Università
A seguito delle esigenze emergenziali derivanti dal conflitto, diversi sono stati gli interventi di carattere legislativo che hanno riguardato, in particolare, il settore dell'istruzione superiore e della ricerca.
In tale ambito, un intervento specifico è stato introdotto dall'articolo 5-quinquies del decreto-legge 25 febbraio 2022, n. 14, che ha previsto l'istituzione, presso il Ministero dell'università e della ricerca, di un fondo straordinario con una dotazione pari a 1 milione di euro per l'anno 2022. Tale Fondo era destinato a promuovere iniziative di sostegno in favore degli studenti di nazionalità ucraina iscritti, ovvero aderenti al programma Erasmus, presso le università, anche non statali, legalmente riconosciute, ammesse al contributo di cui alla legge 29 luglio 1991, n. 243, e le istituzioni di alta formazione artistica, musicale e coreutica, di cui all'articolo 1 della legge 21 dicembre 1999, n. 508, nonché dei dottorandi, dei ricercatori e dei professori di nazionalità ucraina che partecipano, a qualsiasi titolo, alle attività delle predette università e istituzioni di alta formazione artistica, musicale e coreutica o degli enti di ricerca vigilati dal Ministero dell'università e della ricerca.
Il medesimo fondo era inoltre destinato, per le iniziative ivi indicate, anche in favore dei soggetti di cui all'articolo 1, comma 390, della legge 30 dicembre 2021, n. 234 (ovvero profughi delle crisi in Afghanistan e Ucraina), nonché dei soggetti ai quali, in conseguenza delle crisi politiche e militari in atto, sia stata concessa la protezione internazionale, anche temporanea.
Le modalità di utilizzo delle risorse del fondo sono state definite con decreto del Ministro dell'università e della ricerca del 2 maggio 2022, che ha disciplinato i criteri di riparto tra le istituzioni beneficiarie e gli strumenti di intervento, tra cui borse di studio e servizi per il diritto allo studio.
L'intervento normativo citato ha carattere straordinario e temporaneo, essendo riferito all'anno 2022. Dal 2023 al 2026 non sono state introdotte nuove misure legislative specificamente dedicate ai cittadini ucraini nel settore universitario. Tuttavia, il diritto allo studio continua ad essere garantito attraverso l'istituto della protezione temporanea che consente l'accesso all'istruzione e ai servizi connessi, attivata con decisione di esecuzione (UE) 2022/382 del 4 marzo 2022 e prorogata fino al 4 marzo 2027 con la decisione di esecuzione (UE) 2025/1460 del 15 luglio 2025. Attualmente, il sostegno nel settore accademico e, nello specifico, la tutela degli studenti e dei ricercatori in condizioni di vulnerabilità, si realizzano in misura significativa attraverso programmi europei vigenti come Erasmus+, il Fondo Asilo, Migrazione e Integrazione (FAMI) 2021–2027, attuato in Italia anche tramite iniziative del Ministero dell'università e della ricerca e in collaborazione con la Conferenza dei Rettori delle Università Italiane (CRUI). A titolo esemplificativo si ricorda l'attivazione anche per l'anno accademico 2025/2026 dell'avviso per le borse di studio per titolari di protezione internazionale a.a. 2025/26. Si segnala, inoltre, la pubblicazione dell'avviso del MUR, finanziato nell'ambito del FAMI, per l'assegnazione di 300 borse di studio destinate a studentesse e studenti con protezione internazionale o con protezione temporanea, iscritti nell'anno accademico 2025-2026 presso le AFAM e le Scuole Superiori per mediatori lingusitici (SSML)
Scuola
Per quanto concerne le misure in materia di istruzione, a partire dal 2022, il legislatore italiano ha adottato interventi specifici a favore degli studenti ucraini accolti nelle scuole italiane (emergenza educativa ucraina). In particolare, l'articolo 46 decreto-legge n. 50 del 2022 (legge n. 91 del 2022), ha previsto che per l'anno scolastico 2021/2022 il Ministro dell'istruzione potesse adottare misure straordinarie per la valutazione degli apprendimenti e per lo svolgimento degli esami di Stato conclusivi del primo e del secondo ciclo di istruzione dei profughi ucraini. A livello attuativo, l'ordinanza ministeriale n. 156 del 4 giugno 2022, recante "Valutazione degli apprendimenti ed esami di Stato degli alunni e degli studenti ucraini per l'anno scolastico 2021/2022", ha stabilito criteri di valutazione flessibili, piani di apprendimento individualizzati, esoneri dagli esami e attestati di credito formativo per gli studenti che, a causa delle difficoltà linguistiche o dell'impatto del conflitto, non potevano sostenere regolarmente le prove. In base all'ordinanza, per gli scrutini delle classi intermedie del primo e del secondo ciclo, la valutazione è effettuata collegialmente dal consiglio di classe (dai docenti contitolari della classe per la scuola primaria), in riferimento all'eventuale Piano didattico personalizzato (PDP), predisposto tenendo conto dell'impatto psicologico e del livello delle competenze linguistico-comunicative in lingua italiana, nonché della complessità del processo di apprendimento maturato nel contesto della guerra e della conseguente emergenza umanitaria.
Nel primo ciclo, gli alunni vengono ammessi alla classe successiva anche in mancanza di elementi sufficienti per la valutazione che viene espressa tramite un giudizio globale sugli apprendimenti, sull'acquisizione di capacità linguistico-comunicative, sul livello di socializzazione e partecipazione alla didattica.
Nel secondo ciclo, in mancanza di sufficienti elementi di valutazione o con votazioni inferiori a sei decimi, si viene comunque ammessi alla classe successiva, ma il consiglio di classe predispone un Piano di apprendimento individualizzato con obiettivi e strategie per il raggiungimento dei relativi livelli di apprendimento.
Per alunni e studenti ammessi alle classi successive, è stato predisposto un Piano di apprendimento individualizzato e, nell'anno scolastico 2022/2023, sono state realizzate attività idonee a sostenerne l'attuazione.
Per le studentesse e gli studenti ucraini che, secondo il consiglio di classe, non siano in grado di sostenere gli Esami conclusivi del primo e del secondo ciclo in considerazione del livello delle abilità linguistiche ricettive e produttive scritte e orali nella lingua italiana, o per il mancato raggiungimento delle competenze disciplinari previste dalle Indicazioni nazionali e dalle Linee guida, può essere deliberato l'esonero dallo svolgimento degli Esami di Stato.
A questi alunni e studenti, in sede di scrutinio finale, il consiglio di classe rilascia un attestato di credito formativo che, per gli alunni della terza classe di scuola secondaria di primo grado, diventa titolo per l'iscrizione alla scuola secondaria di secondo grado.
Nei percorsi d'istruzione per adulti presso i CPIA, la valutazione viene effettuata tenendo conto del Patto formativo individuale e in base alle attività didattiche svolte. L'Esame di primo livello è sostituito da una valutazione finale da parte dei docenti. Il consiglio di classe, tenendo conto di eventuali carenze, può modificare il Patto formativo individuale per l'anno scolastico successivo, per permettere di sostenere l'Esame di Stato conclusivo.
Dal 2023 in poi, non sono state emanate nuove disposizioni legislative o ordinanze analoghe specificamente dedicate agli studenti ucraini. La frequenza scolastica e la valutazione dei minori ucraini continuano a essere garantite nell'ambito ordinario della protezione temporanea, istituita a livello europeo, come detto, con la decisione di esecuzione (UE) 2022/382. Tale disciplina consente ai beneficiari di accedere all'istruzione in tutti i cicli scolastici e ai servizi connessi secondo le regole ordinarie del diritto allo. I minori ucraini continuano a essere inseriti regolarmente nelle classi e ad usufruire di misure di accoglienza, tra cui attività di supporto linguistico per l'apprendimento dell'italiano; piani didattici personalizzati per favorire l'inserimento.
Sulla base del rapporto dell'UE riguardante i risultati dell'indagine sull'inclusione dei bambini sfollati dall'Ucraina nell'istruzione in tutta l'Unione europea per l'anno scolastico 2023-2024, si stima che circa 700.000 bambini sfollati siano iscritti a scuola in tutta l'UE, confermando l'efficacia delle strategie di integrazione adottate dagli stati membri.
Sulla base del rapporto dell'UE e dei dati 2024-2025 integrati nella piattaforma interattiva "Education of Refugee Children and Youth from Ukraine" (sviluppata in collaborazione con UNHCR e UNICEF), si stima che oltre 700.000 bambini sfollati siano iscritti nei sistemi scolastici dell'Unione.
I dati più recenti — raccolti tramite l'indagine campionaria SEIS 2024 (Socio-Economic Insights Survey) condotta dall'UNHCR su oltre 8.000 nuclei familiari e analizzati nei report congiunti UNHCR (pdf) e UNICEF pubblicati tra il 2024 e l'inizio del 2025 — evidenziano un aumento costante delle iscrizioni. In media, il 79% dei minori risulta inserito con successo nei percorsi d'istruzione obbligatoria dei paesi ospitanti. Tali dati confermano l'efficacia delle strategie di integrazione e l'impegno dei sistemi educativi europei nel garantire la continuità didattica nonostante il perdurare dell'emergenza.
Cultura
Sul versante della cultura, la quota più significativa d'interventi è stata messa in campo a livello amministrativo e intergovernativo.
Come si riporta sul sito della Protezione civile tra gli interventi figura anche il supporto fornito dal nostro Paese nell'ambito della conservazione dei beni culturali messi a rischio dalla guerra. I dettagli dell'operazione sono contenuti nella newsletter del progetto europeo PROCULTHER-NET disponibile online. Dall'inizio del conflitto, sono oltre 150 siti culturali ucraini che hanno subito danneggiamenti, tra cui edifici religiosi e storici, monumenti, musei e biblioteche. L'Italia è stata il primo Paese a rispondere alla richiesta di assistenza inviata nel mese di marzo dal Ministero della Cultura ucraino tramite il CECIS- Common Emergency Communication and Information System del Meccanismo Unionale di Protezione Civile. Il Dipartimento della Protezione Civile, in qualità di focal point del Meccanismo, ha interessato tutti i soggetti istituzionali competenti per garantire il supporto richiesto. Il Ministero della Cultura ha donato dieci kit contenenti materiali per le attività di messa in sicurezza, recupero, pronto intervento ed imballaggio di beni culturali danneggiati o a rischio di danneggiamento, aspiratori, compressori e dispositivi di protezione individuale per gli operatori, per un valore totale di oltre 80 mila euro. L'invio del materiale verso l'hub rumeno di Suceava è avvenuto pochi giorni dopo la richiesta avanzata dalle autorità ucraine. La Direzione generale per la sicurezza del patrimonio culturale del MiC ha inoltre monitorato la salvaguardia delle opere d'arte, mentre il Comando Carabinieri-Unità per la Tutela del Patrimonio Culturale ha messo a disposizione competenze e strumenti per facilitare il censimento dei siti più esposti. L'operazione ha evidenziato il ruolo chiave del progetto PROCULTHER-NET nell'implementare azioni coordinate e sinergiche per la tutela dei beni culturali a rischio e la necessità di rafforzare la comunità dedicata alla protezione del patrimonio culturale in situazioni di emergenza.
Il sito del MIC riporta inoltre, nella fase iniziale del conflitto russo-ucraino, l'attribuzione di 100 mila euro a 20 fondazioni culturali italiane (complessivamente pari a 2 mln di euro) per finanziare la realizzazione di residenze artistiche per artisti ucraini nei rispettivi settori di attività: dal teatro al cinema, dalle arti visive alla lirica, dalla danza alla museologia. Un intervento che si somma alla decisione del Governo italiano di offrire all'Ucraina i mezzi per la ricostruzione del Teatro di Mariupol (progetto rimasto inattuato, in quanto, la città è passata sotto il controllo russo. Il teatro, dopo la ristrutturazione da parte delle autorità russa, è stato riaperto tra la fine del 2025 e l'inizio del 2026).
Negli anni successivi, il ruolo italiano si è rafforzato anche nell'ambito della cooperazione internazionale. Nel corso della "Conferenza sulla Ripresa dell'Ucraina" (Ukraine Recovery Conference (URC) 2025) tenutasi a Roma il 10 e 11 luglio 2025, l'Italia ha consolidato impegni bilaterali con l'Ucraina per la restaurazione e la valorizzazione del patrimonio culturale nella regione di Odessa, attraverso accordi che prevedono assistenza tecnica e risorse per la riqualificazione di edifici storici e luoghi simbolici per un valore complessivo di oltre 12 milioni di euro. Sempre a Roma, è stata firmata l'Alleanza per la Resilienza della Cultura - un'iniziativa internazionale, coordinata dall'Ucraina, volta a consolidare gli sforzi internazionali per proteggere e ripristinare la cultura ucraina sia durante la guerra che nel dopoguerra. Durante il medesimo evento è stata inoltre siglata una convenzione tra l'Istituto Centrale per il Restauro (ICR) e l'Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo (AICS). Questa intesa si inserisce nella strategia di ricostruzione e rilancio dell'Ucraina, fortemente colpita dal conflitto, puntando su cultura e istruzione come leve di sviluppo sostenibile.
L'Italia ha inoltre partecipato al Fondo nazionale del Ministero della Cultura ucraino destinato a finanziare la conservazione, il restauro e la protezione del patrimonio culturale (UCHF). Inoltre, sempre in occasione della Conferenza sulla ripresa dell'Ucraina tenutasi a Roma nel 2025, l'Unione europea ha presentato un pacchetto di iniziative (Team Europe for Cultural Heritage in Ukraine) che coinvolge oltre 60 azioni di sostegno congiunto per la protezione, la formazione e la conservazione del patrimonio culturale ucraino, con finanziamenti supplementari nell'ambito del programma Creative Europe per promuovere progetti di preservazione, spettacolo e mobilità professionale.
Come si evince dal piano integrato di attività e organizzazione 2024-2026 (PIAO), in ambito internazionale, il Ministero della cultura, si muoverà seguendo le linee indicate dal Piano di Lavoro Europeo per la Cultura 2023-2026 che mira ad affrontare l'attuale crisi della società europea e internazionale, attraverso un'azione volta a rafforzare la dimensione esterna della cultura quale elemento unificante tra i popoli, con un'attenzione particolare e un'attività destinata alla salvaguardia e alla protezione del patrimonio culturale, in modo specifico per quello dell'Ucraina gravemente minacciato dalla guerra in atto. Il Ministero continuerà a svolgere un ruolo di primo piano nell'UNESCO, offrendo il supporto operativo per le azioni di intervento, per la salvaguardia del patrimonio culturale materiale e immateriale in grave pericolo a seguito di eventi bellici.