tema 16 febbraio 2021
Studi - Cultura Interventi in materia di dottorato di ricerca

La proposta di Piano nazionale di ripresa e resilienza (PNRR) presentata al Parlamento nel gennaio 2021 ha previsto la riforma dei percorsi di dottorato, al fine di semplificare le procedure di accreditamento, di un maggior coinvolgimento delle imprese e dell'attivazione di percorsi coerenti con le strategie di ecosostenibilità e di innovazione e digitalizzazione.

Con i più recenti interventi legislativi, è stata invece prevista una nuova tipologia di dottorati (c.d. "dottorati comunali") e l'attivazione di corsi di dottorato in scienze della difesa e della sicurezza. Ulteriori interventi sono stati adottati per fronteggiare l'emergenza sanitaria Coronavirus (COVID-19) (al riguardo, si veda anche l'apposito tema).

Negli anni più recenti, gli ulteriori interventi in materia di dottorato di ricerca hanno riguardato l'incremento delle risorse destinate alla Scuola di dottorato internazionale Gran Sasso Science Institute (GSSI), l'incremento dell'importo della borsa di studio concessa per la frequenza dei corsi e l'esonero dal pagamento dei contributi universitari per gli studenti non beneficiari delle borse di studio.

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Dall'anno accademico 2014/2015 – in base al regolamento emanato con DM 45/2013, a seguito delle modifiche apportate all'art. 4 della L. 210/1998 dall'art. 19 della L. 240/2010 –, i corsi di dottorato di ricerca possono essere istituiti solo previo accreditamento da parte del Ministro (ora, a seguito del D.L. 1/2020L. 12/2020) dell'università e della ricerca, su conforme parere dell'ANVUR.

 

Le nuove linee guida per l'accreditamento dei corsi di dottorato sono state emanate dall'allora MIUR con nota 3315 dell'1 febbraio 2019. Esse ridefiniscono le linee guida adottate con nota Prot. 11667 del 14 aprile 2017 per quanto concerne la verifica dei prescritti requisiti.

Qui le FAQ predisposte dal MIUR.

Come evidenziava il comunicato stampa del MIUR del 28 febbraio 2019, le nuove linee guida prevedono "Un sistema più snello e più semplice di accreditamento dei corsi di dottorato, che ha l'obiettivo primario di favorire un aumento di proposte di dottorati innovativi, intersettoriali e interdisciplinari.

Più di recente, la proposta di Piano nazionale di ripresa e resilienza (PNRR) presentata al Parlamento dal Governo pro tempore il 15 gennaio 2021, prevede la riforma dei percorsi di dottorato.

In particolare, si prevede la semplificazione delle procedure per il coinvolgimento di imprese e centri di ricerca e il rafforzamento delle misure dedicate alla costruzione di percorsi di dottorato non finalizzati alla carriera accademica.

La stessa proposta di PNRR, inoltre, prevede l'istituzione di dottorati innovativi, con programmi di dottorato dedicati, con il contributo e il coinvolgimento delle imprese, anche favorendo spin-off da ricerca, e di dottorati green e innovazione, con l'attivazione di percorsi di dottorato coerenti con le strategie di ecosostenibilità e di innovazione e digitalizzazione.

Al riguardo, l' Atto di indirizzo politico-istituzionale per l'anno 2021, emanato dal Ministro dell'università pro tempore il 25 gennaio 2021, ha evidenziato che "la disciplina del dottorato di ricerca necessita di un aggiornamento sia per un adeguamento della tipologia di corsi che tenga conto dell'evoluzione del contesto sia per una semplificazione delle procedure. In particolare, si vuole ripensare e valorizzare anche il dottorato industriale, delineando un percorso di alta formazione che permetta di coniugare al meglio la formazione scientifica con le esigenze del mondo del lavoro e che faccia conoscere agli studenti i contesti lavorativi, ove potrebbero svilupparsi le loro carriere. In questa ottica, è importante ipotizzare anche che una parte di questi percorsi – che rappresentano il più alto grado di formazione esistente in Italia – possa svolgersi in luoghi diversi dalle industrie, come ad es. la pubblica amministrazione.
Occorre poi introdurre elementi di flessibilità nella tempistica delle procedure di accreditamento dei corsi al fine di utilizzare al meglio le risorse che dovessero rendersi disponibili a ciclo iniziato.
Infine occorre che siano attivati i dottorati di ricerca all'interno delle istituzioni AFAM.
I lavori di revisione del regolamento vigente sono in via di definizione".
ultimo aggiornamento: 16 febbraio 2021

Il D.L. 34/2020 (L. 77/2020: art. 243, co. 1, capoverso 65-sexies) ha previsto che, in coerenza con la Strategia nazionale per lo sviluppo delle aree interne, a valere sul Fondo per lo sviluppo e la coesione, programmazione 2014-2020, € 3 mln per ciascuno degli anni 2021, 2022, 2023 sono destinati al finanziamento in via sperimentale, da parte dei comuni presenti nelle aree interne del Paese, anche in forma associata, di borse di studio per dottorati di ricerca denominati "dottorati comunali". Tali dottorati sono finalizzati alla definizione, all'attuazione, allo studio e al monitoraggio di strategie locali volte allo sviluppo sostenibile, in coerenza con l'Agenda ONU 2030, e in particolare alla transizione ecologica, alla transizione digitale, al contrasto delle diseguaglianze sociali ed educative, al rafforzamento delle attività economiche e al potenziamento delle capacità amministrative.

I dottorati comunali sono soggetti al consueto accreditamento da parte del Ministro dell'università e della ricerca, ai sensi dell'art. 4 della L. 210/1998 e del DM 8 febbraio 2013, n. 45.

I criteri e le modalità per la stipula delle convenzioni tra i comuni e le università per l'utilizzo delle risorse, nonché i contenuti scientifici e disciplinari dei dottorati, devono essere definiti con decreto del Ministro dell'università e della ricerca, di concerto con il Ministro per il sud e la coesione territoriale, che doveva essere emanato entro 30 giorni dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del decreto-legge.

 

Le risorse devono essere ripartite con decreto del Ministro per il sud e la coesione territoriale tra i comuni delle aree interne selezionati con apposito bando.

ultimo aggiornamento: 16 febbraio 2021

Il D.L. 34/2020 (L. 77/2020: art. 238-bis) ha previsto che il Centro alti studi per la difesa (CASD) viene riconfigurato, in via sperimentale, per un triennio, quale Scuola superiore ad ordinamento speciale della Difesa, di alta qualificazione e di ricerca nel campo delle scienze della difesa e della sicurezza.

In particolare, la Scuola, previo accreditamento ai sensi del DM 45/2013, può emanare, anche in deroga al requisito relativo al numero minimo di docenti previsto per la formazione del collegio del dottorato, bandi annuali per corsi triennali, prorogabili a quattro anni, di dottorato di ricerca in scienze della difesa e della sicurezza, per un numero massimo di 8 candidati, fino al raggiungimento, a regime, di un numero di frequentatori non superiore a 32 unità.

Al termine del periodo di sperimentazione, previa valutazione dei risultati da parte dell'ANVUR, la riconfigurazione quale Scuola superiore a ordinamento speciale può assumere carattere di stabilità, mediante il riconoscimento dell'autonomia statutaria e regolamentare con decreto del Ministro dell'università e della ricerca, adottato di concerto con i Ministri della difesa e della Pubblica amministrazione.

ultimo aggiornamento: 16 febbraio 2021

Il D.L. 162/2019 (L. 8/2020: art. 32) ha incrementato le risorse destinate alla Scuola di dottorato internazionale GSSI (Gran Sasso Science Institute) di € 5 mln per il 2019 e di € 9 mln annui dal 2020.

Pertanto, dal 2020 il contributo annuo è pari a € 12 mln.

Si ricorda che la Scuola era stata istituita in via sperimentale per un triennio, a decorrere dall'a.a. 2013/2014, dal D.L. 5/2012 ( L. 35/2012: art. 31- bis). Successivamente, il D.L. 210/2015 ( L. 21/2016: art. 3- bis) aveva prorogato per un triennio (accademico) l'operatività della Scuola sperimentale. Ancora dopo, il D.L. 42/2016 ( L. 89/2016: art. 2, co. 1) ha assegnato per la stabilizzazione della Scuola GSSI un contributo di € 3 mln annui a decorrere dal 2016, ad integrazione della delibera CIPE n. 76 del 6 agosto 2015 (che aveva assegnato € 18 mln per il triennio 2016-2018). In seguito, il contributo è stato incrementato dapprima dalla L. di bilancio 2018 ( L. 205/2017: art. 1, co. 714), poi dalla L. di bilancio 2019 ( L. 145/2019: art. 1, co. 414) e, da ultimo, come detto, dal D.L. 162/2019 (L. 8/2020: art. 32).
Nel frattempo, con DM 31 marzo 2016, l'allora MIUR ha istituito la Scuola di dottorato internazionale GSSI ( Gran Sasso Science Institute) con sede a L'Aquila, come Istituto di istruzione universitaria di alta formazione dottorale a ordinamento speciale. L'istituzione della Scuola è stata attuata mediante scorporo dall'Istituto nazionale di fisica nucleare (INFN) del Centro nazionale di studi avanzati Gran Sasso Science Institute, sede della Scuola sperimentale.

Ai fini dell'accreditamento iniziale e periodico della Scuola, ai sensi  del d.lgs.19/2012 (art. 7), si applicano i criteri e i parametri di cui al DM 439 del 5 giugno 2013, relativo all'accreditamento iniziale e periodico delle scuole superiori a ordinamento speciale. L'accreditamento iniziale era previsto entro il 31 dicembre 2020.

Con DM 15 luglio 2016 è stato approvato lo Statuto.
ultimo aggiornamento: 16 febbraio 2021

La L. di bilancio 2018 (L. 205/2017: art. 1, co. 639 e 640) ha previsto l'adeguamento, a decorrere dal 2018, dell'importo delle borse di studio concesse per la frequenza dei corsi di dottorato di ricerca. A tal fine, il Fondo per il finanziamento ordinario (FFO) delle università statali è stato incrementato di (effettivi) € 20 mln nel 2018, € 18,87 mln nel 2019 ed € 17,54 mln annui dal 2020.

 

La disciplina relativa alle borse di studio per la frequenza dei corsi di dottorato di ricerca è recata dal DM 45/2013 . In particolare, esso dispone (art. 9) che le borse di studio hanno durata annuale e sono rinnovate a condizione che il dottorando abbia completato il programma delle attività previste per l'anno precedente, verificato secondo le procedure stabilite dal regolamento, fermo restando l'obbligo di erogare la borsa a seguito del superamento della verifica.
L'importo della borsa di studio, da erogare in rate mensili, è stato determinato, in prima applicazione, in misura non inferiore a quella prevista dal DM 18 giugno 2008, pari ad € 13.638,47, al lordo degli oneri previdenziali a carico del percepente.E' stato, altresì, previsto l'incremento di tale importo, nella misura massima del 50% per un periodo complessivamente non superiore a 18 mesi, nel caso in cui il collegio dei docenti autorizza il dottorando a svolgere attività di ricerca all'estero.
Con riferimento ai meccanismi di finanziamento, il DM 45/2013 (art. 13, co. 1) stabilisce che i soggetti accreditati allo svolgimento di corsi di dottorato provvedono al loro finanziamento. Il Ministero contribuisce annualmente al finanziamento dei dottorati attivati dalle università nei limiti delle disponibilità finanziarie del Ministero stesso.

 

Il 25 gennaio 2018 è stato adottato il decreto ministeriale che, dal 1° gennaio 2018, ha incrementato l'importo annuo della borsa per la frequenza ai corsi di dottorato di ricerca a € 15.343,28.

ultimo aggiornamento: 16 febbraio 2021

La L. di bilancio 2017 (L. 232/2016), nel ridefinire (art. 1, co. 252-267) la disciplina in materia di contributi corrisposti dagli studenti iscritti ai corsi di laurea e di laurea magistrale delle università statali – ha disposto (art. 1, co. 262) che gli studenti dei corsi di dottorato di ricerca che non sono beneficiari di borsa di studio sono esonerati dal pagamento delle tasse o dei contributi a favore dell'università.

ultimo aggiornamento: 16 febbraio 2021
 
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