tema 26 luglio 2021
Studi - Ambiente Strade e autostrade
apri tutti i paragrafi
Le norme emanate nella legislatura in corso
Disposizioni di carattere generale

Con il decreto-legge n. 109/2018 (emanato per far fronte all'emergenza determinatasi in seguito al crollo del c.d. ponte Morandi) sono state dettate varie disposizioni, alcune delle quali incidono sulla normativa delle concessioni autostradali. Si tratta in particolare dell'art. 16, comma 1, che amplia le competenze dell'Autorità di Regolazione dei Trasporti (ART) nel settore delle concessioni autostradali, prevedendo che, oltre che per le nuove concessioni:

  • l'Autorità sia competente a stabilire i sistemi tariffari dei pedaggi anche per le concessioni richiamate nell'articolo 43, comma 1 del D.L. 201/2011, cioè per gli aggiornamenti o le revisioni delle convenzioni autostradali vigenti alla data di entrata in vigore del decreto stesso (cioè al 28 dicembre 2011) nonché per quanto di competenza per gli aggiornamenti o le revisioni delle convenzioni autostradali (secondo quanto previsto dal comma 2 del medesimo articolo).
  • gli aggiornamenti o le revisioni delle convenzioni autostradali vigenti alla data di entrata in vigore del decreto (il riferimento è sempre al D.L. 201/2011, quindi al 28 dicembre 2011), laddove comportino variazioni o modificazioni al piano degli investimenti ovvero ad aspetti di carattere regolatorio a tutela della finanza pubblica, siano trasmessi dal Ministero delle infrastrutture e dei trasporti al CIPE, sentita l'Autorità di regolazione dei trasporti per i profili di competenza.

Si interviene inoltre, tra l'altro, sul meccanismo di finanziamento dell'Autorità dei trasporti prevedendo che il contributo per il finanziamento ART sia versato, anziché dai gestori delle infrastrutture e dei servizi regolati come prevede l'attuale formulazione, dagli operatori economici operanti nel settore del trasporto, prevedendo la possibilità di prevedere soglie di esenzione, che tengano conto della dimensione del fatturato.

Con il D.L. 32/2019 sono state dettate ulteriori disposizioni in  materia di concessioni autostradali.

In particolare si ricordano:

- la lettera bb) del comma 20 dell'art. 1, che differisce al 31 dicembre 2020 il termine a decorrere dal quale scatta - per i titolari di concessioni già in essere alla data di entrata in vigore del Codice dei contratti pubblici (cioè alla data del 19 aprile 2016) - l'obbligo di affidamento mediante procedure ad evidenza pubblica di una quota pari all'80% dei contratti di lavori, servizi e forniture (60% nel caso dei concessionari autostradali).

Si fa notare che il termine del 31 dicembre 2020 è stato prorogato (dapprima dall'art. 1, comma 9- bis, del D.L. 162/2019 e poi dall'art. 47- ter del D.L. 77/2021) fino al 31 dicembre 2022 per le concessioni in essere, ma non per le concessioni autostradali, per le quali è rimasto fermo il termine del 31 dicembre 2020.

-  la lettera gg), numero 3), del comma 20 dell'art. 1, che, attraverso una completa riscrittura del comma 27-sexies dell'art. 216 del Codice, amplia la platea delle concessioni autostradali per le quali - in virtù della loro ravvicinata scadenza e della preponderanza economica dell'attività di gestione rispetto alla realizzazione di nuove opere o di interventi di manutenzione straordinaria - era previsto che il concedente potesse avviare le procedure di gara per l'affidamento della concessione autostradale sulla base del solo quadro esigenziale, limitatamente agli interventi di messa in sicurezza dell'infrastruttura esistente. Mentre il testo previgente individuava l'ambito di applicazione della norma nelle concessioni autostradali già scadute o in scadenza entro il 20 novembre 2017 (vale a dire 6 mesi dopo l'entrata in vigore del comma 27-sexies, introdotto nel testo del Codice dal D.Lgs. 56/2017) e per le quali il nuovo bando fosse pubblicato entro il 20 maggio 2019 (vale a dire 24 mesi dopo l'entrata in vigore del comma 27-sexies), il nuovo testo assoggetta alla disposizione in esame le concessioni in scadenza entro 36 mesi dalla data di entrata in vigore della presente disposizione e per le quali il nuovo bando è pubblicato entro il 31 dicembre 2019. In realtà, la riscrittura non si limita ad una proroga dei termini, ma prevede anche che il riferimento (su cui si baseranno le procedure di gara per l'affidamento della nuova concessione) non sia più il quadro esigenziale ma il fabbisogno predisposto dal medesimo concedente. Viene altresì precisato che la nuova gara potrà essere basata anche su altri elementi (e non solo sul citato fabbisogno).

Si fa notare che il comma 21 dell'art. 1 del D.L. 32/2019 dispone che "Le disposizioni di cui al comma 20 si applicano alle procedure i cui bandi o avvisi, con i quali si indice una gara, sono pubblicati successivamente alla data di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto, nonché, in caso di contratti senza pubblicazione di bandi o avvisi, alle procedure in cui, alla medesima data, non sono ancora stati inviati gli inviti a presentare le offerte o i preventivi".

Ulteriori disposizioni sono previste dal D.L. 162/2019.

L'art. 13, comma 3, di tale decreto-legge (come modificato dall'art. 13, comma 5, D.L. 31 dicembre 2020, n. 183) dipone che, per i concessionari il cui periodo regolatorio quinquennale è pervenuto a scadenza, il termine per l'adeguamento delle tariffe autostradali relative all'anno 2020 e all'anno 2021 è differito sino alla definizione del procedimento di aggiornamento dei piani economici finanziari predisposti in conformità alle delibere dall'Autorità di regolazione dei trasporti. L'aggiornamento dei piani economici finanziari presentati nel termine del 30 marzo 2020 è perfezionato entro e non oltre il 31 luglio 2021.

L'articolo 35, comma 1, del D.L. 162/2019 introduce una disciplina, derogatoria rispetto a quella prevista dal Codice dei contratti pubblici (D.Lgs. 50/2016), finalizzata a regolare i casi di revoca, decadenza o risoluzione di concessioni di strade o di autostrade, ivi incluse quelle sottoposte a pedaggio.

L'art. 206, comma 7-bis, del D.L. 34/2020, dispone che, fino alla data del 31 dicembre 2021 (termine così fissato dall'art. 44, comma 8-ter, del D.L. 77/2021), al fine di accelerare la realizzazione delle infrastrutture autostradali relative a una o più regioni, l'affidamento in house previsto dall'art. 178, comma 8-ter, del d.lgs. 50/2016 può avvenire anche in favore di società integralmente partecipate da altre pubbliche amministrazioni nelle forme previste dal d.lgs. 175/2016.

Si ricorda altresì che con la delibera CIPE 24 luglio 2019, n. 38, è stato approvato il criterio generale per l'accertamento e per la definizione dei rapporti economici riferibili alle società concessionarie autostradali limitatamente al periodo intercorrente tra la data di scadenza della concessione e la data di effettivo subentro del nuovo concessionario (periodo transitorio). 

 

Disposizioni relative a specifiche concessioni

Il comma 2 dell'art. 16 del D.L. 109/2018 ha previsto una rimodulazione temporale dell'autorizzazione di spesa disposta a favore della società concessionaria Strada dei Parchi S.p.A., al fine di consentire l'immediata esecuzione degli interventi di ripristino e messa in sicurezza sulla tratta autostradale A24 e A25 che si sono resi necessari in conseguenza degli eventi sismici del 2009, del 2016 e del 2017. L'articolo 9-tricies semel del D.L. 123/2019 ha poi disposto la sospensione dell'incremento delle tariffe di pedaggio delle Autostrade A24 e A25 nelle more della rinegoziazione con la società concessionaria delle condizioni della concessione. Successivamnte, l'art. 206 del D.L. 34/2020 ha previsto la nomina di un Commissario straordinario per l'espletamento delle attività finalizzate ad accelerare la messa in sicurezza antisismica e il ripristino della funzionalità delle Autostrade A24 e A25.

Numerosi interventi di modifica e integrazione sono stati apportati, nel corso della presente legislatura, alla disciplina recata dall'art. 13-bis del D.L. 148/2017 in relazione alle infrastrutture autostradali A22 Brennero-Modena e A4 Venezia-Trieste, A28 Portogruaro-Pordenone e raccordo Villesse-Gorizia.

Al fine di non appesantire la trattazione, si rinvia all'articolata ricostruzione contenuta nel commento ai commi 721-722 della legge di bilancio 2021 (L. 178/2020), facendo notare che dopo tale disposizione è intervenuto l'art. 29 -quater del D.L. 41/2021 che, in considerazione delle difficoltà operative determinate dal protrarsi della crisi pandemica da COVID-19, ha ulteriormente prorogato (fino al 31 luglio 2021) fissato dal citato comma 722. Si fa altresì notare che, oltre alle norme finora richiamate, ha inciso sulla disciplina recata dall'art. 13- bis del D.L. 148/2017 anche l'art. 21- ter del D.L. 119/2018, che ha introdotto puntualmente il termine "concessionari" per definire il ruolo delle Regioni e degli enti locali nella stipula con il Ministero delle infrastrutture delle convenzioni di concessione per le infrastrutture autostradali A22 Brennero-Modena e A4 Venezia-Trieste, A28 Portogruaro-Pordenone e per il raccordo Villesse Gorizia.

Il comma 1-ter dell'articolo 35 del D.L. 162/2019 (come integrato dall'art. 44, comma 8-quater, del D.L. 77/2021) dispone l'abrogazione della norma che ha autorizzato la SAT (Società Autostrada Tirrenica) S.p.A. a realizzare l'autostrada A12 Livorno-Grosseto-Civitavecchia e prevede che, fino al 31 ottobre 2028, la SAT provvede esclusivamente alla gestione delle sole tratte aperte al traffico della medesima autostrada. Viene altresì previsto che il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti e la SAT S.p.A. procedono alla revisione della convenzione unica vigente.

L'art. 44, comma 8-bis, del D.L. 77/2021 prevede che alla società Concessioni Autostradali Venete S.p.A. (costituita ai sensi dell'art. 2, comma 290, della L. 244/2007) possono essere affidate le attività di realizzazione e di gestione, comprese quelle di manutenzione ordinaria e straordinaria, di ulteriori tratte autostradali situate prevalentemente nel territorio della regione Veneto nonché, previa intesa tra le regioni interessate, nel territorio delle regioni limitrofe, nei limiti e secondo le modalità previsti dal comma 8-ter dell'art. 178 del d.lgs. 50/2016.

Tale comma 8-ter dispone che le concessioni autostradali relative ad autostrade che interessano una o più regioni possono essere affidate dal Ministero delle infrastrutture e dei trasporti a società in house di altre amministrazioni pubbliche anche appositamente costituite. A tal fine il controllo analogo sulla predetta società in house può essere esercitato dal Ministero delle infrastrutture e dei trasporti attraverso un comitato disciplinato da apposito accordo.

Il crollo del ponte Morandi e le conseguenze nel rapporto con Autostrade per l'Italia (ASPI)

In risposta all'interrogazione 3-01172, nella seduta dell'Assemblea della Camera dei deputati del 4 dicembre 2019, la Ministra delle infrastrutture e dei trasporti ha ricordato che "all'indomani del crollo del ponte Morandi, il Ministero delle Infrastrutture e dei trasporti ha avviato un procedimento volto ad accertare eventuali inadempimenti del concessionario Autostrade per l'Italia agli obblighi scaturenti dal rapporto concessorio. Con decreto ministeriale 29 marzo 2019 n. 119 è stato istituito, nell'ambito dell'ufficio di gabinetto del Ministero, un gruppo di lavoro interistituzionale. A conclusione delle proprie attività, il gruppo di lavoro ha elaborato un parere interlocutorio che, in data 1° luglio 2019, è stato pubblicato sul sito del Ministero. A seguito del mio insediamento, d'intesa con tutto l'Esecutivo, ho provveduto a disporre ulteriori approfondimenti istruttori ancora in corso che si rendono indispensabili alla luce delle risultanze e delle indagini già avviate dall'autorità giudiziaria. Si tratta, con ogni evidenza, di un procedimento amministrativo particolarmente complesso, il cui provvedimento finale, elaborato alla luce di ciò che emergerà dall'istruttoria, verrà sottoposto alla preventiva valutazione del Consiglio dei ministri e sarà ispirato esclusivamente ai principi di legalità e di piena realizzazione dell'interesse pubblico senza sconto alcuno".

Tra le conclusioni del citato parere interlocutorio si legge che i possibili rischi, derivanti dalla risoluzione unilaterale della Convenzione con ASPI da parte del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, "discendenti dallo squilibrato contenuto e dalle modalità di approvazione della Convenzione, potrebbero comunque consigliare una diversa soluzione, rimessa alla valutazione politica o legislativa, volta alla rinegoziazione della stessa Convenzione".

La convenzione, stipulata il 12 ottobre 2007, è stata approvata per legge in virtù del disposto dell'art. 8- duodecies del D.L. 59/2018. In merito agli effetti derivanti dall'approvazione per legge della convenzione, nel citato parere interlocutorio del 1° luglio 2019 si legge che "tale approvazione, peraltro non così infrequente nel diritto dell'economia, deve infatti ritenersi limitata alla fase procedimentale dell'integrazione degli effetti della Convenzione, a completamento di un procedimento contrattuale già perfezionato, ma la cui fase amministrativa – come ricordato – era andata incontro a osservazioni critiche e pareri negativi di vario genere. L'approvazione non può invece estendersi anche ai contenuti e al dettaglio della Convenzione. Non si ignora come in giurisprudenza esista almeno un precedente apparentemente favorevole ad una lettura della legificazione estesa all'intero contenuto delle clausole convenzionali (Cons. St., sez. IV, n. 4262 del 2012)".
Nel medesimo parere viene altresì ricordato che "L'attuale Codice dei contratti distingue i casi in cui la concessione sia risolta per causa imputabile al concedente o sia revocata per motivi di pubblico interesse (disciplinandoli al comma 4 dell'articolo 176 e prevedendo solo per essi il pagamento di una serie di voci pecuniarie a beneficio del concessionario) dall'ipotesi in cui, invece, la concessione sia risolta per inadempimento del concessionario (commi 7 e 8). La Convenzione, invece, non opera analoga distinzione, ponendo sullo stesso piano qualunque ipotesi di cessazione anticipata del rapporto concessorio (v. articolo 9- bis, commi 1 e 5) e per tutte prevedendo la «singolare» clausola del pagamento, a carico del Concedente, di un indennizzo/risarcimento pari all'importo corrispondente al valore attuale netto dei ricavi della gestione prevedibile dalla data del provvedimento sino alla scadenza della concessione, […] pagamento al quale è peraltro subordinata l'efficacia della cessazione degli effetti della Concessione".
Si fa notare che l'articolo 35, comma 1, del D.L. 162/2019 ha introdotto una disciplina, derogatoria rispetto a quella prevista dal Codice dei contratti pubblici (D.Lgs. 50/2016), finalizzata a regolare i casi di revoca, decadenza o risoluzione di concessioni di strade o di autostrade, ivi incluse quelle sottoposte a pedaggio. In particolare tale comma dispone, tra l'altro, che "Qualora l'estinzione della concessione derivi da inadempimento del concessionario si applica l' articolo 176, comma 4, lettera a) del decreto legislativo 18 aprile 2016, n. 50, anche in sostituzione delle eventuali clausole convenzionali, sostanziali e procedurali, difformi, anche se approvate per legge, da intendersi come nulle ai sensi dell' articolo 1419, secondo comma, del codice civile, senza che possa operare, per effetto della presente disposizione, alcuna risoluzione di diritto. L'efficacia del provvedimento di revoca, decadenza o risoluzione della concessione non è sottoposta alla condizione del pagamento da parte dell'amministrazione concedente delle somme previste dal citato articolo 176, comma 4, lettera a)". Tali disposizioni recate dal comma 1 dell'art. 35 del D.L. 162/2019 sembrano finalizzate a impedire l'applicazione di clausole, quali quella contenuta nell'art. 9- bis, comma 4, della Convenzione unica con ASPI, volte a disporre che la convenzione si intende risolta di diritto in presenza di atti o fatti, ivi inclusi "mutamenti sostanziali del quadro legislativo o regolatorio", che prevedano la inserzione automatica di nuove norme nella convenzione ovvero un obbligo di rinegoziazione alle condizione previste nell'atto e/o fatto e/o provvedimento legislativo o regolatorio, a meno che il Concessionario non comunichi al Concedente, entro un termine prestabilito, la volontà di accettare l'inserzione automatica di norme ovvero di procedere alla rinegoziazione.

Successivamente, nel corso del Consiglio dei ministri del 14 luglio 2020, il Ministro delle infrastrutture e dei trasporti ha svolto un'informativa sullo stato di definizione della procedura di grave inadempimento nei confronti di Autostrade per l'Italia SpA, nella quale sono state esposte le possibili alternative sulla definizione della vicenda, finalizzate alla stipula di una transazione.

In risposta all'interrogazione 5/04508, il rappresentante del Governo nella seduta del 5 agosto 2020, ha ricordato che "il Consiglio dei ministri, nella seduta del 14 luglio scorso, ha esaminato le due nuove proposte transattive, trasmesse dalla medesima società, e ha ritenuto di avviare l'iter per la formale definizione della transazione, ritenendo la revoca una soluzione, allo stato, meno vantaggiosa per l'interesse pubblico, considerate le conseguenze che la stessa avrebbe determinato sul piano tecnico, giuridico, economico, finanziario ed occupazionale". Ulteriori elementi sono stati forniti, successivamente, in risposta all'interrogazione 3/01889.

Con la mozione 1-00265 e abbinate, si è impegnato il Governo, tra l'altro, a dare seguito a quanto deciso in sede di Consiglio dei ministri del 14 luglio 2020 in merito alla transazione citata, "chiarendo le tempistiche e la scansione temporale delle fasi di attuazione previste per la definizione della transazione con Autostrade per l'Italia". 

Si ricorda che già in precedenza, poche settimane dopo il crollo del ponte Morandi, l'Assemblea della Camera aveva approvato una risoluzione (n. 6/00014) volta ad impegnare il Governo, tra l'altro, "a verificare se, in relazione al rapporto di concessione con Autostrade per l'Italia s.p.a., vi siano gli estremi per la revisione, la revoca o la risoluzione della concessione, in relazione sia all'oggettivo difetto di buona custodia, testimoniato dal collasso del ponte Morandi, che in relazione alle risultanze della Commissione ispettiva istituita presso il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, nonché degli accertamenti medio tempore compiuti dall'autorità giudiziaria" e "a valutare la possibilità di individuare un soggetto a prevalente o totale partecipazione pubblica subentrante nel rapporto concessorio, ferma restando la salvaguardia della funzionalità delle infrastrutture nel periodo transitorio". 

Nel comunicato stampa del 12 giugno 2021 di Cassa depositi e prestiti viene reso noto che "il Consorzio - composto da CDP Equity, Blackstone Infrastructure Partners e Macquarie Asset Management - oggi ha annunciato di aver raggiunto l'accordo con Atlantia S.p.A. ("Atlantia") per l'acquisizione dell'88,06 % del pacchetto azionario di Autostrade per l'Italia S.p.A.".

In risposta all'interrogazione 3/02358, resa nella seduta del 23 giugno 2021, il Ministro delle infrastrutture ha ricordato che "il trasferimento della partecipazione di controllo detenuta da Atlantia in Aspi a un soggetto pubblico individuato da Cassa depositi e prestiti Spa costituisce uno degli impegni assunti dalla medesima società per addivenire a una definizione consensuale del procedimento di contestazione avviato nei confronti di Aspi a seguito del crollo del viadotto sul fiume Polcevera, rappresento che gli uffici del Ministero, unitamente a quelli del MEF, stanno eseguendo ulteriori approfondimenti al piano economico-finanziario, che già prevede investimenti sull'intera rete gestita per complessivi 13,2 miliardi".

ultimo aggiornamento: 26 luglio 2021
Contratto di programma

L'ultimo contratto di programma  - il contratto di programma 2016-2020 - è stato pubblicato con il decreto interministeriale MIT-MEF del 27 dicembre 2017, n. 588, recependo le prescrizioni indicate nella delibera CIPE n. 65 del 7 agosto 2017, che ha approvato lo schema di contratto, recependo  le osservazioni del NARS (Nucleo di consulenza per l'attuazione delle linee guida per la regolazione dei servizi di pubblica utilità).

Con la Delibera CIPE n. 36/2019 del 24 luglio 2019 è stato approvato l'aggiornamento 2018-2019 del contratto di programma 2016-2020 tra Ministero delle infrastrutture e dei trasporti e Anas S.p.a. 

Contenzioso

Il comma 4 dell'articolo 13 del D.L. 162/2019 estende temporalmente la disposizione che consente all'ANAS di definire le controversie con le imprese appaltatrici derivanti dall'iscrizione di riserve o da richieste di risarcimento, mediante la sottoscrizione di accordi bonari e/o transazioni giudiziali e stragiudiziali, nei limiti e secondo i presupposti previsti dalla normativa, sostituendo il riferimento temporale - attualmente previsto dal 2017 al 2019 - con quello dal 2017 al 2022.

La disposizione introduce poi un nuovo comma 7-ter nella norma novellata, in base al quale l'ANAS viene autorizzata a definire mediante transazioni giudiziali e stragiudiziali altresì le controversie derivanti da richieste di risarcimento con i contraenti generali, a condizione che sussistano i presupposti previsti dall'articolo 208 del codice dei contratti pubblici e previa valutazione della convenienza economica di ciascuna operazione da parte della società stessa.

Si ricorda che nella G.U. del 16 novembre 2019 è stata pubblicata la delibera CIPE 1° agosto 2019, n. 60 recante "Individuazione risorse annuali disponibili per la definizione del piano di deflazione del contenzioso di Anas S.p.a. - decreto-legge 24 aprile 2017, n. 50, articolo 49".
Canoni

Il comma 1 dell'art. 214 del D.L. 34/2020 ha introdotto un contributo straordinario, a favore dell'ANAS, a compensazione della diminuzione degli introiti del canone sui pedaggi delle concessionarie autostradali causata dalla riduzione della circolazione autostradale conseguente alle misure di contenimento e prevenzione dell'emergenza epidemiologica da COVID-19. A tal fine ha autorizzato la spesa di 25 milioni di euro annui dal 2021 al 2034.

Il comma 15 dell'articolo 13 del D.L. 183/2020 ha modificato i termini procedurali e le modalità di calcolo per l'erogazione di tale contributo.

Ulteriori disposizioni

Il comma 97 della legge di bilancio 2019 (L. 145/2018) ha previsto che, in sede di aggiornamento del contratto di programma ANAS 2016-2020, una quota delle risorse da contrattualizzare o che si rendano disponibili nell'ambito delle finalità già previste dal vigente contratto, nel limite di 5 milioni di euro per ciascuno degli anni 2019 e 2020, viene destinata alla progettazione e alla realizzazione di interventi di adeguamento e messa in sicurezza degli svincoli delle tangenziali dei capoluoghi di provincia.

L'articolo 2-ter del D.L. 76/2020 ha disposto che, fino al 31 dicembre 2021, è consentito ad ANAS S.p.A. di avvalersi dei contratti, anche di accordi quadro, stipulati dalle società del gruppo Ferrovie dello Stato per gli acquisti unitari di beni e servizi appartenenti alla stessa categoria merceologica e legati alla stessa funzione, non direttamente strumentali ai propri compiti istituzionali.

L'art. 206 del D.L. 34/2020 prevede, al comma 5-bis, che al fine di completare gli interventi relativi alla strada statale n. 4 "via Salaria" - variante Trisungo-Acquasanta - 2° lotto funzionale dal km 155+000 al km 161+500, nonché gli interventi relativi alla strada statale n. 4 "via Salaria" - Realizzazione di strada a quattro corsie dal km 36 al km 54, è autorizzata la spesa di 3 milioni di euro per l'anno 2020 e di 17 milioni di euro per l'anno 2021 per le attività di progettazione. Tali risorse (ai sensi del successivo comma 5-ter) sono trasferite all'ANAS S.p.A. per le attività di progettazione nonché, per la quota eventualmente residua, per la realizzazione dei medesimi interventi, che sono inseriti nel contratto di, programma con l'ANAS S.p.A. con priorità di finanziamento e realizzazione. I commi 723-724 della legge di bilancio 2021 (L. 178/2020) autorizzano la spesa di 2 milioni di euro per l'anno 2021 per l'effettuazione da parte di ANAS s.p.a. degli interventi urgenti di messa in sicurezza della SS. 4 Via Salaria nel tratto compreso tra il chilometro 58 e il chilometro 62, prevedendo che ad essi si provvede a valere sulle risorse attribuite al Ministero delle infrastrutture e dei trasporti ai sensi dell'art. 1, comma 95, della L. n. 145/2018 (legge di bilancio 2019) e già assegnate ad ANAS.

L'articolo 72 del D.L. 73/2021 prevede l'assegnazione ad ANAS S.p.A. di 35,5 milioni di euro per l'anno 2021, al fine di garantire la sicurezza della circolazione stradale e la copertura degli oneri connessi alle attività di monitoraggio, sorveglianza, gestione, vigilanza, infomobilità e manutenzione delle strade inserite nella rete di interesse nazionale, trasferite dalle Regioni Piemonte, Lombardia, Veneto, Emilia Romagna e Toscana ad ANAS S.p.A (comma 1). Per tali finalità si prevedono inoltre assunzioni, negli anni 2021 e 2022, con contratti di lavoro a tempo determinato, di 370 unità di personale in possesso di alta specializzazione nei settori dell'ingegneria, dell'impiantistica, dell'elettrotecnica e della manutenzione delle infrastrutture stradali, per una spesa di 12,63 milioni di euro per l'anno 2021 e 25,258 milioni di euro per l'anno 2022 (comma 2).

ultimo aggiornamento: 26 luglio 2021

Con il decreto-legge n. 109/2018 (emanato per far fronte all'emergenza determinatasi in seguito al crollo del c.d. ponte Morandi) sono state dettate varie disposizioni in materia di sicurezza stradale. In particolare, l'art. 1-ter detta norme per la verifica e messa in sicurezza delle infrastrutture viarie in convenzione, con particolare riguardo ai ponti, viadotti e cavalcavia, mentre gli articoli 12 e 14 riguardano, rispettivamente, l'istituzione dell'Agenzia nazionale per la sicurezza delle ferrovie e delle infrastrutture stradali e autostradali (ANSFISA), nonché il monitoraggio dinamico per la sicurezza delle infrastrutture stradali e autostradali in condizioni di criticità.

In attuazione delle disposizioni recate dall'art. 12 citato, sono stati emanati i due decreti ministeriali per il funzionamento dell'Agenzia, vale a dire il decreto 13 febbraio 2020, n. 25, contenente il regolamento di amministrazione dell'ANSFISA, e il decreto 28 gennaio 2020, n. 24, contenente lo statuto dell'ANSFISA.
La disciplina dell'ANSFISA è stata recentemente modificata e integrata dall'art. 65 del D.L. 77/2021 con l'obiettivo di definire meglio le competenze e le attività dell'Agenzia, eliminando possibili profili di interferenza o sovrapposizioni con le attività svolte dagli enti gestori o concessionari, dal Ministero delle infrastrutture e della mobilità sostenibili, in qualità di concedente, nonché dalla Commissione permanente per le gallerie, istituita presso il Consiglio superiore dei lavori pubblici.

In materia di monitoraggio è successivamente intervenuto l'art. 49, commi 1-5, del D.L. 76/2020 che ha operato una revisione complessiva della disciplina del sistema di monitoraggio dinamico per la sicurezza di ponti e viadotti e opere similari su strade e autostrade, introdotta dall'art. 14 del D.L. 109/2018 (comma 4). Tale disciplina viene inoltre integrata (dal medesimo comma 4) con la previsione di linee guida per il mantenimento in sicurezza sia per ponti, viadotti e opere similari, che (ai sensi dei commi 1-3) per le gallerie della rete stradale e autostradale. Ulteriori disposizioni sono recate (dal comma 5) per disciplinare la titolarità, in caso di attraversamento a livelli sfalsati tra due strade appartenenti a enti diversi, delle strutture che realizzano l'opera d'arte principale del sottopasso o sovrappasso, comprese le barriere di sicurezza nei sovrappassi.

Degno di nota anche l'art. 51 del medesimo decreto-legge, recante "Semplificazioni in materia di VIA per interventi di incremento della sicurezza di infrastrutture stradali, autostradali, ferroviarie e idriche e di attuazione degli interventi infrastrutturali", che reca disposizioni finalizzate all'accelerazione e/o alla semplificazione delle procedure autorizzative ambientali e paesaggistiche, relative agli interventi sulle infrastrutture citate.

L'articolo 1, comma 2, lettera c), nn. 5 e 6, del D.L. 59/2021 determina le risorse del Piano nazionale per gli investimenti complementari al PNRR, da destinare, rispettivamente, per gli anni dal 2021 al 2026, a favore, di interventi di:
- messa in sicurezza e implementazione di un sistema di monitoraggio dinamico per il controllo da remoto di ponti, viadotti e tunnel (A24-A25), per un importo complessivo di 1 miliardo di euro;
- implementazione di un sistema di monitoraggio dinamico per il controllo da remoto di ponti, viadotti e tunnel della rete viaria principale, per un importo complessivo di 450 milioni di euro.

Un ulteriore intervento, di carattere finanziario, è stato invece operato con l'art. 49 del D.L. 104/2020 che ha istituito, nello stato di previsione del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, un Fondo con una dotazione pari a 200 milioni di euro per ciascuno degli anni dal 2021 al 2023, per la messa in sicurezza dei ponti e viadotti esistenti e la realizzazione di nuovi ponti in sostituzione di quelli esistenti con problemi strutturali di sicurezza. Il riparto e l'assegnazione delle risorse del Fondo, a favore delle Città metropolitane e delle province territorialmente competenti, sarà definito con decreto del Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, da emanare entro il 31 gennaio 2021, di concerto con il Ministro dell'economia e delle finanze, previa intesa in sede di Conferenza Stato Città ed Autonomie Locali.

In attuazione di tale disposizione è stato emanato il D.M. 7 maggio 2021.

In attuazione della delega recata dalla legge 53/2021 (legge di delegazione europea 2019-2020), il Governo ha trasmesso alle Camere lo schema di decreto legislativo recante attuazione della direttiva (UE) 2019/1936 che modifica la direttiva 2008/96/CE sulla gestione della sicurezza delle infrastrutture stradali (atto del governo n. 282), recepita in Italia con il d.lgs. 35/2011.

Nelle more del recepimento è intervenuta la disposizione recata dal comma 3 dell'art. 13 del D.L. 183/2020, che ha disposto la proroga di un anno dei termini di applicazione della normativa sulla gestione della sicurezza delle infrastrutture stradali comprese nella rete stradale transeuropea (recata dal d.lgs. 35/2011) alle strade appartenenti alla rete di interesse nazionale ma non comprese nella citata rete nonché alle strade di competenza delle regioni e degli enti locali.

L'art. 30-sexies del D.L. 41/2021 ha introdotto disposizioni in materia di sicurezza per le gallerie della rete stradale. Tale norma interviene modificando la composizione della Commissione permanente per le gallerie il cui compito è quello di assicurare il rispetto, da parte dei gestori, di tutti gli aspetti relativi alla sicurezza di una galleria.

Si ricorda inoltre l'art. 43, commi 2-bis e 2-ter, del D.L. 77/2021, che contiene disposizioni per favorire la trasformazione digitale della rete stradale nazionale, le sperimentazioni su strada pubblica di sistemi di guida automatica e connessa e per l'istituzione di un Osservatorio tecnico di supporto per le Smart Road e per i veicoli e i mezzi innovativi di trasporto su strada a guida connessa e automatica.

ultimo aggiornamento: 26 luglio 2021

Di seguito si dà conto delle risorse per infrastrutture stradali direttamente destinate a comuni, province e città metropolitane e con finalità generale. Non sono quindi incluse, ad esempio: le risorse destinate a strade provinciali nell'ambito dei finanziamenti previsti per le olimpiadi invernali del 2026; le risorse destinate all'ANAS; le risorse del Fondo complementare al PNRR (previste dal D.L. 59/2021).

Si dà altresì conto, in un apposito paragrafo, delle risorse derivanti dai decreti di riparto dei c.d. fondi investimenti.

Risorse in favore di province e città metropolitane

 Legge di bilancio 2019 (legge n. 145/2018)

All'interno della legge di bilancio 2019 sono contenute le seguenti disposizioni degne di nota:

- il comma 883, che ha attribuito alla regione Sicilia l'importo complessivo di euro 540 milioni da destinare ai liberi consorzi e alle città metropolitane per le spese di manutenzione straordinaria di strade e scuole, da erogare in quote di euro 20 milioni per ciascuno degli anni 2019 e 2020 e di euro 100 milioni per ciascuno degli anni dal 2021 al 2025;

- i successivi commi 889 e 890, che disciplinano l'attribuzione alle Province delle Regioni a Statuto ordinario di un contributo di 250 milioni di euro annui per gli anni dal 2019 al 2033 (pari, complessivamente a 3,75 miliardi) per il finanziamento di piani di sicurezza a valenza pluriennale per la manutenzione di strade e scuole. Il contributo è ripartito, con decreto del Ministero dell'Interno, entro il 20 gennaio 2019, sulla base dei criteri indicati dalla norma. In attuazione di tale disposizione è stato emanato il D.M. 4 marzo 2019;

- il comma 891 che, per la messa in sicurezza dei ponti esistenti e la realizzazione di nuovi ponti in sostituzione di quelli esistenti con problemi strutturali di sicurezza nel bacino del Po, ha istituito nello stato di previsione del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti un fondo da ripartire, con una dotazione di 50 milioni di euro per ciascuno degli anni dal 2019 al 2023, a favore delle città metropolitane e delle province territorialmente competenti e dell'ANAS Spa. In attuazione di tale norma è stato emanato il D.M. 3 gennaio 2020.

- i commi comma 933 e 934, che prevedono l'assegnazione a Roma Capitale di una dotazione finanziaria pari a 40 milioni di euro per l'anno 2019 e a 20 milioni di euro per l'anno 2020 per interventi di ripristino straordinario della piattaforma stradale della grande viabilità da eseguire anche, nei casi emergenziali, con il Ministero della difesa, nonché un'autorizzazione di spesa di 5 milioni di euro per ciascuno degli anni 2019, 2020 e 2021, per l'acquisto di mezzi strumentali al ripristino delle piattaforme stradali.

Legge di bilancio 2020 (L. 160/2019)

All'interno della legge di bilancio 2020 sono contenute le seguenti disposizioni degne di nota:

- il comma 51 (come modificato dall'art. 45 del D.L. 104/2020) che, al fine di favorire gli investimenti, prevede l'assegnazione agli enti locali di contributi destinati alla spesa di progettazione definitiva ed esecutiva per interventi di messa in sicurezza del territorio a rischio idrogeologico, di messa in sicurezza ed efficientamento energetico delle scuole, degli edifici pubblici e del patrimonio degli enti, nonché per investimenti di messa in sicurezza di strade, nel limite di 85 milioni di euro per l'anno 2020, di 128 milioni di euro per l'anno 2021, di 170 milioni di euro per l'anno 2022 e di 200 milioni di euro per ciascuno degli anni dal 2023 al 2031. Il riparto delle risorse relative alle annualità 2020 e 2021 è stato effettuato, rispettivamente, con il D.M. 31 agosto 2020 e con il D.M. 3 maggio 2021, in favore principalmente dei comuni.

- il comma 51-bis (introdotto dall'art. 45 del D.L. 104/2020), che prevede che le risorse assegnate agli enti locali per gli anni 2020 e 2021 ai sensi del comma 51 sono incrementate di 300 milioni di euro per ciascuno degli anni 2020 e 2021, e sono finalizzate allo scorrimento della graduatoria dei progetti ammissibili per l'anno 2020. In attuazione di quanto disposto da tale comma è stato emanato il D.M. 7 dicembre 2020 le cui risorse sono però principalmente destinate ai comuni.

- il comma 62 (che ha riscritto il comma 1076 della legge di bilancio 2018, legge 27 dicembre 2017, n. 205, ed è stato successivamente modificato dall'art. 38-bis, comma 4, del D.L. 162/2019) che prevede che per il finanziamento degli interventi relativi a programmi straordinari di manutenzione della rete viaria di province e città metropolitane è autorizzata la spesa di 120 milioni di euro per l'anno 2018, di 300 milioni di euro per l'anno 2019, di 360 milioni di euro per l'anno 2020, di 410 milioni di euro per l'anno 2021, di 575 milioni di euro per ciascuno degli anni 2022 e 2023 e di 275 milioni di euro per ciascuno degli anni dal 2024 al 2034.

In attuazione dei commi 1076-1078 dell'art. 1 della legge di stabilità 2018 (L. 205/2017) è stato emanato il D.M. 16 febbraio 2018, recante "Finanziamento degli interventi relativi a programmi straordinari di manutenzione della rete viaria di province e città metropolitane", poi integrato, al fine di tener conto del mutato quadro normativo, dal D.M. 19 marzo 2020.
Ulteriori disposizioni

Il comma 3 dell'articolo 31-bis del D.L. 162/2019 ha disposto l'assegnazione, per il periodo 2020-2024, di 20 milioni di euro e di 10 milioni euro annuali, rispettivamente, per le città metropolitane di Roma e di Milano, per il finanziamento di piani di sicurezza a valenza pluriennale di manutenzione di strade e di scuole.

L'art. 49 del D.L. 104/2020, per la messa in sicurezza dei ponti e viadotti esistenti e la realizzazione di nuovi ponti in sostituzione di quelli esistenti con problemi strutturali di sicurezza, ha istituito nello stato di previsione del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti un fondo da ripartire a favore delle città metropolitane e delle province territorialmente competenti, con una dotazione di 200 milioni di euro per ciascuno degli anni dal 2021 al 2023. In attuazione di quanto disposto dal presente comma è stato emanato il D.M. 7 maggio 2021 che ha ripartito la somma di 1,15 miliardi di euro (derivanti dallo stanziamento previsto dal D.L. 104/2020 coma rifinanziato dalla legge di bilancio 2021).

Risorse in favore dei comuni
Legge di bilancio 2019 (legge n. 145/2018)

commi da 107 a 114 della legge di bilancio 2019 (legge n. 145/2018) disciplinano l'assegnazione di contributi da parte del Ministero dell'interno ai comuni, per un limite complessivo di 400 milioni di euro, per favorire gli investimenti per la messa in sicurezza di scuole, strade, edifici pubblici e patrimonio comunale. Sono stabiliti, inoltre, i criteri di assegnazione dei contributi, le modalità di erogazione, l'affidamento e l'esecuzione dei lavori, inclusi i termini per l'eventuale revoca e riassegnazione dei contributi previsti. Si disciplinano altresì il monitoraggio e il controllo dei finanziamenti erogati e dell'esecuzione delle opere pubbliche.

In attuazione di tali norme è stato emanato il  D.M. Interno 10 gennaio 2019 che ha provveduto all'attribuzione a tutti i comuni aventi popolazione fino a 20.000 abitanti di contributi nel limite complessivo di 394,49 milioni di euro, per l'anno 2019, secondo le tabelle di riparto (elaborate tenendo conto delle fasce di popolazione) contenute negli  allegati al decreto medesimo.


Ulteriori risorse per la manutenzione delle strade e destinate, in ultima istanza, ai comuni richiedenti, sono previste dai commi 134-148 della medesima legge di bilancio.

I commi da 134 a 148 (come modificati dalla legge di bilancio 2021) prevedono l'assegnazione ai comuni, al fine di consentire la realizzazione di opere pubbliche per la messa in sicurezza degli edifici e del territorio, contributi per un importo complessivo di oltre 10 miliardi per il periodo 2021-2034 (che tiene conto delle riduzioni operate dall'art. 39, comma 14-octies, del D.L. 162/2019). Oltre alle procedure per la concessione dei contributi ai comuni, sono disciplinati l'utilizzo dei risparmi derivanti da eventuali ribassi d'asta nonché il monitoraggio degli investimenti effettuati. Il comma 135 chiarisce che i contributi sono destinati ad investimenti per la messa in sicurezza del territorio a rischio idrogeologico; di strade, ponti, e viadotti; nonché degli edifici, con precedenza per gli edifici scolastici, e altre strutture di proprietà dei comuni.

In materia è intervenuto l'art. 4, comma 12- bis, del D.L. 32/2019, che ha aggiunto il comma 148- bis all'art. 1 della legge n. 145/2018 al fine di disporre l'applicazione della disciplina prevista dai commi 140-148, seppur limitatamente all'anno 2020, anche ai contributi da attribuire, sempre da parte del Ministero dell'interno, ai comuni per interventi di messa in sicurezza di edifici e del territorio, pari a 400 milioni di euro, previsti dall'art. 1, comma 853, della legge 27 dicembre 2017, n. 205 (legge di bilancio 2018). L'assegnazione di tale contributo, relativo all'esercizio 2020 e pari complessivamente a circa 400 milioni di euro, è stata disciplinata con il decreto 30 dicembre 2019.
L' art. 46 del D.L. 104/2020 (c.d. decreto agosto) è poi intervenuto sulle disposizioni in questione, al fine di operare una rimodulazione delle risorse (prevedendo, in particolare, un incremento di 2.650 milioni di euro per gli anni 2021-2022), disciplinare l'utilizzo delle risorse aggiuntive, nonché prorogare di 3 mesi i termini di affidamento dei lavori da parte dei comuni beneficiari dei contributi riferiti agli anni 2019 e 2020. Ulteriori modifiche riguardano la documentazione da allegare alla richiesta di contributo, i controlli a campione sulle opere finanziate, nonché la disciplina relativa alle attività di supporto, assistenza tecnica e vigilanza connesse all'utilizzo delle risorse.
Con il D.M. 5 agosto 2020 è stato approvato il modello di certificazione informatizzato, da utilizzare per la richiesta di contributi per l'anno 2021. Le risorse previste dal comma 139 per l'annualità 2021 sono state ulteriormente incrementate (per un importo pari a 600 milioni di euro) dalla sezione II della legge 30 dicembre 2020, n. 178 (legge di bilancio 2021). Il riparto delle risorse previste dal comma 139 per l'anno 2021 è stato effettuato con il D.M. Interno 23 febbraio 2021.


Da segnalare anche i commi 892-895, che attribuiscono ai comuni, per ciascuno degli anni dal 2019 al 2033, un contributo a ristoro del minor gettito ad essi derivante in conseguenza della sostituzione dell'IMU sull'abitazione principale con la TASI su tutti gli immobili. Il contributo è assegnato nell'importo complessivo di 190 milioni annui, da destinare al finanziamento di piani di sicurezza a valenza pluriennale finalizzati alla manutenzione di strade, scuole ed altre strutture di proprietà comunale. Il riparto avverrà tramite decreto del Ministro dell'interno, in proporzione alla ripartizione dei contributi già effettuata nei due anni precedenti. Tali contributi dovranno essere monitorati attraverso il sistema di monitoraggio delle opere pubbliche.

In attuazione  di tali norme è stato emanato il D.M. 14 marzo 2019 che, in apposito allegato, ha individuato le quote assegnate ai singoli comuni.
Legge di bilancio 2020 (L. 160/2019)

I commi 44-46 della L. 160/2019 istituiscono e disciplinano un fondo, nello stato di previsione del Ministero dell'interno, per investimenti nei comuni, con una dotazione di 400 milioni di euro, per ciascuno degli anni dal 2025 al 2034, destinato al rilancio degli investimenti per lo sviluppo sostenibile e infrastrutturale del Paese, in particolare nei settori di spesa dell'edilizia pubblica, inclusi manutenzione e sicurezza ed efficientamento energetico, della manutenzione della rete viaria, del dissesto idrogeologico, della prevenzione del rischio sismico e della valorizzazione dei beni culturali e ambientali..

Ulteriori disposizioni

L'art. 4, comma 7, del D.L. 32/2019 dispone la conclusione dei programmi infrastrutturali "6000 Campanili" e "Nuovi Progetti di Intervento" (D.L. 69 del 2013, Legge n. 147/2013 e D.L. 133 del 2014) a decorrere dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto-legge. Le economie risultanti dai predetti programmi sono assegnate ad un nuovo Programma di interventi infrastrutturali per piccoli Comuni fino a 3.500 abitanti per lavori di immediata cantierabilità per la manutenzione di strade, illuminazione pubblica, strutture pubbliche comunali e per l'abbattimento delle barriere architettoniche.

L'art. 30, comma 14-bis, del D.L. 34/2019, come riscritto dall'art. 51, comma 1, lettera a), del D.L. 104/2020, al fine di stabilizzare i contributi a favore dei comuni con popolazione inferiore a 1.000 abitanti allo scopo di potenziare gli investimenti per una serie di finalità tra le quali la messa in sicurezza di strade, autorizza a decorrere dal 2021, nello stato di previsione del Ministero dell'interno, l'avvio di un programma pluriennale per la realizzazione degli interventi di cui all'articolo 1, comma 107, della L. 145/2018, prevedendo uno stanziamento nel limite massimo di 160 milioni di euro per l'anno 2021, 168 milioni di euro per ciascuno degli anni 2022 e 2023, 172 milioni di euro per l'anno 2024, 140 milioni di euro per ciascuno degli anni dal 2025 al 2030, 132 milioni di euro per ciascuno degli anni dal 2031 al 2033 e 160 milioni di euro a decorrere dall'anno 2034.

Il riparto di tali risorse è stato effettuato con il D.M. 29 gennaio 2021.

L'art. 94 del D.L. 104/2020 prevede, ai commi da 1-bis a 1-quater, al fine di migliorare le condizioni di sicurezza stradale, autorizzazioni di spesa di 2 milioni di euro nel biennio 2021-2022 in favore del Comune di Varese e di 1 milione di euro per l'anno 2020 per la progettazione di un sottopasso nel comune di Cinisello Balsamo.

Le risorse derivanti dal riparto dei c.d. fondi investimenti

Nella relazione concernente lo stato di avanzamento degli interventi di competenza del Ministro delle infrastrutture e della mobilità sostenibili finanziati con le risorse del fondo per gli investimenti e lo sviluppo infrastrutturale del Paese, di cui all'articolo 1, comma 140, della legge 11 dicembre 2016, n. 232, e del fondo di cui all'articolo 1, comma 95, della legge 30 dicembre 2018, n.145, aggiornata al 31 dicembre 2020 (Doc. CCXL, n. 5) si ricorda che il settore stradale ha ricevuto le seguenti risorse:
- euro 456.960.534, per gli anni dal 2019 al 2033, destinati ai programmi straordinari di manutenzione della rete viaria di province e città metropolitane, a valere sul Fondo investimenti ex comma 95 (capitolo 7574/02). Con decreti del Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, n. 123 del 19 marzo 2020 e n. 224 del 29 maggio 2020, sulla base di quanto disposto con precedente D.M. n. 49 del 16 febbraio 2018, sono stati stabiliti i criteri e le modalità di gestione delle risorse. La Direzione Generale ha provveduto, nel corso del 2020, all'impegno pluriennale delle risorse integrative modulate nei suindicati decreti del Ministro n. 123 del 2020 e n. 224 del 2020 e a trasferimento, nei termini previsti, alle province e alle città metropolitane, degli importi relativi alle annualità 2019 (euro 16.051.130,00) e 2020 (euro 12.830.869,04) con DM 224 del 2020 che risultano, pertanto, completamente erogate;
- euro 5.528.638.044, per gli anni dal 2018 al 2032, destinati ai contributi in conto impianti da corrispondere all'ANAS S.p.A. per il Contratto di Programma 2016/2020, a valere sul Fondo investimenti ex comma 140 (capitolo 7002/33). Le annualità 2018, 2019 e 2020 - pari complessivamente a euro 264.011.218 - sono state completamente erogate.
- euro 440.000.000, per gli anni dal 2019 al 2029, destinati all'ANAS per la presa in carico dei tratti stradali dismessi dalle Regioni a seguito delle modifiche intervenute nella classificazione della rete stradale di interesse nazionale e di quella di interesse regionale, a valere sul Fondo investimenti ex comma 140 (capitolo 7002/34). Le annualità 2019 e 2020 – pari complessivamente a euro 75.000.000 - sono state completamente erogate.
- euro 574.900.000, per gli anni dal 2017 al 2025, destinati all'ANAS per il ripristino della viabilità delle strade danneggiate dal sisma Centro Italia, a valere sul Fondo investimenti ex comma 140 (capitolo 7002/32).
- euro 132.900.000, per gli anni dal 2020 al 2029, destinati all'ANAS per completamento itinerari stradali - S.S. Adriatica, S.S. Lago Maggiore e S.S. Ionica - previsti nel Contratto di Programma 2016/2020, a valere sul Fondo investimenti ex comma 1072 (capitolo 7002/47). Dell'annualità 2020 pari a 40.000.000 sono stati erogati euro 22.501.247,77 che hanno finanziato la SS 106 JONICA Megalotto 3 - dall'innesto sulla SS 534 (Sibari) a Roseto Capo Spulico, CUP F92C05000080011.
- euro 167.100.000, per gli anni dal 2020 al 2025, destinati all'ANAS per la manutenzione di ponti e viadotti - ripristino di condizioni statiche e adeguamenti sismici, a valere sul Fondo investimenti ex comma 1072 (capitolo 7002/44). In corso definizione Convenzione tra Ministero ed ANAS.
- euro 641.400.000, per gli anni dal 2020 al 2029, destinati all'ANAS a titolo di contributi per la realizzazione di un programma di investimenti per la manutenzione straordinaria per esigenze di sicurezza reti stradali, in particolare per gli interventi relativi alle Strade di Rientro dalle Regioni, a valere sul Fondo investimenti ex comma 1072 (capitolo 7002/45). Dell'annualità 2020, pari a 30.000.000, sono stati erogati euro 10.548.403,82 per il finanziamento di 42 interventi;
- euro 150.000.000, per gli anni dal 2020 al 2024, destinati all'ANAS per il ripristino della viabilità delle strade danneggiate dal sisma Centro Italia, a valere sul Fondo investimenti ex comma 1072 (capitolo 7002/46). Dell'annualità 2020, pari a 20.000.000, sono stati erogati complessivamente euro 884.783,16. 
- euro 2.642.687.005, per gli anni dal 2019 al 2033, destinati all'ANAS per la manutenzione di ponti e viadotti - ripristino di condizioni statiche ed adeguamenti sismici, a valere sul Fondo investimenti ex comma 95 (capitolo 7002/48).
- euro 216.864.817, per gli anni dal 2019 al 2033, destinati all'ANAS per il ripristino della viabilità delle strade danneggiate dal sisma Centro Italia, a valere sul Fondo investimenti ex comma 95 (capitolo 7002/49).

Il settore autostradale ha ricevuto invece le seguenti risorse:
- euro 28.490.000, per l'anno 2017, destinati alla realizzazione della tangenziale esterna est Milano. Tali risorse sono state completamente erogate (capitolo 7537, piano gestionale 2);
- euro 2.000.000.000, per gli anni dal 2018 al 2033, destinati agli interventi di ripristino e messa in sicurezza della tratta autostradale A24 e A25 Strada dei Parchi a seguito degli eventi sismici del 2009, 2016 e 2017 La gestione dei predetti fondi è stata assegnata al Commissario straordinario nominato con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri del 24 settembre 2020. A breve è previsto l'avvio delle opere mediante lo svolgimento dei lavori prioritari (capitolo 7701, piani gestionali 2 e 3).

Ulteriori risorse

Si ricordano, di seguito, disposizioni introdotte con provvedimenti diversi, che recano finanziamenti in favore di infrastrutture stradali.

L'articolo 10-bis del D.L. 101/2019, reca uno stanziamento di 5 milioni di euro per ciascuno degli anni 2020-2021 da destinare alla realizzazione dell'intervento in variante e in ammodernamento del primo tratto del progetto stradale "Mare-Monti".

L'articolo 1, comma 2, lett. c) n. 12, del D.L. 59/2021 (recante "Misure urgenti relative al Fondo complementare al Piano nazionale di ripresa e resilienza e altre misure urgenti per gli investimenti"), destina 300 milioni di euro, per gli anni dal 2021 al 2026, in favore della Strategia Nazionale Aree Interne, con riferimento al programma per il miglioramento dell'accessibilità e della sicurezza delle strade, inclusa la manutenzione straordinaria anche rispetto a fenomeni di dissesto idrogeologico o a situazioni di limitazione della circolazione.

Si ricorda infine che ulteriori risorse destinate alle regioni sono previste, nella L. 145/2018, dai commi 122-123 (che istituiscono un fondo destinato per una serie di finalità, tra le quali la manutenzione delle strade e il rilancio degli investimenti degli enti territoriali), 126 (che ha istituito un fondo, alimentato con le risorse residue del fondo di cui al comma 122, finalizzato, nell'ambito degli accordi tra lo Stato e le regioni a statuto speciale, a investimenti per la messa in sicurezza del territorio e delle strade), 832-843 (che prevedono contributi alle regioni ordinarie per una serie di finalità, tra le quali la realizzazione di interventi nel settore della viabilità e dei trasporti). 

ultimo aggiornamento: 26 luglio 2021

Tra le misure previste dal PNRR in materia di infrastrutture e trasporti, si segnala in particolare l'intervento di riforma sicurezza stradale 4.0 (M3C1-21 e M3C1-22), con investimenti a valere sulle risorse nazionali, riguardanti la messa in sicurezza, il contrasto e l'adattamento al cambiamento climatico della rete stradale, con una forte componente di ammodernamento tecnologico attraverso un sistema di monitoraggio digitale avanzato. In proposito, sono previsti investimenti derivanti soltanto dal Fondo complementare (D.L. 59/2021), che contiene le risorse nazionali da aggiungere a quelle del PNRR, a favore della M3C1, con riferimento alla misura "sicurezza stradale 4.0", per complessivi 1.450 milioni di euro per il periodo 2021-2026. 

L'intervento "Trasferimento della titolarità delle opere d'arte (ponti, viadotti e cavalcavia) relative alle strade di secondo livello ai titolari delle strade di primo livello (autostrade e strade extraurbane principali)" (M3C1-21)  prevede l'attuazione del "decreto semplificazioni" (D.L. n. 76/2020) nella parte in cui dispone il trasferimento della titolarità di ponti, viadotti e cavalcavia sulle strade di secondo livello a quelle di primo livello (autostrade e strade statali), in particolare dai Comuni, dalle Province e dalle Regioni allo Stato. Ciò consentirà un aumento della sicurezza complessiva della rete stradale, in quanto la manutenzione di ponti, viadotti e cavalcavia sarà di competenza dell'ANAS e/o delle società concessionarie autostradali, che hanno capacità di pianificazione e manutenzione migliori rispetto ai singoli comuni o alle province.

L'intervento "Attuazione delle Linee guida per la classificazione e gestione del rischio, la valutazione della sicurezza e il monitoraggio dei ponti esistenti (D.M. 578/2020)" (M3C1-22) prevede l'attuazione del processo di valutazione del rischio di ponti e viadotti esistenti, secondo modalità definite dalle linee guida previste dal D.M. n. 578 del 2020, che assicureranno l'omogeneità della classificazione e della gestione del rischio, della valutazione della sicurezza e del monitoraggio dei ponti, viadotti, rilevati, cavalcavia e opere similari, esistenti lungo strade statali o autostrade gestite da Anas S.p.A. o da concessionari autostradali.

ultimo aggiornamento: 26 luglio 2021

L'8a Commissione (Lavori pubblici) del Senato ha svolto una serie di audizioni nell'ambito dell'indagine conoscitiva sulle concessioni autostradali (deliberata nella seduta del 19 novembre 2019), nel corso delle sedute del 23 giugno e del 1, 2 e 7 Luglio 2020, nonché nel corso della seduta del 30 giugno 2021 nel corso della quale è stata svolta l'audizione del Ministro delle infrastrutture e della mobilità sostenibili.  

 

ultimo aggiornamento: 26 luglio 2021

Con l'emanazione del D.P.C.M. 21 novembre 2019, di revisione delle reti stradali relative alle Regioni Emilia-Romagna, Lombardia, Toscana e Veneto, e del D.P.C.M. 21 novembre 2019 di revisione della rete stradale relativa alla Regione Piemonte, è proseguita la revisione della rete stradale di interesse nazonale avviata nella scorsa legislatura con il D.P.C.M. 20 febbraio 2018 recante "Revisione delle reti stradali di interesse nazionale e regionale ricadenti nelle Regioni Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Lazio, Liguria, Marche, Molise, Puglia, Toscana e Umbria".

Nei pareri del Consiglio superiore dei lavori pubblici sugli schemi dei decreti citati viene evidenziato che le Regioni autonome Valle d'Aosta e Friuli Venezia Giulia, e le Province autonome di Trento e Bolzano, non sono interessate nè dal D.P.C.M. 20 febbraio 2018 nè dai nuovi schemi di decreto in esame poiché "il relativo riordino della viabilità, effettuato rispettivamente con i decreti legislativi n. 320/94, 111/2004 e 320/97, non ha richiesto alcuna riclassificazione. Per quanto riguarda le Regioni Autonome di Sicilia e Sardegna, ad oggi non è stato ancora effettuato il trasferimento [...] delle strade statali non inserite nella rete stradale di interesse nazionale".

In attuazione della delega recata dalla legge 53/2021 (legge di delegazione europea 2019-2020), il Governo ha trasmesso alle Camere lo schema di decreto legislativo recante attuazione della direttiva (UE) 2019/520 concernente l'interoperabilità dei sistemi di telepedaggio stradale e intesa ad agevolare lo scambio transfrontaliero di informazioni sul mancato pagamento dei pedaggi stradali nell'Unione (atto del governo n. 268).

ultimo aggiornamento: 26 luglio 2021
 
temi di Edilizia, infrastrutture e trasporti
 
-