tema 26 settembre 2019
Studi Camera - Affari Esteri Politica estera e questioni globali L'Agenda globale per lo sviluppo sostenibile

Il 1° gennaio 2016 sono entati in vigore a livello internazionale l'Agenda globale per lo sviluppo sostenibile ed i relativi Obiettivi di sviluppo sostenibile (SDGs) adottati all'unanimità dagli Stati membri delle Nazioni Unite, che si sono impegnati a raggiungerli entro il 2030. L'Agenda 2030 e gli SDGs costituiscono il nuovo quadro di riferimento per lo sviluppo, dopo la conclusione della fase degli Obiettivi di Sviluppo del Millennio (MDGs).

La realizzazione dei nuovi Obiettivi di sviluppo, a carattere universale, è rimessa all'impegno di tutti gli Stati: l'attuazione a livello nazionale, declinata nell'adozione di "strategie nazionali di sviluppo sostenibile", come quella approvata dal nostro Paese nel dicembre 2017, non è più circoscritta alla dimensione economica dello sviluppo ma inscindibilmente affiancata alla realizzazione degli altri due pilastri fondamentali, l'inclusione sociale e la tutela dell'ambiente.

Il costante monitoraggio del processo d'attuazione dell'Agenda globale, che investe le competenze di attori internazionali, nazionali e locali, fortemente sollecitato dagli organismi delle Nazioni Unite e dall'Unione interparlamentare, ha portato la Commissione esteri a deliberare all'unanimità lo svolgimento di un'indagine conoscitiva sull'azione internazionale dell'Italia per l'attuazione dell'Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile: l'efficacia del quadro normativo nazionale e del sistema italiano di cooperazione.

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L'Agenda globale per lo Sviluppo sostenibile e gli Obiettivi di Sviluppo sostenibile (Sustainable Development Goals- SDGs), da raggiungere entro il 2030, sono stati approvati a New York il 25 settembre 2015. In quella data i 193 Paesi membri delle Nazioni Unite hanno adottato all'unanimità la risoluzione 70/1  "Trasformare il nostro mondo: l'Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile".

L'Agenda è entrata in vigore il 1°gennaio 2016, ed ha sostituito i precedenti Obiettivi di Sviluppo del Millennio (Millennium Development Goals - MDGs) che avevano orientato l'azione internazionale di supporto allo sviluppo nel periodo 2000-2015 (qui il link al report finale).

L'Agenda globale comprende 17 Obiettivi articolati in 169 ‘target' o traguardi

 Gli obiettivi, interconnessi e indivisibili, bilanciano le tre dimensioni dello sviluppo sostenibile: crescita economica, inclusione sociale, tutela dell'ambiente, estendendo l'Agenda 2030 dal solo pilastro sociale previsto dagli Obiettivi del Millennio agli altri due pilastri, economico ed ambientale.

 Gli SGDs si incardinano sulle c.d. cinque P:

  •   Persone: eliminare fame e povertà in tutte le forme e garantire dignità e  uguaglianza;
  •   Prosperità: garantire vite prospere e piene in armonia con la natura;
  •   Pace: promuovere società pacifiche, giuste e inclusive;
  •   Partnership: implementare l'agenda attraverso solide partnership;
  •  Pianeta: proteggere le risorse naturali e il clima del pianeta per le generazioni future.

 Questi i 17 obiettivi di sviluppo sostenibile:

  1. sconfiggere la povertà: porre fine ad ogni forma di povertà nel mondo;
  2. sconfiggere la fame: porre fine alla fame, raggiungere la sicurezza alimentare, migliorare la nutrizione, promuovere un'agricoltura sostenibile;
  3. salute e benessere: assicurare la salute e il benessere per tutti e per tutte le età;
  4. istruzione di qualità: fornire un'educazione di qualità, equa ed inclusiva, e opportunità di apprendimento permanente per tutti;
  5. parità di genere: raggiungere l'uguaglianza di genere e l'empowerment (maggiore forza, autostima e consapevolezza) di tutte le donne e le ragazze;
  6. acqua pulita e igiene: garantire a tutti la disponibilità e la gestione sostenibile dell'acqua e delle strutture igienico sanitarie;
  7. energia pulita e accessibile: assicurare a tutti l'accesso a sistemi di energia economici, affidabili, sostenibili e moderni;
  8. lavoro dignitoso e crescita economica: incentivare una crescita economica duratura, inclusiva e sostenibile, un'occupazione piena e produttiva ed un lavoro dignitoso per tutti;
  9. imprese, innovazione e infrastrutture: costruire un'infrastruttura resiliente e promuovere l'innovazione ed una industrializzazione equa, responsabile e sostenibile;
  10. ridurre le disuguaglianze: ridurre l'ineguaglianza all'interno di e fra le nazioni;
  11. città e comunità sostenibili: rendere le città e gli insediamenti umani inclusivi, sicuri, duraturi e sostenibili;
  12. consumo e produzione responsabili: garantire modelli sostenibili di produzione e di consumo;
  13. lotta contro il cambiamento climatico: promuovere azioni, a tutti i livelli, per combattere il cambiamento climatico;
  14. vita sott'acqua; conservare e utilizzare in modo durevole gli oceani, i mari e le risorse marine per uno sviluppo sostenibile;
  15. vita sulla terra: proteggere, ripristinare e favorire un uso sostenibile dell'ecosistema terrestre, gestire sostenibilmente le foreste, contrastare la desertificazione, arrestare e far retrocedere il degrado del terreno, e fermare la perdita di diversità biologica;
  16. pace, giustizia e istituzioni forti: promuovere società pacifiche e più inclusive per uno sviluppo sostenibile; offrire l'accesso alla giustizia per tutti e creare organismi efficienti, responsabili e inclusivi a tutti i livelli;
  17. partnership per gli obiettivi; rafforzare i mezzi di attuazione e rinnovare il partenariato mondiale per lo sviluppo sostenibile.

Il percorso di definizione dell'Agenda 2030 ha visto un elevato livello di partecipazione non solo del sistema delle Nazioni Unite e degli Stati membri, ma anche di attori della società civile internazionale, con conseguente ampia produzione di proposte e documenti che ha reso complessa la sintesi in un testo unitario

L'adozione dell'Agenda globale delle Nazioni Unite per lo Sviluppo Sostenibile e degli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile 2030 rappresenta un evento storico da più punti di vista, in quanto:

  • è stato espresso un chiaro giudizio sull'insostenibilità dell'attuale modello di sviluppo, non solo sul piano ambientale, ma anche su quello economico e sociale: si è quindi superata l'idea che la sostenibilità sia una questione esclusivamente ambientale e si è affermata una visione integrata delle diverse dimensioni dello sviluppo;
  • tutti i paesi sono chiamati a contribuire allo sforzo necessario a portare il mondo su un sentiero sostenibile, senza più distinzione tra paesi sviluppati, emergenti e in via di sviluppo. Pertanto ogni paese deve impegnarsi a definire una propria strategia di sviluppo sostenibile, che consenta di raggiungere i relativi obiettivi, rendicontando sui risultati conseguiti all'interno di un processo coordinato dall'ONU;
  • l'attuazione dell'Agenda richiede un forte coinvolgimento di tutte le componenti della società, dalle imprese al settore pubblico, dalla società civile alle istituzioni filantropiche, dalle università e centri di ricerca agli operatori dell'informazione e della cultura.
ultimo aggiornamento: 26 settembre 2019

La cornice finanziaria, onnicomprensiva e coerente con il conseguimento degli SDGs è stata delineata con il Piano d'azione di Addis Abeba. Sottoscritto nel luglio 2015 dai 193 Paesi membri delle Nazioni Unite nel corso della Terza Conferenza Internazionale per il finanziamento allo sviluppo tenutasi nella capitale etiope, il Piano individua oltre cento misure concrete per fare fronte alle sfide economiche, sociali ed ambientali che il mondo deve affrontare.

Il Piano d'azione di Addis Abeba indica l'integrazione a livello nazionale dei piani di finanziamento quale condizione necessaria per favorire l'affluenza di tutti i flussi finanziari - pubblici e privati - destinati al conseguimento degli obiettivi di sviluppo sostenibile. A partire da ciò, il Piano delinea un nuovo modello di sviluppo sostenibile, incentrato sulla buona governance e sulla condivisione delle responsabilità a tutti i livelli. Viene sottolineato il carattere prioritario dell'azione a livello nazionale - compresa la mobilitazione delle risorse -, l'importanza della predisposizione di politiche favorevoli e coerenti e il ruolo del settore privato; quanto a tale ultimo aspetto, il documento sottolinea in più punti l'importanza di allineare gli investimenti privati al conseguimento degli SDSs. I Paesi vengono invitati a predisporre misure idonee a migliorare l'imposizione fiscale e a contrastare sia l'evasione, sia i flussi finanziari illeciti. L'Assemblea Generale delle Nazioni Unite ha adottato il piano il 27 luglio 2015 con la Risoluzione 69/313, come parte integrale dell'Agenda 2030 per lo Sviluppo sostenibile.

 

Tra le più recenti analisi dell'attuazione delle previsioni del Piano e, più in  generale, del quadro del finanziamento internazionale allo sviluppo, si segnala il Financing for Sustainable Development Report 2019, curato dalle Nazioni Unite in collaborazione con oltre 60 agenzie della Inter-agency Task Force on Financing for Development, che riunisce agenzie Onu e organizzazioni internazionali partner. Nel documento, rilasciato il 4 aprile 2019, si sostiene che nonostante i segnali di progresso, gli investimenti fondamentali per raggiungere gli Obiettivi di sviluppo sostenibile rimangono sotto finanziati. Vengono tuttavia individuati alcuni segnali positivi quali la progressiva diminuzione della povertà estrema, il rafforzamento degli investimenti in talune aree e l'aumentato interesse per gli investimenti sostenibili. Nel report si evidenzia, in particolare:

  • la necessità che venga rivisitata l'architettura istituzionale mondiale, dopo che globalizzazione e sviluppo tecnologico se da un lato hanno ridotto la povertà estrema, hanno determinato, d'altro canto, una distribuzione disomogenea dei benefici;
  • la necessità che i numerosi Paesi che hanno adottato strategie di sviluppo sostenibile attivino i corrispondenti, necessari finanziamenti a livello nazionale;
  • la necessità di contrastare la diffusa adozione di piani a breve termine, che delineano orizzonti d'azione non pienamente compatibili con le sfide degli SDGs.

 

Presentando il documento, il Segretario Generale delle Nazioni Unite, Antonio Guterres, ha evidenziato, per parte sua, come la fiducia nel sistema multilaterale si stia erodendo, in parte perché la Comunità internazionale non sta offrendo opportunità di crescita inclusiva e sostenibile per tutti.

ultimo aggiornamento: 26 settembre 2019

Nel controllo sull'adozione dell'Agenda 2030 e sui risultati delle politiche poste in essere a tale scopo, di cui i Governi sono i primi responsabili, il ruolo centrale a livello globale è assegnato all'High-level Political Forum on Sustainable Development-HLPF; ne fanno parte gli tutti gli Stati membri delle Nazioni Unite e gli Stati membri di agenzie specializzate. Il compito dell'HLPF, che è la principale piattaforma Onu sullo sviluppo sostenibile, è quello di valutare i progressi, i risultati e le sfide per tutti i Paesi, nonché di assicurare che l'Agenda resti "rilevante ed ambiziosa". Le modalità e la tempistica della valutazione di progressi e risultati (follow-up and review) sono state individuate con la  risoluzione 70/299 dell'Assemblea Generale (29 luglio 2016).

La decisione di istituire l'HLPF era stata adottata alla Conferenza Onu sullo sviluppo sostenibile di Rio de Janeiro (Rio+20, 20-22 giugno 2012), dedicata alla definizione di un'Agenda di sviluppo sostenibile da adottare per il periodo successivo al 2015, esaurita la fase degli Obiettivi del Millennio. La composizione e gli aspetti organizzativi dell'High-level Political forum on Sustainable Development sono stati stabiliti dalla successiva risoluzione 67/290 dell'Assemblea Generale (9 luglio 2013).

L'HLPF si riunisce ogni anno, a livello ministeriale, sotto l'egida del Comitato Economico e Sociale (ECOSOC) dell'ONU; ogni quattro anni la riunione, che prevede la partecipazione di Capi di Stato e di Governo, si svolge sotto l'egida dell'Assemblea Generale (GA).

Il Forum può adottare dichiarazioni politiche negoziate a livello intergovernativo.

L'High-level Political Forum on Sustainable Development 2016, il primo dall'adozione dell'Agenda 2030, si è svolto a New York dall'11 al 20 luglio 2016 (ministerials days 18-20 luglio) incentrandosi sul tema "Ensuring that no one is left behind". Durante la sessione si sono svolte le voluntary reviews - VNR di 22 paesi e reviews tematiche del progresso sugli obiettivi di sviluppo sostenibile, mentre una serie di eventi collaterali si è focalizzata su partenariato e formazione (sulle VNR si veda più avanti il relativo paragrafo).

L'High-level Political Forum 2017 (New York 10-19 luglio, ministerial meeting 17-19 luglio) intitolato "Eradicating poverty and promoting prosperity in a changing world" si è concentrato sui goals 1 (povertà zero), 2 (fame zero), 3 (salute e benessere), 5 (uguaglianza di genere), 9 (industria, innovazione e infrastrutture), 14 (vita sottomarina) e 17 (partnership finalizzata al raggiungimento degli obiettivi). Da questo link  l'accesso alle background notes che riferiscono lo stato dell'arte generale di ciascuno dei goal considerati. Nel 2017, 43 paesi, tra i quali l'Italia, si sono sottoposti alla VNR.

L'High-level Political Forum 2018, (New York il 9-18 luglio 2018) dedicato a "Transformation towards sustainable and resilient societies", si è focalizzato sugli obiettivi 6 (Acqua pulita),7 (Energia pulita e accessibile),11 (Città e comunità sostenibili),12 Consumo e produzione responsabili,15 (La vita sulla terra) e, come ogni anno, 17 (partnership).

Infine, l'High-level Political Forum 2019, (New York il 9-18 luglio 2019) " "Empowering people and ensuring inclusiveness and equality", si è focalizzato sugli obiettivi 4 (istruzione di qualità), 8 (lavoro dignitoso e crescita economica), 10 (riduzione delle disuguaglianze), 13 (lotta contro il cambiamento climatico), 16 (promozione di pace, giustizia e istituzioni forti) e, come ogni anno, 17 (partnership).

Il formato e gli aspetti organizzativi dell'HLPF saranno oggetto di revisione in occasione della 74a sessione dell'Assemblea generale delle Nazioni Unite. La revisione, prevista dalla risoluzione A/RES/70/299 del 2016, è finalizzata a trarre profitto dalle lessons learned del primo ciclo quadriennale del Forum (2016-2019) come pure dagli esiti degli altri processi riguardanti il follow-up e la revisione dell'attuazione dell'Agenda 2030. Le discussioni che si svolgeranno in 74 a sessione sono state preparate da un incontro del gruppo di esperti svolto a New York (6-7 maggio 2019) cui hanno partecipato gli Stati membri HLPF, rappresentanti del sistema delle Nazioni Unite, esperti, esponenti del mondo accademico e altre parti interessate (qui il link agli esiti dell'incontro). Nella prima decade di luglio 2019 ai membri dell'HLPF è stato sottoposto un questionario volto a raccoglierne le valutazioni sul primo quadriennio di attività: i risultati dell'indagine sono consultabili qui .

Il Forum politico di alto livello delle Nazioni Unite (UN High Level Political Forum-HLPF) del 24-25 settembre 2019 è un evento che per la prima volta dall'adozione degli Obiettivi di sviluppo sostenibile si svolge sotto gli auspici dell'Assemblea Generale delle Nazioni Unite. Si tratta di un evento speciale, denominato Summit SDGs, che sarà una cartina di tornasole per l'Agenda 2030. Terminando un ciclo di revisione quadriennale di tutti e 17 gli Obiettivi, il vertice consentirà una prima valutazione dei progressi compiuti finora e delle sfide future. Talune analisi hanno segnalato la mancanza, sino ad ora, di leadership politica e di orientamento a livello internazionale. Le allarmanti tendenze rilevate nei settori del clima (SDG 13), della biodiversità (SDG 15), della disuguaglianza (SDG 10) e della fame (SDG 2), indicano la necessità di dare vita a impegni e azioni concrete.

ultimo aggiornamento: 26 settembre 2019

Le revisioni nazionali volontarie-VNR (Voluntary National Review) fanno parte dei meccanismi di follow up e revisione dell'Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile; il paragrafo 79 dell'Agenda stessa, infatti, incoraggia gli Stati membri a "condurre revisioni regolari e inclusive dei progressi a livello nazionale e sub-nazionale" su base volontaria.

 Le VNR sono finalizzate a facilitare la condivisione di esperienze e sono alla  base delle revisioni periodiche dell'HLPF finalizzate, a loro volta, ad accelerare l'attuazione dell'Agenda 2030. I Paesi che si sottopongono a VNR presentano relazioni scritte rese disponibili nel database VNR, dove confluiscono anche i dati relativi ai risultati conseguiti.

L'Italia si è sottoposta alla sua prima VNR nel 2017.

ultimo aggiornamento: 26 settembre 2019

La Strategia nazionale per lo sviluppo sostenibile-SNSvS è stata approvata dal Comitato interministeriale per la programmazione economica (CIPE) il  22  dicembre  2017. Essa definisce  le  linee direttrici  delle  politiche   economiche,   sociali   e   ambientali finalizzate a raggiungere gli obiettivi di sviluppo sostenibile entro il 2030.

L'SNSvS  è strutturata in cinque aree, corrispondenti alle "5P" dello sviluppo sostenibile proposte dall'Agenda 2030, ciascuna delle quali contiene Scelte Strategiche e Obiettivi Strategici per l'Italia, correlati agli SDGs dell'Agenda 2030:

Persone: contrastare povertà ed esclusione sociale e promuovere salute e benessere per garantire le condizioni per lo sviluppo del capitale umano;

Pianeta: garantire una gestione sostenibile delle risorse naturali, contrastando la perdita di biodiversità e tutelando i beni ambientali e colturali;

Prosperità: affermare modelli sostenibili di produzione e consumo, garantendo occupazione e formazione di qualità;

Pace: promuovere una società non violenta ed inclusiva, senza forme di discriminazione. Contrastare l'illegalità;

Partnership: intervenire nelle varie aree in maniera integrata.

Il documento identifica, inoltre, un sistema di vettori di sostenibilità, definiti come ambiti di azione trasversali e leve fondamentali per avviare, guidare, gestire e monitorare l'integrazione della sostenibilità nelle politiche, nei piani e nei progetti nazionali.

Come precisato nel testo della premessa della SNSvS, a livello nazionale l'attuazione della Strategia deve raccordarsi con i documenti programmatici esistenti, in particolare con il Programma Nazionale di Riforma (PNR) e più in generale il Documento di Economia e Finanza-DEF (nel quale, ai sensi dell'art. 10, comma 5, della legge 163/2016 di riforma della legge di bilancio, sono inclusi gli indicatori di benessere equo e sostenibile BES). Inoltre, le azioni proposte e gli strumenti operativi devono conciliarsi con gli obiettivi già esistenti e vincolanti a livello comunitario. Anche l'Unione Europea, infatti, è impegnata nel recepimento e definizione dei principi dell'Agenda 2030 di sviluppo sostenibile; pertanto, le modalità di declinazione degli obiettivi a livello comunitario sono destinate a rappresentare un'indicazione importante per i Paesi Membri nella definizione finale dei rispettivi obiettivi strategici.

A livello centrale il lavoro di definizione della SNSvS è stato condotto dal Ministero dell'Ambiente, dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri, dal Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale e dall Ministero dell'Economia. Nella fase di sviluppo sono state coinvolte sia le amministrazioni centrali e regionali, sia il mondo della ricerca e il mondo accademico. Quanto alla partecipazione della società civile, è stato adottato un approccio bottom up, che ha valorizzato la raccolta di istanze e di apporti capaci di contribuire all'individuazione di sfide e priorità da affrontare.

Il coordinamento dell'attuazione della strategia, cui concorrono politiche di competenza di numerosi  Ministeri, viene esercitato dalla Presidenza del Consiglio dei ministri. Al fine di attuare tale coordinamento, con la direttiva del Presidente del Consiglio dei Ministri del 16 marzo 2018 (Indirizzi per l'attuazione dell'Agenda 2030 delle Nazioni Unite e della Strategia nazionale per lo sviluppo sostenibile) è stata istituita, presso la Presidenza del Consiglio dei ministri, la Commissione nazionale per lo sviluppo sostenibile. Presieduta dal Presidente del Consiglio dei ministri e composta dai Ministri, dal Presidente della Conferenza delle Regioni, dal Presidente dell'Unione delle province d'Italia e dal Presidente dell'Associazione nazionale dei comuni italiani, la Commissione discute e approva una relazione annuale sull'attuazione della Strategia nazionale per lo sviluppo sostenibile, anche al fine di assicurare l'aggiornamento tempestivo della Strategia. Per lo svolgimento di tale attività, la Commissione si avvale del supporto delle Amministrazioni competenti.

Dal punto di vista della partecipazione della società civile e della diffusione degli Obiettivi di sviluppo sostenibile, una realtà significativa è rappresentata dall'Alleanza italiana per lo sviluppo sostenibile (ASviS). Si tratta di un'organizzazione creata il 3 febbraio 2016 su iniziativa della Fondazione Unipolis e dell'Università di Roma "Tor Vergata", che ha come scopo la  diffusione, a livello sociale ed istituzionale, della conoscenza e della consapevolezza dell'importanza dell'Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile. ASVIS realizza le proprie attività grazie ai contributi finanziari e operativi dei suoi membri, ad oggi circa 220 tra istituzioni e organizzazioni della società civile di diversa natura: tra esse figurano, infatti, associazioni rappresentative delle parti sociali, associazioni di enti territoriali, università e centri di ricerca, fondazioni, associazioni della società civile attive nelle materie riguardanti specifici obiettivi. 

Tra gli obiettivi dell'Alleanza rientra favorire la diffusione di una cultura della sostenibilità, contribuire alla definizione di una strategia italiana per il raggiungimento degli SGDs ed elaborare un sistema di monitoraggio degli stessi.

Dal 2017 l'ASviS organizza ogni anno il Festival dello Sviluppo Sostenibile, manifestazione finalizzata a sensibilizzare e mobilitare cittadini, giovani, imprese, associazioni e istituzioni sui temi della sostenibilità economica, sociale e ambientale e a diffondere la cultura della sostenibilità. In occasione del Festival 2019 l'Alleanza ha lanciato la call to action #MettiamoManoalFuturo con l'obiettivo di diffondere la conoscenza dell'Agenda 2030, favorire il confronto, condividere le iniziative e incentivare richieste "dal basso" per impegnare la leadership del Paese al rispetto degli accordi presi in sede Onu. Il convegno "Italia 2030: un Paese in via di sviluppo sostenibile", evento conclusivo del Festival, ha avuto luogo il 6 giugno nell'Aula del Palazzo dei Gruppi parlamentari della Camera dei Deputati. 

L'ASviS, redige annualmente un rapporto dove vengono presentate sia un' analisi dello stato di avanzamento dell'Italia rispetto all'Agenda 2030 e agli Obiettivi di Sviluppo sostenibile, sia proposte per l'elaborazione di strategie che possano assicurare lo sviluppo economico e sociale del paese. Il rapporto 2017 è stato presentato alla Camera dei Deputati il 28 settembre di quell'anno e il 4 ottobre 2018, sempre presso la Camera, è stato presentato il rapporto ASVIS 2018. Nella medesima sede è prevista per venerdì 4 ottobre la presentazione del rapporto 2019.

 

Con riferimento all'attività parlamentare si segnala, in particolare, che il 1° agosto 2019, in sede di discussione congiunta del Conto consuntivo della Camera dei deputati per l'anno finanziario 2018 e del Progetto di bilancio della Camera dei deputati per l'anno finanziario 2019 è stato accolto l'ordine del giorno n. 9/Doc. VIII, n. 4/27 d'iniziativa dell'on. Spadoni che invita, nell'ambito delle rispettive competenze, l'ufficio di Presidenza ed il Collegio dei Questori a considerare l'opportunità di promuovere una campagna di sensibilizzazione sui temi della sostenibilità così come definita dall'Agenda 2030, attraverso il posizionamento di totem o altri strumenti di comunicazione visiva, che rappresentino, anche in forma interattiva, i 17 obiettivi dell'Agenda 2030.

ultimo aggiornamento: 26 settembre 2019

Nei primi mesi della XVIII Legislatura, il 6 settembre 2018, la Commissione Affari esteri ha deliberato all'unanimità lo svolgimento di un'Indagine conoscitiva sull'azione internazionale dell'Italia per l'attuazione dell'Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile: l'efficacia del quadro normativo nazionale e del sistema italiano di cooperazione ai sensi dell'articolo 144, comma 1 del regolamento della Camera dei deputati.

Come si legge nel programma, l'indagine, che avrà termine il 31 dicembre 2019, intende mettere a fuoco il contributo del nostro Paese alla realizzazione degli Obiettivi dell'Agenda 2030 per lo Sviluppo Sostenibile. In continuità con le risultanze delle indagini conoscitive promosse dalla Commissione esteri nelle due precedenti legislature, che si sono avvalse dell'ampia attività istruttoria svolta da comitati permanenti istituiti ad hoc, l'indagine intende promuovere una puntuale verifica dell'adeguatezza e dell'efficacia degli strumenti normativi, con riferimento alla riforma della legge 26 febbraio 1987. n. 49, realizzata con la legge n. 11 agosto 2014, n. 125, delle risorse organizzative e finanziarie poste a disposizione dall'Italia per l'attuazione degli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile, monitorando al tempo stesso, a cinque anni dalla riforma del settore, la funzionalità del sistema italiano di cooperazione allo sviluppo, che trova nell'Agenda 2030 il suo orizzonte di riferimento. Ulteriore finalità dell'indagine è la valutazione di iniziative, aspetti finanziari ed eventuali rapporti con istituzioni internazionali utili a qualificare la posizione dell'Italia sulle diverse questioni globali, nonché l'individuazione delle modalità più opportune per dare maggiore visibilità, soprattutto nelle sedi europee, all'impegno italiano per la realizzazione dell'Agenda 2030. L'attività d'indagine si articolerà principalmente in audizioni di soggetti rilevanti ai fini dei temi trattati e, ove necessario, in sopralluoghi al di fuori della sede parlamentare, previa autorizzazione della Presidenza della Camera.

L'indagine ha preso avvio nella seduta della Commissione del 21 novembre 2018 con l'audizione del professor Enrico Giovannini, Portavoce dell'Alleanza Italiana per lo Sviluppo Sostenibile (ASviS), che ha dato conto dell'attività dell'associazione alla quale aderiscono oltre duecentoventi istituzioni e reti della società civile attivi sui temi dello sviluppo sostenibile. Giovannini ha anche evidenziato i punti chiave del rapporto ASVIS 2018, presentato proprio alla Camera il 4 ottobre, evidenziando la posizione dell'Italia rispetto agli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile e proponendo i suggerimenti di policy sviluppati in seno all'Alleanza. Nella successiva seduta del 16 gennaio 2019 si è svolta l'audizione di rappresentanti del Global Fund to fight AIDS, Tuberculosis and Malaria.

Lo svolgimento delle successive sedute dell'indagine conoscitiva è stato affidato al Comitato permanente per l'attuazione dell'Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile istituito - al pari di altri tre Comitati - all'interno della Commissione (con deliberazione del 5 dicembre 2018) e definito nella composizione nella seduta del 22 gennaio 2019, con il compito specifico di proseguire le attività istruttorie caratterizzanti l'indagine.

Nella seduta del 30 gennaio 2019 il Comitato permanente per l'attuazione dell'Agenda 2030 ha audito il direttore del Development Centre dell'OCSE per lo sviluppo sostenibile, Mario Pezzini, che ha illustrato gli scenari derivanti dal cambio della geografia economica del mondo, determinato dal fatto che nel decennio 2000-2010 ottantatre paesi hanno avuto un tasso di crescita più che doppio della media dei Paesi OCSE.

Il 20 febbraio il Comitato ha ascoltato il Direttore Generale della Commissione europea per la cooperazione allo sviluppo, Stefano Manservisi e il 5 marzo la Viceministra degli affari esteri e della cooperazione internazionale, Emanuela Claudia Del Re.

Le successive audizioni hanno visto gli interventi di componenti del team di verificatori del Comitato per l'aiuto allo sviluppo dell'OCSE (OCSE-DAC) (7 marzo), rappresentanti dell'AIDOS- Associazione Italiana Donne per lo Sviluppo (27 marzo), Giorgio Marrapodi, Direttore Generale per la Cooperazione allo Sviluppo del MAECI (16 aprile), Alice Albright, Amministratrice Delegata della Global Partnership for Education (14 maggio), esponenti dell'Osservatorio per la salute globale, dell'Associazione Italiana Donne per lo Sviluppo-AIDOS, del Global Fund Advocates Network e di ACTION Global Health Advocacy Partnership (26 giugno), rappresentanti Coalizione italiana contro la povertà (GCAP) e della Federazione degli Organismi Cristiani Servizio Internazionale Volontario (FOCSIV) (23 luglio) e, infine, della Presidente della onlus Save the Planet (30 luglio).

Si segnala che il 1° agosto 2019, in sede di discussione congiunta del Conto consuntivo della Camera dei deputati per l'anno finanziario 2018 e del Progetto di bilancio della Camera dei deputati per l'anno finanziario 2019 è stato accolto Ordine del giorno n. 9/Doc. VIII, n. 4/27 d'iniziativa dell'on. Spadoni che invita, nell'ambito delle rispettive competenze, l'ufficio di Presidenza ed il Collegio dei Questori a considerare l'opportunità di promuovere una campagna di sensibilizzazione sui temi della sostenibilità così come definita dall'Agenda 2030, attraverso il posizionamento di totem o altri strumenti di comunicazione visiva, che rappresentino, anche in forma interattiva, i 17 obiettivi dell'Agenda 2030.

ultimo aggiornamento: 26 settembre 2019
 
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