tema 16 marzo 2021
Studi - Giustizia Le misure per la Giustizia nel Piano nazionale di ripresa e resilienza

La proposta di Piano nazionale di ripresa e resilienza, presentata dal Governo il 12 gennaio 2021, contiene alcune specifiche misure che intervengono sul sistema giudiziario. Si tratta, in particolare, dello stanziamento di 2,3 miliardi per la digitalizzazione dei procedimenti giudiziari e l'accelerazione dei tempi della giustizia, e dello stanziamento di 0,45 miliardi per le cittadelle giudiziarie.

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Nel settore della giustizia, il Consiglio europeo, nelle sue annuali Raccomandazioni ha costantemente sollecitato l'Italia a "ridurre la durata dei processi civili in tutti i gradi di giudizio", nonché ad "aumentare l'efficacia della prevenzione e repressione della corruzione riducendo la durata dei processi penali e attuando il nuovo quadro anticorruzione" (cfr. Raccomandazioni del 2017-2019).

La Commissione Europea, nella Relazione per Paese relativa all'Italia 2020 (cd. Country Report 2020) del 26 febbraio 2020, rileva come l'Italia abbia compiuto progressi solo limitati nel dare attuazione alle sopra citate Raccomandazioni. In particolare:

  • nel settore civile, ci viene contestata la perdurante scarsa efficienza del sistema giudiziario civile, con particolare riguardo all'utilizzo tuttora limitato del filtro di inammissibilità per gli appelli, che incide sulla durata dei processi, alla necessità di potenziare gli organici e alle differenze tra i tribunali per quanto riguarda l'efficacia della gestione dei procedimenti;
  • con riguardo alla lotta alla corruzione, la Commissione sottolinea il persistere di una serie di criticità e suggerisce di intervenire in materia di lobbying, di conflitti di interessi e di whistleblowing;
  • nel settore penale, si rileva il perdurare della scarsa efficienza del processo, soprattutto di appello, che si ripercuote anche sull'efficacia del contrasto alla corruzione.

Da ultimo, nelle Raccomandazioni specifiche all'Italia del 20 luglio 2020 il Consiglio europeo ha nuovamente invitato l'Italia ad adottare provvedimenti volti a "migliorare l'efficienza del sistema giudiziario".

ultimo aggiornamento: 18 febbraio 2021

Con il Programma Nazionale di Riforma del 2020 (PNR 2020) il Governo ha risposto alle sollecitazioni europee prevedendo interventi di riforma caratterizzati anche da una politica di potenziamento del personale della giustizia, attraverso l'ampliamento delle piante organiche, e di digitalizzazione del processo.

In occasione della discussione parlamentare sul PNR, nella seduta del 29 luglio 2020, l'Assembla della Camera ha approvato una risoluzione (n. 6-00124) che impegna il Governo a favorire la riforma del processo civile e penale, dell'ordinamento giudiziario e della disciplina sulla costituzione e sul funzionamento del CSM, al fine di garantire una maggiore efficienza del sistema giudiziario, anche al fine di accrescere la competitività del sistema-Paese.

In occasione dell'esame delle Linee Guida del Governo per la definizione del Piano nazionale di ripresa e resilienza (PNRR) i documenti approvati da Camera e Senato, con riguardo al settore della giustizia, hanno evidenziato entrambi l'esigenza di includere nel Piano i seguenti interventi:

  • perfezionamento del processo di digitalizzazione in tutti i settori della giustizia, anche attraverso l'implementazione di una rete unica esclusivamente dedicata al sistema giustizia con elevati standard di sicurezza. In particolare, la risoluzione del Senato fa specifico riferimento all'esigenza di potenziare le banche dati delle procure e dei corpi di polizia;
  • interventi volti al potenziamento del personale anche al fine di ridurre il peso dell'arretrato degli uffici giudiziari, prevedendo in tale prospettiva il ricorso alla costituzione di speciali "task force" flessibili;
  • potenziamento dell'edilizia penitenziaria, anche minorile, con individuazione e predisposizione di un sistema di poli detentivi di alto profilo tecnologico e sanitario da destinare alla custodia, e strutture adeguate alla reclusione di donne e madri;
  • riforma del processo civile, del processo penale e dell'ordinamento giudiziario, nonché attuazione della riforma della crisi di impresa;
  • contrasto al fenomeno della violenza sulle donne e protezione delle vittime.

Inoltre, la risoluzione approvata dalla Camera ha richiesto al Governo l'inserimento nel PNRR di misure in tema di edilizia giudiziaria (realizzazione di nuovi poli giudiziari - cosiddette "cittadelle" - e ristrutturazione degli uffici giudiziari già esistenti), interventi volti al potenziamento delle misure alternative alla detenzione e alla rieducazione dei detenuti e interventi di sanità penitenziaria e nell'ambito delle REMS.

ultimo aggiornamento: 18 febbraio 2021

All'interno della Missione n. 1 (digitalizzazione, innovazione, competitività e cultura), la bozza di PNRR elaborata dal Governo il 12 gennaio 2021 individua lo specifico obiettivo della "Digitalizzazione dei procedimenti giudiziari e accelerazione, all'interno di un quadro di riforma condiviso, dei tempi della giustizia", per il quale sono stanziati 2,3 miliardi di euro.

Il Piano mira a ridurre i tempi della giustizia garantendo la ragionevole durata del processo attraverso:

  • la valorizzazione dell'ufficio per il processo, quale modello di collaborazione integrata tra giudici ordinari, onorari, personale amministrativo e tecnico (informatici per gli aspetti connessi con la digitalizzazione del processo ma anche architetti e ingegneri per gli aspetti legati all'attività edilizia). Alla cornice dell'ufficio per il processo il Governo pare ricondurre anche quelle attività di monitoraggio sul territorio dell'avanzamento e dei risultati dei progetti informatici e di edilizia, che incombono sul dirigente dell'ufficio giudiziario. Nei tribunali più gravati da arretrato nel settore civile, si prevede l'innesto straordinario di magistrati onorari aggregati;
  • lo smaltimento del contenzioso tributario pendente in Cassazione mediante l'assegnazione temporanea di magistrati onorari ausiliari alle sezioni tributarie della Corte;
  • il completamento della digitalizzazione del processo civile e di quello penale.

Il Governo, inoltre, sottolinea l'importanza di approvare i disegni di legge delega già pendenti in Parlamento e relativi alla riforma del processo penale (AC. 2435) e dell'ordinamento giudiziario (AC. 2681) - attualmente in corso di esame in Commissione Giustizia della Camera– e alla riforma del processo civile (A.S. 1662) - in corso di esame presso la Commissione giustizia del Senato. Con particolare riguardo al processo civile, il PNRR rileva l'esigenza di introdurre anche nuove misure, da adottare anche eventualmente per decreto-legge, volte a:

  • valorizzazione degli strumenti di risoluzione alternativa delle controversie;
  • introduzione di ulteriori preclusioni processuali volte a garantire che, fin dalla prima udienza, le posizioni delle parti siano chiare e complete;
  • affermazione del principio di chiarezza e sinteticità degli atti processuali;
  • accelerazione del processo d'appello;
  • potenziamento del giudizio arbitrale attraverso un ampiamento dei poteri cautelari degli arbitri;
  • modifiche alla disciplina delle spese di giustizia volte a premiare le parti che concorrano a snellire la fase decisoria in Cassazione;
  • digitalizzazione del procedimento di pagamento degli indennizzi Pinto.

Nella Missione n. 2 (rivoluzione verde e transizione ecologica), la bozza di PNRR stanzia 0,45 miliardi di euro per la realizzazione delle cittadelle giudiziarie e la riqualificazione e il potenziamento del patrimonio immobiliare dell'amministrazione della giustizia (sono stimati 40 edifici da riqualificare), ai quali si aggiungono 400 milioni di euro derivanti dai progetti PON.

ultimo aggiornamento: 18 febbraio 2021
 
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