tema 21 ottobre 2019
Studi Camera - Cultura Istruzione Edilizia scolastica e sicurezza nelle scuole

La legge di bilancio 2019 (L. 145/2018) ha previsto l'attribuzione alle province delle regioni a statuto ordinario di un contributo per gli anni dal 2019 al 2033 per il finanziamento di piani di sicurezza finalizzati, tra l'altro, alla manutenzione delle scuole.

Il D.L 59/2019 (L. 81/2019) ha previsto l'adozione di un piano straordinario per l'adeguamento alla normativa antincendio delle scuole, al contempo differendo al 31 dicembre 2021 il termine per l'adeguamento, nei casi in cui a ciò non si sia già proceduto.

Ulteriori interventi della XVIII legislatura hanno riguardato la modifica della procedura per l'individuazione degli interventi da finanziare, rispettivamente, per la costruzione di Poli per l'infanzia innovativi e di scuole innovative nelle aree interne del paese, la destinazione di risorse alla progettazione degli stessi Poli per l'infanzia e delle prime scuole innovative, nonché la destinazione delle economie derivanti da alcune precedenti linee di finanziamento per interventi di edilizia scolastica alla progettazione di interventi di messa in sicurezza degli edifici scolastici.

Inoltre, è stato previsto che, dal 2018, le risorse del Fondo per interventi straordinari della Presidenza del Consiglio destinate ad interventi di adeguamento strutturale ed antisismico delle scuole sono ripartite secondo i criteri della programmazione triennale nazionale degli interventi di edilizia scolastica, definiti (poi) nell'ambito dell'Accordo quadro siglato il 6 settembre 2018 che, oltre a individuare gli stessi, ha anche semplificato le procedure.

Ancora, è stata estesa la possibilità di stipulare i c.d. "mutui BEI" per l'edilizia scolastica anche agli interventi inclusi nelle programmazioni triennali successive a quella del triennio 2015-2017.

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Nell'articolo 117 della Costituzione, l'edilizia scolastica non è menzionata.

Tuttavia, la Corte costituzionale ha chiarito che nella relativa disciplina «si intersecano più materie, quali il "governo del territorio", "l'energia" e la "protezione civile", tutte rientranti nella competenza concorrente» (sentenze 62/2013, 284/2016 e, da ultimo, 71/2018).

 

Con riferimento alla realizzazione, fornitura e manutenzione ordinaria e straordinaria degli edifici scolastici, la L. 23/1996 (art. 3) ha stabilito che provvedono i comuni, per quelli da destinare a sede di scuole dell'infanzia, primaria e secondaria di primo grado, e le province, per quelli da destinare a sede di scuole di istruzione secondaria di secondo grado.

ultimo aggiornamento: 21 ottobre 2019

1. La programmazione unica triennale nazionale degli interventi di edilizia scolastica

 

La programmazione unica triennale nazionale degli interventi di edilizia scolastica è stata introdotta nell'ordinamento – con riferimento al triennio 2015-2017 - con il decreto interministeriale 23 gennaio 2015 (MEF-MIUR-MIT), emanato al fine di dare attuazione all'art. 10 del D.L. 104/2013 (L. 128/2013), che ha autorizzato le regioni, per interventi di edilizia scolastica, a stipulare mutui, fra gli altri, con la Banca europea per gli investimenti.

A tale determinazione il D.I. era pervenuto avendo preso atto che i piani triennali regionali di edilizia scolastica relativi al triennio 2013-2015 – ai cui interventi potevano essere conferite le risorse di cui all'art. 10 del D.L. 104/2013 e che sarebbero dovuti essere adottati sulla base dell'intesa intervenuta in Conferenza unificata il 1° agosto 2013 ai sensi dell'art. 11, co. 4-bis-4-octies, del D.L. 179/2012 (L. 221/2012) – non erano stati attuati.

 

Conseguentemente, il D.I. 23 gennaio 2015 – come modificato, quanto ai termini, dal D.I. 27 aprile 2015 - aveva proceduto alla definizione di tempi certi per la trasmissione dei piani regionali (oltre che di ulteriori criteri – rispetto a quelli definiti con l'intesa del 1° agosto 2013 – per l'assegnazione delle risorse).

La programmazione nazionale per il triennio 2015-2017 è stata predisposta con DM 29 maggio 2015, n. 322 ed è stata aggiornata, per il 2016, con DM 14 ottobre 2016, n. 790 e, per il 2017, con DM 13 marzo 2018, n. 216. 

 

  Successivamente, il d.lgs. 65/2017 (art. 3, co. 4-8) ha stabilito che dal 2018 sono ammessi nella programmazione unica triennale nazionale anche gli interventi di ristrutturazione, miglioramento, messa in sicurezza, adeguamento antisismico, efficientamento energetico e riqualificazione di immobili di proprietà pubblica da destinare ai Poli per l'infanzia per l'accoglienza, in un unico plesso o in edifici vicini, di più strutture di educazione e di istruzione per bambini fino a 6 anni.

 

La definizione di una nuova programmazione unica nazionale degli interventi in materia di edilizia scolastica per il triennio 2018-2020 è stata dunque avviata con D.I. 3 gennaio 2018. La programmazione in questione è stata predisposta con DM 12 settembre 2018, n. 615  e rettificata, per le regioni Calabria, Campania, Lazio, Lombardia, Piemonte, Sicilia, Toscana, Valle d'Aosta e Veneto - a seguito, fra l'altro, di errori riscontrati nella denominazione degli enti o dei progetti o in virtù di ricorsi amministrativi o giurisdizionali proposti dagli enti locali e accolti dalle rispettive regioni – con DM 10 dicembre 2018, n. 849.

In particolare, il D.I. 3 gennaio 2018 – adottato sulla base dell' accordo raggiunto in Conferenza unificata il 23 novembre 2017 aveva stabilito (art. 2) che le regioni dovevano trasmettere al MIUR, entro il 2 agosto 2018 (120 giorni dalla data di pubblicazione del DI) i piani regionali redatti sulla base delle richieste degli enti locali. Il MIUR doveva trasmettere i piani al MIT ed inserirli in un'unica programmazione nazionale (da attuare nei limiti delle risorse finanziarie disponibili), da predisporre entro 60 giorni dall'avvenuta trasmissione dei piani da parte delle regioni.
Successivamente, nella seduta del 6 settembre 2018, la Conferenza unificata aveva espresso parere favorevole con raccomandazioni sul testo dell' Accordo quadro finalizzato a definire i criteri di riparto su base regionale delle risorse destinate all'edilizia scolastica nel triennio di riferimento della programmazione nazionale 2018-2020, nonché a snellire le procedure e velocizzare l'erogazione dei finanziamenti per la realizzazione degli interventi nel settore dell'edilizia scolastica.
In particolare, l'Accordo ha previsto che nel triennio 2018-2020 tutte le risorse per l'edilizia scolastica devono essere ripartite tenendo conto dei seguenti criteri:
  • Numero studenti: 43%;
  • Numero edifici: 42%
  • Zone sismiche: 10% (con differenziazione nelle 4 zone: zona 1: 40%; zona 2: 30%; zona 3: 20%; zona 4: 10%);
  • Affollamento delle strutture: 5%.
Inoltre, l'Accordo ha previsto che le risorse gestite dal MIUR nel triennio 2018-2020 sono erogate agli enti locali direttamente e che il MIUR si impegna a individuare termini differenziati per l'aggiudicazione dei lavori da parte degli enti locali, tenendo conto dei livelli di progettazione.

Da ultimo, con DM 110 del 21 febbraio 2019 il MIUR aveva stabilito il termine del 30 giugno 2019 entro il quale le Regioni dovevano far pervenire l'aggiornamento dei piani relativi all'annualità 2019. Il medesimo decreto aveva previsto che con successivo decreto ministeriale, da adottare entro il 15 luglio 2019, doveva essere approvato l'aggiornamento per l'annualità 2019 della programmazione nazionale in materia di edilizia scolastica.

L'aggiornamento per l'annualità 2019 è stato adottato con DM 681 del 30 luglio 2019.

2. L'Anagrafe dell'edilizia scolastica

 

La L. 107/2015 (art. 1, co. 137) ha disposto che il MIUR garantisce stabilmente l'accesso e la riutilizzabilità dei dati del Sistema nazionale di istruzione e formazione pubblicando in formato aperto, tra gli altri, i dati relativi all'Anagrafe dell'edilizia scolastica.

In base all' Accordo in Conferenza Unificata del 6 febbraio 2014 - con il quale era stata definita l'architettura di sistema per lo scambio dei flussi informativi fra le diverse articolazioni della Anagrafe - il Sistema prevede due componenti: una centrale ( SNAES ), che garantisce al MIUR le conoscenze necessarie per lo svolgimento delle funzioni di indirizzo, pianificazione e controllo, e un'altra, distribuita in "nodi regionali" (ARES), che assicura la programmazione, a livello regionale, del patrimonio edilizio e la gestione del medesimo su base provinciale, comunale e di singola unità scolastica.
Successivamente, il 10 novembre 2016 è stato raggiunto, in Conferenza unificata, un nuovo Accordo che ha modificato l'architettura di sistema per lo scambio dei flussi informativi tra le diverse articolazioni dell'Anagrafe, in particolare prevedendo che il MIUR doveva realizzare un sistema informativo di acquisizione dei dati regionali in tempo reale – superando quindi il riversamento periodico degli stessi, – e realizzare una interazione fra la banca dati dell'edilizia scolastica e l'anagrafe degli studenti, mentre comuni, province e città metropolitane si impegnano a garantire un aggiornamento costante dei dati nell'ARES.
Da ultimo, con l' Accordo quadro raggiunto in sede di Conferenza unificata il 6 settembre 2018, le Parti hanno concordato il cronoprogramma delle successive fasi di attuazione dell'Anagrafe al fine di consentirne maggiore fruibilità, trasparenza e completezza.

Il 26 settembre 2018 il MIUR aveva reso disponibili online i dati aggiornati dell'Anagrafe.

Il comunicato stampa evidenziava che "Dall'ultimo aggiornamento dell'Anagrafe emerge che in Italia c'è un patrimonio edilizio scolastico composto da 40.151 edifici attivi che fanno capo agli enti locali, 22.000 di questi edifici sono stati costruiti prima del 1970. L'aggiornamento ha consentito un censimento più completo del precedente con un +17,8% di edifici intercettati, che nella precedente rilevazione risultavano inattivi.

Ad oggi, il 53,2% degli edifici possiede il certificato di collaudo statico (la prima norma che introduce in Italia l'obbligo del certificato di collaudo statico è la legge 5 novembre 1971, n. 1086, il 22,3% degli edifici senza questo certificato è costruito prima del 1970). Il 59,5% non ha quello di prevenzione incendi. Il 53,8% non ha quello di agibilità/abitabilità. Il 78,6% delle scuole ha il piano di emergenza. Il 57,5% degli edifici è dotato di accorgimenti per ridurre i consumi energetici. Le barriere architettoniche risultano rimosse nel 74,5% degli edifici".

Da ultimo, l'8 ottobre 2019 è stato presentato il nuovo portale dell'Anagrafe e sono stati illustrati i primi risultati della mappatura satellitare delle scuole in collaborazione con ASI, CNR e INFN.

Qui il comunicato stampa del MIUR.

 

 3. L'Osservatorio per l'edilizia scolastica

 

La L. 107/2015  (art. 1, co. 159) ha attribuito all'Osservatorio per l'edilizia scolastica, istituito presso il MIUR dalla L. 23/1996 (art. 6), anche compiti di indirizzo, di programmazione degli interventi in materia di edilizia scolastica, nonché di diffusione della cultura della sicurezza (che si sono aggiunti ai compiti di indirizzo e coordinamento delle attività di studio e ai compiti di supporto dei soggetti programmatori e attuatori degli interventi).

Ha, inoltre, disposto, che all'Osservatorio, su specifiche tematiche, è consentita la partecipazione anche delle organizzazioni civiche aventi competenza ed esperienza comprovate sulla base di criteri oggettivi e predefiniti.

L'integrazione della composizione dell'Osservatorio e l'ampliamento delle funzioni ad esso attribuite sono stati disciplinati con DM 762 del 30 settembre 2015.
 
Da ultimo, con l' Accordo quadro raggiunto in sede di Conferenza unificata il 6 settembre 2018, le Parti hanno riconosciuto alla Struttura tecnica dell'Osservatorio il coordinamento e il monitoraggio delle azioni e degli impegni previsti nello stesso Accordo.
 

4. La Task Force Edilizia Scolastica

 

Nel 2014, l'Agenzia per la coesione territoriale ha avviato un'attività di presidio ed affiancamento agli enti locali beneficiari di risorse destinate all'edilizia scolastica ed ha a tal fine istituto una specifica Task Force Edilizia Scolastica (TFES) con il compito di accelerare l'attuazione degli interventi e garantire il pieno utilizzo delle risorse assegnate a tre regioni dell'Obiettivo Convergenza (Calabria, Campania e Sicilia).

Successivamente, il progetto è stato esteso ad altre regioni ed è stato siglato, in particolare, il 21 giugno 2016, un protocollo di intesa.

In particolare, dal comunicato stampa dell'Agenzia del 10 aprile 2019, relativo alla presentazione del Rapporto sulle attività e sui risultati della Task Force Edilizia Scolastica aggiornati al 31 dicembre 2018, risulta che "sono state formalizzate le adesioni al protocollo d'Intesa di due nuove Regioni, il Molise e il Veneto, che si aggiungono alle altre 15 in cui la TFES è già operativa: Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Friuli Venezia Giulia, Lazio, Liguria, Lombardia, Marche, Puglia, Piemonte, Sardegna, Sicilia, Toscana e Umbria".
Nel medesimo comunicato si legge che "La Task Force Edilizia Scolastica è un progetto supportato nel quadro del Programma Azione Coesione Complementare al PON Governance e capacità istituzionale 2014-2020".

In argomento, l'Accordo quadro raggiunto in sede di Conferenza unificata il 6 settembre 2018 ha previsto che le Parti, per le attività di cui allo stesso Accordo e, in particolare, per l'implementazione dei dati dell'edilizia scolastica, possono avvalersi della medesima Task Force.

ultimo aggiornamento: 21 ottobre 2019

1. Gli interventi da finanziare con i c.d. mutui BEI

 

Il D.L. 86/2018 (L. 97/2018: art. 4, co. 3-quinquies) ha esteso la possibilità, per le regioni, prevista dal D.L. 104/2013 (L. 128/2013: art. 10), di stipulare i mutui trentennali, con oneri di ammortamento a totale carico dello Stato, con (fra gli altri) la Banca europea per gli investimenti (BEI) ), la Banca di Sviluppo del Consiglio d'Europa, la Cassa depositi e prestiti, anche per gli interventi inclusi nelle programmazioni triennali successive a quella del triennio 2015-2017. Inoltre, ha eliminato il coinvolgimento del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti nella procedura di autorizzazione alle regioni alla medesima stipula e di definizione della disciplina attuativa.

Al riguardo, il 22 novembre 2018 è stato siglato un Protocollo di intesa relativo all'attuazione del nuovo piano di interventi di edilizia scolastica 2018-2020 tra il MIUR,  il MEF, la BEI, la Banca di sviluppo del Consiglio d'Europa e la Cassa depositi e prestiti S.p.A.

A sua volta, l'Accordo quadro raggiunto in sede di Conferenza unificata il 6 settembre 2018 ha disposto che nel triennio 2018-2020 sono ripartite secondo i criteri da esso previsti (v. par. La programmazione unica triennale) anche le risorse previste come attivabili in materia di edilizia scolastica in termini di volume di investimento derivanti dall'utilizzo dei contributi autorizzati ai sensi dell'art. 10 del D.L. 104/2013.

Il D.L. 104/2013 ( L. 128/2013: art. 10) – come modificato, per quanto qui più interessa, dalla L. 107/2015 (art. 1, co. 176) – ha previsto che, al fine di favorire interventi straordinari di ristrutturazione, miglioramento, messa in sicurezza, adeguamento antisismico, efficientamento energetico di immobili di proprietà pubblica adibiti all'istruzione scolastica, nonché di favorire la costruzione di nuovi edifici scolastici pubblici e la realizzazione di palestre nelle scuole o di interventi volti al miglioramento delle palestre scolastiche esistenti, per la programmazione triennale 2013-2015, le regioni interessate potevano essere autorizzate dal MIUR, d'intesa con il MIT, a stipulare mutui trentennali con oneri di ammortamento a totale carico dello Stato, con la BEI, la Banca di Sviluppo del Consiglio d'Europa, la Cassa depositi e prestiti e con i soggetti autorizzati all'esercizio dell'attività bancaria ai sensi del d.lgs. 385/1993.
A tal fine, ha disposto lo stanziamento di contributi pluriennali per € 40 mln per il 2015 e per € 50 mln annui per la durata residua dell'ammortamento del mutuo, a decorrere dal 2016. Le risorse sono state appostate sul cap. 7106 dello stato di previsione del MIUR.
La tabella E della L. di stabilità 2016 ( L. 208/2015) ha, poi, disposto un rifinanziamento per € 50 mln nel 2017, € 150 mln nel 2018 ed € 1.500 mln dal 2019.
Successivamente, la L. di bilancio 2018 ( L. 205/2017), operando un rifinanziamento direttamente nella sez. II, ha appostato sul cap. 7106 € 220 mln per ciascuno degli anni del triennio 2018-2020.
Le modalità attuative sono state stabilite, per il triennio 2015-2017, con il già citato D.I. 23 gennaio 2015 e, per il triennio 2018-2020, con il già citato D.I. 3 gennaio 2018.
Da ultimo, con DI 87 del 1 febbraio 2019 il MIUR ha autorizzato le Regioni alla stipula dei mutui 2018 e all'individuazione degli interventi.

2. Altri interventi per la sicurezza nelle scuole

 

Il D.L. 86/2018 (L. 97/2018: art. 4, co. 3-quater) ha disposto che, dal 2018, le risorse del Fondo per interventi straordinari della Presidenza del Consiglio (art. 32-bis del D.L. 269/2003-L. 326/2003) specificatamente destinate dalla L. 244/2007 (art. 2, co. 276) ad interventi di adeguamento strutturale ed antisismico delle scuole, nonché alla costruzione di nuovi immobili sostitutivi degli edifici esistenti, laddove indispensabili a sostituire quelli a rischio sismico – pari a € 20 mln annui a decorrere dal 2008 – sono ripartite secondo i criteri della programmazione triennale nazionale degli interventi di edilizia scolastica (e, ovviamente, nel relativo ambito).

Si è, così, superata la previsione della L. 107/2015 (art. 1, co. 160), in base alla quale i termini e le modalità di individuazione degli interventi in questione dovevano essere definiti con apposito DPCM, su proposta del Ministro dell'istruzione, dell'università e della ricerca.
Le risorse relative al quadriennio 2018-2021 – pari a complessivi € 80 mln - sono state ripartite con DM 93 dell'11 febbraio 2019.
Con DM 392 del 30 aprile 2019 sono stati approvati i piani regionali da ammettere al finanziamento a valere sulle risorse ripartite con il DM 93/2019.

Il D.L. 109/2018 (L. 130/2018: art. 42, co. 1-3) ha previsto che le economie derivanti  da precedenti stanziamenti (D.L. 66/2014-L. 89/2014: art. 48, e delibera CIPE 22/2014, nonché art. 1, co. 177, L. 107/2015) dovevano essere accertate e attribuite, entro il 31 dicembre 2018, agli enti locali proprietari degli edifici scolastici, per essere destinate, specificamente, alla progettazione di interventi di messa in sicurezza degli stessi.

In attuazione, è intervenuto il DM 850 del 10 dicembre 2018, che ha definito in € 55.224.798,76 l'importo complessivo delle economie e ha previsto che le risorse dovevano essere assegnate, per la progettazione di interventi di messa in sicurezza di edifici scolastici e previa selezione pubblica, agli enti locali inseriti nella programmazione unica triennale 2018-2020, ma non rientranti nella prima annualità di finanziamento.
Il 13 marzo 2019 è stato poi emanato l' avviso pubblico previsto dal DM per la concessione dei contributi.

Il 12 luglio 2019 è stata pubblicata la graduatoria dei 323 enti locali beneficiari dei contributi.

Inoltre, ha previsto (art. 42, co. 3-bis) che, per consentire il completo utilizzo delle risorse già destinate al Piano straordinario per la messa in sicurezza degli edifici scolastici (L. 289/2002: art. 80, co. 21), le somme disponibili di cui all'art. 1, co. 170, della L. 107/2015 (provenienti dalla L. 191/2009: art. 2, co. 239: c.d. terzo stralcio) dovevano essere accertate entro il 31 dicembre 2018, per essere destinate ad interventi legati ad "altre motivate esigenze, al fine di consentire il diritto allo studio, il regolare svolgimento dell'attività didattica e la sicurezza delle strutture".

 

Da ultimo, la L. di bilancio 2019 (L. 145/2018: art. 1, co. 889) ha previsto l'attribuzione alle province delle regioni a statuto ordinario di un contributo di € 250 mln annui per gli anni dal 2019 al 2033 per il finanziamento di piani di sicurezza a valenza pluriennale per la manutenzione di scuole (e di strade).

Il contributo doveva essere ripartito, con decreto del Ministro dell'interno, di concerto con il Ministro dell'economia e delle finanze e con il Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, previa intesa in sede di Conferenza unificata, sulla base dei seguenti criteri:

  • il 50% tra le province che presentano una diminuzione della spesa per la manutenzione di scuole (e strade) nel 2017, rispetto alla spesa media riferita al triennio 2010-2012, da assegnare in proporzione alla suddetta diminuzione;
  • il restante 50% in proporzione all'incidenza determinata, al 31 dicembre 2018, dalla manovra di finanza pubblica rispetto al gettito 2017 dell'imposta RC auto, dell'imposta provinciale di trascrizione, nonché del fondo sperimentale di riequilibrio.
In attuazione è intervenuto il D.I. 4 marzo 2019.
 
In argomento, si segnala la deliberazione della Corte dei conti n. 18/2018 del 31 luglio 2018, concernente il Piano straordinario di messa in sicurezza degli edifici scolastici nelle zone a rischio sismico.

3. Scuole innovative e Poli per l'infanzia innovativi

 

Il D.L. 109/2018 (L. 130/2018: art. 42-bis, co. 2 e 4) ha autorizzato la spesa di € 9 mln per ciascuno degli anni 2018, 2019 e 2020 per la progettazione delle scuole innovative previste dalla L. 107/2015 (art. 1, co. 153-158), alla cui realizzazione sono state destinate risorse dell'INAIL. Le risorse destinate alla progettazione sono anticipate agli enti locali per stati di avanzamento dei livelli di progettazione e poi scomputate dall'INAIL all'atto della quantificazione dell'importo dovuto agli enti locali per l'acquisizione delle aree oggetto di intervento.

La L. 107/2015 (art. 1, co. 153-158) ha disposto la realizzazione di edifici scolastici innovativi dal punto di vista architettonico, tecnologico, impiantistico, dell'efficienza energetica e della sicurezza strutturale e antisismica, caratterizzati dalla presenza di nuovi ambienti di apprendimento e dall'apertura al territorio.
In particolare, a tal fine, ha previsto l'utilizzo delle risorse – pari a complessivi € 300 mln nel triennio 2015-2017 – che, in base al D.L. 69/2013 ( L. 98/2013: art. 18, co. 8), l' INAIL doveva destinare ad un piano di messa in sicurezza delle scuole e di costruzione di nuovi edifici scolastici. I canoni di locazione da corrispondere all'INAIL sono stati posti a carico dello Stato.
Ha, altresì, previsto che con decreto del Ministro dell'istruzione, dell'università e della ricerca dovevano essere ripartite le risorse tra le regioni e essere individuati i criteri per l'acquisizione da parte delle stesse regioni delle manifestazioni di interesse degli enti locali proprietari delle aree oggetto di intervento e interessati alla costruzione di una scuola innovativa.
Con altro decreto del Ministro dell'istruzione, dell'università e della ricerca, sentita la Conferenza Stato-regioni, doveva essere indetto un concorso con procedura aperta avente ad oggetto proposte progettuali relative agli interventi individuati dalle regioni.
La ripartizione delle risorse – pari a € 300 mln – fra le regioni e la definizione dei criteri è stata operata con DM 593 del 7 agosto 2015.
Con DM 3 novembre 2015, n. 860 il MIUR ha annunciato l'indizione, con decreto del competente direttore generale, del "Concorso di idee per la realizzazione di scuole innovative", fissando l'importo dei premi. Il concorso è stato bandito con D.D. 7746 del 12 maggio 2016.
 
Successivamente, la L. di stabilità 2016 ( L. 208/2015: art. 1, co. 717) ha disposto che l'INAIL avrebbe destinato alla realizzazione di scuole innovative ulteriori € 50 mln. Anche in questo caso, i canoni di locazione sono stati posti a carico dello Stato.
Il 6 novembre 2017 sono stati proclamati i vincitori del concorso.

Lo stesso D.L. 109/2018 (art. 42-bis, co. 3 e 4) ha, altresì, autorizzato la spesa di € 4,5 mln per ciascuno degli anni 2019 e 2020 per la progettazione dei Poli per l'infanzia innovativi previsti dal d.lgs. 65/2017 (art. 3, co. 4-8), alla cui realizzazione sono state destinate risorse dell'INAIL. Anche in questo caso, le risorse sono anticipate agli enti locali per stati di avanzamento dei livelli di progettazione e poi scomputate dall'INAIL all'atto della quantificazione dell'importo dovuto agli enti locali per l'acquisizione delle aree oggetto di intervento.

Inoltre (art. 42-bis, co. 5), ha eliminato la previsione in base alla quale ogni regione doveva selezionare da 1 a 3 interventi relativi alla costruzione di Poli per l'infanzia innovativi. Pertanto, non si prevede più un numero minimo e un numero massimo di interventi per regione.

Il d.lgs. 65/2017 (art. 3, co. 4-8), nell'istituire i Poli per l'infanzia – destinati ad accogliere, in un unico plesso o in edifici vicini, più strutture di educazione e di istruzione per bambini fino a 6 anni –, ha previsto la destinazione di fondi INAIL, fino ad un massimo di € 150 mln per il triennio 2018-2020, per la costruzione di edifici da destinare a Poli per l'infanzia innovativi. I canoni di locazione da corrispondere all'INAIL sono stati posti a carico dello Stato.
La relativa disciplina era analoga, mutatis mutandis, a quella prevista dalla L. 107/2015 (art. 1, co. 153-158). In tal caso, però, le regioni dovevano selezionare da 1 a 3 interventi.
Le risorse sono state ripartite tra le regioni con DM 637 del 23 agosto 2017.

A sua volta, il D.L. 86/2018 (L. 97/2018: art. 4, co. 3-ter) ha soppresso, nell'ambito della procedura per l'individuazione degli interventi da finanziare per la costruzione di scuole innovative e di Poli per l'infanzia innovativi, lo specifico concorso che doveva essere indetto dal MIUR, avente ad oggetto proposte progettuali relative agli interventi individuati dalle regioni.

Questa previsione riguarda, dunque, anche la prosecuzione del programma di costruzione di scuole innovative nelle aree interne del Paese.

Infatti, per la prosecuzione del programma di costruzione di scuole innovative di cui alla L. 107/2015, nelle aree interne del Paese, secondo le modalità ivi previste, la L. di bilancio 2018 ( L. 205/2017: art. 1, co. 677 e 678) ha disposto che l' INAIL destina complessivi € 50 mln. I canoni di locazione da corrispondere all'INAIL sono stati posti a carico dello Stato.

Nello stesso filone, la L. di bilancio 2017 (L. 232/2016: art. 1, co. 85) ha previsto che l'INAIL doveva destinare € 100 mln per la realizzazione di nuove strutture scolastiche e che con DPCM dovevano essere individuate le regioni ammesse alla ripartizione, assegnate le risorse disponibili e stabiliti i criteri di selezione dei progetti. I canoni di locazione da corrispondere all'INAIL sono stati posti a carico delle regioni.

In attuazione, è intervenuto il DPCM 27 ottobre 2017 che, in particolare, ha previsto tra i criteri di selezione la realizzazione di scuole innovative dal punto di vista architettonico, impiantistico, tecnologico, dell'efficienza energetica e della sicurezza strutturale ed antisismica, caratterizzati dalla presenza di nuovi ambienti di apprendimento e dall'apertura al territorio. La procedura, tuttavia, è stata disciplinata in termini differenti da quella prevista dall'art. 1, co. 153-158, della L. 107/2015.

 

Successivamente, però, con sentenza 71/2018, la Corte costituzionale ha dichiarato costituzionalmente illegittimo il co. 85 citato nella parte in cui non ha previsto che il DPCM con il quale dovevano essere individuate le Regioni ammesse alla ripartizione, assegnate le risorse disponibili e stabiliti i criteri di selezione dei progetti, fosse adottato d'intesa con la Conferenza Stato-Regioni.

La sentenza ha, poi, evidenziato che la particolare rilevanza sociale del servizio scolastico e, più specificamente, della realizzazione di nuove scuole che rispondano ai requisiti della sicurezza strutturale e antisismica, e l'inerenza dello stesso a diritti fondamentali dei suoi destinatari, imponevano, peraltro, che fosse garantita continuità nell'erogazione delle risorse finanziarie e che restassero, di conseguenza, «salvi gli eventuali procedimenti di spesa in corso, anche se non esauriti».

Da ultimo, il D.L. 109/2018 (L. 130/2018: art. 42-bis, co. 1) ha previsto che l'intesa in Conferenza Stato-regioni per la realizzazione delle nuove strutture scolastiche può essere raggiunta ex post rispetto al DPCM attuativo già adottato, purché anteriormente all'avvio delle procedure di affidamento degli interventi.

4. Il Fondo infrastrutture

 

La L. di bilancio 2017 (L. 232/2016: art. 1, co. 140), nell'istituire nello stato di previsione del MEF, fino al 2032, un nuovo Fondo per il finanziamento di investimenti e lo sviluppo infrastrutturale del Paese, ha inserito fra le finalità dello stesso gli interventi in materia di edilizia pubblica, compresa quella scolastica e di prevenzione del rischio sismico.

In seguito, il D.L. 50/2017 (L. 96/2017: art. 25, co. 1) ha disposto che una specifica quota del Fondo, per un importo pari a € 64 mln per il 2017, € 118 mln per il 2018, € 80 mln per il 2019 ed € 44,1 mln per il 2020 è attribuita dal MIUR alle province e alle città metropolitane per il finanziamento degli interventi in materia di edilizia scolastica (contestualmente riducendo l'autorizzazione di spesa relativa al Fondo). Tali risorse possono essere destinate anche all'attuazione degli interventi di adeguamento alla normativa in materia di sicurezza antincendio. Le province e le città metropolitane certificano l'avvenuta realizzazione degli investimenti entro il 31 marzo successivo all'anno di riferimento, mediante apposita comunicazione al MIUR e al MEF. In caso di mancata o parziale realizzazione degli investimenti, le corrispondenti risorse sono versate all'entrata del bilancio dello Stato per essere riassegnate al Fondo.

In attuazione dell'art. 1, co. 140, della L. 232/2016, il DPCM 21 luglio 2017 ha dunque previsto che al MIUR sono attribuite risorse, per quanto qui interessa, per interventi di edilizia pubblica, compresa quella scolastica (€ 48,2 mln nel 2017, € 103,7 mln nel 2018, € 133,7 mln nel 2019, € 55,9 mln dal 2020 al 2032) e di prevenzione del rischio sismico (€ 242,7 mln nel 2017, € 271,0 mln nel 2018, € 259,0 mln nel 2019, € 200 dal 2020 al 2032).
La ripartizione tra le regioni delle risorse assegnate al MIUR con il DPCM 21 luglio 2017, per un importo complessivo pari ad € 1.058.255.963 per il triennio 2017-2019, è stata operata con DM 929/2017. Con successivo DM 1007/2017 le stesse sono state assegnate agli enti locali. ( qui un comunicato di rettifica). Da ultimo, con nota 26566 dell'8 ottobre 2018, il MIUR ha emanato linee guida per consentire l'esecuzione dei lavori e l'avvio delle liquidazioni degli interventi sulla base degli stati di avanzamento, prevedendo, in particolare, che il termine per procedere all'aggiudicazione era di 18 mesi dalla data di pubblicazione del DM 1007/2017 nella Gazzetta Ufficiale e, dunque, era fissato al 19 agosto 2019.
Con DM 471 del 13 giugno 2019 (qui l' allegato A; qui l' allegato B) il termine per l'aggiudicazione è stato poi prorogato - a seguito delle difficoltà incontrate da numerosi enti locali nello sviluppo delle progettazioni - al 31 marzo 2020. Contestualmente, sono stati modificati alcuni piani regionali, fermo restando l'importo già assegnato a ciascuna regione.
Le risorse destinate dal D.L. 50/2017 a province e città metropolitane per interventi di edilizia scolastica, pari complessivamente a € 321,1 mln (€ 79 mln per il 2017, € 118 mln per il 2018, € 80 mln per il 2019 ed € 44,1 mln per il 2020), sono state invece ripartite con DM 607/2017. Con successiva nota 1562 del 12 febbraio 2018 il MIUR ha, poi, inviato a province e città metropolitane le linee guida per l'accesso al finanziamento, prevedendo, in particolare, che il termine per procedere all'aggiudicazione era di 18 mesi dalla data di pubblicazione del DM 607/2017  nella Gazzetta ufficiale e, dunque, era fissato al 13 maggio 2019.
Rettifiche degli interventi di cui agli elenchi allegati al DM 607/2017 sono poi state apportate con il DM 376 del 9 maggio 2018. Con DM 120 del 21 febbraio 2019 il termine per l'aggiudicazione è stato poi prorogato al 15 ottobre 2019.

Successivamente, la L. di bilancio 2018 (L. 205/2017: art. 1, co. 1072), rifinanziando il Fondo fino al 2033, ha confermato l'inclusione dell'edilizia pubblica, compresa quella scolastica, e della prevenzione del rischio sismico nei settori di spesa fra cui ripartire le risorse.

In seguito, è intervenuta la sentenza 74/2018, con la quale la Corte costituzionale - ricordato che, secondo la costante giurisprudenza costituzionale, lo Stato può attribuire al livello centrale una funzione amministrativa e allo stesso tempo regolarne l'esercizio con propria legge, anche in materie di competenza regionale, a condizione che sia assicurato il coinvolgimento del livello di governo territoriale – ha disposto che l'art. 1, co. 140, della L. 232/2016, che disciplina finanziamenti gestiti unilateralmente dallo Stato, è illegittimo nella parte in cui non richiede un'intesa con gli enti territoriali in relazione a DPCM riguardanti settori di spesa in materie di competenza regionale, quali - per quanto qui interessa - quelli relativi a edilizia pubblica compresa quella scolastica, e prevenzione del rischio sismico.

La Corte ha evidenziato, inoltre, che il carattere plurisettoriale del fondo e il contenuto sostanzialmente indeterminato del co. 140 rendono difficile valutare l'impatto che la pronuncia può avere sui diritti costituzionali delle persone, come è confermato dal DPCM 21 luglio 2017 che si limita a ripartire le risorse per settori e per ministeri, senza individuare gli specifici interventi da finanziare. Ricordato, dunque che, nel censurare previsioni istitutive di fondi statali settoriali, la Corte ha fatto talora salvi i procedimenti di spesa in corso, per evitare il pregiudizio di diritti costituzionali, ha concluso che "poiché anche il comma 140 interviene in diversi settori e su diversi tipi di investimenti che possono variamente incidere su diritti costituzionali delle persone (si pensi per esempio agli interventi antisismici nelle scuole o all'eliminazione delle barriere architettoniche), […] la dichiarazione di illegittimità costituzionale, nei termini indicati, della previsione in esso contenuta non produce effetti sui procedimenti in corso, qualora questi riguardino detti diritti".

 

Successivamente, il D.L. 91/2018 (L. 108/2018: art. 13, co. 01) ha previsto che resta fermo che i decreti di utilizzo del Fondo, nella parte in cui individuano interventi rientranti nelle materie di competenza regionale o delle province autonome, sono adottati previa intesa con gli enti territoriali interessati, ovvero in sede di Conferenza Stato-regioni. Per gli interventi rientranti nelle stesse materie individuati con i decreti adottati prima del 18 aprile 2018, l'intesa può essere raggiunta anche successivamente alla adozione degli stessi decreti.

Ha, altresì, previsto che restano in ogni caso fermi i procedimenti di spesa in corso alla data di entrata in vigore della legge di conversione, nei termini indicati dalla sentenza della Corte Costituzionale 74/2018.

Al riguardo, con la sottoscrizione dell'Accordo quadro raggiunto in sede di Conferenza unificata il 6 settembre 2018, le Parti hanno espresso anche intesa (ex post) sul DM 929/2017, allegato allo stesso Accordo.

Il riparto delle risorse previste dalla L. 205/2017 è stato operato con DPCM 28 novembre 2018. In particolare, complessivi € 3.118,6 mln dal 2018 al 2033 (di cui € 61,4 mln nel 2018 e € 134,3 mln nel 2019) sono stati destinati al MIUR per interventi di edilizia pubblica compresa quella scolastica e universitaria e di prevenzione del rischio sismico.
In attuazione, sono intervenuti il DM 13 febbraio 2019, n. 101, che ha ripartito tra le regioni contributi per complessivi € 114.160.000,00, per le annualità dal 2019 al 2022, finalizzati all' adeguamento alla normativa antincendio degli edifici scolastici ( qui l'elenco degli istituti scolastici beneficiari), e il DM 11 febbraio 2019, n. 94, che ha ripartito tra le regioni contributi per complessivi € 50 mln, per l'annualità 2018, per interventi per la messa in sicurezza e/o nuova costruzione di edifici scolastici da destinare a palestre e/o strutture sportive.
Gli interventi per la messa in sicurezza e/o nuova costruzione di edifici scolastici da destinare a palestre e/o strutture sportive relativi alle regioni Emilia Romagna, Sardegna e Sicilia sono stati in seguito modificati, senza variazioni ai massimali assegnati alle stesse regioni, con DM 18 luglio 2019, n. 674.
I piani delle regioni Marche, Piemonte, Puglia e Sicilia previsti dal DM 101/2019 per l'adeguamento alla normativa antincendio sono stati in seguito modificati, senza variazioni ai massimali assegnati alle stesse regioni, con DM 30 luglio 2019, n. 682.

5. La prevenzione incendi nelle scuole

Il D.L. 59/2019(L. 81/2019: art. 4-bis) ha previsto la definizione, con decreto del Ministro dell'istruzione, dell'università e della ricerca, di intesa con la Conferenza unificata, di un piano straordinario per l'adeguamento alla normativa antincendio degli edifici pubblici adibiti ad uso scolastico.

All'attuazione del piano straordinario si provvede, nei limiti di € 25 mln per il 2019, € 25 mln per il 2020 ed € 48 mln per il 2021, mediante utilizzo delle risorse assegnate al Ministero dell'istruzione, dell'università e della ricerca con il DPCM che ripartisce le risorse del fondo finalizzato al rilancio degli investimenti delle amministrazioni centrali dello Stato e allo sviluppo del Paese istituito dalla L. di bilancio 2019 (L.145/2018: art. 1, co. 95 e 98).

Nelle more dell'attuazione del piano straordinario, ha differito (dal 31 dicembre 2018) al 31 dicembre 2021 il termine di adeguamento dei medesimi edifici alla normativa antincendio, nei casi in cui a ciò non si sia già proceduto

Ha, infine, previsto che con decreto del Ministro dell'interno, di concerto con il Ministro dell'istruzione, dell'università e della ricerca, sono definite idonee misure gestionali di mitigazione del rischio, da osservare sino al completamento dei lavori di adeguamento e, fermo restando il termine del 31 dicembre 2021, sono definite scadenze differenziate per il completamento dei lavori di adeguamento a fasi successive.

Al riguardo, si ricorda che il D.L. 104/2013 (L. 128/2013: art. 10-bis) aveva previsto che le disposizioni vigenti in materia di prevenzione incendi negli edifici scolastici dovevano essere attuate entro il 31 dicembre 2015 e che con decreto del Ministro dell'interno, da emanare entro sei mesi dalla data di entrata in vigore della legge di conversione, dovevano essere definite e articolate, con scadenze differenziate, le prescrizioni per l'attuazione.

Successivamente, il D.L. 210/2015 (L. 21/2016: art. 4, co. 2) aveva disposto che l'adeguamento alla normativa doveva essere completato entro sei mesi dalla data di adozione del decreto del Ministro dell'interno ivi previsto e, comunque, non oltre il 31 dicembre 2016.

Le prescrizioni per l'attuazione, con scadenze differenziate, delle vigenti normative in materia di prevenzione degli incendi per l'edilizia scolastica sono state adottate con DM 12 maggio 2016.

Successivamente, tuttavia, il termine di adeguamento degli edifici scolastici era stato più volte prorogato (D.L. 244/2016 -L. 19/2017: art. 4, co. 2 e D.L. 91/2018 - L. 108/2018: art. 6, co. 3-bis)

Nel frattempo, con D.I. 21 marzo 2018 sono  state adottate le disposizioni applicative della normativa antincendio agli edifici e ai locali adibiti a scuole di qualsiasi tipo, ordine e grado.

Si ricorda, infine, che con DM 13 febbraio 2019, n. 101 sono stati ripartiti tra le regioni contributi per complessivi € 114.160.000,00, per le annualità dal 2019 al 2022, finalizzati proprio all'adeguamento alla normativa antincendio degli edifici scolastici (qui l'elenco degli istituti scolastici beneficiari).

6. Le risorse per gli edifici scolastici delle zone colpite dal sisma 2016-2017

Con DM 427 del 21 maggio 2019 il Ministro dell'istruzione, dell'università e della ricerca ha destinato € 120 mln relativi all'annualità 2020, provenienti dal Fondo unico per l'edilizia scolastica (cap. 7105/pg 8) a interventi di messa in sicurezza, adeguamento sismico e/o nuova costruzione di edifici scolastici ricadenti in zone sismiche 1 e 2 delle quattro regioni colpite dal sisma 2016-2017 (Abruzzo, Lazio, Marche e Umbria), non già inseriti in piani di ricostruzione del Commissario straordinario del Governo per la ricostruzione.

E' stata prevista priorità agli esisti delle verifiche di vulnerabilità sismica svolte ai sensi del D.L. 8/2017 (L. 45/2017: art. 20-bis).

Con nota 24404 dell'11 luglio 2019 è stato pubblicato l'avviso previsto dal DM 427/2019 per l'individuazione degli interventi. Il termine del 10 settembre 2019 da esso previsto per la candidatura è stato poi posticipato al 19 settembre 2019.

Con D.D. 454 del 9 ottobre 2019 sono state approvate, in prima istanza, le graduatorie. Il decreto direttoriale specifica che le risorse saranno assegnate con decreto del Ministro. Successivamente, le graduatorie sono state sostituite con D.D. 505 del 18 ottobre 2019.

Al riguardo, si ricorda che il D.L. 8/2017 (L. 45/2017: art. 20-bis) aveva destinato alle verifiche di vulnerabilità sismica degli edifici scolastici situati nelle zone sismiche 1 e 2, nonché alla progettazione dei relativi eventuali interventi di adeguamento antisismico, le risorse non utilizzate di cui alla L. 107/2015 (art. 1, co. 161), disponendo che almeno il 20% delle stesse doveva essere riservato alle quattro regioni interessate dagli eventi sismici del 2016 e del 2017.

Aveva, inoltre stabilito – a seguito delle modifiche apportate dal D.L. 91/2018 (L. 108/2018: art. 6, co. 3-quinquies) – che, entro il 31 dicembre 2018, ogni immobile adibito ad uso scolastico situato nelle zone sismiche 1 e 2 doveva essere sottoposto a verifica di vulnerabilità sismica.

Il MIUR, con D.M. 8 agosto 2017, aveva accertato economie per € 105.112.190,27.

A sua volta, il D.L. 50/2017 (L. 96/2017: art. 41), istituendo nello stato di previsione del MEF un Fondo da ripartire per accelerare le attività di ricostruzione a seguito degli eventi sismici del 2016 e 2017, ha disposto che le risorse dello stesso sono destinate, fra l'altro, al finanziamento delle verifiche di vulnerabilità degli edifici scolastici di cui all'art. 20-bis, co. 4, del D.L. 8/2017 (L. 45/2017), situati nei comuni di cui al D.L. 189/2016 (L. 229/2016: art. 1), nonché di edifici scolastici situati nei Comuni della zona sismica 1, e alla realizzazione di progetti di ripristino e adeguamento antisismico.

Qui l'avviso pubblico conseguentemente emanato dal MIUR con nota Prot. 8008 del 28 marzo 2018. Qui la graduatoria approvata dal MIUR con D.D. 363 del 18 luglio 2018.

  1. Il Piano straordinario per le verifiche sui solai e sui controsoffitti degli edifici pubblici adibiti ad uso scolastico

Con DM 734 dell'8 agosto 2019 il Ministero dell'istruzione, dell'università e della ricerca ha destinato € 40 mln relativi all'annualità 2020, provenienti dal Fondo unico per l'edilizia scolastica (cap.7105/pg 9) al finanziamento di un Piano straordinario per le verifiche sui solai e sui controsoffitti degli edifici pubblici adibiti ad uso scolastico.

  Il DM ha previsto che le risorse sono assegnate direttamente agli enti locali proprietari e/o gestori di edifici pubblici adibiti ad uso scolastico, sulla base di un avviso pubblico della Direzione generale competente del MIUR, da emanare entro 30 giorni dalla pubblicazione del decreto.

Ha, altresì, destinato € 25,9 mln (di cui, € 15,9 mln provenienti dal medesimo pg, per l'annualità 2020, ed € 10 mln a valere sullo stesso cap, 7105/pg 8, per l'annualità 2020, ad interventi urgenti che si dovessero rendere necessari a seguito delle verifiche sui solai e sui controsoffitti. Gli interventi da finanziare con tali, ulteriori, risorse saranno individuati sulla base di criteri da definire con successivo decreto del Ministro dell'istruzione, dell'università e della ricerca.

L'avviso pubblico è stato reso disponibile sul sito del MIUR il 17 ottobre 2019 e riguarda l'assegnazione di € 40 mln per le attività di verifica. Esso precisa che il 30% dei contributi da assegnare sono destinati alle province e alle città metropolitane, mentre la restante parte è a favore dei comuni e/o unioni di comuni. Gli enti locali devono far pervenire la loro candidatura entro le 15 del 29 novembre 2019. Le graduatorie sono approvate D.D. e pubblicate qui. Il decreto di approvazione delle graduatorie costituisce titolo per la concessione del finanziamento. Dalla sua adozione decorrono i 365 giorni per l'affidamento delle predette indagini, pena la revoca del finanziamento. I pagamenti vengono effettuati a partire dall'esercizio 2020.

ultimo aggiornamento: 21 ottobre 2019
 
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