tema 5 marzo 2020
Studi - Bilancio Benessere equo e sostenibile

Il Benessere Equo e Sostenibile (BES) è un insieme di indicatori che hanno lo scopo di valutare il progresso della società non solo dal punto di vista economico, ma anche sotto l'aspetto sociale e ambientale. Dal 2018 gli indicatori BES sono stati inclusi tra gli strumenti di programmazione e valutazione della politica economica nazionale. Il Ministero dell'economia e delle finanze deve presentare una relazione annuale al Parlamento al fine di stimare gli effetti della manovra economica sull'andamento degli indicatori. La più recente relazione sugli indicatori BES è di febbraio 2020.

L'ISTAT, con il Rapporto Bes 2019, ha illustrato le informazioni e le analisi sull'evoluzione degli indicatori di Benessere equo e sostenibile (dicembre 2019).

apri tutti i paragrafi

Da oltre cinquant'anni è in atto in ambito internazionale un dibattito sul c.d. "superamento del PIL" come unico indicatore di misurazione del benessere, alimentato dalla consapevolezza che i parametri sui quali valutare il progresso di una società non possano essere esclusivamente di carattere economico, ma debbano tenere conto anche delle fondamentali dimensioni sociali e ambientali del benessere, corredate da misure di diseguaglianza e sostenibilità. Sono stati pertanto proposti indicatori di benessere, di sostenibilità ambientale, di qualità sociale e di parità tra i sessi, quali strumenti da tenere in considerazione nell'elaborazione, nell'adozione e nella valutazione delle politiche pubbliche, al fine di integrare l'uso degli indicatori macroeconomici, ritenuti non più sufficienti a misurare il grado di benessere di una comunità e a orientare, perciò, le politiche pubbliche.

In ambito internazionale si possono segnalare quelli utilizzati da istituzioni quali l'ONU, l'UE e l'OCSE. In ambito nazionale, da alcuni anni è stato avviato il progetto BES, tramite un'iniziativa congiunta del CNEL e dell'ISTAT, al fine di fornire un significativo contributo in questa direzione.

Tale progetto è finalizzato all'individuazione delle misure più idonee a rappresentare il progresso del Paese e dei territori verso l'incremento del benessere dei cittadini. Esso considera 12 dimensioni (articolate in 130 indicatori), come ad esempio la salute, l'istruzione, l'ambiente, la qualità dei servizi.

Dal progetto scaturisce ogni anno dal 2013 un rapporto, giunto alla sua settima edizione con il "Rapporto BES 2019".

Il dibattito sulla misurazione del benessere degli individui e della società ha riscosso una crescente attenzione anche da parte delle istituzioni locali che, in collaborazione con l'Istat, hanno avviato progetti basati sul paradigma del Bes, anche esplorando le potenzialità ancora inespresse dei giacimenti informativi di carattere amministrativo comunali e provinciali. A livello territoriale sono infatti utili strumenti di analisi il «  BES delle province », per la costruzione di indicatori territoriali per la  governance di area vasta ( Rapporto Bes delle province 2019), e il progetto «  UrBES », promosso dalla rete delle città metropolitane dell'Associazione nazionale dei comuni italiani insieme con l'ISTAT, che propone un sistema di indicatori del benessere per le città metropolitane e per alcuni comuni capoluogo.
ultimo aggiornamento: 11 dicembre 2019

A livello internazionale si ricorda che il 25 settembre 2015, l'Assemblea Generale delle Nazioni Unite ha adottato l'Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile nella quale si delineano le direttrici delle attività per i successivi 15 anni. Gli obiettivi per lo sviluppo sostenibile (17 Sustainable Development Goals) che compongono l'Agenda 2030 rappresentano il piano di azione globale per sradicare la povertà, proteggere il pianeta e garantire la prosperità per tutti. A partire dal dicembre 2016 l'Istat ha reso disponibile la piattaforma informativa per gli indicatori SDGs, e la aggiorna con cadenza semestrale. Nel 2019 l'Istat ha prodotto il secondo Rapporto sugli SDGs: una descrizione accurata dei processi che hanno condotto alla scelta degli indicatori, una loro descrizione puntuale e una prima analisi delle tendenze temporali e delle interrelazioni esistenti tra i diversi fenomeni.

In risposta all'Agenda 2030, il 22 novembre 2016 la Commissione europea ha adottato una comunicazione dal titolo «Le prossime tappe per un futuro europeo sostenibile» che illustra ciò che l'UE sta facendo per contribuire all'Agenda 2030, evidenziando le principali politiche dell'UE per ciascuno dei 17 obiettivi di sviluppo sostenibile. Il 30 gennaio 2019 la Commissione ha pubblicato un documento di riflessione "Verso un'Europa sostenibile entro il 2030" nel quale si concentra sulle fondamentali basi strategiche su cui basare la transizione verso la sostenibilità, che comprendono il passaggio da un'economia lineare a un'economia circolare, la correzione degli squilibri nel nostro sistema alimentare, l'energia del futuro, gli edifici e la mobilità.

Il Parlamento europeo il 7 febbraio 2019 ha presentato il documento "Europe's approach to implementing the Sustainable Development Goals: good practices and the way forward", uno studio che esamina tutte le disposizioni adottate per l'implementazione degli obiettivi di sviluppo sostenibile (SDGs) e fornisce esempi di best practice e raccomandazioni per il raggiungimento degli obiettivi fissati dall'Agenda 2030 delle Nazioni Unite.

In Italia, il principale strumento di attuazione dell'Agenda 2030 è costituito dalla Strategia Nazionale per lo Sviluppo Sostenibile-SNSvS, approvata dal Comitato interministeriale per la programmazione economica (CIPE) il 22 dicembre 2017, nella quale sono definite le linee direttrici delle politiche economiche, sociali e ambientali finalizzate a raggiungere gli SDGs entro il 2030. La Strategia, che deve essere aggiornata dal Governo con cadenza almeno triennale, contiene una serie di scelte strategiche e obiettivi nazionali articolati all'interno di cinque aree speculari a quelle degli SGDs (Persone, Pianeta, Pace, Prosperità, Partnership), cui è associato un elenco preliminare di strumenti di attuazione individuati nel processo di consultazione istituzionale.

Sul piano parlamentare, il monitoraggio del processo d'attuazione dell'Agenda globale, che investe le competenze di attori internazionali, nazionali e locali, fortemente sollecitato dagli organismi delle Nazioni Unite e dall'Unione interparlamentare, ha portato la Commissione Affari esteri della Camera dei deputati a deliberare all'unanimità lo svolgimento di un'indagine conoscitiva sull'azione internazionale dell'Italia per l'attuazione dell'Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile: l'efficacia del quadro normativo nazionale e del sistema italiano di cooperazione. Al fine di proseguire le attività istruttorie connesse alla citata indagine conoscitiva, in seno alla medesima Commissione è stato istituto un apposito Comitato permanente per l'attuazione dell'Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile.

Un'ulteriore indagine conoscitiva, avente ad oggetto le politiche dell'Unione europea per l'attuazione dell'Agenza 2030 per lo sviluppo sostenibile, è stata deliberata di recente (10 dicembre 2019, tutt'ora in corso) dalla Commissione Politiche dell'Unione europea della Camera dei deputati.

Per ulteriori approfondimenti sull'Agenda 2030 si rinvia al Dossier della Camera dei deputati "L'agenda globale per lo sviluppo sostenibile".

ultimo aggiornamento: 5 marzo 2020

L'Italia è il primo Paese che, collegando gli indicatori di benessere equo e sostenibile (BES) alla programmazione economica e di bilancio, attribuisce a essi un ruolo nell'attuazione e nel monitoraggio delle politiche pubbliche.

Gli indicatori di benessere equo e sostenibile sono stati infatti introdotti nell'ordinamento legislativo italiano come strumento di programmazione economica dall'articolo 14 della legge n. 163/2016, di riforma della legge di contabilità (legge n. 169 del 2009). Un Comitato per gli indicatori di benessere equo e sostenibile (BES) - presieduto dal Ministro dell'economia e delle finanze e composto dal Presidente dell'ISTAT, dal Governatore della Banca d'Italia, da due esperti della materia provenienti da università ed enti di ricerca - è stato incaricato di selezionare gli indicatori utili alla valutazione del benessere sulla base dell'esperienza maturata a livello nazionale e internazionale.

 Con la medesima legge di riforma sono inoltre stati introdotti due nuovi commi 10-bis e 10-ter all'articolo 10 della legge di contabilità che prevedono la redazione da parte del Ministro dell'economia e delle finanze, sulla base dei dati forniti dall'ISTAT, di due documenti:

  • un apposito allegato al DEF, che riporta l'andamento nell'ultimo triennio di tali indicatori, nonché le previsioni sull'evoluzione degli stessi nel periodo di riferimento, anche sulla base delle misure previste per il raggiungimento degli obiettivi di politica economica del quadro programmatico e dei contenuti dello schema del Programma nazionale di riforma della terza sezione del DEF;
  • una relazione, da presentare alle Camere per la trasmissione alle competenti Commissioni parlamentari entro il 15 febbraio di ciascun anno, sull'evoluzione dell'andamento degli indicatori di benessere equo e sostenibile (BES), sulla base degli effetti determinati dalla legge di bilancio per il triennio in corso. La Relazione Bes 2020, la terza dopo quelle del 2018 e 2019, analizza l'evoluzione degli indicatori di Benessere Equo e Sostenibile sulla base degli effetti dell'ultima Legge di Bilancio.

ultimo aggiornamento: 6 febbraio 2018

Con il decreto del MEF 16 ottobre 2017 sono stati individuati gli indicatori di benessere equo e sostenibile (BES) proposti dal Comitato a tale scopo istituito.

Gli indicatori del BES sono i segenti.

Fonte: MEF

I dodici indicatori individuati rappresentano una selezione tra i 130 indicatori contenuti nel "Rapporto BES" elaborato annualmente dall'ISTAT, raggruppati in 12 dimensioni (domini) del benessere considerate di maggior rilievo: Salute, Istruzione e formazione, Lavoro e conciliazione tempi di vita, Benessere economico, Relazioni sociali, Politica e istituzioni, Sicurezza, Benessere soggettivo, Paesaggio e patrimonio culturale, Ambiente, Innovazione, ricerca e creatività, Qualità dei servizi.

I primi tre indicatori riguardano dimensioni monetarie. In particolare, il primo (Reddito medio aggiustato pro-capite) risponde alla necessità di selezionare una misura del benessere economico che tenga conto del reddito (monetario e in natura) effettivamente percepito dalle famiglie. Il secondo indicatore (Indice di diseguaglianza del reddito disponibile) introduce la dimensione distributiva delle risorse monetarie, per tenere conto del fatto che le variazioni del reddito medio possono ripartirsi inegualmente tra le persone e i gruppi sociali. Il terzo indicatore (Incidenza della povertà assoluta) affianca alle prime due misure basate sui redditi, una misura basata sui consumi, particolarmente importante per le politiche contro l'esclusione sociale.

I successivi indicatori allargano il campo all'analisi di dimensioni non monetarie del benessere. Per la salute sono stati scelti due indicatori: la "speranza di vita in buona salute alla nascita" e l'"eccesso di peso". Per l'istruzione è stata selezionata l'"uscita precoce dal sistema di istruzione e formazione". Per la dimensione lavoro, gli indicatori scelti sono il tasso di mancata partecipazione al lavoro e il rapporto tra i tassi di occupazione delle donne con figli e senza figli. Per la sicurezza personale, si è definito un indicatore di criminalità predatoria, partendo da tre indicatori elementari presenti nel Rapporto BES, ottenuto come somma delle vittime di furti in abitazione, rapine e borseggi espresso in rapporto alla popolazione. Per la dimensione rapporto tra cittadino e amministrazione pubblica, la scelta si è appuntata sull'indice di efficienza della giustizia civile.

Per la sostenibilità ambientale del benessere, le variabili scelte per valutare la capacità del sistema di preservare le possibilità per le generazioni future ed evidenziare l'esistenza di abusi nell'utilizzo del capitale naturale riguardano le "emissioni di CO2 e di altri gas clima alteranti" e un indicatore di "abusivismo edilizio" in via temporanea, in attesa di poter adottare l'indicatore "consumo di suolo", quando i dati avranno una qualità adeguata.

ultimo aggiornamento: 6 febbraio 2018

La Relazione 2020 aggiorna la previsione degli indicatori BES per il triennio in corso in base agli effetti della legge di Bilancio 2020-2022. Il quadro programmatico per il successivo triennio sarà presentato dal Governo nell'Allegato BES che accompagna il Documento di Economia e Finanza (DEF) previsto per aprile 2020.I dodici indicatori su cui verte la Relazione, selezionati nel 2017 dal Comitato BES, afferiscono a otto dei dodici domini del benessere individuati dalla metodologia seguita dall'Istat nei propri rapporti BES.

Nella Sintesi dei principali risultati si evidenzia che la Legge di Bilancio per il 2020 e i provvedimenti collegati di recente approvati dal Parlamento coinvolgono tutti i principali aspetti del Benessere Equo e Sostenibile, dall'inclusione sociale all'ambiente, dalla famiglia al reddito disponibile, dalla salute alla sicurezza. Nel corso del triennio 2016-2018, per cui si hanno a disposizione dati definitivi forniti dall'Istat, gli indicatori BES mostrano andamenti differenziati, ma nel complesso è possibile tracciare un percorso di miglioramento che dovrebbe rafforzarsi nell'orizzonte temporale della Legge di Bilancio.

Con riferimento al dominio 'Benessere economico' l'indicatore reddito medio disponibile aggiustato pro capite che comprende i benefici erogati alle famiglie tramite le politiche pubbliche, stimato in aumento di 1,6 punti percentuali nel 2019, è previsto crescere del 2,2 per cento nel 2020 e del 2,7 nel 2021 e 1,8 nel 2022, con un incremento di oltre 1.500 euro rispetto al 2019, quando era pari a poco più di 23 mila euro. L'indice di disuguaglianza del reddito disponibile, misurata dal rapporto fra il quintile più alto e quello più basso, è previsto in discesa dal livello di 6,0 del 2018 a quota 5,6 nel 2021 e 2022. Anche per il terzo indicatore di benessere economico monitorato nella Relazione, la povertà assoluta, si prevede un marcato miglioramento. 

Le misure più rilevanti in termini di potenziale impatto sugli indicatori che afferiscono al benessere economico riguardano: la riduzione della pressione fiscale (sterilizzazione della clasuola di salvaguardia IVA e Fondo per la riduzione del carico fiscale sui lavoratori dipendenti); gli investimenti pubblici (Fondo investimenti Amministrazioni centrali con una dotazione complessiva di 20,8 miliardi di euro per gli anni dal 2020 al 2034); la competitività, lo sviluppo e le imprese (proroga detrazioni fiscali per interventi di efficienza energetica e di ristrutturazione edilizia; transizione 4.0; credito d'imposta per investimenti in ricerca, innovazione tecnologica e altre attività innovative per la competitività delle imprese; nuova Sabatini; proroga del credito d'imposta per gli investimenti nel Mezzogiorno; fondo "Cresci al Sud"; rifinanziamento degli interventi di riconversione e riqualificazione produttiva di aree di crisi; sport Bonus); il pubblico impiego, la famiglia e le prestazioni sociali.

 Passando al dominio ‘Salute', i due indicatori monitorati nella Relazione sono la speranza di vita in buona salute alla nascita e la popolazione adulta eccesso di peso o obesa. Durante l'ultimo decennio, il primo dei due indicatori è salito sensibilmente dal 2009 al 2016, passando da 56,4 a 58,8 anni, per poi ridursi lievemente nei due anni successivi, a 58,5 nel 2018. Lungo tutto il periodo considerato, invece, la speranza di vita alla nascita ha seguito un trend crescente, passando da 81,4 anni nel 2009 a 83,0 nel 2018. Il secondo indicatore, l'eccesso di peso, invece, dal 2016 è stabile e pari al 44,8 per cento della popolazione residente in Italia.

Le misure presenti nella Legge di Bilancio 2020 da un lato favoriscono il miglioramento delle infrastrutture sanitarie e aumentano la disponibilità delle apparecchiature mediche, d'altro canto sono incrementate le risorse per la formazione specialistica dei medici. La Legge di Bilancio interviene anche con l'abolizione della quota fissa di partecipazione al costo delle prestazioni sanitarie ("superticket"), rendendone più facile l'accesso agli utenti, e introducendo delle misure che vorrebbero favorire il minor consumo di zuccheri e di tabacco (c.d. "sugar tax" e accise sul tabacco) e la maggiore disponibilità di impianti sportivi (sport bonus). Sono da ritenere rilevanti per il dominio ‘salute' anche le misure introdotte per l'ambiente.

Con riferimento al dominio ‘Istruzione e formazione' è stato individuato l'indicatore uscita precoce dal sistema di istruzione e formazione. La percentuale di giovani che escono prematuramente dalla formazione è scesa sensibilmente fino al 2016, passando dal 22,1 per cento nel 2005 al 13,8 per cento. Nell'ultimo biennio per cui si hanno dati ufficiali, tuttavia, essa è risalita, al 14,5 per cento nel 2018. L'analisi contenuta in questa Relazione mostra che l'incremento dell'uscita precoce è probabilmente dovuto ad un travaso verso l'occupazione.

La Legge di Bilancio 2020 prevede nuove risorse per gli insegnanti di sostegno, per le retribuzioni dei docenti e per la loro formazione. Inoltre, si incrementano le risorse per borse di studio universitarie e si introducono miglioramenti per gli Istituti tecnici superiori, dotandoli anche di risorse aggiuntive per investimenti.

Per il dominio ‘Lavoro e conciliazione dei tempi di vita' gli indicatori di riferimento sono il tasso di mancata partecipazione al lavoro e il rapporto tra tasso di occupazione delle donne 25-49 anni con figli in età prescolare e delle donne senza figli. Per il primo indicatore le proiezioni indicano una discesa fino al 17,7 per cento nel 2022. Ciò riporterebbe il Paese ad un livello intermedio fra quello del 2010 e quello del 2011, ma ancora superiore ai livelli pre-crisi (14,5 per cento nel 2006). Il secondo mostra qualche criticità negli anni più recenti, nel senso che l'occupazione delle donne senza figli è salita relativamente di più di quella delle donne con figli.

Le misure più rilevanti per favorire le assunzioni intervengono sia dal lato della domanda di lavoro, attraverso degli incentivi per le assunzioni o degli sgravi contributivi, sia dal lato dell'offerta con misure a favore della famiglia.

Con riferimento al dominio ‘Sicurezza' l'indicatore prescelto è l'indice di criminalità predatoria che sintetizza tre sotto-indicatori: il numero di rapine, furti in abitazione e borseggi per mille abitanti. Avendo raggiunto un massimo di 24,8 nel 2014, l'indice è sceso a 18,8 nel 2018.

La Legge di Bilancio 2020 finanzia nuove assunzioni nelle Forze di polizia e prevede risorse aggiuntive per il lavoro straordinario delle stesse. Inoltre, è prevista la proroga fino al 31 dicembre 2020 dell'impiego di un contingente pari a 7.050 unità di personale militare appartenente alle Forze Armate per il controllo del territorio in concorso e congiuntamente alle Forze di polizia.

Per quanto riguarda il dominio ‘Politica e istituzioni' l'indicatore selezionato è l'indice di efficienza della giustizia civile (la durata media dei processi civili): dopo il picco di 505 giorni registrato nel 2014, è sceso a 429 giorni nel 2018.

In prospettiva, un contributo alla riduzione della durata dei procedimenti civili potrà venire dall'aumento della dotazione organica del personale di magistratura finanziato con la Legge di Bilancio 2019. Positive ricadute si avranno anche dall'introduzione nella Legge di Bilancio 2020 di una maggiore flessibilità delle piante organiche a livello distrettuale, dalle previste assunzioni di personale amministrativo per il triennio 2019-21 e dalla digitalizzazione del processo civile telematico presso la Corte di Cassazione e gli Uffici del giudice di pace.

Con riferimento al dominio ‘Ambiente' l'indicatore selezionato è emissioni pro capite di CO2 e altri gas climalteranti. Negli anni recenti tale indicatore ha registrato una significativa diminuzione, passando da un livello di 9,6 tonnellate nel 2008 ad un minimo di 7,2 nel 2014. Con la ripresa dell'economia, il valore è lievemente risalito a 7,4 nel triennio 2015-2017. Secondo dati provvisori, esso sarebbe diminuito, a 7,3, nel 2018. Le stime presenti nella Relazione indicano che le emissioni pro-capite di CO2 diminuiranno ulteriormente nel prossimo triennio, da 7,3 tonnellate nel 2018 a 7,1 tonnellate nel 2021 e 2022..

Le misure previste dalla Legge di Bilancio, dal Decreto Fiscale, dal Decreto Clima e dal Decreto Milleproroghe da un lato promuovono interventi per l'efficientamento energetico degli edifici e delle scuole, d'altro lato promuovono l'uso di veicoli a basse o zero emissioni e prevedono una serie di interventi volti a incentivare l'adozione di strategie produttive ecosostenibili da parte delle imprese. Sono stanziate risorse, per poco meno di 60 miliardi di euro per gli anni 2020-2034, a favore di investimenti sostenibili nell'ambito del Green New Deal e per gli investimenti "verdi" da parte delle amministrazioni centrali, i comuni, le regioni, le province e le città metropolitane.

Infine, la Relazione monitora l'indice di abusivismo edilizio all'interno del dominio ‘Paesaggio e patrimonio culturale'. Dopo un biennio di sostanziale stazionarietà, il numero di costruzioni abusive per cento costruzioni edificate legalmente nel corso del 2018 è diminuito rispetto all'anno precedente pur rimanendo ad un livello più che doppio rispetto al punto di minimo della serie registrato nel 2007. Permane anche nel 2018 un'ampia eterogeneità dell'indicatore tra le cinque ripartizioni territoriali.

Nella Legge di Bilancio non sono presenti misure indirizzate direttamente al fenomeno dell'abusivismo, ma sono introdotte varie misure che favoriscono la sostenibilità del territorio, la rigenerazione e il decoro urbano, la riforestazione, la creazione delle zone economiche ambientali (ZEA) e la messa in sicurezza del territorio e degli edifici.

ultimo aggiornamento: 21 febbraio 2020
 
dossier
 
Obiettivi Agenda 2030
L'agenda globale per lo sviluppo sostenibile
 
temi di Politica economica e finanza pubblica
 
-