sistema Informativo Agricolo Nazionale (SIAN) e nel Sistema Italiano della Pesca e dell'Acquacoltura (SIPA). Si dispone che i registri vengano conseguentemente adeguati (art. 63-64).

 

Il D.L. n. 34/2020 Rilancio (artt. 54- 62) come da ultimo modificato ed integrato dal D.L. n. 41/2021 Sostegni (art. 28 A.S. 2144) definiscono la cornice normativa entro la quale – previa notifica in via generale e conseguente autorizzazione della Commissione UE – anche le Regioni, le Province autonome, gli altri enti territoriali e le Camere di commercio – a valere sulle risorse proprie e entro i limiti di indebitamento previsti dall'ordinamento contabile - hanno la facoltà di adottare regimi di aiuti alle imprese secondo i massimali e modalità definiti dal Quadro europeo. La disciplina quadro è stata autorizzata dalla Commissione UE.

Il D.L. Sostegni ha prorogato la suddetta cornice normativa al 31 dicembre 2021 in conformità a quanto previsto dalla quinta modifica del Quadro temporaneo, del 28 gennaio scorso.

Il  D.L. n. 137/2020 (articolo 31-octies) ha stabilito ance che, nel periodo compreso tra il 1° gennaio 2020 e il 31 dicembre 2022, l'inadempimento degli obblighi di registrazione degli aiuti di Stato non comporta responsabilità patrimoniale del responsabile della concessione o dell'erogazione degli aiuti medesimi.

Sul sito istituzionale della Commissione europea è disponibile l'elenco delle decisioni  adottate sui regimi di aiuti ad essa notificati da parte dello Stato italiano (e dagli altri Stati membri) con i provvedimenti legislativi per fronteggiare l'emergenza da coronavirus e la sintesi dei regimi di aiuti autorizzati per l'Italia e gli altri paesi UE.

ultimo aggiornamento: 31 marzo 2021

I decreti emergenziali hanno altresì introdotto misure riguardanti il settore finanziario e dei mercati.

In primo luogo, il decreto-legge n. 23 del 2020 ha modificato, nel quadro dell'emergenza pandemica, la disciplina dei poteri speciali del Governo (cd. golden power) nei settori considerati strategici. In particolare:

  •  sono estese le ipotesi in cui vi è obbligo di notifica dell'acquisto, da parte di un soggetto esterno all'Unione europea, di partecipazioni di controllo di imprese che detengono beni e rapporti di rilevanza strategica per l'interesse nazionale, ulteriori rispetto a quelli nei settori della difesa, della sicurezza nazionale, dell'energia, dei trasporti e delle comunicazioni;  per contenere gli effetti negativi dell'emergenza epidemiologica da COVID-19, si estende temporaneamente - fino al 31 dicembre 2020 - l'ambito di applicazione degli obblighi di notifica e dei poteri speciali  inerenti agli attivi strategici nei settori dell'energia, dei trasporti, delle comunicazioni, nonché agli ulteriori attivi strategici (articolo 15); 
  • in caso di  violazione degli obblighi di notifica stabiliti per specifici atti, delibere, operazioni o acquisti di partecipazioni relativi a imprese che svolgono attività di rilevanza strategica, si consente alla Presidenza del Consiglio può avviare anche d'ufficio il procedimento ai fini dell'eventuale esercizio dei poteri speciali per imporre il proprio veto  alle predette operazioni, condizionarle ovvero opporsi nel caso di acquisto di partecipazioni (articolo 16);
  • viene modificata la disciplina gli obblighi di comunicazione delle partecipazioni rilevanti (articolo 17);
  • l'ambito di applicazione della disciplina dei poteri speciali è esteso al settore sanitario, per quanto riguarda la produzione, l'importazione e distribuzione all'ingrosso di dispositivi medicali, medico chirurgici e di protezione individuale, nonché ai settori agroalimentare e siderurgico, anche al fine di perseguire il mantenimento dei livelli occupazionali e della produttività sul territorio nazionale.

Il decreto-legge Ristori (decreto-legge n. 137 del 2020, articolo 10-ter) ha quindi esteso al 30 giugno 2021 l'ambito di applicazione di alcuni dei predetti poteri, nonché dei relativi obblighi ad essi connessi (obbligo di notifica dell'acquisto di partecipazioni; imposizione di impegni e condizioni; opposizione all'acquisto)  con particolare riferimento agli attivi cd. strategici e nonché  alle operazioni di acquisto di partecipazioni che abbiano per effetto l'assunzione del controllo da parte dei soggetti esteri di società operanti in settori strategici.

Il decreto legge n. 23 del 2020 ha introdotto ulteriori disposizioni:

- la possibilità, per le imprese ed enti operanti nei settori alberghiero e termale di effettuare la rivalutazione dei beni d'impresa e delle partecipazioni (articolo 6-bis, nonché per tutte le imprese (articolo 12-ter);

-la sospensione dei vaglia cambiari, cambiali e altri titoli di credito, prevedendo che i protesti non sono trasmessi alle camere di commercio e che le iscrizioni nell'archivio degli assegni bancari e postali e delle carte di pagamento irregolari sono cancellate (articolo 11, prorogato dal comma 207 della legge di bilancio 2021);

- la sospensione dei mutui per le ditte individuali e gli artigiani che si applica anche ai mutui in ammortamento da meno di un anno (articolo 12);

- la possibilità per i Confidi di detenere partecipazioni negli operatori di microcredito (articolo 13-ter) e l'estensione dell'operatività del Fondo di garanzia per l'impiantistica sportiva e del Fondo speciale per la concessione di contributi in conto interessi (articolo 14);

- la sospensione fino al 31 gennaio 2021 delle segnalazioni a sofferenza alla Centrale dei rischi della Banca d'Italia e ai sistemi di informazione creditizia, riguardanti le imprese di minore dimensione beneficiarie di alcune misure agevolative di natura creditizia (articolo 37-bis).

Si ricorda che il decreto Ristori ha inoltre modificato il Fondo di garanzia per la prima casa istituito dalla legge di stabilità 2014, volte a espandere nuovamente il novero dei destinatari delle agevolazioni del Fondo (articolo 4-bis) e ha prorogato di 24 mesi (al 9 aprile 2022del termine per avvalersi dei benefici previsti dal Fondo di solidarietà per i mutui per l'acquisto della prima casa, anche se in ammortamento da meno di un anno (articolo 13-octies).

Con riferimento al settore bancario, si segnalano le norme del decreto Rilancio che permettono di modificare il regolamento dei titoli e dei contratti delle operazioni di cartolarizzazione di crediti in sofferenza assistiti da garanzia statale (GACS) per adeguarne la disciplina alle conseguenze dell'emergenza epidemiologica legata al COVID-19 (articolo 32); che autorizzano il Ministero dell'economia e delle finanze (MEF) a concedere la garanzia dello Stato su passività delle banche aventi sede legale in Italia, nonché per integrare il valore di realizzo del collaterale stanziato da banche italiane a garanzia di finanziamenti erogati dalla Banca d'Italia per fronteggiare gravi crisi di liquidità (erogazione di liquidità di emergenza - ELA), fino a un valore nominale di 15 miliardi di euro, nel rispetto della disciplina europea in materia di aiuti di Stato (articoli 165-167). Si ricorda che il provvedimento disciplina anche il regime di sostegno pubblico per l'ordinato svolgimento delle procedure di liquidazione coatta amministrativa di banche di piccole dimensioni, diverse dalle banche di credito cooperativo, ovvero di quelle con attività totali di valore pari o inferiore a 5 miliardi di euro (articolo 168-175).  

L'articolo 19 del decreto proroga termini (n. 183 del 2020) ha esteso fino al 31 marzo 2021 l'ambito temporale di applicazione delle norme relative alla sottoscrizione semplificata di contratti bancari, finanziari, assicurativi, nonché di collocamento dei Buoni fruttiferi postali dematerializzati già introdotte dai decreti n. 23, n. 34 e n. 104 del 2020.

ultimo aggiornamento: 29 aprile 2021
 
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