tema 15 giugno 2018
Studi Camera - Attività Produttive Sviluppo economico e politiche energetiche Interventi in materia di turismo

Nel quadro delle politiche strategiche in materia di turismo in Italia,  il decreto legislativo 21 maggio 2018, n. 62, in vigore dal 21 giugno 2018, disciplina la normativa sui pacchetti turistici e i servizi turistici collegati, abrogando la precedente direttiva 90/3124/CEE del Consiglio. Inoltre, il Piano strategico del turismo 2017-2022 prevede misure attuative che intendono promuovere la leadership italiana sul mercato turistico mondiale, delineando lo sviluppo del settore nel periodo 2017-2022.

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Il decreto legislativo 21 maggio 2018, n. 62, recante "attuazione della direttiva (UE) 2015/2302 relativa ai pacchetti turistici e ai servizi turistici collegati, che modifica il regolamento (CE) n. 2006/2004 e la direttiva 2011/83/ UE e che abroga la direttiva 90/314/CEE", in vigore dal 21 giugno 2018, recepisce molte delle osservazioni emerse nel corso del dibattito parlamentare, nonché le indicazioni della Conferenza Stato-Regioni. Le Commissioni speciali per l'esame degli atti urgenti di Camera e Senato avevano approvato i rispettivi pareri sullo schema di decreto legislativo nelle sedute dell'8 maggio 2018.

Contenuto del decreto legislativo

Il decreto legislativo, presentato in adempimento dell'articolo 1, comma 1, allegato A, n. 2, della legge di delegazione europea 2016-2017 (legge n. 163 del 2017), reca, come già detto, l'attuazione della direttiva (UE) n. 2015/2302 del Parlamento europeo e del Consiglio del 25 novembre 2015. Essa disciplina la normativa sui pacchetti turistici e i servizi turistici collegati, abrogando la precedente direttiva 90/3124/CEE del Consiglio che, contenendo principi di carattere generale, si è rivelata uno strumento insufficiente a governare le dinamiche del settore. Si tratta di un intervento normativo richiesto da un segmento del mercato europeo, quello del turismo, che negli ultimi anni è stato investito da profondi cambiamenti.
  La direttiva (UE) n. 2015/2302 si propone di assicurare la tutela dei viaggiatori e lo sviluppo del mercato attraverso il passaggio da una «armonizzazione minima» a una «armonizzazione forte» delle normative nazionali. È stata perciò adottata una disciplina dettagliata e prescrittiva volta a definire un contesto di maggiore omogeneità normativa fra gli Stati membri. A questo proposito, notevole rilievo assume l'articolo 4 della direttiva, per cui gli Stati membri non possono mantenere o introdurre nel proprio ordinamento disposizioni divergenti da quelle stabilite dalla direttiva stessa, incluse le disposizioni più o meno severe per garantire al viaggiatore un diverso livello di tutela, salvo che la direttiva stessa non disponga altrimenti. Considerate le finalità della direttiva europea, il decreto legislativo propone un testo il più possibile fedele alla formulazione letterale della direttiva stessa: sono state introdotte modifiche del testo della direttiva solo laddove è stato necessario un adeguamento terminologico all'ordinamento interno, collocando singoli istituti giuridici nelle corrispondenti categorie del codice civile, per prevenire ambiguità lessicali e concettuali.
  Il decreto legislativo, adottato all'esito di un lungo confronto con le principali associazioni italiane (Federalberghi, Astoi-Confindustria viaggi, Associazione italiana Confindustria alberghi, European technology and travel services association - ETTSA, Federturismo travel, Assoviaggi, Confesercenti, Fiavet Confcommercio, Assoturismo, Asshotel), si compone di 4 articoli e reca prevalentemente modifiche al decreto legislativo 23 maggio 2011, n. 79 (Codice del turismo), nonché modifiche al decreto legislativo 6 settembre 2005, n. 206 (Codice del consumo).

Si delinea preliminarmente l'ambito di applicazione delle norme introdotte, che si applicano ai pacchetti offerti in vendita o venduti da professionisti a viaggiatori e ai servizi turistici collegati la cui offerta o vendita a viaggiatori è agevolata da professionisti.  Da tali ambiti sono esclusi, come già detto, i pacchetti e servizi turistici collegati la cui durata sia inferiore alle 24 ore, salvo che sia incluso un pernottamento; i pacchetti e servizi turistici collegati la cui offerta o vendita a viaggiatori è agevolata dalle associazioni turistiche, laddove agiscano occasionalmente, comunque non più di due volte l'anno, senza fini di lucro e soltanto a un gruppo limitato di viaggiatori, senza offerta al pubblico; pacchetti e servizi turistici collegati acquistati nell'ambito di un accordo generale per l'organizzazione di viaggi di natura professionale concluso tra un professionista e un'altra persona fisica o giuridica che agisce nell'ambito della propria attivita' commerciale, imprenditoriale, artigianale o professionale.

Il decreto amplia la nozione di pacchetto turistico, eliminando il riferimenti a contratti conclusi nel territorio dello Stato, per coprire un ventaglio più ampio di fattispecie. Si ricomprendono nella nozione anche contratti on-line, i pacchetti su misura e quelli dinamici. In questo senso si considerano pacchetti turistici le combinazioni di almeno due tipi di servizi turistici tra trasporto, alloggio, noleggio veicoli o altro servizio turistico ai fini del medesimo viaggio, qualora combinati da un unico professionista, ovvero, anche se siano conclusi contratti separati con singoli fornitori di servizi turistici, siano acquistati presso un unico punto vendita, oppure offerti a prezzi forfettari, ovvero pubblicizzati sotto la denominazione di pacchetto o denominazione analoga o, infine, combinati entro ventiquattrore dalla conclusione di un primo contratto, anche con processi collegati di prenotazione on-line.

Sono escluse dalla disciplina dei pacchetti turistici le combinazioni in cui servizi turistici diversi da trasporto, alloggio e noleggio veicoli non rappresentino almeno il 25% del valore della combinazione. In presenza di pacchetti turistici,  vigono i seguenti obblighi informativi: l'organizzatore e il venditore forniscono ai viaggiatori, prima della conclusione del contratto, un modulo informativo standard, nonché una serie di informazioni sulle caratteristiche principali dei servizi turistici offerti (tra le altre, si segnalano le informazioni in merito alla lingua in cui i servizi sono prestati, sull'idoneità del viaggio a persone con ridotta mobilità, sui pasti forniti, sui mezzi, le caratteristiche e le categorie di trasporto, sul prezzo totale del pacchetto, comprensivo di tasse e contributi, sulla facotlà di recesso dal contratto in qualunque momento prima dell'inizio del pacchetto), le quali hanno carattere vincolante e formano parte integrante del contratto. È poi prevista una dettagliata disciplina sui contenuti del contratto di pacchetto turistico, sulle modifiche al contratto di pacchetto turistico prima dell'inizio del pacchetto. Sono poi riconosciuti maggiori diritti ai viaggiatori (si fa riferimento, ad esempio, al diritto di recesso in caso di aumento del prezzo del pacchetto oltre l'8% e non più oltre la misura del 10%).

 Il decreto intensifica altresì la responsabilità dell'organizzatore per l'inesatta esecuzione del pacchetto: è, infatti, garantita in ogni caso al viaggiatore una riduzione del prezzo, oltre all'eventuale risarcimento dei danni e alla possibilità di recesso dal contratto. Viene, inoltre, prevista la possibilità per il viaggiatore stesso di porre rimedio al difetto di conformità.

Di rilievo, poi, l'ampliamento dei termini di prescrizione a tre anni (a fronte dei 2 precedenti) per il danno alla persona e due anni (a fronte di un anno, previsto dalla precedente normativa) per gli altri danni.

Si stabilisce poi una disciplina specifica per la responsabilità del venditore di pacchetti e di singoli servizi turistici, in linea con la tradizionale qualificazione del contratto come rapporto di mandato. Si prevede infatti che il venditore, da un lato, sia responsabile dell'esecuzione del mandato conferitogli dal viaggiatore e, dall'altro, sia considerato come organizzatore – con tutte le conseguenti responsabilità – nel caso in cui ometta di fornire al viaggiatore tutte le informazioni relative all'organizzatore.

Sono previste inoltre, per gli organizzatori e i venditori, forme obbligatorie di assicurazione per la responsabilità civile e maggiori garanzie a favore del viaggiatore in caso di insolvenza o fallimento degli stessi.

 Il decreto introduce, inoltre, la nuova categoria dei servizi turistici collegati, che consistono nella combinazione di due diversi tipi di servizi turistici che, però, non costituiscono un pacchetto e comportano la conclusione di contratti distinti. A tali servizi turistici collegati sono estese le misure di protezione in caso di insolvenza o fallimento; sono poi espressamente previsti obblighi di informazione sulla circostanza che non si tratti di pacchetti turistici: qualora tali obblighi di informazione siano violati, si applicano le norme in materia di pacchetti turistici.

In caso di violazione delle norme da parte del professionista, dell'organizzatore o del venditore, sono introdotte sanzioni amministrative pecuniarie (da un minimo di 1.000 euro a un massimo di 20.000 euro, aumentate in caso di reiterazione o recidiva), nonché sanzioni amministrative accessorie (sospensione dell'attività da quindici giorni a tre mesi e, in caso di recidiva reiterazione, la cessazione dell'attività).

Infine, la competenza per l'applicazione delle sanzioni amministrative viene attribuita all'Autorità garante della concorrenza e del mercato, che, d'ufficio o su istanza di ogni soggetto o organizzazione che ne abbia interesse, accerta le violazioni delle disposizioni, ne inibisce la continuazione e ne elimina gli effetti.

ultimo aggiornamento: 15 giugno 2018

Nel settore del turismo sono operanti i seguenti strumenti di sostegno:

  • Contributi a fondo perduto per la digitalizzazione delle PMI

 

L'art. 6, comma 1, del decreto-legge 23 dicembre 2013, n. 145 (cd. decreto Destinazione Italia) prevede misure per favorire la digitalizzazione e la connettività delle piccole e medie imprese ed in materia di frequenze per il servizio televisivo digitale terrestre, comunicazioni ed agenda digitale. Si tratta di interventi per il finanziamento a fondo perduto, tramite Voucher di importo non superiore a 10.000 euro, concessi ad imprese per l'acquisto di software, hardware o servizi che consentano il miglioramento dell'efficienza aziendale, la modernizzazione dell'organizzazione del lavoro, tale da favorire l'utilizzo di strumenti tecnologici e forme di flessibilità, tra cui il telelavoro, lo sviluppo di soluzioni di e-commerce, la connettività a banda larga e ultralarga.

Il co. 2 demanda a un decreto del Ministro dell'economia e delle finanze, di concerto con il Ministro per la coesione territoriale e il Ministro per gli affari regionali e le autonomie e con il Ministro dello sviluppo economico, la determinazione dell'ammontare dell'intervento nella misura massima complessiva di 100 milioni di euro. La somma così individuata dal CIPE è ripartita tra le Regioni in misura proporzionale al numero delle imprese registrate presso le Camere di commercio operanti nelle singole Regioni

In attuazione di tale disposizione è stato emanato il D.M. 7 luglio 2016, di determinazione dell'ammontare delle risorse per il « Voucher» a favore delle micro, piccole e medie imprese per la digitalizzazione dei processi aziendali e l'ammodernamento tecnologico. Il decreto interministeriale rinvia a un decreto direttoriale la definizione dei moduli da utilizzare per presentare la domanda di accesso al contributo e dei termini di apertura dello sportello telematico, oltre che l'indicazione del riparto su base regionale delle risorse finanziarie disponibili.

Il successivo co. 3 rinvia a un decreto del Ministro dello sviluppo economico, di concerto con il Ministro dell'economia e delle finanze, la determinazione dello schema standard di bando e le modalità di erogazione dei contributi. In attuazione di tale disposizione è stato emanato il D.M. 23 settembre 2014.

Con il decreto direttoriale 1 giugno 2018 è stato approvato l'elenco, consultabile per ciascuna regione, delle imprese assegnatarie delle agevolazioni e contenente l'indicazione dell'importo del Voucher prenotato.

 

  • Crediti d'imposta riconosciuti per le strutture ricettive

 

A favore degli esercizi ricettivi singoli o aggregati con servizi extra-ricettivi o ancillari, per i periodi di imposta 2014-2016 è stato concesso un credito d'imposta pari al 30 per cento dei costi sostenuti per investimenti ed attività di sviluppo per la digitalizzazione (articolo 9 del decreto-legge n. 83 del 2014, Disposizioni urgenti per la tutela del patrimonio culturale, lo sviluppo della cultura e il rilancio del turismo) (c.d. tax credit digitalizzazione). ll credito d'imposta così disciplinato è ripartito in due quote annuali di pari importo e può essere utilizzato a decorrere dal periodo d'imposta successivo a quello in cui gli interventi sono stati realizzati. Esso è riconosciuto esclusivamente per spese relative a: a) impianti wi-fi, solo a condizione che l'esercizio ricettivo metta a disposizione dei propri clienti un servizio gratuito di velocità di connessione pari ad almeno 1 Megabit/s in download; b) siti web ottimizzati per il sistema mobile; c)  programmi e sistemi informatici per la vendita diretta di servizi e pernottamenti, purché in grado di garantire gli standard di interoperabilità necessari all'integrazione con siti e portali di promozione pubblici e privati e di favorire l'integrazione fra servizi ricettivi ed extra-ricettivi; d) spazi e pubblicità per la promozione e commercializzazione di servizi e pernottamenti turistici sui siti e piattaforme informatiche specializzate, anche gestite da tour operator e agenzie di viaggio; e) servizi di consulenza per la comunicazione e il marketing digitale; f) strumenti per la promozione digitale di proposte e offerte innovative in tema di inclusione e di ospitalità per persone con disabilità; g) servizi relativi alla formazione del titolare o del personale dipendente. Il D.M. 12 febbraio 2015 ha successivamente definito le tipologie di spese eleggibili, le procedure per la loro ammissione al beneficio, le soglie massime di spesa eleggibile per singola voce di spesa sostenuta, nonché le procedure di recupero nei casi di utilizzo illegittimo dei crediti d'imposta. L'Agenzia delle entrate, con provvedimento 14 ottobre 2015, ha quindi definito modalità e termini di fruizione di tale credito d'imposta, per la digitalizzazione degli esercizi ricettivi, delle agenzie di viaggi e dei tour operator ai sensi del citato DM 12 febbraio 2015

 

L'articolo 10 del decreto-legge 83 del 2014 ha poi introdotto, per i periodi d'imposta 2014, 2015 e 2016, un credito d'imposta (c.d. tax credit riqualificazione strutture ricettive turistico alberghiere) in favore delle imprese alberghiere (purché esistenti al 1° gennaio 2012) nella misura del 30 per cento delle spese sostenute fino ad un massimo di 200.000 Euro per:
- gli interventi edilizi di cui all'articolo 3, comma 1, lettere b), c) e d), del testo unico edilizio D.P.R. 380/2001 (manutenzione straordinaria, restauro e risanamento conservativo, ristrutturazione edilizia);
- gli interventi di eliminazione delle barriere architettoniche;
- gli interventi di efficientamento energetico;
- l'acquisto di mobili e componenti d'arredo destinati agli immobili oggetto degli interventi.

Con la legge di bilancio 2017 (legge n. 232 del 2016) il predetto credito d'imposta:

  1. è stato esteso agli anni 2017 e 2018
  2. è stato ampliato dal 30 al 65 per cento delle spese sostenute, a patto che gli interventi da realizzarsi abbiano anche le finalità di ristrutturazione edilizia, riqualificazione antisismica, riqualificazione energetica e acquisto mobili;
  3. è stato esteso anche alle strutture che svolgono attività agrituristica.
  4. è ripartito in due quote annuali di pari importo e può essere utilizzato a decorrere dal periodo d'imposta successivo a quello in cui gli interventi sono stati realizzati, nel limite massimo di 60 milioni di euro nell'anno 2018, di 120 milioni di euro nell'anno 2019 e di 60 milioni di euro nell'anno 2020. 

Da ultimo, l'articolo 12-bis del decreto-legge n. 50 del 2017 (L. n. 96/2017) ha confermato che il credito d'imposta in oggetto è riconosciuto anche per le spese relative a ulteriori interventi, comprese quelle per l'acquisto di mobili e componenti d'arredo, eliminando però la necessità di un legame di strumentalità diretta di tali beni rispetto agli immobili destinatari di interventi di adeguamento, ponendo la condizione che il beneficiario non ceda a terzi né destini a finalità estranee all'esercizio di impresa i beni oggetto degli investimenti prima dell'ottavo periodo d'imposta successivo.

ultimo aggiornamento: 13 ottobre 2017

Il 17 febbraio 2017 è stato definitivamente approvato dal Consiglio dei ministri il Piano Strategico del Turismo 2017-2022, che rilancia la leadership italiana sul mercato turistico mondiale, delineando lo sviluppo del settore nei prossimi sei anni.

 Il Piano, presentato dal Ministro dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo, era stato approvato nel mese di settembre 2016 dal Comitato Permanente per la promozione del turismo, con il coordinamento della Direzione Generale Turismo del MiBACT e con la partecipazione delle istituzioni pubbliche, degli operatori di settore, degli stakeholders e delle comunità.

La versione definitiva recepisce le osservazioni emerse nel corso del dibattito parlamentare, dove il relativo iter si era concluso, alla Camera, il 26 gennaio 2017 e, al Senato, il 1° febbraio 2017. Le Commissioni attività produttive di Camera e Senato avevano infatti espresso sul Piano, in quelle date, parere favorevole, con alcune osservazioni, in particolare riguardo all'esplicita attenzione alle aree interessate dagli eventi sismici del 2016 (per porre in essere azioni efficaci a salvaguardia dell'immagine e dell'attrattività turistica dei luoghi danneggiati, nonché di sostegno al reddito delle imprese e dei professionisti del settore turistico operanti nelle aree direttamente o indirettamente colpite da tali eventi) e all'integrazione delle politiche turistiche con il Piano nazionale Industria 4.0 (allo scopo di favorire l'upgrading tecnologico del sistema dell'offerta turistica e rafforzarne la competitività, prevedendo in particolare il coinvolgimento del MiBACT nella Cabina di regia del suddetto Piano Industria 4.0).

Il PST, caratterizzato da un orizzonte temporale di sei anni (2017-2022), declina, a livello nazionale, un nuovo "sistema organizzato" per il miglioramento della competitività turistica dell'Italia: le Amministrazioni competenti, centrali e regionali, e tutti gli operatori del turismo italiano, pubblici e privati, hanno contribuito, attraverso una pluralità di strumenti di condivisione, sia di confronto diretto, sia di natura digitale, alla definizione del Piano e alle sue fasi successive, attraverso un metodo aperto e partecipato. Strumento centrale di tale strategia è costituito dall'attivazione di Tavoli di concertazione interistituzionali permanenti fra Amministrazioni centrali (MIT; MATTM; MiSE; MAECI; MIPAAF; MIUR), Regioni, altri Enti territoriali e stakeholder su argomenti di specifico interesse per il settore, nonché rappresentanze economiche e altri attori che condividono responsabilità ed esprimono interessi collettivi o imprenditoriali nel campo delle politiche del turismo e della valorizzazione.

 

Finalità e contenuto del Piano

 

Il Piano, come già evidenziato, intende promuovere una nuova modalità di fruizione turistica del patrimonio del Paese, basata sul rinnovamento e ampliamento dell'offerta turistica delle destinazioni strategiche e sulla valorizzazione di nuove mete e nuovi prodotti, per accrescere il benessere economico, sociale e sostenibile e rilanciare così, su basi nuove, la leadership dell'Italia sul mercato turistico internazionale. A tale fine, esso segue una struttura logica articolata in 4 obiettivi generali:

  1. Innovare, specializzare e integrare l'offerta nazionale (al fine di renderla sostenibile e competitiva);
  2. Accrescere la competitività del sistema turistico (al fine di creare le condizioni favorevoli per il consolidamento e il rilancio della filiera allargata del turismo);
  3. Sviluppare un marketing efficace e innovativo (al fine di omogeneizzare gli standard di qualità percepita dai mercati e veicolare il complesso dei valori distintivi dell'offerta nazionale in maniera coordinata sia verso i target interni che verso quelli internazionali);
  4. Realizzare una governance efficiente e partecipata nel processo di elaborazione e definizione del piano e delle politiche turistiche.

Tali Obiettivi generali sono, a loro volta, articolati in:

  • Obiettivi specifici (che contribuiscono a raggiungere il corrispondente Obiettivo generale);
  • Linee di intervento strategico (che individuano gli ambiti operativi finalizzati al raggiungimento di ciascun Obiettivo specifico);
  • Azioni, che saranno inserite nell'ambito delle linee di intervento strategico e che, secondo quanto previsto dall'art. 4 del citato D.M. 8 agosto 2014, dovranno essere sistematizzate all'interno dei Programmi attuativi annuali e ne specificheranno modalità organizzative e gestionali, nonché tempistica, eventuali costi e relative fonti finanziarie, e garantiranno il perseguimento degli obiettivi specifici e generali del PST. Ciò al fine di poter ricostruire, nell'ambito del sistema di monitoraggio e sorveglianza, la coerenza degli esiti delle singole azioni dell'intero sistema turistico con gli obiettivi di programmazione del Piano e individuare, in corso d'opera, eventuali necessità di rimodulazione e/o miglioramento dei processi.
ultimo aggiornamento: 15 giugno 2017
 
temi di Sviluppo economico e politiche energetiche