tema 27 giugno 2019
Studi Camera - Finanze Banche e mercati finanziari Mutui e finanziamenti al sistema produttivo

A seguito della crisi economico-finanziaria internazionale e dell'andamento negativo dei finanziamenti, sia il legislatore nazionale che le Autorità europee hanno inteso portare avanti piani per alleggerire il carico di indebitamento delle famiglie e riattivare i canali del credito bancario. Dall'altro lato, il legislatore ha perseguito lo scopo di introdurre, ovvero di potenziare, strumenti alternativi di finanziamento per le imprese.

Per una disamina degli interventi passati, si rinvia alla documentazione di inizio legislatura.

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Allo scopo di reimmettere liquidità nel settore finanziario, la Banca Centrale Europea ha adottato numerose misure di politica monetaria nel corso degli ultimi anni.

La decisione di ridurre i tassi di interesse è stata adottata dalla BCE il 10 marzo 2016: in quell'occasione il tasso di interesse sulle operazioni di rifinanziamento principali dell'Eurosistema è stato abbassato di 5 punti base, allo 0,00%, a decorrere dall'operazione con regolamento il 16 marzo 2016. Analogamente, nella medesima sede è stato ridotto il tasso di interesse sulle operazioni di rifinanziamento marginale di 5 punti base, allo 0,25%, con effetto dal 16 marzo 2016. Infine, il tasso di interesse sui depositi presso la banca centrale è stato ridotto di 10 punti base, al -0,40%, con effetto dal 16 marzo 2016.Tali misure sono rimaste sinora invariate.

 

Nella riunione del 06 giugno 2019 il Consiglio direttivo della Banca centrale europea (BCE) ha deciso di mantenere invariate le misure dei principali tassi di interesse, chiarendo che si attende che detti tassi si mantengano su livelli pari a quelli attuali almeno fino a tutta la prima metà del 2020 e, in ogni caso, finché sarà necessario per assicurare che l'inflazione continui stabilmente a convergere su livelli inferiori ma prossimi al 2% nel medio termine.

Sono state chiarite le modalità di svolgimento delle nuove operazioni mirate di rifinanziamento a più lungo termine (OMRLT III) trimestrali, a partire da settembre 2019 fino a marzo 2021, ciascuna con scadenza a due anni. Queste nuove operazioni intendono preservare condizioni favorevoli del credito bancario e l'ordinata trasmissione della politica monetaria. Nell'ambito delle OMRLT III, le controparti potranno ottenere finanziamenti per un importo pari a fino il 30 per cento dello stock di prestiti idonei al 28 febbraio 2019, con tasso indicizzato al tasso di interesse sulle operazioni di rifinanziamento principali per la durata di ciascuna operazione. Le OMRLT III sono destinate a incorporare incentivi per preservare condizioni creditizie favorevoli. 

Il Consiglio direttivo BCE ha precisato che per ciascuna operazione si stabilisce di fissare un tasso di interesse superiore di 10 punti base rispetto al tasso medio applicato alle operazioni di rifinanziamento principali dell'Eurosistema per la durata della rispettiva OMRLT. 

Quanto alle misure non convenzionali di politica monetaria, il Consiglio direttivo ha chiarito che esse sono terminate a dicembre 2018. In tale quadro, la BCE conferma di voler reinvestire, integralmente, il capitale rimborsato sui titoli in scadenza nel quadro del PAA per un prolungato periodo di tempo, successivamente alla data in cui inizierà a innalzare i tassi di interesse di riferimento della BCE, e in ogni caso finché sarà necessario per mantenere condizioni di liquidità favorevoli e un ampio grado di accomodamento monetario.

 Si tratta di misure, intraprese dalla BCE sin dal 2014, qualificate come interventi di politica monetaria "non convenzionali": per mezzo del PAA la Banca Centrale Europea ha acquistato titoli pubblici e privati, nella specie obbligazioni bancarie garantite, titoli emessi in seguito alla cartolarizzazione di prestiti bancari, titoli sovrani e titoli obbligazionari emessi da società non finanziarie dei paesi dell'area dell'euro. Per ulteriori informazioni sul PAA si rinvia al sito della Banca d'Italia e della BCE.

 

ultimo aggiornamento: 27 giugno 2019

Con riferimento alla dinamica del credito, il Bollettino economico della Banca d'Italia di aprile 2019 evidenzia un rallentamento del credito alle imprese. Si rileva inoltre che l'incremento dei rendimenti dei titoli pubblici e dell'onere della provvista obbligazionaria delle banche si trasmette tuttavia al costo del credito molto gradualmente, grazie all'abbondante liquidità e alle buone condizioni patrimoniali degli intermediari; dai sondaggi condotti dall'Autorità emergono segnali di irrigidimento nelle politiche di offerta del credito, riconducibili al peggioramento macroeconomico e all'aumento dei costi di provvista. L'incidenza dei crediti deteriorati sul totale dei finanziamenti ha continuato a diminuire, arrivando alla fine del 2018 al 4,1 per cento per le banche significative, al netto delle rettifiche di valore.

ultimo aggiornamento: 27 giugno 2019

La legge di bilancio 2017 (legge n. 232 del 2016, articolo 1, commi 88-114) ha introdotto disposizioni, successivamente modificate nel tempo, che concedono agevolazioni fiscali volte a incoraggiare investimenti a lungo termine (per almeno cinque anni) nelle imprese e in particolar modo nelle PMI.

In particolare:

- sono detassati i redditi di capitale e i redditi diversi percepiti da persone fisiche, al di fuori di attività di impresa commerciale, se derivano da investimenti effettuati nei cd. piani di risparmio a lungo termine. I piani individuali di risparmio (PIR), per beneficiare dell'esenzione, devono essere detenuti per almeno 5 anni: si tratta di investimenti nel capitale di imprese italiane e europee, con una riserva per le PMI, nei limiti di 30 mila euro all'anno e, comunque di complessivi 150 mila euro. Sono gestiti dagli intermediari finanziari e dalle imprese di assicurazione, i quali devono investire le somme assicurando la diversificazione del portafoglio;

- sono detassati i redditi derivanti dagli investimenti a lungo termine (almeno cinque anni) nel capitale delle imprese e nei PIR (vedi infra), se effettuati dal enti di previdenza obbligatoria e forme di previdenza complementare. La legge di bilancio 2019 (articolo 1, comma 210 della legge n. 145 del 2018) ha innalzato dal 5 al 10 per cento il limite degli asset investibili da parte di tali enti, secondo il regime agevolato.

La legge di bilancio 2019 (legge n. 145 del 2018, articolo 1, comma 212) ha inoltre:

- inserito le quote o le azioni di Fondi di Venture Capital residenti nel territorio dello Stato tra le tipologie di investimenti a lungo termine degli enti previdenziali che godono delle agevolazioni fiscali; 

- introdotto ulteriori vincoli agli investimenti nei PIR, per destinare le risorse ai predetti Fondi di Venture Capital;

- elevato dal 30 al 40 per cento la quota di detrazioni spettanti per l'investimento in start-up innovative.

Si veda il tema sul cd. decreto-legge "crescita" per le ulteriori misure finanziarie di sostegno alle imprese.

ultimo aggiornamento: 16 gennaio 2019

La legge di bilancio 2019 (articolo 1, commi 236-238 e 240) ha modificato la disciplina relativa ai portali per la raccolta di capitali on-line da parte delle piccole e medie imprese, cd. crowdfundingestendendone l'operatività alla raccolta di finanziamenti tramite strumenti finanziari di debito e riservando la sottoscrizione specifiche categorie di investitori.

La legge di bilancio 2017 ( comma 70), nel solco degli interventi volti a favorire l'accesso alla liquidità, aveva esteso a tutte le piccole e medie imprese la possibilità di reperire capitale di rischio con modalità innovative, attraverso portali online (equity crowdfunding)L'equity-based crowdfunding consente, tramite un investimento on-line, di acquistare un vero e proprio titolo di partecipazione in una società: in cambio del finanziamento si acquistano i diritti patrimoniali e amministrativi che derivano dalla partecipazione nell'impresa. La Consob ha adottato il Regolamento sulla raccolta di capitali di rischio da parte di start-up innovative tramite portali on-line, successivamente modificato nel tempo anche con l'introduzione del cd. whistleblowing. Per l'illustrazione dell'istituto e della relativa disciplina si rinvia alla scheda informativa della Consob.

ultimo aggiornamento: 16 gennaio 2019
 
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