tema 1 maggio 2020
Studi - Cultura Il sistema di vendita e distribuzione dei prodotti editoriali

I più recenti interventi riguardanti la vendita e la distribuzione dei prodotti editoriali sono stati adottati per fronteggiare l'emergenza sanitaria Coronavirus (COVID-19). Si veda l'apposito tema.

Più in generale, negli anni più recenti, il sistema di distribuzione e vendita dei prodotti editoriali è stato oggetto di riforme che, in particolare, hanno semplificato le procedure per l'esercizio dell'attività da parte dei punti vendita, stabilito principi finalizzati a regolare i rapporti tra distributori e rivenditori di prodotti editoriali, e introdotto la possibilità, per i punti vendita esclusivi, di svolgere un'attività addizionale di distribuzione.

Inoltre, dal 31 dicembre 2017 è diventata obbligatoria la tracciabilità delle vendite e delle rese di quotidiani e periodici.

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La disciplina delle modalità e condizioni di vendita della stampa quotidiana e periodica è recata principalmente dal d.lgs. 170/2001 - da ultimo modificato dal D.L. 50/2017 (L. 96/2017: art. 64-bis) - in base al quale, su tutto il territorio nazionale, il sistema di vendita è articolato in punti vendita esclusivi (esercizi tenuti alla vendita generale di quotidiani e periodici) e non esclusivi (esercizi che, in aggiunta ad altre merci, sono autorizzati alla vendita di quotidiani o periodici) (art. 2).

Con riferimento ai punti vendita non esclusivi, con Risoluzione n. 537007 del 7 febbraio 2018 la competente Direzione generale del Ministero dello sviluppo economico ha fatto presente che l'utilizzo della congiunzione "o" all'art. 2, co. 1, lett. b), del d.lgs. 170/2001 (intervenuta con il D.L. 50/2017, a fronte dell'"ovvero" precedentemente previsto), stante il contesto al quale la definizione dei punti di vendita non esclusivi è riferibile, appare finalizzata a garantire ai soggetti titolari di tali punti vendita la possibilità di optare per una sola delle due tipologie di prodotti editoriali, ossia i quotidiani e i periodici, e ciò senza conseguenze sulla eventuale opzione di venderli entrambi.
ultimo aggiornamento: 1 maggio 2020

La L. 198/2016 – istitutiva del Fondo per il pluralismo e l'innovazione dell'informazione – ha limitato (art. 8), a decorrere dal 1° gennaio 2017, la previsione relativa alla garanzia della parità di trattamento delle diverse testate da parte dei punti vendita esclusivi alle "pubblicazioni regolari" in occasione della loro prima immissione nel mercato e ha definito che cosa si intende per "pubblicazioni regolari". Ha stabilito, altresì, che anche le imprese di distribuzione dovevano adeguarsi a tale novità.

In particolare, per pubblicazioni regolari si intendono quelle che hanno già effettuato la registrazione presso il tribunale, che sono diffuse al pubblico con periodicità regolare, che rispettano tutti gli obblighi previsti dalla L. 47/1948 (fra cui, possesso, da parte del proprietario o della persona che esercita l'impresa giornalistica, se diversa dal proprietario, dei requisiti per l'iscrizione nelle liste elettorali politiche e la pubblicazione di rettifiche) e che recano stampati sul prodotto e in posizione visibile la data e la periodicità effettiva, il codice a barre e la data di prima immissione nel mercato.

  In seguito, il D.L. 50/2017 (L. 96/2017: art. 64-bis), modificando il d.lgs. 170/2001 (art. 5) e confermando l'articolazione del sistema sul territorio nazionale in punti vendita esclusivi e punti vendita non esclusivi:

  • ha eliminato la previsione di rilascio dell'autorizzazione da parte dei comuni per l'esercizio dell'attività da parte dei punti vendita esclusivi e non esclusivi e, conseguentemente, ha soppresso anche gli specifici obblighi di programmazione e pianificazione, precedentemente in capo alle regioni e ai comuni;
  • ha definito una nuova disciplina per l'apertura di nuovi punti vendita (esclusivi e non esclusivi), anche a carattere stagionale, stabilendo, innanzitutto, in linea generale, che essa avviene mediante la segnalazione certificata di inizio attività (Scia), di cui all'art. 19 della L. 241/1990.
    Al contempo, ha previsto che, i comuni possono individuare le zone nelle quali - tenuto conto del numero di punti vendita già esistenti, della domanda, anche stagionale, e delle esigenze di sostenibilità ambientale e di viabilità, nonché di tutela e salvaguardia di zone di pregio artistico, storico, architettonico e ambientale –, l'apertura di nuovi punti vendita è regolamentata sulla base delle disposizioni delle regioni e delle province autonome in materia, nonché di criteri e parametri qualitativi stabiliti con intesa in sede di Conferenza unificata, recepita con decreto del Ministro dello sviluppo economico. Tali criteri e parametri devono essere volti a garantire una presenza capillare ed equilibrata dei punti vendita sul territorio, anche nelle zone periferiche, in modo da soddisfare la domanda del bacino di utenza e tenuto conto delle esigenze stagionali.
    Al riguardo, con risoluzione n. 115448 del 21 marzo 2018, la competente Direzione generale del Ministero dello sviluppo economico ha chiarito che i comuni non hanno l'obbligo, bensì la facoltà di individuare gli ambiti del loro territorio nei quali sottoporre l'apertura di nuovi punti vendita ad apposita regolamentazione. La regolamentazione non può, in ogni caso, riguardare l'intero territorio comunale;
  • ha stabilito che, con intesa in sede di Conferenza unificata, sono individuati, nel rispetto dei principi vigenti in materia di concorrenza, criteri omogenei per la liberalizzazione degli orari e dei periodi di chiusura dei punti vendita, la rimozione degli ostacoli che limitano la possibilità, per i punti di vendita esclusivi, di ampliare le categorie di beni e i servizi offerti al pubblico, e la possibilità di svolgere l'intermediazione di servizi a valore aggiunto a favore delle amministrazioni territoriali, delle ASL, delle aziende di trasporto pubblico e delle aziende di promozione del turismo, fermi restando gli eventuali vincoli autorizzatori previsti, per attività e servizi ulteriori, dalla normativa vigente;
  • ha introdotto, tra i principi che regolano la vendita di quotidiani e periodici, ulteriori disposizioni volte a regolare i rapporti tra distributori e rivenditori di prodotti editoriali. In particolare, ha stabilito che le imprese di distribuzione garantiscono a tutti i rivenditori l'accesso alle forniture a parità di condizioni economiche e commerciali e che la fornitura non può essere condizionata a servizi, costi o prestazioni aggiuntivi a carico del rivenditore. Ha disposto, altresì, che le imprese di distribuzione assicurano ai punti vendita forniture di quotidiani e periodici adeguate (per tipologia e quantità) a soddisfare le esigenze dell'utenza del territorio. Le forniture in eccesso rispetto a tali esigenze, o quelle che non sono oggetto di parità di trattamento (ai sensi dell'art. 8 della L. 198/2016) possono essere rifiutate o restituite anticipatamente dai rivenditori senza alcuna limitazione temporale;
  • ha introdotto la possibilità, per i punti vendita esclusivi, di svolgere un'attività addizionale di distribuzione, previa Scia. In particolare, ha previsto che i punti vendita esclusivi possono rifornire, sulla base di accordi di fornitura, i punti vendita delle zone dove la fornitura della stampa quotidiana e periodica non è assicurata dagli ordinari canali di distribuzione, e gli esercizi commerciali che facciano richiesta di fornitura di pubblicazioni periodiche attinenti la tipologia del bene o servizio oggetto prevalente della loro attività commerciale. Le condizioni economiche per lo svolgimento di tali attività – che tengono conto delle quantità di copie vendute dal punto vendita esclusivo nella sua attività addizionale – sono definite con accordo su base nazionale tra le associazioni di categoria più rappresentative di editori e rivenditori di quotidiani e periodici.

ultimo aggiornamento: 1 maggio 2020

A decorrere dal 31 dicembre 2017, è divenuta obbligatoria la tracciabilità delle vendite e delle rese di quotidiani e periodici, attraverso l'utilizzo di strumenti informatici e telematici basati sulla lettura del codice a barre (originariamente prevista, a decorrere dal 1° gennaio 2013, dal D.L. 63/2012-L. 103/2012, art. 4, co. 1 e, di anno in anno, prorogata) (D.L. 244/2016-L. 19/2017, art. 2, co. 2 e 3).

 

ultimo aggiornamento: 1 maggio 2020
 
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