tema 20 settembre 2019
Studi Camera - Cultura Cultura, spettacolo, sport Interventi riguardanti gli organismi sportivi

La legge di bilancio 2019 (L. 145/2018) ha mutato la denominazione della "CONI Servizi spa" in "Sport e Salute Spa" e ne ha ridisciplinato la governance, in particolare attribuendo a vari esponenti del Governo, previo parere delle Commissioni parlamentari, il compito di nominare il presidente e gli altri membri del consiglio di amministrazione.

Inoltre, ha attribuito alla stessa il compito di provvedere al sostegno degli organismi sportivi - in precedenza assicurato dal CONI - prevedendo, tuttavia, che ciò avviene anche sulla base degli indirizzi generali adottati dallo stesso CONI.

Successivamente, la L. 86/2019 ha previsto tra l'altro, interventi di riordino del CONI, della disciplina in materia di enti sportivi professionistici e dilettantistici, di quella in materia di limiti al rinnovo dei mandati degli organi sportivi, nonché di quella in materia di rapporti di rappresentanza di atleti e di società sportive e di accesso ed esercizio della professione di agente sportivo. Ha previsto, altresì, l'individuazione della figura del lavoratore sportivo.

Precedentemente, era stato stabilizzato il finanziamento del Comitato italiano paralimpico (CIP) e il medesimo Comitato era stato trasformato in ente autonomo di diritto pubblico.

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La L. di bilancio 2019 (L. 145/2018: art. 1, co. 629-633) ha disposto, anzitutto, che la "CONI Servizi spa" assume la denominazione di "Sport e salute Spa".

Il D.L. 138/2002 ( L. 178/2002: art. 8), come modificato dal D.L. 4/2006 ( L. 80/2006: art. 34- bis), aveva previsto che il CONI - autorità di disciplina, regolazione e gestione delle attività sportive nazionali -, per l'espletamento dei suoi compiti, si avvaleva della "CONI Servizi spa", il cui capitale sociale era di € 1 mln e le cui azioni erano attribuite al Ministero dell'economia e delle finanze.

Inoltre, ha ridefinito la governance della società. In particolare, fermo restando che le azioni della stessa sono attribuite al MEF, ha stabilito che il consiglio di amministrazione è composto di 3 membri (più, per alcune funzioni, un consigliere aggiunto: v. dopo), di cui uno con funzioni di presidente.

Il presidente – che è nominato dall'autorità di Governo competente in materia di sport, previo parere delle Commissioni parlamentari competenti – ha la rappresentanza legale della società e svolge anche le funzioni di amministratore delegato.

Gli altri componenti del consiglio di amministrazione sono nominati, rispettivamente, dal Ministro della salute e dal Ministro dell'istruzione, dell'università e della ricerca, di concerto con il Ministro dell'economia e delle finanze, previo parere delle Commissioni parlamentari competenti.

In base alla normativa previgente, invece, il presidente e gli altri componenti del consiglio di amministrazione erano designati dal CONI.

Le cariche di vertice della società sono incompatibili con gli organi di vertice del CONI, nonché con gli organi di vertice elettivi di Federazioni sportive nazionali (FSN), Discipline sportive associate (DSA), Enti di promozione sportiva (EPS), gruppi sportivi militari, corpi civili dello Stato, associazioni benemerite. L'incompatibilità perdura per un biennio dalla cessazione della carica.

Nella normativa previgente, invece, le cariche di vertice della società e del CONI potevano coincidere.
I requisiti manageriali e sportivi per le nomine degli organi della società sono stati definiti, da ultimo, con DPCM 29 gennaio 2019 (come rettificato con comunicato pubblicato nella GU n. 33 dell'8 febbraio 2019).
L' avviso per la presentazione delle candidature per la carica di componente del Consiglio di amministrazione di Sport e Salute spa è stato pubblicato il 7 febbraio 2019.

Il 9 maggio 2019 l'assemblea della società ha proceduto alla nomina del nuovo consiglio di amministrazione. I nuovi amministratori, che resteranno in carica per il triennio 2019-2021, sono l'ing. Rocco Sabelli, designato Presidente con funzioni di amministratore delegato, la dott.ssa Simona Cassarà e il prof. Francesco Landi. Qui il comunicato stampa presente sul sito dell'Ufficio per lo sport.

Qui lo statuto della società, aggiornato in assemblea il 9 maggio 2019.

Con riferimento al contratto di servizio sulla cui base il CONI si avvale, per l'espletamento dei suoi compiti, della società, la L. di bilancio ha disposto che lo stesso acquista efficacia dopo l'approvazione da parte dell'autorità di Governo competente in materia di sport.

La stessa legge ha, inoltre, modificato il meccanismo di finanziamento dell'attività sportiva nazionale da parte dello Stato. In particolare, ha previsto, anzitutto, che, dal 2019, le risorse destinate al CONI e alla Sport e salute Spa sono complessivamente stabilite nella misura annua – comunque non inferiore a € 410 mln – del 32% delle entrate effettivamente incassate dal bilancio dello Stato nell'anno precedente derivanti dal versamento delle imposte ai fini IRES, IVA, IRAP e IRPEF nei settori di attività relativi a gestione di impianti sportivi, attività di club sportivi, palestre e altre attività sportive. L'importo può essere rimodulato annualmente in relazione alle entrate effettive.

Le risorse complessive sono così ripartite:

  • € 40 mln annui al CONI, per il finanziamento delle spese relative al proprio funzionamento e alle proprie attività istituzionali, nonché per la copertura degli oneri relativi alla preparazione olimpica e al supporto alla delegazione italiana;
  • una quota non inferiore a € 368 mln annui alla Sport e salute Spa, di cui inizialmente non meno di € 280 mln annui da destinare al finanziamento di FSN, DSA, EPS, gruppi sportivi militari e dei corpi civili dello Stato, associazioni benemerite (tutti soggetti finanziati, a legislazione previgente, dal CONI).
Il disegno di legge di assestamento 2019 ( A.C. 2018, Tab. 2) alloca sul cap. 1897 dello stato di previsione del Ministero dell'economia e delle finanze, relativo al finanziamento di Sport e Salute Spa per il 2019, € 428 mln. La nota al capitolo evidenzia che la variazione (+ € 60 mln) è stata proposta in relazione alle entrate incassate dal bilancio dello Stato, nell'anno 2018, derivanti dal versamento delle imposte ai fini IRES, IVA, IRAP e IRPEF nei settori di attività: gestione di impianti sportivi, attività di club sportivi, palestre e altre attività sportive;
  • € 2 mln annui per la copertura degli oneri derivanti dalla riforma dei concorsi pronostici sportivi (art. 1, co. 634- 639).

In sede di prima applicazione, la ripartizione degli importi indicati può essere rimodulata.

In ogni caso, per l'anno 2019 sono confermati nel loro ammontare gli importi già comunicati dal CONI a tutti gli organismi sportivi sopra indicati ai fini della predisposizione del relativo bilancio di previsione.

 

Per il finanziamento degli organismi sportivi, Sport e salute Spa istituisce una gestione separata e provvede al riparto delle risorse sulla base degli indirizzi generali in materia sportiva adottati dal CONI in armonia con i principi dell'ordinamento sportivo internazionale. Per l'amministrazione della gestione separata, il consiglio di amministrazione della società è integrato con un membro designato dal CONI quale consigliere aggiunto. In caso di parità di voti, prevale il voto del presidente.

In caso di gravi irregolarità nella gestione o di scorretto utilizzo dei fondi trasferiti, l'autorità di Governo competente in materia di sport può procedere alla revoca, anche parziale, delle risorse assegnate agli organismi sportivi.

Resta fermo che la giunta nazionale del CONI esercita il potere di controllo su FSN, DSA, EPS in merito al regolare svolgimento delle competizioni, alla preparazione olimpica e all'attività sportiva di alto livello e all'utilizzo dei contributi finanziari, e propone al Consiglio nazionale il commissariamento delle FSN o delle DSA in caso di gravi irregolarità nella gestione o di gravi violazioni dell'ordinamento sportivo da parte degli organi direttivi, in caso di constatata impossibilità di funzionamento dei medesimi, o nel caso in cui non siano stati ottemperati gli adempimenti regolamentari al fine di garantire il regolare avvio e svolgimento delle competizioni sportive nazionali.

  Successivamente, la L. 86/2019 (art. 1) ha previsto una delega al Governo per il riordino del CONI e della disciplina di settore. Fra i principi e criteri direttivi vi è quello relativo alla definizione degli ambiti di attività del CONI in coerenza con le novità introdotte dalla legge di bilancio 2019 e con il ruolo proprio del CONI quale organo di indirizzo dell'attività sportiva e articolazione del Comitato olimpico internazionale, nonché con la sua funzione di governo dell'attività sportiva nazionale, limitatamente a quella olimpica.

  Una ulteriore delega (art. 4) riguarda il riordino e la riforma delle disposizioni in materia di enti sportivi professionistici e dilettantistici, nonché per la disciplina del rapporto di lavoro sportivo. Fra i principi e criteri direttivi vi è quello relativo all'individuazione della figura del lavoratore sportivo, indipendentemente dalla natura dilettantistica o professionistica dell'attività sportiva svolta.

 

ultimo aggiornamento: 20 settembre 2019

La L. 124/2015 aveva delegato il Governo a provvedere alla riorganizzazione del CIP – istituito con L. 189/2003 -, prevedendo, in particolare, lo "scorporo" dello stesso dal Comitato olimpico nazionale italiano (CONI), con conseguente trasformazione in ente autonomo di diritto pubblico, e stabilendo che, a seguito di tale trasformazione, il CIP doveva utilizzare per le sue attività parte delle risorse finanziarie del CONI e, per tutte le attività strumentali, doveva avvalersi di CONI Servizi Spa – divenuta Sport e salute Spa a seguito della L. di bilancio 2019 -, secondo modalità stabilite in apposito contratto di servizio. Infine, il personale in servizio presso il CIP doveva transitare nella stessa CONI Servizi Spa.

 

E', conseguentemente, intervenuto il d.lgs. 43/2017, che ha disposto che il CIP – istituito quale ente dotato di autonomia organizzativa, regolamentare, amministrativa, contabile e di bilancio, posto sotto la vigilanza della Presidenza del Consiglio dei Ministri e il controllo della Corte dei conti – è la Confederazione delle Federazioni Sportive Paralimpiche (FSP) e delle Discipline Sportive Paralimpiche (DSP) da esso riconosciute. Al CIP partecipano, altresì, le Federazioni Sportive Nazionali e le Discipline Sportive Associate riconosciute dal CONI, le cui attività paralimpiche erano state già riconosciute dal CIP (FSNP e DSAP) alla data di entrata in vigore della L. 124/2015.

L'organizzazione periferica del CIP è disciplinata con lo statuto, approvato con DPCM.

  Qui lo statuto adottato dal Commissario ad acta il 26 giugno 2017 e approvato con DPCM 7 agosto 2017, poi modificato dal Consiglio nazionale il 29 maggio 2018 con deliberazione n. 9, approvato con DPCM 11 luglio 2019.

Con DPCM 15 maggio 2018 il CIP è stato inserito nella tab. A della L. 720/1984, istitutiva del sistema di tesoreria unica per gli enti ed organismi pubblici.

 

Le specifiche finalità del CIP concernono:

  • l'organizzazione ed il potenziamento dello sport paralimpico nazionale e, in particolare, la preparazione degli atleti paralimpici e l'approntamento dei mezzi idonei per le Paralimpiadi;
  • l'adozione di misure di prevenzione e repressione dell'uso di sostanze che alterano le naturali prestazioni fisiche degli atleti paralimpici;
  • la promozione della massima diffusione della pratica sportiva per i disabili;
  • la promozione di iniziative contro ogni forma di discriminazione e violenza nello sport.

 

Sono organi del CIP il Consiglio nazionale, la Giunta nazionale, il Presidente, il Segretario generale, il Collegio dei revisori dei conti.

Il Presidente del CIP è stato nominato con DPR 19 marzo 2018, per un periodo di quattro anni a decorrere dalla stessa data.

 

Il CONI ed il CIP possono stipulare convenzioni per la gestione comune di attività istituzionali, tra cui quelle in materia di prevenzione e repressione del doping e di giustizia sportiva.

 

I mezzi finanziari per l'espletamento delle attività del CIP dovevano essere stabiliti con decreto dell'autorità di vigilanza, di concerto con il Ministro dell'economia e delle finanze, che doveva determinare la parte delle risorse finanziarie, precedentemente in disponibilità o attribuite al CONI, da destinare al CIP.

 

Al riguardo, si ricorda che la L. di stabilità 2015 (L. 190/2014: art. 1, co. 190) aveva stabilizzato il finanziamento delle attività istituzionali del CIP, autorizzando la spesa di € 7 mln annui a decorrere dal 2015. Successivamente, tale stanziamento era stato incrementato di € 0,5 mln annui, dal 2016, da attribuire al programma internazionale Special Olympics Italia, destinato a soggetti con disabilità intellettiva (L. 208/2015- L. di stabilità 2016: art. 1, co. 407 e 408).

Prima di allora, il finanziamento del CIP era stato autorizzato con diversi interventi normativi a valenza temporale limitata.

 

In attuazione di quanto previsto dal d.lgs. 43/2017, con D.I. 8 settembre 2017 le risorse da assegnare al CIP sono state determinate in € 20 mln annui, a decorrere dal 2017. In base allo stesso D.I., tale importo non considera lo stanziamento di € 0,5 mln annui destinati al programma internazionale Special Olympics Italia che, pertanto, è aggiuntivo (lo stanziamento di tale programma è poi stato incrementato di € 0,3 mln annui per il 2019, 2020 e 2021, dall'art. 1, co. 652, della L. di bilancio 2019 – L. 145/2018 ).  
Il D.I. ha specificato che, per effetto di tali previsioni, le risorse finanziarie in disponibilità del CONI da trasferire al CIP erano quantificate in € 3.345.800 per il 2017, € 3.509.111 per il 2018 ed € 3.404.194 dal 2019.
Infine, il D.I. ha disposto il transito in CONI Servizi Spa della dotazione organica del CIP di cui alla tabella ad esso allegata.

Si ricorda, infine, che la L. di bilancio 2018 (L. 205/2017: art. 1, co. 372) ha previsto che, per sostenere la promozione e l'esercizio della pratica sportiva in funzione del recupero dell'integrità psico-fisica e del reinserimento sociale delle persone con disabilità da lavoro, l'Istituto nazionale per l'assicurazione contro gli infortuni sul lavoro (INAIL) trasferisce ogni anno al CIP l'importo di € 3 mln. Le risorse devono essere utilizzate per realizzare le attività ricomprese in piani quadriennali elaborati dall'INAIL, sentito il CIP.

Si è stabilizzato così, a livello legislativo, quanto avvenuto, fino al 2017, sulla base di una convenzione quadro fra INAIL e CIP.

 

ultimo aggiornamento: 20 settembre 2019

La L. 8/2018 – modificando il d.lgs. 242/1999, relativo al CONI, e il d.lgs. 43/2017, relativo al CIP – ha disciplinato i limiti al numero dei mandati degli organi del CONI, delle Federazioni sportive nazionali (FSN), delle Discipline sportive associate (DSA), degli Enti di promozione sportiva (EPS), nonché del CIP, delle Federazioni sportive paralimpiche (FSP), delle Discipline sportive paralimpiche (DSP) e degli Enti di promozione sportiva paralimpica (EPSP).

In particolare, per tutte le realtà indicate, il numero massimo di mandati è fissato in tre.

Qui lo statuto del CONI modificato dal Consiglio nazionale il 26 ottobre 2018 con deliberazione n. 1615 e approvato con DPCM 21 dicembre 2018. 
Per il CIP, qui lo statuto adottato dal Commissario ad acta il 26 giugno 2017 e approvato con DPCM 7 agosto 2017, poi modificato dal Consiglio nazionale il 29 maggio 2018 con deliberazione n. 9, approvato con DPCM 11 luglio 2019.

 

Per il CONI e il CIP, il numero massimo di mandati si applica al Presidente e agli altri componenti della Giunta nazionale – ad eccezione dei membri italiani del Comitato olimpico internazionale (CIO) e dei membri italiani del Comitato paralimpico internazionale (IPC) – nonché ai Presidenti e ai membri degli organi direttivi delle strutture territoriali.

Entro 4 mesi dalla data di entrata in vigore della legge, il CONI e il CIP dovevano adeguare lo statuto alle nuove previsioni.

 

Per le FSN, le DSA, gli EPS, le FSP, le DSP e gli EPSP – nonché per i membri degli organi direttivi delle loro strutture territoriali – il limite di tre mandati può essere abbassato dai singoli statuti (fatti salvi gli effetti delle disposizioni transitorie).

In via transitoria, i Presidenti e i membri degli organi direttivi nazionali e territoriali di FSN, DSA, EPS, FSP, DSP e EPSP che erano in carica alla data di entrata in vigore della legge e che avevano già raggiunto il previsto limite di tre mandati possono svolgere, se eletti, un ulteriore mandato. Per il Presidente uscente, però, la rielezione è possibile solo se raggiunge una maggioranza non inferiore al 55% dei votanti.

Entro 4 mesi dalla data di approvazione delle modifiche statutarie da parte del CIP, le FSP, le DSP e gli EPSP dovevano adeguare i propri statuti.

Il termine di 4 mesi dalla data di approvazione delle modifiche statutarie da parte del CONI, previsto per l'adeguamento degli statuti delle FSN, delle DSA e degli EPS, è stato rideterminato, da ultimo, in 6 mesi dalla medesima data dall'art. 3, co. 1-quaterdecies, del D.L. 135/2018 (L. 12/2019).

Ulteriori previsioni riguardano la rappresentanza per delega. In particolare, qualora gli statuti di FSN, DSA, EPS avessero previsto tale possibilità, il CONI doveva stabilire, entro 4 mesi dalla data di entrata in vigore della legge, i princìpi generali per l'esercizio del diritto di voto per delega in assemblea, definendo il numero massimo – comunque non superiore a cinque – di deleghe che possono essere rilasciate a uno stesso soggetto. Le stesse disposizioni si applicano al CIP con riferimento a FSP, DSP, EPSP.

Qui i principi fondamentali per gli statuti di FSN e DSA approvati con deliberazione del Consiglio nazionale n. 1613 del 4 settembre 2018.

  Successivamente, la L. 86/2019 (art. 1) ha previsto una delega al Governo per il riordino della disciplina in materia di limiti al rinnovo dei mandati degli organi del CONI e degli "enti di cui alla legge 11 gennaio 2018, n. 8", garantendo omogeneità nel computo degli stessi, prevedendo limiti allo svolgimento di più mandati consecutivi da parte del medesimo soggetto, nonché disciplinando un sistema di incompatibilità fra gli organi, al fine di prevenire situazioni di conflitto di interessi.


ultimo aggiornamento: 20 settembre 2019

La L. di bilancio 2018 (L. 205/2017: art. 1, co. 373) ha previsto l'istituzione presso il CONI del Registro nazionale degli agenti sportivi, al quale deve essere iscritto chi, sulla base di un incarico scritto, mette in relazione due o più soggetti operanti nell'ambito di una disciplina sportiva riconosciuta dallo stesso CONI, ai fini della conclusione di un contratto di prestazione sportiva professionistica, del trasferimento di tale prestazione, o del tesseramento presso una Federazione sportiva professionistica.

Per l'iscrizione al Registro sono necessari il pagamento di un'imposta di bollo annuale di € 250, il possesso del diploma di istruzione secondaria di secondo grado e il superamento di una prova abilitante.

Gli sportivi professionisti e le società affiliate a una Federazione sportiva professionistica non possono avvalersi di soggetti non iscritti al Registro, a pena di nullità dei contratti.

La definizione della disciplina attuativa è stata demandata ad un DPCM, emanato sentito il CONI, mentre è il CONI a definire i casi di incompatibilità, fissando il conseguente regime sanzionatorio sportivo.

In attuazione, è intervenuto il DPCM 23 marzo 2018 che, in particolare, ha previsto che l'esame di abilitazione si articola in:
- una prova generale organizzata dal CONI in almeno due sessioni annue e che consiste nella verifica scritta e/o orale della conoscenza del diritto dello sport e degli istituti fondamentali del diritto privato e del diritto amministrativo;
- una prova speciale, a cui accede chi ha superato la prova generale, organizzata dalle Federazioni sportive nazionali professionistiche in almeno due sessioni l'anno e che consiste nella verifica scritta e/o orale della conoscenza della normativa federale in materia di tesseramenti.
Per il 2018, è stata prevista una sola prova generale e una sola prova speciale.
Il soggetto che supera le prove può chiedere alla Federazione sportiva nazionale presso la quale ha svolto la prova speciale di essere iscritto al registro federale degli agenti sportivi. La Federazione sportiva provvede a ciò e rilascia al soggetto il certificato di avvenuta iscrizione. Ricevuto il certificato, il soggetto chiede al CONI di essere iscritto al Registro nazionale degli agenti sportivi.
Gli agenti sportivi hanno un obbligo di aggiornamento annuale.
Nel Registro nazionale degli agenti sportivi una apposita sezione riguarda i cittadini dell'UE abilitati in altro Stato membro.

E' stata fatta salva la validità dei titoli abilitativi rilasciati prima del 31 marzo 2015. Era stato, inoltre, previsto che i titoli abilitativi rilasciati fra il 31 marzo 2015 e il 31 dicembre 2017 conservavano la propria validità fino al 31 dicembre 2018.


Successivamente, il DPCM 10 ottobre 2018, confermando che è fatta salva la validità dei titoli abilitativi rilasciati prima del 31 marzo 2015, ha previsto che i titoli abilitativi rilasciati tra il 31 marzo 2015 e il 31 dicembre 2017 conservavano la propria validità sino al 30 giugno 2019.  Inoltre, ha previsto, che (anche) per il 2019 erano previste una sola prova generale e una sola prova speciale, da concludere, rispettivamente, entro la fine dei mesi di marzo e di maggio 2019.

 

Da ultimo, il DPCM 27 giugno 2019 ha posticipato al 31 dicembre 2019 il termine di validità dei titoli abilitativi sopra citati e ha previsto che per il 2019 è indetta una seconda sessione di prova generale e una seconda sessione di prova speciale, da concludere, rispettivamente, entro la fine dei  mesi di ottobre e di dicembre 2019.

Qui la pagina dedicata sul sito del CONI.

Al riguardo, l'Autorità garante della concorrenza e del mercato, nella Relazione relativa al 2017, trasmessa alla Presidenza della Camera l'11 aprile 2018 (Doc. XLV n. 1), aveva sottolineato come la previsione della legge di bilancio 2018 introducesse una nuova area di riserva e di esclusiva, che riduceva il livello della concorrenza nel relativo mercato.

  Da ultimo, la L. 86/2019 (art. 5) ha previsto una delega al Governo per il riordino delle disposizioni in materia di rapporti di rappresentanza di atleti e di società sportive e di accesso ed esercizio della professione di agente sportivo. Fra i principi e criteri direttivi vi sono quelli relativi alla previsione dei principi di autonomia, trasparenza e indipendenza cui deve attenersi l'agente sportivo nello svolgimento della sua professione e alla regolamentazione del conflitto di interessi.

 


ultimo aggiornamento: 20 settembre 2019
 
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