tema 23 luglio 2026
Studi - Affari esteri
Le leggi di ratifica dei Trattati internazionali nella XIX Legislatura

Nella legislatura in corso la Commissione III della Camera dei deputati ha esaminato più di 80 ratifiche, di cui quasi il 90 per cento sono già divenute legge. Solo in un caso il disegno di legge di ratifica è stato respinto (Ratifica ed esecuzione dell'Accordo recante modifica del Trattato che istituisce il Meccanismo europeo di stabilità, fatto a Bruxelles il 27 gennaio e l'8 febbraio 2021 - A.C. 712A.C. 722).

La maggior parte delle ratifiche esaminate hanno iniziativa governativa e riguardano un ampio novero di settori di intervento che comprende i trasporti, la cultura, la giustizia, il sociale, la difesa, il fisco, il lavoro la materia migratoria, la protezione di investimenti, la proprietà industriale, l'ambiente, l'agricoltura, la ricostruzione ed altri settori.

 Si tratta nella maggior parte dei casi di Accordi di recente conclusione (successiva al 2021) o nel decennio precedente. In poco più di una decina di casi gli accordi sono stati conclusi prima del 2010.

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Nell'ordinamento italiano il quadro normativo sulla stipulazione dei trattati risulta dall'art. 80 e dall'art. 87, c. 8, della Costituzione.  L'art. 87 stabilisce che il Presidente della Repubblica «ratifica i trattati internazionali, previa, quando occorra, l'autorizzazione del Parlamento»; l'art. 80 a sua volta dispone: «le Camere autorizzano con legge la ratifica dei trattati internazionali che sono di natura politica o prevedono arbitrati o regolamenti giudiziari, o importano variazioni del territorio od oneri alle finanze o modificazioni di leggi».

 

È opportuno precisare  che l'espressione «trattati internazionali» va intesa nel senso più ampio come inclusiva di qualsiasi accordo tra Stati diretto a disciplinare i reciproci rapporti, quale che sia la sua denominazione nella prassi diplomatica: convenzione, accordo, protocollo, atto, statuto, dichiarazione, patto, carta ecc.

 

Va, inoltre, rilevato che il nostro ordinamento si conforma, giusto l'art. 10, c. 1 della Costituzione, al diritto internazionale generale e pertanto anche alla norma consuetudinaria che prevede la libertà di forma per la conclusione degli accordi internazionali. Dalla norma sopra menzionata e dagli artt. 80 e 87 della Costituzione, si ricava che dal punto di vista dell'ordinamento italiano i trattati possono essere distinti in tre categorie, a seconda del modo di conclusione (che è libero nell'ordinamento internazionale, ma può essere normativamente predeterminato dal diritto interno):

(a) la prima è data dai trattati che rientrano nell'art. 80 e per i quali è necessaria l'autorizzazione del Parlamento e la ratifica da parte del Capo dello Stato;

(b) la seconda categoria è data da quei trattati per i quali è richiesta solo la ratifica da parte del Capo dello Stato, senza quindi che sia necessaria l'autorizzazione preventiva delle Camere;

(c) la terza categoria è riconducibile a quei trattati che vengono conclusi in modo diverso dalla ratifica, con la sola sottoscrizione o accettazione da parte di organi dell'esecutivo (c.d. accordi in forma semplificata).

 

Tal e conclusione è confermata dalla legislazione ordinaria, ove si osservi che la legge 11.12.1984 n. 839, ‘Norme sulla Raccolta ufficiale degli atti normativi della Repubblica italiana e sulla Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana',  prevede che siano pubblicati nel loro testo integrale gli accordi ai quali la Repubblica si obbliga nelle relazioni internazionali, "ivi compresi quelli in forma semplificata" e che non sono già pubblicati in quanto oggetto di una legge di autorizzazione alla ratifica o di esecuzione ovvero di un decreto contenente misure di esecuzione (art. 1, lett. f).
Tale atto legislativo svolge pertanto una duplice funzione: da un lato, riconosce esplicitamente la figura dell'accordo in forma semplificata; dall'altro, afferma un generale principio di pubblicità degli impegni internazionali assunti dall'Italia. Quanto alla modalità con cui dar seguito a tale principio, l'art. 4 della stessa legge prevede che il Servizio del contenzioso diplomatico trasmette «tutti gli atti internazionali ai quali la Repubblica si obbliga nelle relazioni esterne, trattati, convenzioni, scambi di note, accordi o altri atti comunque denominati» per la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale.
Nella seduta del 7 aprile 2026, nel corso dell' informativa urgente resa dal Ministro della Difesa, Guido Crosetto, sull'utilizzo delle basi militari nel territorio italiano da parte delle Forze armate statunitensi, il Ministro ha ricordato gli accordi che regolano la disciplina dell'impiego delle basi militari (presenti in molti Paesi occidentali, fra cui, oltre all'Italia, Gran Bretagna, Germania, Spagna, Grecia, Polonia) da parte degli Stati appartenenti alla NATO e degli Stati Uniti. In campo NATO, le norme sono contenute nella Convenzione sullo statuto delle Forze, il cosiddetto SOFA del 1951, ratificato con la legge n. 1335 del 1955, che disciplina lo status delle Forze armate degli Stati membri sul territorio di un altro Paese dell'Alleanza. In campo bilaterale, per l'utilizzo da parte degli Stati Uniti delle basi militari sul suolo italiano, i protocolli sono definiti nei seguenti atti di natura pattizia: l'Air Technical Agreement, firmato il 30 giugno 1954, che definisce i limiti delle attività operative, addestrative, tecniche, logistiche e di supporto che i velivoli americani possono effettuare sul territorio italiano; il BIA, Bilateral Infrastructure Agreement, siglato il 20 ottobre 1954, noto come "Accordo Ombrello", aggiornato nel 1973, da cui discende il Memorandum d'intesa Italia-Stati Uniti del 2 febbraio 1995, noto come Shell Agreement, relativo alle installazioni e infrastrutture concesse in uso alle Forze statunitensi in Italia, in cui le parti si impegnano a stipulare sottostanti accordi tecnici per ciascuna base.
Il Ministro ha dichiarato che i due accordi del 1954 - che prevedono come legittime alcune attività e ne escludono altre, possibili solo in caso di un'ulteriore autorizzazione - hanno un' elevata classifica di segretezza e non possono essere declassificati unilateralmente dall'Italia perché occorre il consenso degli Stati Uniti, aggiungendo d'altronde che dall'entrata in vigore di tutti i sopra citati strumenti " nessun Governo, di qualsivoglia colore, tendenza o ideale politico, ha mai proposto una loro revisione o, men che meno, ha mai proposto la desecretazione di alcuni di essi". 
ultimo aggiornamento: 13 aprile 2026

A fine luglio 2026 la Commissione III della Camera dei deputati ha esaminato 82 ratifiche, di cui quasi il 90 per cento sono già divenute legge. Le altre sono ancora in corso d'esame presso il Parlamento e solo in un caso il disegno di legge di ratifica è stato respinto (Ratifica ed esecuzione dell'Accordo recante modifica del Trattato che istituisce il Meccanismo europeo di stabilità, fatto a Bruxelles il 27 gennaio e l'8 febbraio 2021 - A.C. 712, A.C. 722).

La maggior parte delle ratifiche esaminate hanno iniziativa governativa. Il 13,4 per cento sono di iniziativa parlamentare.

Le ratifiche corrispondono ad un ampio novero di settori di intervento, fra cui si possono ricordare:

  • il settore dei trasporti;
  • la cultura (ratifiche di cooperazione culturale, di coproduzione cinematografica, di collaborazione radiotelevisiva);
  • il settore della giustizia (tra cui alcune ratifiche riguardanti la cooperazione di polizia);
  • la sicurezza sociale e il terzo settore;
  • il settore della difesa;
  • gli accordi di partenariato;
  • il settore fiscale (in particolare ratifiche riguardanti le doppie imposizioni);
  • il lavoro.

Tra gli altri settori di intervento toccati si ricordano la materia migratoria, la protezione di investimenti, la proprietà industriale, l'ambiente, l'agricoltura, la ricostruzione.

 

Con riferimento alla data di conclusione degli accordi oggetto dei disegni di legge di ratifica esaminati, si rileva che tre di essi hanno data antecedente al 2000, otto sono stati conclusi fra il 2000 e il 2010, ventiquattro fra il 2011 e il 2020 e quarantasei dal 2021 ad oggi (dati a fine luglio 2026).

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ultimo aggiornamento: 23 luglio 2026