tema 11 novembre 2020
Studi - Attività produttive Sostegno al settore del turismo durante l'emergenza da coronavirus

Dopo la dichiarazione dello "stato di emergenza", il Governo italiano ha adottato una serie di decreti-legge contenenti misure straordinarie volte a limitare la diffusione del COVID19 e ad attenuarne gli effetti sui mercati. Prima, il decreto-legge n. 9/2020, poi il decreto-legge n. 18/2020 (convertito, con modificazioni in legge n. 27/2020) e il decreto-legge n. 23 del 2020 (convertito, con modificazioni in legge n. 56/2020) il decreto legge n. 34/2020  (convertito, con modificazioni in legge n. 77/2020), il decreto legge n. 104/2020 (convertito, con modificazioni in legge n. 126/2020) e, da ultimo, il decreto-legge n.137/2020 e il decreto legge n. 149/2020 hanno introdotto numerosi interventi temporanei e straordinari di sostegno per famiglie, lavoratori e imprese appartenenti a tutti settori economici, ivi incluso il turismo. Al sostegno di tale comparto, tra i più colpiti dalla crisi, sono rivolte talune misure specifiche. E' stato poi istituito, presso il MIBACT un tavolo di crisi, con il compito di presentare proposte di sostegno (art. 72-quater, DL n. 18/2020).

Nel presente tema si darà conto delle misure ad hoc adottate per la filiera del turismo, rinviando - quanto alle più generali misure fiscali e finanziarie adottate a favore delle imprese durante l'emergenza - all'apposito tema dell'attività parlamentare.

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Situazione europea e internazionale

L'ecosistema turistico europeo - che abbraccia una serie di attività quali viaggi, trasporti, strutture ricettive, ristorazione, attività ricreative a terra o in acqua, cultura o natura - contribuisce a quasi il 10% del PIL dell'UE e ha fatto dell'Unione la principale destinazione turistica al mondo, con 563 milioni di arrivi internazionali e il 30% delle entrate a livello mondiale nel 2018.

Le restrizioni di viaggio e le altre limitazioni hanno provocato un graduale arresto dei flussi già nel primo trimestre del 2020, sia nei paesi UE che a livello mondiale.

L'Organizzazione mondiale del turismo (UNWTO) prevede un calo del turismo internazionale compreso tra il 60% e l'80% rispetto all'anno scorso, con perdite che oscilleranno tra gli 840 miliardi e i 1.100 miliardi di euro in proventi delle esportazioni in tutto il mondo (Commissione europea, Comunicazione COM(2020)550, "Turismo e trasporti nel 2020 e oltre").

L'OCSE stima un calo dell'economia turistica internazionale nel 2020  tra il 60% e l'80%, a seconda della durata della crisi (cfr. COVID-19: Risposte di policy per il turismo, 2 giugno 2020).

Le imprese turistiche stanno affrontando una grave crisi di liquidità. Secondo le stime del settore della Commissione UE, la diminuzione delle entrate a livello europeo ha raggiunto l'85% per gli alberghi e i ristoranti, l'85% per gli operatori turistici e le agenzie di viaggio, l'85% per il trasporto ferroviario a lunga percorrenza e il 90% per le crociere e le compagnie aeree. L'industria europea dei viaggi e del turismo segnala che le prenotazioni sono diminuite tra il 60% e il 90% rispetto ai periodi corrispondenti degli anni precedenti. Le PMI sono state le più colpite dalla crisi: a causa dell'assenza di liquidità e della situazione di incertezza, faticano a proseguire l'attività, ad accedere ai finanziamenti e a mantenere dipendenti. La Commissione stima in circa 6 milioni i posti di lavoro a rischio nell'Unione europea.

Situazione italiana

Negli ultimi anni, l'attività turistica aveva segnato in Italia un importante sviluppo, con un nuovo record dell'attività ricettiva nel 2019: una crescita rispettivamente del 2,6% di arrivi e dell'1,8% di presenze nelle strutture rispetto all'anno precedente. Poco più della metà delle presenze (50,5%) era composta dalla clientela straniera che nel 2019 era cresciuta in misura maggiore rispetto alla componente nazionale (si richiama qui Istat, memoria depositata il 9 novembre 2020 sull'AS 1994, di conversione in legge del D.L. n. 137/2020 presso le Commissioni riunite in sede referente ).

Riguardo alla dimensione del settore turistico, dai dati strutturali relativi al 2018 emerge che il settore ricettivo in senso stretto era composto da quasi 55 mila imprese, di cui quasi 24 mila operanti nel comparto alberghiero in senso stretto. Questo insieme di imprese impiegava circa 296 mila addetti, di cui 231 mila dipendenti; la componente degli alberghi è del tutto prevalente in termini di occupazione (il 75 per cento degli addetti).

Dal punto di vista del risultato economico l'insieme del comparto ricettivo aveva registrato nel totale annuo un fatturato di 27,5 miliardi di euro, di cui 21,4 miliardi realizzato dalle imprese alberghiere.
Un altro comparto del tutto dipendente dalla domanda turistica è quello dei servizi delle agenzie di viaggio, tour operator e servizi di prenotazione: si trattava nel 2018 di quasi 18 mila imprese, che impiegavano poco più di 50 mila addetti e avevano 13,1 miliardi di euro di fatturato.


L'espansione dei flussi turistici sembrava confermata anche per il 2020 ma da fine febbraio – con l'esplodere dell'emergenza sanitaria – l'attività è crollata: nel trimestre marzo-maggio i flussi nelle strutture ricettive si sono quasi azzerati, con presenze totali che sono state appena il 9% di quelle dello stesso periodo del 2019.
Nel trimestre giugno-agosto le presenze totali sono risultate pari a circa il 52% di quelle di un anno prima, ma con un risultato divaricato tra le due componenti: i pernottamenti dei clienti italiani sono stati ben quasi tre quarti di quelli dell'anno precedente (il 74%), mentre quelli relativi a clienti stranieri sono rimasti inferiori a un terzo (pari al 28%).
La caduta verticale dei flussi turistici ha avuto un impatto fortissimo sull'attività economica dei settori produttivi più direttamente esposti a tale tipo di domanda. Per quel che riguarda il fatturato, al momento sono disponibili i risultati relativi al secondo trimestre dell'anno, che hanno fatto registrare valori particolarmente ridotti, pari a una piccola frazione di quello dell'anno precedente: il 12% per i servizi di alloggio e il 7% per i servizi delle agenzie di viaggio, dei tour operator e attività connesse. Evidentemente, rileva sempre ISTAT, il parziale recupero dell'attività ricettiva emerso dei mesi estivi ha avuto un effetto positivo anche sul fatturato di questi comparti, come confermato da evidenze basate sulle informazioni sulla fatturazione elettronica per il periodo luglio settembre, ma non vi è dubbio che la crisi del settore è riacutizzata dagli effetti delle nuove misure di contenimento sanitario introdotte in Italia e in molti paesi partner.

Per ciò che riguarda le recenti limitazioni, introdotte per far fronte all'incremento delle infezioni da coronavirus registrato nel nostro Paese, si rinvia al decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri del 24 ottobre 2020., all'ulteriore decreto del Presidente del Consiglio dei Minsitri 3 novembre 2020 e alle Ordinanze del ministro della salute adottata ai sensi del DPCM, Una sintesi di questi provvedimenti è contenuta nel paragarafo Il nuovo coronavirus 2019-nCoV e le misure di prevenzione e controllo in Italia del tema dell'attività parlamentare sulle Misure sull'emergenza coronavirus.

Per un ampio quadro informativo sul settore turistico e sulle attività connesse si veda anche la memoria dell'Istat sul DDL 1925 (di conversione in legge del D.L."Agosto", n. 104/2020) trasmessa il 4 settembre 2020 alla 5a Commissione "Programmazione economica, bilancio" del Senato della Repubblica.

Si rinvia inoltre a:

  • ENIT, nel Bollettino n. 9/2020 del 22 ottobre 2020, indicano dal 1° gennaio al 20 settembre un calo complessivo del -84,2% degli arrivi aeroportuali rispetto allo stesso periodo del 2019, a causa del proseguire delle chiusure verso e da numerosi paesi stranieri, dove la pandemia sta avendo effetti anche più importanti di quanto rilevato in Italia. In termini di impatto economico sulla spesa turistica in entrata dall'estero il calo stimato da ENIT si attesta a -27,3 miliardi di euro nel 2020 rispetto al livello del 2019. L'impatto sul flusso della spesa turistica da parte dei visitatori interni si conferma in declino di -43,6 miliardi di euro nel 2020 rispetto al livello del 2019;
  •  audizione informale di ENIT e audizione informale di Federalberghi al Senato, tenutasi presso la X Commissione il 21 ottobre 2020, nell'ambito dell'Affare sui sistemi di sostegno e di promozione dei servizi turistici e le filiere produttive associate alla valorizzazione del territorio. In occasione dell'audizione, Federalberhi ha depositato lo studio "L'impatto del Covid 19 sull'ospitalità italiana", disponibile qui.
  • pubblicazione dell'Istat "Una stagione mancata, impatto del Covid-19 sul turismo", del 29 aprile 2020 e alle "Nota Covid" della Banca d'Italia del 19 giugno 2020 su "La stima dei "viaggi" nella bilancia dei pagamenti.
ultimo aggiornamento: 27 ottobre 2020

Si indicano di seguito i principali interventi:

  • Indennità lavoratori stagionali del turismo e degli stabilimenti termali (art. 29 D.L. n. 18/2020, art. 84, co. 5 e 6, D.L. n. 34/2020 ,art. 9, co. 1, D.L. n. 104/2020 e art. 15, co. 1 e 2, D.L. n. 137/2020 ). Ai lavoratori dipendenti stagionali del settore turismo e degli stabilimenti termali, nonché ai lavoratori in somministrazione impiegati presso imprese utilizzatrici operanti nei medesimi settori, che hanno cessato involontariamente il rapporto di lavoro nel periodo compreso tra il 1° gennaio 2019 e il 17 marzo 2020, non titolari di pensione, né di NASpI, né di rapporto di lavoro dipendente al 15 agosto 2020, è riconosciuta un'indennità pari a 600 euro per ciascuno dei mesi di marzo e aprile, 1.000 per maggio e un'indennità onnicomprensiva pari a 1.000 euro erogata due volte senza necessità di nuova domanda. Ai lavoratori appartenenti alla suddetta categoria - che hanno cessato involontariamente il rapporto di lavoro nel periodo compreso tra il 1° gennaio 2019 e il 29 ottobre 2020, non titolari di pensione, né di NASpI, né di rapporto di lavoro dipendente al 29 ottobre 2020, che hanno svolto la prestazione lavorativa per almeno trenta giornate nel medesimo periodo - è riconosciuta un'indennità una tantum pari a 1.000 euro. Tale indennità è riconosciuta anche ad alcune attvità di ristorazione riconducibili ai settori del turismo e degli stabilimenti termali, come specificato nella Circolare INPS 49/2020 e nella circolare INPS 125/2020;
  • Indennità lavoratori a tempo determinato del turismo e degli stabilimenti termali (DM 13 luglio 2020 e art. 9, co. 5, D.L. n. 104/2020 e art. 15, co. 5, D.L. n. 137/2020). Ai lavoratori dipendenti a tempo determinato dei settori del turismo e degli stabilimenti termali in posseso dei seguenti requisiti: titolarità, nel periodo tra il 1° gennaio 2019 e il 17 marzo 2020, di uno o più contratti di lavoro a tempo determinato nei suddetti settori di durata complessiva pari ad almeno trenta giornate; titolarità nel 2018 di uno o più contratti di lavoro a tempo determinato o stagionale in uno dei due settori summenzionati, di durata complessiva pari ad almeno trenta giornate, è riconosciuta un'indennità pari a 600 euro per ciascuno dei mesi di marzo, aprile e maggio, sulla base di quanto disposto dal DM 13 luglio 2020, e un'indennità onnicomprensiva pari a 1.000 euro erogata due volte senza necessità di nuova domanda. Ai lavoratori appartenenti alla suddetta categoria con i medesimi requisiti, titolari nel periodo tra il 1° gennaio 2019 e il 29 ottobre 2020, di uno o più contratti di lavoro a tempo determinato nei suddetti settori di durata complessiva pari ad almeno trenta giornate, è riconosciuta un'indennità una tantum pari a 1.000 euro. Tale indennità è riconosciuta anche ad alcune attvità di ristorazione riconducibili ai settori del turismo e degli stabilimenti termali, come specificato nella Circolare INPS 94/2020;
  • Indennità lavoratori dello spettacolo (art. 38 D.L. n. 18/2020, art. 84 D.L. n. 34/2020 e art. 9, co. 4, D.L. n. 104/2020 e art. 15, co. 6, D.L. n. 137/2020). Ai lavoratori iscritti al Fondo pensione lavoratori dello spettacolo che abbiano almeno 30 contributi giornalieri versati nel 2019 da cui derivi un reddito non superiore a 50.000 euro (tale fattispecie è l'unica prevista per la precedente indennità di marzo 2020), o almeno 7 contributi giornalieri versati nel 2019 da cui deriva un reddito non superiore ai 35.000 (600 euro per ciascuno dei mesi di marzo, aprile e maggio e un'indennità onnicomprensiva pari a 1.000 euro erogata due volte senza necessità di nuova domanda). Per i lavoratori dello spettacolo in esame, il D.L. 104/2020 non riproduce le disposizioni - previste con riferimento alle indennità per i mesi di marzo, aprile e maggio 2020 - di esclusione dal beneficio per i soggetti titolari, ad una determinata data, di pensione o di rapporto di lavoro dipendente. Ai lavoratori appartenenti alla suddetta categoria, con i medesimi requisiti, che hanno versato i predetti contributi dal 1° gennaio 2019 al 29 ottobre 2020, è riconosciuta un'indennità una tantum pari a 1.000 euro;
  • Sgravio contributivo (artt. 6 e 7 D.L. n. 104/2020). Viene riconosciuto un esonero contributivo totale in favore dei datori di lavoro che assumono, successivamente al 15 agosto 2020 ed entro il 31 dicembre 2020, lavoratori a tempo determinato (compresi quelli stagionali) nei settori del turismo e degli stabilimenti termali. Tale beneficio è riconosciuto limitatamente al periodo dei contratti stipulati, e comunque sino ad un massimo di tre mesi, nella misura massima pari a 8.060 euro su base annua, riparametrata e applicata su base mensile ed è subordinato all'autorizzazione della Commissione europea;
  • Esonero contributivo a sostegno delle filiere agricole, della pesca e dell'acquacoltura (art. 222, co. 2, D.L. 34/2020 e art. 58-quater D.L. 104/2020 e art. 16 D.L. 137/2020). Viene riconosciuto un esonero dal versamento dei contributi previdenziali e assistenziali, dovuti per il periodo dal 1o gennaio 2020 al 30 giugno 2020, in favore delle imprese operanti in determinati comparti agricoli (agrituristico, apistico, brassicolo, cerealicolo, florovivaistico, vitivinicolo, dell'allevamento, dell'ippicoltura, della pesca e dell'acquacoltura). L'art. 58-quater del D.L. 104/2020 ha esteso il suddetto esonero alle imprese appartenenti alle filiere vitivinicole 
    Come disposto dall'Allegato 1 al messaggio INPS 3341/2020, tra i beneficiari del suddetto esonero rientrano anche le attività di ristorazione connesse alle aziende agricole.

    Un ulteriore sgravio è stato poi introdotto dall'art. 16 del D.L. 137/2020che riconosce a favore delle aziende appartenenti alle filiere agricole, della pesca e dell'acquacoltura, comprese le aziende produttrici di vino e birra, l'esonero dal versamento dei contributi previdenziali e assistenziali per la quota a carico dei datori di lavoro per la mensilità relativa a novembre 2020. L'esonero è riconosciuto nei limiti della contribuzione dovuta al netto di altre agevolazioni o riduzioni delle aliquote di finanziamento della previdenza obbligatoria, previsti dalla normativa vigente e spettanti nel periodo di riferimento dell'esonero. Il medesimo esonero è riconosciuto agli imprenditori agricoli professionali, ai coltivatori diretti, ai mezzadri e ai coloni con riferimento alla contribuzione dovuta per il medesimo mese di novembre 2020.

    Tale ultimo sgravio è stato esteso anche con riferimento alla contribuzione dovuta per il mese di dicembre 2020 dall'art. 21 del D.L. 149/2020 (cd. decreto Ristori-bis, attualmente in fase di conversione).

ultimo aggiornamento: 29 ottobre 2020

I decreti-legge emergenziali hanno introdotto varie misure temporanee di sostegno, molte delle quali rivolte alla generalità dei settori produttivi, per la cui disamina si rinvia al tema dell'attività parlamentare "Misure fiscali e finanziarie per fronteggiare l'emergenza da coronavirus". Appare comunque utile riguardare in questa sede, visto l'impatto sulle imprese della filiera del turismo, l'eliminazione del versamento del saldo 2019 e della prima rata dell'acconto 2020 relativi all'Irap (art. 24 D.L. n. 34/2020).

Nel presente tema si darà dunque indicazione esclusivamente delle misure specificamente rivolte alle imprese della filiera.

Si segnalano, in particolare, i seguenti interventi fiscali:

  • la sospensione dei versamenti delle ritenute, dei contributi previdenziali e assistenziali e dei premi per l'assicurazione obbligatoria per le imprese turistico-ricettive, le agenzie di viaggio e turismo e i tour operator,  dell'arte e della cultura, del trasporto e della ristorazione, dell'educazione e dell'assistenza e della gestione di fiere ed eventi (art. 8, D.L. n. 9/2020, art. 18, comma 8 D.L. n. 23/2020 e art. 61, D.L. n. 18/2020, come da ultimo modificato dall'art. 127 del D.L. n. 34/2020).
    La sospensione riguarda:
    • i termini relativi ai versamenti delle ritenute sui redditi di lavoro dipendente e sui redditi assimilati a quelli di lavoro dipendente dal 2 marzo al 30 aprile 2020;
    • i termini relativi agli adempimenti e ai versamenti dei contributi previdenziali e assistenziali e dei premi per l'assicurazione obbligatoria dal 2 marzo al 30 aprile 2020;
    • i termini dei versamenti relativi all'imposta sul valore aggiunto in scadenza nel mese di marzo 2020

    Il decreto-legge n. 104 del 2020 (cd. Decreto Agosto) ha previsto, all'articolo 97, la possibilità di beneficiare della rateizzazione del pagamento dei versamenti sospesi: gli importi possono essere versati per il 50% in un'unica soluzione entro il 16 settembre 2020 o mediante rateizzazione, fino ad un massimo di quattro rate di pari importo a partire dal 16 settembre 2020. Il versamento del restante 50% può essere effettuato, senza applicazione di sanzioni e interessi, mediante rateizzazione, fino ad un massimo di ventiquattro rate mensili di pari importo, con il versamento della prima rata entro il 16 gennaio 2021.

    L'articolo 7 del decreto Ristori bis dispone la sospensione dei termini dei versamenti, che scadono nel mese di novembre 2020, relativi alle ritenute alla fonte sui redditi da lavoro dipendente e assimilato, alle trattenute relative all'addizionale regionale e comunale e all'IVA a beneficio dei soggetti che esercitano una serie di attività economiche danneggiate dalle misure previste dal D.P.C.M. del 3 novembre 2020 e dalle norme di legge del medesimo decreto. 

    Il medesimo provvedimento (articolo 6) estende a tutti i soggetti che applicano gli indici sintetici di affidabilità fiscale - ISA, operanti in determinati settori economici, con domicilio fiscale o sede operativa nella cd.  zona rossa prevista dal DPCM 3 novembre 2020, nonché esercenti l'attività di gestione di ristoranti in zona arancionela proroga al 30 aprile 2021 del termine di versamento della seconda o unica rata dell'acconto delle imposte sui redditi e dell'Irap dovuto per il periodo d'imposta successivo a quello in corso al 31 dicembre 2019, a prescindere dall'eventuale diminuzione del fatturato o dei corrispettivi.

  • un credito di imposta per la sanificazione degli ambienti e degli strumenti di lavoro.Il credito d'imposta è riconosciuto ai soggetti esercenti attività d'impresa, arte o professione e agli enti non commerciali,  in misura pari al 60 per cento delle spese sostenute nel 2020.Il credito d'imposta è riconosciuto anche alle strutture alberghiere a carattere imprenditoriale, purché siano in possesso del codice identificativo (Art. 64, D.L. n. 18/2020 e articolo 30 D.L. n. 23/2020, confluito nell'Art. 125 del D.L. n. 34/2020);  

  • l'abolizione della prima rata dell'IMU, quota-Stato e quota-Comune, per l'anno 2020 in favore dei possessori di immobili adibiti a stabilimenti balneari marittimi, lacuali e fluviali o stabilimenti termali, così come per gli immobili classificati nella categoria catastale D/2, vale a dire gli immobili di agriturismi, villaggi turistici, ostelli della gioventù e campeggi, a condizione che i relativi proprietari siano anche gestori delle attività (art.177, DL 34/2020); successivamente per tali immobili è stata disposta l'esenzione dal pagamento anche della seconda rata IMU 2020 (articolo 78 del decreto-legge n. 104 del 2020, cd. decreto Agosto). La seconda rata dell'IMU 2020 è stata altresì abolita, più in generale, per le attività sospese a seguito del DPCM 24 ottobre 2020, emanato a seguito dell'aggravarsi dell'emergenza economico sanitaria (articolo 9 del decreto-legge n. 137 del 2020, decreto-legge cd. Ristori).Il decreto Ristori bis (articolo 5) estende la cancellazione della seconda rata IMU per l'anno 2020 ad ulteriori categorie di immobili, sostanzialmente dove si svolgono attività di vendita al dettaglio e servizi alla persona, a condizione che i relativi proprietari siano anche gestori delle attività esercitate e si trovino nei comuni delle aree con scenario di massima gravità e livello di rischio alto, individuate con ordinanze del Ministro della salute;

  • un credito d'imposta per l'ammontare mensile del canone di locazione di immobili a uso non abitativo strumentali all'esercizio dell'attività applicabile alle strutture alberghiere, termali e agrituristiche, alle agenzie di viaggio e turismo e i tour operator, indipendentemente dal volume di affari registrato nel periodo d'imposta precedente. L'agevolazione è commisurata all'importo versato nel periodo d'imposta 2020 con riferimento a ciascuno dei mesi di marzo, aprile, maggio e giugno e, per le strutture turistico ricettive con attività solo stagionale, con riferimento a ciascuno dei mesi di aprile, maggio e giugno e luglio (art. 28, DL 34/2020 e art. 77, D.L.104/2020); il credito d'imposta è stato esteso (articolo 8 del decreto-legge Ristori) alle imprese operanti in alcuni settori (indicati nella tabella dell'Allegato 1), coinvolti dalle ulteriori restrizioni previste dalle disposizioni del DPCM 24 ottobre 2020 per ciascuno dei mesi di ottobre, novembre e dicembre. Il decreto Ristori bis (articolo 4) estende il credito di imposta alle attività di commercio al dettaglio, cura alla persona, agenzie di viaggio e tour operator che si trovano nelle zone ad alto rischio colpite dalle restrizioni disposte dal D.P.C.M. del 3 novembre 2020;


  • un credito, relativo al periodo d'imposta 2020 ed utilizzabile dal 1° luglio 2020 per i pagamenti di servizi turistici usufruiti sul territorio nazionale. Il beneficio è destinato a nuclei familiari con ISEE non superiore a 40.000 euro. Sono inoltre dettate le condizioni per la fruizione del beneficio. L'ammontare massimo del credito, utilizzabile da un solo componente per nucleo familiare, è pari a 500 euro per nucleo familiare (300 euro per i nuclei di due persone, 150 euro per i nuclei di una sola persona).

    Il beneficio è fruibile esclusivamente:

    • nella misura dell'80 per cento, d'intesa con il fornitore del servizio, sotto forma di sconto sul corrispettivo dovuto;
    • il restante 20 per cento è riconosciuto in forma di detrazione di imposta.
    Lo sconto è rimborsato al fornitore dei servizi sotto forma di credito d'imposta, da utilizzare esclusivamente in compensazione (Tax credit vacanze) (art. 176 del DL 34/2020). L'articolo 5 del decreto Ristori ha esteso ale beneficio al periodo d'imposta 2021 e l'ha reso utilizzabile, per una sola volta, fino al 30 giugno 2021.

  • l'esonero - dal 1° maggio al 31 dicembre 2020, termine così esteso dal cd. decreto agosto - per gli esercizi di ristorazione ovvero per la somministrazione di pasti e di bevande dal pagamento della tassa o del canone dovuti per l'occupazione di spazi ed aree pubbliche (Tosap e Cosap). La disposizione mira a favorire la ripresa delle attività turistiche. Si istituisce un fondo per il ristoro dei comuni a fronte della diminuzione delle entrate conseguente a tale esonero. Si prevedono inoltre procedure semplificate, in via telematica, per la presentazione di domande di nuove concessioni per l'occupazione di suolo pubblico ovvero di ampliamento delle superfici già concesse nel medesimo periodo (quindi dal 1° maggio al 31 dicembre 2020)

    Inoltre, ai soli fini di assicurare il rispetto delle misure di distanziamento, si prevede che la posa di strutture amovibili in spazi aperti (da parte dei medesimi soggetti individuati destinatari dei benefici in materia di Tosap e Cosap) non sia soggetta, a determinate condizioni, a talune autorizzazioni e al rispetto di termini temporali previsti dalla legislazione vigente. La presente disposizione si applica non oltre il medesimo termine del 31 dicembre 2020. Viene infine incrementato il fondo per ristoro dei comuni a fronte delle minori entrate derivanti da tale misura (art. 109, D.L. n. 104/2020);

  • il riconoscimento, per i due periodi di imposta 2020 e 2021, del credito di imposta per la riqualificazione delle strutture ricettive turistico alberghiere istituito dal D.L. n. 83/2014. L'agevolazione è prevista nella misura del 65 per cento ed è estesa anche alle strutture che svolgono attività agrituristica, agli stabilimenti termali, nonché alle strutture ricettive all'aria aperta (Art. 79, D.L. n. 104/2020);

  • l'estensione del credito di imposta per le erogazioni liberali a sostegno della cultura e dello spettacolo (c.d. Art-bonus) anche ai complessi strumentali, alle società concertistiche e corali, ai circhi e agli spettacoli viaggianti (Art. 183, commi 9 e 12 del D.L. n. 34/2020).

Infine, appare opportuno ricordare l'intervento sulle concessioni demaniali marittime contenuto nel D.L. n. 34/2020 (convertito con modificazioni in legge n. 77/2020, articolo 182, comma 2), ai sensi del quale sono sospesi i procedimenti amministrativi volti alla nuova assegnazione delle concessioni demaniali marittime o alla riacquisizione al patrimonio pubblico delle aree demaniali, mantenendo fermo il termine previsto dalla legge di bilancio 2019 (31 dicembre 2033, ex L. n. 145/2018, art. 1, commi 682 e ss.). Si rinvia sul punto al relativo tema del'attività parlamentare.

ultimo aggiornamento: 12 novembre 2020

Quanto alle  misure di natura finanziaria, si segnala l'istituzione, nello stato di previsione del MIBACT, di:

  • un fondo finalizzato a sostenere il settore turistico mediante operazioni di mercato (cd. Fondo turismo), con una dotazione di 50 milioni di euro per il 2020. Il Fondo è finalizzato alla sottoscrizione di quote o azioni di organismi di investimento collettivo del risparmio e fondi di investimento, gestiti da società di gestione del risparmio, in funzione di acquisto, ristrutturazione e valorizzazione di immobili destinati ad attività turistico-ricettive.
    La dotazione del Fondo può essere incrementata di ulteriori 100 milioni di euro per il 2021, mediante  riduzione delle risorse del Fondo per lo sviluppo e la coesione individuate a legislazione vigente per il periodo di programmazione 2014-2020 previa delibera del CIPE (si dovrà operare, in tal senso, una rimodulazione delle risorse già assegnate al Piano operativo "Cultura e turismo" di competenza del MIBACT) (Art.178, D.L. 34/2020);

  • il Fondo per la promozione del turismo in Italia, con una dotazione di 20 milioni di euro per il 2020, allo scopo di favorire la ripresa dei flussi turistici e la promozione dei diversi settori del turismo italiano (Art. 179, D.L. 34/2020);

  • un Fondo per sostenere le agenzie di viaggio, i tour operator, le guide e gli accompagnatori turistici in considerazione dell'impatto economico negativo conseguente all'adozione delle misure di contenimento del COVID-19, con una dotazione di 665 milioni di euro per il 2020 (Art. 182, D.L. 34/2020, come modificato dall'Art. 77 del D.L. n. 104/2020 e art. 5, co. 2 del D.L. n. 137/2020);

  • due Fondi da ripartire, uno di parte corrente e l'altro in conto capitale, per le emergenze nei settori dello spettacolo e del cinema e audiovisivo. I Fondi hanno una dotazione complessiva di 325,4 milioni di euro per l'anno 2020, di cui 275,4 milioni di euro per la parte corrente e 150 milioni di euro per gli interventi in conto capitale (art. 89, D.L. n. 18/2020, art. 80 D.L. n. 104/2020 e art. 5, co.1 D.L. n.137/2020. Per la rideterminazione dello stanziamento nel modo indicato, cfr. art. 84 D.L. n. 34/2020). Il D.M. 23 aprile 2020 ha provveduto al riparto di quota parte del Fondo.

  • un Fondo per le emergenze delle imprese e delle istituzioni culturali, con una dotazione di 281,5 milioni di euro per l'anno 2020, destinato al sostegno delle librerie, dell'intera filiera dell'editoria, nonché dei musei e degli altri istituti e luoghi della cultura (art. 183, comma 2, D.L. n. 34/2020, modificato dall'art. 80, D.L. n. 104/2020 e art.5, co. 3, D.L. n. 137/2020).

Nello stato di previsione del Ministero dell'interno, viene poi istituito un Fondo, per l'anno 2020, per il ristoro parziale dei comuni a seguito della mancata riscossione dell'imposta di soggiorno, del contributo di sbarco o del contributo di soggiorno. Al Fondo è stata attribuita una dotazione di 100 milioni di euro (Art. 180, D.L. 34/2020), successivamente incrementata di 300 milioni di euro per l'anno 2020 (Art. 40, D.L. n. 104/2020).

Nello stato di previsione del Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali è stato poi istituito un  Fondo, con una dotazione di 600 milioni per il 2020, per l'erogazione di un contributo a fondo perduto  a favore delle imprese registrate con codice ATECO 56.10.11 (ristorazione con somministrazione), 56.29.10 (Mense) e 56.29.20 (catering continuativo su base contrattuale), per l'acquisto di prodotti, inclusi quelli vitivinicoli, di filiere agricole e alimentari, anche DOP e IGP, valorizzando la materia prima di territorio.  Il contributo spetta a condizione che l'ammontare del fatturato e dei corrispettivi medi dei mesi da marzo a giugno 2020 sia inferiore ai tre quarti dell'ammontare del fatturato e dei corrispettivi medi dei mesi da marzo a giugno 2019. Il predetto contributo spetta, anche in assenza dei requisiti, ai soggetti che hanno avviato l'attività a decorrere dal 1° gennaio 2019 (articolo 58 D.L. n. 104/2020).

E' poi riconosciuto un contributo a fondo perduto ai soggetti esercenti attività di impresa di vendita di beni o servizi al pubblico, svolte nelle zone A o equipollenti (dunque, centri storici) dei comuni capoluogo di provincia o di città metropolitana che abbiano registrato consistenti presenze turistiche di cittadini residenti in paesi esteri. I 29 Comuni agevolabili sono: Venezia, Roma, Milano, Genova, Firenze, Bologna, Torino, Napoli, Palermo, Bari, Como, Verbania, Rimini, Bolzano, Bergamo, Agrigento, Ragusa, Siracusa, Catania Cagliari, Verona, Siena Lucca, La Spezia, Matera, Pisa, Padova, Ravenna, Urbino. Il contributo spetta a condizione che l'ammontare del fatturato e dei corrispettivi riferito al mese di giugno 2020, degli esercizi sopra descritti, sia inferiore ai due terzi dell'ammontare del fatturato e dei corrispettivi realizzati nel corrispondente mese del 2019. La misura non è cumulabile con il contributo per le imprese della ristorazione sopra indicato, le quali possono presentare richiesta per una sola delle due agevolazioni. La spesa stanziata per l'intervento è di 500 milioni per il 2020. (Art. 59, D.L. n. 104/2020).

Con riferimento alle aree ad alta densità turistica, in considerazione della crisi delle attività economiche ivi operanti e al fine di consentire l'accesso a misure di sostegno mirate in favore delle imprese dei settori del commercio, della ristorazione e delle strutture ricettive colpite dalla prolungata riduzione dei flussi di turistici, è stata demandata ad l'ISTAT la definizione di una classificazione volta all'attribuzione di un codice ATECO specifico con l'introduzione, nell'attuale classificazione alfanumerica delle attività economiche, di un elemento ulteriore, al fine di evidenziarne il nesso turistico territoriale (Art.182, comma 2-duodecies, D.L. n. 34/2020).

 

A seguito delle nuove recenti limitazioni all'esercizio delle attività produttive introdotte con il D.P.C.M. 24 ottobre 2020, e con il D.P.C.M. 3 novembre 2020 per far fronte all'incremento delle infezioni da COVID-19 registrato nel nostro Paese, il D.L. n. 137/2020 (articolo 1), come integrato ed esteso dal D.L. n. 149/2020 (articolo 1 e 2 e art. 8) ha riconosciuto:

  • per l'anno 2020, un contributo a fondo perduto ai titolari di partite IVA, attiva alla data del 25 ottobre 2020, che svolgono attività prevalente nei settori economici indicati per codice ATECO nell'allegato 1 del D.L., pregiudicati dalle limitazioni (articolo 1).Tra essi, rientrano gli esercenti alberghi, villaggi turistici, ostelli, gli affittacamere, attività di ristorazione anche in agriturismi, i gestori di funicolari e ski-lift, le guide e gli accompagnatori turistici, etc.
    Il D.L. n. 149/2020 ha aggiunto all'elenco ulteriori settori economici nell'Allegato (articolo 1, comma 1). Con uno o più decreti del MISE, di concerto con il MEF, possono essere individuati ulteriori codici ATECO, riferiti a settori aventi diritto al contributo, a condizione che tali settori siano stati gravemente pregiudicati dalle misure restrittive introdotte dai D.P.C.M (e non più direttamente pregiudicati, come prevedeva il testo del D.L. n. 137 prima della modifica introsotta con il D.L. n. 149). L'estensione è ammissibile entro un limite massimo di spesa, pari a 50 milioni di euro per il 2020.
    Il contributo spetta a condizione che l'ammontare del fatturato e dei corrispettivi del mese di aprile 2020 sia inferiore ai due terzi dell'ammontare del fatturato e dei corrispettivi del mese di aprile 2019. Il contributo spetta anche in assenza dei requisiti di fatturato ai soggetti riportati nell'Allegato 1 che hanno attivato partita IVA a decorrere dal 1° gennaio 2019. Le quote di contributo sono differenziate per settore economico pregiudicato dalle limitazioni, ai sensi di quanto indicato nell'Allegato 1 del D.L. n. 137/2020, come integrato dal D.L. n. 149/2020.
    Per i soggetti che hanno già beneficiato del contributo a fondo perduto previsto dal Decreto Rilancio (art. 25), questo spetta come quota del contributo già erogato; per i soggetti che non hanno presentato istanza di concessione di tale contributo, questo spetta come quota del valore calcolato sulla base dei dati presenti nell'istanza trasmessa e dei criteri stabiliti dalla disciplina contenuta nel medesimo D.L. Rilancio. In ogni caso, l'importo del contributo non può essere superiore a euro 150.000.
    Il D.L. n. 149/2020 riconosce  una maggiorazione del contributo a fondo perduto, aumentando di un ulteriore 50% la quota indicata nell'Allegato 1 del D.L. n. 137/2020 per i seguenti operatori economici: gelaterie e pasticcerie; gelaterie e pasticcerie ambulanti; bar e altri esercizi simili senza cucina; alberghi. L'aumento riguarda esclusivamente gli operatori con domicilio fiscale o sede operativa nelle aree del territorio nazionale caratterizzate da uno scenario di elevata o massima gravità e da un livello di rischio alto (c.d. zone arancioni e rosse) ai sensi delle ordinanze del Ministro della Salute.

Quanto al sostegno alla liquidità per le imprese del settore, nell'ambito della disciplina straordinaria ed eccezionale di intervento del Fondo di garanzia per le piccole e medie imprese per contrastare la crisi in atto - per la quale si rinvia al tema dell'attività parlamentare "Misure fiscali e finanziarie per fronteggiare l'emergenza da Coronavirus" -  è specificamente prevista la possibilità, fino al 31 dicembre 2020, di cumulare la garanzia del Fondo con altre forme di garanzia sui finanziamenti per operazioni di investimento immobiliare nei settori turistico- alberghiero, ivi incluso il settore termale, con durata minima di 10 anni e di importo superiore a 500 mila euro (art. 13, comma 1, lett. i), del DL 23/2020).

 Per le imprese del comparto turistico, inoltre, la moratoria straordinaria sul pagamento delle rate dei mutui in scadenza (prevista dall'articolo 56 del D.L. n.18/2020 "Cura Italia")  è prorogata sino al 31 marzo 2021 (art. 77, D.L.104/2020).

Si segnala, infine, che nell'ambito della riforma del sistema della garanzia dello Stato sugli impegni assicurativi assunti da SACE per le attività di sostegno all'internazionalizzazione delle imprese, il turismo è considerato uno dei settori strategici per l'economia italiana (art. 1, DL 23/2020).

Sul sito istituzionale del MIBACT è presente una apposita pagina riassuntiva di tutte le principali misure a sostegno del turismo e della cultura (anche quelle di carattere generale per le imprese, ivi incluse, dunque, quelle del turismo e della cultura) adottate nel corso della crisi da Coronavirus. Nella pagna dedicata, il Ministero riassume altresì lo stato di operatività di ciascun intervento.

ultimo aggiornamento: 29 ottobre 2020

Di particolare rilevanza è l'intervento in materia di diritto di recesso e rimborso di titoli di viaggio, di soggiorno e di pacchetti turistici contenuto nel D.L. n. 18/2020 (cd. "Cura Italia").

Si ricorda come il diritto di recesso sia, in via generale, disciplinato dall'art. 41 del Codice del Turismo (Decreto legislativo 23 maggio 2011 n. 79), il quale prevede, in particolare, che il viaggiatore può recedere dal contratto di pacchetto turistico in ogni momento prima dell'inizio del pacchetto, dietro rimborso all'organizzatore delle spese sostenute, adeguate e giustificabili.

In caso di circostanze inevitabili e straordinarie verificatesi nel luogo di destinazione, o nelle sue immediate vicinanze, e che hanno un'incidenza sostanziale sull'esecuzione del pacchetto o sul trasporto di passeggeri verso la destinazione, il viaggiatore ha diritto di recedere dal contratto, prima dell'inizio del pacchetto, senza corrispondere spese di recesso, nonché al rimborso integrale dei pagamenti effettuati per il pacchetto. Il viaggiatore non ha diritto a un indennizzo supplementare.

 

Il decreto-legge n. 18/2020 è intervenuto in materia di rimborso dei biglietti di viaggio e dei pacchetti turistici, non fruibili causa covid,  operando delle deroghe alla disciplina ordinaria vigente. La disciplina contenuta nel D.L. n. 18/2020 è stata, come si spiegherà nel prosieguo, successivamente modificata dal decreto-legge n. 34/2020.

Il D.L. n. 18/2020 (art. 88-bis inserito in sede di conversione del provvedimento in L. n. 27/2020) ha definito, in primo luogo, i casi in cui ricorre la risoluzione del contratto per sopravvenuta impossibilità della prestazione nei contratti di trasporto aereo, ferroviario, marittimo, nelle acque interne o terrestre, di contratti di soggiorno e di contratti di pacchetto turistico (art. 88-bis, comma 1).

Ai soggetti interessati è stato fatto obbligo di comunicare al vettore o alla struttura ricettiva o all'organizzatore di pacchetti turistici il ricorrere di una delle situazioni di impossibilità sopravvenuta, allegando la relativa documentazione.

Al vettore o alla struttura ricettiva, è stato fatto obbligo di procedere al rimborso del corrispettivo versato per il titolo di viaggio e per il soggiorno ovvero all'emissione di un voucher di pari importo da utilizzare entro un anno dall'emissione.

Il diritto di recesso è stato consentito anche al vettore, previa comunicazione tempestiva all'acquirente, quando le prestazioni non possono essere eseguite in ragione di provvedimenti adottati dalle autorità nazionali, internazionali o di Stati esteri, a causa dell'emergenza epidemiologica da COVID-19.

Alle strutture strutture ricettive che hanno sospeso o cessato l'attività, in tutto o in parte, a causa dell'emergenza epidemiologica da COVID-19, è stata riconosciuta la possibilità di offrire all'acquirente un servizio sostitutivo di qualità equivalente, superiore o inferiore con restituzione della differenza di prezzo, oppure procedere al rimborso del prezzo o, altrimenti, di emettere un voucher, da utilizzare entro un anno dalla sua emissione, di importo pari al rimborso spettante.

Ai soggetti interessati è stata comunque riconosciuta la facolatà di esercitare - ai sensi del Codice del Turismo (articolo 41) -  il diritto di recesso dai contratti di pacchetto turistico da eseguire nei periodi di ricovero, di quarantena con sorveglianza attiva, di permanenza domiciliare fiduciaria con sorveglianza attiva ovvero di durata dell'emergenza epidemiologica da COVID-19 nelle aree interessate dal contagio, o negli Stati dove è impedito o vietato lo sbarco, l'approdo o l'arrivo in ragione della situazione emergenziale epidemiologica da COVID-19.

In tali casi all'organizzatore, in alternativa al rimborso previsto dal Codice del Turismo (articolo 41), è stato consentito di offrire al viaggiatore un pacchetto sostitutivo di qualità equivalente o superiore o inferiore con restituzione della differenza di prezzo oppure può procedere al rimborso o, altrimenti, può emettere, anche per il tramite dell'agenzia venditrice, un voucher, da utilizzare entro un anno dalla sua emissione.

Agli organizzatori di pacchetti turistici, ai vettori e alle strutture ricettive è stata riconosciuta la facoltà di esercitare il diritto di recesso:

  • dai contratti stipulati con i soggetti trovatisi nelle condizioni di impossibilità sopravvenuta elencate dal decreto legge,
  • dai contratti aventi come destinazione Stati esteri ove sia impedito o vietato lo sbarco, l'approdo o l'arrivo in ragione dell'emergenza epidemiologica da COVID-19, e comunque
  • quando l'esecuzione del contratto è impedita, in tutto o in parte, da provvedimenti adottati a causa di tale emergenza dalle autorità nazionali, internazionali o di Stati esteri.

Anche, in alternativa al rimborso previsto dal Codice del Turismo (articolo 41), è stata data facoltà di offrire al viaggiatore un pacchetto sostitutivo di qualità equivalente o superiore o inferiore con restituzione della differenza di prezzo oppure un voucher, da utilizzare entro un anno dalla sua emissione, di importo pari al rimborso spettante.

E' stata prevista l'applicabilità delle disposizioni anche per i casi in cui il titolo di viaggio o il soggiorno o il pacchetto turistico siano stati acquistati o prenotati per il tramite di un'agenzia di viaggio o di un portale di prenotazione, anche in deroga alle condizioni pattuite.

Fuori dei casi sopra previsti, per tutti i rapporti inerenti ai contratti instaurati con effetto dall'11 marzo 2020 al 30 settembre 2020 nell'intero territorio nazionale, anche per le prestazioni da rendere all'estero e per le prestazioni in favore di contraenti provenienti dall'estero, quando le prestazioni non siano state rese a causa degli effetti derivanti dallo stato di emergenza epidemiologica da COVID-19,  il decreto legge n. 18 ha previsto che la controprestazione già ricevuta potesse essere restituita mediante un voucher di pari importo valido per un anno dall'emissione. Il voucher assolve i correlativi obblighi di rimborso e non richiede alcuna forma di accettazione da parte del destinatario.

In ordine a tale disciplina, la Commissione UE ha inviato all'Italia due lettere di messa in mora ex art. 258 TFUE, così aprendo due procedure di infrazione, rispettivamente: per non corretta applicazione del Regolamento n. 261/2004/UE, che istituisce regole comuni in materia di compensazione ed assistenza ai passeggeri in caso di negato imbarco, di cancellazione del volo o di ritardo prolungato (procedura di infrazione n. 2020_2252); per violazione dell'articolo 124 della direttiva n. 2015/2302/UE, relativa ai pacchetti turistici e ai servizi turistici collegati (procedura di infrazione n. 2020_2246).

Precedentemente all'avvio delle due procedure di infrazione, la Commissione europea, il 19 marzo 2020, aveva pubblicato degli orientamenti informali sull'applicazione della direttiva sui pacchetti turistici nell'ambito della pandemia di Covid-19, che confermavano il diritto del viaggiatore ad ottenere - in conformità alla normativa UE – un rimborso integrale, nel caso di circostanze straordinarie ed inevitabili, ma che affermavano anche che il viaggiatore può accettare un buono (voucher) in alternativa. Il 13 maggio 2020 la Commissione ha adottato una ulteriore Raccomandazione C(2020) 3125 final del 13 maggio 2020.

Sulla disciplina nazionale, è dunque nuovamente intervenuto l'art. 182, comma 3-bis, del DL n. 34/2020, che ha novellato il citato art. 88-bis del DL n. 18/2020, prevedendo:

  • l'estensione da un anno a diciotto mesi del periodo di validità dei voucher emessi a titolo di rimborso. L'estensione della durata della validità  del voucher è stata disposta in via retroattiva, anche per i voucher già emessi ai sensi della disciplina pregressa;
  • che, in ogni caso, decorsi diciotto mesi dall'emissione, per i voucher non usufruiti né impiegati nella prenotazione dei servizi è corrisposto, entro quattordici giorni dalla scadenza, il rimborso dell'importo versato. Limitatamente ai voucher emessi in relazione ai contratti di trasporto aereo, ferroviario, marittimo, nelle acque interne o terrestre, il rimborso può essere richiesto decorsi dodici mesi dall'emissione ed è corrisposto entro quattordici giorni dalla richiesta (nuovo comma 12-bis nell'articolo 88-bis del D.L. n. 18/2020);
  • che per tutti i rapporti inerenti i contratti instaurati con effetto dall'11 marzo 2020 al 30 settembre 2020, in caso di recesso esercitato entro il 31 luglio 2020, si  conferma che la controprestazione già ricevuta può essere restituita mediante un voucher di pari importo valido per diciotto mesi dall'emissione e l'emissione non richiede alcuna forma di accettazione da parte del destinatario;
  • l'istituzione di un Fondo, presso il MIBACT, con una dotazione di 5 milioni di euro per l'anno 2020 e di 1 milione di euro per l'anno 2021, per l'indennizzo dei consumatori titolari di voucher emessi, non utilizzati alla scadenza di validità e non rimborsati a causa dell'insolvenza o del fallimento dell'operatore turistico o del vettore (nuovo comma 12-ter nell'articolo 88-bis del D.L. n. 18/2020)
  • l'estensione dell'obbligo di restituzione della somma versata, senza emissione del voucher, non solo per i viaggi o le iniziative di istruzione della scuola dell'infanzia e le classi terminali della scuola primaria e  secondaria di primo e secondo grado, ma anche per i soggiorni di studio degli alunni del quarto anno delle scuole secondarie di secondo grado nell'ambito dei programmi internazionali di mobilità studentesca, riferiti agli anni scolastici 2019/2020 e 2020/2021.

La Commissione UE, in data 30 ottobre, ha archiviato le procedure di infrazione avviate nei confronti dell'Italia.

ultimo aggiornamento: 3 novembre 2020
 
temi di Sviluppo economico e politiche energetiche
 
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