tema 21 marzo 2020
Studi - Istituzioni Sicurezza urbana e Polizia locale

Il tema delle politiche integrate della sicurezza e del riordino della disciplina della polizia locale sono oggetto di esame ed approfodimento in sede parlamentare da alcuni anni. Nella legislatura in corso sono in corso di esame alla Camera alcune proposte di legge di iniziativa parlamentare.

A sua volta, il decreto-legge 113 del 2018 ha introdotto diverse disposizioni in materia di sicurezza urbana e di polizia locale. Relativamente all'introduzione del potere sostitutivo del prefetto nei confronti degli amministratori locali in caso di inadempienza all'ordine, impartito dal prefetto, di adottare determinati atti in presenza di condotte illecite è intervenuta la Corte costituzionale che ha ritenuto violata l'autonomia costituzionalmente garantita agli enti locali.

Da ultimo, in relazione alle misure relative all'emergenza epidemiologica da Covid-19, il decreto-legge 18/2020 ha previsto misure volte ad assicurare al personale delle polizie locali il pagamento degli straordinari.

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Nell'ambito delle misure connesse all'emergenza sanitaria si segnalano alcuni interventi in favore del personale della polizia locale.

L'articolo 115 del decreto-legge 18/2020 reca una deroga alle disposizioni vigenti che limitano il trattamento accessorio dei dipendenti al fine di consentire agli enti locali di finanziare le prestazioni di lavoro straordinario effettuato dal personale della polizia locale impiegato nel contenimento dell'emergenza epidemiologica. Inoltre, istituisce un fondo, con una dotazione pari a 10 milioni di euro, diretto a contribuire al pagamento dello straordinario e all'acquisto di dispositivi di protezione individuale.

L'articolo 37 del decreto-legge 104/2020 autorizza lo stanziamento di risorse – pari complessivamente a 24.696.021 euro per l'anno 2020 per la prosecuzione delle misure volte ad assicurare la funzionalità del personale delle Forze di polizia compresa la polizia locale.

La I Commissione Affari costituzionali della Camera ha avviato l'esame di diverse proposte di legge di iniziativa parlamentare (A.C. 242 e abbinate) volte a valorizzare le politiche integrate per la sicurezza urbana e a riorganizzare l'ordinamento della polizia locale. Quasi tutte le proposte hanno per oggetto sia il coordinamento delle politiche integrate della sicurezza, sia la riforma della disciplina della polizia locale (A.C. 242 Fiano, A.C. 255 Guidesi, A.C. 451 Bordonali, A.C. 705 Polverini, A.C. 837 Sandra Savino), mentre le proposte di legge A.C. 318 Rampelli e A.C. 1121 Vito hanno per oggetto esclusivamente la disciplina dei corpi di polizia locale ed il relativo stato giuridico.

Uno degli obiettivi dell'intervento legislativo consiste nella realizzazione di politiche integrate per la sicurezza, in cui tutti i soggetti istituzionali, comuni, province, città metropolitane, regioni (anche quelle a statuto speciale in conformità con gli statuti) e lo Stato concorrono alla realizzazione di tale politiche, ciascuno nell'ambito delle rispettive competenze e sulla base di specifici accordi regolati dalla legge.

Altro obiettivo delle proposte di legge, la riforma della polizia locale, attualmente  disciplinata dalla legge quadro del 1986 (L. 65/1986).

Le proposte di legge intervengono su ambiti che, in parte, sono stati oggetto di interventi normativi nel corso degli ultimi anni. In particolare, la materia della sicurezza urbana è stato oggetto di interventi legislativi nell'arco dell'ultimo decennio introdotti soprattutto attraverso provvedimenti normativi di urgenza: nella XVI legislatura sono intervenuti sulla materia il D.L. 92/2008 (c.d. pacchetto sicurezza) e il D.L. 187/2010 (Misure urgenti in materia di sicurezza), unitamente alla L. 94/2009 (Disposizioni in materia di sicurezza pubblica). Successivamente, nel corso della XVII legislatura, in particolare con il D.L. 14/2017 (Sicurezza urbana), sono state definite misure per realizzare un modello di governance trasversale della sicurezza urbana, integrato tra i diversi livelli di governo, anche attraverso la sottoscrizione di appositi accordi tra Stato e regioni e patti con gli enti locali. Con il D.L. 113/2018, adottato nel corso della XVIII legislatura in materia di sicurezza e immigrazione, sono state previste specifiche disposizioni riguardanti la polizia locale e misure per il rafforzamento della sicurezza urbana. 

Per quanto riguarda la polizia locale, il D.L. 113/2018 autorizza i comuni, che abbiano rispettato i vincoli di finanza pubblica nell'ultimo triennio, di procedere nell'anno 2019 ad assunzioni di personale della polizia municipale in deroga ai vincoli previsti dalla legge di stabilità per il 2016 (articolo 35-bis). Il medesimo D.L. 113 ha istituito il Fondo per il potenziamento delle iniziative in materia di sicurezza urbana destinato al concorso statale del finanziamento di iniziative urgenti dei comuni in materia di sicurezza urbana, anche attraverso l'assunzione a tempo determinato di personale della polizia municipale e in deroga al limite di spesa posto per tal tipo di assunzioni dal decreto-legge n. 78 del 2010 (art. 35-quater).

Inoltre, sono previste misure che consentano al personale della polizia municipale di:

  • accedere alla banca dati interforze CED del Ministero dell'interno anche per verificare l'esistenza di provvedimenti di ricerca nei confronti delle persone controllate nel corso del servizio di polizia stradale (articolo 18);
  • utilizzare, in via sperimentale, armi comuni ad impulsi elettrici, i c.d. taser (articolo 19);
  • portare le armi senza licenza fuori del territorio di appartenenza, per il caso di necessità dovuto alla flagranza dell'illecito commesso nel territorio di appartenenza (articolo 19-ter).

Nella riunione dell'11 luglio 2019, il Consiglio dei Ministri ha approvato un disegno di legge delega per il riordino delle funzioni e dell'ordinamento della polizia locale. La delega prevede, tra le altre cose, il riordino della disciplina in materia di accesso ai ruoli e della relativa progressione di carriera; nonché del rapporto di lavoro anche sotto i profili previdenziali e assicurativi. 

ultimo aggiornamento: 30 settembre 2020

Il D.L. 113/2018 ha istituito il Fondo per la sicurezza urbana, con una dotazione di 2 milioni di euro per il 2018, di 5 milioni per ciascun anno 2019 e 2020 (nello stato di previsione del Ministero dell'interno). Il Fondo è destinato a concorrere al finanziamento di iniziative urgenti da parte dei comuni in materia di sicurezza urbana (art. 35-quater). Successivamente, la legge di bilancio 2019 ha incrementato il Fondo di 25 milioni di euro per l'anno 2019, di 15 milioni di euro per ciascuno degli anni 2020 e 2021 e di 25 milioni di euro annui a decorrere dall'anno 2022 (L. 145/2018, art. 1, comma 920).

Il D.L. 113/2018 ha introdotto poi disposizioni di natura penale, quali:

  • la previsione di sanzioni penali per l'inottemperanza al provvedimento di divieto di accesso in specifiche aree urbane, c.d. DASPO urbano (art. 21-ter), il cui ambito ambito di applicazione viene esteso ai presidi sanitari, fiere, mercati, aree di pubblici spettacoli, locali pubblici e pubblici esercizi (art. 21);

  • l'inserimento nel codice penale dell'articolo 669-bis, relativo all'esercizio molesto dell'accattonaggio, che viene punito con l'arresto da tre a sei mesi e con l'ammenda da euro 3.000 a euro 6.000 (art. 21-quater);

  • la modifica della fattispecie di impiego di minori nell'accattonaggio sanzionando anche la condotta dell'organizzazione dell'altrui accattonaggio (art. 21-quinquies);
  • la punibilità a titolo di illecito penale sia del blocco stradale che dell'ostruzione o ingombro di strade ferrate, fattispecie attualmente punite come illeciti amministrativi (art. 23).

Con la stessa finalità sono introdotte disposizioni riguardanti:

  • la disciplina dell'esercizio abusivo dell'attività di parcheggiatore o guardiamacchine, in particolare sanzionando non più "l'esercizio abusivo" dell'attività di parcheggiatore, ma "l'esercizio senza autorizzazione" di tale attività ed intervenendo sulle ipotesi aggravate (art. 21-sexies);
  • l'aumento del contributo finanziario delle società organizzatrici di eventi calcistici per il mantenimento dell'ordine pubblico (art. 20-bis);
  • la sottoscrizione di accordi tra prefetto ed organizzazioni maggiormente rappresentativi dei pubblici esercenti per prevenire illegalità o pericoli per l'ordine e la sicurezza pubblici (art. 21-bis);
  • la disciplina delle ordinanze di ordinaria amministrazione del sindaco in materia di orari di vendita e di somministrazione di bevande alcoliche, il cui ambito di applicazione è esteso anche agli alimenti; analogo ampliamento riguarda l'ambito territoriale delle ordinanze che potranno riguardare aree cittadine interessate da fenomeni di aggregazione notturna, introducendo sanzioni nel caso di inosservanza (art. 35-ter);
  • l'aumento delle risorse per l'installazione di sistemi di videosorveglianza da parte dei comuni: 10 milioni per il 2019; 17 milioni per il 2020; 27 milioni per il 2021; 36 milioni dal 2022 (art 35-quinquies).

Inoltre, il D.L. ha attribuito al prefetto la facoltà di imporre l'adozione di determinati atti agli enti locali, in presenza di situazioni sintomatiche di condotte illecite gravi e reiterate in grado di alterare le procedure e compromettere il buon andamento e l'imparzialità dell'amministrazione, nonché il regolare funzionamento dei servizi. A tal fine fissa un termine per l'adozione degli atti, decorso il quale si attiva il procedimento sostitutivo (art. 28). La Corte costituzionale, con la sentenza 195/2019, depositata il 24 luglio 2019, ha dichiarato la incostituzionalità di tale disposizione. La Corte ha osservato che la norma, oltre a violare la complessiva autonomia costituzionalmente garantita degli enti locali (riconoscimento di funzioni amministrative proprie, autonomia regolamentare in ordine alla disciplina dell'organizzazione e dello svolgimento delle funzioni loro attribuite, autonomia finanziaria), introduce un nuovo potere prefettizio fondato su presupposti generici ed eccessivamente discrezionali, violando così il principio di tipicità e legalità dell'azione amministrativa. Infine, la sentenza mette in rilievo anche che il potere sostitutivo del prefetto, considerata la sua ampia incidenza nell'attività di comuni e province, avrebbe dovuto essere rispettoso della leale collaborazione, nel senso che la norma censurata avrebbe dovuto prevedere l'adozione della delibera del Governo o il decreto del Mministro dell'Interno.

In relazione del DASPO urbano si segnala la circolare del Ministro dell'interno del 17 aprile 2019 (c.d. direttiva "Zone Rosse") che invita i prefetti a "convocare specifiche riunioni del Comitato provinciale per l'ordine e la sicurezza pubblica, nel cui ambito dovrà essere avviata una previa disamina delle eventuali esigenze di tutela rafforzata di taluni luoghi del contesto urbano. All'esito di tale approfondita analisi, che dovrà essere condotta con la massima celerità, il Comitato potrà fornire il supporto necessario a declinare una complessiva strategia di intervento che contempli anche il ricorso al potere straordinario di ordinanza, di durata temporalmente limitata, qualora l'iniziativa non sia differibile all'esercizio degli strumenti ordinari se non incorrendo in quel danno incombente che si intende scongiurare con la sollecita adozione dell'atto". 

Da ultimo, con la legge di bilancio 2020 è stato previsto l'incremento del Fondo per la sicurezza urbana con un contributo per Comuni per iniziative di prevenzione e contrasto della vendita e cessione di sostanze stupefacenti. 

ultimo aggiornamento: 31 gennaio 2020
 
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