tema 4 maggio 2020
Studi - Agricoltura Fiscalità agricola e misure per i giovani

La disciplina della fiscalità agricola è stata oggetto di diversi interventi, sia nella scorsa legislatura sia nella corrente, in particolare con la legge di bilancio 2019 e la legge di bilancio 2020.

Nello specifico, si è intervenuti su:

  • la tassazione immobiliare in agricoltura,
  • redditi dominicali e agrari;
  • il regime di tassazione di talune attività, quali quelle di produzione e cessione di energia elettrica e calorica da fonti rinnovabili agroforestali e fotovoltaiche;
  • l'introduzione di crediti di imposta per il sostegno al commercio elettronico e lo sviluppo di nuovi prodotti;
  • la previsione di sgravi contributivi per le assunzioni in agricoltura.
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La tassazione delle imprese agricole ha sempre ricevuto, da parte del legislatore fiscale, un trattamento di favore: ciò in base al presupposto che l'agricoltura è attività esposta a fattori meteorologici imprevisti e imprevedibili e svolge un'azione di presidio del territorio.

In particolare, ai fini IRPEF, gli articoli da 32 a 34 del Testo unico delle imposte sui redditi (TUIR), di cui al D.P.R. n. 917/1986, recano la specifica disciplina del reddito agrario, la quale si applica:

  • alle attività agrarie (quali la coltivazione del terreno, la silvicoltura e l'allevamento di animali);
  • alle attività agrarie connesse, quali

1) la manipolazione

2) la conservazione

3) la trasformazione

4) la commercializzazione

5) la valorizzazione

ancorché non svolte sul terreno,

di prodotti agricoli ottenuti prevalentemente dalla coltivazione del fondo o del bosco o dall'allevamento di animali, con riferimento ai beni individuati dal D.M. 13 febbraio 2015.

Il regime del reddito agrario prevede, in estrema sintesi, che il reddito sia determinato, in base all'articolo 34 del TUIR, mediante l'applicazione di tariffe d'estimo.

Sono escluse le altre attività connesse alla fornitura di beni o servizi, comprese le attività di valorizzazione del patrimonio rurale e forestale, o di ricezione e ospitalità.

L'articolo 56-bis del TUIR stabilisce, infatti, che, per le attività agrarie connesse dirette alla fornitura di servizi, il reddito sia determinato applicando all'ammontare dei corrispettivi delle operazioni registrate o soggette a registrazione agli effetti dell'imposta sul valore aggiunto, conseguiti con tali attività, il coefficiente di redditività del 25 per cento.

Le attività di agricoltura sociale sono considerate, per assimilazione a quelle agrituristiche, connesse all'attività agricola. Questo comporta che i lavoratori impiegati sono agricoli, che è rurale la destinazione d'uso degli edifici e che si applica il regime fiscale forfettario previsto per le attività connesse al settore primario.

 

Quanto alle misure introdotte da ultimo in merito alla fiscalità agricola, si ricorda che:

- il decreto-legge n. 91 del 2014 (legge n. 116 del 2014),  ha messo a regime l'entità della rivalutazione dei terreni nella misura del 7 a decorrere dal periodo d'imposta 2016,

- è stata prevista l'esenzione ai fini IRPEF per gli anni 2017-2020 per i redditi dominicali e agrari, relativi ai terreni dichiarati da coltivatori diretti e imprenditori agricoli professionali iscritti nella previdenza agricola;

- è stata prevista l'esenzione IRAP per tutti i produttori agricoli, a prescindere dalla veste giuridica (imprenditori individuali e società, anche cooperative). Sono soggette all'IRAP le attività che hanno sempre scontato l'aliquota ordinaria - al 3,9% - di agriturismo, di allevamento di animali con terreno insufficiente a produrre almeno un quarto dei mangimi necessari e delle altre attività connesse.

 

Per quanto riguarda la disciplina dell'IVA in agricoltura, ai sensi del comma 6 del dell'articolo 34 del DPR n. 633/1972, i produttori agricoli che nell'anno solare precedente hanno realizzato o, in caso di inizio di attività, prevedono di realizzare un volume d'affari non superiore a 7.000 euro, costituito per almeno due terzi da cessioni di prodotti di cui al comma 1 del medesimo art. 34, sono esonerati dal versamento dell'imposta e da tutti gli obblighi documentali e contabili, compresa la dichiarazione annuale, fermo restando l'obbligo di numerare e conservare le fatture e le bollette doganali.

Nel caso di volume di affari superiore a detta soglia, è previsto un regime speciale per i produttori agricoli,  salva opzione del contribuente per l'applicazione del regime ordinario.

In sintesi, ai sensi del comma 1 del predetto articolo 34, per le cessioni di prodotti agricoli e ittici compresi nella prima parte della tabella A) allegata al D.P.R. n. 633 effettuate dai produttori agricoli, la detrazione, dall'imposta dovuta dal soggetto passivo sulle operazioni effettuate, dell'imposta assolta o addebitata dal medesimo soggetto passivo sugli acquisti da lui effettuati nell'esercizio di impresa, arte o professione, è calcolata in maniera forfettaria, in misura pari all'importo risultante dall'applicazione, all'ammontare imponibile delle operazioni stesse, delle percentuali di compensazione stabilite, per gruppi di prodotti, con apposito decreto del Ministro delle finanze di concerto con il Ministro per le politiche agricole (cfr. D.M. 12 maggio 1992, D.M. 30 dicembre 1997 e D.M. 23 dicembre 2005).

Numerosi interventi di natura fiscali sono stati inseriti nelle leggi di bilancio che sono state approvate nel corso della Legislatura. 
In particolare:
  • sono state innalzate le percentuali di compensazione IVA applicabili agli animali vivi della specie bovina e suina
  • è stata estesa l'IVA agevolata al 4% a taluni ingredienti utilizzati per la preparazione del pane
  • è stata prevista un'agevolazione fiscale per la sistemazione a verde di aree scoperte di immobili privati a uso abitativo
  • è stata ridotta l'accisa sulla birra
  • è stata riformata la disciplina fiscale relativa alla raccolta di prodotti selvatici non legnosi e delle piante officinali spontanee
  • è stato equiparato il l trattamento fiscale dei familiari che coadiuvano il coltivatore diretto a quello dei titolari dell'impresa agricola
  • è stata prevista una disciplina fiscale relativa alla commercializzazione di piante e prodotti di floricoltura, introducendo la possibilità di calcolare il reddito applicando, un coefficiente di redditività del cinque per cento e alle spese per colture arboree, con l'incremento del venti per cento della quota di ammortamento deducibile dalle imposte sui redditi, a fronte di spese sostenute per investimenti in nuovi impianti di colture arboree pluriennali, con esclusione dei costi relativi all'acquisto dei terreni.

Da ultimo, il decreto-legge n. 18 del 2020 (cosiddetto Cura Italia), convertito, con modificazioni, dalla legge n. 27 del 2020, ha previsto la sospensione per le imprese del settore florovivaistico, fino al 15 luglio 2020, dei versamenti delle ritenute alla fonte e dei contributi previdenziali e assistenziali nonché la sospensione, tra il 1° aprile e il 30 giugno 2020, dei versamenti IVA (art. 78, comma 2-quinquiesdecies).

ultimo aggiornamento: 29 aprile 2020

Con la  legge di stabilità per il 2016 sono stati esentati dal pagamento dell'IMU (imposta municipale sui terreni) i terreni agricoli:

  • ricadenti in aree montane o di collina, come individuati ex lege (circolare del Ministero delle finanze n. 9 del 14 giugno 1993);
  • posseduti e condotti dai coltivatori diretti e dagli imprenditori agricoli professionali iscritti nella previdenza agricola, indipendentemente dalla loro ubicazione;
  • ubicati nei comuni delle isole minori indipendentemente, dunque, dal possesso e dalla conduzione da parte di specifici soggetti;
  • con specifica destinazione, ossia con immutabile destinazione agro-silvo-pastorale a proprietà collettiva indivisibile e inusucapibile, dunque indipendentemente in tal caso da ubicazione e possesso.

La legge di bilancio 2020 ha riformato da ultimo l'assetto dell'imposizione immobiliare locale, unificando l'IMU e la TASI (Tributo per i servizi indivisibili) e stabilendo che l'aliquota di base per i terreni agricoli non inclusi nell'esenzione sia fissata nella misura dello 0,76 per cento (perché esenti da TASI nella normativa vigente) e i comuni, con deliberazione del consiglio comunale, possano aumentarla sino allo 1,06 per cento o diminuirla fino all'azzeramento (art. 1, comma, comma 752).

A decorrere dal 1° gennaio 2014, sono state ripristinate le agevolazioni previste per la piccola proprietà contadina: pertanto, gli atti di trasferimento a titolo oneroso di terreni e relative pertinenze, qualificati agricoli in base a strumenti urbanistici vigenti, posti in essere a favore di coltivatori diretti (CD) ed imprenditori agricoli professionali (IAP) iscritti nella relativa gestione previdenziale sono soggetti alle imposte di registro ed ipotecaria nella misura fissa, ed all'imposta catastale nella misura dell'1 per cento; gli onorari dei notai per gli atti suindicati sono ridotti alla metà. Tali agevolazioni sono state, poi, estese, con la legge di stabilità 2016, a favore di proprietari di masi chiusi siti nella provincia autonoma di Bolzano e al coniuge o ai parenti in linea retta - purchè già proprietari di terreni agricoli e conviventi - di coltivatori diretti ed imprenditori agricoli professionali e, dal 2017,  ai trasferimenti di proprietà a qualsiasi titolo di fondi rustici nei territori montani. 

La legge di bilancio 2019 (legge n. 145 del 2018) ha previsto le seguenti misure:

  • l'estensione alle aziende agricole ubicate nei comuni prealpini di collina, pedemontani e della pianura non irrigua, da individuare con decreto, della facoltà - già prevista per quelle ubicate nei comuni montani - di non dover disporre del titolo di conduzione del terreno agricolo ai fini della costituzione del relativo fascicolo aziendale;
  • la proroga della facoltà di rideterminare i valori delle partecipazioni in società non quotate e dei terreni (sia agricoli sia edificabili) posseduti, sulla base di una perizia giurata di stima, a condizione che il valore così rideterminato sia assoggettato a un'imposta sostitutiva (art. 1, commi 1053 e 1054).
ultimo aggiornamento: 16 marzo 2020

La legge di bilancio 2019 (legge n. 145 del 2018) ha riconosciuto, fino al riordino della materia, che gli impianti di biogas fino a 300 KW, realizzati da imprenditori agricoli alimentati con sottoprodotti provenienti da attività di allevamento e della gestione del verde, possano accedere agli incentivi previsti per l'energia elettrica prodotta da fonti rinnovabili diverse dal fotovoltaico, ai sensi del decreto ministeriale 23 giugno 2016, nel limite di un costo medio annuo pari a 25 milioni di euro (art. 1, commi 954-957). 

Successivamente, la legge di bilancio 2020 (legge n. 160 del 2019) ha previsto una disciplina relativa alle misure per favorire l'economia circolare del territorio, prevedendosi, in particolare, per taluni impianti di produzione di energia elettrica esistenti alimentati a biogas, realizzati da imprenditori agricoli singoli o associati (a talune condizioni), il diritto di fruire di un incentivo sull'energia elettrica prodotta, con le modalità e condizioni definite da un successivo decreto interministeriale (art. 1, commi 524-527).

Inoltre, il decreto-legge n. 162 del 2019, cosiddetto "Proroga termini" (convertito, con modificazioni, dalla legge n. 8 del 2020), ha disposto, all'articolo 40-ter, la proroga per il 2020 degli incentivi per gli impianti di produzione di energia elettrica alimentati a biogas, con potenza elettrica non superiore a 300 kW, aventi determinate caratteristiche e facenti parte del ciclo produttivo di una impresa agricola, di allevamento, realizzati da imprenditori agricoli anche in forma consortile e la cui alimentazione derivi per almeno l'80 per cento da reflui e materie derivanti dalle aziende agricole realizzatrici e, per il restante 20 per cento, da loro colture di secondo raccolto.

Da ultimo, il decreto-legge n. 18 del 2020, cosiddetto "Cura Italia" (convertito, con modificazioni, dalla legge n. 27 del 2020) ha previsto l'autorizzazione alle Regioni e alle Province autonome ad agevolare utilizzo del latte, dei prodotti e derivati del latte negli impianti di digestione anaerobica siti nel proprio territorio regionale, derogando, limitatamente al periodo di crisi, alle procedure di autorizzazione previste per l'uso e la trasformazione delle biomasse. Agli imprenditori agricoli è consentito, previa autorizzazione dell'Autorità sanitaria competente, l'utilizzo agronomico delle acque reflue addizionate con siero (art. 78, comma 3-ter). Ha previsto, inoltre, la fissazione del 30 settembre 2020 quale termine entro il quale pubblicare il bando per gli incentivi a favore degli impianti di biogas gestiti, a determinate condizioni, dagli imprenditori agricoli (art. 78, comma 3-octies).

ultimo aggiornamento: 29 aprile 2020

La legge di bilancio 2020 (legge n. 160 del 2019) ha previsto le seguenti misure:

  • l'esonero dal versamento totale dell'accredito contributivo presso l'assicurazione generale obbligatoria per l'invalidità, la vecchiaia ed i superstiti a favore dei coltivatori diretti e degli imprenditori agricoli professionali, con età inferiore a quarant'anni, con riferimento alle nuove iscrizioni nella previdenza agricola effettuate nel corso del 2020, per un periodo massimo di 24 mesi (art. 1, comma 503);
  • la concessione di mutui a tasso zero in favore di iniziative finalizzate allo sviluppo o al consolidamento di aziende agricole condotte da imprenditrici agricole, attraverso investimenti nel settore agricolo e in quello della trasformazione e commercializzazione di prodotti agricoli. I mutui sono concessi nel limite di 300.000 euro, della durata massima di 15 anni comprensiva del periodo di preammortamento. A tal fine, è istituito nello stato di previsione del MIPAAF un fondo rotativo per l'attuazione delle disposizioni relative alla concessione dei predetti mutui a tasso zero, con una dotazione finanziaria iniziale di 15 milioni di euro per il 2020 (art. 1, commi  504-506).

Da ultimo, il decreto-legge 17 marzo 2020, n. 18, convertito, con modificazioni, dalla legge n. 27 del 2020, ha disposto le seguenti misure relative anche ai lavoratori agricoli:

  • si consente alle regioni e province autonome di riconoscere, in conseguenza dell'emergenza epidemiologica da COVID-19, trattamenti di integrazione salariale in deroga, per la durata della sospensione del rapporto di lavoro e comunque per un periodo non superiore a nove settimane, con riferimento ai datori di lavoro del settore privato per i quali non trovino applicazione le tutele previste dalle vigenti disposizioni (di cui ai Titoli I e II del D.Lgs. 14 settembre 2015, n. 148, e successive modificazioni) in materia di sospensione o riduzione dell'orario di lavoro. Dall'ambito suddetto sono esclusi i datori di lavoro domestico, mentre sono esplicitamente inclusi (ove ricorra la circostanza di assenza di altre tutele) quelli agricoli, della pesca e del terzo settore, compresi gli enti religiosi civilmente riconosciuti (art. 22);
  • si riconosce una indennità di 600 euro, per il mese di marzo 2020, per i lavoratori autonomi iscritti alle gestioni speciali dell'INPS (relative agli artigiani, agli esercenti attività commerciali ed ai coltivatori diretti, mezzadri, coloni e imprenditori agricoli professionali), non titolari di pensione e non iscritti ad altre forme previdenziali obbligatorie: tale indennità non concorre alla formazione del reddito (art. 28);
  • si riconosce, agli operai agricoli a tempo determinato, non titolari di pensione, che nel 2019 hanno effettuato almeno 50 giornate lavorative, una indennità di 600 euro per il mese di marzo 2020, che non concorre alla formazione del reddito (art. 30);
  • si proroga il termine per la presentazione delle domande della disoccupazione agricola - da presentarsi nel 2020 - dal 31 marzo 2020 al 1° giugno 2020, per gli operai agricoli a tempo determinato e indeterminato, con riferimento alla disoccupazione agricola verificatasi nel 2019 (art. 32);
  • si prevede, ai fini dell'adempimento delle misure di sorveglianza sanitaria dei lavoratori agricoli, che la visita medica abbia validità annuale e consenta al lavoratore di prestare la prestazione lavorativa anche presso altre imprese agricole che abbiano gli stessi rischi lavorativi, senza necessità di ulteriori accertamenti medici. E' reso, poi, possibile stipulare apposite convenzioni affinché il medico competente non sia tenuto ad effettuare la visita degli ambienti di lavoro; in tal caso, il giudizio di idoneità produce effetti nei confronti di tutti i datori di lavoro convenzionati (art. 78, commi 2-sexies-2-decies);
  • si proroga al 31 dicembre 2020 la validità dei permessi di soggiorno dei lavoratori stagionali agricoli in scadenza tra il 23 febbraio e il 31 maggio 2020, nonché la predisposizione di strumenti di intervento sanitario sugli alloggi e sulle condizioni dei lavoratori agricoli e dei braccianti, di concerto con le Regioni, i comuni interessati e le autorità sanitarie (art. 78, commi 3-sexies e septies);
  • si estende (dal quarto) al sesto grado di parentela o affinità il limite entro il quale - con  riguardo  alle  attività  agricole - le  prestazioni svolte da parenti e affini in modo occasionale o ricorrente di breve periodo (a titolo di aiuto, mutuo aiuto o obbligazione orale senza corresponsione di compensi) non  integrano il rapporto di lavoro autonomo o subordinato (art. 105, comma 1). Si prevede inoltre l'estensione, fino al termine dell'emergenza sanitaria derivante dalla diffusione del virus Covid-19, dell'applicazione della disciplina che esclude - a determinate condizioni - la configurabilità di un rapporto di lavoro autonomo o subordinato anche alle prestazioni effettuate da soggetti che offrono aiuto e sostegno alle aziende agricole situate nelle zone montane (art. 105, comma 1-quinquies);
  • viene data la possibilità al proprietario, al conduttore o al detentore di terreni sui quali insistono piante infettate dagli organismi nocivi da quarantena di effettuare lo spostamento scadenzato in un comune diverso rispetto a quello in cui attualmente si trovano, al fine di dare attuazione alle misure fitosanitarie ufficiali e ad ogni altra attività ad esse connessa disposte dai provvedimenti di emergenza fitosanitaria (art. 105, comma 1-bis). Si consente, altresì, la cura e la pulizia dei terreni coltivati o non coltivati, al fine di evitare il rischio di incendio derivante dalla mancata loro mancata cura. A tal fine, è permesso al proprietario, al conduttore o al detentore di tali terreni lo spostamento scadenzato in un comune diverso rispetto a quello in cui attualmente si trovano (art. 105, comma 1-ter). In base all'art. 105, comma 1-quater, l'attuazione delle suddette misure rientra nei casi di comprovate esigenze lavorative ovvero di assoluta urgenza, che non ricadono nel generale divieto di spostamento o trasferimento da un comune all'altro sull'intero territorio nazionale.
ultimo aggiornamento: 29 aprile 2020
 
temi di Agricoltura e biodiversità
 
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