tema 26 agosto 2020
Studi - Cultura Le fondazioni lirico-sinfoniche

Nel corso della legislatura, è stata differita al 31 dicembre 2020 la data di riferimento per l'inquadramento delle attuali fondazioni lirico-sinfoniche, alternativamente, come "fondazione lirico-sinfonica" o "teatro lirico-sinfonico"; sono state dettate disposizioni specifiche per il 2020 concernenti l'attribuzione delle risorse del Fondo unico per lo spettacolo (FUS) alle fondazioni lirico-sinfoniche non dotate di forme organizzative speciali; sono state modificate la procedura per la definizione della dotazione organica delle fondazioni lirico-sinfoniche e la disciplina per il reclutamento di personale a tempo indeterminato, introducendo anche una disciplina transitoria volta a stabilizzare il personale che abbia prestato servizio presso le medesime sulla base di contratti di lavoro a tempo determinato. Inoltre, è stata introdotta una disciplina speciale per la stipula, da parte delle medesime fondazioni, in presenza di determinate esigenze, di uno o più contratti di lavoro a tempo determinato, stabilendo, in particolare, che la relativa durata non può superare i 36 mesi, calcolati a decorrere dal 1° luglio 2019.

Con ulteriori interventi sono stati prorogati al 31 dicembre 2020 il termine per il raggiungimento del tendenziale equilibrio patrimoniale e finanziario da parte delle stesse fondazioni, e il termine per l'esercizio delle funzioni del commissario straordinario nominato nell'ambito del processo di risanamento avviato negli anni scorsi. Inoltre, sono state stanziate risorse per sostenere le azioni e i progetti delle fondazioni finalizzati alla riduzione del debito esistente.

Disposizioni volte a sostenere il settore sono state, da ultimo, adottate a seguito dell'emergenza Coronavirus (COVID-19). Si veda anche l'apposito tema.

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Le fondazioni lirico-sinfoniche sono state inizialmente disciplinate dalla L. 800/1967, che ha dichiarato il "rilevante interesse generale" dell'attività lirica e concertistica "in quanto intesa a favorire la formazione musicale, culturale e sociale della collettività nazionale" ed ha attribuito agli enti autonomi lirici e alle istituzioni concertistiche assimilate la personalità giuridica di diritto pubblico. Sono stati così riconosciuti come enti autonomi 11 teatri lirici – il Teatro Comunale di Bologna, il Teatro Comunale di Firenze (ora, Fondazione Teatro del Maggio musicale fiorentino), il Teatro Comunale dell'Opera di Genova (ora, Fondazione Teatro Carlo Felice di Genova), il Teatro alla Scala di Milano, il Teatro San Carlo di Napoli, il Teatro Massimo di Palermo, il Teatro dell'Opera di Roma, il Teatro Regio di Torino, il Teatro Comunale Giuseppe Verdi di Trieste, il Teatro La Fenice di Venezia e l'Arena di Verona – e 2 istituzioni concertistiche assimilate: l'Accademia nazionale di S. Cecilia di Roma e l'Istituzione dei concerti e del teatro lirico Giovanni Pierluigi da Palestrina di Cagliari (ora, Fondazione teatro lirico di Cagliari). Agli enti sopra indicati si è aggiunta, a seguito della L. 310/2003, la Fondazione Petruzzelli e Teatri di Bari. Attualmente, pertanto, le fondazioni lirico-sinfoniche sono quattordici.

Di queste, due sono dotate – ai sensi di quanto disposto dal D.L. 91/2013 (L. 112/2013: art. 11, co. 21-bis) e dalla disciplina attuativa emanata con D.I. 6 novembre 2014 – di forme organizzative speciali. Si tratta della Fondazione Teatro alla Scala (DM 5 gennaio 2015) e dell'Accademia di Santa Cecilia (DM 5 gennaio 2015).

 

Con il d.lgs. 367/1996, gli enti di prioritario interesse nazionale operanti nel settore musicale sono stati trasformati in fondazioni di diritto privato, al fine di eliminare rigidità organizzative connesse alla natura pubblica dei soggetti e di rendere disponibili risorse private in aggiunta al finanziamento statale, costituito principalmente dal Fondo unico per lo spettacolo (FUS).

 

Successivamente, tuttavia, a seguito del D.L. 64/2010 (L. 100/2010), la Corte costituzionale, con sentenza 153/2011, ha ribadito la qualificazione in senso pubblicistico degli enti lirici, ancorché privatizzati a seguito del d.lgs. 367/1996.

 

Da ultimo, il D.L. 162/2019 (L. 8/2020: art. 7, co. 1-bis) ha differito (dal 31 dicembre 2019) al 31 dicembre 2020 la data di riferimento per l'inquadramento delle attuali fondazioni lirico-sinfoniche, alternativamente, come "fondazione lirico-sinfonica" o "teatro lirico-sinfonico".

Il D.L. 113/2016 ( L. 160/2013: art. 24, co. 3- bis), ha previsto la revisione, con uno o più regolamenti di delegificazione – che dovevano essere adottati entro il 30 giugno 2017, ma che non sono finora intervenuti – dell' assetto ordinamentale e organizzativo delle fondazioni lirico-sinfoniche, al fine di garantire il consolidamento e la stabilizzazione del risanamento economico-finanziario e prevenire il verificarsi di ulteriori condizioni di crisi.
In particolare – nel testo come modificato dal D.L. 162/2019 ( L. 8/2020: art. 7, co. 1- bis) –, ha previsto che tra i criteri da seguire per la revisione vi è l'individuazione dei requisiti che devono essere posseduti dalle fondazioni lirico-sinfoniche, alla data del 31 dicembre 2020, al fine dell'inquadramento di tali enti come " fondazione lirico-sinfonica" o " teatro lirico-sinfonico", con conseguente revisione delle modalità di organizzazione, gestione e funzionamento, secondo princìpi di efficienza, efficacia, sostenibilità economica e valorizzazione della qualità. Fra i requisiti devono essere previsti il raggiungimento dell'equilibrio economico-finanziario, la capacità di autofinanziamento e di reperimento di risorse private a sostegno delle attività, la realizzazione di un numero "adeguato" di produzioni e coproduzioni, il livello di internazionalizzazione, la specificità nella storia e nella cultura operistica e sinfonica italiana.
L'eventuale mantenimento della partecipazione e della vigilanza dello Stato si applicherebbe alle sole fondazioni lirico-sinfoniche.
ultimo aggiornamento: 26 agosto 2020

Il D.L. 59/2019 (L. 81/2019: art. 1) ha ridisciplinato, anzitutto, la procedura per la definizione della dotazione organica delle fondazioni lirico-sinfoniche.

In particolare, ha previsto che le fondazioni predispongono una proposta di dotazione organica secondo uno schema tipo che doveva essere adottato, entro 30 giorni dalla data di entrata in vigore del decreto-legge, con decreto del Ministro per i beni e le attività culturali e per il turismo, di concerto con il Ministro dell'economia e delle finanze, ma che non risulta essere intervenuto.

La proposta deve essere trasmessa ai medesimi Ministeri entro i successivi 60 giorni, previa delibera del Consiglio di indirizzo, sentite le organizzazioni sindacali maggiormente rappresentative e approvata, entro 60 giorni dalla trasmissione, con decreto del Ministro per i beni e le attività culturali e per il turismo, adottato di concerto con il Ministro dell'economia e delle finanze, e previo parere – per le fondazioni che hanno presentato il piano di risanamento – del commissario straordinario.

Le fondazioni possono presentare, con cadenza triennale, una proposta di modifica della dotazione organica. Inoltre, ogni fondazione, qualora venga meno il requisito della sostenibilità economico-finanziaria, deve attivare la procedura di revisione della dotazione organica precedentemente approvata, dandone tempestiva comunicazione al Ministero per i beni e le attività culturali e per il turismo e al Ministero dell'economia e delle finanze.

 

Inoltre, ha confermato che le fondazioni lirico-sinfoniche assumono personale a tempo indeterminato mediante apposite procedure selettive pubbliche, secondo criteri e modalità stabiliti da ciascuna fondazione, nel rispetto dei princìpi di trasparenza, pubblicità e imparzialità, nonché degli altri princìpi relativi alle procedure di reclutamento nelle pubbliche amministrazioni.

Le assunzioni a tempo indeterminato devono essere contenute, oltre che nel limite della dotazione organica, nei limiti di un contingente corrispondente alla spesa complessiva del personale cessato nell'anno in corso e nei due anni precedenti, ferma restando la compatibilità di bilancio della fondazione.

Ha, altresì, introdotto una disciplina transitoria per il reclutamento di personale a tempo indeterminato.

In particolare, ha previsto, anzitutto, che, in presenza di vacanze rispetto alla dotazione organica, ciascuna fondazione assume a tempo indeterminato, con "diritto di precedenza" i candidati che, alla data di entrata in vigore della legge di conversione del decreto-legge, risultino "vincitori" nell'ambito di graduatorie in corso di validità relative a procedure selettive per il reclutamento di lavoratori a tempo indeterminato precedentemente bandite dalla medesima fondazione.

Inoltre, ha disposto che, fino al 31 dicembre 2021, le fondazioni possono procedere, in misura non superiore al 50% dei posti disponibili, ad assunzioni a tempo indeterminato mediante procedure selettive riservate a soggetti che prestino servizio presso la stessa fondazione, o lo abbiano prestato fino ad un anno prima della data di entrata in vigore del decreto-legge, sulla base di contratti di lavoro a tempo determinato:

  • per un tempo complessivo non inferiore a 18 mesi, anche non continuativi, negli 8 anni precedenti, nel caso del personale artistico e tecnico;
  • per un tempo complessivo non inferiore a 36 mesi, anche non continuativi, negli 8 anni precedenti, nel caso del personale amministrativo.

Sempre fino al 31 dicembre 2021, le fondazioni possono altresì avviare, per i residui posti disponibili rispetto alla dotazione organica, procedure selettive per titoli ed esami di personale artistico, tecnico e amministrativo, finalizzate a valorizzare, con apposito punteggio, l'esperienza professionale maturata in virtù di precedenti rapporti di lavoro presso le stesse.

In queste procedure transitorie i limiti finanziari possono essere elevati utilizzando le risorse previste per i contratti di lavoro a tempo determinato in essere.

 

Infine, ha riconosciuto alle fondazioni lirico-sinfoniche la possibilità di stipulare uno o più contratti di lavoro a tempo determinato:

  • a condizione che vi siano esigenze contingenti o temporanee determinate dalla eterogeneità delle produzioni artistiche che rendono necessario l'impiego anche di ulteriore personale artistico e tecnico, ovvero dalla sostituzione di lavoratori temporaneamente assenti;
  • di durata complessiva non superiore  a 36 mesi, calcolati a decorrere dal 1° luglio 2019, anche non continuativi e anche all'esito di successive proroghe o rinnovi, fatte salve le diverse disposizioni dei contratti collettivi;
  • con atto scritto, a pena di nullità. L'atto deve contenere, tra l'altro, l'indicazione espressa della condizione che giustifica l'assunzione di lavoratori a tempo determinato, la proroga o il rinnovo, anche attraverso il riferimento alla realizzazione di uno o più spettacoli o produzioni artistiche cui siano destinati i medesimi lavoratori.

Fatta salva l'obbligatorietà della forma scritta a pena di nullità, le restanti disposizioni non si applicano ai lavoratori impiegati nelle attività stagionali.

In caso di superamento del termine di 36 mesi, il lavoratore ha diritto al risarcimento del danno.

ultimo aggiornamento: 26 agosto 2020

Il D.L. 162/2019 (L. 8/2020: art. 7, co. 1, primo periodo, e 3-bis) ha prorogato (dal 31 dicembre 2019) al 31 dicembre 2020 il termine entro cui le fondazioni lirico-sinfoniche devono raggiungere il tendenziale equilibrio patrimoniale e finanziario.

A sua volta, il D.L. 104/2020 (art. 24, co. 2) ha previsto la possibilità di conferire per un ulteriore periodo e, al massimo, fino al 31 dicembre 2020, gli incarichi di collaborazione professionale a supporto delle attività del Commissario straordinario per il risanamento delle fondazioni lirico-sinfoniche (di cui al D.L. 91/2013-L. 112/2013: art. 11), previsti, fino a un massimo di 3 e per la durata massima di 12 mesi, dalla L. di bilancio 2019, che, al contempo, aveva già prorogato alla medesima data del 31 dicembre 2020 le attività del Commissario (L. 145/2018: art. 1, co. 602).

In particolare, la L. di bilancio 2019 ha previsto che gli incarichi potevano essere conferiti a persone di comprovata qualificazione professionale nella gestione amministrativa e contabile di enti che operano nel settore artistico-culturale, nel limite di spesa di € 75.000 per ciascuno degli anni 2019 e 2020. A seguito della proroga prevista dal D.L. 104/2020, è stata autorizzata la (ulteriore) spesa di € 25.000 per il 2020.

L'avviso di selezione pubblica per il conferimento degli incarichi era stato emanato il 3 aprile 2019.

Gli esiti della selezione e la graduatoria dei candidati erano stati approvati con D.D. 8 maggio 2019
Analoga possibilità era stata prevista, per la durata massima di 24 mesi, dalla legge di stabilità 2016 (L. 208/2015: art. 1, co. 357). Gli esiti dei lavori della Commissione giudicatrice per la selezione di 3 professionisti erano stati approvati con D.D.G. del 26 maggio 2016.
 
Con D.I. 17 gennaio 2014 era stato nominato Commissario straordinario l'ing. Francesco Pinelli, per la durata di un anno, a decorrere dal 22 novembre 2013. L'incarico era stato prorogato senza soluzione di continuità fino al 20 dicembre 2015.
Con D.I. n. 42 del 22 gennaio 2016 era stato nominato Commissario straordinario, con decorrenza dal 1 febbraio 2016, per la durata di un anno, l'avv. Gianluca Sole.
L'incarico all'avv. Gianluca Sole è stato prorogato, senza soluzione di continuità, prima, con D.I. n. 180 del 14 aprile 2017, fino al 31 dicembre 2017, poi con D.I. n. 104 del 15 febbraio 2018, fino al 31 dicembre 2018 e, da ultimo, con D.I. n. 143 del 12 marzo 2019, fino al 31 dicembre 2020.
Al fine di far fronte allo stato di grave crisi del settore lirico-sinfonico e di pervenire al risanamento delle gestioni e al rilancio delle attività delle fondazioni lirico-sinfoniche, il D.L. 91/2013 ( L. 112/2013: art. 11, co. 1 e 2) aveva previsto la possibilità di presentare un piano di risanamento per le fondazioni che versassero in situazioni di difficoltà economico-patrimoniale. Tra i contenuti inderogabili del piano era stata prevista, in particolare, la riduzione della dotazione organica del personale tecnico e amministrativo, nonché la razionalizzazione del personale artistico, previo accordo con le associazioni sindacali, la ristrutturazione del debito, il divieto di ricorrere a nuovo indebitamento.
Il piano doveva essere presentato ad un commissario straordinario, appositamente nominato, e doveva assicurare gli equilibri strutturali del bilancio, sotto il profilo sia patrimoniale, sia economico-finanziario, entro i tre successivi esercizi finanziari, ovvero, in base al testo originario del co. 14 dello stesso art. 11, entro l'esercizio 2016. Il piano doveva essere approvato, su proposta motivata del commissario straordinario, sentito il collegio dei revisori dei conti, con decreto MIBACT-MEF, entro 30 giorni dalla sua presentazione .
In base al citato co. 14, infatti, le fondazioni che non avessero presentato il piano di risanamento entro i termini previsti, o per le quali il piano di risanamento non fosse stato approvato nei termini previsti, ovvero che non avessero raggiunto entro l'esercizio 2016 le condizioni di equilibrio strutturale del bilancio, sia sotto il profilo sia patrimoniale, sia economico-finanziario, dovevano essere poste in liquidazione coatta amministrativa.
Successivamente, la L. di stabilità 2016 ( L. 208/2015: art. 1, co. 355) aveva prorogato (dal 2016) al 2018 il termine per il raggiungimento dell' equilibrio strutturale di bilancio per le fondazioni che avevano già presentato il piano di risanamento, previa predisposizione, da parte delle stesse, - entro 90 giorni dalla data di entrata in vigore della legge (dunque, entro il 31 marzo 2016) – di un' integrazione del piano, relativa al periodo 2016-2018, pena la sospensione dei contributi a valere sul FUS.
Ancora dopo, il D.L. 113/2016 ( L. 160/2016: art. 24) aveva introdotto elementi di maggiore flessibilità nel percorso di risanamento, sostituendo il riferimento al raggiungimento dell'equilibrio strutturale del bilancio, sia sotto il profilo patrimoniale che economico-finanziario, con il riferimento al raggiungimento del pareggio economico in ciascun esercizio e al tendenziale equilibrio patrimoniale e finanziario entro il 2018.
In seguito, la L. di bilancio 2018 ( L. 205/2017: art. 1, co. 323 ) aveva prorogato al 2019 il termine per il raggiungimento del tendenziale equilibrio patrimoniale e finanziario da parte delle fondazioni.
Da ultimo, tale termine è stato prorogato al 31 dicembre 2020 dal D.L. 162/2019 ( L. 8/2020: art. 7, co. 1, primo periodo, e 3- bis).
Il monitoraggio semestrale dello stato di attuazione dei piani di risanamento è stato affidato dal D.L. 91/2013 (art. 11, co. 3, lett. b)) al commissario straordinario.
Il 1° giugno 2020 è stata pubblicata la prima relazione semestrale 2020 relativa al periodo gestionale di riferimento 2019 (preconsuntivi), che ricorda  che il percorso di risanamento riguarda 9 delle 14 Fondazioni (Petruzzelli e Teatri di Bari, Teatro Massimo di Palermo, Teatro del Maggio musicale fiorentino, Teatro San Carlo di Napoli, Teatro Comunale Giuseppe Verdi di Trieste, Teatro dell'Opera di Roma, Teatro Comunale di Bologna, Teatro Carlo Felice di Genova, Arena di Verona).

 Con riguardo alle risorse specificatamente stanziate per finalità di riduzione del debito delle fondazioni lirico-sinfoniche, la L. di bilancio 2017 (L. 232/2016: art. 1, co. 583) ha autorizzato in favore delle stesse la spesa di € 10 mln per ciascuno degli anni 2017 e 2018 e di € 15 mln a decorrere dal 2019. Gli importi previsti sono poi stati incrementati di ulteriori € 10 mln per il 2017 dal D.L. 244/2016 (L. 19/2017: art. 11, co. 3) e di ulteriori € 5 mln per il 2018 dalla legge di bilancio 2018 (L. 205/2017: art. 1, co. 323).

In attuazione dell' art. 1, co. 583, della L. 232/2016, i criteri e le modalità di ripartizione delle risorse sono stati definiti con DM n. 105 del 3 marzo 2017, che ha stabilito, in particolare, che con Decreto del direttore generale competente è assegnata:
  • una quota del 60% delle risorse complessive annue in proporzione all'ammontare dei contributi annuali ricevuti da ciascuna fondazione lirico-sinfonica da parte di soggetti privati;
  • una quota del 30% delle risorse complessive annue in proporzione all'ammontare dei contributi annuali ricevuti da ciascuna fondazione lirico-sinfonica da parte degli enti territoriali;
  • una quota del 10% delle risorse complessive annue in proporzione all'ammontare dei contributi annuali ricevuti da ciascuna fondazione lirico-sinfonica a valere sul FUS.
Ha previsto, inoltre, che l'importo totale attribuito a ciascuna fondazione lirico-sinfonica non può superare il 10% delle risorse disponibili per ciascuna delle quote.

 

Da ultimo, la legge di bilancio 2019 (L. 145/2018: art. 1, co. 607) ha autorizzato la spesa di ulteriori € 12,5 mln per il 2019 per sostenere le azioni e i progetti delle fondazioni lirico-sinfoniche finalizzati alla riduzione del debito esistente.

In attuazione, è intervenuto il DM n. 124 dell'1 marzo 2019. In particolare, il DM ha stabilito che l'importo doveva essere ripartito, con Decreto del direttore generale competente, in misura uguale fra le 14 fondazioni lirico-sinfoniche, assegnando il 60% dietro presentazione, entro il 31 maggio 2019, di specifici progetti di riduzione del debito esistente, e l'ulteriore 40% dietro presentazione, entro il 31 ottobre 2019, di una relazione sulle azioni intraprese per ridurre il medesimo debito. Inoltre, ha previsto che, entro il 30 giugno 2020, tutte le fondazioni devono presentare una relazione sull'impiego delle risorse assegnate.
ultimo aggiornamento: 26 agosto 2020

Il D.L. 162/2019 (L. 8/2020: art. 7, co. 1, secondo periodo) aveva stabilito che, per il 2020, il contributo a valere sulle risorse del Fondo unico per lo spettacolo (FUS) assegnato a ciascuna fondazione lirico-sinfonica non dotata di forma organizzativa speciale non poteva avere un valore percentuale superiore o inferiore del 10% rispetto alla media aritmetica dei contributi assegnati alla medesima fondazione nei 3 anni precedenti, sulla base alla disciplina recata dal D.L. 91/2013 (L. 112/2013: art. 11, co. 20 e 21).

Il D.L. 91/2013 ( L. 112/2013: art. 11, co. 20) ha stabilito che la quota del FUS destinata alle fondazioni lirico-sinfoniche è determinata annualmente con decreto del Ministro dei beni e delle attività culturali e del turismo, sentita la Consulta per lo spettacolo (poi sostituita, a seguito della L. 175/2017, con il Consiglio superiore dello spettacolo), ed è attribuita ad ogni fondazione con decreto del Direttore generale per lo spettacolo dal vivo, sentita la commissione consultiva per la musica, sulla base dei seguenti criteri:
  • il 50% della quota è ripartita in considerazione dei costi di produzione derivanti dalle attività realizzate da ogni fondazione nell'anno precedente quello cui si riferisce la ripartizione, sulla base di indicatori di rilevazione della produzione;
  • il 25% della quota è ripartita in considerazione del miglioramento dei risultati della gestione attraverso la capacità di reperire risorse;
  • il 25% della quota è ripartita in considerazione della qualità artistica dei programmi.
Inoltre ( co. 21), ha previsto l'intervento di un decreto del Ministro dei beni e delle attività culturali e del turismo, sentita la commissione consultiva per la musica, per la determinazione degli indicatori di rilevazione della produzione, dei parametri per la rilevazione del miglioramento dei risultati della gestione e di quelli per la rilevazione della qualità artistica dei programmi, nonché del procedimento per l'erogazione dei contributi.
Su tale base normativa, i criteri generali e le percentuali della quota del FUS destinata alle fondazioni lirico-sinfoniche sono stati definiti con DM 3 febbraio 2014.
Per le forme organizzative speciali, il D.L. 83/2014 ( L. 106/2014: art. 5) – inserendo il co. 21- bis nell' art. 11 del medesimo D.L. 91/2013 ( L. 112/2013) – ha disposto che, a decorrere dal 2015, le fondazioni lirico-sinfoniche dotate di forme organizzative speciali che non versano in situazioni di difficoltà economico-patrimoniale percepiscono una quota del FUS determinata percentualmente con valenza triennale.
La disciplina attuativa, recata dal D.I. 6 novembre 2014 ha stabilito (art. 5) che l'assegnazione di tale contributo è determinata dal Direttore generale per lo spettacolo dal vivo, sentita la Commissione consultiva per la musica, in considerazione dell'attività realizzata nel triennio precedente l'assegnazione e sulla base dei programmi di attività del triennio successivo corredati dei relativi budget preventivi. L'accertamento di attività inferiori a quelle valutate ai fini del contributo assegnato, ovvero la variazione sostanziale di elementi artistici dei programmi di attività, comporta la corrispondente riduzione del contributo triennale.
Da ultimo, le percentuali a valere sul FUS – valide per il periodo 2018-2020 – per la Fondazione Teatro alla Scala di Milano e l'Accademia di Santa Cecilia sono state fissate (rispettivamente, pari a 16,1% e 6,6%) con DD 13 aprile 2018.

Da ultimo, a seguito dell'emergenza epidemiologica da COVID-19, il D.L. 34/2020 (L. 77/2020: art. 183, co. 4) ha previso che la quota del FUS destinata alle fondazioni lirico-sinfoniche per il 2020 e per il 2021 è ripartita sulla base della media delle percentuali assegnate per il triennio 2017-2019, in deroga ai criteri generali e alle percentuali di ripartizione previsti dall'art. 1 del DM 3 febbraio 2014.

Ha previsto, altresì, che, per il 2022, gli stessi criteri generali sono adeguati in ragione dell'attività svolta a fronte dell'emergenza sanitaria da COVID-19, delle esigenze di tutela dell'occupazione e della riprogrammazione degli spettacoli annullati.

Inoltre, ha previsto (art. 183, co. 6) che, decorso il primo periodo di trattamento ordinario di integrazione salariale pari a 9 settimane, previsto dall'art. 19 del D.L. 18/2020 (L. 27/2020), gli organismi dello spettacolo dal vivo possono utilizzare le risorse erogate a valere sul FUS per il 2020 anche per integrare le misure di sostegno del reddito dei propri dipendenti, in misura comunque non superiore alla parte fissa della retribuzione continuativamente erogata prevista dalla contrattazione collettiva nazionale, nel rispetto dell'equilibrio del bilancio e, in ogni caso, limitatamente al periodo di ridotta attività degli enti.
 
Qui la ripartizione dei contributi a valere sul FUS concessi alle fondazioni lirico-sinfoniche per il 2017, operata con D.D. 28 luglio 2017.
Qui la ripartizione dei contributi a valere sul FUS concessi alle fondazioni lirico-sinfoniche per il 2018, operata con D.D. del 4 ottobre 2018.
Qui la ripartizione dei contributi a valere sul FUS concessi alle fondazioni lirico-sinfoniche per il 2019, operata con D.D. del 30 settembre 2019.
Qui la ripartizione dei contributi a valere sul FUS concessi alle fondazioni lirico-sinfoniche per il 2020, operata con D.D. del 7 luglio 2020.
ultimo aggiornamento: 26 agosto 2020
 
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