tema 27 aprile 2020
Studi - Ambiente Edilizia e urbanistica

Nel corso della presente legislatura, in particolare con l'approvazione delle leggi di bilancio 2019 (L. 145/18) e 2020 (L. 160/19), e con le misure contenute in diversi decreti legge, sono stati disposti diversi interventi che hanno, tra l'altro, provveduto al rinnovo di proroghe riguardanti agevolazioni fiscali a favore del patrimonio immobiliare privato, ed ad introdurre misure per la riqualificazione urbana dei centri abitati. 

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Interventi procedurali 

L'art. 3 del D.L. 32/19 è intervenuto con diverse modifiche (articoli 65, 67, 93 e introduzione dell'articolo 94-bis) al  D.P.R. 380/01 (TUE) di seguito descritte.  

Sportello unico (art. 65, comma 1) 

Le opere realizzate con materiali e sistemi costruttivi disciplinati dalle norme tecniche di costruzione in vigore (DM 17 gennaio 2018), prima del loro inizio, devono essere denunciate dal costruttore allo sportello unico (art. 65, comma 1). 

Nella versione previgente, erano contemplate solo le opere di conglomerato cementizio armato, normale e precompresso ed a struttura metallica e la denuncia doveva poi essere trasmessa dallo sportello unico all'ufficio regionale (genio civile).

Documentazione allegata (art. 65, comma 3)

Alla denuncia devono essere allegati: 
a) il progetto dell'opera firmato dal progettista, dal quale risultino in modo chiaro ed esauriente le calcolazioni eseguite, l'ubicazione, il tipo, le dimensioni delle strutture, e quanto altro occorre per definire l'opera sia nei riguardi dell'esecuzione sia nei riguardi della conoscenza delle condizioni di sollecitazione; 
b) una relazione illustrativa firmata dal progettista e dal direttore dei lavori, dalla quale risultino le caratteristiche, le qualità e le prestazioni dei materiali che verranno impiegati nella costruzione.

Nella versione previgente il costruttore presentava allo sportello unico tre copie del progetto e della relazione illustrativa (una copia per l'archivio dello sportello unico, una per il genio civile e la terza da restituire, previa vidimazione, all'interessato).

Attestazione avvenuto deposito presso lo sportello unico (art. 65, commi 4, 6, 7, 8-bis)

- si rilascia al costruttore l'attestazione dell'avvenuto deposito (comma  4); 

      nella versione previgente si restituiva al costruttore, all'atto stesso della presentazione, una copia del progetto e della relazione con l'attestazione dell'avvenuto deposito.

- ultimata la costruzione che incide sulla stabilità della stessa, entro il termine di sessanta giorni, il direttore dei lavori deposita allo sportello unico una relazione sugli obblighi previsti sulla cui copia è apposto l'avvenuto deposito ed è trasmessa al competente ufficio tecnico regionale (commi 6 e 7);

      n ella versione previgente, la relazione era redatta in triplice copia .

- per gli interventi di minore rilevanza, non ci sarà l'obbligo di presentare allo sportello unico la relazione (comma 6) per cui, conseguentemente, lo sportello unico non potrà rilasciare l'attestazione dell'avvenuto deposito (prevista dal comma 7) e il direttore dei lavori ometterà di consegnare al collaudatore il medesimo documento (comma 8) (comma 8-bis). 

Dichiarazione di regolare esecuzione (art. 67, comma 8-bis) 

Per interventi minori, il certificato di collaudo è sostituito dalla dichiarazione di regolare esecuzione resa dal direttore dei lavori.

Nella normativa previgente, per gli interventi di riparazione e per gli interventi locali sulle costruzioni esistenti, come definiti dalla normativa tecnica, il certificato di collaudo è sostituito dalla dichiarazione di regolare esecuzione resa dal direttore dei lavori.

Interventi sugli immobili 

L'articolo 10 del D.L. 76/2020, recante interventi per la semplificazione in materia edilizia e altre misure, ha modificato, ulteriormente, attraverso il comma 1, diverse disposizioni del D.P.R. 380/2001 (TUE), come di seguito descritto: 

Deroghe ai limiti di distanza tra fabbricati (art. 2-bis, comma 1-ter del TUE sostituito)

Si consente, negli interventi di demolizione e ricostruzione di edifici, l'incremento volumetrico, se ammesso dalla pianificazione comunale o dalla legge, con ampliamenti fuori sagoma o con il superamento dell'altezza massima dell'edificio demolito, nei limiti delle distanze legittimamente preesistenti.

Non sono quindi più previsti i vincoli del rispetto della sagoma e dell'area di sedime, com'era nel testo previgente. 

Nelle zone Omogenee A di cui al D.M. 1444/68 o in zone a queste assimilabili dalla pianificazione comunale o dalla legge regionale, nei nuclei storici consolidati e in altri ambiti di particolare pregio storico e architettonico, gli interventi di demolizione e ricostruzione sono consentiti solo nell'ambito di piani urbanistici di recupero e di riqualificazione particolareggiati comunali, fatte salve le previsioni della pianificazione territoriale, paesaggistica e urbanistica vigente e i pareri degli enti preposti alla tutela.

Manutenzione straordinaria: definizione (art. 3 comma 1, lett. b) del TUE modificata)

È ampliata la definizione di manutenzione straordinaria che ora ricomprende anche:
– la modifica alle destinazioni d'uso purché non comportino mutamenti urbanisticamente rilevanti implicanti incremento di carico urbanistico;
– modifiche ai prospetti degli edifici legittimamente realizzati, necessarie per mantenere o acquisire l'agibilità o l'accessibilità dell'edificio, che non pregiudichino il decoro architettonico dell'edificio, purché l'intervento risulti conforme alla vigente disciplina urbanistica ed edilizia e non abbia ad oggetto immobili sottoposti a tutela ai sensi del D.Lgs. 42/2004.

Ristrutturazione edilizia (art. 3 comma 1, lett. d) del TUE modificata)

È ampliata la definizione di ristrutturazione edilizia, che ora ammette interventi di demolizione e ricostruzione di edifici esistenti con diversa sagoma, prospetti, sedime, caratteristiche planivolumetriche e tipologiche, con le innovazioni necessarie per l'adeguamento alla normativa antisismica, per l'applicazione della normativa sull'accessibilità, per l'installazione di impianti tecnologici e per l'efficientamento energetico.

L'intervento può prevedere altresì, nei soli casi espressamente previsti dalla legislazione vigente o dagli strumenti urbanistici comunali, incrementi di volumetria anche per promuovere interventi di rigenerazione urbana. Costituiscono inoltre ristrutturazione edilizia gli interventi volti al ripristino di edifici, o parti di essi, eventualmente crollati o demoliti, attraverso la loro ricostruzione, purché sia possibile accertarne la preesistente consistenza. Rimane fermo che, con riferimento agli immobili sottoposti a tutela ai sensi del Codice dei beni culturali e del paesaggio di cui al D. Lgs. 22 gennaio 2004, n. 42, nonché a quelli ubicati nelle zone omogenee A, gli interventi di ristrutturazione devono mantenere la sagoma, prospetti, sedime e caratteristiche plani volumetriche e tipologiche dell'edificio preesistete, nonché la volumetria.

Strutture ricettive all'aperto (art. 3, comma 1, lett. e) del TUE modificata)

Si precisa che non rientrano nella categoria degli interventi di nuova costruzione le tende e le unità abitative mobili collocate in strutture ricettive all'aperto per la sosta e il soggiorno dei turisti a condizione che tali strutture non posseggano alcun collegamento di natura permanente al terreno;

Attività edilizia libera (art. 6, comma 1, lett. e-bis) del TUE sostituita)

L'attività di edilizia libera, con semplice comunicazione al Comune, ricomprende ora anche le opere stagionali che si aggiungono a quelle dirette a soddisfare obiettive esigenze, contingenti e temporanee. Tali opere devono essere rimosse entro il termine di 180 giorni (prima erano 90 giorni), comprensivo dei tempi di allestimento e smontaggio dei manufatti.

Documentazione per desumere lo stato legittimo degli immobili (art. 9, comma 1-bis aggiunto al TUE)

Lo stato legittimo di un immobile o unità immobiliare è quello stabilito dal titolo abilitativo che ha previsto la costruzione o che ha disciplinato l'ultimo intervento edilizio. Per gli immobili costruiti in epoca antecedente l'obbligo del titolo edilizio, lo stato legittimo è quello desumibile dalle informazioni catastali di primo impianto, o da altri documenti probanti (riprese fotografiche, estratti cartografici, documenti d'archivio, altro atto pubblico o privato). Nei casi in cui sussista un principio di prova del titolo abilitativo del quale, tuttavia, non sia disponibile copia, si applica la medesima disposizione.

Interventi di ristrutturazione edilizia soggetti a permesso di costruire (art. 10, comma 1, lett. c) del TUE sostituita)

La ristrutturazione edilizia cd. pesante è soggetta a permesso di costruire se presenta due caratteristiche: opere che portino ad un organismo in tutto o in parte diverso dal precedente inquadrabili nella categoria della ristrutturazione edilizia; opere che comportino una delle seguenti modifiche: o volumetria complessiva dell'edificio; o per gli immobili in zona A (D.M. 2 aprile 1968, n. 1444, o in zone a queste assimilabili, in base alla normativa regionale e ai piani urbanistici comunali), il mutamento di destinazione d'uso; o per gli immobili sottoposti a tutela, ai sensi del D.lgs. 42/2004, la modifica della sagoma, della volumetria complessiva o dei prospetti.

Permesso di costruire in deroga agli strumenti urbanistici (art. 14, comma 1-bis del TUE sostituito)

Si prevede che: per gli interventi di ristrutturazione edilizia la richiesta è ammessa previa deliberazione del consiglio comunale che ne attesta l'interesse pubblico,  ma limitatamente alle finalità di rigenerazione urbana, di contenimento del consumo del suolo e di recupero sociale e urbano dell'insediamento. Per gli insediamenti commerciali, rimangono ferme le limitazioni disposte dall'art. 31, comma 2, del D.L. 201/2011; la deroga può riguardare le destinazioni d'uso ammissibili; la deroga alle destinazioni d'uso è consentita anche per le opere pubbliche e di interesse pubblico.

Contributo Straordinario (art. 16, comma 4, lett. d-ter) del TUE modificato)

Il contributo straordinario è ora dovuto solo per il maggior valore generato da interventi su aree o immobili in variante urbanistica o in deroga, eliminando il contributo straordinario per i cambi di destinazione d'uso.

Riduzione del contributo di costruzione per interventi di rigenerazione urbana, ristrutturazione, recupero, riuso di edifici (art. 17, comma 4-bis del TUE sostituito)

Al fine di agevolare gli interventi di rigenerazione urbana, di ristrutturazione, nonché di recupero e riuso degli immobili dismessi o in via di dismissione, il contributo di costruzione è ridotto in misura non inferiore del 20 per cento rispetto a quello previsto dalle tabelle parametriche regionali. I comuni hanno la facoltà di deliberare ulteriori riduzioni del contributo di costruzione, fino alla completa esenzione dallo stesso.

Permesso di costruire –  Attestazione del decorso dei termini del procedimento (art. 20, comma 8 del TUE modificato)

La norma introduce il rilascio di un'attestazione da parte del SUE dell'avvenuta formazione del silenzio assenso sull'istanze di permesso di costruire entro 15 giorni dalla richiesta dell'interessato. La norma specifica le circostanze a cui è subordinata la formazione del silenzio assenso e cioè: - decorso dei termini del procedimento, - assenza di richieste di integrazioni documentali o istruttorie rimaste inevase; - non presenza di un provvedimento di diniego. Nel caso in cui lo Sportello unico rilevi la presenza di una delle indicate situazioni sopra elencate lo SUE è comunque tenuto nello stesso termine di 15 giorni a darne indicazione.

Segnalazione certificata inizio attività - SCIA (art. 22, comma 1 lett. a) del TUE modificata)

Si attuano con SCIA anche le modifiche ai prospetti, rientrando in tal modo nella definizione di manutenzione straordinaria.

Destinazione d'uso di un immobile (art- 23-ter, comma 2 del TUE sostituito)

La destinazione d'uso dell'immobile o dell'unità immobiliare è quella stabilita dalla documentazione di cui all'articolo 9-bis, comma 1-bis del TUE riguardante lo stato legittimo dell'immobile.

Usi temporanei (art. 23-quater del TUE aggiunto)

Si disciplinare e si consentire l'utilizzazione temporanea di edifici ed aree per usi diversi da quelli previsti dal vigente strumento urbanistico allo scopo di attivare processi di rigenerazione urbana, di riqualificazione di aree urbane degradate, di recupero e valorizzazione di immobili e spazi urbani dismessi o in via di dismissione ecc. L'uso temporaneo è definito dalla stipula della convenzione urbanistica la quale deve contenere: o durata dell'uso temporaneo e le eventuali modalità di proroga; o modalità di utilizzo temporaneo degli immobili e delle aree; o modalità, costi, oneri e tempistiche per il ripristino alla scadenza della convenzione; o garanzie e le penali per eventuali inadempimenti degli obblighi convenzionali.

Agibilità in assenza di lavori (art. 24, comma 7-bis del TUE aggiunto)

La segnalazione certificata per l'agibilità può essere presentata, in assenza di lavori, per gli immobili legittimamente realizzati privi di agibilità che presentano i requisiti che saranno definiti con Decreto Interministeriale da adottarsi, previa intesa in Conferenza unificata, entro novanta giorni dalla data di entrata in vigore della nuova disposizione.

Tolleranze costruttive (art. 34-bis introdotto nel TUE)

In primo luogo, viene abrogato il comma 2-ter dell'art. 34, che prevedeva una tolleranza del 2% per gli interventi e le opere realizzati in parziale difformità dal permesso di costruire. Conseguentemente, è inserita nel TUE una estensione delle tolleranze previste (che essendo tolleranze non costituiscono abusi edilizi). In particolare, sono tolleranze:
– il mancato rispetto di altezza, distacchi, cubatura della superficie coperta e di ogni altro parametro delle singole unità immobiliari se contenute entro il 2% delle misure previste nel titolo edilizio;
– le irregolarità geometriche e le modifiche delle finiture degli edifici di minima entità, la diversa collocazione degli impianti e opere interne eseguite durante i lavori previsti dal titolo edilizio, purché non comportino violazione della disciplina urbanistica ed edilizia e non pregiudichino l'agibilità dell'immobile. Le tolleranze esecutive non si applicano agli immobili sottoposti a tutela dal D.lgs. 42/2004.

Requisiti per agibilità e interventi su edifici realizzati ante DM 5 luglio1975 (art. 10, comma 2 del D.L. 76/2020)

Contiene una interpretazione la quale chiarisce che, nelle more dell'emanazione del Decreto del Ministro della Salute che dovrà definire i requisiti igienico-sanitari di carattere prestazionale degli edifici (già previsto all'art. 20, comma 1-bis del TUE), i requisiti di altezza minima e igienico-sanitari dei locali di abitazione fissati dal DM 5 luglio1975 non si considerano riferiti ad immobili realizzati prima della data di entrata in vigore del medesimo decreto, ubicati in zona A o B di cui al DM 1444/1968 o in zone assimilabili in base alla normativa regionale o piani urbanistici comunali. Per la presentazione di titoli edilizi per recupero e riqualificazione di tali immobili e per l'agibilità si fa riferimento alle dimensioni legittimamente preesistenti.

Abbattimento barriere architettoniche  e superbonus in condominio (art. 10 comma 3 del DL 76/2020)

Le opere di eliminazione delle barriere architettoniche di cui all'art. 2 della L. 13/89 e le spese riguardanti l'efficientamento energetico o il miglioramento sismico che usufruiscono degli incentivi fiscali ricompresi nell'articolo 119 del D.L. 34/2020 (cd. superbonus 110%) possono essere realizzate da ciascun partecipante alla comunione o condominio a proprie spese, anche servendosi della cosa comune nel rispetto dei limiti di cui all'art. 1102 del cod. civ.

Proroga straordinaria permessi di costruire e Scia (art. 10, comma 4 del D.L. 76/2020)

E' prevista una proroga straordinaria della validità dei permessi di costruire e delle SCIA. In particolare sono prorogati:

- di 1 anno e di 3 anni i termini di inizio e fine lavori dei permessi di costruire rilasciati o comunque formatisi entro il 31 dicembre 2020, purché non ancora scaduti al momento della comunicazione. Questi permessi avranno a disposizione 2 anni (1 + 1) per l'inizio dei lavori e/o 6 anni (3 + 3) per l'ultimazione delle opere.

- di 3 anni il termine di efficacia (ultimazione lavori) delle SCIA presentate entro il 31 dicembre 2020 che saranno efficaci 6 anni (3+3). Si ricorda che in via ordinaria per le Scia non è possibile richiedere una proroga ma, una volta scaduta, è necessario presentare una nuova Scia per la parte eventualmente ancora da realizzare.

Proroga straordinaria convenzioni urbanistiche e piani attuativi (art. 10, comma 4-bis del D.L. 76/2020)

Sono prorogati di 3 anni: - i termini relativi alla validità delle convenzioni di lottizzazione ovvero degli accordi similari comunque denominati dalla legislazione regionale (generalmente pari a 10 anni) formatisi al 31 dicembre 2020; - i termini di inizio e fine lavori previsti nell'ambito di tali convenzioni o accordi similari; - i termini dei relativi piani attuativi e di qualunque altro atto ad essi propedeutico. La proroga si applica anche alle convenzioni urbanistiche (ovvero agli accordi similari comunque denominati dalla legislazione regionale) e ai relativi piani attuativi che hanno usufruito della proroga straordinaria triennale prevista dall'art. 30, comma 3-bis del decreto legge 69/2013 (cd. decreto del fare).

 Beni storici e artistici –  installazione di strutture amovibili (art. 10, comma 5 del DL 76/2020)

Non è subordinata alle autorizzazioni paesaggistiche e culturali di cui agli artt. 21, 106, comma 2-bis, e 146 del D.Lgs. 22 gennaio 2004, n. 42, la posa in opera di elementi o strutture amovibili sulle aree pubbliche soggette a vincolo di cui all'articolo 10, comma 4, lettera g), del medesimo Codice, fatta eccezione per le pubbliche piazze, le vie o gli spazi aperti urbani adiacenti a siti archeologici o ad altri beni di particolare valore storico o artistico.

SCIA per infrastrutture sociali (art. 10, comma 7-ter del D.L. 76/2020)

Sarà possibile realizzare con SCIA (inizio lavori entro il 31 dicembre 2022) le opere edilizie finalizzate a realizzare o qualificare edifici esistenti da destinare ad Infrastrutture Sociali, strutture scolastiche e universitarie, residenze per studenti ecc. promosse da pubbliche amministrazioni, da società controllate o partecipate ovvero da investitori istituzionali, con possibilità anche di incremento fino a un massimo del 20% della volumetria o della superficie lorda esistente. I diritti edificatori non sono trasferibili su aree diverse da quella di intervento. Gli interventi sono sempre consentiti sugli edifici che rientrano nelle categorie funzionali di cui all'articolo 23-ter, comma 1, lettere a), a-bis), b) e c), del DPR 380/2001 (residenziale, turistico – ricettiva, produttiva e direzionale, commerciale) ferme restando le disposizioni di cui al DM 1444/68. Le regioni devono adeguare entro 60 giorni la propria legislazione ai princìpi di cui al presente articolo decorsi i quali le disposizioni trovano applicazione diretta.

Interventi in zone sismiche 

Coerenza tra progetto strutturale e architettonico (art. 93, commi 3-5, D.L. 32/2019)  
Mentre il comma 3 rimane pressoché analogo alla disciplina previgente, per cui il contenuto minimo del progetto è determinato dal competente ufficio tecnico della regione (ed essere esauriente per planimetria, piante, prospetti e sezioni, relazione tecnica, e dagli altri elaborati previsti dalle norme tecniche), con il comma 4 si introduce, non solo il rispetto delle norme tecniche di costruzione (NTC), ma l'attestazione della coerenza tra il progetto esecutivo riguardante le strutture e quello architettonico e l'asseverazione, da parte del progettista, dell'avvenuto rispetto delle eventuali prescrizioni sismiche contenute negli strumenti di pianificazione urbanistica comunale. Il comma 5 prevede infine che, per tutti gli interventi, il preavviso scritto con il contestuale deposito del progetto e dell'asseverazione di cui al comma 4, sia valido anche agli effetti della denuncia dei lavori di cui all'articolo 65. 
   Classificazione degli interventi (art. 94-bis)

Sono presenti tre macro-categorie di interventi "rilevanti", di "minore rilevanza" e "privi di rilevanza" per la pubblica incolumità. 
Interventi rilevanti: 
1) adeguamento o miglioramento sismico di costruzioni esistenti nelle località sismiche ad alta sismicità (Zona 1), e media sismicità (Zona 2, limitatamente a valori di accelerazione ag compresi fra 0,20 g e 0,25 g)) (modifica introdotta dall'art. 9-quater D.L. 123/19)
2) le nuove costruzioni che si discostino dalle usuali tipologie o che per la loro particolare complessità strutturale richiedano più articolate calcolazioni e verifiche, situate nelle località sismiche, ad eccezione di quelle a bassa sismicità (zone 3 e 4) (modifica introdotta dall'art. 9-quater D.L. 123/19)
3) gli interventi relativi ad edifici di interesse strategico e alle opere infrastrutturali la cui funzionalità durante gli eventi sismici assume rilievo fondamentale per le finalità di protezione civile, nonché relativi agli edifici e alle opere infrastrutturali che possono assumere rilevanza in relazione alle conseguenze di un loro eventuale collasso, situate nelle località sismiche, ad eccezione di quelle a bassa sismicità (zone 3 e 4) (modifica introdotta dall'art. 9-quater D.L. 123/19)
Interventi di minore rilevanza: 
1) di adeguamento o miglioramento sismico di costruzioni esistenti nelle località sismiche a media sismicità (Zona 2, limitatamente a valori di ag compresi fra 0,15 g e 0,20 g) e (Zona 3) (modifica introdotta dall'art. 9-quater D.L. 123/19)
2) le riparazioni e gli interventi locali sulle costruzioni esistenti, compresi gli edifici e le opere infrastrutturali di cui al suddetto numero 3), (modifica introdotta dall'art. 9-quater D.L. 123/19)
3) le nuove costruzioni che non presentino particolare complessità;
Interventi privi di rilevanza quelli che, per loro caratteristiche intrinseche e per destinazione d'uso, non costituiscono pericolo per la pubblica incolumità.

 In sostanza, l'obbligo di acquisire la preventiva autorizzazione sismica (art. 94) non viene più legato alla classificazione sismica del territorio (ovvero a seconda che ricada in zona 1, 2, e 3) bensì alla rilevanza dell'intervento strutturale, ai fini della salvaguardia della pubblica incolumità.

L'art. 94-bis, comma 2 del D.L. 32/19 prevede, inoltre, che il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, d'intesa con la Conferenza Unificata, traccino le linee guida per l'individuazione dei singoli interventi, nonché delle varianti di carattere non sostanziale, per le quali non sarebbe richiesta la denuncia di cui all'articolo 93 e quindi la preventiva autorizzazione. Con il D.M. 30 aprile 2020 sono state approvate le Linee guida che forniscono i criteri di carattere generale sulla base dei quali ciascuna regione potrà redigere la specifica elencazione che assegni le diverse tipologie di interventi ad una specifica macro-categoria, uniformandosi a principi validi sull'intero territorio nazionale, pur nel rispetto delle peculiarità e delle specificità che caratterizzano ogni area regionale.

Agevolazioni fiscali   

Sono prorogate, fino al 31 dicembre 2020, le detrazioni spettanti per le spese sostenute per gli interventi di efficienza energetica, ristrutturazione edilizia e per l'acquisto di mobili e di grandi elettrodomestici, la cui disciplina è contenuta, rispettivamente, negli articoli 14 e 16 del decreto legge 4 giugno 2013, n. 63 (articolo 1, comma 175, della legge di bilancio 2020).

- Superbonus 

 E' stato introdotto, fino al 31 dicembre 2021, un Superbonus fiscale corrispondente alla detrazione del 110 per cento delle spese relative alla effettuazione di specifici interventi in ambito di efficienza energetica, di riduzione del rischio sismico, di installazione di impianti fotovoltaici, nonché di infrastrutture di ricarica di veicoli elettrici negli edifici (art. 119 D.L. 34/2020). Per approfondire consulta il seguente link

- Ecobonus 

Si proroga (art. 1, comma 175, L. 160/2019) al 31 dicembre 2020 il termine previsto per avvalersi della detrazione d'imposta nella misura del 65% per le spese relative ad interventi di riqualificazione energetica degli edifici (c.d. ecobonus) disposta ai commi 1 e 2, lettera b), dell'articolo 14 del decreto-legge 4 giugno 2013, n. 63, e per l'acquisto e la posa in opera di micro-cogeneratori in sostituzione di impianti esistenti, fino a un valore massimo della detrazione di 100.000 (comma 2, lettera b-bis) dell'articolo 14 del decreto-legge 4 giugno 2013, n. 63). Prorogata al 31 dicembre 2020 anche la detrazione prevista al 50% per le spese sostenute per l'acquisto e la posa in opera di impianti di climatizzazione invernale dotati di generatori di calore alimentati da biomasse combustibili.

L'art. 10, comma 1 del D.L. 34/19, modificando l'art.  14 del D.L. 63/13, ha previsto, solo per le spese effettuate nel 2019, uno sconto diretto sulla spesa per ristrutturazioni immobiliari per l'efficientamento energetico dal committente in alternativa all'utilizzo della detrazione prevista o alla sua cessione. L'agevolazione sarà anticipata dal fornitore e l'impresa potrà recuperare l'importo in compensazione, in cinque anni. Lo sconto applicato in alternativa alla fruizione della detrazione fiscale Irpef potrà andare dal 50% minimo e fino all'85% del corrispettivo dovuto all'impresa fornitrice.

Dal 1° gennaio 2020 lo sconto diretto sulla spesa per ristrutturazioni immobiliari per l'efficientamento energetico resta in vigore per i soli i lavori di importo pari o superiore a 200.000 euro, effettuati sulle parti comuni di edifici condominiali (art. 1, comma 70, legge di bilancio 2020 - L. 160/19).

- Ristrutturazione edilizia

Si proroga al 31 dicembre 2020 la misura della detrazione al 50%, fino ad una spesa massima di 96.000 euro, per gli interventi di ristrutturazione edilizia indicati dall'articolo 16-bis, comma 1, del TUIR.

- Bonus mobili

Si proroga fino al 31 dicembre 2020 la detrazione al 50% per l'acquisto di mobili e di elettrodomestici di classe non inferiore ad A+ (A per i forni), per le apparecchiature per le quali sia prevista l'etichetta energetica, finalizzati all'arredo dell'immobile oggetto di ristrutturazione (articolo 16, comma 2, D.L.63/2013).

- Bonus verde 

Si proroga al 31 dicembre 2020 (il termine precedente era il 31 dicembre 2019) la detrazione al 36% per le spese sostenute la sistemazione a verde di aree scoperte di immobili privati a uso abitativo, nei limiti di un massimo di spesa di euro 5000 annui (art. 1, commi 12-15, legge di bilancio 2018 - L. n. 205/17, e art. 10, comma 1, D.L. 162/2019). 

- Sisma bonus

La legge di bilancio per il 2017 (articolo 1, commi 2 e 3 della legge n. 232 del 2016) in relazione agli interventi relativi all'adozione di misure antisismiche ha stabilito una detrazione del 50 per cento delle spese sostenute fino al 31 dicembre 2021. Inoltre si prevede che la detrazione è ripartita in cinque quote annuali di pari importo. Tale beneficio si applica non solo agli edifici ricadenti nelle zone sismiche ad alta pericolosità (zone 1 e 2), ma anche agli edifici situati nella zona sismica 3 (in cui possono verificarsi forti terremoti ma rari). Qualora dalla realizzazione degli interventi relativi all'adozione di misure antisismiche derivi una riduzione del rischio sismico che determini il passaggio ad una classe di rischio inferiore, la detrazione di imposta spetta nella misura del 70 per cento della spesa sostenuta. Ove dall'intervento derivi il passaggio a due classi di rischio inferiori, la detrazione spetta nella misura dell'80 per cento (se realizzati sulle parti comuni di edifici condominiali, le detrazioni di imposta, fino al 31 dicembre 2021, spettano, rispettivamente, nella misura del 75 per cento e dell'85 per cento). Le detrazioni si applicano su un ammontare delle spese non superiore a 96.000 euro moltiplicato per il numero delle unità immobiliari di ciascun edificio.

La legge di bilancio 2018 (art. 1, comma 3, lett. a), n.7), L. 205/2017) ha inoltre previsto una nuova ipotesi di detrazione maggiorata per gli interventi sulle parti comuni degli edifici condominiali finalizzati congiuntamente alla riduzione del rischio sismico e alla riqualificazione energetica, limitatamente alle zone sismiche 1, 2 e 3. La misura della detrazione è dell'80 per cento in caso di passaggio ad una classe di rischio inferiore e dell'85 per cento in caso di passaggio di due classi di rischio. La detrazione è ripartita in dieci quote annuali e si applica su un ammontare delle spese non superiore a 136 mila euro moltiplicato per il numero di unità immobiliari del condominio (modifica all'articolo 14, comma 2-quater.1, del D.L. n. 63 del 2013).

Le detrazioni per gli interventi antisismici possono essere fruite anche dagli Istituti autonomi per le case popolari (comunque denominati), dagli enti aventi le stesse finalità sociali dei predetti istituti, istituiti nella forma di società che rispondono ai requisiti della legislazione europea in materia di in house providing e che siano costituiti e operanti alla data del 31 dicembre 2013, per interventi realizzati su immobili di loro proprietà o gestiti per conto dei Comuni, adibiti ad edilizia residenziale pubblica, nonché dalle cooperative di abitazione a proprietà indivisa per interventi realizzati su immobili dalle stesse posseduti e assegnati in godimento ai propri soci.

- Bonus facciate 

Con la legge di bilancio 2020 viene inoltre introdotta una nuova tipologia di detrazione fiscale del 90 per cento delle spese sostenute nell'anno 2020, relative agli interventi, ivi inclusi quelli di sola pulitura o tinteggiatura esterna, finalizzati al recupero o restauro della facciata esterna degli edifici esistenti ubicati in zona A o B del centro abitato (art. 1. commi 219-224, L. 160/2019). 

- Cedolare secca

La legge di Bilancio 2020 (art. 1, comma 6, che  modifica l'articolo 3, comma 2, del Decreto Legislativo 14 marzo 2011, n. 23) interviene in via definitiva sull'aliquota applicabile per i contratti "a canone concordato" che, a decorrere dal 1° gennaio 2020, è fissata in misura ridotta al 10% (anziché al 15% come prevedeva l'art. 3, comma 2 del D.Lgs. 23/11).

Si ricorda, al riguardo, che il regime della "cedolare secca" è stato introdotto dal 2011 con riferimento all'affitto di abitazioni, e consente di "sottrarre" il reddito da locazione dall'ordinario prelievo IRPEF, ivi comprese le addizionali regionali e comunali, per assoggettarlo ad un'imposta "secca" del 21% (per i contratti "a canone libero") o del 10% (in caso di contratti "a canone concordato", ad opera del decreto legge 47/14, dal 2014 fino al 2017, e della legge di bilancio 2018, per ulteriori 2 anni (2018 e 2019)), sostitutiva anche dell'imposta di registro e di bollo.

- Monitoraggio fabbricati

La legge di bilancio 2020 (art. 1, comma 118) riconosce un credito d'imposta, nel limite massimo complessivo di 1,5 milioni di euro per ciascuno degli anni 2020 e 2021, per le spese documentate relative all'acquisizione e predisposizione dei sistemi di monitoraggio strutturale continuo, con l'obiettivo di aumentare il livello di sicurezza degli immobili. 

Si segnala in tale ambito lo studio realizzato dal Servizio Studi della Camera in collaborazione con l'istituto di ricerca CRESME  "Il recupero e la riqualificazione energetica del patrimonio edilizio: una stima dell'impatto delle misure di incentivazione". 

Fondo per la prima casa

L'articolo 19 del D.L. 34/19 ha disposto un rifinanziamento di 100 milioni di euro per l'anno 2019 (a carico delle risorse previste dall'art. 50 del D.L. 34/19) del Fondo di garanzia per la prima casa (istituito dall'art. 1, comma 48, lett. c), L. 147/2013- Legge di stabilità 2014) , che dispone inoltre la riduzione dal 10 all'8 per cento della percentuale minima del finanziamento da accantonare a copertura del rischio. La legge di bilancio 2020 (L. 160/19, articolo, 1, commi 233) ha assegnato 10 milioni di euro per l'anno 2020 al Fondo di garanzia per la prima casa, e ridotta dall'8 per cento al 6,5 per cento  la percentuale minima del finanziamento da accantonare a copertura del rischio. Successivamente, per l'anno 2020, la dotazione del Fondo di garanzia per la prima casa è stata incrementata di 100 milioni di euro (art. 31, comma 4, D.L. 34/2020).  

 

Fondi per il disagio abitativo

Con il D.L. 18/2020 (commi 2-ter e 2-quater dell'articolo 65) si prevede una procedura d'urgenza, per il riparto di risorse, pari complessivamente a 69,5 milioni di euro, a favore delle regioni, per l'annualità 2020, del Fondo nazionale per il sostegno all'accesso alle abitazioni in locazione (per 60 milioni di euro)  e del Fondo inquilini morosi incolpevoli (per i restanti 9,5 milioni di euro).

Il Fondo nazionale per il sostegno all'accesso alle abitazioni in locazione, istituito dall'art. 11 della legge n. 431/1998, è destinato alla concessione di contributi integrativi a favore dei conduttori appartenenti alle fasce di reddito più basse per il pagamento dei canoni di locazione.

L'art. 1, comma 20, della legge n. 205 del 2017 (legge di bilancio per il 2018) ha destinato risorse pari a 10 milioni di euro per ciascuno degli anni 2019 e 2020 al predetto Fondo e l'art. 1, comma 234 della legge di bilancio 2020 (L. n. 160 del 2019) ha destinato per ciascuno degli anni 2020-2022 ulteriori 50 milioni. Successivamente, la dotazione del Fondo nazionale per il sostegno all'accesso alle abitazioni in locazione è stata incrementata di 160 milioni di euro per l'anno 2020 (art. 29, D.L. 34/2020).

L'art. 11, comma 5, della citata legge n. 431/1998 stabilisce che le risorse assegnate al Fondo siano ripartite, entro il 31 marzo di ogni anno, tra le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano, previa intesa in sede di Conferenza Stato-Regioni, sulla base dei criteri fissati con apposito decreto del Ministro delle infrastrutture e dei trasporti ( D.M. 14 settembre 2005), previa medesima intesa, ed in rapporto alla quota di risorse messe a disposizione dalle singole regioni e province autonome. Il DM 4 luglio 2019 ha ripartito le disponibilità per il 2019, pari a 10 milioni di euro. Il D.M. 6 maggio 2020 ed il D.M. 12 agosto 2020 hanno ripartito,  rispettivamente, per l'anno 2020, 60 milioni di euro e ulteriori 160 milioni.

 Il Fondo inquilini morosi incolpevoli è stato istituito dall'articolo 6, comma 5 del D.L. 102/2013, che prevede che tali risorse possano essere utilizzate nei comuni ad alta tensione abitativa che abbiano avviato bandi o altre procedure amministrative, per l'erogazione di contributi in favore di inquilini morosi incolpevoli, e tali somme sono attribuite dall'articolo 1, comma 2, del D.L. 47/2014, che ha rifinanziato il Fondo inquilini morosi incolpevoli prevedendo 225,92 milioni di euro di risorse per il periodo 2014-2020, di cui 9,5 milioni di euro per l'anno 2020.

L'annualità 2019 è stata ripartita con il D.M. 23 dicembre 2019, mentre l'annualità 2020 con il D.M. 23 giugno 2020. Si ricorda altresì che con il decreto del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti 31 maggio 2019 sono state individuate le modalità di trasferimento delle risorse non spese del Fondo inquilini morosi incolpevoli.

Abusivismo

Vengono semplificate le procedure di demolizione delle opere abusive previste dall'art. 41 del D.P.R. 380/2001; in particolare, in caso di inerzia comunale, decorsi 180 giorni dall'accertamento dell'abuso, interverrà il Prefetto, che si avvarrà degli uffici del comune per la parte progettuale, e del genio militare per la loro l'esecuzione (art. 10-bis del D.L. 76/2020).

Il Fondo per la demolizione di opere abusive di cui all'articolo 1, comma 26, della legge 27 dicembre 2017, n. 205, finalizzato all'erogazione di contributi ai comuni per l'integrazione delle risorse necessarie agli interventi di demolizione, con una dotazione di 5 milioni di euro per ciascuno degli anni 2018 e 2019, è integrato di 1 milione di euro per l'anno 2020 (art. 46-ter D.L. 104/2020). Con il decreto 23 giugno 2020 sono stati definiti i criteri di utilizzazione e di ripartizione delle risorse attribuite al Fondo per la demolizione delle opere abusive.

Normativa antincendio

Per l'adeguamento alla normativa antincendio degli edifici e dei locali adibiti a scuole di qualsiasi tipo, ordine e grado, nonché degli edifici e dei locali adibiti ad asili nido, con il decreto del Ministro dell'interno del 21 marzo 2018 (G.U. 74/18) sono state fornite indicazioni programmatiche prioritarie ai fini dell'adeguamento alla normativa di sicurezza antincendio, senza prorogare i termini per l'adeguamento scaduti il 31 dicembre 2017. Con il D.L. n. 91/2018 (art. 6, commi 3-bis e 3-ter)  i termini di adeguamento sono stati prorogati al 31 dicembre 2018. Successivamente, il D.L. 59/2019 (articolo 4-bis, comma 2) differisce al 31 dicembre 2021 il termine di adeguamento delle strutture adibite a servizi scolastici e al 31 dicembre 2019 per le strutture scolastiche adibite ad asili nido

Limitatamente ai rifugi alpini, è stata inoltra disposta la proroga al 31 dicembre 2019 del termine (previsto dall'art. 38, comma 2, del D.L. 69/2013) per il rispetto della normativa antincendio (art. 9-bis, D.L. 91/18).  

Entro il 31 dicembre 2021 le attività ricettive turistico-alberghiere con oltre 25 posti letto, esistenti alla data di entrata in vigore del decreto del Ministro dell'interno 9 aprile 1994, ed in possesso dei requisiti per l'ammissione al piano straordinario di adeguamento antincendio, approvato con decreto del Ministro dell'interno 16 marzo 2012, completano l'adeguamento alle disposizioni di prevenzione degli incendi (art. 3, comma 5, D.L. 162/2019).

In materia di prevenzione incendi, il MIBACT provvede ad una ricognizione negli istituti e luoghi della cultura, nelle sedi del Ministero per i beni e le attività culturali, nonché nelle sedi degli altri Ministeri, sottoposte alle disposizioni di tutela di cui al Codice dei beni culturali e del paesaggio (articolo 1, commi 566-568, della legge di bilancio 2019).

ultimo aggiornamento: 30 ottobre 2020

Di seguito sono descritti i principali interventi in materia urbanistica disposti dalla legge di bilancio 2019, dai D.L. 32/19 e D.L. 34/19, e dalla legge di bilancio 2020 (L. 160/19).

Programma straordinario per la riqualificazione urbana e la sicurezza delle periferie e delle città metropolitane e dei comuni capoluogo di provincia

L'efficacia delle convenzioni (o accordi di programma) stipulate nell'ambito del Programma  straordinario e già concluse sulla base di quanto disposto ai sensi del D.P.C.M. 29 maggio 2017, nonché delle delibere del CIPE n. 2 del 3 marzo 2017 e n. 72 del 7 agosto 2017, adottate ai sensi della legge n. 232 del 2016 (ossia le convenzioni stipulate con i 96 enti successivi ai primi 24 beneficiari) è differita all'anno 2020 (per tali enti le convenzioni sono state quindi sostanzialmente congelate). Conseguentemente, le amministrazioni competenti provvedono, ferma rimanendo la dotazione complessiva loro assegnata, a rimodulare i relativi impegni di spesa e i connessi pagamenti a valere sul Fondo per lo sviluppo e la coesione (art. 13, commi 02 e 03, D.L. 91/18).

Con il D.P.C.M 29 maggio 2017 sono stati destinati ai progetti del Programma straordinario di intervento per la riqualificazione urbana e la sicurezza delle periferie e delle città metropolitane e dei comuni capoluogo di provincia, istituito dai commi da 974 a 978, dell'art. 1 della legge di stabilità per il 2016 (legge  n.208/2015), complessivamente 800 milioni di euro per il triennio 2017-2019 (270 milioni di euro per ciascuno degli anni 2017 e 2018 e 260 milioni di euro per l'anno 2019).

Successivamente, in merito alle risorse destinate al Programma straordinario per le periferie urbane, è stato previsto che le convenzioni in essere con 96 enti beneficiari (successivi ai primi 24 beneficiari), producano effetti finanziari dal 2019, superando quanto stabilito, da ultimo, dal citato D.L. 91/2018 (cd. proroga termini), che per tali 96 enti aveva previsto il congelamento delle risorse per il 2019.

Tali effetti sono limitati unicamente al rimborso delle spese effettivamente sostenute e documentate. Le risorse relative alle economie di spesa prodotte nel corso degli interventi rimangono nel Fondo di provenienza, per essere destinate a interventi per spese di investimento dei Comuni e delle città metropolitane. La norma dà seguito all'accordo raggiunto in Conferenza unificata il 18 ottobre 2018 tra il Governo e i rappresentanti delle autonomie territoriali (articolo1, commi 913-916, della legge di bilancio 2019).

Programmi di riqualificazione urbana (PRiU)

Al fine di favorire il completamento dei programmi di riqualificazione urbana a valere sui finanziamenti di cui all'art. 2, co. 2, della legge n. 179/1992, è stato prorogato il termine di ultimazione delle opere pubbliche e private già avviate e per le quali vi sia stata una interruzione delle attività di cantiere determinata da eventi di forza maggiore, prevedendo che la proroga abbia durata pari a quella del "fermo cantiere". Per "opere pubbliche avviate" devono intendersi quelle per le quali sia stata già avviata la progettazione definitiva e per "opere private avviate" quelle per le quali sia stata già inoltrata istanza di permesso di costruire all'ufficio competente (articolo 1, comma 100, della legge di bilancio 2019).

Si ricorda che l'art. 2, comma 2, della L. 179/1992 (Norme per l'edilizia residenziale pubblica) ha destinato la somma di Lire 288.000.000.000 per la realizzazione di programmi di riqualificazione urbana (P.Ri.U.) individuati, ai sensi dell'art. 16 delle medesima legge, con accordi di programma finalizzati alla riqualificazione del tessuto  urbanistico, edilizio ed ambientale
Piano nazionale per le città 

Al fine di completare gli interventi del Piano nazionale per le città (previsto dall'art. 12 del D.L. 83/2012), in caso di inerzia realizzativa, sentito il comune interessato, è prevista la nomina di Commissari (con decreto del Ministro delle infrastrutture e dei trasporti), con oneri a carico delle risorse destinate dal Piano al medesimo comune (comma 951 legge di bilancio 2019).

Si ricorda che l'articolo 12 del D.L. n. 83/12 ha introdotto disposizioni per la riqualificazione di aree urbane, con particolare riguardo a quelle degradate, attraverso un strumento operativo denominato "Piano nazionale per le città" affidato alla gestione di una apposita Cabina di regia (istituita, in attuazione del medesimo articolo, con il D.M. Infrastrutture 3 agosto 2012).
Grande viabilità Roma 

Sono assegnati a Roma Capitale 60 milioni di euro (40 milioni per l'anno 2019 e 20 milioni per il 2020) per interventi di ripristino straordinario della piattaforma stradale della grande viabilità da eseguire anche, nei casi emergenziali, con il Ministero della difesa, ed è autorizzata la spesa di 15 milioni di euro (5 milioni annui dal 2019 al 2021) per l'acquisto di mezzi strumentali al ripristino delle piattaforme stradali (articolo 1, comma 933-936, della legge di bilancio 2019).

Rigenerazione urbana 

L'art. 5 del D.L. 32/19 reca modifiche al D.P.R. 380/2001 (Testo unico in materia edilizia) volte a favorire la rigenerazione urbana, la riqualificazione del patrimonio edilizio e delle aree urbane degradate, la riduzione del consumo di suolo, lo sviluppo dell'efficienza energetica e delle fonti rinnovabili e il miglioramento e l'adeguamento sismico del patrimonio edilizio esistente, anche con interventi di demolizione e ricostruzione. A tal fine, si prevede che le disposizioni del comma 1 dell'art. 2-bis del DPR 380/2001 (che consentono a regioni e province autonome di prevedere, con proprie leggi e regolamenti, disposizioni derogatorie al DM 1444/1968 e possono dettare disposizioni sugli spazi da destinare standard urbanistici) sono finalizzate a orientare i comuni nella definizione di limiti di densità edilizia, altezza e distanza dei fabbricati negli ambiti urbani consolidati del proprio territorio. Si dispone altresì che gli interventi di demolizione e ricostruzione sono subordinati al rispetto delle distanze legittimamente preesistenti, alla coincidenza dell'area di sedime e del volume dell'edificio e al rispetto dei limiti dell'altezza massima dell'edificio demolito.

La disposizione reca infine una disposizione di interpretazione autentica, in base alla quale le disposizioni di cui all'articolo 9, commi secondo e terzo, del DM 1444/1968 si interpretano nel senso che i limiti di distanza tra i fabbricati ivi previsti si considerano riferiti esclusivamente alla zona C) (ossia alle parti del territorio destinate a nuovi complessi insediativi, che risultino inedificate o nelle quali l'edificazione preesistente non raggiunga i limiti di superficie e densità delle parti del territorio interessate da agglomerati urbani che rivestano carattere storico, artistico e di particolare pregio ambientale o da porzioni di essi).

L'art. 5-sexies del D.L. 32/2019 detta disposizioni per gli edifici condominiali degradati o ubicati in aree degradate, prevedendo la possibilità per il sindaco del Comune in cui siano ubicati edifici condominiali dichiarati degradati dal Comune stesso, di richiedere la nomina di un amministratore giudiziario, che assuma le decisioni indifferibili e necessarie in funzione sostitutiva dell'assemblea condominiale. Tale richiesta può essere effettuata ove ricorrano le condizioni di cui all'articolo 1105, quarto comma, del codice civile, e dunque nelle situazioni in cui non si prendono i provvedimenti necessari per l'amministrazione della cosa comune o non si forma una maggioranza, ovvero se la deliberazione adottata non viene eseguita.

Programma innovativo nazionale per la qualità dell'abitare

Con riferimento alle misure volte a far fronte alle esigenze abitative, la legge di bilancio 2020 (L. 160/19) prevede l'adozione di un Programma innovativo nazionale per la qualità dell'abitare, finalizzato alla riduzione del disagio abitativo con particolare riferimento alle periferie in un'ottica di sostenibilità e densificazione e senza consumo di nuovo suolo, i cui interventi devono seguire il modello urbano della città intelligente, inclusiva e sostenibile (Smart city), mediante l'istituzione di un apposito fondo nello stato di previsione del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, con una dotazione complessiva in termini di competenza e cassa pari a 853,81 milioni euro per gli anni 2020-2033 (art. 1, commi 437-444).

Incentivi per la valorizzazione edilizia 

L'art. 7 del D.L. 34/2019 ha stabilito fino al 31 dicembre 2021 un regime di tassazione agevolata (imposta di registro, imposte ipotecaria e catastale pari a 200 euro ciascuna), per incentivare interventi di sostituzione di vecchi edifici con immobili ricostruiti con caratteristiche energetiche elevate (classe A o B) e rispetto delle norme antisismiche. La norma è a favore  di imprese di costruzione o di ristrutturazione immobiliare che entro i successivi dieci anni provvedono alla demolizione, ricostruzione e vendita degli stessi edifici.  In caso di mancato rispetto delle condizioni d'accesso all'agevolazione, sono dovute le imposte di registro, ipotecaria e catastale nella misura ordinaria, una sanzione pari al 30 per cento delle stesse imposte e gli interessi di mora a decorrere dall'acquisto dell'immobile.

Programmi infrastrutturali nei comuni

Sport e periferie 

Le risorse previste per le opere segnalate dai Comuni alla Presidenza del Consiglio dei ministri dal 2 al 15 giugno  2014 (Cantieri in comune,  previsti dal decreto legge 133/2014, cd. decreto "Sblocca Italia"), non assegnate o non utilizzate, sono attribuite allo stato di previsione del MEF, a favore del Fondo "Sport e Periferie", di cui all'art. 15 del D.L. n. 185/2015 (articolo 1, comma 640, della legge di bilancio 2019), assegnate con la delibera CIPE n. 4 del 17 gennaio 2019. A decorrere dal 1° gennaio 2020, la società Sport e Salute S.p.A. è qualificata come "centrale di committenza", al fine di svolgere attività di centralizzazione delle committenze per conto delle amministrazioni aggiudicatrici o enti aggiudicatari operanti nel settore dello sport e tenuti al rispetto delle disposizioni del Codice dei contratti pubblici (D.Lgs. 50/2016). Le risorse del Fondo sport e periferie già destinate al CONI sono trasferite alla Sport e Salute S.p.A.. (articolo 1, commi 27, 28 e 29, D.L. 32/2019).

 

Conclusione dei programmi infrastrutturali "6000 Campanili" e "Nuovi Progetti di Intervento" (art. 4, comma 7, primo periodo, D.L. 32/2019)

Si dispone la conclusione dei programmi infrastrutturali "6000 Campanili" e "Nuovi Progetti di Intervento" (D.L. 69 del 2013, Legge n. 147/2013 e D.L. 133 del 2014) a decorrere dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del decreto-legge 32/2019.  

Ai fini della realizzazione di opere pubbliche in Comuni (o unioni di Comuni) con popolazione inferiore a 5 mila abitanti o in Comuni risultanti dalla fusione di piccoli Comuni, specifiche risorse sono state previste: "nel primo programma "6000 Campanili" avviato dal DL 21 giugno 2013, n. 69 (finanziato con 100 milioni di euro, successivamente incrementati di ulteriori 50 milioni con la legge di stabilità 2014 - legge n. 147 /2013 e, infine, ulteriormente incrementati di altri 100 milioni dal DL n. 133/2014), per interventi infrastrutturali di adeguamento, ristrutturazione e nuova costruzione di edifici pubblici, ivi compresi gli interventi relativi all'adozione di misure antisismiche, ovvero di realizzazione e manutenzione di reti viarie e infrastrutture accessorie e funzionali alle stesse o reti telematiche di NGN e WI-FI, nonché di salvaguardia e messa in sicurezza del territorio. Di questi complessivi 250 milioni finanziati e impegnati, gli importi erogati al 2017 sono stati pari a 213,5 milioni, corrispondenti a 293 interventi finanziati e 125 interventi conclusi. Con lo stesso DL n. 133/2014 sono stati finanziati due ulteriori programmi: il primo, "Nuovi progetti di interventi" (periodo 2013-2017), indirizzato a Comuni e unioni di Comuni, con popolazione inferiore a 5 mila abitanti, e finanziato con 100 milioni di euro, per riqualificazione e manutenzione del territorio (art. 3, comma 3), efficientamento energetico del patrimonio edilizio pubblico, produzione e distribuzione di energia da fonti rinnovabili e messa in sicurezza dell'edilizia pubblica; gli importi erogati al 2017 sono stati pari a 68,5 milioni, a fronte di 286 interventi finanziati e 91 conclusi; il secondo programma, "Cantieri in Comune" (periodo 2015-2017), per opere segnalate dai Comuni già cantierate o cantierabili, con un finanziamento di 200 milioni di euro, per 137 interventi finanziati di cui 8 conclusi" (cfr.  Relazione della Corte dei conti sul rendiconto generale dello stato 2017).

 Programma di interventi infrastrutturali per piccoli Comuni fino a 3.500 abitanti (art. 4, comma 7, secondo e terzo periodo, D.L. 32/2019)

Si prevede l'assegnazione per il nuovo Programma di interventi infrastrutturali per piccoli Comuni fino a 3.500 abitanti delle economie risultanti dai predetti programmi ("6000 Campanili" e "Nuovi Progetti di Intervento"), per lavori di immediata cantierabilità per la manutenzione di strade, illuminazione pubblica, strutture pubbliche comunali. Più in particolare, si prevede che con decreto del Ministro delle infrastrutture e dei trasportidi concerto con il Ministro dell'economia e delle finanze, da adottarsi entro 30 giorni dalla data di entrata in vigore della disposizione, si provvede alla ricognizione delle somme iscritte nel bilancio dello Stato, anche in conto residui, e non più dovute relative ai predetti programmi, con esclusione delle somme perente. Tra le finalità cui è preordinato il finanziamento del programma di interventi infrastrutturali per Piccoli Comuni fino a 3.500 abitanti per lavori di immediata cantierabilità rientra anche l'abbattimento delle barriere architettoniche.

  Investimenti degli enti territoriali

La legge di bilancio 2019 (L. n. 145/2019) ha previsto, tra l'altro, diversi interventi riguardanti:

- l'istituzione di un Fondo per gli investimenti degli enti territoriali (commi 122, 123 e 126), con una dotazione di 2,78 miliardi di euro per il 2019, 3,18 miliardi di euro per il 2020, 1,26 miliardi di euro per il 2021, oltre a circa 28 miliardi di euro complessivi tra il 2022 e il 2033, mentre dal 2034 l'importo è fissato in 1,5 miliardi di euro;

- contributi da parte del Ministero dell'interno ai comuni, per un limite complessivo di 400 milioni di euro per il 2019, per la messa in sicurezza di scuole, strade, edifici pubblici e patrimonio comunale (ripartiti con il decreto 10 gennaio 2019) (commi 107-114);

- risorse per la messa in sicurezza di edifici e del territorio, per il periodo 2021-2033, pari a circa 8,1 miliardi di euro complessivi, assegnati dalle singole regioni e dal Ministero dell'interno ai comuni (commi 134-148-bis). L'articolo 49, comma 1, lettere a) e b) del D.L. 124/19 ha esteso l'utilizzo delle risorse attribuite ai comuni dalle singole regioni (pari a 3,2 miliardi di euro)  anche al settore dei trasporti e della viabilità, con la finalità di ridurre l'inquinamento ambientale, e di favorire investimenti finalizzati alla rigenerazione urbana, alla riconversione energetica verso fonti rinnovabili, ad infrastrutture sociali e alle bonifiche ambientali.  La legge di bilancio 2020 (art. 1, comma 66) ha provveduto ad incrementare le risorse assegnate dalle regioni ai comuni di 2,4 miliardi di euro ed ad estenderle anche all'anno 2034. Sempre la legge di bilancio 2020 (art. 1, comma 38, lettere a) e c)) è intervenuta sulle risorse assegnate dal Ministero dell'interno ai comuni portandole da 4,9 miliardi di euro a 8,8 miliardi di euro, estendendole anche all'anno 2034, ed includendo l'efficientamento energetico degli edifici tra le opere finanziabili.

L'art. 30 del D.L. 34/2019 (commi 1-14-bis, 14-quater e 14-quinquies) prevede l'assegnazione, con decreto del MISE e a valere sul Fondo Sviluppo e Coesione, di contributi in favore dei comuni, per la realizzazione di progetti di efficientamento energetico e di sviluppo territoriale sostenibile (mobilità sostenibile, adeguamento e messa in sicurezza di scuole, edifici pubblici e patrimonio comunale e abbattimento delle barriere architettoniche), nel limite massimo di 500 milioni di euro per l'anno 2019 comunque commisurati alla popolazione dei comuni beneficiari. Tra i progetti di efficientamento energetico rientrano, oltre agli interventi volti all'efficientamento dell'illuminazione pubblica nonché all'installazione di impianti per la produzione di energia da fonti rinnovabili e al risparmio energetico degli edifici di proprietà pubblica, anche quelli di edilizia residenziale pubblica. Con il comma 14-ter dell'art. 30 del D.L. 34/2019,  a decorrere dal 2020, sono previsti contributi ai comuni con meno di 1.000 abitanti per la messa in sicurezza di scuole, strade, edifici pubblici, patrimonio comunale e abbattimento delle barriere architettoniche a beneficio della collettività.

La legge di bilancio 2020 (L. 160/19) ha inoltre previsto:

- un fondo nello stato di previsione del Ministero dell'interno, per investimenti nei comuni, con una dotazione di 400 milioni di euro, per ciascuno degli anni dal 2025 al 2034, nei settori dell'edilizia pubblica, della viabilità, del dissesto idrogeologico, della prevenzione del rischio sismico e dei beni culturali e ambientali (articolo 1, commi 44-46). Nel caso di mancata approvazione del piano urbanistico attuativo (P.U.A) e del piano di eliminazione Barriere architettoniche (P.E.B.A), entro il 31 dicembre dell'anno precedente, è prevista la riduzione del 5 per cento dei contributi attribuiti (tale previsione vale anche per quanto stabilito dalla legge di bilancio 2020 (art. 1, comma 38, lettere a) e c)) sulle risorse assegnate dal Ministero dell'interno ai comuni (vedi supra).

- un fondo per il finanziamento di interventi relativi ad opere pubbliche di messa in sicurezza, ristrutturazione, riqualificazione o costruzione di edifici di proprietà dei comuni destinati ad asili nido, scuole dell'infanzia e centri polifunzionali per i servizi alla famiglia (art. 1,commi 59, 60 e 61)

- un fondo per lo sviluppo delle reti ciclabili urbane con una dotazione finanziaria di 50 milioni di euro per ciascuno degli anni 2022, 2023 e 2024, per finanziare il 50% degli interventi di realizzazione di nuove piste ciclabili urbane da parte di comuni e di unioni di comuni che abbiano approvato strumenti di pianificazione che prevedono lo sviluppo strategico della rete ciclabile urbana (commi da 47 a 50);

- l'assegnazione per gli anni dal 2021 al 2034, di complessivi 8,5 miliardi di euro ai comuni, per investimenti in progetti di rigenerazione urbana volti alla riduzione di fenomeni di marginalizzazione e degrado sociale, nonché al miglioramento della qualità del decoro urbano e del tessuto sociale ed ambientale (art. 1, commi 42 e 43);

- un contributo per piccoli investimenti (articolo 1, commi 29-37) nel limite complessivo di 500 milioni di euro annui, per ciascun anno del periodo 2020-2024 destinati ad opere pubbliche in materia di efficientamento energetico e di sviluppo territoriale sostenibile;

- l'assegnazione agli enti locali, per spesa di progettazione definitiva ed esecutiva, relativa ad interventi di messa in sicurezza del territorio a rischio idrogeologico, di messa in sicurezza ed efficientamento energetico delle scuole, degli edifici pubblici e del patrimonio comunale, nonché per investimenti di messa in sicurezza di strade, di contributi nel limite di 85 milioni di euro per l'anno 2020, di 128 milioni di euro per l'anno 2021, di 170 milioni di euro per l'anno 2022 e di 200 milioni di euro per ciascuno degli anni dal 2023 al 2034 (articolo 1, commi 51-58);

- contributi per investimenti a province e città metropolitane (articolo 1, commi 62-64 ), per un importo complessivo di 6,1 miliardi di euro (aggiuntivi rispetto a quanto già previsto dal comma 1076 dell'art. 1 della legge di bilancio 2018 (L. 205/2017)) per il periodo 2020-2034, per il finanziamento degli interventi relativi a programmi straordinari di manutenzione della rete viaria di province e città metropolitane, nonché degli interventi relativi ad opere pubbliche di messa in sicurezza delle strade e di manutenzione straordinaria ed efficientamento energetico delle scuole degli enti medesimi. 

La legge di bilancio 2020 (art. 1, comma 39)  ha inoltre stabilito termini temporali puntuali, per l'affidamento di lavori da parte dei comuni beneficiari del contributo per il 2019, previsto, tra l'altro, all'art. 1, commi 853- 861, della legge n. 205 del 2017 (legge di bilancio 2018), in cui si dispone per il triennio 2018-2020, contributi ai comuni per investimenti in opere pubbliche di messa in sicurezza degli edifici e del territorio degli enti locali, nel limite complessivo di 150 milioni di euro per l'anno 2018, 300 milioni di euro per l'anno 2019 e 400 milioni di euro per l'anno 2020

 

Attività parlamentare 

In materia di contenimento del consumo di suolo, si segnala che nella corrente legislatura, è in corso al Senato, presso le Commissioni riunite 9a (agricoltura) e 13a (territorio, ambiente, beni ambientali), l'esame in sede referente dei seguenti abbinati disegni di legge di iniziativa parlamentare (S. 86 S.164S.438S.572S.843S.866S.63S.609S.965S.984S.1044S.1177S.1398). Nel corso dell'esame le Commissioni si sono svolte diverse audizioni informali durante le quali i soggetti auditi hanno depositato documenti e memorie.

Si ricorda inoltre che alla Camera è stata assegnata alla VIII Commissione la proposta di legge (A.C. 113in materia di rigenerazione urbana, di cui è iniziato l'esame. 

ultimo aggiornamento: 6 marzo 2020
 
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