tema 21 giugno 2018
Studi Camera - Osservatorio legislativo e parlamentare Politiche della legislazione I parametri di valutazione del Comitato per la legislazione

Il Comitato per la legislazione, nell'espressione dei propri pareri, attinenti ai profili di qualità della legislazione dei testi, utilizza parametri riconducibili a diverse fonti. Assumono in particolare rilievo la giurisprudenza della Corte costituzionale; la circolare del Presidente della Camera del 20 aprile 2001 sulla formulazione dei testi legislativi e fonti di rango legislativo.

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Nei suoi pareri il Comitato per la legislazione richiama frequentemente la giurisprudenza della Corte costituzionale relativa alla decretazione d'urgenza, alla delegazione legislativa, alla delegificazione e al corretto utilizzo delle fonti normative. In particolare, merita richiamare:

  • per la decretazione d'urgenza le sentenze n. 22 del 2012 e n. 32 del 2014, che hanno dichiarato incostituzionali disposizioni inserite in decreti-legge nel corso dell'iter di conversione perché eterogenee e la sentenza n. 237 del 2013 che ha invece ammesso la possibilità di inserire nel disegno di legge di conversione disposizioni ulteriori rispetto alla semplice norma di conversione del decreto-legge, quali la proroga di termini previsti da deleghe legislative (che non possono essere inserite nei decreti-legge), purché omogenee con la materia del decreto-legge (al riguardo merita richiamare anche il costante orientamento più restrittivo della Presidenza della Camera che, a differenza di quella del Senato, ha sempre ritenuto inammissibili emendamenti volti ad inserire disposizioni di delega nel disegno di legge di conversione);
  • con riferimento alla delegazione legislativa, la sentenza n. 170 del 2007, che ha consentito, in presenza di deleghe per il riassetto normativo, l'inserimento di disposizioni innovative solo nel caso in cui siano stabiliti principi e criteri direttivi idonei a circoscrivere la discrezionalità del legislatore delegato, cioè il Governo, e la sentenza n. 340 del 2007 che ha censurato l'inserimento di principi e criteri direttivi che lascino al libero apprezzamento del legislatore delegato la scelta tra le diverse opzioni;
  • con riferimento alla delegificazione, la sentenza n. 149 del 2012 che ha lasciato aperta a successive valutazione della medesima Corte la questione della correttezza della prassi di autorizzare l'emanazione di regolamenti di delegificazione tramite decreti-legge;
  • con riferimento al corretto utilizzo delle fonti normative, la sentenza n. 116 del 2006 che ha censurato l'utilizzo di "decreti di natura non regolamentare" (la medesima posizione è stata espressa dal Consiglio di Stato nella sentenza n. 9 del 2012).

ultimo aggiornamento: 21 giugno 2018

Nella sua attività il Comitato fa anche costantemente riferimento alla Circolare sulle regole e raccomandazioni per la formulazione tecnica dei testi legislativi emanata il 20 aprile 2001 dal Presidente della Camera (contestualmente ad identiche circolari del Presidente del Senato e del Presidente del Consiglio dei Ministri).

In particolare sono oggetto di frequente richiamo da parte del Comitato:

  • il paragrafo 3, lettera a), che prescrive di privilegiare la modifica testuale ("novella") di atti legislativi vigenti, evitando modifiche implicite o indirette;
  • il paragrafo 3, lettera e) che prescrive di non ricorrere all'atto legislativo per apportare modifiche frammentarie ad atti non aventi forza di legge, al fine di evitare che questi ultimi presentino un diverso grado di "resistenza" ad interventi modificativi successivi;
  • il paragrafo 4, lettera n) che prescrive di evitare l'uso di termini stranieri, salvo che siano entrati nell'uso della lingua italiana e non abbiano sinonimi in tale lingua di uso corrente.
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Tra le leggi frequentemente richiamate dal Comitato per la legislazione nei suoi pareri merita segnalare:

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