tema 16 gennaio 2019
Studi Camera - Finanze Fisco Accise e dogane

La legge di bilancio 2019 (legge n. 145 del 2018) apporta alcune modifiche alla misura delle accise sui prodotti sottoposti a tale forma di imposizione (prodotti energetici, alcolici e tabacchi). 

Inoltre, per effetto del decreto-legge n.87 del 2018 ("decreto dignità"), nel quale è confluito il testo del decreto-legge n. 79 del 2018, dal 1° gennaio 2019 decorre l'obbligo di fatturazione elettronica per la vendita di carburante a soggetti titolari di partita IVA presso gli impianti stradali di distribuzione.  Il decreto-legge n. 91 del 2018 ("proroga termini") sospende fino al 18 dicembre 2018 i termini per il pagamento delle imposte di consumo dovute su alcuni prodotti succedanei dei prodotti da fumo.

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La legge di bilancio 2019 (articolo 1, comma 5 della legge n. 145 del 2018) prevede che sia ulteriormente incrementato, da 350 a 400 milioni di euro a decorrere dal  2020, il già previsto aumento delle accise su benzina e gasolio, disposto dall'articolo 1, comma 718, lettera c), della legge 23 dicembre 2014, n. 190, legge di stabilità 2015.

Nel corso degli ultimi anni in più occasioni sono stati previsti innalzamenti dell'accisa sui carburanti, a copertura di maggiori spese o di minori entrate disposte con altri provvedimenti, ovvero quali parti integranti di clausole di salvaguardia finanziaria.  La maggior parte degli aumenti disposti nel tempo sono stati comunque evitati, mediante la sostituzione con altri tipi di entrate (tra cui le risorse derivanti dalla voluntary disclosure). La legge di stabilità 2015 ha introdotto una clausola di salvaguardia a tutela dei saldi di finanza pubblica, volta ad incrementare le accise su benzina e gasolio in misura tale da determinare maggiori entrate non inferiori a 700 milioni di euro, a decorrere dal 2018. La legge di stabilità 2016 e la legge di bilancio 2017 hanno rinviato la decorrenza degli aumenti IVA e ridotto gli aumenti dell'accisa a 350 milioni di euro. Le clausole di salvaguardia sono state "sterilizzate" per il 2019 dalla già menzionata legge di bilancio: si veda, per un maggior dettaglio, il tema relativo all'IVA.

Successivamente, l'articolo 9 del decreto-legge n. 50 del 2017 ha rimodulato gli aumenti di imposta previsti, posticipandoli in parte agli anni successivi. In particolare, è stato rinviato al 2019 l'aumento dell'aliquota dell'accisa sulla benzina e sulla benzina con piombo, nonché dell'aliquota dell'accisa sul gasolio usato come carburante per maggiori entrate pari a 350 milioni di euro. L'articolo 5 del decreto-legge n. 148 del 2017 ha ridotto a 10 milioni di euro l'aumento delle accise su benzina e gasolio per l'anno 2019, lasciando invariato l'importo di 350 milioni di euro per gli anni successivi. La legge di bilancio 2018 ha completato la sterilizzazione degli aumenti delle accise previsti per l'anno 2019, mantenendo il precedente aumento delle accise per gli anni successivi, 350 milioni di euro a decorrere dall'anno 2020. Su tale ultimo importo è intervenuta la citata legge di bilancio 2019 elevandolo, come già anticipato, a 400 milioni a decorrere dal 2020. 

Dal 1° gennaio 2015 l'accisa sulla benzina è pari a 728,40 euro per mille litri, mentre quella sul gasolio è pari a 617,40 euro per mille litri.

La medesima legge di bilancio 2019 (articolo 1, comma 6) ha eliminato  l'aumento dell'aliquota dell'accisa sulla benzina e sulla benzina con piombo, nonché sul gasolio usato come carburante, originariamente previsto a copertura delle agevolazioni introdotte con l'Aiuto alla Crescita Economica - ACE, a decorrere dal 2019; la medesima legge di bilancio 2019 (comma 1080) ha abrogato l'ACE.

Al riguardo, l'articolo 1 del decreto-legge 6 dicembre 2011, n. 201, per incentivare la capitalizzazione delle imprese italiane, ha introdotto il cd. Aiuto alla crescita economica – ACE, che consente alle imprese di dedurre dal reddito imponibile la componente derivante dal rendimento nozionale di nuovo capitale proprio. L'articolo 19 del decreto-legge n. 91 del 2014 ha disposto una maggiorazione del 40 per cento dell'ACE per le società ammesse alla quotazione nei mercati regolamentati. Il decreto-legge n. 50 del 2017 (articolo 7) ha rideterminato, abbassandole, le aliquote ACE, già modificate dalla legge di bilancio 2017 (articolo 1, commi 549-553, della legge n. 232 del 2016).   In tale quadro l'articolo 19, comma 3 del D.L. n. 91 del 2014 aveva previsto a copertura delle agevolazioni un ulteriore innalzamento, dal 1° gennaio 2019, delle accise sui carburanti: anche in tale caso l'incremento è affidato a un provvedimento direttoriale dell'Agenzia delle Dogane e dei Monopoli. Tale aumento è disposto a copertura delle misure, contenute nel medesimo provvedimento, che rafforzano l'istituto dell'ACE - aiuto per la crescita economica, in particolare per le imprese che intendono quotarsi nei mercati regolamentati.

 

    ultimo aggiornamento: 16 gennaio 2019

    La legge di bilancio 2019 (articolo 1, commi 1074-1078) ha elevato la misura dell'accisa gravante sui tabacchi lavorati: in particolare, è stata innalzata la componente specifica per il calcolo dell'accisa complessiva delle sigarette e l'accisa minima applicabile ad altri tabacchi lavorati. Sono stati inoltre incrementati l'onere fiscale minimo per le sigarette e le aliquote base per il calcolo delle accise per sigarette, sigari e sigaretti. 

     Il decreto-legge di proroga termini (articolo 8, comma 4-bis) ha sospeso, fino al 18 dicembre 2018, i termini per il pagamento delle imposte di consumo dovute su alcuni prodotti succedanei dei prodotti da fumo. Si tratta del pagamento delle imposte di consumo di cui all'art. 62-quater, commi 1 e 1-bis, del D.Lgs. 26 ottobre 1995, n. 504; si tratta anzitutto delle imposte di consumo gravanti (articolo 62-quater, comma 1) sui prodotti contenenti nicotina o altre sostanze idonei a sostituire il consumo dei tabacchi lavorati. Si rammenta che, ai sensi dell'articolo 1, comma 8 del D.Lgs. n. 188 del 2014 (che, in ottemperanza alla legge di delega fiscale n. 23 del 2014, ha riformato le accise sui tabacchi), i dispositivi meccanici ed elettronici, comprese le parti di ricambio, che consentono il consumo di tali prodotti, si intendono sottratti all'imposizione. E' stato sospeso poi il pagamento delle imposte di consumo gravanti (articolo 62-quater, comma 1-bis, introdotto dal predetto decreto legislativo n. 188 del 2014) sui prodotti da inalazione senza combustione costituiti da sostanze liquide, contenenti o meno nicotina, esclusi quelli autorizzati all'immissione in commercio come medicinali.

    ultimo aggiornamento: 16 gennaio 2019

    La legge di bilancio 2019 (articolo 1, commi 689-691 della legge n. 145 del 2018) ha introdotto specifiche agevolazioni in tema di accise sulla birra.

    E' stata anzitutto abbassata la misura dell'accisa sulla birra, che passa da 3 a 2,99 euro per ettolitro e grado-plato (comma 689) dal 1° gennaio 2019.

    Negli ultimi anni l'aliquota dell'accisa sulla birra è stata gradualmente abbassata. In particolare:
    - la legge di bilancio 2017 (articolo 1, comma 48 della legge n. 232 del 2016) ha abbassato la misura dell'accisa da 3,04 a 3,02 euro;
    - la legge di bilancio 2018 (articolo 1, comma 514 della legge n. 205 del 2017) aveva ridotto tale importo da 3,02 a 3 euro.

    Sono state poi semplificate le procedure di accertamento sulla birra prodotta presso birrifici artigianali di minore dimensione, ossia quelli con produzione annua non superiore a 10.000 ettolitri; per tale birra l'accisa è ulteriormente decurtata del 40 per cento 

    ultimo aggiornamento: 22 gennaio 2018
     
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