tema 4 luglio 2018
Studi Camera - Cultura Cultura, spettacolo, sport Interventi riguardanti gli organismi sportivi

Negli ultimi anni è stato stabilizzato il finanziamento del Comitato italiano paralimpico (CIP) e il medesimo Comitato è stato trasformato in ente autonomo di diritto pubblico. Inoltre, è stato ridefinito il limite dei mandati degli organi del CONI, del CIP e degli altri organismi sportivi. E' stata, infine, prevista la possibilità di costituire società sportive dilettantistiche con scopo di lucro e, con l'istituzione presso il CONI di un apposito Registro nazionale, si è regolamentata la professione di agente sportivo.

 

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La L. 124/2015 ha delegato il Governo a provvedere alla riorganizzazione del CIP – istituito con L. 189/2003 - , prevedendo, in particolare, lo "scorporo" dello stesso dal Comitato olimpico nazionale italiano (CONI), con conseguente trasformazione in ente autonomo di diritto pubblico, e stabilendo che, a seguito di tale trasformazione, il CIP doveva utilizzare per le sue attività parte delle risorse finanziarie del CONI e, per tutte le attività strumentali, doveva avvalersi di CONI Servizi spa, secondo modalità stabilite in apposito contratto di servizio. Infine, il personale in servizio presso il CIP doveva transitare in CONI Servizi spa.

 

E', conseguentemente, intervenuto il d.lgs. 43/2017, che ha disposto che il CIP – istituito quale ente dotato di autonomia organizzativa, regolamentare, amministrativa, contabile e di bilancio, posto sotto la vigilanza della Presidenza del Consiglio dei Ministri e il controllo della Corte dei conti – è la Confederazione delle Federazioni Sportive Paralimpiche (FSP) e delle Discipline Sportive Paralimpiche (DSP) da esso riconosciute. Al CIP partecipano, altresì, le Federazioni Sportive Nazionali e le Discipline Sportive Associate riconosciute dal CONI, le cui attività paralimpiche erano state già riconosciute dal CIP (FSNP e DSAP) alla data di entrata in vigore della L. 124/2015.

L'organizzazione periferica del CIP è disciplinata con lo statuto, approvato con DPCM.

Qui lo statuto adottato il 26 giugno 2017.
Da ultimo, con DPCM 15 maggio 2018 il CIP è stato inserito nella tab. A della L. 720/1984, istitutiva del sistema di tesoreria unica per gli enti ed organismi pubblici.

 

Le specifiche finalità del CIP concernono:

  • l'organizzazione ed il potenziamento dello sport paralimpico nazionale e, in particolare, la preparazione degli atleti paralimpici e l'approntamento dei mezzi idonei per le Paralimpiadi;
  • l'adozione di misure di prevenzione e repressione dell'uso di sostanze che alterano le naturali prestazioni fisiche degli atleti paralimpici;
  • la promozione della massima diffusione della pratica sportiva per i disabili;
  • la promozione di iniziative contro ogni forma di discriminazione e violenza nello sport.

 

Sono organi del CIP il Consiglio nazionale, la Giunta nazionale, il Presidente, il Segretario generale, il Collegio dei revisori dei conti.

Il Presidente del CIP è stato nominato con DPR 19 marzo 2018, per un periodo di quattro anni a decorrere dalla stessa data.

 

Il CONI ed il CIP possono stipulare convenzioni per la gestione comune di attività istituzionali, tra cui quelle in materia di prevenzione e repressione del doping e di giustizia sportiva.

 

I mezzi finanziari per l'espletamento delle attività del CIP dovevano essere stabiliti con decreto dell'autorità di vigilanza, di concerto con il Ministro dell'economia e delle finanze, che doveva determinare la parte delle risorse finanziarie, precedentemente in disponibilità o attribuite al CONI, da destinare al CIP.

 

Al riguardo, si ricorda che la L. di stabilità 2015 (L. 190/2014: art. 1, co. 190) aveva stabilizzato il finanziamento delle attività istituzionali del CIP, autorizzando la spesa di € 7 mln annui a decorrere dal 2015. Successivamente, tale stanziamento era stato incrementato di € 0,5 mln annui, dal 2016, da attribuire al programma internazionale Special Olympics Italia, destinato a soggetti con disabilità intellettiva (L. 208/2015- L. di stabilità 2016: art. 1, co. 407 e 408).

Prima di allora, il finanziamento del CIP era stato autorizzato con diversi interventi normativi a valenza temporale limitata.

 

In attuazione di quanto previsto dal d.lgs. 43/2017, con D.I. 8 settembre 2017 le risorse da assegnare al CIP sono state determinate in € 20 mln annui, a decorrere dal 2017. Tale importo non considera lo stanziamento di € 0,5 mln annui destinati al programma internazionale Special Olympics Italia che, pertanto, è aggiuntivo.
Il D.I. specifica che, per effetto di tali previsioni, le risorse finanziarie in disponibilità del CONI da trasferire al CIP sono quantificate in € 3.345.800 per il 2017, € 3.509.111 per il 2018 ed € 3.404.194 dal 2019.
Infine, il D.I. dispone il transito in CONI Servizi Spa della dotazione organica del CIP di cui alla tabella ad esso allegata.

Le risorse relative al CIP sono allocate sul cap. 2132 dello stato di previsione del MEF.

Si ricorda, infine, che la L. di bilancio 2018 (L. 205/2017: art. 1, co. 372) ha previsto che, per sostenere la promozione e l'esercizio della pratica sportiva in funzione del recupero dell'integrità psico-fisica e del reinserimento sociale delle persone con disabilità da lavoro, l'Istituto nazionale per l'assicurazione contro gli infortuni sul lavoro (INAIL) trasferisce ogni anno al CIP l'importo di € 3 mln. Le risorse devono essere utilizzate per realizzare le attività ricomprese in piani quadriennali elaborati dall'INAIL, sentito il CIP.

Si è stabilizzato così, a livello legislativo, quanto avvenuto, fino al 2017, sulla base di una convenzione quadro fra INAIL e CIP.

 

ultimo aggiornamento: 3 luglio 2018

La L. 8/2018 – modificando il d.lgs. 242/1999, relativo al CONI, e il d.lgs. 43/2017, relativo al CIP – ha disciplinato i limiti al numero dei mandati degli organi del CONI, delle Federazioni sportive nazionali (FSN), delle Discipline sportive associate (DSA), degli Enti di promozione sportiva (EPS), nonché del CIP, delle Federazioni sportive paralimpiche (FSP), delle Discipline sportive paralimpiche (DSP) e degli Enti di promozione sportiva paralimpica (EPSP).

In particolare, per tutte le realtà indicate, il numero massimo di mandati è fissato in tre.

 

Per il CONI e il CIP, il numero massimo di mandati si applica al Presidente e agli altri componenti della Giunta nazionale – ad eccezione dei membri italiani del Comitato olimpico internazionale (CIO) e dei membri italiani del Comitato paralimpico internazionale (IPC) – nonché ai Presidenti e ai membri degli organi direttivi delle strutture territoriali.

Entro 4 mesi dalla data di entrata in vigore della legge, il CONI e il CIP dovevano adeguare lo statuto alle nuove previsioni.

 

Per le FSN, le DSA, gli EPS, le FSP, le DSP e gli EPSP – nonché per i membri degli organi direttivi delle loro strutture territoriali – il limite di tre mandati può essere abbassato dai singoli statuti (fatti salvi gli effetti delle disposizioni transitorie).

In via transitoria, i Presidenti e i membri degli organi direttivi nazionali e territoriali di FSN, DSA, EPS, FSP, DSP e EPSP che erano in carica alla data di entrata in vigore della legge e che hanno già raggiunto il previsto limite di tre mandati possono svolgere, se eletti, un ulteriore mandato. Per il Presidente uscente, però, la rielezione è possibile solo se raggiunge una maggioranza non inferiore al 55% dei votanti.

Entro 4 mesi dalla data di approvazione delle modifiche statutarie, rispettivamente, del CONI e del CIP, le FSN, le DSA e gli EPS, nonché le FSP, le DSP e gli EPSP adeguano i propri statuti.

 

Ulteriori previsioni riguardano la rappresentanza per delega. In particolare, qualora gli statuti di FSN, DSA, EPS prevedano tale possibilità, il CONI doveva stabilire, entro 4 mesi dalla data di entrata in vigore della legge, i princìpi generali per l'esercizio del diritto di voto per delega in assemblea, definendo il numero massimo – comunque non superiore a cinque – di deleghe che possono essere rilasciate a uno stesso soggetto. Le stesse disposizioni si applicano al CIP con riferimento a FSP, DSP, EPSP.

ultimo aggiornamento: 4 luglio 2018

La L. di bilancio 2018 (L. 205/2017: art. 1, co. 353-355 e 357) ha previsto che le attività sportive dilettantistiche possono essere esercitate anche da società con scopo di lucro. Specifiche previsioni riguardano i contenuti dello statuto di tali società, con riferimento a denominazione, scopo sociale, amministratori, presenza di un direttore tecnico.

Per le società sportive dilettantistiche con scopo di lucro riconosciute dal CONI sono state previste agevolazioni fiscali. In particolare, l'imposta sul reddito delle società (IRES) è ridotta alla metà e, dal 1° gennaio 2019, i servizi di carattere sportivo resi nei confronti di chi pratica l'attività sportiva a titolo occasionale o continuativo in impianti gestiti dalle stesse sono soggetti ad aliquota IVA ridotta al 10%.

ultimo aggiornamento: 4 luglio 2018

La L. di bilancio 2018 (L. 205/2017: art. 1, co. 373) ha previsto l'istituzione presso il CONI del Registro nazionale degli agenti sportivi, al quale deve essere iscritto chi, sulla base di un incarico scritto, mette in relazione due o più soggetti operanti nell'ambito di una disciplina sportiva riconosciuta dallo stesso CONI, ai fini della conclusione di un contratto di prestazione sportiva professionistica, del trasferimento di tale prestazione, o del tesseramento presso una Federazione sportiva professionistica.

Per l'iscrizione al Registro sono necessari il pagamento di un'imposta di bollo annuale di € 250, il possesso del diploma di istruzione secondaria di secondo grado e il superamento di una prova abilitante.

Gli sportivi professionisti e le società affiliate a una Federazione sportiva professionistica non possono avvalersi di soggetti non iscritti al Registro, a pena di nullità dei contratti.

La definizione della disciplina attuativa è stata demandata ad un DPCM, emanato sentito il CONI, mentre è il CONI a definire i casi di incompatibilità, fissando il conseguente regime sanzionatorio sportivo.

In attuazione, è intervenuto il DPCM 23 marzo 2018 che, in particolare, ha previsto che l'esame di abilitazione si articola in:
- una prova generale organizzata dal CONI in almeno due sessioni annue e che consiste nella verifica scritta e/o orale della conoscenza del diritto dello sport e degli istituti fondamentali del diritto privato e del diritto amministrativo;
- una prova speciale, a cui accede chi ha superato la prova generale, organizzata dalle Federazioni sportive nazionali professionistiche in almeno due sessioni l'anno e che consiste nella verifica scritta e/o orale della conoscenza della normativa federale in materia di tesseramenti.
Per il 2018, è prevista una sola prova generale e una sola prova speciale, che si concludono, rispettivamente, entro la fine dei mesi di settembre e dicembre 2018.
Il soggetto che supera le prove può chiedere alla Federazione sportiva nazionale presso la quale ha svolto la prova speciale di essere iscritto al registro federale degli agenti sportivi. La Federazione sportiva provvede a ciò e rilascia al soggetto il certificato di avvenuta iscrizione. Ricevuto il certificato, il soggetto chiede al CONI di essere iscritto al Registro nazionale degli agenti sportivi.
Gli agenti sportivi hanno un obbligo di aggiornamento annuale.
Nel Registro nazionale degli agenti sportivi una apposita sezione riguarda i cittadini dell'UE abilitati in altro Stato membro.
E' fatta salva la validità dei titoli abilitativi rilasciati prima del 31 marzo 2015. I  titoli abilitativi rilasciati fra il 31 marzo 2015 e il 31 dicembre 2017 conservano la propria validità fino al 31 dicembre 2018.

Al riguardo, l'Autorità garante della concorrenza e del mercato, nella Relazione relativa al 2017, trasmessa alla Presidenza della Camera l'11 aprile 2018 (Doc. XLV n. 1), ha sottolineato come la previsione della legge di bilancio 2018 introduca una nuova area di riserva e di esclusiva, che riduce il livello della concorrenza nel relativo mercato.

ultimo aggiornamento: 4 luglio 2018
 
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