tema 15 gennaio 2020
Studi Camera - Ambiente Ambiente e gestione del territorio Gestione e tutela delle acque

Nella presente legislatura l'attività parlamentare ha riguardato principalmente la riforma del servizio idrico e un pacchetto di disposizioni per il recupero dei rifiuti in mare e nelle acque interne («legge salvamare»).

I principali interventi normativi emanati hanno invece riguardato il Piano nazionale di interventi nel settore idrico e la gestione commissariale per il coordinamento e la realizzazione degli interventi funzionali a garantire il superamento del contenzioso europeo in materia di acque reflue.

apri tutti i paragrafi
Le proposte di legge sulla gestione pubblica delle acque

Nella presente legislatura sono state ripresentate alcune proposte di legge che ripropongono quelle esaminate nel corso della legislatura precedente.

Si tratta delle proposte di legge:

- n. 52, che ripropone in buona parte le norme del testo iniziale della proposta n. 2212 della scorsa legislatura, e che reca "Disposizioni in materia di gestione pubblica e partecipativa del ciclo integrale delle acque";

- n. 773, recante "Princìpi per la tutela, il governo e la gestione pubblica delle acque",  le cui disposizioni sono pressoché identiche (salvo qualche differenza per lo più dovuta alla necessità di dover tener conto di modifiche legislative incidenti sulle tematiche trattate dalla proposta di legge) a quelle del testo approvato, nella scorsa legislatura, dalla Camera e poi trasmesso al Senato (vale a dire all'Atto Senato n. 2343 della XVII legislatura).

L'esame abbinato delle proposte di legge in questione è stato avviato, dall'VIII Commissione (Ambiente) della Camera nella seduta del 25 ottobre 2018.

Nell'ambito dell'esame, la Commissione ha svolto una serie di audizioni informali. Nella seduta del 30 gennaio 2019 la Commissione ha adottato come testo base quello dell'A.C. 52.
Per una analisi comparativa delle principali disposizioni dettate dalle proposte di legge citate si rinvia al dossier predisposto dal Servizio studi.

Si fa notare che, nella seduta del 17 gennaio 2019, la Conferenza delle Regioni e delle Province autonome ha approvato un documento recante "Osservazioni sui progetti di legge C 52 e C 773 di riforma del servizio idrico integrato", nelle cui conclusioni si legge che "le Regioni e le Province autonome ribadiscono l'unanime contrarietà alla proposta di legge C. 52". 

L'esame da parte del Senato del problema dell'inquinamento delle acque causato da nitrati provenienti da fonti agricole

Nella seduta dell'11 ottobre 2018 la 13a Commissione (Territorio) del Senato ha iniziato l'esame dell'affare assegnato n. 93 al fine di far luce sull'applicazione della normativa sui nitrati di origine agricola, anche con riferimento alla situazione determinatasi in Campania in seguito all'emanazione della deliberazione della Giunta regionale n. 762 del 5 dicembre 2017 che rischia di avere un impatto negativo su un settore fondamentale dell'economia campana, quello della produzione della mozzarella di bufala. A partire dalla seduta del 31 ottobre 2018, la Commissione ha svolto un ciclo di audizioni informali.

Pochi giorni dopo, con comunicazione del 9 novembre 2018, la Commissione europea ha reso noto l'avvio di una procedura d'infrazione (n. 2018/2249) nei confronti dell'Italia per non corretta attuazione della direttiva 91/676/CEE relativa alla protezione delle acque dall'inquinamento provocato dai nitrati provenienti da fonti agricole, con la contestazione di una serie di violazioni che riguardano buona parte delle regioni italiane.
Nella relazione al Parlamento su tale nuova procedura di infrazione, il Governo ha evidenziato che, in ragione della complessità della situazione, "si è ritenuto necessario chiedere una proroga alla Commissione del termine assegnato, per fornire un più esaustivo riscontro in merito a quanto contestato".

A conclusione dell'esame del succitato affare assegnato, le Commissioni riunite 9ª (Agricoltura e produzione agroalimentare) e 13ª (Territorio, ambiente, beni ambientali) del Senato, nella seduta del 6 agosto 2019, hanno approvato la risoluzione 7-00031

Il disegno di legge "salvamare"

L'Assemblea della Camera, nella seduta del 24 ottobre 2019, ha approvato il disegno di legge del Governo A.C. 1939-A e abb., recante "Disposizioni per il recupero dei rifiuti in mare e nelle acque interne e per la promozione dell'economia circolare, c.d. «legge salvamare» (Atto Senato n. 1571).

Tale disegno di legge si propone contribuire al risanamento dell'ecosistema marino e alla promozione dell'economia circolare, nonché alla sensibilizzazione della collettività per la diffusione di modelli comportamentali virtuosi rivolti alla prevenzione del fenomeno dell'abbandono dei rifiuti in mare.

Nel corso dell'esame in sede referente, caratterizzato dallo svolgimento da parte della Commissione VIII (Ambiente) di un ciclo di audizioni informali, l'ambito di applicazione del disegno di legge è stato, inoltre, esteso al recupero di rifiuti anche nei fiumi, nei laghi e nelle lagune.

Per un'analisi delle disposizioni contenute nel disegno di legge si rinvia al tema "Promozione del recupero dei rifiuti in mare e nelle acque interne e per l'economia circolare (Legge SalvaMare)".

ultimo aggiornamento: 15 gennaio 2020
La disciplina approvata nella scorsa legislatura

commi 516-525 dell'art. 1 della legge di bilancio 2018 (L. 205/2017) hanno previsto - per la programmazione e la realizzazione degli interventi necessari alla mitigazione dei danni connessi al fenomeno della siccità e per promuovere il potenziamento e l'adeguamento delle infrastrutture idriche - l'adozione, con apposito D.P.C.M., di un Piano nazionale di interventi nel settore idrico, aggiornato di norma ogni due anni e articolato in due sezioni: la sezione "invasi" e la sezione "acquedotti". Nelle more della definizione del Piano nazionale è stata prevista l'adozione (con decreto del Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, di concerto con il Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali) di un piano straordinario per la realizzazione degli interventi urgenti in stato di progettazione definitiva, con priorità per quelli in stato di progettazione esecutiva, riguardanti gli invasi multiobiettivo e il risparmio di acqua negli usi agricoli e civili, alla cui realizzazione è destinata una spesa di 250 milioni di euro (50 milioni annui per ciascuno degli anni dal 2018 al 2022).

Le modifiche apportate con la legge di bilancio 2019

II comma 153 dell'art. 1 della legge di bilancio 2019 (L. 145/2018) ha apportato una serie di modifiche ai succitati commi 516-525, finalizzate ad accelerare la predisposizione e l'attuazione del Piano nazionale di interventi nel settore idrico.

Le modifiche riguardano:
- i criteri di aggiornamento del piano (in particolare precisando che deve essere data preferenza agli interventi che presentano tra loro sinergie e complementarità tenuto conto dei Piani di gestione delle acque predisposti dalle Autorità distrettuali di bacino previste dal D.Lgs. 152/2006);
- le finalità cui deve tendere il piano stesso (aggiungendo l'obiettivo di riduzione della dispersione delle risorse idriche);
- le informazioni necessarie per l'attuazione del piano (aggiungendo una disposizione che impone agli enti di governo dell'ambito, d'intesa con gli altri soggetti responsabili della realizzazione degli interventi, di trasmettere all'ARERA, secondo le modalità dalla medesima previste, i dati necessari ad individuare lo stato iniziale delle dispersioni idriche, nonché gli interventi volti alla progressiva riduzione delle stesse);
- l'aggiunta di un nuovo comma (523-bis), in base al quale i soggetti realizzatori possono avvalersi di enti pubblici e società in house delle amministrazioni centrali dello Stato, dotate di specifica competenza tecnica, anche per gli interventi previsti nel Piano nazionale e di quelli relativi alle infrastrutture idriche finanziate a valere su altre risorse finanziarie nazionali ed europee che concorrono agli obiettivi che, in base al comma 516, devono essere perseguiti dal Piano nazionale citato;
- le procedure da seguire nei casi di inerzia e di inadempimento degli impegni previsti, da parte degli enti di gestione e degli altri soggetti responsabili (stabilendo, tra l'altro, che l'eventuale Commissario straordinario di governo sia individuato nel Segretario generale dell'Autorità di distretto di riferimento).  

Il successivo comma 154, per la medesima finalità di accelerare la predisposizione e l'attuazione del Piano nazionale di interventi nel settore idrico, ha previsto una serie di disposizioni principalmente finalizzate a disciplinare la realizzazione degli interventi di competenza dell'EIPLI (Ente per lo sviluppo dell'irrigazione e la trasformazione fondiaria in Puglia e Lucania, soppresso dall'art. 21 del D.L. 201/2011) previsti nel Piano nazionale di interventi nel settore idrico, nei Patti per lo sviluppo e negli altri programmi finanziati con altre risorse finanziarie nazionali ed europee che concorrono agli obiettivi indicati, nonché per la realizzazione di ulteriori interventi. A tal fine, viene stabilito, in particolare, che l'avvio della realizzazione dei citati interventi è affidato al Segretario generale dell'Autorità di distretto dell'Appennino Meridionale in qualità di Commissario straordinario di governo.

Il comma 155 ha autorizzato la spesa di 1 miliardo di euro (100 milioni per ciascun anno del periodo dal 2019 al 2028) per l'attuazione di un primo stralcio del Piano nazionale di interventi nel settore idrico e per il finanziamento della progettazione di interventi considerati strategici nel medesimo Piano.

Lo stesso comma specifica che una quota della spesa autorizzata, pari a 60 milioni annui (quindi complessivamente 600 milioni di euro), è per la sezione "invasi".

Le disposizioni di attuazione

Con comunicato del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti del 6 dicembre 2018, è stato reso noto che il Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, di concerto con il Ministro delle politiche agricole, ha firmato il decreto di adozione del "piano straordinario invasi" (D.M. n. 526/2018) che prevede un finanziamento di 249,9 milioni di euro per i 30 interventi individuati. 

Con il successivo D.P.C.M. 17 aprile 2019 si è provveduto all'adozione del primo stralcio del Piano nazionale degli interventi nel settore idrico - sezione «invasi», composto da 30 interventi di cui all'allegato 1 e da 27 interventi e progetti di cui all'allegato 2, per un importo complessivo di 260 milioni di euro.

Ai fini della definizione di un primo stralcio della sezione «acquedotti» del Piano nazionale, nell'aprile 2018 l'ARERA ha predisposto una relazione (n. 268/2018/I/idr) finalizzata a fornire un primo elenco degli interventi individuati dai soggetti territorialmente competenti.

Con il successivo D.P.C.M. 1 agosto 2019 si è provveduto all'adozione del primo stralcio del Piano nazionale degli interventi nel settore idrico - sezione «acquedotti», composto da 26 interventi (indicati nell'allegato 1 al decreto), per un importo complessivo di 80 milioni di euro.

La relativa copertura è assicurata mediante le risorse previste per le prime due annualità dal comma 155 della L. 145/2018 e non destinate alla sezione "invasi", vale a dire 40 milioni annui per il 2019 e il 2020.

Nel comunicato web del 2 agosto del 2019, il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti sottolinea che, con tale ultimo decreto, "ad oggi sono ormai pari a 590 milioni le risorse già impegnate sui complessivi 1,577 miliardi di euro che il Governo ha messo a disposizione a favore del settore idrico tra Piano nazionale – sezione «invasi» e sezione «acquedotti» - e Fondo infrastrutture (il riferimento sembra essere al Fondo per il finanziamento degli investimenti e lo sviluppo infrastrutturale del Paese, n.d.r.). Le risorse complessive diventano pari a ben 2,048 miliardi di euro, se si sommano i fondi FSC 2014-2020 destinati all'incremento della sicurezza delle dighe" e che, inoltre, con il decreto dell'agosto 2019 (il riferimento sembra essere al D.M. 345/2019, v. infra) "con il quale sono stati individuati gli indicatori di valutazione degli interventi e i criteri di riparto delle risorse tra le sette Autorità di distretto, si potrà procedere all'utilizzo dei restanti 540 milioni di euro della sezione «invasi»".

Con il comunicato pubblicato sulla G.U. del 21 ottobre 2019 è stato reso noto che con decreto del Ministro delle infrastrutture e dei trasporti n. 345 del 1º agosto 2019, sono stati adottati gli indicatori di valutazione degli interventi ed i criteri di ripartizione delle risorse finanziarie destinate al Piano nazionale degli interventi nel settore idrico.

ultimo aggiornamento: 15 gennaio 2020

Per le inadempienze nell'attuazione della Direttiva europea 91/271/CEE (recepita dall'Italia con il D.Lgs. 152/2006), che prevede che tutti gli agglomerati con carico generato maggiore di 2.000 abitanti equivalenti siano forniti di adeguati sistemi di reti fognarie e trattamento delle acque reflue, l'Italia ha subito due condanne da parte della Corte di giustizia dell'UE, la C565-10 (procedura di infrazione n. 2004/2034) e la C85-13 (procedura di infrazione n. 2009/2034) ed è stata aperta una ulteriore procedura di infrazione (n. 2014/2059).

Con la successiva sentenza del 31 maggio 2018, causa C-251/17, la stessa Corte ha condannato l'Italia, per non aver adottato tutte le misure necessarie per l'esecuzione della sentenza del 19 luglio 2012 (causa C-565/10), al pagamento di una somma forfettaria di 25 milioni di euro, nonché di una penalità di 30,1 milioni per ciascun semestre di ritardo nell'attuazione delle misure necessarie per ottemperare alla sentenza citata.

Dopo tale sentenza, la Commissione europea ha avviato un'ulteriore procedura di infrazione (n. 2017/2181) per violazione della direttiva in questione, in particolare per assenza o non corretta funzionalità dei sistemi di raccolta e/o trattamento dei reflui.

Si ricorda che con il D.P.C.M. 26 aprile 2017, emanato ai sensi dell'art. 2 del  D.L. 243/2016, è stato nominato il prof. Enrico Rolle a Commissario straordinario unico per il coordinamento e la realizzazione degli interventi funzionali a garantire l'adeguamento, nel minor tempo possibile, alle succitate sentenze di condanna della Corte di giustizia dell'UE.

Al fine di evitare l'aggravamento delle procedure di infrazione in corso (n. 2014/2059 e n. 2017/2181), l'articolo 4-septies del D.L. 32/2019 (c.d. decreto sblocca cantieri) ha attribuito (al comma 1) al succitato Commissario unico compiti di coordinamento e realizzazione di interventi funzionali volti a garantire l'adeguamento, nel minor tempo possibile, alla normativa dell'UE e quindi superare tutte le procedure di infrazione relative alle medesime problematiche.

Lo stesso articolo ha previsto (al comma 2) la cessazione delle funzioni dei precedenti commissari (previsti dall'art. 7, comma 7, del D.L. 133/2014) e il subentro del Commissario unico in tutti i rapporti giuridici attivi e passivi posti in essere dagli stessi.

E' inoltre previsto (dal comma 3) che le Regioni trasmettano al Commissario unico, alla Presidenza del Consiglio dei Ministri, al Ministero dell'ambiente e al Dipartimento della Ragioneria Generale dello Stato del Ministero dell'economia e delle finanze, una dettagliata relazione in merito a tutte le misure intraprese e/o programmate, finalizzate al superamento delle procedure d'infrazione in corso, precisando la documentazione progettuale e tecnica, le risorse finanziarie programmate e disponibili e le relative fonti e che, sulla base di tale dati, il Commissario unico provveda a una ricognizione dei progetti esistenti, ai fini di una verifica dello stato di attuazione degli interventi stessi. Dovrà inoltre effettuare una prima valutazione in merito alle risorse finanziarie effettivamente disponibili e darne comunicazione al Ministro dell'ambiente.

Il comma 4 prevede, tra l'altro, l'emanazione di un decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri, previa intesa con la Conferenza Stato-Regioni, con cui sono individuati gli interventi, tra quelli per cui non risulti già l'aggiudicazione provvisoria dei lavori, per i quali il Commissario unico assumerà il compito di soggetto attuatore. Il medesimo decreto dovrà individuare le risorse finanziarie disponibili necessarie, con riferimento anche agli interventi volti a garantire l'adeguamento alle succitate sentenze di condanna della Corte di giustizia dell'UE.

Il comma 5 prevede invece che, sulla base di una specifica convenzione, il Commissario unico opera presso il Ministero dell'ambiente, con sede presso il medesimo Ministero, mentre il comma 7 apporta una serie di modifiche all'art. 2 del D.L. 243/2016 al fine, tra l'altro, di disporre il trasferimento degli impianti alle Regioni, in mancanza degli enti di governo dell'ambito.

Ulteriori disposizioni sono state successivamente dettate dall'art. 5 del D.L. 111/2019 che (al comma 6), al fine di accelerare la progettazione e la realizzazione degli interventi di collettamento, fognatura e depurazione in questione, prevede la nomina di un nuovo Commissario unico, in sostituzione di quello nominato con il D.P.C.M. 26 aprile 2017, che cessa dal proprio incarico alla data di nomina del nuovo Commissario. Lo stesso articolo prevede (al comma 7) la possibilità, per il nuovo Commissario unico, di avvalersi al massimo di due sub-commissari, in relazione alla portata e al numero degli interventi, che dovranno essere nominati con apposito D.P.C.M., con oneri a carico del quadro economico degli interventi.

Un resoconto delle attività commissariali, che dà conto degli agglomerati oggetto di condanna inizialmente affidati al Commissario, è contenuto nella relazione presentata dal Commissario nel corso della sua audizione del 12 settembre 2018 presso la Commissione VIII (Ambiente) della Camera. Informazioni più aggiornate sono state fornite nel corso delle successive audizioni del Commissario presso la Commissione parlamentare di inchiesta sulle attività illecite connesse al ciclo dei rifiuti e su illeciti ambientali ad esse correlati, svolte nelle sedute dell'8 maggio 2019 e del 19 novembre 2019. Nel corso di tale ultima audizione il commissario ha sottolineato che, se inizialmente la sua competenza era limitata ai 104 agglomerati oggetto delle due condanne, con il decreto «sblocca cantieri» si è deciso di portare nella competenza del Commissario anche le altre due procedure di infrazione attualmente in corso.

ultimo aggiornamento: 15 gennaio 2020
Le norme riguardanti l'ARERA emanate nella legislatura in corso

In virtù dell'ampliamento delle funzioni disposto alla fine della scorsa legislatura (con i commi 527-530 dell'art. 1 della legge n. 205/2017 - legge di bilancio 2018) l'Autorità per l'energia elettrica, il gas e il sistema idrico ha assunto la denominazione di "Autorità di regolazione per energia, reti e ambiente" (ARERA).

  Con il decreto-legge 10 aprile 2018, n. 30 sono state dettate disposizioni urgenti per assicurare la continuità delle funzioni dell'Autorità nelle more della nomina dei nuovi componenti (successivamente avvenuta con il D.P.R. 9 agosto 2018).

Con l'art. 1, commi 346-347, della legge di bilancio 2019 (L. 145/2018), l'ARERA è stata autorizzata, per il triennio 2019-2021, ad assumere a tempo indeterminato, previo superamento di un esame-colloquio, il personale non dirigenziale in possesso di determinati requisiti.

Ulteriori disposizioni riguardanti l'ARERA sono contenute nell'art. 57-bis del D.L. 124/2019.

Il comma 5 di tale articolo reca disposizioni volte a consentire, con decorrenza dal 1° gennaio 2021, l'accesso in modo automatico al bonus sociale per le forniture di energia elettrica e gas naturale e servizio idrico integrato a tutti i soggetti il cui Indicatore della Situazione Economica Equivalente (ISEE) in corso di validità sia ricompreso entro i limiti stabiliti dalla legislazione vigente. Lo stesso comma prevede che l'ARERA, con propri provvedimenti, sentito il Garante per la protezione dei dati personali, definisce le modalità di trasmissione delle informazioni utili da parte dell'INPS al Sistema informativo integrato gestito da Acquirente Unico S.p.A. L'ARERA definisce, altresì, le modalità applicative per l'erogazione delle compensazioni, nonché, sentito il Garante per la protezione dei dati personali, le modalità di condivisione delle informazioni relative agli aventi diritto ai bonus tra il Sistema informativo integrato e il Sistema di gestione delle agevolazioni sulle tariffe energetiche (Sgate) al fine di assicurare il pieno riconoscimento ai cittadini delle altre agevolazioni sociali previste. Il successivo comma 6 prevede che l'ARERA stipuli un'apposita convenzione con l'Associazione Nazionale Comuni Italiani (ANCI) al fine di assicurare una capillare diffusione tra i cittadini delle informazioni concernenti i citati bonus sociali e per la gestione dei bonus sociali i cui beneficiari non risultano identificabili attraverso procedure automatiche.

Si fa notare che le citate disposizioni accolgono le osservazioni formulate dall'ARERA nella  segnalazione 25 giugno 2019, n. 280/2019/I/COM.

Relazioni sui servizi idrici presentate dall'ARERA nella presente legislatura e principali delibere

Nella legislatura in corso, l'ARERA ha trasmesso al Parlamento le seguenti relazioni, in adempimento di obblighi di legge:

 - le relazioni sull'adempimento degli obblighi posti a carico delle regioni, degli enti di governo dell'ambito e degli enti locali in materia di servizio idrico integrato (Doc. CXLVI).

Tale relazione è prevista dall'art. 7, comma 1, lettera i), del D.L. 133/2014. Tale disposizione impone all'ARERA di presentare alle Camere una relazione sul rispetto delle prescrizioni stabilite dal Codice dell'ambiente (D.Lgs. 152/2006), in particolare: a carico delle regioni, per la costituzione degli enti di governo dell'ambito; a carico degli enti di governo dell'ambito, per l'affidamento del servizio idrico integrato; a carico degli enti locali, in relazione alla partecipazione agli enti di governo dell'ambito e in merito all'affidamento in concessione d'uso gratuito delle infrastrutture del servizio idrico integrato ai gestori affidatari del servizio.
Nelle premesse dell'ultima relazione presentata al Parlamento (la n. 4, aggiornata al secondo semestre 2019) si legge che essa "intende fornire un quadro aggiornato, segnalando, sulla base dei dati e delle informazioni acquisiti dai soggetti competenti, le situazioni di avvenuto superamento delle problematiche in precedenza riscontrate nonché i casi in cui permangono, pur con caratteri differenti, profili di criticità, relativamente a: i) la congruità della delimitazione degli ambiti territoriali ottimali (ATO), ii) la costituzione dei relativi enti di governo e l'effettiva operatività degli stessi, iii) l'adesione degli enti locali agli enti di governo dell'ambito, iv) il perfezionamento dell'iter di affidamento del servizio idrico integrato al gestore d'ambito".

- la relazione annuale sullo stato dei servizi e sull'attività svolta dall'ARERA, che fornisce informazioni approfondite sull'attività regolatoria svolta dall'Autorità (anche) nel settore dei servizi idrici e sullo stato dei servizi medesimi (Doc. CXLI).

Tale relazione è prevista nell'ambito delle disposizioni istitutive dell'Autorità (art. 2, comma 12, lettera i), della L. 481/1995, e art. 1, comma 12, della L. 239/2004).

Relativamente alle delibere emanate dall'ARERA, si ricorda che:

- con la delibera 18 giugno 2019, n. 242/2019/A, l'ARERA ha adottato il proprio quadro strategico per il triennio 2019-2021;

- con la delibera 580/2019/R/IDR del 27 dicembre 2019, l'ARERA ha approvato il Metodo Tariffario Idrico (MTI-3) per il terzo periodo regolatorio (2020-2023).

ultimo aggiornamento: 15 gennaio 2020
Norme emergenziali

Nel corso della presente legislatura sono state emanate diverse ordinanze di protezione civile per la gestione degli stati di emergenza deliberati nel corso del 2017 e del 2018 in relazione alla crisi di approvvigionamento idrico ad uso idropotabile che ha colpito diverse parti del territorio nazionale (si veda, in proposito, il paragrafo "L'emergenza idrica causata dalla siccità del 2017" del tema "Gestione e tutela delle acque" della scorsa legislatura).

Si ricordano l'ordinanza 29 marzo 2019, n. 583, adottata per favorire e regolare il subentro della Regione Siciliana nelle iniziative finalizzate a consentire il superamento della situazione di criticità in atto nel territorio della Città metropolitana di Palermo; l'ordinanza 3 giugno 2019, n. 595, adottata per favorire e regolare il subentro della Regione Marche nelle iniziative finalizzate a contrastare la crisi di approvvigionamento idrico ad uso idropotabile nel territorio della Provincia di Pesaro e Urbino; l'ordinanza 7 agosto 2019, n. 602, recante ulteriori disposizioni di protezione civile finalizzate al superamento della situazione di criticità nel territorio della Regione Lazio; nonché l'ordinanza  18 dicembre 2019, n. 623, recante ulteriori disposizioni di protezione civile per favorire e regolare il subentro della Regione Umbria nelle iniziative finalizzate a contrastare la crisi di approvvigionamento idrico ad uso idropotabile nel territorio della medesima regione. 

Con la delibera del Consiglio dei ministri 7 marzo 2019 è stata inoltre disposta la proroga dello stato di emergenza in relazione alla crisi di approvvigionamento idrico ad uso idropotabile nei territori della Città metropolitana di Torino e delle Province di Alessandria, di Asti, di Biella, di Cuneo e di Vercelli.

Con la delibera del Consiglio dei ministri 21 marzo 2018 è stato dichiarato lo stato di emergenza in relazione alla contaminazione da sostanze perfluoro-alchiliche (PFAS) delle falde idriche nei territori delle province di Vicenza, Verona e Padova. Tale stato di emergenza è stato poi prorogato con la delibera del Consiglio dei ministri 4 aprile 2019.

Informazioni sulla problematica in questione sono state fornite dal Ministro dell'ambiente nel corso della sua audizione presso la Commissione parlamentare di inchiesta sulle attività illecite connesse al ciclo dei rifiuti e su illeciti ambientali ad esse correlati, svolta nella seduta del 12 settembre 2019.

Altre disposizioni

Con il D.P.C.M. 30 maggio 2019 si è provveduto all'individuazione degli interventi prioritari e dei criteri di utilizzo del Fondo di garanzia delle opere idriche.

Nel comunicato web del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti del 22 luglio 2019 viene evidenziato che "il decreto crea uno specifico fondo di garanzia istituito presso ARERA ... che supporterà, oltre agli investimenti per le infrastrutture del servizio idrico integrato, come le reti acquedottistiche o gli impianti fognari e di depurazione, anche quelli riguardanti le dighe, con priorità per quelle destinate all'uso potabile e plurimo. Sono contemplati pure gli interventi previsti dal Piano nazionale nel settore idrico".

L'articolo 4-ter del D.L. 32/2019 ha previsto la nomina di un Commissario straordinario per la sicurezza del sistema idrico del Gran Sasso, di cui sono disciplinati i compiti, il compenso, la durata (fino al 31 dicembre 2021). E' inoltre prevista la costituzione di una struttura di supporto al Commissario, nonché l'eventuale nomina di due sub-commissari e l'istituzione di una cabina di coordinamento. Per il funzionamento della struttura commissariale e per la realizzazione degli interventi è autorizzata la spesa complessiva di 123,5 milioni nel triennio 2019-2021. Sono inoltre dettate, tra l'altro, disposizioni specifiche per la captazione delle acque.

L'articolo 24 del D.L. 34/2019 reca (al comma 1) disposizioni volte a completare il processo di liquidazione dell'EIPLI (Ente per lo sviluppo dell'irrigazione e la trasformazione fondiaria in Puglia, Lucania e Irpinia) e accelerare la costituzione della società che dovrà assumerne le funzioni. Viene altresì disposta (dal comma 1-bis) la proroga al 31 dicembre 2023 dell'affidamento del servizio idrico integrato all'Acquedotto pugliese S.p.A.

Informazioni sulla gestione dell'Acquedotto pugliese S.p.A. sono rinvenibili nella relazione della Corte dei conti relativa all'esercizio 2017, trasmessa al Parlamento nell'agosto 2019 ( Doc. XV, n. 203). 

Ulteriori disposizioni sono recate dall'art. 57-bis del D.L. 124/2019.

Il comma 3 di tale articolo consente di estendere ai beneficiari del reddito di cittadinanza anche il c.d. bonus sociale idrico (o "bonus acqua"), oltre ai già previsti bonus elettrico e gas. Il successivo comma 4 prevede che, a decorrere dal 1° gennaio 2020, il citato bonus idrico venga esteso anche alla fornitura dei servizi di fognatura e depurazione. Le disposizioni di cui al primo periodo del comma 5 sono invece volte a consentire, con decorrenza dal 1° gennaio 2021, l'accesso in modo automatico al bonus idrico a tutti i soggetti il cui Indicatore della Situazione Economica Equivalente (ISEE) in corso di validità sia ricompreso entro i limiti stabiliti dalla legislazione vigente.

Si tratta di una disposizione che accoglie le osservazioni formulate dall'ARERA nella segnalazione 25 giugno 2019, n. 280/2019/I/COM.
Informazioni sui provvedimenti di attuazione del "bonus acqua" sono state inoltre fornite dal Ministro dell'ambiente, nella seduta dell'1 agosto 2019, in risposta all' interrogazione 4-00012

Si ricordano infine le disposizioni relative alla tutela del mare.

Con la legge 16 gennaio 2019, n. 8, si è provveduto alla ratifica e all'esecuzione dell'Accordo relativo alla protezione dell'ambiente marino e costiero di una zona del Mare Mediterraneo (cd. accordo RAMOGE), tra Italia, Francia e Principato di Monaco, fatto a Monaco il 10 maggio 1976 ed emendato a Monaco il 27 novembre 2003.

Con il D.M. Ambiente 15 febbraio 2019, invece, si è provveduto all'aggiornamento della determinazione del buono stato ambientale delle acque marine e alla definizione dei traguardi ambientali finalizzati al conseguimento del buon stato ambientale.

Informazioni sullo stato di attuazione degli interventi per la protezione dell'ambiente marino volti a conseguire un buono stato ambientale entro il 2020 sono contenute nella deliberazione della Corte dei conti 27 dicembre 2019, n. 20/2019/G.

Il comma 880 dell'art. 1 della legge di bilancio 2020 (L. 160/2019) dispone il cofinanziamento di 1,5 milioni di euro, per il 2021, a valere sulle risorse del Fondo per la cooperazione sui movimenti migratori, dello studio di fattibilità del "Progetto Transaqua", in attuazione dell'art. 6 del Memorandum d'intesa stipulato tra il Ministero dell'ambiente e la Lake Chad Basin Commission, organizzazione intergovernativa cui è affidato il compito di gestire in modo sostenibile le risorse idriche del bacino del lago Ciad in Africa.

ultimo aggiornamento: 15 gennaio 2020
 
temi di Ambiente e gestione del territorio