Al riequilibrio territoriale sono altresì destinati molti degli interventi del  Piano nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR), che costituisce un'occasione per il rilancio del Mezzogiorno e per la ripresa del processo di convergenza con le aree più sviluppate del Paese.

La coesione sociale e territoriale rappresenta uno dei pilastri fondamentali su cui poggia la programmazione e il contenuto dell'intero PNRR. Il Piano persegue, dunque, il riequilibrio territoriale e il rilancio del Sud come priorità trasversale a tutte le missioni del Piano.

L'asse strategico dell'inclusione sociale, in particolare, punta a ridurre il divario di cittadinanza, a superare le diseguaglianze profonde, spesso accentuate dalla pandemia, a superare la debolezza strutturale del sistema produttivo del Sud, accompagnando il processo di convergenza tra Sud e Centro-Nord quale obiettivo di crescita economica, come più volte richiesto nelle Raccomandazioni della Commissione europea.

L'ultima Relazione istruttoria sul rispetto del vincolo di destinazione alle regioni del Mezzogiorno, aggiornata al 31 dicembre 2024, conferma che il vincolo del 40 per cento delle risorse territorializzabili del PNRR destinate al Mezzogiorno è rispettato, con una quota complessiva pari al 41,1 per cento.

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Il PNRR mette a disposizione del Sud un complesso di risorse pari a non meno del 40 per cento delle risorse territorializzabili (pari a circa 82 miliardi, incluso il Piano nazionale complementare), per le otto regioni del Mezzogiorno. Si evidenzia che con il decreto-legge n. 60 del 2024  la misura del 40 per cento in favore del Sud è stata estesa a tutti gli investimenti ordinari destinati all'intero territorio nazionale (a fronte della precedente misura del 34 per cento). 

 L'assegnazione del 40 per cento delle risorse del PNRR al Mezzogiorno è stata ribadita, a livello normativo, dal decreto-legge 31 maggio 2021, n. 77, il quale ha attribuito alle Amministrazioni centrali titolari di interventi previsti dal PNRR il compito di assicurare che, in sede di definizione delle procedure di attuazione degli interventi, almeno il 40 per cento delle risorse allocabili territorialmente, anche attraverso bandi, indipendentemente dalla fonte finanziaria di provenienza, sia destinato alle regioni del Mezzogiorno, salve le specifiche allocazioni territoriali già previste nel Piano. Il Dipartimento per le politiche di coesione della Presidenza del Consiglio dei ministri, attraverso i dati rilevati dal sistema di monitoraggio attivato dal Servizio centrale per il PNRR, verifica il rispetto del predetto obiettivo e, laddove necessario, sottopone gli eventuali casi di scostamento alla Cabina di regia, che adotta le occorrenti misure correttive e propone eventuali misure compensative (art. 2, comma 6-bis). 

Il Dipartimento per le politiche di coesione ha pubblicato finora cinque Relazioni sul rispetto del vincolo di destinazione alle regioni del Mezzogiorno di almeno il 40 per cento delle risorse allocabili territorialmente. Le Relazioni sono consultabili sul sito del Dipartimento. Nelle prime tre Relazioni il perimetro dell'indagine ha incluso anche le risorse del PNC. A partire dalla quarta Relazione l'analisi si basa prioritariamente sulle evidenze fornite dal Sistema ReGiS della Ragioneria Generale dello Stato per il monitoraggio del PNRR e, pertanto, non comprende il PNC i cui dati di attuazione sono presenti in ReGiS solo limitatamente alle misure cofinanziate dal PNRR. 

Nella Quinta Relazione istruttoria sul rispetto del vincolo di destinazione alle regioni del Mezzogiorno di almeno il 40 per cento delle risorse allocabili territorialmente (presentata a luglio 2025 con dati aggiornati al 31 dicembre 2024) si afferma che nel complesso, la destnazione al Mezzogiorno delle risorse territorializzabili del PNRR si attesta su un valore pari al 41,1 per cento, corrispondente a circa 60,7 miliardi di euroin linea con il vincolo normativo stabilito dall'articolo 2, comma 6-bis, del D.L. n. 77/2021. Tale valore include una quota rilevante di risorse già attribuite a progetti specifici (81,8%) e una parte minoritaria (18,2%) basata su somme fornite dalle amministrazioni. Rispetto alla precedente rilevazione si osserva un lieve incremento sia in valore assoluto (da 59,3 a 60,7 miliardi di euro) sia in termini percentuali (da 40,8% a 41,1%) delle risorse destinate al Mezzogiorno.

Le risorse PNRR considerate con destinazione territoriale ammontano a circa 147,5 miliardi di euro sulle quali è calcolata la quota destinata al Mezzogiorno. Le rimanenti risorse del Piano sono classificate come "azioni di sistema" (8,4 miliardi) e come "altre azioni non territoriali" (38,5 miliardi). In tale ultima classificazione sono considerati gli investimenti che derivano da meccanismi a sportello automatici (quali l'Ecobonus per l'efficienza energetica, Transizione 4.0 e Transizione 5.0), su cui le Amministrazioni non effettuano alcun tipo di selezione.

La gran parte delle Amministrazioni rispetta il vincolo del 40 per cento delle risorse da destinare al Mezzogiorno. I casi in cui tale soglia non viene raggiunta riguardano il Ministero delle Imprese e del Made in Italy (MIMIT) che si attesta al 32,8 per cento e il Ministero del Turismo (MiTur) che si attesta al 31,4 per cento (in questo caso risentendo dell'elevato peso dell'investimento M1C3 4.3 Caput Mundi con localizzazione territoriale definita dal PNRR).

ultimo aggiornamento: 5 agosto 2025