tema 2 luglio 2019
Ufficio Rapporti con l'Unione europea L' Italia e l' Unione europea Welfare Il Pilastro europeo dei diritti sociali

Allo scopo di delineare una strategia volta a rispondere più efficacemente ai limiti e alle criticità del quadro socio-economico dell'UE, le Istituzioni europee (Commissione europea, Consiglio dell'UE e Parlamento europeo), nel corso del Vertice sociale per l'occupazione e la crescita eque, che si è svolto a Göteborg (Svezia) il 17 novembre 2017, hanno firmato e proclamato il Pilastro europeo dei diritti sociali che ha l'obiettivo di sostenere mercati del lavoro e sistemi di protezione sociale equi e ben funzionanti e servire da bussola per un nuovo processo di convergenza verso migliori condizioni di vita e di lavoro in Europa.

Il Pilastro (concepito principalmente per gli Stati dell'Eurozona, ma applicabile a tutti gli Stati membri dell'UE che desiderino aderirvi) sancisce 20 principi e diritti, che si articolano in tre categorie:

  • pari opportunità e accesso al mercato del lavoro;
  • condizioni di lavoro eque;
  • protezione sociale e inclusione.

20 principi e diritti

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Attuare i principi e i diritti del Pilastro è una responsabilità comune delle istituzioni dell'UE, degli Stati membri e delle parti sociali. Il Pilastro stabilisce un quadro orientativo di riferimento per l'azione futura degli Stati membri partecipanti ai quali ne è demandata in via prioritaria l'attuazione. Essi, infatti, e per molti ambiti le parti sociali, hanno competenze primarie o addirittura esclusive in settori quali il diritto del lavoro, la retribuzione minima, l'istruzione, l'assistenza sanitaria e l'organizzazione dei sistemi di protezione sociale e forniscono la maggior parte dei finanziamenti nei settori interessati dal Pilastro.

Per l'attuazione del Pilastro si potranno utilizzare innanzitutto le risorse del Fondo sociale europeo, che svolge un ruolo fondamentale nel sostenere gli investimenti degli Stati membri in capitale umano. Ulteriori risorse, potranno essere reperite a valere sul Fondo europeo di adeguamento alla globalizzazione, con particolare riferimento alle misure di sostegno in favore di coloro che abbiano perso il lavoro a seguito di importanti mutamenti strutturali del commercio mondiale dovuti alla globalizzazione, ad esempio in caso di chiusura di un'impresa o delocalizzazione di una produzione in un Paese extra UE, oppure a seguito della crisi economica e finanziaria mondiale.

Nelle intenzioni della Commissione europea, inoltre, il Pilastro dovrà continuare a costituire un riferimento per la programmazione finanziaria dell'UE successiva al 2020.

ultimo aggiornamento: 2 luglio 2019

Nel quadro del Pilastro, la Commissione europea ha presentato diverse iniziative. Tra quelle definitivamente approvate si segnalano:

  • la direttiva relativa all'equilibrio tra attività professionale e vita familiare per i genitori e i prestatori di assistenza e recante l'abrogazione della direttiva 2010/18/UE in materia di congedo parentale, che stabilisce una serie di standard minimi nuovi o più elevati per il congedo di paternità e per quello dei prestatori di assistenza;
  • la direttiva relativa a condizioni di lavoro trasparenti e prevedibili nell'UE, al fine di potenziare gli obblighi di informazione nei confronti dei lavoratori, inclusi quelli che hanno contratti atipici, riguardo alle loro condizioni di lavoro;

  • il regolamento per l'istituzione di un'Autorità europea del lavoro, come agenzia decentrata dell'UE, con l'obiettivo generale di contribuire ad assicurare un'equa mobilità dei lavoratori nel mercato interno;
  • la direttiva che modifica la direttiva 2004/37/CE sulla protezione dei lavoratori contro i rischi derivanti da un'esposizione ad agenti cancerogeni o mutageni durante il lavoro.

Inoltre, la Commissione europea ha presentato:

  • la raccomandazione del Consiglio del 22 maggio 2018 relativa alle competenze chiave per l'apprendimento permanente;

  • la raccomandazione del Consiglio del 22 maggio 2018 sulla promozione di valori comuni, di un'istruzione inclusiva e della dimensione europea dell'insegnamento;
  • il Piano d'azione per l'istruzione digitale (COM(2018)22);

  • la proposta di raccomandazione del Consiglio sull'accesso alla protezione sociale per i lavoratori subordinati e autonomi, che intende incoraggiare gli Stati membri a garantire che tutti i lavoratori possano versare contributi e abbiano un accesso adeguato alla protezione sociale, ad esempio alle prestazioni di malattia o di disoccupazione.

Oltre che su nuove iniziative, il Pilastro si concentra anche sull'effettiva applicazione della legislazione in vigore e sul tentativo di rafforzare l'attuazione e l'applicazione dell'acquis esistente.

ultimo aggiornamento: 2 luglio 2019

I progressi nell'attuazione dei principi e dei diritti del Pilastro sono monitorati dal quadro di valutazione online della situazione sociale (Social Scoreboard) pubblicato dalla Commissione europea che, attraverso alcuni indicatori chiave, permette di valutare le tendenze e le prestazioni a livello sociale e occupazionale in tutti i Paesi dell'UE e di compiere un'analisi comparativa (benchmarking) dei risultati ottenuti dagli Stati membri rispetto alla media dell'UE e della zona euro e in alcuni casi anche con quelli di altri attori internazionali.

Secondo la Commissione europea, il quadro di valutazione della situazione sociale potrà essere utilizzato, nell'ambito del Semestre europeo, per creare un più forte coordinamento macrosociale e per promuovere la convergenza, tuttavia, diversamente dagli obiettivi di bilancio, non andrà considerato vincolante. Inoltre, sempre secondo la Commissione europea, qualsiasi programma di riforma dovrebbe prevedere, non soltanto una valutazione della sostenibilità di bilancio, ma anche una valutazione dell'impatto sociale.

ultimo aggiornamento: 2 luglio 2019

Secondo gli ultimi dati del Social Scoreboard della Commissione europea, si segnala in particolare che:

  • la quota di popolazione a rischio povertà o di esclusione sociale è diminuita nell'UE dal 23,8% del 2010 al 22,4% del 2017, ma è ancora distante dall'obiettivo della Strategia UE 2020 di far uscire almeno 20 milioni di persone dal rischio di povertà o esclusione sociale. Inoltre, sussistono punte significative in Italia (che ha fatto registrare un aumento dal 25% del 2010 al 28,9% del 2017), in Spagna (passata dal 26,1% del 2010 al 26,6% del 2017) e in Grecia (passata dal 27,7% del 2010 al 34,8% del 2017);
  • la percentuale di abbandoni di istruzione e formazione (18-24 anni di età) è in diminuzione e nel 2018 nell'UE è stata in media del 10,6% (secondo l'obiettivo fissato dalla Strategia UE 2020 dovrebbe essere inferiore al 10%), ma registra ancora dati significativamente più elevati in alcuni Paesi, come in Italia, dove è al 14,5 per cento;
  • il divario occupazionale di genere nell'UE è ancora all'11,6% nel 2018 (in Italia al 19,8%);
  • il tasso di occupazione nell'UE è in costante crescita e ha raggiunto il 73,2% della popolazione in età lavorativa nel 2018, ma si registrano marcate differenze tra gli Stati membri. In particolare, si evidenzia il dato dell'Italia che con il 63% si colloca al penultimo posto tra gli Stati membri dell'UE. Si segnala in merito che la Strategia UE 2020 ha come obiettivo un tasso di occupazione non inferiore al 75% entro il 2020;
  • il tasso di disoccupazione nell'UE è in costante diminuzione, in particolare esso è sceso dal 10,9% del 2013 al 6,8% del 2018 (in Italia, nello stesso periodo, è passato dal 12,1% al 10,6%);
  • nel 2018, si è registrato, a livello UE, un tasso di disoccupazione giovanile pari al 15,2%, mentre nello stesso anno ha raggiunto il 32,2% in Italia, il 34,3% in Spagna e il 39,9% in Grecia;
  • la quota dei giovani (15-24 anni di età) che non studiano, non frequentano corsi di formazione e non lavorano (NEET), sebbene sia passata, a livello europeo, dal 13,2% del 2012 all'10,5% del 2018, oscilla ancora tra il 4,2% dei Paesi Bassi e il 19,2% dell'Italia.

ultimo aggiornamento: 2 luglio 2019
 
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