tema 22 giugno 2020
Studi - Attività produttive Interventi in materia di prospezione, ricerca e coltivazione di idrocarburi

La prospezione, la ricerca e la coltivazione di idrocarburi fanno parte del c.d. diritto minerario ed inoltre ricadono nel settore energetico, materia di legislazione concorrente tra Stato e Regioni (art. 117, comma 3 Cost.). Anche al fine di fornire una cornice unitaria nazionale, il D.L. n. 135/2018, cd. "Decreto semplificazioni", ha previsto l'adozione di un Piano per la Transizione Energetica Sostenibile delle Aree Idonee (PiTESAI), volto ad offrire un quadro definito di riferimento delle aree idonee allo svolgimento delle attività di prospezione, ricerca e coltivazione di idrocarburi sul territorio nazionale.

Le imprese private che, in dipendenza dell'attribuzione di una concessione, effettuano la produzione di idrocarburi corrispondono aliquote di tali produzioni (royalties) destinate allo Stato, alle Regioni e ai Comuni interessati. Ai concessionari sono comunque riconosciute delle "quote esenti" nel senso che, per le concessioni che producono quantità inferiori a tali quote, non sono effettuati pagamenti.

Sulle esenzioni è recentemente intervenuta la Legge di bilancio 2020 (articolo 1, commi 736 e 737 della legge 27 dicembre 2019, n. 160), che ha novellato l'articolo 19 del D.Lgs n. 25/1996 al fine di limitarne la fruibilità.

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Il D.L. n. 135/2018, cd. "Decreto semplificazioni" (convertito, con modificazioni, in Legge n. 12/2019), all'articolo 11-ter, prevede l'adozione di un Piano per la Transizione Energetica Sostenibile delle Aree Idonee (PiTESAI), volto ad offrire un quadro definito di riferimento delle aree idonee allo svolgimento delle attività di prospezione, ricerca e coltivazione di idrocarburi sul territorio nazionale.

Il Piano dovrà essere adottato entro e non oltre il 13 febbraio 2021 (il termine originario del 13 agosto 2020 è stato così prorogato dall'art. 12, comma 4-bis, del D.L. 162/2019, convertito, con modificazioni, in L. n. 8/2020), con decreto del Ministro dello sviluppo economico, di concerto con il Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare, previa valutazione ambientale strategica.

Limitatamente alle aree su terraferma, si prevede la previa intesa con la Conferenza unificata. Qualora, per le aree su terraferma, l'intesa non sia raggiunta entro sessanta giorni dalla prima seduta, la Conferenza unificata è convocata in seconda seduta su richiesta del Ministro dello sviluppo economico entro trenta giorni. In caso di mancato raggiungimento dell'intesa entro il termine di centoventi giorni dalla seconda seduta, o di espresso e motivato dissenso della Conferenza unificata, il PiTESAI è adottato con riferimento alle sole aree marine.

Il D.L. definisce criteri di cui tener conto nella redazione del PiTESAI, quali le caratteristiche del territorio, sociali, industriali urbanistiche e morfologiche con particolare riferimento all'assetto idrogeologico ed alle vigenti pianificazioni. Inoltre, con riferimento alle aree marine, il piano deve considerare i possibili effetti sull'ecosistema, nonché tenere conto dell'analisi delle rotte marittime, della pescosità delle aree e della possibile interferenza sulle coste. Nel piano devono essere indicati i tempi e modi di dismissione e rimessa in pristino dei luoghi da parte delle relative installazioni che abbiano cessato la loro attività.

 

Nelle more dell'adozione del Piano, l'art. 11-ter, comma 4, dispone la sospensione dei procedimenti amministrativi, inclusi quelli di valutazione di impatto ambientale, relativi al conferimento di nuovi permessi di prospezione o di ricerca di idrocarburi liquidi e gassosi. La sospensione non si applica ad una serie di casi espressamente previsti quali quelli relativi alle istanze di:

a) proroga di vigenza delle concessioni di coltivazione di idrocarburi;   

b) rinuncia a titoli minerari vigenti o alle relative proroghe;

c) sospensione temporale della produzione per le concessioni in essere;

d) riduzione dell'area, di variazione dei programmi lavori e delle quote di titolarità.

La sospensione non si applica ai procedimenti relativi al conferimento di concessioni di coltivazione di idrocarburi liquidi e gassosi pendenti al 13 febbraio 2019 (data di entrata in vigore della legge di conversione del D.L. 135/2018). Nelle more dell'adozione del Piano non è pero consentita la presentazione di nuove istanze di conferimento di concessione di coltivazione, fatta salva la proroga di vigenza delle concessioni in essere.

Peraltro, una volta adottato il Piano, nelle aree in cui le attività di coltivazione risultino incompatibili con le previsioni del Piano stesso, le concessioni di coltivazione, anche in regime di proroga, vigenti al 13 febbraio 2019, mantengono la loro efficacia sino alla scadenza e non sono ammesse nuove istanze di proroga.

Sono sospesi i permessi di prospezione o di ricerca di idrocarburi liquidi e gassosi in essere, sia per aree in terraferma che in mare, con conseguente interruzione di tutte le attività di prospezione e ricerca in corso di esecuzione. Con la sospensione è anche sospeso il decorso temporale dei permessi di prospezione e di ricerca; correlativamente, per lo stesso periodo di sospensione, non è dovuto il pagamento del relativo canone.

In caso di mancata adozione del PiTESAI entro e non oltre il 13 agosto 2021 (il termine originario del 13 febbraio 2021 è stato così prorogato dall'art. 12, comma 4-bis, del D.L. 162/2019, cit.), i procedimenti sospesi concernenti il conferimento di nuovi permessi di prospezione o di ricerca proseguono nell'istruttoria ed i permessi di prospezione e di ricerca sospesi riprendono efficacia.

 

L'art. 11-ter, comma 8, prevede che alla data di adozione del PiTESAI, nelle aree in cui le attività di prospezione e di ricerca e di coltivazione risultino compatibili con le previsioni del Piano stesso, i titoli minerari sospesi riprendono efficacia.

Lo stesso comma 8, come modificato dall'art. 12, comma 4-bis, del D.L. 162/2019, dispone che, nelle aree non compatibili con le previsioni del Piano, entro sessanta giorni dall'adozione del Piano stesso, il Ministero dello sviluppo economico avvia i procedimenti per il rigetto delle istanze relative ai procedimenti sospesi concernenti il conferimento di nuovi permessi di prospezione o di ricerca e avvia i procedimenti di revoca, anche limitatamente ad aree parziali, dei permessi di prospezione e di ricerca in essere (prima dell'intervento modificativo del D.L. 162/2019, il testo prevedeva che il MISE, anziché avviare i relativi procedimenti, procedesse direttamente al rigetto delle predette istanze e alla revoca dei permessi in essere; non era indicato, inoltre, il termine entro il quale procedere).  In caso di revoca, il titolare del permesso di prospezione o di ricerca è comunque obbligato al completo ripristino dei siti interessati. Nelle aree non compatibili, il Ministero dello sviluppo economico rigetta anche le istanze relative ai procedimenti di rilascio delle concessioni per la coltivazione di idrocarburi il cui provvedimento di conferimento non sia stato rilasciato entro la data di adozione del PiTESAI.

Infine, si mantiene fermo il carattere di pubblica utilità delle attività di stoccaggio di gas naturale in sotterraneo nell'ambito di titoli minerari rilasciati a seguito di istanze presentate dopo il 13 febbraio 2019.

 

L'articolo 11-ter del D.L n. 135/2018 ridetermina altresì in aumento i canoni annui per le concessioni di coltivazione e i canoni annui dei permessi di prospezione e ricerca ed una sostanziale conferma dei canoni di stoccaggio (cfr. commi 9 e 10).

La tabella che segue indica l'importo dei canoni previgente all'intervento contenuto nel D.L. n. 135/2018 e l'importo dei canoni rivalutato ai sensi del citato decreto legge.

Tipologia di titolo minerario
Canone ex art.18 D.Lgs. 625/96
rivalutato nel 2017
(Euro/Km2)
Canone rideterminato
dal D.L. n. 135/2018
Art. 11-ter
(Euro/Km2)
Permesso di prospezione
3,69
92,50
Permesso di ricerca
7,38
185,25
Permesso di ricerca in prima proroga
14,76
370,25
Permesso di ricerca in seconda proroga
29,52
740,50
Concessione di coltivazione
59,04
1.481,25
Concessione di coltivazione in proroga
88,56
2.221,75
Concessione di stoccaggio su concessione di coltivazione (*)
14,76
14,81
Concessione di stoccaggio senza concessione di coltivazione
59,04
59,25
 (*) Cortemaggiore, Fiume, Trieste, Settala.

In attuazione di quanto disposto dai commi 9, 10 e 12 dell'art. 11-ter del D.L. 135/2018, per le modalità di versamento delle maggiorazioni dei canoni annui, vedi il D.M. 18 novembre 2019.

Quanto allo stato dell'iter di adozione del PiTESAI, il Governo, il 25 luglio 2019, nella risposta all'Interrogazione a risposta immediata in Commissione X (Attività Produttive) n. 5-02595 presentata da Andrea VALLASCAS e altri, ha dichiarato che le attività inerenti la redazione e adozione del PITESAI sono state tempestivamente avviate. I lavori sono iniziati con la riunione del 28 febbraio 2019. In particolare, sono stati costituiti:

  • un tavolo politico MISE-MATTM, coordinato dai Sottosegretari con delega nella specifica materia oggetto della norma;
  • un tavolo tecnico tra MiSE, MATTM, ISPRA, CONFERENZA delle REGIONI ed enti collegati al MISE, in grado di fornire specifici contributi tecnici;
  • 7 gruppi di lavoro tecnici, ad ognuno dei quali è stata affidata l'elaborazione di specifici contenuti (dati; quadro conoscitivo; impatti ambientali a mare e a terra; impatti socioeconomici; piano di dismissione; VAS).

Le prime riunioni istituzionali si sono tenute nei mesi di marzo e aprile. Il Tavolo Tecnico è stato convocato in aprile. I relativi incontri sono iniziati il 5 maggio 2019. Alla data di luglio 2019, si era  in attesa della designazione dei rappresentati delle Regioni.
Inoltre, strumentale alla definizione del PITESAI, è la stipula della convenzione MiSE-MATTM-ISPRA, che il MiSE ha inviato in bozza ad ISPRA in data 5 luglio. L'ISPRA, in data 18 luglio, ha inviato al MATTM l'accordo proposto con le modifiche e le integrazioni, concernenti l'attività di propria competenza, l'ammontare delle spese rimborsabili; il cronoprogramma, attraversola previsione della redazione/approvazione della prima proposta di PiTESAI, non più entro agosto 2019 ma entro ottobre 2019, per via del protrarsi dei tempi per la sottoscrizione dell'accordo.

II 30 luglio 2019 si è tenuta apposita riunione tecnica con ISPRA presso la DG competente del MISE. Sono state poi effettuate preliminari valutazioni sugli impatti ambientali e sugli aspetti normativi, ambientali e socio-economici che porteranno al Rapporto Preliminare Ambientale, funzionale al processo di Valutazione Ambientale Strategica (VAS).
Parallelamente, è stata svolta una ricognizione dei dati cartografici necessari con un approfondimento preliminare sul quadro dei vari vincoli esistenti. I dati raccolti sono organizzati in un sistema «WebGIS PITESAI», organizzato dal Servizio per il sistema informativo nazionale ambientale (SINA) dell'ISPRA.
Inoltre, il Governo ha dichiarato in corso lo studio delle aree con interesse geominerario in Italia, che permetterà di individuare le zone di scarso interesse in materia di idrocarburi. Si sta valutando di considerare l'orizzonte temporale del piano dal 2020 al 2050.

Il 20 febbraio 2020, il Governo ha accolto l'ordine del giorno Benamati 9/0235 AR/187 con il quale si impegna l'Esecutivo a valutare l'opportunità di mettere in essere ogni azione possibile per assicurare il rispetto della tempistica prevista per la realizzazione del PiTESAI e a far sì, in caso che il termine di realizzazione del Pitesai non venga rispettato e che si vada quindi oltre i trenta mesi di moratoria previsti dall'art. 12, comma 4-bis, del D.L. 162/2019 (dunque, oltre il 13 agosto 2021), che venga immediatamente restituita efficacia ai permessi di prospezione e di ricerca vigenti e sospesi.

Si rinvia al sito istituzionale del Ministero dello sviluppo economico ove è pubblicato e aggiornato l'elenco dei titoli minerari vigenti.

ultimo aggiornamento: 24 giugno 2020

Le royalties sono il compenso riconosciuto al proprietario di un bene come corrispettivo della concessione di utilizzare commercialmente il bene stesso. Infatti, ai sensi dell'articolo 826 del Codice civile, i giacimenti di idrocarburi presenti nel territorio nazionale, siano essi situati su terraferma che in mare, sono patrimonio indisponibile dello Stato Italiano che, tuttavia, non si impegna direttamente nella ricerca e nel loro utilizzo, ma rilascia a tali fini concessioni in favore di società di diritto privato.

In Italia, le imprese private che, in dipendenza dell'attribuzione di una concessione, effettuano la produzione di idrocarburi corrispondono aliquote di tali produzioni (royalties) allo Stato, alle Regioni e ai Comuni interessati: ai sensi dell'articolo 19 del D.Lgs. n. 625/1996, le royalties sono dunque un'aliquota del prodotto della coltivazione.

Il calcolo delle royalties dovute è effettuato in controvalore, calcolato sul prezzo dell'olio e del gas definito dall'ARERA per mezzo dell'indice QE (quota energetica costo materia prima gas) espresso in euro/MJ e calcolato per ciascun trimestre dell'anno di riferimento (cfr., da ultimo, Comunicato ministeriale 14 maggio 2019).

L'articolo 19 del D.Lgs. n. 625/1996 prevede, inoltre, un'articolata disciplina delle esenzioni. Ai concessionari sono riconosciute delle "quote esenti" nel senso che, per le concessioni che producono quantità inferiori a tali quote, non sono effettuati pagamenti - e delle "riduzioni sul valore unitario dell'aliquota", per tenere conto degli oneri gravanti dall'avvio dei prodotti dai pozzi al consumo.

Sulla materia è recentemente intervenuta, la Legge di bilancio 2020 (articolo 1, commi 736 e 737 della legge 27 dicembre 2019, n. 160), che ha novellato l'articolo 19 del D.Lgs 25/1996, al fine di limitare la fruibilità delle predette esenzioni rispetto a quanto previsto dalla normativa previgente. 

La legge di bilancio stabilisce, in particolare, che a decorrere dal 1 gennaio 2020, sono esentati dal versamento delle royalties i concessionari con una produzione annuale di gas inferiore o pari a 10 milioni di Sm3 in terraferma e 30 milioni di Sm3 in mare.

Dunque, ogni concessione di coltivazione con volumi di produzione di gas superiori alle predette soglie  è soggetta al pagamento delle royalties per l'intera produzione annuale di gas secondo le aliquote vigenti riportate nella tabella che segue.

Tutte le concessioni di coltivazione con produzione di olio greggio sono soggette al pagamento delle royalties per l'intera produzione annuale di olio secondo le aliquote riportate nella tabella che segue (tratta dal sito istituzionale del MISE).

Ubicazione concessione
Minerale prodotto
Aliquota royalty (a) (b)
Fondo sviluppo economico e social card (c) 
Aliquota ambiente e sicurezza (d)
Terra
Gas
0,07
0,03
 
Olio
0,07
0,03
 
Mare
Gas
0,07
 
0,03
Olio
0,04
 
0,03

Quanto alla destinazione delle aliquote royalties, la legge di bilancio 2020 ha altresì disposto che - per le concessioni di coltivazione con una produzione di gas superiore alle predette soglie esenti, nonché per ciascuna concessione di coltivazione di olio in terraferma e in mare - relativamente al triennio 2020-2022, il valore dell'aliquota di prodotto corrispondente ai primi 25 milioni di Smc di gas e alle prime 20.000 tonnellate di olio prodotti annualmente in terraferma e ai primi 80 milioni di Smc di gas e 50.000 tonnellate di olio prodotti annualmente in mare è versato per l'intero all'entrata del bilancio dello Stato

Dunque, la destinazione del gettito derivante dalle aliquote di produzione è così riassumibile:

(a) Aliquota del 7% per produzioni in terraferma

Gas
 fino a 25 milioni di Sm 3
oltre i 25 milioni di Sm 3
Note
Stato 100%
Stato 30% (*)
Regione 55%
Comuni 15%
(*) A decorrere dal 1° gennaio 1999, per le concessioni ricadenti nelle Regioni a statuto ordinario incluse nel Mezzogiorno, l'aliquota destinata allo Stato è direttamente corrisposta alla Regione - art.20, comma 1-bis, decreto legislativo n.625/1996
Olio
Per quantitativi fino a 20.000 tonnellate
Per quantitativi oltre le 20.000 tonnellate
 
Stato 100%
Stato 30%  (*)
Regione 55%
Comuni 15%

(b) Aliquote del 4% (olio) e del 7% (gas) per produzioni in mare

 
Piattaforma continentale
Mare territoriale
Gas
Stato 100%
Per quantitativi fino a 80 milioni di Sm 3
Per quantitativi oltre gli 80 milioni di Sm 3
Stato 100%
Stato 45%
Regione 55%
Olio
Stato 100%
Per quantitativi fino a 50.000 tonnellate
Per quantitativi oltre le 50.000 tonnellate
Stato 100%
Stato 45%
Regione 55%

(Fonte MISE)

(c) Aliquote del 3% per produzioni derivanti da concessioni e ottenute con pozzi in terraferma. Versate interamente allo Stato per alimentare il fondo destinato a misure di sviluppo economico e all'attivazione di una social card.

(d) Aliquote del 3% per produzioni derivanti da concessioni in mare. Versate interamente allo Stato e destinate per il 50% al Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare per assicurare il pieno svolgimento delle azioni di monitoraggio e contrasto dell'inquinamento marino e per il restante 50% al Ministero dello sviluppo economico per assicurare il pieno svolgimento delle attività di vigilanza e controllo della sicurezza anche ambientale degli impianti di ricerca e coltivazione in mare.

ultimo aggiornamento: 22 giugno 2020
 
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