tema 10 ottobre 2020
Studi - Trasporti Il trasporto e la sicurezza stradali

Sul tema del trasporto stradale sono in corso di esame numerose proposte di modifica del Codice della Strada; si è inoltre data attuazione alla  legge per prevenire l'abbandono di bambini nei veicoli chiusi.

Sono state adottate misure di semplificazione amministrativa per la circolazione dei veicoli con il nuovo documento unico di circolazione e con nuove procedure telematiche per gli automobilisti.

Per gli interventi concernenti lo sviluppo della mobilità stradale sostenibile, elettrica ed ibrida, per la micromobilità elettrica, nonché per lo sviluppo della mobilità ciclistica si veda il tema concernente la mobilità sostenibile.

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La legge di bilancio per il 2019 (legge n. 145 del 2018) ha previsto diversi interventi per incentivare lo sviluppo della mobilità stradale pulitaelettrica ed ibrida, tra cui la concessione di un contributo (c.d. ecobonus), per gli acquisti effettuati negli anni 2019, 2020 e 2021 di autoveicoli elettrici o ibridi, con o senza rottamazione di un veicolo inquinante. Il decreto-legge n.162 del 2019 ha esteso la gamma di veicoli che possono essere oggetto di rottamazione anche alla categoria Euro 0, precedentemente non contemplata ed abbassato, da 70 a 60 gr/Km di Co2, la soglia massima di emissioni prevista per poter accedere al contributo per l'acquisto di veicoli ibridi. La stessa legge di bilancio per il 2019 ed il successivo decreto legge n. 34/2019, hanno previsto la concessione di un contributo per l'acquisto nel 2019 di veicoli a due e tre ruote ibridi o elettrici, nonché per i quadricicli a motore, riconosciuto, nel limite di 8 milioni di euro, dal decreto-legge 162 del 2019 alle medesime condizioni, anche per gli acquisti effettuati nell'anno 2020.

Il decreto-legge n. 34 del 2020 ha modificato tale disciplina incrementando le risorse destinate a tale piano di 100 milioni di euro per il 2020 e di 200 milioni di euro per il 2021 e prevedendo ulteriori incentivi, cumulabili con quello previsto dalla legge di bilancio. I nuovi contributi sono di due tipologie, con o senza rottamazione di un analogo veicolo e sono riconosciuti alle persone fisiche e giuridiche che acquistino in Italia dal 1o agosto 2020 al 31 dicembre 2020, anche in locazione finanziaria, un autoveicolo nuovo di categoria M1 (autovetture). A partire dal 1 agosto e fino al 31 dicembre 2020 è possibile prenotare i contributi  sul sito:  ecobonus.mise.gov.it

In materia di mobilità ciclistica e di micromobilità elettrica, il decreto-legge n.111 del 2019 ha previsto un "Programma sperimentale buono mobilità" volto a favorire, a fronte della rottamazione di autoveicoli e motoveicoli inquinanti, l'acquisto di velocipedi, biciclette a pedalata assistita e abbonamenti al trasporto collettivo per i residenti nelle aree sottoposte a procedure di infrazione europee per violazione dei limiti di inquinamento dell'aria, a cui il decreto-legge n. 34/2020 ha aggiunto i mezzi di micromobilità elettrica. Il decreto-legge n. 34 del 2020 ha infatti riservato le risorse  assegnate al programma per l'anno 2020 (incrementate di 50 milioni di euro) al finanziamento di un bonus nazionale per l'acquisto dei mezzi e dei servizi indicati, ma esteso anche all'acquisto di mezzi di micromobilità elettrica. 

Per lo sviluppo della mobilità ciclistica, dopo l'approvazione della legge n. 2 dell'11 gennaio 2018  "Disposizioni per lo sviluppo della mobilità in bicicletta e la realizzazione della rete nazionale di percorribilità ciclistica", la legge di Bilancio 2019 ha  istituito un Fondo per la progettazione delle ciclovie interurbane, mentre la legge di bilancio 2020 ha istituito un Fondo per lo sviluppo delle reti ciclabili urbane, per finanziare il 50% degli interventi di realizzazione di nuove piste ciclabili urbane da parte di comuni e di unioni di comuni che abbiano approvato strumenti di pianificazione che prevedono lo sviluppo strategico della rete ciclabile urbana. Con  decreto del Ministero delle infrastrutture e trasporti 12 agosto 2020 (G.U. 10 ottobre 2020) sono quindi state definite le risorse destinate alle ciclovie urbane ed il loro riparto tra gli enti locali, in coerenza con i criteri dell'art. 229 del D.L. n. 34/2020  assegnando risorse complessive pari a 137.244.458 euro, di cui 51.444.458 euro per l'anno 2020 e 85.800.000 euro per l'anno 2021.  Qui la Tabella di assegnazione delle risorse.

Il decreto legge n.34 del 2020 ha introdotto nel Codice della strada la nozione di corsia ciclabile e casa avanzata,  di cui è dettata anche la disciplina per la sua realizzazione. Diverse ulteriori modifiche al Codice della strada sono state introdotte dal decreto-legge n. 76 del 2020.

Tra gli altri interventi in materia di trasporto stradale, è stata approvata la legge 1 ottobre 2018, n. 117, sull'introduzione dell'obbligo di installazione di dispositivi per prevenire l'abbandono di bambini nei veicoli chiusi. Su tale obbligo è intervenuto il decreto legge n. 124/2019, prevedendo la concessione di un contributo per l'acquisto dei dispositivi anti abbandono e il differimento al 6 marzo 2020 dell'applicabilità delle sanzioni per la mancata installazione dei dispositivi.

 Con la legge di bilancio per il 2019, è stata differita al 1° gennaio 2020 l'applicazione del nuovo documento unico di circolazione. La legge di bilancio per il 2020 ha poi previsto che il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti definisca con successivi decreti le modalità e i termini per la graduale utilizzazione delle procedure telematiche per il rilascio del documento unico di circolazione.  Si prevede inoltre, a seguito della proroga disposta dal decreto-legge n. 76 del 2020, che il completamento dell'operazione di graduale passaggio avvenga comunque entro il 31 marzo 2021 (e non, come previsto dalla legge di bilancio 2020 entro il 31 ottobre 2020). A partire dal 1° giugno 2020 è obbligatorio l'utilizzo delle nuove procedure telematiche per le operazioni di immatricolazione e di trasferimento di proprietà.

In materia è stato predisposto lo schema di decreto del Presidente della Repubblica (A.G.141) in materia di sportello telematico dell'automobilista, che coordina le disposizioni in tema di STA alla nuova disciplina concernente il rilascio per via telematica del documento unico di circolazione, su cui la Commissione IX ha espresso il proprio parere nella seduta del 4 febbraio 2020.

E' in corso l'esame del testo unificato delle proposte di legge di riforma puntuale del Codice della strada  (C. 24-192-193-219-234-264-367-681-777-1051-1113-1187-1234-1245-1348-1358-1364-1366-1368-1399-1400-1601-1613/A).

Il decreto-legge n.113 del 2018, è intervenuto in materia di parcheggiatori abusivi, disciplina del sequestro dei veicoli e circolazione di veicoli immatricolati all'estero e il decreto legge n. 119/2018, in materia di inasprimento delle sanzioni per mancanza dell'assicurazione RC auto.

Per le restrizioni concernenti il trasporto stradale determinate dall'emergenza Covid-19 si rinvia al relativo Tema di documentazione.

ultimo aggiornamento: 10 ottobre 2020
La legge sull'obbligo di dispositivi anti abbandono nei veicoli 

La prima modifica al Codice della strada nel corso della XVIII legislatura è stata introdotta dalla legge 1 ottobre 2018, n. 117,  che ha previsto l'obbligo di installazione di dispositivi per prevenire l'abbandono di bambini nei veicoli chiusi. La norma modifica a tale scopo l'articolo 172 del Codice della strada che ha ad oggetto l'uso delle cinture di sicurezza e sistemi di ritenuta per bambini.

La IX Commissione ha approvato in sede legislativa in prima lettura la proposta di legge nella seduta del 6 agosto 2018 (A.C. 651 e abbinate).  Il 25 settembre 2018 Il Senato ha approvato definitivamente la proposta di legge che è stata quindi pubblicata in Gazzetta Ufficiale il 12 ottobre 2018 (legge 1 ottobre 2018, n. 117).

La legge, che è entrata in vigore il 27 ottobre 2018, prevede che i conducenti di specifiche tipologie di veicoli a motore immatricolati in Italia o immatricolati all'estero e condotti da residenti in Italia, quando trasportano un bambino di età inferiore a quattro anni, assicurato al sedile con il sistema di ritenuta previsto dalla normativa vigente abbiano l'obbligo di utilizzare un apposito dispositivo di allarme volto a prevenire l'abbandono involontario del bambino. Tale dispositivo deve rispondere alle specifiche tecnico costruttive e funzionali che  stabilite con decreto del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti da emanare entro 60 giorni dall'entrata in vigore della legge. Le norme prevedevano l'applicazione decorsi 120 giorni dalla data di entrata in vigore del decreto ministeriale e comunque dal 1° luglio 2019. Il decreto ministeriale è stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale del 24 ottobre 2019 ed è entrato in vigore il 7 novembre 2019. In ragione della normativa vigente da tale data decorre l'applicazione di tutti gli obblighi previsti dalla legge. Idecreto legge n. 124/2019, ha previsto la concessione di un contributo per l'acquisto dei dispositivi anti abbandono e il differimento al 6 marzo 2020 dell'applicabilità delle sanzioni per la mancata installazione dei dispositivi. In attuazione di tale norma è stato emanato il decreto del Ministero delle infrastrutture e trasporti 28 gennaio 2020 (in GU 17-02-2020) che definisce  le modalità per usufruire del contributo.

La legge prevede inoltre che nell'ambito delle campagne per la sicurezza stradale e di sensibilizzazione sociale, per il triennio 2019-2021, il Ministro delle infrastrutture e dei trasporti provveda a informare in modo adeguato sull'obbligo e sulle corrette modalità di utilizzo dei dispositivi di allarme per prevenire l'abbandono di bambini e sui rischi derivanti dall'amnesia dissociativa (a questo scopo è autorizzata una spesa di 80 mila euro per ciascuno degli anni 2019, 2020 e 2021). Con appositi provvedimenti legislativi potranno essere previste, nel rispetto della normativa europea sugli aiuti di Stato, agevolazioni fiscali, limitate nel tempo, per agevolare l'acquisto dei dispositivi volti a prevenire l'abbandono di bambini nei veicoli chiusi. In attuazione di tale ultima previsione la legge di bilancio per il 2019 (articolo 1, comma 296) assegna 1 milione di euro per l'anno 2019 e 1 milione di euro per l'anno 2020 da destinare agli incentivi per l'acquisto dei dispositivi di allarme volti a prevenire l'abbandono dei bambini nei veicoli, resi obbligatori dalla legge n.117 del 2018. 

Le proroghe dei termini per le revisioni e degli altri adempimenti tecnici determinati dall'epidemia di Covid 19

Pur non concretizzandosi in modifiche del Codice della strada a seguito dell'emergenza derivante dal diffondersi dell'epidemia di COVID-19 alcuni adempimenti richiesti dal Codice della strada sono stati differiti. In particolare il decreto-legge n. 18 del 2020 ha autorizzato la circolazione fino al 31 ottobre 2020 dei veicoli da sottoporre entro il 31 luglio 2020 alle attività di visita e prova di cui agli articoli 75 e 78 o alle attività di revisione. Con il decreto-legge n. 76 del 2020 si è poi autorizzata rispettivamente la circolazione fino al 31 dicembre 2020 dei veicoli da sottoporre ai medesimi controlli entro il 30 settembre 2020 nonché la circolazione fino al 28 febbraio 2021 dei veicoli da sottoporre agli stessi controlli entro il 31 dicembre 2020. Al medesimo fine il medesimo decreto-legge consente che fino al 31 marzo 2021 gli accertamenti previsti dal medesimo ai fini della revisione possano essere svolti anche dagli ispettori di cui al decreto del Ministro delle infrastrutture e dei trasporti 19 maggio 2017. Il decreto-legge n. 18 ha altresì prorogato la durata delle patenti di guida fino al 31 agosto 2020 con scadenza dal 31 gennaio 2020. Successivamente il decreto-legge n. 34 del 2020 ha disposto la proroga dei medesimi documenti fino al 31 dicembre 2020.

Gli altri interventi sul Codice della strada

Con il decreto-legge n.113 del 2018 (decreto sicurezza) sono stati posti in essere diversi interventi su norme del Codice della strada.

In particolare l'articolo 21-sexies novella l'articolo 7, comma 15-bis, del Codice della strada in materia di parcheggiatori abusivi riducendo da un lato la sanzione amministrativa prevista per tale fattispecie (si prevede il pagamento di una somma da euro 771 ad euro 3.101 mentre è attualmente prevista una sanzione da 1000 a 3500 euro) ma prevedendo una sanzione penale (arresto da sei mesi a un anno ed ammenda da 2.000 a 7.000 euro), nei casi in cui nell'attività sono impiegati minori, o se il soggetto è già stato sanzionato per la medesima violazione con provvedimento definitivo.

E' poi introdotta una novella delle norme in materia di sequestro, confisca e fermo amministrativo dei veicoli (articoli 213 e 214 del Codice della strada) nonché un nuovo articolo 215-bis che disciplina una procedura semestrale volta a definire la situazione dei mezzi oggetto di sequestro e favorirne la rapida alienazione (o la restituzione al proprietario). Lo scopo delle modifiche normative introdotte è quello di ridurre i rilevanti oneri economici che gravano sull'erario in conseguenza dei lunghi tempi di giacenza dei veicoli nelle depositerie semplificando le procedure e favorendo una più efficiente gestione dei mezzi sottoposti a fermo e sequestro amministrativo, con particolare riferimento a ciclomotori e motocicli, rispetto ai quali viene inoltre abrogata la disciplina speciale ad essi riferita (articolo 23-bis).

Ulteriore materia su cui è intervenuto il suddetto decreto-legge concerne la materia della circolazione sul territorio italiano di veicoli immatricolati all'estero. L'intervento modifica gli articoli 93 (concernente, tra l'altro, la carta di circolazione), 132 (sulla circolazione dei veicoli immatricolati all'estero) e 196 (inerente la solidarietà in caso di violazioni punibili con sanzione amministrativa pecuniaria) del Codice della strada disciplinando in termini più restrittivi i limiti secondo i quali i veicoli immatricolati all'estero possono circolare sul territorio italiano. In particolare si vieta a chi ha stabilito la residenza in Italia da oltre sessanta giorni di circolare con un veicolo immatricolato all'estero (nuovo comma 1-bis dell'articolo 93), salvo quanto previsto per taluni casi di leasing, locazione senza conducente o comodato (rispetto ai quali è stabilita una specifica disciplina).

L'ultima modifica, che concerne l'articolo 196, estende il novero dei soggetti che rispondono solidalmente per le violazioni punibili con la sanzione amministrativa pecuniaria nel caso di violazioni del Codice della strada.

Il decreto-legge n.119 del 2018 (decreto fiscale) è intervenuto, con l'articolo 23-bis, in materia di assicurazioni RCA, modificando l'art.193 del Codice della strada al fine di inasprire le sanzioni, sia pecuniarie che accessorie, per la violazione dell'obbligo di assicurazione di responsabilità civile dei veicoli. In particolare viene raddoppiata la sanzione amministrativa pecuniaria nei casi di recidiva nella circolazione senza copertura assicurativa del veicolo prevedendo inoltre la sanzione accessoria della sospensione della patente, da uno a due mesi, per chi incorra per almeno due volte, in un periodo di due anni, nella violazione consistente nella circolazione senza copertura assicurativa. Si dispone inoltre che in tali casi di recidiva il veicolo non venga immediatamente restituito ma sia sottoposto alla sanzione amministrativa accessoria del fermo amministrativo per 45 giorni, decorrenti dal giorno del pagamento della sanzione. E' inoltre introdotta la decurtazione di 5 punti patente nel caso di circolazione senza copertura assicurativa. Si prevede infine anche modifica l'entità della riduzione della sanzione pecuniaria nel caso in cui l'assicurazione sia resa operativa entro 15 giorni dalla scadenza del termine massimo per il rinnovo (ossia 15 giorni dalla scadenza della rata, posto che decorso questo termine l'assicurazione risulta sospesa). 

Il decreto-legge n. 135 del 2018 (decreto semplificazioni) ha poi introdotto una modifica all'articolo 26 del Codice della strada che disciplina la competenza per le autorizzazioni e le concessioni per la costruzione di strade ed aree pubbliche. Il nuovo comma 3-bis della disposizione prevede, nel caso di interventi finalizzati alla installazione di reti di comunicazione elettronica a banda ultralarga, che il nulla osta venga rilasciato nel termine di 15 giorni dalla ricezione della richiesta da parte del comune.

Anche la legge di bilancio per il 2019 (legge n.145 del 2018) prevede alcune modifiche al Codice della strada.

In primo luogo si inserisce un comma 9-bis all'articolo 7 del Codice, prevedendo che i comuni, i quali realizzino una zona a traffico limitato, ai sensi dell'articolo 7, comma 9, del Codice, consentono, in ogni caso, l'accesso libero a tali zone, ai veicoli a propulsione elettrica o ibrida (articolo 1, comma 103).

E' inoltre oggetto di modifica l'articolo 80, comma 8, del Codice, che prevede attualmente la possibilità per il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti di affidare in concessione quinquennale le revisioni relative a veicoli a motore che contengano al massimo 16 persone compreso il conducente, ovvero con massa complessiva a pieno carico fino a 3,5 t, ad imprese di autoriparazione che svolgono la propria attività nel campo della meccanica e motoristica, carrozzeria, elettrauto e gommista ovvero ad imprese che, esercendo in prevalenza attività di commercio di veicoli, esercitino altresì, con carattere strumentale o accessorio, l'attività di autoriparazione. La disposizione della legge di bilancio prevede la possibilità di affidare in concessione quinquennale alle suddette imprese di autoriparazione anche le revisioni dei veicoli a motore con massa a pieno carico superiore a 3,5 t, se tali veicoli siano destinati al trasporto di merci non pericolose o non deperibili in regime di temperatura controllata (ATP) (articolo 1, comma 1049). il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti adotta i provvedimenti necessari alla attuazione delle modifiche sopra indicate entro trenta giorni dall'entrata in vigore della legge (articolo 1, comma 1050).

Con il decreto-legge n. 162 del 2019 è stato modificato l'articolo 59 del Codice, introducendo specifiche sanzioni per chi circola con un veicolo atipico per il quale non sono state ancora definite le caratteristiche tecniche e funzionali (art. 33-bis comma 3).

Il decreto-legge n. 34 del 2020 ha modificato le definizioni del Codice (di cui all'articolo 3) introducendo le definizioni di "casa avanzata" e di "corsia ciclabile". Viene inoltre modificato l'articolo 182 del Codice, che disciplina la circolazione dei velocipedi, introducendo le modalità per consentire la realizzazione della "casa avanzata", in corrispondenza delle intersezioni con semafori e prevedendo che la realizzazione delle stesse possa essere disposta con apposita ordinanza del sindaco (ai sensi dell'articolo 7, comma 1, del Codice) e previa valutazione delle condizioni di sicurezza.

Le modifiche al Codice della strada introdotte dal decreto-legge n. 76 del 2020

Il decreto-legge n. 76 del 2020 ha previsto un cospicuo numero di modifiche a norme del Codice della strada. Sono state innanzi tutto introdotte all'articolo 93 del Codice della strada (art. 16-ter) alcune deroghe al divieto di circolazione in Italia dei veicoli immatricolati all'estero per chi ha stabilito la residenza in Italia da oltre sessanta giorni (introdotto con il decreto-legge n. 113 del 2018). E' stato modificato l'articolo 103, comma 1 secondo periodo, del Codice della strada per semplificare on particolare riferimento i requisiti per la cancellazione dei veicoli ai fini dell'esportazione all'estero. La cancellazione è consentita a condizione che il veicolo sia in regola con gli obblighi di revisione (non è più previsto che la revisione sia stata effettuata con esito positivo nei sei mesi precedenti) o sia stato sottoposto, nell'anno in cui ricorre l'obbligo della revisione, a visita e prova per l'accertamento della idoneità alla circolazione ai sensi dell'articolo 75 (possibilità precedentemente non contemplata), e che non sia pendente un provvedimento di revisione singola ai sensi dell'articolo 80, comma 7 del Codice (art. 29, comma 2-bis).

Ulteriori modifiche sono contenute all'articolo 49 del decreto-legge n. 76 del 2020. Innanzi viene integrato il disposto dell'art. 25 del Codice della strada (D.Lgs. 285/1992), che disciplina la realizzazione di opere sopra o sotto la sede stradale (ivi inclusi sottopassi e sovrappassi). Si prevede l'introduzione all'articolo 2 del Codice , in materia di classificazione delle strade, della categoria "Strada urbana ciclabile", di cui sono definite le caratteristiche minime. All'articolo 3, contenente le definizioni, sono inserite le nuove definizioni di Corsia ciclabile per doppio senso ciclabile e di zona scolastica. Viene inoltre modificata la definizione di corsia ciclabile introdotta nel Codice dal decreto-legge n. 34 del 2020. Modificando l'articolo 7 del Codice viene introdotta tra le facoltà dei comuni, con ordinanza del sindaco, quella di stabilire il ''doppio senso ciclabile'' fissandone le condizioni e la facoltà di consentire la circolazione dei velocipedi sulle strade riservate alla circolazione dei veicoli adibiti a servizi pubblici di trasporto, determinandone, anche in tal caso, le condizioni. Si prevede inoltre la facoltà per i sindaci con propria ordinanza di limitare o escludere la circolazione dei veicoli nelle zone scolastiche

Viene introdotto nel Codice un nuovo articolo 12-bis volto a regolamentare la prevenzione ed accertamento delle violazioni in materia di sosta e fermata dei veicoli ridefinendo la possibilità di irrogare sanzioni da parte dei dipendenti comunali o delle società private e pubbliche esercenti la gestione della sosta di superficie a pagamento o dei parcheggi, nonché a dipendenti comunali o a dipendenti delle aziende municipalizzate o delle imprese addette alla raccolta dei rifiuti urbani e alla pulizia delle strade funzioni di prevenzione e accertamento di tutte le violazioni in materia di sosta o di fermata connesse all'espletamento di tali attività. Infine tali funzioni possono essere conferite al personale ispettivo delle aziende di trasporto pubblico di persone sulle corsie e strade ove transitano i veicoli adibiti al servizio di linea. Sono a tal proposito definite le modalità attraverso le quali tali funzioni sono conferite e sono abrogate le disposizioni di legge che disciplinavano precedentemente la materia (articolo 17 commi 132 e 133, della legge 15 maggio 1997, n. 127 e articolo 68 della legge 23 dicembre 1999, n. 488).

E' disposta l'abrogazione del comma 3 dell'articolo 37, che attualmente ammette ricorso al Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, che decide in merito, contro i provvedimenti e le ordinanze che dispongono o autorizzano la collocazione della segnaletica (viene quindi abrogata la disposizione del regolamento di attuazione del Codice della strada che prevedeva la procedura di regolamentazione del ricorso).

Viene modificato il comma 4 dell'articolo 75, in materia di accertamento dei requisiti di idoneità alla circolazione e omologazione per i veicoli da adibire a servizio di taxi, NCC o a servizio di linea per trasporto di persone al fine di prevedere che sia il Ministro delle infrastrutture e dei trasporti ad individuare, con proprio decreto, i suddetti veicoli di tipo omologato soggetti all'accertamento.

Si modifica l'articolo 78, comma 1, del Codice prevedendo che sarà il Ministro delle infrastrutture e dei trasporti ad individuare, con proprio decreto, le tipologie di modifica delle caratteristiche costruttive e funzionali per le quali la visita e prova non sono richieste. 

Viene modificato l'articolo 94 in materia di formalità per il trasferimento di proprietà degli autoveicoli prevedendo che in caso di trasferimento della residenza dell'intestatario della carta di circolazione, o di sede se si tratta di persona giuridica, l'ufficio competente del Dipartimento per i trasporti, la navigazione, gli affari generali e del personale proceda all'aggiornamento dell'archivio nazionale dei veicoli di cui agli articoli 225 e 226 (anziché all'aggiornamento della carta di circolazione come attualmente previsto) adeguando la disposizione in tema di sanzioni irrogabili in caso di omissione.

E' altresì oggetto di modifica l'articolo 126 in materia di durata e conferma della patente di guida volta a prevedere un permesso provvisorio di guida, valido fino all'esito finale della procedura di rinnovo, per coloro che devono essere sottoposti a visita presso al commissione medica locale (viene quindi abrogato l'articolo 59 della legge 29 luglio 2010, n. 120, che disciplinava la materia).

Diverse modifiche sono dirette a rafforzare la sicurezza dei ciclisti. Viene innanzi tutto modificato l'articolo 145, in materia di precedenze prevedendo  l'obbligo di dare la precedenza ai velocipedi che transitano sulle strade urbane ciclabili o vi si immettono, anche da luogo non soggetto a pubblico passaggio e ai velocipedi che circolano sulle corsie ciclabili. Si riformula la disposizione dell'articolo 148, che disciplina il sorpasso per imporre ai conducenti degli autoveicoli particolari prudenze nell'eseguire un sorpasso nei confronti di un velocipede. viene altresì modificato l'articolo 150, avente ad oggetto la disciplina dell'incrocio tra veicoli nei passaggi ingombrati o su strade di montagna, al fine di prevedere, lungo le strade urbane a senso unico, in cui è consentita la circolazione a ''doppio senso ciclabile'', qualora risulti non agevole l'incrocio, la precedenza per i velocipedi che circolano sulla corsia ciclabile per doppio senso ciclabile. Infine è modificato l'articolo 182 avente ad oggetto la circolazione dei velocipedi. Si prevede che le disposizioni che prevedono l'obbligo per i ciclisti di circolare su un'unica fila non si applichino alla circolazione dei velocipedi sulle strade urbane ciclabili. Una seconda modifica estende le norme previste dal regolamento di attuazione del Codice per la circolazione sulle piste ciclabili anche alla circolazione sulle corsie ciclabili e sulle corsie ciclabili per doppio senso ciclabile. L'ultima modifica concerne la cosiddetta "casa avanzata", introdotta nel Codice della strada dal decreto-legge n. 34 del 2020, al fine di prevedere che l'area delimitata sia accessibile oltre che attraverso una corsia anche da una pista ciclabile.

Forma oggetto di modifica l'articolo 175, comma 2, lettera b), avente ad oggetto, condizioni e limitazioni della circolazione sulle autostrade e sulle strade extraurbane principali per consentire la circolazione su autostrade e strade extraurbane principali ai tricicli, di cilindrata non inferiore a 250 cc se a motore termico e comunque di potenza non inferiore a 15 kW, destinati al trasporto di persone e con al massimo un passeggero oltre al conducente.

Si modifica l'articolo 180, comma 4, del Codice al fine di estendere ai mezzi con facoltà di acquisto in leasing, la possibilità che la carta di circolazione sia sostituita da fotocopia autenticata dallo stesso proprietario con sottoscrizione del medesimo.

Viene infine modificato l'articolo 201, comma 1-bis, lettera g), avente ad oggetto la disciplina dell'accesso controllato ai centri storici e alle altre aree di accesso limitato (ZTS, aree pedonali, ecc) al fine di estendere la possibilità di accertamento attraverso mezzi elettronici anche ai casi di aree con accesso o transito vietato prevedendo che l'accertamento possa effettuarsi attraverso dispositivi omologati ai sensi di apposito regolamento emanato con decreto del Ministro delle infrastrutture e dei trasporti. Si prevede conseguentemente l'abrogazione del regolamento ad oggi vigente (decreto del Presidente delle Repubblica 22 giugno 1999, n. 250) a far data dall'entrata in vigore del nuovo regolamento.

ultimo aggiornamento: 29 settembre 2020

E' all'esame dell'aula il testo unificato delle proposte di legge aventi ad oggetto modifiche al Codice della strada  (C. 24,  C. 192C. 193C. 219C. 234C. 264C. 367C. 681C. 777C. 1051C. 1113C. 1187C. 1245C. 1348C. 1358C. 1364C. 1366C. 1368C. 1601C. 1613-A

Nella seduta del 19 dicembre 2018 la IX Commissione ha avviato l'esame di alcune proposte di legge aventi ad oggetto modifiche al Codice della strada   ( C. 24  abbinata con  C. 192 C. 193 C. 219 C. 234 C. 264 C. 367 C. 681 C. 777 C. 1051 C. 1113 C. 1187 C. 1245 C. 1348 C. 1358 C. 1364 C. 1366 C. 1368 C. 1601 C. 1613) Nei mesi di febbraio e marzo 2019 si è svolto un intenso ciclo di audizioni informali volto ad acquisire elementi conoscitivi dai diversi portatori di interessi e chiarimenti di carattere tecnico ai fini della predisposizione del testo base. Al termine delle audizioni, nella seduta del 19 marzo 2019, è stato nominato un comitato ristretto con il compito di redigere un testo unificato delle proposte di legge. Il comitato ristretto a seguito di diverse riunioni svoltesi nei mesi di aprile e maggio ha predisposto il testo unificato adottato come testo base nella seduta del 14 maggio 2019. A conclusione dell'esame degli emendamenti sul testo unificato il 9 luglio 2019, lo stesso è stato trasmesso alle Commissioni competenti in sede consultiva. Nella seduta dell'11 luglio sono stati esaminati i pareri delle Commissioni, votati gli emendamenti predisposti dai relatori per il parziale recepimento degli stessi ed è stato deliberato il mandato ai relatori a riferire oralmente sul testo.

Il testo unificato delle proposte di modifica al Codice della strada  (A.C. 24 e abbinate) consta di 10 articoli che contengono circa 80 interventi di modifica incidenti su 60 articoli del Codice della strada.

L'articolo 1 contiene disposizioni in materia di tutela dei soggetti vulnerabili con particolare attenzione alla protezione dei pedoni negli attraversamenti e ai diritti delle persone con disabilità. Tra le disposizioni si segnalano inoltre la possibilità per i comuni di istituire "zone scolastiche" nelle quali prevedere forme di limitazione del traffico o della velocità per garantire una migliore sicurezza ai minori, negli orari di entrata e uscita dagli istituti, la previsione dei cosiddetti parcheggi rosa per le donne in gravidanza o con figli minori di due anni. Nello stesso articolo si dispone il superamento del servizio di piazza offerto con veicoli a trazione animale, prevedendo esclusivamente la possibilità di offrire un servizio di trasporto con veicoli a trazione animale solo nei parchi e nelle riserve o per manifestazioni pubbliche. Si disciplina anche la possibilità di conversione delle licenze rilasciate dai comuni per l'effettuazione di questo servizio.

L'articolo 2 interviene con misure volte a rafforzare la sicurezza stradalein particolare si ricorda tra gli altri interventi la nuova responsabilità del conducente di motoveicoli nel caso in cui il passeggero non utilizzi il casco e di quello del conducente degli autoveicoli nel caso in cui i passeggeri non facciano uso delle cinture di sicurezza. Oltre a ciò si introduce l'obbligo, da una certa data, di dotare gli scuolabus di cinture di sicurezza, e si sanziona più severamente l'utilizzo di apparecchiature elettroniche alla guida quando l'uso di questi comporti anche solo temporaneamente l'allontanamento delle mani dal volante prevedendo, sin dalla prima violazione, la sospensione della patente. Si introduce inoltre una modifica con riferimento alle modalità di accertamento, da parte delle forze di polizia, dell'assunzione di sostanze stupefacenti o psicotrope.

L'articolo 3 contiene diverse disposizioni in materia di circolazione stradale. Si stabilisce, tra l'altro, per la prima volta per legge, una durata minima, pari a tre secondi, per la luce gialla dei semafori e si ammette la circolazione in autostrada per i motocicli con cilindrata pari o superiore a 120 cc (o a 11Kw) se condotti da maggiorenni.

Si introducono specifici divieti per l'esposizione di pubblicità sessiste e comunque con contenuto discrinatorio e per consentire l'installazione di insegne dei manutentori delle aree verdi nelle rotatorie. Si prevede poi la disciplina della condivisione temporanea di un veicolo privato per un periodo non superiore a trenta giorni, sancendo espressamente che in tale caso si rientri nelle ipotesi di uso proprio del veicolo.

L'articolo 4 introduce disposizioni in tema di mobilità ciclistica. Tra queste si ricorda la possibilità per gli enti locali, nel rispetto del principio di sicurezza della circolazione, di prevedere, ove ciò sia possibile, la linea di arresto avanzata per i velocipedi, il doppio senso ciclabile e la circolazione su corsie preferenziali delle biciclette. Si prevede inoltre una più stringente disciplina del sorpasso delle biciclette, con specifiche prescrizioni per il sorpasso effettuato su strade extraurbane.

L'articolo 5 contiene diverse disposizioni di semplificazione amministrativa e di trasparenza. Tra queste si segnala la possibilità di ripetere per due volte l'esame per il conseguimento della patente di guida, prorogando inoltre a 12 mesi la durata del foglio rosa. Altre semplificazioni concernono l'utilizzo della posta elettronica certificata per il ricorso al prefetto contro le sanzioni amministrative previste dal Codice e per ricevere le notificazioni delle violazioni, l'accertamento dei requisiti di idoneità di taxi ed NCC e lo svolgimento delle visite di prova per determinati veicoli. Con riferimento alla trasparenza si ricorda l'introduzione dell'obbligo di preavviso sul parabrezza per le multe irrogate in assenza del trasgressore. Specifiche disposizioni sono poi introdotte in materia di pubblicità per gli enti locali degli incassi delle sanzioni riscosse a seguito di infrazioni al Codice della strada e in merito alla destinazione dei proventi delle sanzioni alle finalità indicate dall'articolo 208 del Codice stesso.

L'articolo 6 contiene disposizioni in materia di veicoli pesanti e macchine agricole. Tra le misure concernenti i veicoli pesanti si segnalano una articolata modifica della disciplina dei trasporti eccezionali, interventi in materia di veicoli dello spettacolo viaggiante e modifiche in tema di revisioni prevedendo in particolare la possibilità di affidare a soggetti autorizzati o titolari di concessione la revisione di specifiche tipologie di veicoli pesanti. Con riferimento alle macchine agricole si estende innanzi tutto il numero di soggetti legittimati all'immatricolazione di macchine agricole, e si prevedono inoltre  nuove disposizioni in materia di trasporto prodotti su macchine agricole operatrici trainate e di limiti di massa per le macchine agricole e per i convogli formati da macchine agricole semoventi e trainate.

L'articolo 7 contiene disposizioni in materia di veicoli d'epoca o di interesse storico e collezionistico. Tra queste si ricorda l'estensione ai ciclomotori e alle macchine agricole d'epoca della disciplina in tema di veicoli d'epoca. Si prevede per i veicoli d'epoca la revisione quadriennale e si estende l'esenzione integrale dalla tassa automobilistica per gli autoveicoli, motoveicoli e ciclomotori di particolare interesse storico e collezionistico la cui data di costruzione sia precedente di almeno 20 anni a quella di richiesta di riconoscimento nella categoria in questione, rimettendo l'individuazione dei veicoli rientranti nell'agevolazione ad una determinazione, da aggiornare annualmente,degli enti abilitati alla compilazione dei registri previsti dal codice della strada per i veicoli di interesse storico e collezionistico.

L'articolo 8 contiene due disposizioni in materia di veicoli di soccorso. La prima prevede l'esenzione dal pedaggio autostradale per i veicoli dei servizi di trasporto e soccorso sanitario, per i veicoli della protezione civile, nonché per i veicoli delle associazioni di volontariato appartenenti a reti nazionali e degli altri enti del terzo settore di natura non commerciale se impegnati nello svolgimento di attività istituzionali, in ogni caso provvisti di apposito contrassegno approvato con decreto del Ministro delle infrastrutture e dei trasporti. L'altra disposizione introduce una nuova tipologia di stalli di sosta (contrassegnata dal colore rosso) riservata alle autoambulanze.

L'articolo 9 riporta nel Codice della strada la disciplina dei poteri degli ausiliari del traffico e della sosta in materia di prevenzione e accertamento delle violazioni in materia di sosta intervenendo per chiarirne i poteri al fine di superare il lungo contrasto giurisprudenziale sugli effettivi limiti di tali potestà di accertamento.

L'articolo 10 contiene le disposizioni di attuazione.

Per approfondimenti si veda il relativo dossier di documentazione del Servizio Studi della Camera dei deputati.

La proposta di lege in materia di poteri  degli ausiliari della sosta e del personale ispettivo delle aziende di TPL

La IX Commissione della Camera aveva avviato (il 25 luglio 2018) e concluso (il 14 novembre 2018) l'esame della proposta di legge A.C. 680 che riguarda l'accertamento delle violazioni in materia di sosta da parte degli ausiliari della sosta e del personale ispettivo delle aziende di TPL. L'esame in Assemblea ha avuto inizio nella seduta del 15 novembre 2018. Nella seduta del 28 maggio 2019 è stato deliberato il rinvio in Commissione della proposta di legge. Nella seduta del 9 luglio 2019 è stato espresso dalla Commissione un orientamento contrario sul testo e conseguentemente è stato deliberato il mandato a riferire negativamente all'Assemblea.

La proposta di legge prescriveva che ai dipendenti delle società di gestione dei parcheggi possono essere attribuite funzioni di prevenzione e accertamento delle violazioni in materia di sosta, solamente sugli spazi destinati al parcheggio a pagamento delle aree oggetto di concessione e, per quanto riguarda le aree vicine, solo nel caso in cui la sosta illegittima renda impossibile la corretta fruizione dell'area di parcheggio data in concessione. Inoltre al personale ispettivo delle aziende di trasporto pubblico di persone possono essere attribuite le funzioni di prevenzione e accertamento delle violazioni in materia di circolazione e sosta limitatamente alle corsie e alle strade dedicate al trasporto pubblico, con esclusione della possibilità di estendere l'esercizio di tali poteri all'intero territorio cittadino. La contrarietà della Commissione discende anche dall'introduzione di una disciplina di altro tenore sulla materia nell'ambito della proposta di modifica del Codice della strada.

ultimo aggiornamento: 11 marzo 2020

In materia di semplificazione amministrativa, è continuata la fase applicativa della nuova normativa in materia di documento unico di circolazione dei veicoli, che prevede che la carta di circolazione costituisca l'unico documento di circolazione per i veicoli e sia pertanto soppresso il certificato di proprietà, (decreto legislativo 29 maggio 2017 n. 98  in attuazione di quanto previsto dall'articolo 8, comma 1, lettera d) e 5 della legge n. 124 del 2015).

L'entrata in vigore della disciplina, originariamente fissata al 1° luglio 2018 è stata differita dalla legge di bilancio per il 2018 (art. 1, comma 1140) al 1° gennaio 2019 e, successivamente, dalla legge di bilancio per il 2019 al 1° gennaio 2020 (articolo 1, comma 1135, lettera b))La legge di bilancio 2020 (articolo 1, commi 687 e 688) prevede che il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti definisca con successivi decreti le modalità e i termini per la graduale utilizzazione delle procedure telematiche per il rilascio del documento unico di circolazione. Il termine per il completamento dell'operazione di graduale passaggio, fissato dalla legge di bilancio 2020 al 31 ottobre 2020, è stato differito al 31 marzo 2021. A partire dal 1° giugno 2020 è obbligatorio l'utilizzo delle nuove procedure telematiche per le operazioni di immatricolazione e di trasferimento di proprietà.

In attuazione di tale disposizione la IX Commissione della Camera dei deputati ha espresso il proprio parere sullo schema di decreto del Presidente della Repubblica recante modifiche al decreto del Presidente della Repubblica 19 settembre 2000, n. 358, in materia di sportello telematico dell'automobilista, che coordina le disposizioni in tema di STA alla nuova disciplina concernente il rilascio per via telematica del documento unico di circolazione (A.G.141).

La legge di bilancio ha altresì differito al 1° novembre 2020 l'abrogazione dell'articolo 264 del regolamento di attuazione del Codice della strada avente ad oggetto informazioni in tema di cessazione dalla circolazione.

Il nuovo documento unico riguarda gli autoveicoli, i motoveicoli ed i rimorchi >3,5 t e ne vengono definite le modalità di rilascio presso la Motorizzazione civile o tramite lo Sportello telematico dell'automobilista (STA), che comprende anche gli uffici di ACI-PRA.

Il certificato di proprietà, di cui si prevede la soppressione, è attualmente rilasciato dall'ACI cui è affidata la gestione del Pubblico Registro Automobilistico (PRA); la carta di circolazione, che contiene i dati tecnici del veicolo ed i dati i intestazione, è invece rilasciata dalla Motorizzazione civile che fa capo al Ministero delle infrastrutture e trasporti. Nel documento unico saranno annotati anche i dati relativi privilegi e ipoteche, a provvedimenti amministrativi e giudiziari che incidono sulla proprietà e sulla disponibilità del veicolo, annotati presso il PRA, nonché i provvedimenti di fermo amministrativo, con modalità anche telematiche.

Il decreto-legge n.76 del 2020 ha previsto la facoltà per l'intestatario del veicolo di richiedere la restituzione del documento di circolazione originale, in occasione del rilascio del documento unico di circolazione, previo pagamento di un contributo (art. 49-bis).

La IX Commissione Trasporti aveva esaminato lo schema di decreto ed espresso parere favorevole il 24 maggio 2017, dopo averlo già espresso su una prima versione dello schema  il 4 maggio 2017. Infatti il parziale recepimento di quanto espresso allora nei pareri resi dalle Commissioni parlamentari ha comportato ai sensi dell'articolo 8, comma 5 della legge n. 214 del 2015 l'obbligo per il Governo di trasmettere nuovamente i testi alle Camere con le sue osservazioni e con eventuali modificazioni, corredate dei necessari elementi integrativi di informazione e motivazione.

E' stata tra l'altro accolta l'osservazione della IX Commissione che la riduzione dei costi connessi alla gestione dei dati, derivanti dall'attuazione della disciplina, siano integralmente destinati a realizzare risparmi per l'utenza, mentre una delle principali novità contenute nello schema modificato e poi approvato è costituita dall'entrata in vigore del documento unico (inizialmente il 1° luglio 2018, poi differita al 1° gennaio 2019), senza la necessità  di attendere l'emanazione del decreto ministeriale di attuazione con il quale sarà stabilita anche la tariffa unica da corrispondere per il rilascio del documento. La tariffa sarà infatti determinata, fino all'emanazione del decreto, in misura pari alla somma delle tariffe attualmente vigenti per i due documenti e lo stesso meccanismo si applicherà anche all'imposta di bollo.

Un'altra rilevante modifica del testo finale del decreto riguarda il trasferimento della vigilanza sull'Automobile Club d'Italia alla Presidenza del Consiglio dei ministri e, limitatamente alla attività ed alle strutture dedicate alla tenuta del PRA, al Ministero delle infrastrutture e dei trasporti.

Con il Decreto del Ministero delle infrastrutture e trasporti del 23 ottobre 2017  sono state fissate le prime modalità di annotazione, nel documento unico di circolazione e di proprietà di autoveicoli, motoveicoli e rimorchi, dei dati richiesti dall'articolo 1, commi 2 e 3, del decreto legislativo, relativi alla situazione giuridico-patrimoniale dei veicoli. Il decreto ministeriale prevede che i dati  siano annotati nel primo riquadro inferiore del retro della carta di circolazione. Del disciplinare tecnico con le nuove procedure per l'annotazione sulla carta di circolazione è prevista l'adozione da parte dell'apposito comitato tecnico esecutivo.

La tariffa unica sarà determinata con decreto del Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, di concerto con i Ministri dell'economia e delle finanze e della giustizia, sentiti l'ACI e le organizzazioni maggiormente rappresentative delle imprese di consulenza automobilistica, previo parere delle competenti commissioni parlamentari.

Il decreto legislativo prevede, in relazione alle prospettive aperte dalla nuova normativa, la trasmissione al Parlamento, entro un anno dall'introduzione del documento unico, di una relazione sugli effetti e sui risultati della nuova normativa, anche ai fini della valutazione sull'eventuale istituzione di un archivio unico presso il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, nonché l'emanazione, entro ventiquattro mesi dall'introduzione del documento unico, di un decreto del Presidente della Repubblica con cui siano definite le modalità organizzative di tale eventuale archivio unico, per  assicurare la riduzione dei costi di gestione dei dati relativi alla proprietà e alla circolazione dei veicoli.

Con decreto del Presidente della Repubblica n.144 del 2018 sono state emanate le disposizioni di coordinamento relative al Regolamento di attuazione del Codice della strada, riferite al documento unico (ai sensi dell'articolo 5, comma 3, del decreto legislativo n. 98 del 2017) e con decreto prot. n. 72 del 13 marzo 2019 della DG Motorizzazione del MIT è stato approvato il modello unificato di istanza per il rilascio del documento.

ultimo aggiornamento: 29 settembre 2020
Gli obiettivi di Agenda 2030 e gli obiettivi europei

L'Agenda 2030, ossia il programma d'azione sottoscritto nel settembre 2015 dai governi dei 193 Paesi membri dell'ONU, l'obiettivo 3 "Assicurare la salute e il benessere per tutti e per tutte le età" prevede uno specifico impegno volto alla riduzione della vittime della strada (target 3.6) che prevede, a livello globale che entro il 2020 si dimezzino le vittime della strada.

A livello europeo, il piano d'azione stradale del 2010, il Libro bianco sui trasporti del 2011, gli Orientamenti programmatici della Commissione europea sulla sicurezza stradale, nonché il Consiglio dell'UE, hanno confermato i seguenti obiettivi per il periodo 2011-2020, con l'obiettivo finale al 2050 dell'azzeramento del numero di vittime della strada (c.d. Vision Zero):

  • ulteriore dimezzamento del numero delle vittime degli incidenti nel decennio 2011-2020;
  • miglioramento dell'educazione e della formazione;
  • rafforzamento del controllo;
  • miglioramento della sicurezza delle infrastrutture stradali e dei veicoli.

I dati europei (Annual Accident report e Road safety vademecum) mostrano il permanere di un numero eccessivo di morti sulle strade europee: 25.260 deceduti nel 2017 (erano  25.600 vittime nel 2016 e 31.595 nel 2010, anno benchmark europeo), con costi economici stimabili in oltre 50 miliardi di €, che salgono a più di 100 miliardi € se si considera il totale degli incidenti stradali, come anche sottolineato nella dichiarazione dei Ministri UE sulla sicurezza stradale, adottata il 29 marzo 2017 alla Conferenza Europea dei Ministri dei Trasporti. Rimane inoltre troppo alto anche il numero dei feriti gravi negli incidenti: oltre 135.000 persone nel 2017, pari a più di cinque volte il numero dei deceduti. Complessivamente il numero delle vittime di incidenti stradali nell'UE è diminuito nel 2017, per il secondo anno consecutivo, in misura del 2%, mentre nel 2016 si era registrata una riduzione dell'1,8% rispetto all'anno precedente. I dati complessivi europei relativi al  2017 vedono nell'UE una media di 49,7 morti ogni milione di abitanti, a causa di incidenti stradali. Nel confronto tra il 2017 e il 2010 (anno di benchmark della strategia europea per la sicurezza stradale), i decessi si sono ridotti in media del 20% a livello europeo (da 31.500 l'anno a 25.200 circa). Per approfondimenti si vedano anche i dati dello scoreboard UE.

I dati 2018 attualmente disponibili, pubblicati dall'organismo indipendente European Transport Safety Council  (13th Annual Safety Performance Index Report), confermano il dato di oltre 25 mila vittime stradali nell'UE (25.047 vittime nel 2018), rendendo molto difficile il raggiungimento del Target europeo 2020 del dimezzamento delle vittime, in quanto la riduzione media UE registrata fino al 2018 è del 20,7% rispetto al 2010.

Pertanto, per cercare di ridurre ulteriormente il numero di vittime della strada, la Commissione UE ha presentato il 17 maggio 2018 il terzo pacchetto "L'Europa in movimento" , con il quale si rinnovano gli obiettivi di forte riduzione di morti e feriti gravi per incidente stradale e si delineano le strategie per una mobilità sicura, pulita e connessa, annunciando azioni da realizzare nel prossimo decennio 2021-2030

Per la sicurezza stradale, la Commissione prefigura  (Allegato I alla Comunicazione) un approccio sistemico, c.d.  "Safe system approach", in cui le conseguenze degli incidenti possano essere mitigate sia dalle caratteristiche dell'infrastruttura stradale (progettazione, tracciato, limiti di velocità), che dal veicolo, in particolare tramite modifiche ai regolamenti comunitari che prevedano l'adozione di tecnologie di sicurezza attiva e passiva da introdurre come standard sui veicoli, come dispositivi avanzati di frenata d'emergenza e sistemi di avviso di deviazione dalla corsia di marcia per gli autoveicoli o sistemi di rilevamento dei pedoni e dei ciclisti per i veicoli pesanti (per un elenco dei possibii dispositivi si veda qui), confermando peraltro l'esigenza di continuare a promuovere il comportamento corretto di tutti gli utenti della strada.

A giugno 2019 è stato pubblicato il documento di lavoro della Commissione "EU Road Safety Policy Framework 2021-2030- Next step towards "Vision Zero" (SWD(2019) 283 final).

I dati sugli incidenti stradali in Italia

I dati sull'incidentalità stradale in Italia mostrano che nel 2018 (ultimi dati annuali ISTAT , aggiornati a ottobre 2019) si sono verificati in Italia 172.553 incidenti stradali , in lieve diminuzione rispetto al 2017, ma con ben 3.334 vittime (di cui peraltro 43 dovute all'evento eccezionale del crollo del Ponte autostradale Morandi di Genova) e 242.919 feriti. Le vittime si riducono dell'1,4% ma rimangono su un livello alto (3291, pari a -2,5%  al netto dell'evento del Ponte Morandi), vicino a quello degli anni precedenti (3.378 vittime nel 2017 e 3.283 vittime del 2016). Tali dati attestano peraltro il permanere in Italia  nel 2018 di una eccessiva mortalità, principalmente nelle aree urbane  con 1.401 vittime, pari al 42,5% circa (percentuale al netto dell'evento Morandi, contro una media UE del 37%) ed extraurbane con 1.603 vittime, pari al 48,7% circa sulle strade statali, regionali, provinciali e comunali extraurbane, mentre la mortalità risulta più bassa nelle autostrade in cui le 330 vittime nel 2018 comprendono le 43 vittime del Ponte Morandi, al netto delle quali il dato è di 287 vittime, pari all'8,7% circa (il dato del 2017 era di 296 vittime), di poco superiore alla media europea dell'8%. Complessivamente anche nel 2018, il 91,3% delle vittime, continua a registrarsi nelle aree urbane e sulle strade extraurbane, mentre l'8,7% delle vittime si registrano sulle autostrade, comprensive di raccordi autostradali e tangenziali.

L'Italia si colloca al 16° posto della graduatoria europea per mortalità (era al 18° posto lo scorso anno). Nel confronto tra il 2018 e il 2010 (anno di benchmark per la sicurezza stradale) i decessi si riducono del 21% in Europa e del 19% in Italia, che risulta ancora lontana dal Target europeo 2020 (-50% rispetto al 2010) che dovrebbe portare a 2.057 vittime nel 2020, mentre fino al 2018 la riduzione rispetto al 2010 è del 19%.

L'Italia registra nel 2018 uno dei tassi più alti di mortalità, pari a 55,2 morti per milione di abitanti, rispetto ad una media UE28 di 49,1 morti.

La progressiva riduzione complessiva delle vittime di incidenti registrata in Italia negli anni dal 2000 al 2010 (erano 7.061 le vittime nel 2000, scese a  4.114 nel 2010), si è avuta in particolare a partire dall'introduzione, nel 2003, delle penalizzazioni a punti sulla patente e dall'attivazione dal 2005 del sistema di telecamere di controllo "Tutor"  della velocità sulle autostrade e di altri sistemi analoghi.

Per quanto riguarda la tipologia delle vittime e dei mezzi d trasporto, sono in aumento i pedoni (612, +2%), i conducenti di ciclomotori (108, +17,4%), gli occupanti di autocarri (189, +16%) e le altre modalità; di trasporto (96, +37,1%, che includono autobus, macchine agricole, motocarri e quadricicli), mentre sono in diminuzione gli automobilisti deceduti (1.423, -2,8% rispetto al 2017), i ciclisti (219, -13,8%) ed i motociclisti (687, -6,5%).

Per quanto riguarda il numero degli incidenti stradali, nelle strade urbane in Italia si è verificato nel 2018, come negli anni precedenti, anche il maggior numero di incidenti con lesioni a persone: 126.744 incidenti pari al 73,4% del totale, con 169.607 feriti (69,8% del totale); nelle strade extraurbane il numero degli incidenti con lesioni è di 36.372 (21,1% del totale), con 57.767 feriti (23,8% del totale) e nelle autostrade e raccordi autostradali si sono verificati 9.437 incidenti (pari al 5,5%) con 15.545 feriti (6,4% del totale).

Secondo il Rapporto 2019 -  statistiche sull'incidentalità nei trasporti stradali, anche con riferimento alla tipologia di strada curato dalla Direzione Generale per i Sistemi Informativi e Statistici (DGSIS) del Ministero, gli incidenti che hanno coinvolto  ciclomotori nell'anno 2018 sono stati 9.883 (di cui 8.845 nei centri abitati e 1.038 fuori dai centri abitati); si tratta di un dato in calo rispetto agli anni precedenti (942 incidenti in meno rispetto al 2017). Per i  motocicli (senza passeggeri a bordo) nell'anno 2018 si sono registrati in totale 37.698 incidenti (31.712 incidenti entro i centri abitati e 5.986 fuori dai centri abitati), in calo rispetto all'anno 2017, in cui si erano registrati 33.580 incidenti, anche se l'andamento dell'incidentalità concernente i motocicli è meno positiva rispetto a quella registrata per i ciclomotori.

 Tra le principali cause di incidente vi sono la guida distratta, il mancato rispetto di precedenze e semafori e la velocità elevata. Oltre all'analisi delle cause di incidente, occorre però sottolineare nel nostro Paese la gravità degli esiti degli incidenti, che ci colloca, con un numero di vittime così alto, tra i Paesi europei in cui gli incidenti hanno gli esiti peggiori. L'8,7% degli incidenti rilevati da Carabinieri e Polizia Stradale risulta correlato ad abuso di alcol ed  il 3,2% ad uso di droga.

Le violazioni al Codice della Strada più sanzionate in Italia risultano essere l' eccesso di  velocità (anche se a causa dello spegnimento dei Tutor nei mesi di giugno e luglio 2018 conseguente alla Sentenza delle Corte di Appello di Roma del 21/5/2018, tali sanzioni risultano diminuite), il  mancato utilizzo delle cinture di sicurezza e dei seggiolini per i bambini e l'uso di telefono cellulare alla guida (quest'ultima in diminuzione però del 6%). Nel 2018 le violazioni al Codice risultano diminuite presumibilmente in relazione alla diminuzione dei controlli, come evidenziato dall'ISTAT: "Il numero di pattuglie della Polizia Stradale impiegate nell'attività; contravvenzionale è; infatti sceso del 3,3% rispetto all'anno precedente mentre il numero di operatori effettivi nelle Polizie Locali dei Comuni capoluogo è; inferiore del 22% a quello previsto e solo la metà; degli operatori presta servizio su strada". Sono stati invece intensificati nel 2018 i controlli sui trasporti merci.
Nella fascia di età dei bambini da 0 a 14 anni si sono registrate in Italia ancora 34 vittime nel 2018 e 10.906 feriti e tra i bambini della fascia 2-9 anni il 25% dei morti e feriti si trovava sul sedile anteriore del veicolo al momento dell'impatto. Il 25 luglio 2018 il Ministero delle infrastrutture e trasporti ha lanciato una campagna di sensibilizzazione per la sicurezza dei bimbi in auto "Bimbi in auto: vision zero", per l'azzeramento delle vittime in questa fascia di età, che non è tato ancora raggiunto. Nella gran parte dei casi la causa di questi infortuni è il mancato o cattivo uso dei seggiolini, obbligatorio per i bimbi fino al metro e cinquanta d'altezza, e delle cinture di sicurezza per i bambini più grandi, secondo quanto previsto dall'art. 172 del Codice della strada. 
Nella fascia tra i 15 ed i 19 anni si registrano, nel 2018, 178 vittime, con un aumento del 25,4% rispetto al 2017 ed un tasso di mortalità molto elevato, pari a 63,8 morti per milioni di abitanti,  superiore al tasso medio italiano di 55, 2 morti. I feriti nella stessa fascia di età 15-19 anni, sono stati 19.059.
Da un sondaggio dell'OCSE condotto tra il 2010 ed il 2015 in Italia è risultato che  solo il 20% degli italiani interpellati ha dichiarato di usare le cinture di sicurezza sui sedili posteriori,obbligatorie peraltro dal 1994.Uno studio del MIT e dell'Istituto Superiore di Sanità, condotto in Italia negli anni 2015-2016(lo studio "Ulisse")  indica una  percentuale di utilizzo delle cinture di sicurezza in Italia pari al  63% sui sedili anteriori e solo dell'11% sui sedili posteriori ed un utilizzo dei meccanismi di  ritenuta per i bambini pari solo al 43% sui sedili posteriori (con un range di variabilità dal 22% al 34% nelle diverse regioni): si conferma quindi che nelle aree urbane e nelle strade extraurbane, dove si verifica complessivamente più del 91% dei decessi,  l' obbligo di allacciare le cinture di sicurezza da parte dei passeggeri sui sedili anteriori nonché sui sedili posteriori  è largamente disatteso,  anche in presenza di bambini, a differenza di quanto avviene negli altri paesi dell'UE.

I dati sull'incidentalità stradale sono pubblicati in Italia dall'ISTAT, dall'ACI e dal MIT,  in Europa da Eurostat e Commissione UE ed a livello internazionale dall'OCSE.

ACI e ISTAT hanno pubblicato a dicembre 2019 una stima preliminare del primo semestre 2019, dalla quale risultano 1.505 morti nel periodo gennaio-giugno 2019 (+1,3% rispetto al 2018), 113.765 feriti (-2,9%) ed un calo degli incidenti con lesioni dell'1,3%, pari a  82.048 incidenti.

ultimo aggiornamento: 23 marzo 2020
 
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