tema 9 marzo 2021
Studi - Cultura Interventi per l'editoria

Tra i più recenti interventi riguardanti l'editoria vi sono quelli adottati per fronteggiare l'emergenza sanitaria Coronavirus (COVID-19). Si veda anche l'apposito tema.

Inoltre, nella legislatura in corso è stata prevista una progressiva riduzione, fino all'abolizione, dei contributi diretti a favore delle imprese editrici di quotidiani e periodici, nonché l'abolizione dei contributi diretti alle imprese radiofoniche private che abbiano svolto attività di informazione di interesse generale, i cui termini, però, sono stati poi più volte differiti.

E' stata, altresì, prevista, a valere sul Fondo per il pluralismo e l'innovazione dell'informazione - al quale affluiscono, ormai in forma stabile, risorse provenienti dalle entrate versate a titolo di canone RAI - la concessione di contributi a favore delle scuole e di alcune categorie di studenti, per l'acquisto di abbonamenti a quotidiani, periodici e riviste scientifiche e di settore, nonché di incentivi a sostegno delle imprese editrici di nuova costituzione, al fine di favorire la realizzazione di progetti innovativi.

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Il Fondo per il pluralismo e l'innovazione dell'informazione, destinato al sostegno dell'editoria e dell'emittenza radiofonica e televisiva locale, è stato istituito nello stato di previsione del Ministero dell'economia e delle finanze dalla L. 198/2016 (art. 1).

Al Fondo affluiscono:
- le risorse statali destinate al sostegno dell'editoria quotidiana e periodica;
- le risorse statali destinate all' emittenza radiofonica e televisiva in ambito locale;
- le somme derivanti dal gettito annuo di un contributo di solidarietà, pari allo 0,1% del reddito complessivo dei: concessionari della raccolta pubblicitaria sulla stampa quotidiana e periodica, sui mezzi di comunicazione radiotelevisivi e digitali; società operanti nel settore dell'informazione e della comunicazione che svolgono raccolta pubblicitaria diretta; altri soggetti che esercitano l' attività di intermediazione nel mercato della pubblicità attraverso la ricerca e l'acquisto, per conto terzi, di spazi sui mezzi di informazione e di comunicazione, con riferimento a tutti i tipi di piattaforme trasmissive, compresa la rete internet;
- risorse provenienti dalle entrate derivanti dal canone di abbonamento alla radiotelevisione. Al riguardo, da ultimo, la L. di bilancio 2021 ( L. 178/2020: art. 1, co. 616) ha disposto, che, dal 1° gennaio 2021, sono destinati al Fondo € 110 milioni annui.
In precedenza, la L. 208/2015 (art. 1, co. 160) – come modificata, in particolare, dalla L. di bilancio 2019 ( L. 145/2018: art. 1, co. 90) – aveva disposto che, dal 2017, la metà delle eventuali maggiori entrate versate a titolo di canone RAI (c.d. extra gettito) era riversata all'Erario per essere destinata, tra l'altro, fino ad un importo massimo di € 125 milioni ogni anno al Fondo per il pluralismo e l'innovazione dell'informazione.

Il Fondo è ripartito annualmente tra la Presidenza del Consiglio dei ministri e il Ministero dello sviluppo economico, per gli interventi di rispettiva competenza, sulla base dei criteri stabiliti con DPCM.

Per il 2017 è intervenuto il DPCM 12 ottobre 2017.
Per il 2018 è intervenuto il DPCM 17 aprile 2018.
Per il 2019 è intervenuto il DPCM 6 maggio 2019.
Per il 2020 è intervenuto il DPCM 16 settembre 2020.
Il DPCM che ripartisce annualmente le risorse tra la Presidenza del Consiglio dei ministri e il Ministero dello sviluppo economico può anche prevedere che una determinata percentuale del Fondo è destinata al finanziamento di progetti comuni che incentivino l' innovazione dell'offerta informativa nel campo dell'informazione digitale attuando obiettivi di convergenza multimediale. I requisiti soggettivi, i criteri e le modalità per la concessione di tali finanziamenti devono essere stabiliti con ulteriore DPCM, sottoposto al parere delle Commissioni parlamentari.
I DPCM finora intervenuti non hanno esercitato tale possibilità.

La destinazione delle risorse del Fondo assegnate alla Presidenza del Consiglio dei ministri è stabilita annualmente con altro DPCM.

Per il 2017 è intervenuto il DPCM 27 novembre 2017, che ha ripartito le risorse spettanti alla Presidenza del Consiglio dei ministri, pari complessivamente a € 114.429.960.
Per il 2018 è intervenuto il DPCM 18 ottobre 2018, che, considerato l'afflusso di € 50 mln provenienti dal canone di abbonamento RAI per il 2016, ha ripartito, complessivamente, € 112.589.609.
Per il 2019 è intervenuto il DPCM 29 ottobre 2019, che, considerato l'afflusso di € 43,3 mln provenienti dal canone di abbonamento RAI per il 2017, ha ripartito, complessivamente, € 143.316.7127,50.
Per il 2020 è intervenuto il DPCM 17 novembre 2020, che, considerato l'afflusso di € 41,6 mln provenienti dal canone di abbonamento RAI per il 2018, ha ripartito, complessivamente, € 148.312.874.

Con riguardo alle destinazioni delle risorse del Fondo, si ricorda, in particolare, che:

  • il D.L. 50/2017 (L. 96/2017: art. 57-bis) ha previsto l'emanazione – con decreto del Capo del Dipartimento per l'informazione e l'editoria – di un bando annuale per l'assegnazione di finanziamenti alle imprese editrici di nuova costituzione, il cui scopo è quello di favorire la realizzazione di progetti innovativi, anche per rimuovere stili di comunicazione sessisti e lesivi dell'identità femminile, e idonei a promuovere la più ampia fruibilità di contenuti informativi multimediali e la maggiore diffusione dell'uso delle tecnologie digitali.

    I relativi finanziamenti sono concessi, mediante utilizzo delle risorse del Fondo per il pluralismo e l'innovazione dell'informazione, nel limite massimo di spesa stabilito annualmente con il DPCM che ripartisce le risorse del Fondo per il pluralismo e l'innovazione dell'informazione tra gli interventi di competenza della Presidenza del Consiglio dei ministri.

Per il 2018, il DPCM 18 ottobre 2018 ha destinato a tale obiettivo € 2 mln.
Per il 2019, il DPCM 29 ottobre 2019 ha destinato a tale obiettivo € 0,5 mln.
Per il 2020, il DPCM 17 novembre 2020 ha destinato a tale obiettivo € 0,3 mln.

  • la L. di bilancio 2019 (L. 145/2018: art. 1, co. 810, lett. d)) ha disposto che, con uno o più DPCM, sono individuate le modalità per il sostegno e la valorizzazione, a valere sul Fondo per il pluralismo e l'innovazione dell'informazione, di progetti, presentati da soggetti sia pubblici che privati, finalizzati a diffondere la cultura della libera informazione plurale, della comunicazione partecipata, dell'innovazione digitale e sociale, dell'uso dei media, nonché a sostenere il settore della distribuzione editoriale, anche con l'avvio di processi di innovazione digitale;

  • il D.L. 34/2019 (L. 58/2019: art. 30-quater) e il D.L. 183/2020 (L. 21/2021: art. 7, co. 4-bis) hanno previsto che alla copertura dell'onere per la concessione alle imprese radiofoniche private che abbiano svolto attività di informazione di interesse generale di un ulteriore contributo, rispettivamente, di € 3 mln per il 2019 e di € 2 mln per il 2021, finalizzato a favorire la conversione in digitale e la conservazione degli archivi multimediali, si doveva provvedere a valere sul Fondo per il pluralismo e l'innovazione dell'informazione;

  • il D.L. 59/2019 (L. 81/2019: art. 3-bis) ha previsto che alla copertura degli oneri derivanti dagli incentivi fiscali agli investimenti pubblicitari incrementali su quotidiani, periodici e sulle emittenti radiofoniche e televisive locali si provvede, a regime, mediante utilizzo delle risorse del Fondo per il pluralismo e l'innovazione dell'informazione, nel limite complessivo stabilito ogni anno con il DPCM che ripartisce le risorse fra la Presidenza del Consiglio dei Ministri e il Ministero dello sviluppo economico. Al contempo, ha disposto che il DPCM deve essere emanato entro il 31 marzo di ogni anno.
Al riguardo, si ricorda che il D.L. 50/2017 ( L. 96/2017: art. 57- bis, ripetutamente modificato – ha previsto, a decorrere dal 2018, l'attribuzione di un credito di imposta in favore di imprese, lavoratori autonomi e enti non commerciali che effettuano investimenti in campagne pubblicitarie sulla stampa quotidiana e periodica anche on line, nonché sulle emittenti televisive e radiofoniche locali, il cui valore superi almeno dell'1% quelli, di analoga natura, effettuati nell'anno precedente.
La disposizione istitutiva, tuttavia, aveva stanziato solo le risorse occorrenti per il primo anno, pari ad un massimo di € 62,5 mln a valere sul Fondo per il pluralismo e l'innovazione dell'informazione.
La misura del credito di imposta era stata definita pari al 75% del valore incrementale degli investimenti effettuati, innalzato al 90% nel caso di piccole e medie imprese, microimprese e start-up innovative.
In via di prima applicazione, era stata stabilita in € 20 mln la quota dello stanziamento relativo al 2018 destinata al riconoscimento del credito di imposta relativo ai soli investimenti pubblicitari incrementali effettuati sulla stampa quotidiana e periodica, anche online, effettuati dal 24 giugno 2017 al 31 dicembre 2017, purché il loro valore avesse superato almeno dell'1% quelli di analoga natura effettuati nel corrispondente periodo del 2016.
Le modalità e i criteri di attuazione sono stati definiti con DPCM 90 del 16 maggio 2018 (pubblicato nella GU n. 170 del 24 luglio 2018). In particolare, per accedere all'agevolazione, i soggetti interessati devono presentare, nel periodo compreso tra il 1 marzo e il 31 marzo di ciascun anno, un'apposita comunicazione telematica le cui modalità sono definite con provvedimento amministrativo del Dipartimento per l'informazione e l'editoria.
Il 30 novembre 2018 sul sito del Dipartimento per l'editoria era poi stata data notizia di una serie di rilievi formulati dalla Commissione europea su diversi aspetti della misura. Una prima obiezione aveva riguardato l'ipotesi che si configurasse un aiuto di Stato indiretto, con profili di selettività rispetto ai media non presi in considerazione dalla norma. Una seconda obiezione aveva riguardato gli investimenti per l'anno 2017, per i quali la misura avrebbe avuto carattere sostanzialmente retroattivo, perdendo quindi la sua funzione incentivante. Infine, era stato obiettato che i costi della pubblicità – generalmente classificati come costi di funzionamento (e non di investimento) – non avrebbero potuto essere considerati, in quanto tali, quale base di calcolo per una misura di aiuto coerente con i principi della normativa europea in materia.
In seguito, la L. di bilancio 2019 ( L. 145/2018: art. 1, co.762) ha precisato che le misure introdotte sono concesse entro i limiti consentiti dalle specifiche disposizioni dell'UE in materia di aiuti c.d. de minimis.
Successivamente, il D.L. 59/2019 ( L. 81/2019: art. 3-bis, co. 1) ha disposto che la disciplina citata si riferiva (solo) al 2018 e che, a decorrere dal 2019, il credito d'imposta doveva essere concesso, alle stesse condizioni e ai medesimi soggetti, nella misura unica del 75% del valore incrementale degli investimenti effettuati. Ha altresì previsto che continuavano ad applicarsi le disposizioni del DPCM 90/2018 ma, per il 2019, le comunicazioni per l'accesso al credito di imposta dovevano essere presentate dal 1° al 31 ottobre. Come già detto, ha infine, previsto che alla copertura del relativo onere si provvede, a regime, mediante utilizzo delle risorse del Fondo per il pluralismo e l'innovazione dell'informazione, nel limite complessivo determinato annualmente con il DPCM che ripartisce le risorse fra la Presidenza del Consiglio dei Ministri e il Ministero dello sviluppo economico.

Ancora dopo, tuttavia, in considerazione dell'attesa caduta dei volumi di investimento derivante dall'emergenza sanitaria relativa al COVID-19, il D.L. 18/2020 (L. 27/2020: art. 98, co. 1) ha previsto, per il 2020, un regime straordinario di accesso al credito di imposta per gli investimenti pubblicitari.

In particolare, ha disposto che il credito di imposta era concesso, per il 2020, alle stesse condizioni e ai medesimi soggetti già contemplati, nella misura unica del 30% del valore degli investimenti effettuati (e non già entro il limite del 75% dei soli investimenti incrementali).
In considerazione della novità, ha, altresì, disposto che la comunicazione per l'accesso al beneficio doveva essere presentata tra il 1° ed il 30 settembre 2020. Le comunicazioni trasmesse nel periodo compreso tra il 1° ed il 31 marzo 2020 restavano comunque valide.

Nel prosieguo, il D.L. 34/2020 (L. 77/2020: art. 186) e il D.L. 104/2020 (L. 126/2020: art. 96, co. 1) hanno progressivamente rafforzato il regime straordinario introdotto per il 2020.

In particolare, l' importo massimo dell' investimento ammesso al credito d'imposta è stato elevato, per il medesimo 2020, (dal 30) al 50% ed è stato direttamente fissato in € 85 mln il tetto di spesa: nell'ambito del tetto, è stato previsto che il beneficio doveva essere concesso nel limite di € 50 mln per gli investimenti pubblicitari effettuati su quotidiani e periodici, anche online, e nel limite di € 35 mln per quelli effettuati sulle emittenti televisive e radiofoniche locali, analogiche o digitali.

Da ultimo, la L. di bilancio 2021 (L. 178/2020: art. 1, co. 608) ha previsto che, per gli anni 2021 e 2022, il credito d'imposta è concesso nella misura unica del 50% del valore degli investimenti pubblicitari effettuati su quotidiani e periodici, anche digitali, entro il limite massimo di € 50 mln per ciascuno degli anni 2021 e 2022.

Al riguardo, con comunicato del 1 marzo 2021, il Dipartimento per l'informazione e l'editoria, nel rendere noto che dal 1° al 31 marzo 2021 è possibile inviare la "Comunicazione per l'accesso" al credito d'imposta per gli investimenti pubblicitari incrementali per l'anno 2021,   ha chiarito che il credito di imposta è riconosciuto "relativamente agli investimenti pubblicitari sulle emittenti televisive e radiofoniche locali, nella misura del 75% del valore incrementale degli investimenti effettuati, con un incremento minimo dell'1% rispetto agli analoghi investimenti effettuati sullo stesso mezzo di informazione nell'anno precedente.

Solo per gli investimenti sui giornali, pertanto, per gli anni 2021 e 2022 viene meno il requisito dell'incremento minimo dell'1 per cento dell'investimento pubblicitario, rispetto all'analogo investimento dell'anno precedente". Inoltre, ha reso noto che "Deve ancora essere determinato lo stanziamento per gli investimenti pubblicitari effettuati sulle emittenti radiotelevisive, che sarà stabilito, a valere sulla quota del "Fondo per il pluralismo e l'innovazione dell'informazione" di competenza del Ministero dello sviluppo economico, con il Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri, di cui all'art. 1, comma 4, della Legge n. 198/2016, emanato annualmente per la ripartizione, tra Presidenza del Consiglio dei Ministri e Ministero dello sviluppo economico, delle risorse del suddetto fondo".

  • la L. di bilancio 2020 (L. 160/2019: art. 1, co. 389-392) ha incrementato il Fondo per il pluralismo e l'innovazione dell'informazione di € 20 mln annui dal 2020 ai fini la concessione di contributi a favore delle scuole statali e paritarie e di alcune categorie di studenti, per l'acquisto di abbonamenti a quotidiani, periodici e riviste scientifiche e di settore. L'importo complessivo dei contributi, nel limite di € 20 mln annui dal 2020, è fissato annualmente dal DPCM che stabilisce la destinazione delle risorse del Fondo ai diversi interventi di competenza della Presidenza del Consiglio dei Ministri.
Le disposizioni applicative di quanto previsto dalla L. di bilancio 2020 sono state emanate con DPCM 4 maggio 2020.
Per il 2020, con il DPCM del 17 novembre 2020, lo stanziamento di € 20 mln è stato ripartito assegnando:
- € 10 mln ai contributi destinati alle istituzioni scolastiche di ogni grado di istruzione, statali e paritarie, per l'acquisto di abbonamenti a periodici e riviste scientifiche e di settore.
Qui il bando per l'assegnazione delle risorse. Qui la proroga del termine per la presentazione delle domande; 
- € 4 mln ai contributi destinati alle istituzioni scolastiche secondarie di primo grado, statali e paritarie, per l'acquisto di abbonamenti a quotidiani, periodici e riviste scientifiche e di settore nell'ambito di programmi per la promozione della lettura.
Qui il bando per l'assegnazione delle risorse. Qui la proroga del termine per la presentazione delle domande;  
- € 6 mln per il finanziamento del bonus destinato agli studenti delle scuole secondarie di secondo grado, statali e paritarie, che partecipano a programmi per la promozione della lettura critica e per l'educazione ai contenuti informativi, per l'acquisto di abbonamenti a quotidiani e periodici.
ultimo aggiornamento: 9 marzo 2021

1)   Le più recenti novità in materia di disciplina dei contributi diretti

 

Tra le novità più recenti in materia vi sono quelle introdotte dal D.L. 19 maggio 2020, n. 34 (L. 77/2020), dal D.L. 14 agosto 2020, n. 104 (L. 126/2020) e dal D.L. 28 ottobre 2020, n. 137 (L. 176/2020), per fronteggiare le conseguenze dell'emergenza da Coronavirus (COVID-19) nel settore. In particolare, gli interventi sono stati volti a semplificare l'accesso ai contributi da parte delle imprese editoriali con riguardo alle annualità 2019, 2020 e 2021.

Più nel dettaglio, si veda l'apposito tema.

Inoltre, il D.L. 183/2020 (L. 21/2021: art. 7, co. 4-ter) ha differito di ulteriori 24 mesi (rispetto al differimento di 24 mesi già previsto a seguito della L. 160/2019 - art. 1, co. 394 - e del D.L. 162/2019 - L. 8/2020: art. 1, co. 10-quaterdecies), la progressiva riduzione, fino all'abolizione, dei contributi diretti a favore delle imprese editrici di quotidiani e periodici, nonché l'abolizione dei contributi diretti alle imprese radiofoniche private che abbiano svolto attività di informazione di interesse generale, previste dalla L. di bilancio 2019 (L. 145/2018: art. 1, co. 810, lett. b) e c)). 

 

Allo stato, dunque, è prevista, a decorrere dall'annualità di contributo 2023, la progressiva riduzione, fino alla totale abolizione dall'annualità 2026, dei contributi concessi, ai sensi del d.lgs. 70/2017 (art. 2, co. 1), alle seguenti categorie di imprese editrici di quotidiani e periodici:

  • imprese editrici costituite come cooperative giornalistiche che editano quotidiani e periodici;
  • enti senza fini di lucro, ovvero imprese editrici di quotidiani e periodici il cui capitale sia da essi interamente detenuto.

In particolare, in deroga a quanto stabilito dal medesimo d.lgs. 70/2017 (art. 8) – che ha fissato i criteri di calcolo dell'ammontare dei contributi da concedere a ciascuna categoria –, è previsto che l'importo complessivamente erogabile a ciascuna impresa editoriale sarà ridotto:

  • per l'annualità 2023, del 20% della differenza tra l'importo spettante in base alla normativa vigente e € 500 mila;
  • per l'annualità 2024, del 50% della differenza tra l'importo spettante in base alla normativa vigente e € 500 mila;
  • per l'annualità 2025, del 75% della differenza tra l'importo spettante in base alla normativa vigente e € 500 mila.

A decorrere dall'annualità 2026, le medesime categorie di imprese editrici non hanno più diritto ai contributi.

Rimane invece fermo che termina con l'annualità di contributo 2021 la corresponsione del contributo alle imprese editrici di quotidiani e periodici il cui capitale sia detenuto in misura maggioritaria da cooperative, fondazioni o enti morali non aventi fini di lucro. Infatti, il contributo a tali imprese è stato previsto limitatamente a un periodo di cinque anni dalla data di entrata in vigore della L. 198/2016.

 

Inoltre, sempre a seguito del differimento previsto dal D.L. 183/2020  (L. 21/2021) è prevista, a decorrere dal 31 gennaio 2024, l'abolizione dei contributi concessi alle imprese radiofoniche private che abbiano svolto attività di informazione di interesse generale (ai sensi della L. 230/1990 e dell'art. 1, co. 1247, L. 296/2006).

Qui la pagina dedicata sul sito del Dipartimento per l'informazione e l'editoria della Presidenza del Consiglio dei Ministri.

 

2) La disciplina dei contributi diretti recata dal d.lgs. 70/2017

Al netto delle novità in materia introdotte dalla L. di bilancio 2019, come differite, da ultimo, dal D.L. 162/2019 (L. 8/2020), e delle deroghe alla normativa generale introdotte per fronteggiare le conseguenze dell'emergenza da COVID-19, a decorrere dall'annualità 2018, la disciplina per l'erogazione dei contributi alle categorie di imprese editrici di quotidiani e di periodici è dettata dal d.lgs. 70/2017, emanato sulla base della delega conferita dalla L. 198/2016.

Il d.lgs. ha disposto, anzitutto, – ribadendo il principio introdotto dalla L. 191/2009 (art. 2, co. 62), e poi ripreso anche da altre disposizioni successivamente intervenute –, che i contributi spettano nei limiti delle risorse a ciò destinate, per ciascuna tipologia, con il DPCM che ripartisce la quota del Fondo per il pluralismo e l'innovazione dell'informazione spettante alla Presidenza del Consiglio dei Ministri e che, in caso di insufficienza delle risorse, agli aventi diritto spettano contributi ridotti mediante riparto proporzionale.

Con riguardo alla platea dei beneficiari, la L. 198/2016 ha stabilito, quale condizione necessaria per il finanziamento, l'esercizio esclusivo, in ambito commerciale, di un'attività informativa autonoma e indipendente, di carattere generale e la costituzione come:

  • cooperative giornalistiche;
  • enti senza fini di lucro o imprese editrici di quotidiani e periodici il cui capitale sia da essi interamente detenuto;
  • limitatamente a cinque anni dalla data di entrata in vigore della legge, imprese editrici di quotidiani e periodici la maggioranza del cui capitale è detenuta da cooperative, fondazioni o enti morali senza fini di lucro.

Inoltre, ha previsto il mantenimento dei contributi, con la possibilità di definire criteri specifici sia per i requisiti di accesso, sia per i meccanismi di calcolo dei contributi, per:

  • imprese editrici di quotidiani e di periodici espressione delle minoranze linguistiche;
  • imprese ed enti che editano periodici per non vedenti e ipovedenti;
  • associazioni dei consumatori;
  • imprese editrici di quotidiani e di periodici italiani editi e diffusi all'estero o editi in Italia e diffusi prevalentemente all'estero.

A sua volta, il d.lgs. 70/2017 ha specificato che, ad eccezione delle imprese e degli enti che editano periodici per non vedenti e ipovedenti, gli altri soggetti possono richiedere i contributi per una sola testata.

La L. 198/2016 ha, invece, escluso esplicitamente dai contributi:

  • organi di informazione di partiti o movimenti politici e sindacali. Il d.lgs. 70/2017 ha specificato che sono comprese nell'esclusione, oltre alle imprese editrici, anche le imprese radiofoniche organi di partiti politici presenti in almeno un ramo del Parlamento (art. 4, L. 250/1990);
  • periodici specialistici a carattere tecnico, aziendale, professionale o scientifico. Il d.lgs. 70/2017 ha specificato che si tratta di quelli che hanno diffusione prevalente tra gli operatori dei settori di riferimento;
  • imprese editrici di quotidiani e periodici che fanno capo a gruppi editoriali quotati o partecipati da società quotate in borsa.

Qui la pagina del sito del Dipartimento per l'informazione e l'editoria della Presidenza del Consiglio dei ministri dedicata ai contributi erogati.

2.1) Cooperative giornalistiche, enti senza fini di lucro e imprese il cui capitale sia detenuto interamente o in misura maggioritaria da enti senza fini di lucro

 

Con riguardo ai requisiti, la L. 198/2016 ha previsto, in particolare, la riduzione a 2 anni dell'anzianità di costituzione dell'impresa e di edizione della testata. Ulteriori requisiti hanno riguardato il regolare adempimento degli obblighi derivanti dai contratti collettivi nazionali o territoriali di lavoro, l'edizione della testata in formato digitale (eventualmente anche in parallelo con l'edizione in formato cartaceo), l'obbligo di dare evidenza, nell'edizione, di tutti i contributi e finanziamenti ricevuti e di adottare misure idonee a contrastare ogni forma di pubblicità lesiva dell'immagine e del corpo della donna.

 

Al riguardo, il d.lgs. 70/2017 ha previsto requisiti specifici per le cooperative giornalistiche, con particolare riferimento alla compagine societaria e alla concentrazione delle quote in capo a ciascun socio e, per tutte le categorie indicate, ha confermato la necessità di edizione della testata in formato digitale dinamico e multimediale, in esclusiva o in parallelo con l'edizione in formato cartaceo.

Da ultimo il D.L. 104/2020 (L. 126/2020: art. 96, co. 6) ha previsto che il requisito per l'accesso ai contributi relativo all'anzianità minima di costituzione dell'impresa e di edizione della testata per la quale si richiede il contributo, nonché quello relativo all'impiego del numero minimo di dipendenti nell'anno di riferimento del contributo non si applicano alle cooperative giornalistiche costituite per subentrare nella gestione di una testata quotidiana di proprietà di una società editrice in procedura fallimentare.

Con riferimento ai criteri di calcolo del contributo, i criteri direttivi recati dalla L. 198/2016 hanno riguardato: la previsione di un tetto massimo al contributo liquidabile a ciascuna impresa, la graduazione del contributo in funzione del numero di copie annue vendute (comunque non inferiore al 30% delle copie distribuite per la vendita per le testate locali e al 20% per le testate nazionali: al riguardo, v. infra), la valorizzazione delle voci di costo legate alla trasformazione digitale, la previsione di criteri premiali per l'assunzione a tempo indeterminato di lavoratori di età inferiore a 35 anni e per azioni di formazione, nonché per l'attivazione di percorsi (ora, a seguito della L. 145/2018: art. 1, co. 784-787) per le competenze trasversali e l'orientamento, la previsione di criteri di calcolo specifici per le testate on line che producono contenuti informativi originali, la riduzione del contributo per le imprese che superano, nel trattamento economico del personale, dei collaboratori e degli amministratori, il limite massimo retributivo di € 240.000 annui.

Il d.lgs. 70/2017 ha confermato, anzitutto, il principio – stabilito dal D.L. 63/2012 (L. 103/2012) – in base al quale il contributo concesso deriva dalla somma di una quota di rimborso dei costi sostenuti e di una quota rapportata alle copie – cartacee o digitali – vendute, modificando, però, i criteri per la quantificazione del rimborso dei costi. In particolare, ha previsto tre scaglioni basati sul numero di copie vendute. Gli scaglioni rilevano anche ai fini della definizione del limite massimo del rimborso che, per l'edizione cartacea, è crescente in relazione all'aumento del numero di copie annue vendute e che va da un minimo di € 500.000 a un massimo di € 2.500.000 per i quotidiani e da un minimo di € 300.000 a un massimo di € 2.500.000 per i periodici. Per l'edizione in formato digitale, il limite massimo del rimborso è unico, ed è pari a € 1.000.000. I costi dell'edizione in formato digitale (evidentemente, parallela) concorrono con i costi dell'edizione cartacea al raggiungimento di un (nuovo) limite massimo del rimborso complessivo fissato (per tutti gli scaglioni) in € 2.500.000.

Gli scaglioni incidono anche sull'entità del contributo per quota cartacea venduta. Tale quota va da un minimo di € 0,20 a un massimo di € 0,35 per i quotidiani e da un minimo di € 0,25 a un massimo di € 0,35 per i periodici. Il limite massimo complessivo del contributo per le copie vendute è pari, sia per i quotidiani, sia per i periodici, a € 3.500.000.

Per la quota di contributo per ogni copia venduta dell'edizione digitale, invece, non si fa riferimento agli scaglioni. L'importo, unico, è comunque superiore a quello previsto per le copie cartacee ed è pari a € 0,40. La quota complessiva di contributo per le copie digitali vendute non può essere superiore a € 300.000 e concorre con la quota per le copie cartacee al raggiungimento del limite massimo complessivo di € 3.500.000.

A ciò, il d.lgs. 70/2017 ha aggiunto eventuali, ulteriori, quote "premiali" ed eventuali riduzioni del contributo.

In particolare, ha previsto:
  1. un rimborso pari al 75% degli oneri previdenziali sostenuti dall'impresa editrice, nell'anno di riferimento del contributo, per il solo anno dell'assunzione con contratto a tempo indeterminato di figure professionali connesse all'informazione di età inferiore a 35 anni;
  2. una quota aggiuntiva in ragione del numero di percorsi (ora) per le competenze trasversali e l'orientamento sulla base di convenzioni con le scuole, pari all'1% del contributo spettante all'impresa editrice, per ogni percorso attivato fino ad un massimo del 3%;
  3. un rimborso pari al 5% dei costi per azioni di formazione e aggiornamento del personale debitamente documentati;
  4. una riduzione del contributo pari all'importo dello stipendio eccedente il limite massimo retributivo di € 240.000 annui nel caso in cui l'impresa editrice superi nell'erogazione degli stipendi al personale, ai collaboratori e agli amministratori il predetto limite.

Il contributo complessivamente erogabile non può comunque essere superiore al 50% dei ricavi dell'impresa.

Ha, poi, previsto criteri di calcolo specifici per l'edizione esclusivamente in formato digitale.

Da ultimo, il D.L. 104/2020 (L. 126/2020: art. 96, co. 3 e 5) e il D.L. 137/2020 (L. 176/2020: art. 5, co. 7-bis) hanno previsto, rispettivamente, che per le annualità di contributo 2020 e 2021 la percentuale minima di vendita della testata necessaria per accedere ai contributi è determinata nel 25% delle copie distribuite per le testate locali (anziché nel 30%) e nel 15% delle copie distribuite per le testate nazionali (anziché nel 20%). Hanno, altresì, previsto, per le medesime annualità, che qualora dall'applicazione dei criteri di calcolo derivi un contributo di importo inferiore a quello erogato alla medesima impresa editoriale per l'annualità 2019, il suddetto importo è parificato a quello percepito per tale anno. In caso di insufficienza delle risorse stanziate, resta applicabile il criterio del riparto proporzionale.

 

Con riferimento al procedimento di liquidazione dei contributi, i criteri direttivi fissati dalla L. 198/2016 hanno riguardato la definizione di regole di liquidazione quanto più possibili omogenee e la semplificazione del procedimento, per accorciare i tempi di liquidazione.

I tratti salienti della disciplina definita dal d.lgs. 70/2017 sono costituiti dalla previsione di erogazione del contributo in due rate – delle quali, la prima, a titolo di anticipo, da versare entro il 30 maggio successivo alla presentazione della domanda, è pari al 50% del contributo erogato nell'anno precedente – e dall'anticipo del termine di conclusione del procedimento, fissato al 28 febbraio dell'anno successivo a quello di presentazione della domanda.

Da ultimo, il D.L. 34/2020 (L. 77/2020: art. 191) ha semplificato la procedura di pagamento della rata di anticipo dei contributi diretti riferiti all'annualità 2019, prevedendo che la verifica della regolarità previdenziale e fiscale è effettuata solo al momento del pagamento del saldo.

Più nel dettaglio, per le deroghe alla normativa generale introdotte per fronteggiare le conseguenze dell'emergenza da COVID-19, si veda l'apposito tema.

 

2.2) Minoranze linguistiche, imprese editrici di quotidiani e di periodici italiani editi e diffusi all'estero o editi in Italia e diffusi prevalentemente all'estero, associazioni dei consumatori, editoria speciale periodica per non vedenti e ipovedenti

 

Relativamente alle imprese editrici di quotidiani e periodici espressione delle minoranze linguistiche, la principale novità recata dal d.lgs. 70/2017 è costituita dal riferimento a tutte le minoranze linguistiche riconosciute dalla L. 482/1999 (art. 2: popolazioni albanesi, catalane, germaniche, greche, slovene e croate e quelle parlanti il francese, il franco-provenzale, il friulano, il ladino, l'occitano e il sardo). Un'ulteriore novità è costituita dalla previsione che possano beneficiare dei contributi anche le imprese che editano periodici.

Per tali imprese, nonché per le imprese editrici di quotidiani e di periodici italiani editi e diffusi all'estero o editi in Italia e diffusi prevalentemente all'estero, le associazioni dei consumatori, l'editoria speciale periodica per non vedenti e ipovedenti, sono stati previsti requisiti specifici di accesso e di calcolo del contributo.

In particolare, con riferimento al sostegno alla stampa italiana all'estero, possono beneficiare del contributo le imprese, comunque costituite, che editano:
  1. quotidiani italiani in lingua italiana editi e diffusi all'estero o editi in Italia e diffusi prevalentemente all'estero;
  2. periodici italiani in lingua italiana editi e diffusi all'estero o editi in Italia e diffusi prevalentemente all'estero.

Si considerano prevalentemente diffusi all'estero i quotidiani e i periodici con una diffusione all'estero non inferiore al 60% delle copie complessivamente distribuite. Per i quotidiani editi esclusivamente in formato digitale, si considerano prevalentemente diffusi all'estero quelli che raggiungono una percentuale di utenti unici mensili all'estero non inferiore al 60% del numero totale di utenti unici mensili.

Per accedere ai contributi, i periodici devono, altresì, essere in possesso dei seguenti requisiti:
  • periodicità almeno trimestrale della testata nell'anno di riferimento del contributo;
  • trattazione di argomenti di interesse delle comunità italiane all'estero, avuto riguardo anche alla diffusione della lingua e della cultura italiana e al contributo alla promozione del sistema Italia all'estero. Per le testate edite all'estero, la trattazione deve essere svolta con testi scritti almeno per il 50% in lingua italiana.

2.3) Le modalità per la concessione dei contributi

 

Sulla base di quanto previsto dal d.lgs. 70/2017, le modalità per la presentazione della domanda di accesso ai contributi e la documentazione istruttoria da produrre sono state definite con due diversi DPCM 28 luglio 2017, pubblicati nella Gazzetta Ufficiale del 16 settembre 2017, e con il DPCM 15 settembre 2017, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale del 7 novembre 2017.

Le disposizioni del DPCM 28 luglio 2017 recante "Modalità per la concessione dei contributi diretti alle imprese editrici di quotidiani e periodici" si applicano a cooperative giornalistiche, enti senza fini di lucro e imprese il cui capitale sia detenuto interamente o in misura maggioritaria da enti senza fini di lucro, e alle imprese che editano quotidiani e periodici espressione di minoranze linguistiche. L'altro DPCM del 28 luglio 2017 reca "Modalità per la concessione dei contributi a sostegno dell'editoria speciale periodica per non vedenti e ipovedenti e a tutela dei consumatori e degli utenti". Il DPCM 15 settembre 2017 individua "Modalità per la concessione dei contributi per il sostegno alla stampa italiana diffusa all'estero".

Qui le FAQ relative all'applicazione del d.lgs. 70/2017 pubblicate dal Dipartimento per l'informazione e l'editoria della Presidenza del Consiglio dei Ministri.
ultimo aggiornamento: 9 marzo 2021
 
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