tema 19 giugno 2020
Studi - Affari esteri La Comunità internazionale e l'attuazione dell'Agenda globale per lo sviluppo sostenibile

Il 1° gennaio 2016 sono entrati in vigore a livello internazionale l'Agenda globale per lo sviluppo sostenibile e i relativi Obiettivi di sviluppo sostenibile (SDGs) adottati all'unanimità dagli Stati membri delle Nazioni Unite. Gli Stati membri ONU si sono impegnati a raggiungerli entro il 2030. L'Agenda 2030 e gli SDGs sono il nuovo quadro di riferimento per lo sviluppo, dopo la conclusione della fase degli Obiettivi di Sviluppo del Millennio (MDGs).

La realizzazione dei nuovi Obiettivi di sviluppo è affidata all'impegno di tutti gli Stati. La loro attuazione a livello nazionale, che ha il suo cardine nell'adozione di "strategie nazionali di sviluppo sostenibile", come quella approvata dal nostro Paese nel dicembre 2017 (SNSvS), non è più circoscritta alla dimensione economica dello sviluppo ma è affiancata alla realizzazione degli altri due pilastri fondamentali: l'inclusione sociale e la tutela dell'ambiente.

Il costante monitoraggio del processo d'attuazione dell'Agenda globale, che investe le competenze di attori internazionali, nazionali e locali, sollecitato dagli organismi delle Nazioni Unite e dall'Unione interparlamentare, ha portato la Commissione Affari esteri a deliberare all'unanimità lo svolgimento di un'indagine conoscitiva sull'azione internazionale dell'Italia per l'attuazione dell'Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile: l'efficacia del quadro normativo nazionale e del sistema italiano di cooperazione.

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L'Agenda globale per lo Sviluppo sostenibile e gli Obiettivi di Sviluppo sostenibile (Sustainable Development Goals- SDGs), da raggiungere entro il 2030, sono stati approvati a New York il 25 settembre 2015, quando i 193 Paesi membri delle Nazioni Unite hanno adottato all'unanimità la risoluzione 70/1  "Trasformare il nostro mondo: l'Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile".

L'Agenda è entrata in vigore il 1°gennaio 2016, ed ha sostituito i precedenti Obiettivi di Sviluppo del Millennio (Millennium Development Goals - MDGs) che avevano orientato l'azione internazionale di supporto allo sviluppo nel periodo 2000-2015 (qui il link al report finale).

L'Agenda globale comprende 17 Obiettivi e 169 ‘target' o traguardi

 Gli obiettivi, interconnessi e indivisibili, bilanciano le tre dimensioni dello sviluppo sostenibile: crescita economica, inclusione sociale, tutela dell'ambiente, estendendo l'Agenda 2030 dal solo pilastro sociale previsto dagli Obiettivi del Millennio agli altri due pilastri, economico ed ambientale.

 Gli SGDs si incardinano sulle c.d. cinque P:

  •   Persone: eliminare fame e povertà in tutte le forme e garantire dignità e  uguaglianza;
  •   Prosperità: garantire vite prospere e piene in armonia con la natura;
  •   Pace: promuovere società pacifiche, giuste e inclusive;
  •   Partnership: implementare l'agenda attraverso solide partnership;
  •  Pianeta: proteggere le risorse naturali e il clima del pianeta per le generazioni future.

 Questi i 17 obiettivi di sviluppo sostenibile:

  1. sconfiggere la povertà: porre fine ad ogni forma di povertà nel mondo;
  2. sconfiggere la fame: porre fine alla fame, raggiungere la sicurezza alimentare, migliorare la nutrizione, promuovere un'agricoltura sostenibile;
  3. salute e benessere: assicurare la salute e il benessere per tutti e per tutte le età;
  4. istruzione di qualità: fornire un'educazione di qualità, equa ed inclusiva, e opportunità di apprendimento permanente per tutti;
  5. parità di genere: raggiungere l'uguaglianza di genere e l'empowerment (maggiore forza, autostima e consapevolezza) di tutte le donne e le ragazze;
  6. acqua pulita e igiene: garantire a tutti la disponibilità e la gestione sostenibile dell'acqua e delle strutture igienico sanitarie;
  7. energia pulita e accessibile: assicurare a tutti l'accesso a sistemi di energia economici, affidabili, sostenibili e moderni;
  8. lavoro dignitoso e crescita economica: incentivare una crescita economica duratura, inclusiva e sostenibile, un'occupazione piena e produttiva ed un lavoro dignitoso per tutti;
  9. imprese, innovazione e infrastrutture: costruire un'infrastruttura resiliente e promuovere l'innovazione ed una industrializzazione equa, responsabile e sostenibile;
  10. ridurre le disuguaglianze: ridurre l'ineguaglianza all'interno di e fra le nazioni;
  11. città e comunità sostenibili: rendere le città e gli insediamenti umani inclusivi, sicuri, duraturi e sostenibili;
  12. consumo e produzione responsabili: garantire modelli sostenibili di produzione e di consumo;
  13. lotta contro il cambiamento climatico: promuovere azioni, a tutti i livelli, per combattere il cambiamento climatico;
  14. vita sott'acqua; conservare e utilizzare in modo durevole gli oceani, i mari e le risorse marine per uno sviluppo sostenibile;
  15. vita sulla terra: proteggere, ripristinare e favorire un uso sostenibile dell'ecosistema terrestre, gestire sostenibilmente le foreste, contrastare la desertificazione, arrestare e far retrocedere il degrado del terreno, e fermare la perdita di diversità biologica;
  16. pace, giustizia e istituzioni forti: promuovere società pacifiche e più inclusive per uno sviluppo sostenibile; offrire l'accesso alla giustizia per tutti e creare organismi efficienti, responsabili e inclusivi a tutti i livelli;
  17. partnership per gli obiettivi; rafforzare i mezzi di attuazione e rinnovare il partenariato mondiale per lo sviluppo sostenibile.

Il percorso di definizione dell'Agenda 2030 ha visto un elevato livello di partecipazione non solo del sistema delle Nazioni Unite e degli Stati membri, ma anche di attori della società civile internazionale, con conseguente ampia produzione di proposte e documenti che ha reso complessa la sintesi in un testo unitario

L'adozione dell'Agenda globale delle Nazioni Unite per lo Sviluppo Sostenibile e degli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile 2030 rappresenta un evento storico da più punti di vista, in quanto:

  • è stato espresso un chiaro giudizio sull'insostenibilità del precedente modello di sviluppo, non solo sul piano ambientale, ma anche su quello economico e sociale: si è quindi superata l'idea che la sostenibilità sia una questione esclusivamente ambientale e si è affermata una visione integrata delle diverse dimensioni dello sviluppo;
  • tutti i paesi, senza più distinzione tra sviluppati, emergenti e in via di sviluppo, sono chiamati a contribuire allo sforzo necessario a portare il mondo sul percorso della sostenibilità. Pertanto ogni paese deve impegnarsi a definire una propria strategia nazionale di sviluppo sostenibile (SNSvS), che consenta di raggiungere i relativi obiettivi, dando conto dei risultati conseguiti all'interno di un processo coordinato dall'ONU;
  • l'attuazione dell'Agenda richiede un forte coinvolgimento di tutte le componenti della società, dalle imprese al settore pubblico, dalla società civile alle istituzioni filantropiche, dalle università e centri di ricerca agli operatori dell'informazione e della cultura.
ultimo aggiornamento: 12 marzo 2020

La cornice finanziaria, onnicomprensiva e coerente con il conseguimento degli SDGs è stata delineata con il Piano d'azione di Addis Abeba. Sottoscritto nel luglio 2015 dai 193 Paesi membri delle Nazioni Unite nel corso della Terza Conferenza Internazionale per il finanziamento allo sviluppo tenutasi nella capitale etiope, il Piano individua oltre cento misure concrete per fare fronte alle sfide economiche, sociali ed ambientali che il mondo deve affrontare.

Il Piano d'azione di Addis Abeba indica l'integrazione a livello nazionale dei piani di finanziamento quale condizione necessaria per favorire l'affluenza di tutti i flussi finanziari - pubblici e privati - destinati al conseguimento degli obiettivi di sviluppo sostenibile. A partire da ciò, il Piano delinea un nuovo modello di sviluppo sostenibile, incentrato sulla buona governance e sulla condivisione delle responsabilità a tutti i livelli. Viene sottolineato il carattere prioritario dell'azione a livello nazionale - compresa la mobilitazione delle risorse -, l'importanza della predisposizione di politiche favorevoli e coerenti e il ruolo del settore privato; quanto a tale ultimo aspetto, il documento sottolinea in più punti l'importanza di allineare gli investimenti privati al conseguimento degli SDSs. I Paesi vengono invitati a predisporre misure idonee a migliorare l'imposizione fiscale e a contrastare sia l'evasione, sia i flussi finanziari illeciti. L'Assemblea Generale delle Nazioni Unite ha adottato il piano il 27 luglio 2015 con la Risoluzione 69/313, come parte integrale dell'Agenda 2030 per lo Sviluppo sostenibile.

Tra le più recenti analisi dell'attuazione delle previsioni del Piano e, più in  generale, del quadro del finanziamento internazionale allo sviluppo, si segnala il Financing for Sustainable Development Report 2020, curato dalle Nazioni Unite in collaborazione con 60 agenzie della Inter-Agency Task Force on Financing for Decelopment, che riunisce agenzie Onu e organizzazioni internazionali partner. Il documento, pubblicato il 4 aprile 2020, elaborato tenendo presente la gravissima crisi economica, sociale e sanitaria provocata dalla pandemia COVID–19, invita i governi ad agire con rapidità con misure adeguate per rispondere ai bisogni immediate e prevenire una crisi globale del debito dalle conseguenze potenzialmente devastanti.

In particolare il Rapporto 2020, nel sottolineare la gravità della situazione in cui versano i paesi poveri, che già prima dello sviluppo della pandemia rischiavano una contrazione del reddito procapite, rivolge un appello urgente ai governi per l'adozione di una serie di misure tra cui :

  • sospendere i pagamenti del debito ai paesi meno sviluppati e ad altri paesi a basso reddito che ne facciano richiesta;
  • mantenere la stabilità finanziaria attraverso la fornitura di liquidità e il rafforzamento della rete di sicurezza finanziaria globale;
  • alleviare la forte contrazione dell'attività economica e sostenere i paesi più bisognosi mediante una risposta coordinata a livello globale che comprenda l'espansione della spesa pubblica per la salute, il congedo sanitario retribuito, i trasferimenti pubblici, la riduzione del debito e altre misure a livello nazionale;
  • aumentare i finanziamenti agevolati da fonti internazionali;
  • eliminare le barriere commerciali che influenzano le catene di approvvigionamento per incoraggiare il commercio internazionale e stimolare una crescita inclusiva.

Viene inoltre sottolineata la necessità che i paesi donatori, nonostante le pressioni a livello nazionale, invertano la tendenza a ridurre l'aiuto pubblico allo sviluppo, che in questa fase è ancora più essenziale per paesi meno sviluppati.

Il Rapporto contiene altresì proposte di politica pubblica volte a sfruttare il potenziale delle tecnologie digitali, che poste in primo piano di fronte pandemia COVID-19, hanno reso possibile il telelavoro e hanno permesso di dare continuità a diverse attività economiche e formative. Tuttavia, l'accesso alle tecnologie digitali soffre ancora di notevoli lacune si stima, infatti, che quasi la metà della popolazione mondiale non abbia accesso a Internet.

 

Nel presentare il documento, il Segretario generale delle Nazioni Unite, António Guterres, ha affermato che la comunità internazionale non è ancora riuscita a formulare una strategia globale che permetta ai paesi in via di sviluppo di creare le condizioni per affrontare il COVID-19 e le sue conseguenze sulle popolazioni. Ha inoltre sottolineato che è necessaria una risposta multilaterale globale, coordinata e su larga scala equivalente ad almeno il 10% del PIL globale.

ultimo aggiornamento: 22 giugno 2020

Il ruolo centrale a livello globale nel controllo sull'adozione dell'Agenda 2030 e sui risultati delle politiche poste in essere a tale scopo, di cui i Governi sono i primi responsabili, è assegnato all'High-level Political Forum on Sustainable Development-HLPF. Fanno parte dell'HLPF tutti gli Stati membri delle Nazioni Unite e gli Stati membri di agenzie specializzate. Il compito dell'HLPF, che è la principale piattaforma Onu sullo sviluppo sostenibile, è quello di valutare i progressi, i risultati e le sfide per tutti i Paesi, nonché di assicurare che l'Agenda resti "rilevante ed ambiziosa". Le modalità e la tempistica della valutazione di progressi e risultati (follow-up and review) sono state individuate con la  risoluzione 70/299 dell'Assemblea Generale (29 luglio 2016). Nel documento si sottolinea che obiettivo della piattaforma, messa a punto dal dipartimento per gli Affari economici e sociali delle Nazioni Unite (UNDesa), è raccogliere e pubblicare le Voluntary National Reviews-VNR al fine di "facilitare la condivisione di esperienze, successi, sfide e lezioni apprese".

La decisione di istituire l'HLPF era stata adottata alla Conferenza Onu sullo sviluppo sostenibile di Rio de Janeiro (Rio+20, 20-22 giugno 2012), dedicata alla definizione di un'Agenda di sviluppo sostenibile da adottare per il periodo successivo al 2015, esaurita la fase degli Obiettivi del Millennio. La composizione e gli aspetti organizzativi dell'High-level Political forum on Sustainable Development sono stati stabiliti dalla successiva risoluzione 67/290 dell'Assemblea Generale (9 luglio 2013).

L'HLPF si riunisce ogni anno, a livello ministeriale, sotto l'egida del Comitato Economico e Sociale (ECOSOC) dell'ONU; ogni quattro anni la riunione, che prevede la partecipazione di Capi di Stato e di Governo, si svolge sotto l'egida dell'Assemblea Generale (GA).

Il Forum può adottare dichiarazioni politiche negoziate a livello intergovernativo.

L'High-level Political Forum on Sustainable Development 2016, il primo dall'adozione dell'Agenda 2030, si è svolto a New York dall'11 al 20 luglio 2016 (ministerials days 18-20 luglio) incentrandosi sul tema "Ensuring that no one is left behind". Durante la sessione si sono svolte le voluntary reviews - VNR di 22 paesi e reviews tematiche del progresso sugli obiettivi di sviluppo sostenibile, mentre una serie di eventi collaterali si è focalizzata su partenariato e formazione.

L'High-level Political Forum 2017 (New York 10-19 luglio, ministerial meeting 17-19 luglio) intitolato "Eradicating poverty and promoting prosperity in a changing world" si è concentrato sui goals 1 (povertà zero), 2 (fame zero), 3 (salute e benessere), 5 (uguaglianza di genere), 9 (industria, innovazione e infrastrutture), 14 (vita sottomarina) e 17 (partnership finalizzata al raggiungimento degli obiettivi). Da questo link  l'accesso alle background notes che riferiscono lo stato dell'arte generale di ciascuno dei goal considerati. Nel 2017, 43 paesi, tra i quali l'Italia, si sono sottoposti alla VNR.

L'High-level Political Forum 2018, (New York il 9-18 luglio 2018) dedicato a "Transformation towards sustainable and resilient societies", si è focalizzato sugli obiettivi 6 (Acqua pulita),7 (Energia pulita e accessibile),11 (Città e comunità sostenibili),12 Consumo e produzione responsabili,15 (La vita sulla terra) e, come ogni anno, 17 (partnership).

Infine, l'High-level Political Forum 2019, (New York il 9-18 luglio 2019) "Empowering people and ensuring inclusiveness and equality", si è incentrato sugli obiettivi 4 (istruzione di qualità), 8 (lavoro dignitoso e crescita economica), 10 (riduzione delle disuguaglianze), 13 (lotta contro il cambiamento climatico), 16 (promozione di pace, giustizia e istituzioni forti) e, come ogni anno, 17 (partnership).

Il formato e gli aspetti organizzativi dell'HLPF sono stati oggetto di revisione in occasione della 74a sessione dell'Assemblea generale delle Nazioni Unite. La revisione, prevista dalla risoluzione A/RES/70/299 del 2016, è finalizzata a trarre profitto dalle lessons learned del primo ciclo quadriennale del Forum (2016-2019) come pure dagli esiti degli altri processi riguardanti il follow-up e la revisione dell'attuazione dell'Agenda 2030. Le discussioni che si sono svolte in 74 a sessione sono state preparate da un incontro del gruppo di esperti (New York, 6-7 maggio 2019) cui hanno partecipato gli Stati membri HLPF, rappresentanti del sistema delle Nazioni Unite, esperti, esponenti del mondo accademico e altre parti interessate (qui il link agli esiti dell'incontro). Nella prima decade di luglio 2019 ai membri dell'HLPF è stato sottoposto un questionario volto a raccoglierne le valutazioni sul primo quadriennio di attività. l fine di migliorare il meccanismo il documento indica 5 punti fondamentali: aumentare la partecipazione della società civile; aumentare l'attenzione sulle interconnessioni tra gli SDG, sulle soluzioni e sulle raccomandazioni concrete; agevolare una riflessione critica costruttiva sulle VNR;
aumentare il tempo per le presentazioni VNR a favore un maggiore approfondimento; favorire discussioni più coinvolgente e meno pre impostate (i risultati dell'indagine sono consultabili qui). 

Per la prima volta dall'adozione degli Obiettivi di sviluppo sostenibile, il Forum politico di alto livello delle Nazioni Unite (UN High Level Political Forum-HLPF) del 24-25 settembre 2019, evento speciale, denominato Summit SDGs, si è svolto sotto gli auspici dell'Assemblea Generale. Nel corso del summit i capi di Stato e di governo hanno adottato una dichiarazione politica dove viene assunto l'impegno ad accelerare la realizzazione degli obiettivi nel prossimo decennio. Inoltre, i governi e gli stakeholders sono stati chiamati a compiere azioni concrete di accelerazione (SDG Acceleration Actions) a sostegno dell'Agenda 2030 e degli Obiettivi di sviluppo sostenibile e a registrare tali impegni, che hanno carattere volontario, nell'apposito form on line (qui il link). Nel corso del vertice è stato presentato il Global Sustainable Development Report 2019 nel quale viene rilevata l'insostenibilità dell'attuale modello di sviluppo nonché il rischio che i progressi conseguiti nei due decenni che abbiamo alle spalle possano mutare di segno a causa sia dell'aggravarsi delle diseguaglianze sociali, sia del deterioramento dell'ambiente naturale; ciò rende indifferibile la modifica delle politiche, degli incentivi e delle azioni di sviluppo.

L'High-level Political Forum 2020  (Accelerated action and transformative pathways: realizing the decade of action and delivery for sustainable development) si terrà il prossimo 7-16 luglio, sempre a New York; il meeting a livello ministeriale è previsto per le giornate del 14-16 luglio. In tale occasione, 51 Paesi presenteranno la propria VNR, 28 per la prima volta, 22 per la seconda volta e 1 per la terza volta (qui il link al database).

ultimo aggiornamento: 13 marzo 2020

Le revisioni nazionali volontarie-VNR (Voluntary National Review) fanno parte dei meccanismi di follow up e revisione dell'Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile; il paragrafo 79 dell'Agenda stessa, infatti, incoraggia gli Stati membri a "condurre revisioni regolari e inclusive dei progressi a livello nazionale e sub-nazionale" su base volontaria. Il successivo paragrafo 84 stabilisce che le revisioni devono essere guidate dallo Stato in esame, con il coinvolgimento di più stakeholder.

 Le VNR sono finalizzate a facilitare la condivisione di esperienze e sono alla  base delle revisioni periodiche dell'HLPF finalizzate, a loro volta, ad accelerare l'attuazione dell'Agenda 2030. I Paesi che si sottopongono a VNR presentano relazioni scritte rese disponibili nel database VNR, dove confluiscono anche i dati relativi ai risultati conseguiti.

L'Italia si è sottoposta alla sua prima VNR nel 2017 (qui il link alla pagina).

ultimo aggiornamento: 13 marzo 2020

La Strategia nazionale per lo sviluppo sostenibile-SNSvS presentata al Consiglio dei Ministri il 2 ottobre 2017, è stata  approvata dal CIPE il 22 dicembre 2017. Essa definisce  le  linee direttrici  delle  politiche   economiche,   sociali   e   ambientali finalizzate a raggiungere gli obiettivi di sviluppo sostenibile entro il 2030.

L'SNSvS  è strutturata in cinque aree, corrispondenti alle "5P" dello sviluppo sostenibile proposte dall'Agenda 2030, ciascuna delle quali contiene Scelte Strategiche e Obiettivi Strategici per l'Italia, correlati agli SDGs dell'Agenda 2030:

Persone: contrastare povertà ed esclusione sociale e promuovere salute e benessere per garantire le condizioni per lo sviluppo del capitale umano;

Pianeta: garantire una gestione sostenibile delle risorse naturali, contrastando la perdita di biodiversità e tutelando i beni ambientali e colturali;

Prosperità: affermare modelli sostenibili di produzione e consumo, garantendo occupazione e formazione di qualità;

Pace: promuovere una società non violenta ed inclusiva, senza forme di discriminazione. Contrastare l'illegalità;

Partnership: intervenire nelle varie aree in maniera integrata.

Il documento identifica, inoltre, un sistema di vettori di sostenibilità, definiti come ambiti di azione trasversali e leve fondamentali per avviare, guidare, gestire e monitorare l'integrazione della sostenibilità nelle politiche, nei piani e nei progetti nazionali.

Come precisato nel testo della premessa della SNSvS, a livello nazionale l'attuazione della Strategia deve raccordarsi con i documenti programmatici esistenti, in particolare con il Programma Nazionale di Riforma (PNR) e più in generale il Documento di Economia e Finanza-DEF (nel quale, ai sensi dell'art. 10, comma 5, della legge 163/2016 di riforma della legge di bilancio, sono inclusi gli indicatori di benessere equo e sostenibile BES). Inoltre, le azioni proposte e gli strumenti operativi devono conciliarsi con gli obiettivi già esistenti e vincolanti a livello comunitario. Anche l'Unione Europea, infatti, è impegnata nel recepimento e definizione dei principi dell'Agenda 2030 di sviluppo sostenibile; pertanto, le modalità di declinazione degli obiettivi a livello comunitario sono destinate a rappresentare un'indicazione importante per i Paesi Membri nella definizione finale dei rispettivi obiettivi strategici.

A livello centrale il lavoro di definizione della SNSvS è stato condotto dal Ministero dell'Ambiente, dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri, dal Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale e dall Ministero dell'Economia. Nella fase di sviluppo sono state coinvolte sia le amministrazioni centrali e regionali, sia il mondo della ricerca e il mondo accademico. Quanto alla partecipazione della società civile, è stato adottato un approccio bottom up, che ha valorizzato la raccolta di istanze e di apporti capaci di contribuire all'individuazione di sfide e priorità da affrontare.

Il coordinamento dell'attuazione della strategia, cui concorrono politiche di competenza di numerosi  Ministeri, viene esercitato dalla Presidenza del Consiglio dei ministri. Al fine di attuare tale coordinamento, con la direttiva del Presidente del Consiglio dei Ministri del 16 marzo 2018 (Indirizzi per l'attuazione dell'Agenda 2030 delle Nazioni Unite e della Strategia nazionale per lo sviluppo sostenibile) è stata istituita, presso la Presidenza del Consiglio dei ministri, la Commissione nazionale per lo sviluppo sostenibile. Presieduta dal Presidente del Consiglio dei ministri e composta dai Ministri, dal Presidente della Conferenza delle Regioni, dal Presidente dell'Unione delle province d'Italia e dal Presidente dell'Associazione nazionale dei comuni italiani, la Commissione discute e approva una relazione annuale sull'attuazione della Strategia nazionale per lo sviluppo sostenibile, anche al fine di assicurare l'aggiornamento tempestivo della Strategia. Per lo svolgimento di tale attività, la Commissione si avvale del supporto delle Amministrazioni competenti.

Si segnala l'istituzione, presso la Presidenza del Consiglio dei ministri, della cabina di regia "Benessere Italia" che,  dopo essere stata annunciata nel maggio 2019 dal Presidente del Consiglio Conte, ha svolto la prima riunione il 9 luglio 2019. La cabina di regia assicura supporto tecnico-legislativo al Presidente del Consiglio nel coordinamento delle politiche del governo in materia di qualità della vita e dello sviluppo sostenibile (BES) e la Strategia nazionale per lo sviluppo sostenibile (SNSvS) in rispetto all'Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile delle Nazioni Unite; a tale fine, essa coordina e monitora le attività specifiche dei ministeri, assiste le Regioni, le Province autonome e gli Enti locali nella promozione di buone pratiche sul territorio ed elabora specifiche metodologie e linee guida per la rilevazione e la misurazione degli indicatori della qualità della vita. Per la sua attività la cabina di regia si avvale di un comitato di esperti composto dai presidenti dell'Istituto nazionale di statistica, del Consiglio nazionale delle ricerche, dell'Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale, dell'Istituto nazionale per la previdenza sociale e di cui sono parte anche il prof. Enrico Giovannini, portavoce dell'ASVIS, ed altri esperti del mondo accademico

Dal punto di vista della partecipazione della società civile e della diffusione degli Obiettivi di sviluppo sostenibile, una realtà significativa è rappresentata dall'Alleanza italiana per lo sviluppo sostenibile (ASviS). Si tratta di un'organizzazione creata il 3 febbraio 2016 su iniziativa della Fondazione Unipolis e dell'Università di Roma "Tor Vergata", che ha come scopo la  diffusione, a livello sociale ed istituzionale, della conoscenza e della consapevolezza dell'importanza dell'Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile. ASVIS realizza le proprie attività grazie ai contributi finanziari e operativi dei suoi membri, ad oggi circa 220 tra istituzioni e organizzazioni della società civile di diversa natura: tra esse figurano, infatti, associazioni rappresentative delle parti sociali, associazioni di enti territoriali, università e centri di ricerca, fondazioni, associazioni della società civile attive nelle materie riguardanti specifici obiettivi. 

Tra gli obiettivi dell'Alleanza rientra favorire la diffusione di una cultura della sostenibilità, contribuire alla definizione di una strategia italiana per il raggiungimento degli SGDs ed elaborare un sistema di monitoraggio degli stessi.

Dal 2017 l'ASviS organizza ogni anno il Festival dello Sviluppo Sostenibile, manifestazione finalizzata a sensibilizzare e mobilitare cittadini, giovani, imprese, associazioni e istituzioni sui temi della sostenibilità economica, sociale e ambientale e a diffondere la cultura della sostenibilità. In occasione del Festival 2019 l'Alleanza ha lanciato la call to action #MettiamoManoalFuturo con l'obiettivo di diffondere la conoscenza dell'Agenda 2030, favorire il confronto, condividere le iniziative e incentivare richieste "dal basso" per impegnare la leadership del Paese al rispetto degli accordi presi in sede Onu. Il convegno "Italia 2030: un Paese in via di sviluppo sostenibile", evento conclusivo del Festival, ha avuto luogo il 6 giugno nell'Aula del Palazzo dei Gruppi parlamentari della Camera dei Deputati. 

L'ASviS, redige annualmente un rapporto dove vengono presentate sia un' analisi dello stato di avanzamento dell'Italia rispetto all'Agenda 2030 e agli Obiettivi di Sviluppo sostenibile, sia proposte per l'elaborazione di strategie che possano assicurare lo sviluppo economico e sociale del paese. Il rapporto 2017 è stato presentato alla Camera dei Deputati il 28 settembre di quell'anno e il 4 ottobre 2018, sempre presso la Camera, è stato presentato il rapporto ASVIS 2018. Il rapporto 2019 è stato presentato all'Auditorium di Roma il 4 ottobre 2019.

L'analisi delle disposizioni della legge di bilancio per il 2020 alla luce dell'avanzamento del nostro Paese verso i 17 SDGs dell'Agenda 2030 dell'Onu è contenuta in uno specifico rapporto pubblicato il 26 febbraio 2020, che rappresenta il primo esercizio di questo tipo mai realizzato in Italia. Un analogo report dedicato all'esame dei progressi compiuti dai Paesi membri dell'Unione europea è stato rilasciato il 7 febbraio 2020.

Sull'Agenda 2030 e sul quadro dei progressi nel raggiungimento degli SDGs si veda il dossier curato dal Dipartimento Affari comunitari.

ultimo aggiornamento: 16 marzo 2020

Nei primi mesi della XVIII Legislatura, il 6 settembre 2018, la Commissione Affari esteri ha deliberato all'unanimità lo svolgimento di un'Indagine conoscitiva sull'azione internazionale dell'Italia per l'attuazione dell'Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile: l'efficacia del quadro normativo nazionale e del sistema italiano di cooperazione ai sensi dell'articolo 144, comma 1 del regolamento della Camera dei deputati.

L'indagine, che avrà termine il 31 dicembre 2020, intende mettere a fuoco il contributo del nostro Paese alla realizzazione degli Obiettivi dell'Agenda 2030 per lo Sviluppo Sostenibile. In continuità con i risultati delle indagini conoscitive promosse dalla Commissione esteri nelle due precedenti legislature, che si sono avvalse dell'ampia attività istruttoria svolta da comitati permanenti istituiti ad hoc, l'indagine intende promuovere una puntuale verifica dell'adeguatezza e dell'efficacia degli strumenti normativi nazionali. Il riferimento è alla legge n. 125/2014 (Disciplina generale sulla cooperazione internazionale per lo sviluppo), recentemente modificata, con riferimento all'organizzazione dell'Agenzia italiana per la cooperazione allo sviluppo-AICS, dalle disposizioni dell'art. 27-bis, del DL 162/2019  convertito, con modificazioni, dalla legge n. 8/2020 (Prorogatermini). La legge 125/2014 contiene la disciplina delle risorse organizzative e finanziarie poste a disposizione dall'Italia per l'attuazione degli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile. L'indagine, inoltre, intende monitorare, a oltre cinque anni dalla riforma del settore, effettuata con la citata legge 125/2014, la funzionalità del sistema italiano di cooperazione allo sviluppo, che trova nell'Agenda 2030 il suo orizzonte di riferimento. Ulteriore finalità dell'indagine è la valutazione di iniziative, aspetti finanziari ed eventuali rapporti con istituzioni internazionali utili a qualificare la posizione dell'Italia sulle diverse questioni globali, nonché l'individuazione delle modalità più opportune per dare maggiore visibilità, soprattutto nelle sedi europee, all'impegno italiano per la realizzazione dell'Agenda 2030. L'attività d'indagine, come integrata seguito della variazione di programma deliberata dalla Commissione nella seduta dell'11 dicembre 2019, si articola principalmente in audizioni di soggetti rilevanti ai fini dei temi trattati e, ove necessario, in sopralluoghi al di fuori della sede parlamentare, previa autorizzazione della Presidenza della Camera.

Sul sistema italiano di cooperazione allo sviluppo si veda il tema dedicato.

L'indagine ha preso avvio nella seduta della Commissione del 21 novembre 2018 con l'audizione del professor Enrico Giovannini, Portavoce dell'Alleanza Italiana per lo Sviluppo Sostenibile (ASviS), che ha dato conto dell'attività dell'associazione alla quale aderiscono oltre duecentoventi istituzioni e reti della società civile attivi sui temi dello sviluppo sostenibile. Giovannini ha anche evidenziato i punti chiave del rapporto ASVIS 2018, presentato proprio alla Camera il 4 ottobre, evidenziando la posizione dell'Italia rispetto agli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile e proponendo i suggerimenti di policy sviluppati in seno all'Alleanza. Nella successiva seduta del 16 gennaio 2019 si è svolta l'audizione di rappresentanti del Global Fund to fight AIDS, Tuberculosis and Malaria.

Le sedute dell'indagine conoscitiva si svolgono sia in sede plenaria, sia in sede di Comitato permanente per l'attuazione dell'Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile, organismo istituito - al pari di altri Comitati - all'interno della Commissione (con deliberazione del 5 dicembre 2018) e definito nella composizione nella seduta del 22 gennaio 2019, con il compito specifico di proseguire le attività istruttorie caratterizzanti l'indagine.

Nella seduta del 30 gennaio 2019 il Comitato permanente per l'attuazione dell'Agenda 2030 ha audito il direttore del Development Centre dell'OCSE per lo sviluppo sostenibile, Mario Pezzini, che ha illustrato gli scenari derivanti dal cambio della geografia economica del mondo, determinato dal fatto che nel decennio 2000-2010 ottantatre paesi hanno avuto un tasso di crescita più che doppio della media dei Paesi OCSE. Il 20 febbraio il Comitato ha ascoltato il Direttore Generale della Commissione europea per la cooperazione allo sviluppo, Stefano Manservisi e il 5 marzo la Viceministra degli affari esteri e della cooperazione internazionale, Emanuela Claudia Del Re.

Le successive audizioni hanno visto gli interventi di componenti del team di verificatori del Comitato per l'aiuto allo sviluppo dell'OCSE (OCSE-DAC) (7 marzo), rappresentanti dell'AIDOS- Associazione Italiana Donne per lo Sviluppo (27 marzo), Giorgio Marrapodi, Direttore Generale per la Cooperazione allo Sviluppo del MAECI (16 aprile), Alice Albright, Amministratrice Delegata della Global Partnership for Education (14 maggio), esponenti dell'Osservatorio per la salute globale, dell'Associazione Italiana Donne per lo Sviluppo-AIDOS, del Global Fund Advocates Network e di ACTION Global Health Advocacy Partnership (26 giugno), rappresentanti Coalizione italiana contro la povertà (GCAP) e della Federazione degli Organismi Cristiani Servizio Internazionale Volontario (FOCSIV) (23 luglio) e della Presidente della onlus Save the Planet (30 luglio). 

Il 17 ottobre si è svolta l'Audizione di una delegazione della Commissione parlamentare per il futuro della Repubblica di Finlandia. Si rammenta che la  Commissione, composta da diciassette deputati, svolge la funzione di think tank per le politiche di innovazione scientifica e tecnologica, interagendo direttamente con il Primo Ministro; il Governo finlandese è tenuto a pubblicare, almeno una volta durante il mandato, un rapporto (c.d. "Rapporto sul futuro") nel quale delinea le prospettive a lungo termine consiste nella predisposizione della reazione del Parlamento a tale rapporto, creando una proficua sinergia tra côté parlamentare e côté governativo. A partire dal 2017 anche l'attuazione delle misure comprese nell'Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile rientra nelle competenze della Commissione per il futuro. Il 29 ottobre la Commissione ha ricevuto in audizione rappresentanti dell'associazione Medici con l'Africa CUAMM, una tra le maggiori organizzazioni non governative sanitarie italiane per la promozione e la tutela della salute delle popolazioni africane. Il 30 ottobre in sede di Comitato si è svolta l'audizione di Filomena Maggino, Presidente della cabina di regia Benessere Italia istituita presso la Presidenza del Consiglio dei ministri, che ha sottolineato, in particolare, come la cabina sia stata concepita come uno strumento del Presidente del Consiglio che gli consente di monitorare e di costruire quelle politiche che, per loro naturale trasversalità nonché per gli effetti sistemici che ne derivano, non possono essere gestite da singoli ministeri. Nella seduta del 6 novembre la Commissione ha svolto l'audizione della Direttrice cooperazione internazionale allo sviluppo della Cassa depositi e prestiti, Antonella Baldino. Dopo aver rammentato che CDP assolve, come stabilito dalla legge 125/2014, i compiti di istituzione finanziaria per la cooperazione internazionale allo sviluppo, posizionandosi non come erogatore di risorse ma come motore finanziario di iniziative, Baldino ha sottolineato che ileitmotiv della nuova strategia di cooperazione allo sviluppo è il blending, cioè un mix di risorse pubblico/private. Dal 2016 CDP effettivamente gestisce il più importante strumento della cooperazione allo sviluppo, che è il Fondo rotativo, essenzialmente diretto ai finanziamenti a Stati sovrani, quindi a Governi (settore pubblico sovrano). In aggiunta a ciò, CDP è stata autorizzata, a partire dal 2017, ad utilizzare anche proprie risorse rivenienti dal risparmio postale, fino a un miliardo l'anno, a supporto di iniziative di cooperazione allo sviluppo.
Il 26 novembre si è svolta, in sede di Comitato, l'audizione del Direttore dell'Agenzia italiana per la cooperazione allo sviluppo, Luca Maestripieri che ha illustrato le principali attività dell'Agenzia con riferimento all'attuazione degli obiettivi dell'Agenda 2030. Nella seduta antimeridiana del 18 dicembre presso la Commissione plenaria si è svolta l'audizione di esponenti della Fondazione Barilla e nella seduta pomeridiana è intervenuta la Rappresentante Permanente d'Italia presso le Agenzie delle Nazioni Unite aventi sede a Roma, Vincenza Lomonaco. Nel corso della seduta sono stati analizzati i programmi e le attività delle Agenzie che compongono il polo agroalimentare romano,  FAO, PAM (o World Food Program) e IFAD, cui si aggiungono le altri due organizzazioni internazionali più piccole, non facenti parte del sistema delle Nazioni Unite, ossia Bioversity International e IDLO, Organizzazione internazionale di diritto per lo sviluppo. 

Dopo la seduta del 15 gennaio 2020, nel corso della quale la Commissione ha deliberato di prorogare al 31 dicembre 2020 il termine per la conclusione dell'indagine conoscitiva, inizialmente fissato al 31 dicembre 2019, nella seduta del 26 febbraio è stata deliberata un'integrazione del programma relativa all'inserimento tra i soggetti da audire di rappresentanti dell'ANCI-Associazione nazionale dei comuni italiani. Nella seduta del 27 febbraio il Comitato ha svolto l'audizione di rappresentanti del Ministero dell'Economia e delle finanze. Il MEF, attore importante delle politiche di aiuto allo sviluppo, cura le relazioni con le banche e i fondi di sviluppo a carattere multilaterale e assicura la partecipazione finanziaria alle risorse di detti organismi; secondo le previsioni della legge n. 125/2014, inoltre, il Ministero, previa delibera del Comitato congiunto per la cooperazione allo sviluppo, autorizza Cassa depositi e prestiti a concedere risorse, crediti concessionali a valere sull'apposito fondo rotativo. Nel corso del dibattito è stato evidenziato che il MEF partecipa anche alla definizione della policy italiana di cooperazione attraverso il contributo al Documento triennale, in quanto anche il MEF fa parte del Comitato interministeriale per la cooperazione e lo sviluppo (CICS), l'organismo incaricato della sua elaborazione. Nella seduta del 4 marzo il Comitato ha svolto l'audizione di rappresentanti dell'Associazione Nazionale Comuni Italiani (ANCI). Si sono inoltre tenute in videoconferenza le audizioni del Direttore Esecutivo della European Medicines Agency (EMA), professor Guido Rasi ,il 10 giugno, e  del Chief Executive Officer della Global Alliance for Vaccination and Immunization (GAVI), Seth Berkley, l'11 giugno.

Si segnala che un'Indagine conoscitiva sulle politiche dell'Unione europea per l'attuazione dell'Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile è in corso presso la XIV Commissione Politiche dell'Unione Europea, che ne ha deliberato lo svolgimento il 10 dicembre 2019 (qui il link alla pagina web dedicata).

Si segnala, infine, che il 1° agosto 2019, in sede di discussione congiunta del Conto consuntivo della Camera dei deputati per l'anno finanziario 2018 e del Progetto di bilancio della Camera dei deputati per l'anno finanziario 2019 è stato accolto Ordine del giorno n. 9/Doc. VIII, n. 4/27 d'iniziativa dell'on. Spadoni che invita, nell'ambito delle rispettive competenze, l'ufficio di Presidenza ed il Collegio dei Questori a considerare l'opportunità di promuovere una campagna di sensibilizzazione sui temi della sostenibilità così come definita dall'Agenda 2030, attraverso il posizionamento di totem o altri strumenti di comunicazione visiva, che rappresentino, anche in forma interattiva, i 17 obiettivi dell'Agenda 2030.

ultimo aggiornamento: 19 marzo 2020
 
focus
 
Obiettivi Agenda 2030
L'agenda globale per lo sviluppo sostenibile
 
temi di Politica estera e questioni globali
 
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