tema 23 agosto 2019
Studi Camera - Cultura Cultura, spettacolo, sport Impianti sportivi e promozione dello sport

La legge di bilancio 2019 (L. 145/2018) ha destinato nuove risorse al Fondo sport e periferie e, confermandolo per il 2019, ha ampliato il credito d'imposta per le erogazioni liberali destinate a interventi di manutenzione e restauro di impianti sportivi pubblici e per la realizzazione di nuove strutture sportive pubbliche (c.d. Sport bonus). Inoltre, ha incrementato, per il 2019, le risorse del fondo per la concessione di contributi in conto interessi sui mutui per finalità sportive, a valere sulle disponibilità iscritte nel bilancio dell'Istituto per il credito sportivo.

Successivamente, il D.L. 32/2019 (L. 55/2019) ha previsto che le risorse del Fondo sport e periferie già destinate al CONI sono trasferite alla Sport e Salute spa e che, per le attività necessarie all'attuazione degli interventi finanziati con le risorse del Fondo attribuite all'Ufficio per lo sport, quest'ultimo si avvale della medesima società. Ha, inoltre, prorogato al 31 dicembre 2021 il termine per la consegna delle opere per la realizzazione del progetto sportivo delle finali di coppa del mondo e dei campionati mondiali di sci alpino che si terranno a Cortina d'Ampezzo, rispettivamente, nel marzo 2020 e nel febbraio 2021, nonché il termine per l'operatività del Commissario.

Ancora dopo, il DL 59/2019 (L. 81/2019) ha previsto interventi per la manifestazione UEFA Euro 2020. Infine, la L. 86/2019 ha previsto, fra l'altro, la riforma delle norme di sicurezza per la costruzione e l'esercizio degli impianti sportivi e della normativa in materia di ammodernamento o costruzione di impianti sportivi, nonché interventi sugli impianti nei quali si praticano discipline sportive invernali, per aumentare la sicurezza.

 

Relativamente alla promozione dello sport, la stessa legge di bilancio 2019 ha destinato nuove risorse al programma internazionale "Special Olympics Italia", indirizzato a soggetti con disabilità intellettiva. Inoltre, nel disegno di legge approvato definitivamente dal Senato il 6 agosto 2019, vi è la previsione che le scuole di ogni ordine e grado possono costituire Centri sportivi scolastici.

Al Senato è anche in corso di esame un progetto di legge, già approvato dalla Camera, volto alla promozione dell'educazione motoria nella scuola primaria.

Negli anni scorsi più recenti, gli interventi nello stesso ambito erano stati finalizzati, tra l'altro, al potenziamento delle discipline motorie in ambito scolastico, alla tutela degli studenti praticanti attività sportiva agonistica, all'agevolazione del tesseramento sportivo di minori stranieri. Inoltre, era stato istituito il Fondo unico a sostegno del potenziamento del movimento sportivo italiano.

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1)     Il Fondo Sport e Periferie, lo Sport bonus e le ulteriori risorse per l'impiantistica sportiva

 

La L. di bilancio 2019 (L. 145/2018 : art. 1, co. 640) ha disposto che una serie di risorse in precedenza destinate ad opere infrastrutturali, non assegnate o non utilizzate, dovevano essere destinate allo stato di previsione del MEF, per essere riassegnate, con delibera CIPE, al Fondo Sport e Periferie.

E' pertanto intervenuta la Delibera CIPE n. 4 del 17 gennaio 2019, che ha riassegnato al Fondo 7,5 mln di euro.

Successivamente, il D.L. 32/2019 (L. 55/2019: art. 1, co. 28 e 29) ha previsto che le risorse del Fondo Sport e Periferie già destinate al CONI sono trasferite alla Sport e Salute spa, che subentra nella gestione del Fondo e dei rapporti pendenti, a decorrere dalla data di entrata in vigore della legge di conversione. Ha previsto, altresì, che, per le attività necessarie all'attuazione degli interventi finanziati con le risorse del Fondo attribuite all'Ufficio per lo sport, quest'ultimo si avvale della medesima società.

 

Il Fondo Sport e periferie è stato istituito dal  D.L. 185/2015 (L. 9/2016: art. 15, co. 1-5) nello stato di previsione del Ministero dell'economia e delle finanze, per essere poi trasferito al bilancio autonomo della Presidenza del Consiglio dei Ministri e, da qui, al CONI.  In base alla norma istitutiva, il Fondo è stato dotato di complessivi € 100 mln nel triennio 2015-2017, di cui € 20 mln nel 2015, € 50 mln nel 2016, ed € 30 mln nel 2017. Il Fondo è stato finalizzato a:

  • ricognizione degli impianti sportivi esistenti su tutto il territorio nazionale;
  • realizzazione e rigenerazione di impianti sportivi destinati all'attività agonistica nazionale, localizzati in aree svantaggiate e zone periferiche urbane, e diffusione di attrezzature sportive nelle stesse aree;
  • completamento e adeguamento di impianti sportivi esistenti, destinati all'attività agonistica nazionale e internazionale.

Per la realizzazione degli interventi, il D.L. 185/2015 ha previsto la presentazione alla Presidenza del Consiglio dei ministri, da parte del CONI, oltre che di un piano relativo ai primi interventi urgenti, di un piano pluriennale, rimodulabile entro il 28 febbraio di ogni anno. I piani sono approvati con DPCM.

Infine, ha disposto che il CONI presenta alla Presidenza del Consiglio dei ministri (in quanto autorità vigilante) – ai fini della trasmissione alle Camere – una relazione annuale sull'utilizzo delle risorse assegnate e sullo stato di realizzazione degli interventi finanziati con il Fondo.

Il piano degli interventi urgenti è stato approvato con DPCM 1 febbraio 2016. Il piano pluriennale degli interventi è stato approvato con DPCM 5 dicembre 2016.
La relazione per l'anno 2017 è stata trasmessa alle Camere il 21 febbraio 2018 ( Doc. XXLIX, n. 1).

 

  In base alla L. di bilancio 2017 (L. 232/2016: art. 1, co. 147), dal piano pluriennale sono esclusi gli interventi già finanziati con altre risorse pubbliche. Tuttavia, è stata fatta salva la possibilità, in sede di rimodulazione annuale del piano, di destinare le relative risorse al finanziamento di altri interventi riguardanti proposte presentate dal medesimo soggetto, nei termini e nei modi già previsti dal CONI, purché risultino di analogo o inferiore importo e posseggano i requisiti richiesti. A tal fine, sono necessari la richiesta del proponente, la previa valutazione del CONI e il previo accordo con l'ente proprietario.

 

Ulteriori risorse sono state destinate al Fondo sport e periferie dal riparto del Fondo per il finanziamento di investimenti e lo sviluppo infrastrutturale del Paese, istituito dalla stessa dalla stessa L. di bilancio 2017 (art. 1, co. 140). Si tratta di € 15 mln per il 2017, € 40 mln per il 2018, € 30 mln per il 2019 e € 15 mln per il 2020.

Con riferimento a tali ulteriori risorse, con comunicato dell'8 novembre 2017 il CONI aveva avviato le procedure per la predisposizione di un nuovo piano triennale 2018-2020, acquisendo proposte d'intervento.
Con comunicato del 20 dicembre 2017 aveva reso noto che erano pervenute 1749 proposte di intervento, il 52% delle quali dalle regioni del sud, comprese le isole, il 25% dalle regioni del centro e il restante 23% dalle regioni del nord, per un importo complessivo delle richieste di oltre € 1, 5 mld. Il 45% dei progetti riguardava interventi al di sotto di € 500.000.

Con DPCM 22 ottobre 2018 è stato, poi, approvato un secondo piano pluriennale degli interventi, che ha fatto riferimento alle risorse provenienti dal Fondo per il finanziamento di investimenti e lo sviluppo infrastrutturale del Paese.

 

A sua volta, la L. di bilancio 2018 (L. 205/2017: art. 1, co. 362) ha autorizzato la spesa di € 10 mln annui dal 2018 da iscrivere in una apposita sezione del Fondo Sport e Periferie, prevedendo che tali risorse sono assegnate all'Ufficio per lo sport presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri (e non al CONI).

L'individuazione di criteri e modalità di gestione delle stesse è stata affidata ad un DPCM, da emanare rispettando le finalità previste dal D.L. 185/2015.

Era, pertanto, intervenuto il DPCM 4 maggio 2018

 

Successivamente, con delibera n. 16 del 28 febbraio 2018 il CIPE ha approvato il piano operativo Sport e Periferie, assegnando allo stesso € 250 mln provenienti dal Fondo per lo sviluppo e la coesione (FSC) 2014-2020. In particolare, il piano operativo ha indicato come soggetto attuatore l'Ufficio per lo sport presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri.

Considerate anche le risorse derivanti dalla delibera CIPE, è, pertanto, intervenuto, da ultimo, per la definizione dei criteri e delle modalità di gestione delle risorse del Fondo Sport e Periferie, il DPCM 31 ottobre 2018, come modificato con DPCM 12 dicembre 2018 e con  DPCM 14 febbraio 2019. In particolare, il DPCM, come modificato, prevede la pubblicazione sul sito internet dell'Ufficio per lo sport di un bando Sport e Periferie. Le richieste devono essere presentate entro 60 giorni dalla pubblicazione del bando. Nei successivi 120 giorni, una commissione, formata da 3 soggetti di adeguata professionalità, pubblica la graduatoria sul medesimo sito. I criteri di selezione delle richieste attengono a localizzazione dell'intervento, stato di avanzamento della progettazione,  incidenza del contributo richiesto sull'importo complessivo dell'intervento,  polifunzionalità dell'impianto,  natura giuridica dell'ente titolare del diritto di  proprietà. Per ogni criterio e ogni parametro in cui lo stesso è articolato, è definito il punteggio assegnabile. Sono ammesse al finanziamento le richieste di intervento che raggiungono un punteggio minimo di 40 punti su 100. Le somme non assegnate all'esito dello scorrimento della graduatoria si cumulano con quelle previste per l'anno successivo.
Qui il bando per il 2018, in relazione  al quale i termini per la presentazione delle domande sono stati prorogati, a seguito del DPCM 12 dicembre 2018, con determinazione del 14 dicembre 2018

La Commissione incaricata della valutazione delle proposte progettuali pervenute è stata costituita con D.D. 14 febbraio 2019. La sua composizione è stata poi modificata con D.D. 26 aprile 2019.

Le richieste di contributo pervenute sono state pubblicate sul sito dell'Ufficio per lo sport il 10 aprile 2019 (v. qui) e integrate il 23 aprile 2019 (v. qui).

Il 10 luglio 2019 è stata pubblicata la graduatoria dei progetti presentati,  approvata con DPCM 13 giugno 2019.  La graduatoria include, così come previsto dal paragrafo 11 del bando, gli interventi oggetto di finanziamento e gli interventi non finanziati con l'indicazione del punteggio totalizzato. 

Inoltre, sono stati pubblicati: l'elenco delle richieste di contributo che non sono state ammesse in quanto non hanno conseguito il punteggio minimo di 40 punti, come previsto dal paragrafo 8 del bando, calcolato su quanto dichiarato dal soggetto proponente e a seguito della valutazione tecnica da parte della Commissione;     l'elenco delle richieste di contributo non risultate ammissibili, a seguito dell'istruttoria amministrativa effettuata dall'Ufficio, in relazione all'importo del contributo richiesto, cosi come previsto dal paragrafo 11 del bando e delle richieste escluse dalla procedura in relazione alla sussistenza della causa di esclusione di cui al paragrafo 9, lettera e), del bando;     l'elenco delle richieste di contributo escluse dalla Commissione e, pertanto, non valutate.

Da ultimo, con delibera n. 10 del 4 aprile 2019, il CIPE ha approvato una modifica dell'articolazione finanziaria del Piano operativo Sport e Periferie di cui alla delibera n. 16 del 2018, al fine di una più celere attivazione degli interventi afferenti al medesimo Piano, come di seguito indicato: 2019: € 45 mln (in luogo di 10); 2020: € 25 mln (in luogo di 10); 2021: € 25 mln (in luogo di 10); 2022: € 25 mln (in luogo di 10); 2023: € 25 mln (in luogo di 10); 2024: € 20 mln (in luogo di 10); 2025: € 85 mln (in luogo di 190).

A livello organizzativo, il DPCM 25 luglio 2019 ha disposto che alla realizzazione degli interventi previsti dai Piani pluriennali degli interventi finanziati a valere sul Fondo sport e periferie provvede, previa verifica di congruità, la Società Sport e Salute spa o un soggetto da essa individuato. Questi ultimi provvedono anche alla conseguente sottoscrizione dei relativi accordi, nei quali sono definiti i termini e le modalità di esecuzione delle opere previste dalle proposte di finanziamento.

 

 
Ulteriori risorse per l'impiantistica sportiva derivano dal meccanismo del c.d. Sport bonus, introdotto dalla L. di bilancio 2018 e confermato ed esteso dalla L. di bilancio 2019.

In particolare, la L. 205/2017 ha riconosciuto a tutte le imprese un contributo, sotto forma di credito d'imposta, nei limiti del 3 per mille dei ricavi annui, pari al 50% delle erogazioni liberali in denaro fino ad € 40.000 effettuate nel corso del 2018 per interventi di restauro o ristrutturazione di impianti sportivi pubblici, ancorché destinati ai soggetti concessionari (art. 1, co. 363-366).

In attuazione è intervenuto il DPCM 23 aprile 2018.

Per il 2019, la L. 145/2018  (art. 1, co. 621-628) ha previsto un credito di imposta pari al 65% dell'importo erogato nello stesso anno per le finalità indicate, oltre che per le imprese - nel limite del 10 per mille dei ricavi annui - anche per le persone fisiche e gli enti non commerciali, per i quali lo stesso credito non può eccedere il 20% del reddito imponibile.

  In attuazione, è intervenuto il DPCM 30 aprile 2019.

 

Inoltre, al fine di incentivare l'ammodernamento degli impianti calcistici, in regime di proprietà o di concessione amministrativa, la L. di bilancio 2018 ha disposto il riconoscimento in favore delle società appartenenti alla Lega di serie B, alla Lega Pro e alla Lega nazionale dilettanti che hanno beneficiato della mutualità, di un contributo, sotto forma di credito d'imposta, per il 12% dell'ammontare degli interventi di ristrutturazione degli impianti medesimi, sino a un massimo di € 25.000 (art. 1, co. 352, lett. a).

In attuazione, è intervenuto il DPCM 28 marzo 2018.

Ancora, la stessa L. di bilancio 2018 ha disposto che i dividendi di pertinenza del MEF relativi ai bilanci dell'Istituto per il credito sportivo in chiusura negli anni 2017, 2018 e 2019 sono destinati al Fondo speciale per la concessione di contributi in conto interessi sui finanziamenti all'impiantistica sportiva (art. 1, co. 1061).

Da ultimo, la L. di bilancio 2019 (L. 145/2018: art. 1, co. 653) ha incrementato, per il 2019, le risorse del Fondo per la concessione di contributi in conto interessi sui mutui per finalità sportive (istituito dall'art. 5 della L. 1295/1957) nella misura di € 12,8 mln, a valere sulle disponibilità iscritte nel bilancio dell'Istituto per il credito sportivo.

Ulteriori risorse per l'impiantistica sportiva sono allocate nel Fondo di garanzia per i mutui relativi alla costruzione, all'ampliamento, all'attrezzatura, al miglioramento o all'acquisto di impianti sportivi (istituito dall'art. 90 della L. 289/2002), gestito dallo stesso Istituto per il Credito Sportivo (ICS).

2)     Gli interventi per gli eventi di sci alpino Cortina 2020 e 2021

 

Il D.L. 32/2019 (L. 55/2019: art. 4, co. 12-quinquies) ha prorogato (dal 31 dicembre 2019) al 31 dicembre 2021 il termine per la consegna delle opere per la realizzazione del progetto sportivo delle finali di coppa del mondo e dei campionati mondiali di sci alpino che si terranno a Cortina d'Ampezzo, rispettivamente, nel marzo 2020 e nel febbraio 2021, nonché il termine per l'operatività del commissario.

Al riguardo, si ricorda che il D.L. 50/2017 ( L. 96/2017: art. 61, co. 1-12) aveva previsto la nomina di un commissario del Governo chiamato a predisporre un piano di interventi volto, tra l'altro, alla progettazione e realizzazione, ovvero all'adeguamento e al miglioramento, di impianti a fune, collegamenti fra gli stessi – compresi collegamenti viari diversi dalla viabilità statale –, piste di sci da discesa.
Il piano – che doveva tenere conto dei progetti già approvati dagli enti territoriali interessati, nonché delle risorse messe a disposizione dagli enti stessi e dal comitato organizzatore locale, e che doveva contenere la descrizione, la tempistica e il costo di ogni intervento – doveva essere trasmesso, in particolare, al Presidente del Consiglio dei ministri e alle Commissioni parlamentari competenti.
Per l'approvazione del piano, il commissario doveva convocare una o più conferenze di servizi, ciascuna delle quali si svolgeva, ove occorrente, in sede unificata a quella avente ad oggetto la valutazione di impatto ambientale. Il piano – che sostituisce ogni parere, valutazione, autorizzazione o permesso necessari alla realizzazione dell'intervento e può costituire adozione di variante allo strumento urbanistico comunale – doveva essere approvato con decreto del commissario.
Se il piano costituiva adozione di variante allo strumento urbanistico comunale, ove sussistente l'assenso della regione espresso in sede di conferenza, il decreto del commissario doveva essere trasmesso al sindaco, che lo sottoponeva all'approvazione del consiglio comunale.
Gli interventi previsti nel piano sono dichiarati di pubblica utilità e di urgenza e qualificati come di preminente interesse nazionale e devono essere realizzati, come già detto, entro il 31 gennaio 2021 (salvo per le opere che, in quanto non indispensabili al regolare svolgimento degli eventi sportivi, potranno essere ultimate dopo).
Ogni anno, e al termine dell'incarico, il commissario invia, tra gli altri, alle competenti Commissioni parlamentari e al Presidente del Consiglio dei ministri una relazione sulle attività svolte, insieme alla rendicontazione contabile delle spese sostenute.
Per la realizzazione degli interventi è stata autorizzata la spesa di € 5 mln per il 2017, € 10 mln per ciascuno degli anni 2018-2020, € 5 mln per il 2021. Tali risorse si aggiungono a quelle rese disponibili dal comitato organizzatore, dal fondo dei comuni di confine, dalla regione Veneto, dalla provincia di Belluno e dal comune di Cortina d'Ampezzo.
 
Successivamente, la L. di bilancio 2018 ( L. 205/2017: art. 1, co. 876) ha previsto, per la realizzazione del Piano degli interventi, la possibilità per il commissario di operare in deroga alle disposizioni del Codice dei contratti pubblici (d.lgs. 50/2016), in particolare riducendo alcuni termini previsti nelle procedure di affidamento e di aggiudicazione degli appalti pubblici e dei contratti di partenariato pubblico e privato (PPP), nonché facendo ricorso alla procedura negoziata senza pubblicazione del bando di gara (art. 1, co. 876),

L'incarico di commissario ad acta è stato affidato con DPCM del 17 ottobre 2017 all'ing. Luigivalerio Sant'Andrea.

Qui il Piano degli interventi. (Al 24 gennaio 2019 il link non si apre più)

Qui il decreto commissariale del 6 febbraio 2018 di determinazione conclusiva della Conferenza di servizi decisoria relativa all'approvazione di alcuni interventi ricompresi nel piano degli interventi, relativi a: miglioramento dell'accessibilità alle ski-area di Rumerlo e Pie' Tofana; Finish Area Rumerlo; realizzazione dei tunnel a servizio della pista «Vertigine Bianca».  

Qui il decreto commissariale 16 marzo 2018 di approvazione dello stralcio (tolto grassetto) del piano degli interventi sopra indicati.

Qui il decreto commissariale 14 novembre 2018, di approvazione dello stralcio del piano degli  interventi limitatamente all'intervento della pista da sci di  interesse agonistico «Lino Lacedelli» in località Cinque Torri.

Qui il decreto commissariale 11 dicembre 2018, di approvazione dello stralcio del piano degli interventi limitatamente all'intervento del sistema di distacco artificiale di valanghe a servizio della pista Vertigine.

Qui il decreto commissariale 16 gennaio 2019, di approvazione dello stralcio del piano riferito ai seguenti interventi: interventi piste «A» e «B», «intermedia Stries», «skiweg Rumerlo»; Finish Area Druscié; realizzazione della strada bypass Colfiere - Lago Ghedina; nuova Cabinovia Cortina d'Ampezzo - Col Druscié GD10 ad ammorsamento automatico.

Qui la prima relazione sulle attività svolte dal Commissario, corredata della rendicontazione contabile delle spese sostenute, riferita all'anno 2018, tramessa alle Camere con lettera del 20 febbraio 2019 (Doc. CCXLIII, n. 1).

 

Da ultimo, il D.L. 34/2019 (L. 58/2019: art. 30, co. 14-ter) ha stabilito, con riferimento al medesimo progetto sportivo, che agli interventi del piano si applicano le disposizioni in materia di valutazione di incidenza (VINCA) previste per gli interventi che interessano territori rientranti nelle aree protette della rete "Natura 2000" e ha prorogato (dal 31 dicembre 2019) al 31 gennaio 2021 il termine per la consegna delle opere connesse all'adeguamento della viabilità statale nella provincia di Belluno.

3)      Gli interventi per la manifestazione UEFA Euro 2020

 

Il D.L. 59/2019 (L. 81/2019: art. 5) ha attribuito a Roma Capitale la facoltà di nominare un commissario straordinario preposto alla realizzazione degli interventi necessari per assicurare lo svolgimento del campionato europeo di calcio del 2020 a Roma. In particolare, il commissario provvede in via esclusiva all'espletamento delle procedure dirette alla realizzazione dei lavori e all'acquisizione di servizi e forniture. Può, inoltre, predisporre e approvare il piano degli interventi – che deve essere trasmesso al Presidente del Consiglio dei Ministri, al Ministro per i beni e le attività culturali e al Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, nonché all'Autorità di Governo competente in materia di sport - nonché applicare riduzioni di termini temporali previsti dal Codice degli appalti e fare ricorso alla procedura negoziata senza previa pubblicazione del bando di gara.

Il campionato europeo di calcio UEFA 2020 verrà ospitato in diverse città europee, tra cui Roma.
Il 15 luglio 2019 sul sito del comune di Roma è stata data notizia della nomina del commissario straordinario per tale manifestazione.

 

4)    Realizzazione e ammodernamento degli impianti sportivi

 

  La L. 86/2019 prevede (art. 7) una delega per il riordino e la riforma delle norme di sicurezza per la costruzione e l'esercizio degli impianti sportivi, nonché della disciplina relativa alla costruzione di nuovi impianti sportivi, alla ristrutturazione e al ripristino di quelli già esistenti. Fra i criteri e principi direttivi, vi è quello relativo alla semplificazione e accelerazione delle procedure amministrative e alla riduzione dei termini procedurali previsti dall'art. 1, co. 304, della L. 147/2013, e dall'art. 62 del D.L. 50/2017 (L. 96/2017).

In particolare, la L. di stabilità 2014 ( L. 147/2013: art. 1, co. 304-305) e il D.L. 50/2017 ( L. 96/2017: art. 62) hanno semplificato la procedura amministrativa, stabilendo, altresì, che gli interventi sono realizzati prioritariamente mediante recupero di impianti esistenti o relativamente ad impianti localizzati in aree già edificate.
La procedura prevede, innanzitutto, la presentazione, al comune, di uno studio di fattibilità – che rappresenta il progetto preliminare , corredato di un piano economico-finanziario (PEF) e dell' accordo con una o più associazioni o società sportive utilizzatrici dell'impianto in via prevalente.
Ai fini del raggiungimento del complessivo equilibrio economico-finanziario dell'iniziativa o della valorizzazione del territorio, lo studio di fattibilità può comprendere la costruzione di immobili con destinazioni d'uso diverse da quella sportiva, complementari o funzionali al finanziamento o alla fruibilità dell'impianto sportivo, comunque in aree contigue. E', comunque, esclusa la realizzazione di nuovi complessi di edilizia residenziale.
Se l'impianto ha una capienza superiore a 5.000 posti, possono essere realizzati anche alloggi di servizio strumentali alle esigenze degli atleti e dei dipendenti della società o dell'associazione sportiva utilizzatrice, nel limite del 20% della superficie utile. Tali immobili, nel caso di impianti sportivi pubblici, sono acquisiti al patrimonio pubblico comunale.
Inoltre, in caso di interventi da realizzare su aree di proprietà pubblica o su impianti pubblici esistenti, lo studio di fattibilità può contemplare la cessione del diritto di superficie o del diritto di usufrutto delle aree o degli impianti, rispettivamente, per non più di 90 e 30 anni.
Nell'ipotesi di impianti sportivi pubblici omologati per una capienza superiore a 5.000 posti, lo studio di fattibilità può prevedere che, da 5 ore prima dell'inizio delle gare ufficiali e fino a 3 ore dopo la loro conclusione, entro 150  metri – o entro 300 metri, nel caso di una capienza superiore a 16.000 posti – dal perimetro dell'area riservata, l'occupazione di suolo pubblico per attività commerciali è consentita solo all'associazione o alla società sportiva utilizzatrice dell'impianto.
Infine, in caso di ristrutturazione o di nuova costruzione di impianti sportivi con una capienza inferiore a 500 posti al coperto o a 2.000 posti allo scoperto, è consentito destinare all'interno dell'impianto sportivo, in deroga agli strumenti urbanistici e ai regolamenti delle regioni e degli enti locali:
  • fino a 200 mq della superficie utile ad attività di somministrazione di alimenti e bevande, aperta al pubblico nel corso delle manifestazioni sportive ufficiali;
  • fino a 100 mq della superficie utile al commercio di articoli e prodotti strettamente correlati alla disciplina sportiva praticata.  
 
Il comune convoca una conferenza di servizi preliminare sullo studio di fattibilità, al fine di dichiarare, entro 90 giorni dalla sua presentazione, l'eventuale pubblico interesse della proposta. Se la fase preliminare si conclude positivamente, il soggetto proponente presenta al comune il progetto definitivo, che comprende, ove necessaria, la documentazione prevista per i progetti sottoposti a valutazione di impatto ambientale (VIA). Il progetto definitivo è corredato di un piano economico-finanziario e di una bozza di convenzione .
Il comune – o la regione, se il progetto comporta atti di competenza regionale – convoca una conferenza di servizi decisoria con la partecipazione di tutti i soggetti coinvolti e delibera in via definitiva sul progetto. La procedura deve concludersi entro 120 giorni – o entro 180 giorni, nel caso di atti di competenza regionale – dalla presentazione del progetto.
Il verbale conclusivo di approvazione del progetto costituisce, nel caso di impianti sportivi che anche in parte ricadono su aree pubbliche, dichiarazione di pubblica utilità, indifferibilità e urgenza dell'opera, comprendente anche gli immobili complementari o funzionali, con eventuali oneri espropriativi a carico del soggetto promotore. Costituisce, altresì, verifica di compatibilità ambientale e variante allo strumento urbanistico comunale.
Nel caso di impianti sportivi privati, costituisce, ove necessario, adozione di variante allo strumento urbanistico comunale ed è trasmesso al sindaco, che lo sottopone all'approvazione del consiglio comunale.
Qualora non siano rispettati i termini relativi alla dichiarazione di pubblico interesse o alla delibera definitiva di approvazione del progetto, sono previsti i nterventi sostitutivi, diversi a seconda delle dimensioni dell'impianto.
 
Nel caso di interventi da realizzare su aree di proprietà pubblica o su impianti pubblici esistenti, sul progetto approvato si svolge una procedura ad evidenza pubblica, che deve essere conclusa entro 90 giorni dalla sua approvazione.
In tal caso, il proponente deve essere in possesso dei requisiti di partecipazione previsti dall'art. 183, co. 8, del Codice dei contratti pubblici, in materia di finanza di progetto, associando o consorziando altri soggetti laddove si tratti della società o dell'associazione sportiva utilizzatrice dell'impianto. Laddove il proponente non risulti aggiudicatario, questi può esercitare il diritto di prelazione, divenendo aggiudicatario se dichiara di assumere la migliore offerta presentata.

Inoltre, la stessa L. 86/2019 prevede (art. 9) una delega in materia di discipline sportive invernali, al fine di garantire standard di sicurezza più elevati. Fra i criteri e principi direttivi, vi è quello relativo alla revisione della disciplina giuridica applicabile agli impianti e ai relativi provvedimenti di autorizzazione o concessione, che tenga conto della durata del rapporto e dei parametri di ammortamento degli investimenti.

Infine, il D.L. 32/2019 (L. 55/2019: art. 1, co. 27) ha previsto che, dal 1° gennaio 2020, la società Sport e Salute spa è qualificata di diritto centrale di committenza, al fine di svolgere attività di centralizzazione delle committenze per conto delle amministrazioni aggiudicatrici o di enti aggiudicatari operanti nel settore dello sport e tenuti al rispetto delle disposizioni del Codice dei contratti pubblici (D.gs. 50/2016, art. 38, co. 1-bis).

5)     Ulteriori incentivi per gli interventi sugli impianti sportivi

 

Il D.L. 185/2015 (L. 9/2016: art. 15, co. 6) ha previsto che, al di fuori degli interventi previsti dal piano da realizzare con le risorse del Fondo sport e periferie, le associazioni e società sportive senza fini di lucro possono presentare all'ente locale sul cui territorio è presente l'impianto sportivo interessato un progetto preliminare per la rigenerazione, la riqualificazione e l'ammodernamento dell'impianto, accompagnato da un piano di fattibilità economico-finanziaria, che comprende anche la gestione dell'impianto e il suo utilizzo finalizzato a favorire l'aggregazione sociale e giovanile. Nel caso in cui l'ente locale riconosca l'interesse pubblico del progetto, la gestione dell'impianto è affidata gratuitamente all'associazione o alla società sportiva per una durata proporzionalmente corrispondente al valore dell'intervento e comunque non inferiore a 5 anni.

 

6)     Le disposizioni in materia di uso e gestione di impianti sportivi

 

Il D.L. 87/2018  (L. 96/2018: art. 13) – nel sopprimere le previsioni introdotte dalla L. di bilancio 2018 (L. 205/2017: art. 1, co. 353-361), in base alle quali le attività sportive dilettantistiche potevano essere esercitate anche da società sportive dilettantistiche con scopo di lucro – ha ripristinato la normativa in materia di uso e gestione di impianti sportivi vigente prima delle novità introdotte dalla stessa L. bilancio 2018, che, in particolare, aveva individuato le associazioni sportive dilettantistiche e le società sportive dilettantistiche senza scopo di lucro quali interlocutori privilegiati degli enti locali.

Nello specifico, è previsto che:

  • l'uso degli impianti sportivi in esercizio da parte degli enti locali deve essere garantito a tutte le società e associazioni sportive (dilettantistiche e non);
  • la gestione degli impianti sportivi (nei casi in cui l'ente territoriale non intenda provvedervi direttamente) è affidata in via preferenziale a società ed associazioni sportive dilettantistiche, enti di promozione sportiva, discipline sportive associate e federazioni sportive nazionali;
  • le palestre, le aree di gioco e gli impianti sportivi scolastici devono essere posti a disposizione (esclusivamente) di società e associazioni sportive dilettantistiche aventi sede nel medesimo comune in cui ha sede l'istituto scolastico o in comuni confinanti.

 

 

ultimo aggiornamento: 23 agosto 2019

1)     L'attività sportiva nelle scuole

Il potenziamento delle discipline motorie e lo sviluppo di comportamenti ispirati a uno stile di vita sano, con particolare riferimento all'alimentazione, all'educazione fisica e allo sport rientrano negli ambiti relativi all'ampliamento dell'offerta formativa, per i quali la L. 107/2015 (art. 1, co. 7, lett. g) ha previsto la costituzione, nell'organico dell'autonomia, di posti per il potenziamento.

Tale previsione è stata puntualizzata, con riferimento alla scuola primaria, dalla L. di bilancio 2018 (L. 205/2017: art. 1, co. 616), che ha disposto che il 5% dei posti per il potenziamento è destinato alla promozione dell'educazione motoria in tale ordine di scuole.

Al riguardo, il rappresentante del Governo aveva fatto presente, il 19 luglio 2018, alla Camera, in sede di risposta all'interrogazione a risposta immediata in Commissione 5-00182, che la previsione sarebbe stasta attuata a partire dall'a.s. 2019/2020, per dare alle scuole il tempo necessario per aggiornare il Piano triennale dell'offerta formativa, inserendovi specifiche attività di potenziamento per le discipline motorie.
Successivamente, però, con nota prot. 422 del 18 marzo 2019, relativa alle dotazioni organiche del personale docente per l'a.s. 2019/2020, il MIUR ha evidenziato che si ritiene opportuno attendere l'esito dell'iter dell'A.S. 992.

Al riguardo, si ricorda che, il 18 dicembre 2018, l'Assemblea della Camera ha approvato in prima lettura il testo unificato di distinte proposte di legge (A.C. 523, 784, 914, 1221 e 1222), che prevede il conferimento al Governo di una delega in materia di insegnamento dell'educazione motoria nella scuola primaria, allo scopo di riservare lo stesso a insegnanti con titolo specifico - come già è, a legislazione vigente, per la scuola secondaria di primo e di secondo grado - e di definire un minimo di due ore settimanali di insegnamento per ciascuna classe.

Il testo è ora all'esame del Senato (A.S. 992).

In precedenza, la stessa L. 107/2015 (art. 1, co. 20) ha previsto che per l'insegnamento dell'educazione motoria nella scuola primaria sono utilizzati docenti abilitati all'insegnamento per la scuola primaria in possesso di competenze certificate, nonché docenti abilitati all'insegnamento anche per altri gradi di istruzione in qualità di specialisti, ai quali è assicurata una specifica formazione.

 

A sua volta, la L. 86/2019 prevede (art. 2) la possibilità, per le scuole di ogni ordine e grado, nel rispetto delle prerogative degli organi collegiali, di costituire Centri sportivi scolastici, con le modalità e nelle forme previste dal Codice del terzo settore (d.lgs. 117/2017).

Nello stesso ambito, a livello amministrativo, a partire dal 2014, è stato attivato il progetto "Sport di Classe" per il potenziamento dell'educazione motoria nella scuola primaria.

Il progetto prevede, in particolare:

  • un nuovo sistema di governance dello sport a scuola, attraverso l'integrazione delle competenze di MIUR e CONI, per una gestione condivisa. In particolare, per l'organizzazione delle attività e delle iniziative sono stati previsti un organismo nazionale e organismi regionali e provinciali di coordinamento, dei quali fanno parte MIUR, CONI e CIP, che operano anche in raccordo con i Centri sportivi scolastici istituiti presso le scuole del territorio. Nello specifico, a livello regionale la realizzazione del progetto è affidata agli Organismi regionali per lo sport a scuola istituiti presso ciascun Ufficio Scolastico Regionale con Decreto del Direttore Generale;
  • l'inserimento di due ore di educazione fisica settimanali nel piano dell'offerta formativa;
  • l'introduzione della figura del Tutor sportivo, che affianca l'insegnante e svolge un ruolo di supporto per le scuole in fase di progettazione e realizzazione delle attività;
  • un'attenzione particolare agli studenti con disabilità, grazie anche alla partecipazione di rappresentanti del CIP negli organismi di gestione;
  • la formazione iniziale e sul campo dei docenti coinvolti, a cura di MIUR, CONI e CIP;
  • una revisione dei giochi sportivi, estesi anche alla scuola primaria.

 

Le indicazioni operative per la partecipazione delle scuole sono state diramate:
  • per l'a.s. 2014/2015, con nota n. 6263 del 3 novembre 2014 (che aveva destinato il progetto alle classi terze, quarte e quinte) e con nota n. 6888 del 27 novembre 2014 (con la quale la partecipazione era stata estesa alle classi prime e seconde delle scuole che ne avevano fatto richiesta al momento dell'adesione);
  • per l'a.s. 2015/2016, con nota n. 16552 del 4 dicembre 2015 (che aveva rivolto il progetto alle classi dalla I alla V e aveva disposto, per la prima volta, il coinvolgimento nello stesso dei docenti di educazione fisica dell'organico dell'autonomia);
  • per l'a.s. 2016/2017, con nota n. 6911 del 21 settembre 2016 (formulata negli stessi termini di quella relativa al precedente a.s.);
  • per l'a.s. 2017/2018, con nota  n. 5737 del 7 novembre 2017 (che, in particolare, ha rivolto il progetto a tutte le classi IV e V, prevedendo, rispetto alle edizioni precedenti, un incremento delle ore realizzate dal Tutor per ogni classe. Inoltre, per le regioni Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia, ha previsto un intervento aggiuntivo per le classi I, II e III, a valere sui fondi strutturali Europei nell'ambito del PON "Per la Scuola" 2014-2020);
  • per l'a.s. 2018/2019, con nota n. 4048 del 2 ottobre 2018 (che, in particolare, ha rivolto il progetto a tutte le classi IV e V, prevedendo, rispetto alle edizioni precedenti, un ulteriore incremento delle ore realizzate dal Tutor per ogni classe. Inoltre, ha previsto che, per le regioni Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia, il progetto può essere integrato, per  le  classi I, II  e III, con i fondi strutturali europei nell'ambito del PON "Per la Scuola" 2014-2020).

      

    Qui i risultati del progetto per l'a.s. 2014/2015, per l'a.s. 2015/2016, per l'a.s. 2016/2017, e per l'a.s. 2017/2018.

 

Successivamente, il 22 settembre 2017, il Ministro dell'istruzione, dell'università e della ricerca e il Ministro dello sport hanno firmano un protocollo d'intesa in materia di sport e scuole, con validità dall'a.s. 2017/2018 all'a.s. 2019/2020, che impegna le parti a promuovere il riconoscimento in ambito scolastico del valore della pratica sportiva, a collaborare alla realizzazione di progetti, manifestazioni ed eventi per la diffusione e l'ampliamento dello sport a scuola, a lavorare congiuntamente sulla formazione e l'aggiornamento del personale dirigente e docente, ad incentivare iniziative che diffondano i valori educativi dello sport e del fair play anche come strumento di prevenzione e contrasto del bullismo e del disagio giovanile, per favorire l'adozione dei corretti stili di vita e la diffusione di una cultura del rispetto, per promuovere integrazione e inclusione attraverso lo sport. E' stato previsto il coinvolgimento di istituzioni del terzo settore, CONI e Federazioni Sportive. Nel Protocollo è presente uno specifico riferimento ai laureati in Scienze Motorie che possono essere coinvolti nelle sperimentazioni didattiche finalizzate a promuovere l'esercizio della pratica sportiva nelle scuole.

Qui ulteriori informazioni.

 2)     Le previsioni a tutela degli studenti praticanti attività sportiva agonistica

 

Tra gli obiettivi dell'espansione dell'offerta formativa scolastica prevista dalla L. 107/2015 rientra anche l'attenzione alla tutela del diritto allo studio degli studenti praticanti attività sportiva agonistica (art. 1, co. 7, lett. g).

 

Al riguardo, con DM 935 dell'11 dicembre 2015 era stato previsto l'avvio di un programma sperimentale, da svolgere nel triennio 2015-2018 negli istituti di istruzione secondaria di secondo grado, statali e paritari, che aderivano, realizzato in accordo con CONI, CIP e Lega Calcio di serie A. In particolare, nell'ambito del programma era stata prevista l'individuazione, per ciascun istituto scolastico aderente, di un docente referente che, in coordinamento con le società sportive interessate, sosteneva le attività finalizzate alla fruizione di metodi complementari di e-learning, in seguito alla definizione di un progetto formativo personalizzato per ogni studente atleta, approvato dal Consiglio di classe. Potevano essere fruite attività on line per un massimo del 25% del monte orario annuale personalizzato. Ai fini dell'ammissione all'a.s. successivo o all'esame di Stato, le attività inerenti alla sperimentazione dovevano essere certificate dal Consiglio di classe.
Il percorso di sperimentazione era stato avviato con Nota n. 8605 del 23 novembre 2016.
In seguito, con nota prot. 4379 dell'11 settembre 2017 il MIUR aveva diramato le indicazioni relative all' a.s. 2017/2018, mentre con comunicato stampa del 21 aprile 2018 aveva fatto presente che "I numeri definitivi dell'edizione 2017-18 forniscono un bilancio incoraggiante e in crescita sullo stato d'attuazione del programma: 1.505 studentesse e studenti-atleti coinvolti (a fronte dei 450 nel 2016-17), 396 scuole in 18 Regioni (196 istituti  nel 2016-17).
Le nuove adesioni sono 1318, le conferme registrate 187. Tra gli indirizzi di studio delle scuole coinvolte prevalgono Licei Scientifici (645), Licei Sportivi (313), Istituti tecnici (288), Istituti professionali (45).
Gli studenti-atleti che seguono il programma in modalità avanzata sono 376 (182 nel 2016-17), 1129 quelli in modalità base (271 nel 2016-17), seguiti da circa 750 tutor scolastici e oltre 700 tutor sportivi. Tra le oltre 70 discipline sportive praticate da studentesse e studenti-atleti, le più presenti sono: calcio, sport acquatici, atletica e basket".
Qui ulteriori informazioni.
E', poi, intervenuto il DM 279 del 10 aprile 2018, con il quale è stata avviata una ulteriore sperimentazione didattica della durata di 5 anni ( dall'a.s. 2018/2019 all'a.s. 2022/2023) per una formazione di tipo innovativo, destinata agli studenti- atleti di alto livello iscritti agli istituti di istruzione secondaria di secondo grado statali e paritari. Il progetto prevede l'individuazione di uno o più docenti referenti per ogni istituto scolastico aderente all'iniziativa, che hanno il compito di curare il coordinamento con le società sportive interessate e di definire con i consigli di classe competenti il percorso formativo personalizzato per ogni studente-atleta. Nell'ambito di tale percorso formativo, fino al 25% del monte ore personalizzato dello studente-atleta può essere fruito on line . Tutte le attività inerenti al progetto devono essere certificate dal Consiglio di classe, anche ai fini dell'ammissione all'a.s. successivo, ovvero all'esame di Stato.
Successivamente, con circolare 3769 del 14 settembre 2018 sono state avviate le attività relative all'a.s. 2018/2019. Qui il comunicato stampa del MIUR.
Qui i dati del progetto relativi al periodo 2017-2019.
 

Inoltre, con riferimento agli studenti universitari, il 29 settembre 2017 era stato presentato il progetto "Gruppi Sportivi Universitari". Il comunicato stampa presente sul sito del CONI, evidenziava che  il progetto presupponeva un investimento di 3 milioni di euro.

 

3)     Disposizioni per garantire la pratica sportiva da parte di minori stranieri

 

La L. 12/2016 aveva disposto che i minori stranieri regolarmente residenti in Italia almeno dal compimento del decimo anno di età potevano essere tesserati presso le società sportive appartenenti alle federazioni nazionali e alle discipline sportive associate, e presso enti di promozione sportiva, con le stesse procedure previste per i cittadini italiani.

 

Tale previsione è stata, poi, ampliata dalla L. di bilancio 2018 (L. 205/2017: art. 1, co. 369), che ha disposto che tale tesseramento è possibile anche ove i minori non siano in regola con le norme relative all'ingresso e al soggiorno, laddove siano iscritti da almeno un anno a una qualsiasi classe della scuola italiana.

 

4)     Il Fondo unico a sostegno del potenziamento del movimento sportivo italiano

 

La L. di bilancio 2018 (L. 205/2017: art. 1, co. 369) ha istituito presso l'Ufficio per lo sport della Presidenza del Consiglio dei Ministri il Fondo unico a sostegno del potenziamento del movimento sportivo italiano, con una dotazione di € 12 mln per il 2018, € 7 mln per il 2019, € 8,2 mln per il 2020 ed € 10,5 mln dal 2021.

Le risorse sono destinate al finanziamento di progetti aventi una delle seguenti finalità:

  • incentivare l'avviamento all'esercizio della pratica sportiva delle persone con disabilità;
  • sostenere la realizzazione di eventi calcistici e di altri eventi sportivi di rilevanza internazionale;
  • sostenere la maternità delle atlete non professioniste;
  • garantire il diritto all'esercizio della pratica sportiva dei minori;
  • sostenere la realizzazione di eventi sportivi femminili di rilevanza nazionale e internazionale.

L'utilizzo del Fondo è disposto con uno o più DPCM da adottare entro il 28 febbraio di ogni anno.

E' dunque intervenuto il DPCM 28 febbraio 2018, che ha ripartito l'intera somma prevista per il 2018 e il 2019 e (solo) parte della somma prevista per il 2020 e a decorrere dal 2021.
Successivamente, è intervenuto il DPCM 26 febbraio 2019 che ha evidenziato, anzitutto, l'aumento della dotazione per il 2019 a € 18,954 mln a seguito della disponibilità di fondi non impegnati al 31 dicembre 2018. La ripartizione dei fondi da esso disposta include, per il triennio 2019-2021, quanto già ripartito con il DPCM 28 febbraio 2018.

 

Al contempo, il DPCM 26 febbraio 2019 ha previsto alcune novità rispetto alla disciplina recata dal DPCM 28 febbraio 2018.
Nello specifico, in base al DPCM 26 febbraio 2019, le risorse destinate alla Federazione italiana giuoco calcio per la realizzazione dei campionati di calcio europeo under 21 – che si è svolto in Italia dal 16 al 30 giugno 2019 – sono state destinate, in particolare, ad interventi di ammodernamento degli impianti sportivi, all'organizzazione delle gare e ai costi di gestione della manifestazione sportiva. Entro sei mesi dalla conclusione dell'evento, la FIGC deve inviare (tra gli altri) alle Camere una dettagliata relazione sull'attività svolta e sull'utilizzo delle risorse.
Le risorse assegnate al CIP per l'acquisto di ausili per lo sport per le persone con disabilità sono state destinate all'acquisto di ausili per lo sport da assegnare in uso gratuito alle persone con disabilità che ne fanno richiesta. Le modalità di acquisto degli ausili, i criteri di selezione delle richieste, le procedure per l'erogazione del contributo sono individuati con separato provvedimento tra l'Ufficio per lo sport e il CIP.
Per il sostegno della maternità delle atlete è stata prevista l'erogazione di un contributo di € 1000 per un massimo di 10 mesi alle atlete che al momento della richiesta soddisfano, contemporaneamente, una serie di condizioni, fra le quali lo svolgimento in forma esclusiva o prevalente di un'attività sportiva agonistica riconosciuta dal CONI e il mancato svolgimento di un'attività lavorativa o la mancata appartenenza a gruppi sportivi militari o altri gruppi che garantiscano una tutela previdenziale in caso di maternità.

Qui le Linee guida e il modulo per la richiesta 2019.

 

5)      Sostegno del programma Special Olympics Italia

 

La L. di bilancio 2019 (L. 145/2018 : art. 1, co. 652) ha incrementato di € 0,3 mln annui per il 2019, 2020 e 2021 il contributo per l'attuazione del programma internazionale di allenamento sportivo e competizioni atletiche "Special Olympics Italia", destinato a soggetti con disabilità intellettiva.

L'incremento è finalizzato a favorire la realizzazione e lo sviluppo in tutto il territorio nazionale dei progetti di integrazione di cui alla L. di stabilità 2016 (L. 208/2015: art. 1, co. 407), che aveva destinato al suddetto programma € 0,5 mln annui a decorrere dal 2016, a valere sulle risorse attribuite al Comitato italiano paralimpico (CIP).

ultimo aggiornamento: 23 agosto 2019
 
temi di Cultura, spettacolo, sport