tema 27 giugno 2019
Studi Camera - Finanze Fisco Contenzioso tributario, interpello e risoluzione stragiudiziale delle controversie

Con il decreto-legge "crescita" (articolo 4-ocries del decreto-legge n. 34 del 2019) si è introdotto, nell'ambito dell'accertamento fiscale un nuovo obbligo per l'Amministrazione finanziaria, che è tenuta ad avviare, necessariamente e nei casi espressamente previsti, un contraddittorio con il contribuente per definire in via amministrativa la pretesa tributaria.

Il decreto-legge n. 119 del 2018  reca poi misure deflative del contenzioso tributario e di semplificazione dei processi. 

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 L'articolo 16 del decreto-legge n. 119 del 2018 apporta modifiche al decreto legislativo n. 546 del 1992 sul processo tributario, volte a estendere le possibilità di trasmissione telematica delle comunicazioni e notificazioni inerenti il processo, agevolare le procedure in materia di certificazione di conformità relative alle copie di atti, provvedimenti e documenti, rendere possibile la partecipazione a distanza delle parti all'udienza pubblica. Il successivo articolo 16-septies semplifica la procedura di avvio dei provvedimenti cautelari amministrativi per violazioni tributarie,

Si ricorda che il l Processo Tributario Telematico (PTT) dal 15 luglio 2017 è attivo su tutto il territorio nazionale, a conclusione di una graduale estensione a livello regionale iniziata il 1 dicembre 2015. 

L'articolo 39 del D.L. n. 98 del 2011 ha introdotto l'utilizzo della PEC nell'ambito del processo tributario. L'indirizzo di posta elettronica certificata del difensore o delle parti è indicato nel ricorso o nel primo atto difensivo. Anche la parte processuale che non si avvale di un avvocato può utilizare la posta elettronica certificata (PEC). In tal caso la parte che sta in giudizio personalmente deve indicare la propria PEC nel ricorso (articolo 49 del D.L. n. 90 del 2014). Qualora la parte non abbia comunicato la PEC o questa non funzioni correttamente per cause imputabili al destinatario, le comunicazioni nel corso del giudizio sono eseguite mediante deposito degli atti in segreteria della Commissione tributaria. Anche l'invito al pagamento del contributo unificato può essere notificato mediante PEC.

In attuazione dell'articolo 39, comma 8, del D.L. n. 98 del 2011 è stato adottato con decreto 23 dicembre 2013, n. 163, il regolamento recante la disciplina dell'uso di strumenti informatici e telematici nel processo tributario. Con il D.M. 4 agosto 2015 sono state emanate le specifiche tecniche previste dall'articolo 3, comma 3, del regolamento. Il decreto regola alcuni aspetti del processo, quali, ad esempio, la registrazione e l'accesso al S.I.Gi.T, il Sistema Informativo della Giustizia Tributaria; le notificazioni e le comunicazioni; la costituzione in giudizio; la formazione e la consultazione del fascicolo informatico; il deposito degli atti; il pagamento del contributo unificato tributario. La normativa è stata aggiornata con il D.M. 28 novembre 2017.

Il D.Lgs. n. 156 del 2015, revisione degli interpelli e del contenzioso tributario, amplia l'uso della posta elettronica certificata (PEC) per le comunicazioni e le notificazioni nel processo tributario. Le comunicazioni nel processo tributario sono effettuate anche mediante l'utilizzo della posta elettronica certificata, mentre tra le pubbliche amministrazioni esse possono essere effettuate mediante scambio di documenti informatici nell'ambito del sistema pubblico di connettività. Si dispone che le notificazioni tra le parti e i successivi depositi presso la Commissione tributaria possano avvenire per via telematica, tenendo conto di quanto stabilito nel citato regolamento sul processo tributario telematico (D.M. n.163/2013).

Si segnala la pubblicazione del MEF "Il Processo Tributario Telematicoche raccoglie la normativa, la prassi di riferimento ed informazioni tecnico/operative. Nel febbraio 2018 è stato inoltre pubblicato il Rapporto sui depositi telematici degli atti e documenti nel contenzioso tributario.

ultimo aggiornamento: 11 dicembre 2018

Nel Rapporto trimestrale sul contenzioso tributario relativo al periodo gennaio-marzo 2019 è stato eso noto che nel periodo di riferimento i ricorsi pervenuti complessivamente nei due gradi di giudizio sono stati 50.827, in diminuzione rispetto a quanto registrato all'analogo periodo del 2018 (-13,03 per cento, pari a - 7.618 controversie).
Nello stesso periodo sono state definite complessivamente 58.535 controversie, con un calo tendenziale delle decisioni prodotte pari all'11,80 per cento (- 7.833 controversie) rispetto al 2018. In dettaglio, sono stati decisi 43.241 ricorsi presso le Commissioni tributarie provinciali e 15.294 appelli presso le Commissioni tributarie regionali. Confrontando l'analogo periodo del 2018, il flusso delle controversie definite diminuisce nel primo grado (- 15,42 per cento), mentre in secondo grado si registra un leggero incremento (+ 0,34 per cento).

ultimo aggiornamento: 27 giugno 2019

Sia la legge di bilancio 2019 (legge n. 145 del 2018) che il decreto-legge n. 119 del 2018 hanno introdotto numerose misure complessivamente volte a consentire la chiusura delle pendenze col fisco attraverso una molteplicità di strumenti:

  • definizione agevolata delle cartelle tributarie, degli atti del procedimento di accertamento fiscale e delle liti pendenti (cd. rottamazione ter);
  • annullamento automatico ("stralcio") di alcuni debiti di modico valore;
  • regolarizzazione delle irregolarità formali dei periodi d'imposta precedenti;
  • definizione agevolata dei debiti delle persone fisiche in difficoltà economica.

La cd. rottamazione ter e la definizione agevolata dei debiti delle persone fisiche in difficoltà economica sono state prorogate dal decreto-legge "crescita" al 31 luglio 2019, dall'originario termine del 30 aprile. 

In particolare, tra le misure del decreto-legge n. 119 del 2018 si ricordano le seguenti:

- la definizione agevolata dei processi verbali di constatazione - PVC consegnati entro il 24 ottobre 2018. In particolare, si consente di regolarizzare le somme accertate nei suddetti verbali effettuando un'apposita dichiarazione e versando la sola imposta autoliquidata, senza sanzioni o interessi, in un'unica soluzione o in un massimo di venti rate trimestrali;

- la definizione agevolata degli avvisi di accertamento, degli avvisi di rettifica e di liquidazione, degli atti di recupero, degli inviti al contraddittorio e degli accertamenti con adesione, mediante pagamento delle sole imposte in un'unica soluzione o in più rate; non sono dovuti sanzioni, interessi ed eventuali somme accessorie;

- la definizione agevolata dei carichi affidati agli agenti della riscossione (cd. rottamazione delle cartelle esattoriali) nel periodo compreso tra il 1° gennaio 2000 ed il 31 dicembre 2017; il decreto-legge "crescita" ha esteso la rottamazione anche ai carichi relativi alle entrate degli enti territoriali non affidati all'Agente della riscossione;

- l'annullamento automatico dei debiti tributari fino a mille euro (comprensivo di capitale, interessi e sanzioni) risultanti dai singoli carichi affidati agli agenti della riscossione dal 1° gennaio 2000 al 31 dicembre 2010;

- la definizione agevolata dei carichi affidati agli agenti della riscossione a quelli concernenti i dazi doganali, i contributi provenienti dall'imposizione di diritti alla produzione dello zucchero (risorse proprie tradizionali UE) nonché l'IVA sulle importazioni, nel periodo compreso tra il 1° gennaio 2000 ed il 31 dicembre 2017;

 - le disposizioni specifiche per le società e le associazioni sportive dilettantistiche, iscritte nel Registro CONI, che possono avvalersi della definizione agevolata degli atti del procedimento di accertamento e della definizione agevolata delle liti pendenti, con alcune specificità;

- la definizione agevolata di debiti tributari maturati fino al 31 dicembre 2018 - per i quali non sia intervenuta sentenza passata in giudicato - relativi alle imposte di consumo su: prodotti contenenti nicotina o succedanei del tabacco; prodotti liquidi da inalazione senza combustione costituiti da sostanze diverse dal tabacco, non destinati ad essere usati come medicinali, contenenti o meno nicotina. La definizione agevolata è ammessa con il versamento pari al 5 per cento degli importi dovuti. Non sono dovuti interessi e sanzioni;

- la possibilità di sanare irregolarità, infrazioni e inosservanze di obblighi o adempimenti, di natura formale, che non rilevano sulla determinazione della base imponibile ai fini delle imposte sui redditi, ai fini dell'IVA e dell'IRAP e sul pagamento dei tributi, commesse fino al 24 ottobre 2018, possano essere regolarizzate mediante la loro rimozione e il versamento di una somma pari a 200 euro per ciascun periodo d'imposta cui si riferiscono le violazioni. Il 15 marzo 2019 è stato pubblicato il Provvedimento del Direttore dell'Agenzia delle entrate che stabilisce le modalità d'attuazione di questo nuovo strumento.

La legge di bilancio 2019 (articolo 1, commi da 184 a 199) consente di definire con modalità agevolate i debiti delle persone fisiche che versino in una grave e comprovata situazione di difficoltà economica, diversi da quelli annullati automaticamente ai sensi del decreto-legge n. 119 del 2018, affidati all'agente della riscossione dal 1° gennaio 2000 al 31 dicembre 2017, derivanti  dall'omesso versamento di imposte risultanti dalle dichiarazioni annuali e dalle attività di accertamento a fini IRPEF e IVA.

Con riferimento ai debiti contributivi relativi alle casse previdenziali private, il citato decreto "crescita" ne ha subordinato la definizione agevolata alla preventiva delibera dell'ente previdenziale interessato.


Sul sito dell'Agenzia delle entrate - Riscossione sono presenti le informazioni dettagliate delle procedure, i modelli e le FAQ.

ultimo aggiornamento: 14 maggio 2019

 L'articolo 6 del decreto-legge n. 119 del 2018, già approvato dal Senato, consente di definire con modalità agevolate le controversie tributarie pendenti, anche in Cassazione e a seguito di rinvio, in cui è parte l'Agenzia delle entrate, aventi ad oggetto atti impositivi. Le controversie possono essere definite con il pagamento della metà del valore della controversia in caso di soccombenza dell'Agenzia nella pronuncia di primo grado e di un quinto del valore in caso di soccombenza nella pronuncia di secondo grado.

Durante l'esame al Senato sono state apportate alcune modifiche che:

- incidono sulla percentuale del valore delle controversie pagando la quale le stesse possono essere definite;

- introducono regimi specifici per la definizione delle controversie per le quali il ricorso sia pendente nel primo grado di giudizio e per quelle pendenti innanzi alla corte di cassazione;

- introducono un regime specifico per i casi di accoglimento parziale del ricorso o comunque di soccombenza ripartita tra il contribuente e l'agenzia delle entrate;

- concedono agli enti territoriali la facoltà di applicare le norme sulla definizione agevolata in commento anche alle controversie tributarie che coinvolgono i loro enti strumentali.

In precedenza, l'articolo 11 del decreto-legge n. 50 del 2017 aveva consentito di definire con modalità agevolate le controversie tributarie in cui fosse parte l'Agenzia delle entrate, mediante pagamento degli importi indicati nell'atto impugnato che avessero formato oggetto di contestazione in primo grado e degli interessi da ritardata iscrizione a ruolo, escludendo quindi il pagamento delle sanzioni e degli interessi di mora.

Si consentiva anche agli enti territoriali , entro il 31 agosto 2017, di stabilire l'applicazione delle norme in tema di definizione agevolata delle controversie tributarie a quelle in cui fosse parte il medesimo ente.

Con la circolare n. 22/E e la circolare n. 23/E del 28 luglio 2017 l'Agenzia delle entrate ha fornito chiarimenti interpretativi e risposte a quesiti sulla definizione agevolata delle controversie tributarie disposta nel 2017.

ultimo aggiornamento: 12 febbraio 2018
 
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