tema 23 ottobre 2020
Studi - Cultura Le misure adottate a seguito dell'emergenza Coronavirus (COVID-19) per il settore dell'editoria

A seguito dell'emergenza da Coronavirus (COVID-19), sono stati adottati diversi interventi per fronteggiare le conseguenze nell'ambito del settore editoriale, tra cui l'ulteriore ampliamento delle agevolazioni fiscali per la vendita al dettaglio di giornali, riviste e periodici e l'introduzione di un regime straordinario di accesso al credito di imposta per gli investimenti pubblicitari.

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Nell'ambito degli interventi limitativi dell'esercizio delle attività produttive adottati, a seguito del D.L. 6/2020 (L. 13/2020) e del D.L. 19/2020 (L. 35/2020), per fronteggiare l'emergenza Coronavirus, l'attività delle edicole non è mai stata sospesa.

Infatti, come aveva sottolineato il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio dei Ministri con delega per l'editoria nell'ambito dell'audizione nella VII Commissione della Camera, il 29 aprile 2020, il Governo, in considerazione della funzione di pubblico servizio svolta dal sistema dell'informazione, aveva ritenuto di escludere le edicole e l'intera filiera della stampa dal novero delle attività commerciali e produttive soggette agli obblighi di sospensione per effetto dei DPCM 11 marzo, 22 marzo e 1° aprile 2020.

In particolare, aveva evidenziato come la scelta fosse stata imposta dal rispetto del dettato costituzionale che, attraverso l'art. 21, garantisce il diritto fondamentale di informare e di essere informati; un diritto tanto più rilevante in un così grave frangente per la vita civile e istituzionale del Paese.

Il DPCM 11 marzo 2020 – adottato a seguito del D.L. 6/2020 ( L. 13/2020) - aveva disposto la sospensione, fino al 25 marzo 2020, delle attività commerciali al dettaglio, fatta eccezione per le attività di vendita di generi alimentari e di prima necessità individuate nell'allegato 1, fra le quali, appunto, il commercio al dettaglio di giornali, riviste e periodici.
L'inclusione del commercio al dettaglio di giornali, riviste e periodici fra le attività di prima necessità si era confermata in tutti i successivi DPCM.

A decorrere dal 14 aprile 2020, inoltre, è stato consentito il riavvio del commercio al dettaglio di libri. E' stata possibile, dunque, la riapertura delle librerie.

Ciò è stato disposto dal DPCM 10 aprile 2020 – adottato a seguito del D.L. 19/2020 ( L. 35/2020) – che ha previsto, tuttavia, che si continuavano ad applicare le misure di contenimento più restrittive adottate dalle regioni, anche d'intesa con il Ministro della salute, relativamente a specifiche aree del territorio regionale (art. 1, co. 1, lett. z), art. 8, co. 3, all. 1).
La previsione è stata confermata dai successivi DPCM .
ultimo aggiornamento: 23 ottobre 2020

Gli interventi specifici attuati per fronteggiare le conseguenze nel settore editoriale dell'emergenza epidemiologica, volti, in particolare, a garantire la filiera dell'editoria e limitare l'impatto delle perdite per gli operatori economici coinvolti, soprattutto attraverso lo strumento dei crediti di imposta, sono stati previsti dapprima dal D.L. 17 marzo 2020, n. 18 (L. 27/2020) e, poi, dal D.L. 19 maggio 2020, n. 34 (L. 77/2020)  e dal D.L. 14 agosto 2020, n. 104 (L. 126/2020).

In particolare, il D.L. 18/2020 (L. 27/2020: art. 98, co. 2) – oltre ad un intervento sul quale sono successivamente intervenuti il D.L. 34/2020 (L. 77/2020) e il D.L. 104/2020 (L. 126/2020) (v. infra) – ha ampliato, per il 2020, il c.d. tax credit edicole.

Al riguardo, si ricorda, che la L. di bilancio 2019 ( L. 145/2018: art. 1, co. 806-809) ha i ntrodotto per il 2019 e il 2020 il c.d. tax credit edicole, un credito d'imposta per le edicole e gli altri rivenditori al dettaglio che esercitano esclusivamente la vendita al dettaglio di giornali, riviste e periodici, ovvero che, pur non esercitando in via esclusiva, sono gli unici punti vendita nel comune considerato. Il credito d'imposta è riconosciuto per ciascun esercente nella misura massima di € 2.000 (al riguardo, v. infra) e nel limite complessivo di € 13 mln per il 2019 e di € 17 mln per il 2020.
Le disposizioni applicative sono state disciplinate con DPCM 31 maggio 2019 .
Successivamente, la L. di bilancio 2020 ( L. 160/2019: art. 1, co. 393) ha disposto che, per l' anno 2020, in deroga rispetto a quanto previsto dalla L. di bilancio 2019, il credito d'imposta è riconosciuto anche agli esercizi commerciali non esclusivi, anche nei casi in cui la predetta attività commerciale non rappresenti l'unico punto vendita al dettaglio di giornali, riviste e periodici nel comune di riferimento. Tuttavia, l'agevolazione è riconosciuta prioritariamente agli esercenti attività commerciali esclusivamente nella vendita di giornali, riviste e periodici.

Nello specifico, con il D.L. 18/2020 (L. 27/2020) la disciplina è stata estesa alle imprese di distribuzione della stampa quotidiana e/o periodica a rivendite situate nei comuni con una popolazione inferiore a 5.000 abitanti e nei comuni con un solo punto vendita. Al contempo, le fattispecie di spesa compensabili sono state ampliate includendo anche i servizi di fornitura di energia elettrica, i servizi telefonici e di collegamento a Internet, nonché i servizi di consegna a domicilio delle copie di giornali; l'importo massimo riconosciuto a ciascun beneficiario è stato incrementato (da € 2.000) a € 4.000.

Con circolare del Capo Dipartimento per l'informazione e l'editoria del 17 luglio 2020 sono state fornite precisazioni, per l'anno 2020, in relazione alle modalità applicative del credito d'imposta.
Qui la pagina dedicata al tax credit edicole nel sito del Dipartimento per l'informazione e l'editoria della Presidenza del Consiglio dei ministri.

Al riguardo, nell'ambito della già citata audizione nella VII Commissione della Camera, del 29 aprile 2020, il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio con delega per l'editoria aveva fatto presente che l'emergenza aveva infatti evidenziato come la consegna a domicilio dei giornali dovesse ritenersi un servizio essenziale soprattutto per la fascia di popolazione – gli anziani e i bambini – più colpita dalle limitazioni di movimento imposte dalle misure di contenimento del contagio. Pertanto, aveva anticipato che vi era l'obiettivo di riconoscere un bonus una tantum alle edicole per il maggior onere sostenuto durante la crisi.

Aveva, anche, fatto presente che si stava cercando di rafforzare il loro ruolo di hub di servizi territoriali, consolidando attraverso l'Anci le intese con i comuni e con le Asl per l'erogazione di servizi anagrafici e di prenotazione delle prestazioni sanitarie. Aveva, infine, evidenziato che si contava di chiudere presto un accordo con le Poste per ridurre i costi dei pagamenti digitali e di favorire le condizioni per una nuova disciplina dell'aggio.

Tra gli ulteriori interventi attuati per contrastare gli effetti dell'emergenza sanitaria, nel corso della più volte citata audizione del 29 aprile 2020 il rappresentante del Governo aveva ricordato la proroga dei termini per la presentazione delle domande e della documentazione per la concessione dei contributi per l'anno 2019 a sostegno dei periodici italiani editi o diffusi all'estero (per i quali si veda, più approfonditamente il tema Interventi per l'editoria).

Qui il comunicato del 21 aprile 2020 della Presidenza del Consiglio dei ministri-Dipartimento per l'informazione e l'editoria, con cui era stata data notizia che il termine per la presentazione delle domande e della documentazione relativa all'annualità 2019 – inizialmente fissato al 31 marzo 2020 e dapprima prorogato al 30 aprile 2020 (v. comunicati del 12 marzo 2020 e del 23 marzo 2020) – era stato prorogato al 30 maggio 2020.

A sua volta, il D.L. 34/2020 (L. 77/2020), su alcune delle cui previsioni è poi ulteriormente intervenuto il D.L. 104/2020 (L. 126/2020):

  • ha rafforzato il regime straordinario di accesso al credito di imposta per gli investimenti pubblicitari introdotto per il 2020 dal D.L. 18/2020 (L. 27/2020: art. 98, co. 1), che ha commisurato l'importo del medesimo credito al valore totale degli investimenti effettuati, anziché ai soli investimenti incrementali. In particolare, nel testo risultante dalle ulteriori modifiche apportate dal D.L. 104/2020 (L. 126/2020) l'importo massimo dell'investimento ammesso al credito d'imposta è stato elevato (dal 30) al 50% ed è stato direttamente fissato in € 85 mln il tetto di spesa: nell'ambito del tetto, il beneficio è concesso nel limite di € 50 mln per gli investimenti pubblicitari effettuati su quotidiani e periodici, anche online, e nel limite di € 35 mln per quelli effettuati sulle emittenti televisive e radiofoniche locali, analogiche o digitali (art. 186 del D.L. 34/2020-L. 77/2020 e art. 96, co. 1, del D.L. 104/2020-L. 126/2020).
Al riguardo, si ricorda che il D.L. 50/2017 ( L. 96/2017: art. 57- bis – come modificato, anzitutto, dal D.L. 148/2017 ( L. 172/2017: art. 4, co. 1) – ha previsto l'attribuzione di un credito di imposta, a decorrere dal 2018, in favore di imprese, lavoratori autonomi e enti non commerciali che effettuano investimenti in campagne pubblicitarie sulla stampa quotidiana e periodica anche on line, nonché sulle emittenti televisive e radiofoniche locali, il cui valore superi almeno dell'1% quelli , di analoga natura, effettuati nell'anno precedente .
Tuttavia, aveva stanziato solo le risorse occorrenti per il primo anno.
In particolare, la misura dell'incentivo, nel limite massimo di € 62,5 mln per il 2018, a valere sul Fondo per il pluralismo e l'innovazione dell'informazione, era stata definita pari al 75% del valore incrementale degli investimenti effettuati, innalzato al 90% nel caso di piccole e medie imprese, microimprese e start-up innovative .
In via di prima applicazione, era stata stabilita in € 20 mln la quota dello stanziamento relativo al 2018 destinata al riconoscimento del credito di imposta relativo ai soli investimenti pubblicitari incrementali effettuati sulla stampa quotidiana e periodica, anche online, effettuati dal 24 giugno 2017 al 31 dicembre 2017, purché il loro valore avesse superato almeno dell'1% quelli di analoga natura effettuati nel corrispondente periodo del 2016.
Le modalità e i criteri di attuazione sono stati definiti con DPCM 90 del 16 maggio 2018 (pubblicato nella GU n. 170 del 24 luglio 2018). In particolare, per accedere all'agevolazione, i soggetti interessati devono presentare, nel periodo compreso tra il 1 marzo e il 31 marzo di ciascun anno, un'apposita comunicazione telematica le cui modalità sono definite con provvedimento amministrativo del Dipartimento per l'informazione e l'editoria.
Per l'anno 2018, la comunicazione telematica doveva essere presentata tra il 60° e il 90° giorno successivo alla data di pubblicazione del decreto nella Gazzetta Ufficiale.
Il 30 novembre 2018 sul sito del Dipartimento per l'editoria era poi stata data notizia di una serie di rilievi formulati dalla Commissione europea su diversi aspetti della misura. Una prima obiezione aveva riguardato l'ipotesi che si configurasse un aiuto di Stato indiretto, con profili di selettività rispetto ai media non presi in considerazione dalla norma. Una seconda obiezione aveva riguardato gli investimenti per l'anno 2017, per i quali la misura avrebbe avuto carattere sostanzialmente retroattivo, perdendo quindi la sua funzione incentivante. Infine, era stato obiettato che i costi della pubblicità – generalmente classificati come costi di funzionamento (e non di investimento) – non avrebbero potuto essere considerati, in quanto tali, quale base di calcolo per una misura di aiuto coerente con i principi della normativa europea in materia.
In seguito, la L. di bilancio 2019 ( L. 145/2018: art. 1, co.762) ha precisato che le misure introdotte sono concesse entro i limiti consentiti dalle specifiche disposizioni dell'UE in materia di aiuti c.d. de minimis.
Successivamente, il D.L. 59/2019 ( L. 81/2019: art. 3- bis), modificando ulteriormente il D.L. 50/2017, ha disposto che, a decorrere dal 2019, il credito di imposta è concesso, alle stesse condizioni e ai medesimi soggetti, ma nella misura unica del 75% del valore incrementale degli investimenti effettuati. Continuano ad applicarsi le disposizioni del DPCM 90/2018 ma, per il 2019, le comunicazioni per l'accesso al credito di imposta dovevano essere presentate dal 1° al 31 ottobre. Ha, altresì, previsto che alla copertura del relativo onere si provvede, a regime, mediante utilizzo delle risorse del Fondo per il pluralismo e l'innovazione dell'informazione, nel limite complessivo determinato annualmente con il DPCM che ripartisce le risorse fra la Presidenza del Consiglio dei Ministri e il Ministero dello sviluppo economico (v. tema Interventi per l'editoria).
Ancora in seguito, il D.L. 18/2020 ( L. 27/2020: art. 98, co. 1), in considerazione dell'attesa caduta dei volumi di investimento derivante dall'emergenza sanitaria relativa al COVID-19, ha previsto, per il 2020, un regime straordinario di accesso al credito di imposta per gli investimenti pubblicitari su quotidiani e periodici, nonché sulle emittenti televisive e radiofoniche locali. Il credito di imposta era concesso, alle stesse condizioni e ai medesimi soggetti già contemplati, nella misura unica del 30% – successivamente elevato al 50% dal D.L. 34/2020 (L. 77/2020: art. 186) - del valore degli investimenti effettuati, e non già entro il limite del 75% dei soli investimenti incrementali.
In considerazione della novità, ha, altresì, disposto che la comunicazione per l'accesso al beneficio doveva essere presentata tra il 1° ed il 30 settembre 2020. Le comunicazioni trasmesse nel periodo compreso tra il 1° ed il 31 marzo 2020 restavano comunque valide.
Il 23 marzo 2020 il Dipartimento per l'informazione e l'editoria aveva precisato, che "chi vorrà ampliare i propri investimenti pubblicitari per utilizzare appieno le più favorevoli condizioni stabilite per il 2020 potrà " sostituire" la prenotazione già inviata a marzo con una nuova, sempre nel periodo dal 1° al 30 settembre 2020";
  • ha previsto il riconoscimento di un credito di imposta per il 2020 pari – a seguito delle modifiche apportate dal D.L. 104/2020 (L. 126/2020) - al 10 % della spesa sostenuta nel 2019 per l'acquisto della carta utilizzata per la stampa di quotidiani e periodici, entro il limite di € 30 mln (art. 188 del D.L. 34/2020-L. 77/2020 e art. 96, co. 2, del D.L. 104/2020-L. 126/2020). Al contempo, per le testate edite in formato digitale ha riconosciuto un credito di imposta pari al 30% della spesa sostenuta nel 2019 per l'acquisizione dei servizi di server, hosting e manutenzione evolutiva, e per information technology di gestione della connettività, entro il limite di € 8 mln (art. 190). Entrambi i crediti di imposta non sono cumulabili con i contributi diretti.
Con DPCM 4 agosto 2020 è stata adottata la disciplina applicativa relativa al credito di imposta per le testate edite in formato digitale. In particolare, il DPCM prevede che la domanda telematica deve essere inviata fra il 20 ottobre e il 20 novembre 2020 e che l'elenco dei soggetti ai quali è riconosciuto il contributo è formato entro il 31 dicembre 2020;

  • ai fini dell'IVA, ha introdotto, per il 2020, un regime straordinario di forfettizzazione delle rese di quotidiani e periodici, che ne consente la riduzione del 95% (invece dell'80% previsto in via ordinaria) (art. 187);

  • ha previsto un bonus una tantum per il 2020 per gli esercenti delle edicole (punti vendita esclusivi) fino a un massimo di € 500 per ciascun soggetto, entro il limite di spesa complessivo di € 7 mln (art. 189).
La disciplina applicativa è stata adottata con DPCM 3 agosto 2020. In particolare, il DPCM prevede che la domanda telematica doveva essere inviata tra il 1° ed il 30 ottobre 2020 e che l'elenco degli ammessi al contributo è approvato entro 30 giorni dalla scadenza del termine di presentazione delle domand;

  • ha semplificato la procedura di pagamento della rata di anticipo dei contributi diretti riferiti all'annualità 2019 dovuti ad alcune categorie di imprese editoriali (cooperative giornalistiche, enti senza fini di lucro o imprese editrici di quotidiani e periodici il cui capitale sia da essi interamente detenuto e imprese editrici di quotidiani e periodici la maggioranza del cui capitale è detenuta da cooperative, fondazioni o enti morali senza fini di lucro, imprese editrici di quotidiani e periodici espressione di minoranze linguistiche), prevedendo che la verifica della regolarità previdenziale e fiscale è effettuata solo al momento del pagamento del saldo (art. 191).
Al riguardo, con comunicato del 3 giugno 2020, il Dipartimento per l'informazione e l'editoria ha comunicato che era in pagamento la rata di anticipo, pari a circa il 46,92% di quanto effettivamente liquidato nell'anno precedente.
  • ha autorizzato la Presidenza del consiglio dei ministri a prorogare (dal 31 dicembre 2020) al 31 dicembre 2021 la durata dei contratti in essere stipulati con le agenzie di stampa per l'acquisto di servizi giornalistici e informativi (art. 194);

  • ha disposto l'applicazione della normativa sull'acquisto di una testata giornalistica cessata da parte di una cooperativa giornalistica o di un consorzio tra giornalisti e lavoratori dell'editoria anche in caso di fallimento dell'editore e ha previsto che in tale circostanza i medesimi consorzi o cooperative possono essere autorizzati dal giudice delegato a stipulare un contratto di affitto dell'azienda per un periodo non superiore a sei mesi (art. 195-ter).

Successivamente, il D.L. 104/2020 (L. 126/2020) oltre a quanto già detto:

  • ha introdotto una ulteriore agevolazione relativa al contributo dovuto per le quattro categorie di soggetti ante indicate per l'annualità 2019. In particolare, ha previsto che, limitatamente a tale contributo, i costi possono essere pagati dalle imprese beneficiarie entro 60 giorni dall'incasso del saldo del contributo. L'avvenuto pagamento nel termine indicato è attestato dal revisore contabile in apposita certificazione, che evidenzia anche gli strumenti di pagamento tracciabili utilizzati e che deve essere trasmessa al Dipartimento per l'informazione e l'editoria entro 10 giorni dall'ultimo pagamento (art. 96, co. 4);
  • relativamente all'anno di contribuzione 2020, sempre per gli stessi soggetti ha previsto che la percentuale minima di vendita della testata necessaria per accedere ai contributi è determinata nel 25% delle copie distribuite per le testate locali (anziché nel 30%) e nel 15% delle copie distribuite per le testate nazionali (anziché nel 20%). Inoltre, ha previsto che, qualora dall'applicazione dei criteri di calcolo del contributo derivi un contributo di importo inferiore a quello erogato alla stessa impresa editoriale per l'annualità 2019, l'importo è parificato a quello corrisposto per il 2019. In caso di insufficienza delle risorse stanziate, resta applicabile il criterio del riparto proporzionale (art. 96, co. 3 e 5).

Infine, introducendo una deroga a regime, ha previsto che il requisito per l'accesso ai contributi relativo all'anzianità minima di costituzione dell'impresa e di edizione della testata per la quale si richiede il contributo (art. 5, co. 1, lett. a), del d.lgs. 70/2017), nonché quello relativo all'impiego del numero minimo di dipendenti nell'anno di riferimento del contributo (art. 5, co. 1, lett. d) del d.lgs. 70/2017) - non si applicano alle cooperative giornalistiche costituite per subentrare nella gestione di una testata quotidiana di proprietà di una società editrice in procedura fallimentare (art. 96, co. 6).

 

ultimo aggiornamento: 23 ottobre 2020
 
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