tema 27 agosto 2020
Studi - Cultura Tutela e valorizzazione del patrimonio culturale

Tra i più recenti interventi riguardanti la tutela e la valorizzazione del patrimonio culturale, vi sono quelli adottati a seguito dell'emergenza sanitaria Coronavirus (COVID-19). Si veda l'apposito tema. Alcuni di tali interventi, peraltro, in particolare l'introduzione del Fondo per la cultura, il sostegno ai siti e agli elementi italiani del patrimonio culturale materiale e immateriale tutelati dall'Unesco e l'incremento di alcune risorse, hanno valenza generale.

Ulteriori, principali novità della legislatura in corso hanno riguardato: la proroga delle funzioni del Direttore generale di progetto del Grande Progetto Pompei e della struttura di supporto, nonché dell'Unità "Grande Pompei"; la sicurezza, il recupero e il restauro del patrimonio culturale nelle aree colpite dal sisma del 2016 e 2017; la prosecuzione dell'attività di digitalizzazione del patrimonio culturale; l'estensione del c.d. Art-bonus. Inoltre, sono state introdotte disposizioni in materia di prevenzione incendi negli istituti e luoghi della cultura, nelle sedi del Ministero per i beni e le attività culturali e per il turismo, nonché nelle sedi degli altri Ministeri sottoposte al cosiddetto vincolo.

Tali interventi si affiancano a quelli disposti nella precedente legislatura per le medesime finalità di tutela e valorizzazione del patrimonio culturale nazionale, molti dei quali continuano tuttora ad esplicare i propri effetti.

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Il D.L. 162/2019 (L. 8/2020: art. 7, co. 4 e 4-bis) – novellando il D.L. 83/2014 (L. 106/2014: art. 2) – ha prorogato fino al 2022 lo svolgimento delle funzioni del Direttore generale di progetto del Grande Progetto Pompei, nonché le attività dell'Unità "Grande Pompei", del Vice Direttore generale vicario e della struttura di supporto, nel limite massimo di € 900.000 lordi annui fino al 2022, a valere sulle risorse disponibili sul bilancio del Parco archeologico di Pompei. Inoltre, ha soppresso la previsione secondo cui, successivamente, le funzioni del Direttore generale di progetto rientrano nella competenza ordinaria del Parco archeologico di Pompei. Infine, ha integrato la composizione della struttura di supporto al Direttore generale di progetto aggiungendo ai 5 esperti già previsti, un esperto in mobilità e trasporti e un esperto in tecnologie digitali.

Dal programma straordinario al Grande progetto Pompei
Il D.L. 34/2011 (L. 75/2011: art. 2) aveva disposto l'adozione, da parte dell'allora Ministro per i beni e le attività culturali, di un programma straordinario ed urgente di interventi conservativi di prevenzione, manutenzione e restauro da realizzare nell'area archeologica di Pompei e nei luoghi ricadenti nella competenza territoriale della allora Soprintendenza speciale per i beni archeologici di Napoli e di Pompei.
Il 29 marzo 2012, la Commissione europea, con decisione n. C(2012) 2154, ha finanziato il programma straordinario quale Grande Progetto Comunitario – Grande Progetto Pompei – a valere su risorse del Programma Operativo Interregionale "Attrattori culturali, naturali e turismo" FESR 2007-2013 (POIn)". In particolare, il progetto è stato finanziato con € 74,2 mln di fondi UE e € 29,8 mln di fondi nazionali.
Successivamente, con decisione C(2016) 1497 final del 10 marzo 2016 – che ha modificato la decisione C(2012) 2154 –, accedendo alla richiesta presentata dall'Italia, la Commissione europea ha deciso che lo stesso era  articolato in due fasi:
- la fase I, a valere sulle risorse del Programma operativo interregionale "Attrattori culturali, naturali e turismo"-FESR 2007-2013;
- la fase II, a valere sulle risorse del PON "Cultura e sviluppo" - FESR 2014-2020.
La data prevista per il completamento era il 31 dicembre 2018.
Le azioni per accelerare la realizzazione del Grande Progetto Pompei
Il D.L. 91/2013 ( L. 112/2013: art. 1, co. da 1 a 7), al fine di accelerare la realizzazione del Grande Progetto Pompei, ha previsto la nomina di un Direttore generale di progetto, coadiuvato da una struttura di supporto (composta da un contingente di personale in posizione di comando, non superiore a 20 unità, proveniente dai ruoli del personale del MIBACT o di altre amministrazioni statali, appartenente ai profili professionali tecnico e amministrativo, nonché – in base alla norma costitutiva – da 5 esperti in materia giuridica, economica, architettonica, urbanistica e infrastrutturale), e di un Vice Direttore generale vicario. Al Direttore generale di progetto sono stati affidati specifici compiti, da svolgere in stretto raccordo con la allora Soprintendenza speciale per i beni archeologici di Pompei, Ercolano e Stabia, della quale lo stesso D.L. aveva previsto la costituzione e della quale rimanevano fermi compiti e attribuzioni in ordine alla gestione ordinaria del sito.
Ha previsto, altresì, la costituzione dell' Unità "Grande Pompei" – cui è stato preposto il medesimo Direttore generale di progetto, che ne ha assunto la rappresentanza legale –, dotandola di autonomia amministrativa e contabile, al fine di consentire il rilancio economico sociale e la riqualificazione ambientale e urbanistica dei comuni interessati dal piano di gestione Unesco "Aree archeologiche di Pompei, Ercolano e Torre Annunziata".
La struttura di supporto e l'Unità "Grande Pompei" sono state costituite con DPCM 12 febbraio 2014 . Per la regolamentazione dell'autonomia amministrativa e contabile dell'Unità "Grande Pompei" è intervenuto il DPCM 13 febbraio 2014 .
Successivamente, il D.L. 83/2014 ( L. 106/2014: art. 2, co. 5- ter) – come modificato, in particolare, dalla L. di bilancio 2018 ( L. 205/2017: art. 1, co. 308 )aveva stabilito che lo svolgimento delle funzioni del Direttore generale di progetto, nonché le attività dell'Unità "Grande Pompei", del Vice Direttore generale vicario e della struttura di supporto, erano prorogate fino al 31 dicembre 2019, stabilendo che, successivamente, le funzioni del Direttore generale di progetto dovevano rientrare nella competenza ordinaria del Parco archeologico di Pompei (che ha sostituito la allora Soprintendenza speciale Pompei, nuova denominazione, in base al l'art. 16, co. 1-bis del D.L. 78/2015 - L. 125/2015, della precedente Soprintendenza speciale per Pompei, Ercolano e Stabia ).
Inoltre, ha previsto l'attivazione, da parte del Direttore generale di progetto, di un Contratto istituzionale di sviluppo per la progettazione, la realizzazione e la gestione degli interventi previsti nel piano strategico relativo ai comuni interessati dal piano di gestione Unesco sopra indicato.
A sua volta, al fine di rispettare i termini per l'attuazione del Grande Progetto Pompei e di accelerare la progettazione degli interventi ivi previsti, lo stesso D.L. 83/2014 (art. 2, co. 5, come modificato, da ultimo, dall'art. 11, co. 1, D.L. 244/2016- L. 19/2017) ha costituito presso la Soprintendenza speciale una segreteria tecnica di progettazione, composta da non più di 20 unità di personale, alle quali possono essere conferiti incarichi di collaborazione per la durata massima di 36 mesi.
Con DPCM 27 dicembre 2013 il Generale di Corpo D'Armata Giovanni Nistri è stato nominato Direttore generale di progetto, mentre il ruolo di Vice Direttore generale vicario è stato affidato al dott. Fabrizio Magani, direttore regionale dei beni culturali e paesaggistici d'Abruzzo e responsabile del progetto l'Aquila.
La nomina del Vice Direttore generale vicario è stata poi revocata, con decorrenza dalla medesima data di nomina, con DPCM 17 ottobre 2014 (v. allegato 14 alla seconda Relazione semestrale al Parlamento). L'ottava relazione semestrale al Parlamento ( DOC CCXX, n. 1) evidenziava che, al 31 dicembre 2017, il Vice Direttore generale vicario non era stato ancora designato (nelle successive relazioni semestrali al Parlamento - DOC CCXX, n. 2, n. 3 e n. 4, quest'ultima trasmessa alle Camere con lettera del 19 settembre 2019 e riportante dati aggiornati al 30 giugno 2019 - non vi erano notizie al riguardo).
In considerazione del passaggio del Generale Giovanni Nistri ad altro incarico, a far data dal 1° gennaio 2016, con DPCM 16 febbraio 2016 è stato nominato Direttore generale di progetto, fino al 31 dicembre 2016, il Generale di Divisione Luigi Curatoli. L'incarico è stato poi prorogato fino al 31 dicembre 2017 con DPCM 8 giugno 2017.
Con DPCM 27 febbraio 2018 è stato nominato Direttore generale di progetto, fino al 31 dicembre 2019, il Generale di brigata Mauro Cipolletta.
Il 9 giugno 2020 è pervenuta alle Camere la richiesta di espressione del parere sulla conferma della nomina del Generale Mauro Cipolletta fino al 31 dicembre 2020 ( AG n. 53). La VII Commissione della Camera ha espresso parere favorevole il 30 giugno 2020.
Il 7 luglio 2020, presso la VII Commissione della Camera, si è tenuta l'audizione informale del Generale Mauro Cipolletta sullo stato di avanzamento dei lavori del Grande Progetto Pompei. Qui le slide presentate nel corso dell'audizione.
Qui la pagina dedicata sul sito del Governo.
ultimo aggiornamento: 27 agosto 2020

La L. di bilancio 2019 (L. 145/2018: art. 1, co. 619) ha autorizzato la spesa di € 600.000 per ciascuno degli anni 2019 e 2020 per il rafforzamento delle attività di conservazione e per la realizzazione di progetti sperimentali relativi ad iniziative in materia di sicurezza del patrimonio culturale nei territori delle regioni Abruzzo, Lazio, Marche e Umbria, interessati dagli eventi sismici verificatisi a far data dal 24 agosto 2016.

I progetti devono essere realizzati da parte delle Soprintendenze Archeologia, Belle arti, paesaggio delle regioni Abruzzo, Marche e Umbria e della Soprintendenza Archeologia, Belle arti, paesaggio per le province di Frosinone, Latina e Rieti.

Successivamente, il D.L. 123/2019 (L. 156/2019: art. 9-tricies) ha autorizzato la spesa di € 1,5 mln per ciascuno degli anni 2020 e 2021 per realizzare un programma speciale di recupero e restauro delle opere mobili ricoverate nei depositi di sicurezza nelle regioni dell'Italia centrale interessate dal sisma.

Da ultimo, il D.L. 162/2019 (L. 8/2020: art. 7, co. 5) – novellando le disposizioni introdotte dal d.lgs. 90/2016 (art. 11-bis, co. 2, primo periodo) – ha prorogato (dal 31 dicembre 2019) al 31 dicembre 2020 il termine per il mantenimento in essere delle contabilità speciali intestate ai Segretariati regionali di Abruzzo, Lazio, Marche e Umbria, in considerazione della necessità di completare gli interventi di messa in sicurezza del patrimonio culturale in conseguenza degli eventi sismici verificatisi a far data dal 24 agosto 2016, limitatamente alla gestione delle risorse finalizzate a tali interventi, incluse quelle messe a disposizione dal Dipartimento della protezione civile della Presidenza del Consiglio dei ministri.

ultimo aggiornamento: 27 agosto 2020

La L. di bilancio 2019 (L. 145/2018: art. 1, co. 566-568) ha previsto che il MIBACT doveva provvedere, entro 60 giorni dalla data della sua entrata in vigore, ad una ricognizione in tutti gli istituti e i luoghi della cultura, nelle proprie sedi, nonché nelle sedi degli altri Ministeri che siano sottoposte alle disposizioni di tutela previste dal Codice dei beni culturali e del paesaggio (d.lgs. 42/2004), a fini di prevenzione incendi..

Ha, altresì, previsto che lo stesso MIBACT e gli altri Ministeri che hanno in uso tali immobili dovevano, poi, provvedere, nei limiti delle risorse disponibili, alla messa a norma delle eventuali criticità rilevate, e all'adempimento delle eventuali prescrizioni impartite, secondo modalità e tempi stabiliti con uno o più decreti del Ministro dell'interno, di concerto con il Ministro per i beni e le attività culturali e per il turismo e il Ministro dell'economia e delle finanze, sentite le amministrazioni interessate, che dovevano essere adottati entro 60 giorni dalla scadenza del termine per l'effettuazione della ricognizione.

Con lo stesso atto devono essere previste, altresì, misure di sicurezza equivalenti eseguibili ai fini dell'adeguamento alle norme di prevenzione incendi, ovvero all'adempimento delle eventuali prescrizioni impartite, da attuare nei termini da esso stesso previsti e, comunque, non oltre il 31 dicembre 2022.

Il decreto previsto dalla L. di bilancio 2019 non risulta intervenuto.

In argomento, si ricorda, comunque, che il DPCM 169/2019, recante il regolamento di organizzazione del Mibact, istituendo la Direzione generale sicurezza del patrimonio culturale, ha affidato alla stessa, per quanto qui interessa, la necessaria unitarietà della gestione degli interventi finalizzati alla prevenzione e alla sicurezza anti incendio negli istituti e nei luoghi della cultura di appartenenza statale.
Da ultimo, è intervenuto il Decreto del Ministro dell'interno, di concerto con il Ministro per i beni e le attività culturali e per il turismo 10 luglio 2020 " Norme tecniche di prevenzione incendi per gli edifici sottoposti a tutela ai sensi del decreto legislativo 22 gennaio 2004, n. 42, aperti al pubblico, destinati a contenere musei, gallerie, esposizioni, mostre, biblioteche e archivi, ai sensi dell'articolo 15 del decreto legislativo 8 marzo 2006, n. 139".

ultimo aggiornamento: 27 agosto 2020

Il D.L. 34/2020 (L. 77/2020: art. 185-bis) ha autorizzato la spesa di € 1 mln per il 2020 al fine di sostenere gli investimenti volti alla riqualificazione e alla valorizzazione del patrimonio culturale immateriale inserito nella Lista dell'Unesco (art. 185-bis).

 

Analoga autorizzazione di spesa, per il medesimo fine, per il 2019 era stata prevista dalla L. di bilancio 2019 (L. 145/2018: art. 1, co. 618) che, a tal fine, aveva richiamato l'autorizzazione di spesa recata dalla L. 44/2017, che, nell'estendere le misure speciali di tutela e fruizione applicabili ai siti italiani di interesse culturale, paesaggistico e ambientale, inseriti nella Lista del patrimonio mondiale UNESCO, di cui alla L. 77/2006, anche agli elementi italiani ricompresi nelle Liste UNESCO del patrimonio culturale immateriale, ha aumentato di € 0,8 mln per il 2016 le risorse previste dalla medesima L. 77/2006 (quantificate annualmente dalla legge di bilancio).

Conseguentemente a tale estensione, la L. 77/2006 –; nel testo vigente – dispone che i progetti di tutela e restauro dei beni culturali, paesaggistici e naturali inclusi nel perimetro di riconoscimento dei siti e degli elementi italiani UNESCO acquisiscono priorità di intervento qualora siano oggetto di finanziamenti secondo le leggi vigenti. Inoltre, dispone che, per assicurare la conservazione dei siti e degli elementi italiani UNESCO e creare le condizioni per la loro valorizzazione, sono approvati appositi piani di gestione, che definiscono le priorità di intervento e le relative modalità attuative, nonché le azioni esperibili per reperire le risorse pubbliche e private necessarie, in aggiunta a quelle previste a livello legislativo, oltre che le opportune forme di collegamento con programmi o strumenti normativi che perseguano finalità complementari, tra i quali quelli disciplinanti i sistemi turistici locali e i piani relativi alle aree protette.
Gli interventi di sostegno attengono: allo studio delle problematiche relative ai siti e agli elementi; alla riqualificazione, promozione, tutela e valorizzazione dei siti e degli elementi, nonché alla diffusione della loro conoscenza: in ambito scolastico, la valorizzazione si attua anche attraverso il sostegno a viaggi di istruzione e ad attività culturali; alla predisposizione di servizi di assistenza culturale e di ospitalità; alla realizzazione di aree di sosta e sistemi di mobilità funzionali ai siti, anche in zone contigue agli stessi; alla valorizzazione e alla diffusione del patrimonio enologico caratterizzante il sito, nell'ambito della promozione del complessivo patrimonio tradizionale enogastronomico e agro-silvo-pastorale.

I criteri e le modalità di erogazione dei fondi destinati alle misure di sostegno previste dalla L. 77/2006 per i siti e gli elementi del patrimonio culturale materiale e immateriale iscritti nella Lista UNESCO sono stati definiti, da ultimo, con circolare del Segretario generale del Mibact n. 24 del 28 maggio 2019 (che ha aggiornato e sostituito la circolare del Segretario generale del Mibact n. 21 del 16 maggio 2016, con la quale erano stati definiti i criteri e le modalità di erogazione dei medesimi fondi per i siti del patrimonio culturale materiale e la circolare del Segretario generale del MIBACT n. 17 del 3 maggio 2018 con la quale erano stati, invece, stabiliti i criteri e le modalità di erogazione dei medesimi fondi per gli elementi del patrimonio culturale immateriale). 

Inoltre, il D.L. 34/2020  (L. 77/2020: art. 184, co. 5-bis) - ha autorizzato la spesa di € 2 mln per il 2020 per la realizzazione e il completamento del programma della città di Padova candidata dall'UNESCO all'iscrizione nella Lista del patrimonio mondiale con il progetto "Padova Urbs Pietà Giotto, la cappella degli Scrovegni ed i cicli pittorici del Trecento".

ultimo aggiornamento: 27 agosto 2020

Il D.L. 34/2020 ((L. 77/2020: art. 183, co. 10) ha autorizzato, per il 2020, la spesa di € 10 mln per la realizzazione di una piattaforma digitale per la fruizione del patrimonio culturale (nonché degli spettacoli).

 

In precedenza, la L. di bilancio 2020 (L. 160/2019 : art. 1, co. 375) ha autorizzato la spesa di € 23 mln per il 2021 e di € 33 mln per ciascuno degli anni dal 2022 al 2035, incrementando gli utili provenienti dal gioco del lotto riservati al MIBACT e destinati, fra l'altro, al potenziamento e alla realizzazione di progetti per la digitalizzazione del patrimonio culturale.

Inoltre, (art. 1, co. 395 e 396) ha assegnato contributi straordinari per € 250.000 annui dal 2020, nonché per € 200.000 per il 2020 e € 100.000 per il 2021, rispettivamente, alla Fondazione Luigi Einaudi Onlus di Roma e all'Istituto Affari internazionali (IAI), per sostenere, in particolare, la digitalizzazione dei fondi archivistici.

Ancora prima, la L. di bilancio 2019 (L. 145/2018: art. 1, co. 611) aveva autorizzato la spesa di € 4 mln per il 2019 per il proseguimento, da parte del MIBACT, dell'attività di digitalizzazione del patrimonio culturale.

 

Con DM 324 del 18 luglio 2019 è stato emanato L'Atto di indirizzo concernente lo svolgimento delle attività di digitalizzazione del patrimonio culturale.

 A livello organizzativo, il DPCM 169/2019, recante il vigente regolamento organizzativo del Mibact, ha istituito, quale ufficio di livello dirigenziale generale dotato di autonomia speciale, l'Istituto centrale per la digitalizzazione del patrimonio culturale - Digital Library, che cura il coordinamento e promuove programmi di digitalizzazione del patrimonio culturale di competenza del Ministero. In particolare, si prevede che a tal fine è elaborato il Piano nazionale di digitalizzazione del patrimonio culturale.

Il precedente regolamento del Ministero, emanato con DPCM 76/2019, aveva istituito presso il Segretariato generale un ufficio dirigenziale di livello generale denominato " Unità per la programmazione, l'innovazione e la digitalizzazione dei processi" che, in particolare, aveva il compito di promuovere e coordinare la digitalizzazione, ad opera delle direzioni generali, del patrimonio culturale nazionale.
Ancor prima, con DM 37 del 23 gennaio 2017 era stato costituito il Servizio per la digitalizzazione del patrimonio culturale–Digital Library dell'Istituto centrale per il catalogo e la documentazione, al quale era stato affidato il coordinamento e la promozione dei programmi di digitalizzazione del patrimonio culturale di competenza del Mibact.
ultimo aggiornamento: 27 agosto 2020

Il D.L. 109/2018 (L. 130/2018: art. 14, co. 4) ha previsto l'adozione, da parte del MIBACT, di un piano straordinario nazionale di monitoraggio e conservazione dei beni culturali immobili.

Il piano deve definire:

  • i criteri per l'individuazione dei beni da monitorare e da sottoporre a interventi conservativi;
  • i sistemi di controllo strumentale da utilizzare per il monitoraggio;
  • l'ordine di priorità dei controlli, anche sulla base di specifici indici di pericolosità legati al territorio e di vulnerabilità dei singoli immobili;
  • le modalità di implementazione delle misure di sicurezza, conservazione e tutela.

Agli oneri derivanti si provvede, nella misura di € 10 mln per ciascuno degli anni 2019 e 2020, mediante corrispondente riduzione del Fondo per la tutela del patrimonio culturale (art. 1, co. 9 e 10, L. 190/2014).

ultimo aggiornamento: 27 agosto 2020

Il D.L. 34/2020 (L. 77/2020) ha previsto una nuova linea di finanziamento degli interventi per la tutela e la valorizzazione dei beni culturali, mentre il D.L. 104/2020 ha incrementato le risorse relative a linee di finanziamento già disciplinate. Infatti, negli anni più recenti sono intervenute varie disposizioni finalizzate ad aumentare le risorse a disposizione del Ministero per la tutela e la valorizzazione del patrimonio culturale. Inoltre, sono state incentivate, con il c.d. ART-BONUS, le erogazioni liberali da parte di privati, enti non commerciali e aziende.

Di seguito si riepilogano le principali fonti di finanziamento attive.

1)      Il Fondo per la cultura

 

Il D.L. 34/2020 (L. 77/2020: art. 184) ha istituito il Fondo per la cultura con una dotazione di € 50 mln per il 2020, finalizzato alla promozione di investimenti e altri interventi per tutela, conservazione, restauro, fruizione, valorizzazione e digitalizzazione del patrimonio culturale materiale e immateriale. La dotazione del Fondo può essere incrementata con risorse di soggetti privati, che può consistere anche in operazioni di microfinanziamento, mecenatismo diffuso, azionariato popolare e crowdfunding Inoltre, per il 2021, la stessa dotazione può essere incrementata per € 50 mln mediante corrispondente riduzione delle risorse del Fondo sviluppo e coesione, già assegnate al Piano operativo "Cultura e turismo" di competenza del MIBACT. L'istruttoria e la gestione delle operazioni connesse alle iniziative possono essere svolte da Cassa Depositi e prestiti, sulla base di una convenzione con il MIBACT. Inoltre, una quota delle risorse può essere destinata al finanziamento di un fondo di garanzia per la concessione di contributi in conto interessi e di mutui per interventi di salvaguardia e valorizzazione del patrimonio culturale, gestito e amministrato a titolo gratuito dall'Istituto per il credito sportivo in gestione separata.

2) Il Fondo per la tutela del patrimonio culturale

 

La L. di stabilità 2015 (L. 190/2014: art. 1, co. 9 e 10) ha istituito nello stato di previsione del MIBAC il Fondo per la tutela del patrimonio culturale, con una dotazione iniziale di € 100 mln per ciascuno degli anni dal 2016 al 2020. Le risorse devono essere utilizzate per la realizzazione degli interventi inclusi in un programma triennale che il Ministro trasmette, previo parere delle Commissioni parlamentari, al CIPE.

Il programma triennale 2016-2018 è stato adottato, previo parere parlamentare, con DM 28 gennaio 2016. E' poi stato ripetutamente rimodulato con successivi decreti adottati senza parere parlamentare.

Successivamente, il D.L. 109/2018 (L. 130/2018: art. 14, co. 4) ha ridotto l'autorizzazione di spesa originaria di € 10 mln per ciascuno degli anni 2018 e 2019, destinando tali risorse al finanziamento di attività relative all'adozione del piano straordinario nazionale di monitoraggio e conservazione dei beni culturali immobili.

 

Il successivo programma, relativo al biennio 2019-2020, è stato adottato con DM 265 del 4 giugno 2019. Anch'esso è stato successivamente rimodulato con decreti adottati senza parere parlamentare.

 

3) L'ART-BONUS

Il D.L. 83/2014 (L. 106/2014: art. 1, come successivamente esplicitamente modificato) ha previsto che alle persone fisiche o giuridiche che effettuano erogazioni liberali in denaro (fra l'altro) per interventi di manutenzione, protezione e restauro di beni culturali pubblici e per il sostegno degli istituti e dei luoghi della cultura di appartenenza pubblica (art. 101 del d.lgs. 42/2004: musei, biblioteche e archivi, aree e parchi archeologici, complessi monumentali) spetta un credito di imposta – c.d. ART-BONUS – pari al 65%.  

Successivamente, il D.L. 189/2016 (L. 229/2016: art. 17) ha previsto – senza modificare esplicitamente il D.L. 83/2014 - che il credito di imposta spetta anche per le erogazioni liberali effettuate a favore del MIBACT per interventi di manutenzione, protezione e restauro di beni culturali di interesse religioso presenti nei comuni delle regioni Abruzzo, Lazio, Marche e Umbria colpiti dagli episodi sismici verificatisi a partire dal 24 agosto 2016, anche appartenenti ad enti ed istituzioni della Chiesa cattolica o di altre confessioni religiose.

Spetta, altresì, per le erogazioni liberali per il sostegno dell'Istituto superiore per la conservazione e il restauro, dell'Opificio delle pietre dure e dell'Istituto centrale per il restauro e la conservazione del patrimonio archivistico e librario, al fine di favorire gli interventi di restauro del patrimonio culturale nelle aree colpite da eventi calamitosi.



Da ultimo, il D.L. 123/2019 (L. 156/2019: art. 3-sexies) ha esteso la fruizione dell'ART BONUS – anche in questo caso senza modificare esplicitamente il D.L. 83/2014 –; alle erogazioni liberali per interventi di manutenzione, protezione e restauro di beni culturali di interesse religioso presenti nei territori di Venezia e di Matera.

Si ricorda che con delibera del Consiglio dei Ministri 14 novembre 2019 è stato dichiarato lo stato di emergenza nel territorio del Comune di Venezia interessato dagli eventi meteorologici verificatisi a partire dal giorno 12 novembre 2019. Con la successiva ordinanza di protezione civile del 16 novembre 2019, n. 616 si è provveduto, tra l'altro, alla nomina del Sindaco di Venezia quale Commissario delegato per fronteggiare l'emergenza in questione.
Relativamente a Matera, si ricorda che la Giunta comunale di Matera ha approvato la delibera di richiesta del riconoscimento dello stato di emergenza e di calamità naturale a causa degli eccezionali eventi atmosferici dell'11 e del 12 novembre 2019.

Qui il sito dedicato all'ART-BONUS, con sezioni dedicate agli interventi e ai mecenati.
Qui il comunicato del MIBACT del 1 febbraio 2020 che fornisce alcuni dati sull'entità delle donazioni e sul numero dei mecenati.

4) Il Piano strategico "Grandi Progetti Beni culturali"

 

Il D.L. 104/2020 ha incrementato di € 25 mln per il 2020, l'autorizzazione di spesa relativa alla realizzazione del Piano strategico "Grandi Progetti beni culturali", ha ampliato il contenuto del Piano, includendovi anche beni o siti di eccezionale interesse paesaggistico, e ha consentito la possibilità di effettuare acquisizioni nell'ambito degli interventi organici di tutela, riqualificazione, valorizzazione e promozione culturale, anche a fini turistici, ivi previsti (art. 80, co. 4).

Al riguardo, si ricorda che il D.L. 83/2014 ( L. 106/2014: art. 7, co. 1) ha previsto l'adozione – entro il 31 dicembre di ogni anno – del Piano strategico "Grandi Progetti Beni culturali", che individua beni o siti di eccezionale interesse culturale e di rilevanza nazionale per i quali sia necessario e urgente realizzare interventi organici di tutela, riqualificazione, valorizzazione e promozione culturale, anche a fini turistici.
Per la realizzazione degli interventi del Piano, ha autorizzato la spesa di € 5 mln per il 2014, € 30 mln per il 2015 ed € 50 mln per il 2016. Quanto agli anni successivi, il meccanismo di finanziamento previsto originariamente dal D.L. 83/2014 è; stato superato con la L. di stabilità 2016 ( L. 208/2015: art. 1, co. 337), che ha autorizzato la spesa di € 70 mln per il 2017 e di € 65 mln annui dal 2018.
Il Piano relativo al 2014 è stato approvato con DM 6 maggio 2015. Per il biennio 2015-2016 è stato adottato il DM 1° settembre 2015. Per il biennio 2017-2018 è stato adottato il DM 2 dicembre 2016. Per il 2019 è stato adottato il DM 428 del 29 settembre 2017.
Con DM 67 del 29 gennaio 2018 sono poi state riprogrammate le economie di gara relative agli interventi finanziati nell'ambito delle diverse annualità, già oggetto di aggiudicazione definitiva, pari ad € 3.681.414,28.
Con DM 240 del 20 maggio 2019 è stato approvato il Piano relativo al 2020.
Con DM 396 del 10  agosto 2020  è stato approvato il Piano relativo al 2020 (risorse residue) al 2021 e al 2022.
Qui le relazioni presentate alle Camere dal Ministro concernenti gli interventi realizzati e avviati nell'ambito del Piano, riferite, rispettivamente, al 2014 ( Doc. CCXXXVII, n. 1) , al 2015 ( Doc. CCXXXVII, n. 2) , al 2016 ( Doc. CCXXXVII, n. 3) , al 2017 ( DOC CXI, n. 1), al 2018 ( DOC CXI, n. 2) e al 2019 ( Doc. CXI, n. 3).
Qui la pagina dedicata sul sito del MIBACT.

5) Risorse provenienti dai Fondi per il rilancio degli investimenti delle amministrazioni centrali dello Stato e lo sviluppo del Paese

La L. di bilancio 2019 (L. 145/2018: art. 1, co. 95-96, 98, 105), nell'istituire nello stato di previsione del MEF, fino al 2033, un Fondo finalizzato al rilancio degli investimenti delle amministrazioni centrali dello Stato e allo sviluppo del Paese, ha disposto che al suo riparto si provvede con uno o più DPCM adottati sulla base di programmi settoriali presentati dalle amministrazioni centrali dello Stato per le materie di propria competenza.

Ha, altresì, disposto che ogni amministrazione predispone una relazione annuale, entro il 15 settembre di ogni anno, sullo stato di utilizzo dei relativi finanziamenti.

Il riparto del fondo è stato operato con DPCM 11 giugno 2019, che ha destinato al Mibact, per il periodo 2019-2033, € 1,620 mld, di cui € 24 mln nel 2019, € 30 mln nel 2020 e € 40 mln nel 2021.
Nel corso dell'esame parlamentare dello schema di DPCM ( AG 81), intervenendo nella seduta della VII Commissione della Camera del 28 maggio 2019, il rappresentante del Governo aveva specificato che tali somme sono finalizzate alle seguenti destinazioni con i seguenti importi:

-        interventi di tutela del patrimonio culturale archeologico, architettonico e storico artistico: € 542,22 mln per gli anni dal 2019 al 2033;

-        interventi di tutela del patrimonio culturale museale: € 516,40 mln per gli anni dal 2019 al 2033;

-        interventi di tutela del patrimonio culturale bibliografico: € 90,37 mln per gli anni dal 2019 al 2033;

-        interventi di tutela del patrimonio culturale archivistico: € 90,37 mln per gli anni dal 2019 al 2033;

-        interventi di tutela del patrimonio culturale relativo all'arte e architettura contemporanee e periferie urbane: € 51,64 mln per gli anni dal 2019 al 2033.

Con riferimento a Grandi progetti Beni culturali (v. ante), aveva precisato che i finanziamenti – dal 2024 al 2033 – riguardano complessivi € 16,45 mln per la progettazione ed € 312,55 mln per l'esecuzione delle opere.
Le risorse relative al periodo 2019-2021 sono state assegnate con decreto del Ministro dell'economia e delle finanze n. 195790 del 4 ottobre 2019.

Un ulteriore Fondo finalizzato al rilancio degli investimenti delle amministrazioni centrali dello Stato e allo sviluppo del Paese, con caratteristiche analoghe a quelle illustrate è stato previsto dalla L. di bilancio 2020 (L. 160/2019: art. 1, co. 14-15, 24-25, 27). Anche tale Fondo è ripartito con uno o più DPCM, che sarebbero dovuti essere adottati entro il 15 febbraio 2020, su proposta del Ministro dell'economia e delle finanze, di concerto con i Ministri interessati, sulla base di programmi settoriali presentati dalle amministrazioni centrali dello Stato per le materie di competenza.

Per il riparto, il 29 luglio 2020 è stato trasmesso alle Camere lo schema di DPCM (AG 188), che assegna al Mibact, per il periodo 2020-2034, complessivi € 522,8 mln.

6) Risorse provenienti dagli stanziamenti del Fondo Sviluppo e Coesione 2014-2020: il Piano stralcio e il Piano operativo "Cultura e Turismo"

 

Sulla base di quanto disposto dalla L. di stabilità 2015 (L. 190/2014: art. 1, co. 703, lett. d)), il CIPE ha approvato, nella riunione del 1° maggio 2016, con delibera n. 3, il Piano stralcio «Cultura e turismo», presentato dal MIBACT, per un valore di € 1.000 mln, da finanziare a carico delle risorse del Fondo sviluppo e coesione 2014-2020 (istituito nello stato di previsione del MEF).

In particolare, la delibera CIPE ha individuato tre macroaggregati:

a)        sistema museale italiano, a cui sono stati destinati € 645 mln;

b)        sistemi territoriali turistico-culturali (cammini, percorsi, aree vaste), a cui sono stati destinati € 185 mln;

c)        interventi di completamento particolarmente significativi e nuovi interventi – da individuare con DPCM –, a cui sono stati destinati € 170 mln. Di questi, € 150 mln sono stati riservati a interventi, non superiori a € 10 mln, afferenti al progetto di recupero di luoghi culturali dimenticati, denominato «Bellezz@-Recuperiamo i luoghi culturali dimenticati», ed € 20 mln a favore di interventi di particolare strategicità.

L'assegnazione delle risorse nel periodo è stata così suddivisa: € 64 mln per il 2016, € 90 mln per il 2017, € 196 mln per il 2018, € 237 mln per il 2019, € 194 mln per il 2020, € 125 mln per il 2021 ed € 94 mln per il 2022.

Qui il comunicato stampa presente sul sito del MIBACT che, in particolare, evidenziava che le risorse erano state destinate a 33 interventi di tutela e valorizzazione del patrimonio culturale e di potenziamento del turismo culturale. Qui i dettagli degli interventi.
 
Con specifico riferimento agli interventi di cui al progetto «Bellezz@-Recuperiamo i luoghi culturali dimenticati», la delibera CIPE aveva disposto che gli stessi dovevano essere individuati sulla base delle segnalazioni pervenute dal territorio, previa selezione, ove le segnalazioni avessero comportato finanziamenti in misura superiore alle risorse disponibili, da parte di una apposita Commissione che avrebbe dovuto circoscrivere l'accesso al finanziamento ad un solo intervento per Comune richiedente. Gli interventi dovevano, in ogni caso, riguardare tutela, valorizzazione e recupero del patrimonio culturale, ovvero consistere nella realizzazione di un progetto di interesse culturale, essere suscettibili di un immediato avvio dei lavori, essere attuati da un ente pubblico.
Nella risposta all 'interrogazione 5-10297, resa nella VII Commissione della Camera, l'11 maggio 2017, il rappresentante del Governo aveva fatto presente che erano pervenute 7.540 richieste.
Il 29 dicembre 2017 sul sito del Governo era stata data notizia che la Commissione per la selezione degli interventi (costituita con DPCM 19 giugno 2017) aveva concluso i propri lavori il 15 dicembre. Qui l'elenco dei 273 interventi approvati, per complessivi € 149.425.566,30.
Successivamente, dal decreto del Segretario generale della Presidenza del Consiglio dei Ministri 8 marzo 2018, con il quale sono state definite le modalità per l'accesso degli enti attuatori alla convenzione con il MIBAC, concernente le modalità di erogazione del finanziamento e la verifica sull'esecuzione delle opere, si era evinto che la Commissione per la selezione degli interventi, all'esito della selezione, era pervenuta ad un elenco costituito da 312 interventi, per un valore complessivo pari a € 370.240.267,46, superiore alle risorse disponibili, e che, di conseguenza, aveva provveduto ad un'ulteriore selezione, secondo l'ordine crescente dei relativi importi, fino alla concorrenza delle risorse disponibili, addivenendo alla individuazione dei 273 interventi di cui si è detto. Dallo stesso decreto si era evinto, inoltre, che, a seguito di alcune correzioni operate dalla Commissione sull'elenco dei 312 interventi, derivanti da errori  materiali, il Presidente della Commissione aveva trasmesso un  nuovo elenco di 310 interventi ammissibili e un nuovo elenco di 271 interventi selezionati fino a concorrenza delle risorse disponibili. Qui il nuovo elenco.
Il decreto, individuando la documentazione da inviare nel termine indicato, aveva affidato alla Commissione per la selezione degli interventi la verifica della coerenza della stessa con l'intervento originariamente segnalato, disponendo che, all'esito dell'istruttoria, con DPCM sarebbero stati definitivamente  individuati gli  interventi destinatari del finanziamento.
Successivamente, rispondendo, nella VII Commissione della Camera, il 24 ottobre 2018, all'interrogazione a risposta immediata in Commissione 5-00795, il rappresentante del Governo aveva reso noto che, poiché non tutti i proponenti avevano inviato la documentazione richiesta, per cause a loro non imputabili, era in corso di emanazione un nuovo DPCM per la riapertura dei termini. Inoltre, aveva fatto presente che la Presidenza del Consiglio aveva comunicato l'intenzione di costituire una nuova Commissione per completare la fase istruttoria che precede la stipula delle convenzioni.
E' dunque intervenuto il DPCM 27 settembre 2018, con il quale è stata prevista l'istituzione della nuova Commissione ed è stato fissato il nuovo termine di sei mesi dalla data di pubblicazione nella Gazzetta ufficiale del decreto (14 novembre 2018) per la presentazione della documentazione necessaria per l'accesso al finanziamento.
La Commissione è stata istituita, con l'indicazione dei suoi componenti, con DPCM 4 dicembre 2018 e poi modificata con DPCM 21 febbraio 2019 , con DPCM 9 maggio 2019, con DPCM 15 ottobre 2019 e con DPCM 23 dicembre 2019.
Il 7 dicembre 2018 sono state pubblicate le Linee guida per l'invio della documentazione.
Da ultimo, il DPCM 27 settembre 2018 è stato modificato e integrato con DPCM 9 maggio 2019.
Con DPCM 3 settembre 2019 sono stati individuati gli enti attuatori ammessi alla  successiva fase di stipula delle convenzioni con il MIBACT.

Successivamente, con delibera n. 100 del 22 dicembre 2017, il CIPE ha approvato un Addendum al Piano stralcio "Cultura e turismo", con assegnazione, sempre a valere sul FSC 2014-2020, di € 30,35 mln, di cui: € 2 mln per il 2020; € 2 mln per il 2021; € 2 mln per il 2022; € 6 mln per il 2023; € 8 mln per il 2024; € 10,35 mln per il 2025.

 Ancora dopo, con delibera n. 10 del 28 febbraio 2018 il CIPE, ad  integrazione   e rafforzamento del Piano stralcio e relativo Addendum già approvati con le delibere n. 3 del 2016 e n. 100 del 2017, ha approvato il Piano operativo "Cultura e turismo", al quale sono stati assegnati € 740 mln, sempre a valere sul FSC 2014-2020. In particolare, l'articolazione finanziaria dell'assegnazione è la seguente: € 30 mln per il 2018; € 50 mln per il 2019; € 50 mln per il 2020; € 100 mln per il 2021; € 70 mln per il 2022; € 10 mln per il 2023; € 10 mln per il 2024; € 420 mln per il 2025.

Qui il comunicato stampa presente sul sito del MIBAC che, in particolare, evidenziava che le risorse erano state destinate a 59 interventi. Qui i dettagli degli interventi.

Successivamente, però, la L. di bilancio 2020 (L. 160/2019: art. 1, co. 366) ha incrementato la dotazione del Fondo per lo sviluppo degli investimenti nel cinema e nell'audiovisivo di € 75 mln per l'anno 2020, a valere su quota parte delle risorse assegnate al Piano operativo "Cultura e turismo".

Conseguentemente, con delibera CIPE n. 8 del 17 marzo 2020 è stato disposto che, in esito a tale operazione di riduzione finanziaria, il valore complessivo del Piano operativo Cultura e turismo risulta pari a € 665 mln, rispetto ad € 740 mln iniziali-

Ancora dopo:
  • il D.L. 18/2020 (L. 27/2020: art. 89), istituendo nello stato di previsione del Mibact due Fondi volti al sostegno dei settori dello spettacolo, del cinema e dell'audiovisivo a seguito delle misure adottate per il contenimento del COVID-19, con uno stanziamento complessivo, per il 2020, di € 130 mln, ha previsto che alla copertura del relativo onere si provvede, quanto a € 50 mln, mediante corrispondente riduzione delle risorse del Fondo sviluppo e coesione e che, conseguentemente, con delibera CIPE si provvede a rimodulare e a ridurre di pari importo, per l'anno 2020, le somme già assegnate al Piano operativo "Cultura e turismo";
  • il D.L. 34/2020 (L. 77/2020: art. 183, co. 1 e art. 184, co. 5) ha previsto che "il Fondo" di cui all'art. 89 del D.L. 18/2020 (L. 27/2020) - da esso stesso incrementato per il 2020 - e il Fondo per la cultura da esso istituito possono essere incrementati, rispettivamente, per € 50 mln per il 2021 (complessivi, € 100 mln per il 2021) mediante corrispondente riduzione delle risorse del Fondo sviluppo e coesione, previa delibera CIPE volta a rimodulare e ridurre di pari importo, per il medesimo anno, le somme già assegnate con le delibere dello stesso CIPE n. 3 del 2016, n. 100 del 2017 e n. 10 del 2018 al Piano operativo "Cultura e turismo .

7) Risorse provenienti dagli stanziamenti del Fondo per gli investimenti e lo sviluppo infrastrutturale del Paese

 

 La L. di bilancio 2017 (L. 232/2016: art. 1, co. 140), nell'istituire nello stato di previsione del MEF, fino al 2032, un  Fondo per il finanziamento di investimenti e lo sviluppo infrastrutturale del Paese, ha inserito fra le finalità dello stesso anche gli interventi in materia di edilizia pubblica, compresa quella scolastica, di prevenzione del rischio sismico, nonché di investimenti per la riqualificazione urbana e per la sicurezza delle periferie delle città metropolitane e dei comuni capoluogo di provincia.

In attuazione, il DPCM 21 luglio 2017 ha destinato al MIBACT, nel periodo 2017-2032, complessivi € 597,1 mln, di cui:
  • per gli interventi di "edilizia pubblica, compresa quella scolastica", complessivi € 200,1 mln;
  • per gli interventi di "prevenzione del rischio sismico", complessivi € 372,0 mln;
  • per "investimenti per la riqualificazione urbana e per la sicurezza delle periferie delle città metropolitane e dei comuni capoluogo di provincia", complessivi € 25 mln.

Successivamente, la L. di bilancio 2018 (L. 205/2017: art. 1, co. 1072), nel rifinanziare il Fondo fino al 2033, ha ricompreso tra le finalità dello stesso, tra gli altri, anche gli interventi di digitalizzazione delle amministrazioni statali.

Il riparto delle risorse è stato operato con DPCM 28 novembre 2018. In particolare, al MIBAC sono stati destinati, nel periodo 2018-2033, complessivi € 927,2 mln (stanziati, in realtà, per gli anni dal 2021 in poi). In particolare, sono stati destinati:
  • per interventi di "edilizia pubblica, compresa quella scolastica", complessivi € 445,1 mln;
  • per interventi di "prevenzione del rischio sismico", complessivi € 278,2  mln;
  • per "investimenti per la riqualificazione urbana e per la sicurezza delle periferie delle città metropolitane e dei comuni capoluogo di provincia", complessivi € 46,4 mln;
  • per interventi di "digitalizzazione delle amministrazioni statali", complessivi € 27,8 mln;
  • per interventi di "eliminazione delle barriere architettoniche", complessivi € 129,8 mln.
Qui informazioni sul numero di interventi e sugli importi relativi a ciascuna regione pubblicate sul sito del MIBACT.

In materia, è intervenuta la sentenza 74/2018, con la quale la Corte costituzionale - ricordato che, secondo la costante giurisprudenza costituzionale, lo Stato può attribuire al livello centrale una funzione amministrativa e allo stesso tempo regolarne l'esercizio con propria legge, anche in materie regionali, a condizione che sia assicurato il coinvolgimento del livello di governo territoriale – ha disposto che, alla luce della stessa, l'art. 1, co. 140, della L. 232/2016, che disciplina finanziamenti gestiti unilateralmente dallo Stato, è illegittimo nella parte in cui non richiede un'intesa con gli enti territoriali in relazione a DPCM riguardanti settori di spesa in materie di competenza regionale, quali - per quanto qui interessa - quelli relativi a edilizia pubblica compresa quella scolastica, prevenzione del rischio sismico, investimenti per la riqualificazione urbana e per la sicurezza delle periferie delle città metropolitane e dei comuni capoluogo di provincia.

La Corte ha evidenziato, inoltre, che il carattere plurisettoriale del fondo e il contenuto sostanzialmente indeterminato del co. 140 rendono difficile valutare l'impatto che la pronuncia può avere sui diritti costituzionali delle persone, come è confermato dal DPCM 21 luglio 2017 che si limita a ripartire le risorse per settori e per ministeri, senza individuare gli specifici interventi da finanziare. Ricordato, dunque che, nel censurare previsioni istitutive di fondi statali settoriali, la Corte ha fatto talora salvi i procedimenti di spesa in corso, per evitare il pregiudizio di diritti costituzionali, ha concluso che "poiché anche il comma 140 interviene in diversi settori e su diversi tipi di investimenti che possono variamente incidere su diritti costituzionali delle persone (si pensi per esempio agli interventi antisismici nelle scuole o all'eliminazione delle barriere architettoniche), […] la dichiarazione di illegittimità costituzionale, nei termini indicati, della previsione in esso contenuta non produce effetti sui procedimenti in corso, qualora questi riguardino detti diritti".

 

Da ultimo, il D.L. 91/2018 (L. 108/2018: art. 13, co. 01) ha previsto che resta fermo che i decreti di utilizzo del Fondo, nella parte in cui individuano interventi rientranti nelle materie di competenza regionale o delle province autonome, sono adottati previa intesa con gli enti territoriali interessati, ovvero in sede di Conferenza Stato-regioni. Per gli interventi rientranti nelle stesse materie individuati con i decreti adottati prima del 18 aprile 2018, l'intesa può essere raggiunta anche successivamente alla adozione degli stessi decreti.

Ha, altresì, previsto che restano in ogni caso fermi i procedimenti di spesa in corso alla data di entrata in vigore della legge di conversione, nei termini indicati dalla sentenza della Corte Costituzionale 74/2018.

 

8) Risorse per il funzionamento dei soggetti giuridici creati o partecipati dal Mibact

Il D.L. 104/2020 ha incrementato di € 5 mln per il 2020 l'autorizzazione di spesa per il funzionamento dei soggetti giuridici creati o partecipati dal MIBACT (art. 80, co. 3).

Al riguardo, si ricorda che la L. di stabilità 2018 (L. 205/2017: art. 1, co. 317) ha autorizzato la spesa di € 1 mln per il 2018 e di € 500.000 annui dal 2019 per il funzionamento dei soggetti giuridici creati o partecipati dal MIBACT al fine di rafforzare l'azione di tutela e valorizzazione del patrimonio culturale.

L'autorizzazione di spesa è poi stata incrementata dall'art. 1, co. 372, della L. 160/2019 (L. di bilancio 2020), che ha previsto un aumento delle risorse pari ad € 1 mln a decorrere dal 2020. Al contempo, nella II sezione della medesima L. di bilancio 2020 è stato operato un rifinanziamento della stessa autorizzazione di spesa per un ulteriore milione di euro.

Le risorse sono state ripartite per il 2018 con DM 193 del 5 aprile 2018 e, per il 2019, con DM 578 dell'11 dicembre 2019.

9) Destinazione di quote dell'IRPEF

Il D.L. 34/2020 (L. 77/2020: art. 156) ha anticipato al 31 ottobre 2020 l'erogazione del contributo del cinque per mille – che, dal 2012, in base al D.L. 98/2011 (L. 111/2011: art. 23, co. 46), riguarda anche il finanziamento delle attività di tutela, promozione e valorizzazione dei beni culturali e paesaggistici - relativo all'anno finanziario 2019.

 

 Con riguardo all'otto per mille - che, in base alla L. 222/1985 (art. 47, commi secondo e terzo) e al DPR 76/1998 può essere destinato anche alla conservazione dei beni culturali - il D.L. 8/2017 (L. 45/2017: art. 21-ter) ha previsto che le corrispondenti risorse derivanti dalle dichiarazioni dei redditi relative agli anni dal 2016 al 2025 sono destinate agli interventi di ricostruzione e di restauro dei beni culturali danneggiati o distrutti a seguito degli eventi sismici verificatisi dal 24 agosto 2016 nei comuni indicati negli allegati 1, 2 e 2-bis del D.L. 189/2016 (L. 229/2016).

10) Quota degli utili del gioco del lotto

Il D.L. 59/2019 (L. 81/2019: art. 2) ha incrementato di € 19,4 mln per ciascuno degli anni 2019 e 2020 la quota degli utili derivanti dal gioco del lotto da destinare al MIBACT per il recupero e la conservazione dei beni culturali, archeologici, storici, artistici, archivistici e librari.

 

Tale quota è stata, da ultimo, incrementata, come già detto, di ulteriori € 23 mln per il 2021 e di € 33 mln per ciascuno degli anni dal 2022 al 2035 dalla L. di bilancio 2020 (L. 160/2019: art. 1, co. 375).

La L. 662/1996 (art. 3, co. 83) ha stabilito che una quota degli utili erariali derivanti dall'estrazione del gioco del lotto – "non superiore a 300 miliardi di lire" – è destinata al MIBACT per essere destinata al recupero e alla conservazione dei beni culturali, archeologici, storici, artistici, archivistici e librari, nonché per interventi di restauro paesaggistico e per attività culturali.
In base alla norma istitutiva, tale quota è definita con decreto del Ministro dell'economia e delle finanze, di concerto con il Ministro per i beni e le attività culturali e per il turismo, da emanare annualmente, sulla base degli utili erariali derivanti dal gioco del lotto accertati nel rendiconto dell'esercizio immediatamente precedente.
ultimo aggiornamento: 27 agosto 2020
 
focus
 
temi di Cultura, spettacolo, sport
 
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